Contro gli incendi arriva l’elicottero Erickson

Il dispositivo di intervento per il contrasto agli incendi boschivi in Piemonte è stato ulteriormente rafforzato con la decisione di impiegare un elicottero Erickson a supporto delle operazioni a partire da oggi È quanto emerge dalla riunione di coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile, cui hanno preso parte la Regione Piemonte, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri e tutti i soggetti impegnati nelle operazioni di contrasto agli incendi boschivi.

Nella mattinata  l’elicottero sarà operativo e verrà posizionato nella base di Cameri per incrementare la capacità di spegnimento nelle aree più complesse.

Il Piemonte sta affrontando una situazione del tutto eccezionale: non si era mai registrato un numero così elevato di incendi boschivi nel mese di luglio, né una durata così prolungata degli eventi. Le alte temperature, unite alla conformazione particolarmente impervia dei territori interessati, rendono in molti casi impossibile l’intervento diretto delle squadre a terra, facendo ricorso quasi esclusivamente all’impiego dei mezzi aerei.

Le aree maggiormente colpite sono il Verbano-Cusio-Ossola e le province di Vercelli e Torino.

In provincia di Torino il fronte più significativo interessa il Parco nazionale del Gran Paradiso, in particolare il territorio del Comune di Valprato Soana.

In Valsesia, l’incendio più impegnativo è localizzato nel Comune di Cravagliana, dove è stato attivato un Posto di comando avanzato dei Vigili del fuoco. Restano inoltre attivi importanti incendi nei territori comunali di Boccioleto, Cervatto, Fobello e Varallo.

Nel Verbano-Cusio-Ossola il fronte più esteso interessa Premosello-Chiovenda, con propagazione verso il Parco nazionale della Val Grande, dove è stato istituito un altro Posto di comando avanzato. Sono inoltre in corso interventi nei comuni di Bannio Anzino e in Val Vigezzo, al confine con il Canton Ticino.

Attualmente operano sul territorio piemontese sette Canadair della flotta aerea dello Stato, un dispositivo notevolmente rafforzato rispetto ai giorni scorsi. Da domenica, inoltre, la presenza stabile dei Canadair dislocati sulla base di Genova è stata incrementata da uno a quattro velivoli, consentendo una risposta ancora più rapida alle esigenze operative del Nord-Ovest; per garantire la continuità delle missioni, i rifornimenti vengono effettuati presso gli aeroporti di Malpensa e Caselle.

«Stiamo affrontando – ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – una situazione che, per il Piemonte, non ha precedenti in questo periodo dell’anno. Il numero dei fronti attivi e la loro persistenza rendono estremamente complessa l’attività di spegnimento, soprattutto nelle aree montane dove l’accesso delle squadre a terra è spesso impossibile. Per questo il coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali, il Corpo AIB Piemonte e tutti gli enti coinvolti è continuo e costante. Ringrazio il Governo e il Dipartimento nazionale per aver accolto la nostra richiesta di ulteriori mezzi aerei. L’arrivo domani dell’elicottero Erickson rappresenta un importante potenziamento del dispositivo operativo e ci consentirà di concentrare ancora di più gli sforzi sui fronti più critici. Un ringraziamento particolare va a tutto il personale volontario impegnato nelle operazioni, che da giorni lavora senza sosta con professionalità, competenza e straordinario spirito di servizio. Il loro impegno, spesso in condizioni estremamente difficili, è fondamentale per proteggere il nostro territorio e garantire la sicurezza delle comunità. Continueremo a mettere in campo ogni risorsa disponibile per tutelare il territorio, le comunità e il nostro patrimonio boschivo».

Museo Accorsi-Ometto, un progetto innovativo per il trentennale dell’apertura

Ricerca, internazionalizzazione e rinnovamento sono le parole chiave del nuovo percorso intrapreso dal Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, sito in via Po 55, a Torino. Un processo, quello dell’intera Fondazione che, se da una parte ha avuto inizio negli anni precedenti con le molteplici acquisizioni di oggetti datati tra il XV secolo e il Novecento, dall’altra vede in atto una vera e propria mutazione, un profondo cambiamento di pelle che porterà il Museo a trasformarsi in un foro aperto al vasto pubblico nazionale e internazionale, evolvendosi, così, dall’attuale condizione di “tempio elitario” dalla tipica espressione localistica.

Il progetto di rinnovamento, la cui conclusione è prevista entro la fine di dicembre 2029, in occasione dei festeggiamenti per il trentennale del Museo Accorsi-Ometto, comprende importanti lavori di restauro di quest’ultimo e di tutto il Complesso della chiesa di Sant’Antonio, dove oggi si trova la Fondazione. La finalità è quella di recuperare, ristrutturare e dare nuovamente forma agli edifici storici, risalenti al XV secolo e nati per accogliere i viandanti che giungevano in città da Est, per rivederli in un’ottica di “varco d’accesso culturale” alla città, di vetrina attraverso la quale raccontare le eccellenze del territorio locale, nazionale e internazionale.

In occasione della conferenza di presentazione del progetto, il Direttore del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Luca Mana, ha svelato la recente acquisizione di un’opera appartenente a un pittore vercellese facente parte, probabilmente, della famiglia Oldoni: una “Natività” risalente al 1500 circa, individuata grazie agli studi sulla celebre famiglia milanese intrapresi durante la mostra su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Tra le altra acquisizioni di rilievo si annoverano il “Trittico con la Crocifissione e Santi” (1390-1400), opera di origine tardo medievale della Bottega degli Embriachi, le “Tazze con le prove del colore blu della manifattura Ginori, a Doccia”, pezzi unici, datati tra il 1740 e il 1745, di cui fa parte la “Tazzina traforata”, la sola conosciuta in porcellana bianca traforata, e due vasi in vetro con coperchio atti a contenere i differenti campioni di terre utilizzati dalla manifattura Ginori nella produzione delle sue porcellane. Tra la metà dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento sono, invece, collocati quattro bozzetti del pittore torinese Francesco Gonin e il “Ritratto della madre” dello scrittore e pittore Carlo Levi.

In un’ottica di rinnovamento e innovazione tecnologica, il Museo Accorsi-Ometto ha avviato una collaborazione con Reveel, una startup finlandese che permette di creare guide interattive e mappe senza dover scaricare la app sul proprio smartphone. Già utilizzata da diverse organizzazioni e attrazioni europee, Reveel consente al pubblico del museo (il primo in Italia ad essere dotato di questo strumento digitale) di fruire dei contenuti in 63 lingue.

“Siamo particolarmente felici di presentare le ultime acquisizioni, l’innovativa web app che consente di visitare il museo in 63 lingue differenti e di annunciare il progetto riguardante il Complesso di Sant’Antonio – ha dichiarato il Direttore Luca Mana – si tratta del primo passo di un percorso che, da qui a fine 2029/inizio 2030, ci porterà a festeggiare il trentennale dell’apertura del Museo. La Fondazione Accorsi-Ometto del futuro sarà nuova e dinamica: un luogo all’interno del quale si potrà parlare e confrontarsi, sull’esempio delle grandi piazze rinascimentali italiane”.

Info: Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto – Via Po 55, Torino

Info@fondazioneaccorsi-ometto.it – fondazioneaccorsi-ometto.it

Orari: Martedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 18 / giovedì dalle 10 alle 20 / sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19 / lunedì chiuso.

Mara Martellotta

Il Liberty di Torre Pellice

Nel fine settimana, si aprono al pubblico le “Ville Liberty” della “Ginevra italiana”. Un patrimonio tutto da scoprire

Sabato 11 luglio

Torre Pellice (Torino)

Capoluogo dell’“Unione Montana del Pinerolese” e da sempre Centro principale della “Chiesa Valdese” italiana (tanto da essere definita la “Ginevra italiana”, un tempo “città-porto sicuro” per i Valdesi costretti a fuggire in Svizzera dal Piemonte sabaudo e dalle valli alpine), Torre Pellice, principale sito dell’omonima Valle, alla confluenza tra i torrenti Pellice e Angrogna, è storicamente associata (e non poteva essere altrimenti) alla “memoria valdese” e al suo celebre “Sinodo”, che proprio lì (nella “Casa Valdese”) si tiene ogni anno a fine agosto. Ma Torre Pellice è sì in gran parte questo, ma anche altro. E la sua antica Storia si lega a un presente fatto di importanti eventi sociali e culturali (è la città, ad esempio, sede non solo del “Museo Valdese” e di due importanti “Biblioteche” custodi di oltre 70mila libri – alcuni rari come la preziosa “Bibbia di Olivetano” del 1535 – ma anche della Civica Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo Scroppo” – ricca di circa 400 opere dei più illustri artisti italiani del dopoguerra” – e del Festival annuale “Una Torre di Libri” organizzato dalla “Libreria Claudiana”) oltre che di magnifiche linearità urbane e di un paesaggio circostante ottimale quale base per escursioni alpine di grande interesse. E, forse pochi lo sapevano, è anche la città “Capitale del Liberty” in Val Pellice. Caratteristica tutta da esplorare e un capitolo rimasto a lungo nell’ombra. Di qui l’idea di dedicare proprio un evento sul tema, concretizzatosi in un “nuovo itinerario guidato” teso a svelare il “patrimonio architettonico” di una cittadina che, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, divenne una frequentata “meta di villeggiatura” per l’alta borghesia, non solo torinese, ma anche nazionale e internazionale.

L’iniziativa nasce dal “Consorzio Turistico Pinerolese  e Valli” e dall’ Amministrazione Comunale”, in collaborazione con “In Val Pellice”, con l’obiettivo di scoprire un volto diverso e affascinante dell’antica “Torre di Luserna”, attraverso le sue eleganti dimore concepite secondo i canoni e i preziosi stilemi “floreali” dell’ “Art Nouveau”.

Il via per questo nuovo “percorso turistico” è fissato per il prossimo sabato 11 luglio. Altre due repliche seguiranno in autunno, già programmate per sabato 12 settembre e sabato 10 ottobre: occhi puntati su villini e dimore signorili, lasciate in dote all’epoca e capaci di ridisegnare il paesaggio, fondendo la “quiete alpina” con i dettami in voga nell’architettura del tempo. Una delle figure chiave di questa “metamorfosi” dello “skyline urbano” fu Ermanno Ceresole, geometra natio proprio di Torre Pellice, che tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso si dedicò alla progettazione di numerose ville. La sua visione, spesso arricchita da “sfumature eclettiche”, trovò un appoggio e un importante confronto nel legame con il precedente lavoro del professore e progettista Alfieri Genta, suo lontano parente e attivo a Torino e sul Lago Maggiore tra fine ‘800 ed inizi ‘900. Il primo, durante l’ultima fase dell’epoca di villeggiatura torrese, firmò i progetti per decine di residenze di pregio stilistico destinate alle famiglie che animavano i mesi estivi della valle. Tra le tappe principali del percorso spicca il “Complesso Morè”, un chiaro esempio di fusione tra spazi abitativi e produttivi legato alla storica azienda dolciaria di famiglia (la famosa Azienda dei “Cri Cri”) fondata nel 1886, fino al 1923, allorché il proprietario scelse di unire la propria dimora privata all’attività lavorativa, dando vita a una struttura dall’alto valore architettonico e decorativo. Altrettanto significativo per comprendere il contesto sociale dell’epoca è il “Tennis Club”, edificato nel 1932, la cui nascita testimonia la vita attiva di una comunità cittadina allora in forte crescita.

Seguendo questo percorso, l’esperienza proposta offre dunque una giornata che unisce “storia”, “architettura” e (perché no?) “cucina locale”. Non solo. Per agevolare la partecipazione, l’organizzazione ha predisposto un “servizio di trasferimento in pullman” con partenze programmate sia da Torino, dalla stazione di “Porta Nuova” (ore 8) al costo di 80 euro a persona, sia da Pinerolo, dalla “stazione centrale” alle 9 e al costo di 70 euro a persona. La quota di partecipazione comprende il viaggio, il tour guidato condotto da professionisti in lingua italiana — con la possibilità di richiedere visite in altre lingue su prenotazione — e un “pranzo completo” con i sapori del territorio, al Ristorante situato all’interno del “Club Area Sport e Movimento”. Il rientro è programmato per le 16.

Per ricevere informazioni e riservare i propri posti, è possibile contattare l’ufficio prenotazioni del “Consorzio Turistico” telefonando al numero 331/3901745 oppure scrivendo all’indirizzo di posta elettronica prenotazioni@turismopinerolese.it

g.m.

Nelle foto: Alcune immagini di “Torre Pellice in tour”

Cucciolo. La storia del partigiano Ubaldo Cavallasca

Al giovanissimo partigiano Ubaldo Cavallasca, nome di battaglia Cucciolo, “una delle più belle figure di combattente per la libertà” , morto in combattimento a 18 anni insieme ad altri sei compagni all’Alpe Fornà il 16 giugno 1944 durante il tragico rastrellamento della Val Grande, Andrea Pisano ha dedicato un libro importante e bello. Il volume, edito dalla verbanese Tararà, è un saggio scritto con il rigore e la ricerca storica e una spiccata sensibilità che rende avvincente la narrazione. Il profilo e la personalità di Ubaldo Cavallasca emergono nel racconto con nitidezza. Dalle azioni di disarmo urbano, insieme agli amici e compagni di lotta del Gruppo di Azione Patriottica di Intra Gianni Maierna e Arialdo Catenazzi , alle missioni per accompagnare verso la salvezza in Svizzera “gli orfanelli” ( ex prigionieri alleati ed ebrei in fuga ), al delicatissimo ruolo di portaordini fino agli scontri a fuoco sui monti e alla tragica morte alle pendici del monte Zeda, la breve ma intensa esperienza partigiana di Cucciolo venne vissuta con entusiasmo, scaltrezza e grande coraggio. Andrea Pisano con un lavoro certosino di consultazione e analisi di documenti d’archivio sconosciuti, la raccolta di preziose testimonianze, ha riporta alla luce il ruolo cruciale di questo giovanissimo protagonista della Resistenza verbanese. Nel momento “delle scelte difficili”, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, anche Ubaldo – come tanti altri – decise di salire in montagna per combattere contro tedeschi e fascisti. Era il 10 settembre e non aveva ancora compiuto 18 anni quando sentì che è giunto il momento della scelta, il punto di non ritorno, aggregandosi alla Cesare Battisti, la banda partigiana guidata da Armando Calzavara, il comandante Arca. Piccolo di statura, svelto e determinato diventerà Cucciolo e con questo nome di battaglia verrà conosciuto e apprezzato nei nove mesi di lotta partigiana. La sua è la decisione di chi sceglie il rischio e l’impegno volontario, la libertà e l’autonomia individuale con la consapevolezza di poter decidere da solo il proprio destino e quello degli altri, primo tassello per rifondare quel patto di cittadinanza che dopo la liberazione si riversò nel testo della carta costituzionale. Il libro offre una documentazione puntuale, il racconto della madre Iolanda Pagetti (splendida figura di antifascista che ho avuto l’onore di conoscere) compresi in appendice documenti e i profili degli altri sei ragazzi che condivisero la stessa fine e dell’unico che riuscì a salvarsi. Raccontare la storia più grande attraverso le storie personali che si sono trasformate in azione collettiva ci aiuta a conoscere meglio quell’identità e quel senso di cittadinanza di cui abbiamo un grande bisogno. Questo libro offre un contributo importante e il suo autore, Andrea Pisano, va ringraziato per questo.

Marco Travaglini

La terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes

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Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale, nel cuore della Valle Varaita in provincia di Cuneo, ospiterà la terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes.

Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, l’importante evento transfrontaliero approda quest’anno ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un’area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.

Guidata dagli slogan “Stay young, live the mountains” e “Abitare le Alpi, costruire il futuro”, la manifestazione celebra lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes. Il programma delle due giornate unisce momenti di riflessione politica e culturale a grandi appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.

Questo evento rappresenta una celebrazione e, al tempo stesso, una vetrina fondamentale per fare il punto sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al centro del dibattito si trovano i fondi strutturali europei e i programmi di cooperazione, con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.

L’iniziativa di Pontechianale offre dunque l’opportunità di analizzare i risultati raggiunti e, soprattutto, di tracciare le linee guida della nuova programmazione europea 2028-2034.

Dichiara l’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna di Regione Piemonte Marco Gallo: «Con la Festa delle Alpi il Piemonte raccoglie con orgoglio il testimone dalla Savoia, proseguendo un percorso che, dopo le due edizioni del Piccolo San Bernardo e del Moncenisio, continua a rafforzare il dialogo tra i territori dell’arco alpino. La scelta di Pontechianale è profondamente simbolica: una porta naturale tra Italia e Francia, un luogo che da sempre unisce comunità, culture e relazioni e che rappresenta al meglio lo spirito di questa manifestazione.

Per la Regione Piemonte la montagna è una priorità strategica quale spazio di opportunità, innovazione e sviluppo, e dove investire significa rafforzare la qualità della vita delle comunità, sostenere le imprese, valorizzare il patrimonio naturale e creare nuove prospettive per le giovani generazioni. La Festa delle Alpi interpreta pienamente questa visione: è il luogo in cui istituzioni, amministratori, cittadini e territori si incontrano per condividere idee, esperienze e progetti, nella convinzione che le sfide della montagna si affrontino insieme. Un valore che ritroviamo anche nella collaborazione con gli amici francesi, partner fondamentali di un percorso che dimostra come la cooperazione sia uno strumento concreto di crescita per tutti i territori. Con questo spirito vogliamo continuare a rafforzare il ruolo delle Alpi come spazio europeo di dialogo, collaborazione e sviluppo, guardando con fiducia alle opportunità offerte dalla prossima programmazione europea. Perché il futuro delle nostre montagne si costruisce insieme, mettendo al centro le comunità, i territori e una visione condivisa capace di generare valore per il Piemonte, per la Francia e per l’Europa».

 

«La Festa delle Alpi rappresenta un momento di straordinario valore simbolico e concreto per i territori alpini – sottolinea Leonardo Lottoassessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili della Regione Autonoma Valle d’Aosta – È l’occasione per riaffermare con forza l’identità comune delle nostre comunità di montagna, che da secoli condividono tradizioni, lingue, economie e relazioni transfrontaliere. Festeggiare le Alpi in un colle, esprime con grande forza l’idea che le montagne non dividono ma uniscono e creano legami forti che ci permettono di guardare con fiducia ai rapporti di cooperazione tra questi territori. L’edizione 2026, ospitata al Colle dell’Agnello, conferma infatti il rafforzamento delle relazioni con la Regione Piemonte e il Dipartimento francese della Savoia confinanti tra loro nonché la vitalità di un progetto, nato nel 2024 con la prima edizione che si è svolta al Colle del Piccolo San Bernardo. In un contesto segnato da sfide importanti, dal cambiamento climatico allo spopolamento delle aree montane, eventi come questi dimostrano quanto sia fondamentale lavorare insieme, superando i confini amministrativi per valorizzare le risorse, il patrimonio culturale e le opportunità di sviluppo sostenibile. La montagna non è solo un territorio da tutelare, ma uno spazio vivo, dinamico, europeo, capace di innovazione e di dialogo. La Festa delle Alpi è il simbolo di questa visione e un’opportunità concreta per rafforzare le sinergie tra le nostre Regioni e i territori confinanti, nel segno della cooperazione alpina e di una visione condivisa del futuro delle Alpi».

 

«È una gioia e un orgoglio vedere il concept della Festa delle Alpi franco-italiana declinato quest’anno dalla Regione Piemonte – afferma Hervé Gaymard, presidente del Consiglio dipartimentale della Savoia – Le prime due edizioni, che abbiamo organizzato nel 2024 al colle del Piccolo San Bernardo e poi nel 2025 al colle del Moncenisio, hanno dimostrato che questa Festa ha pienamente diritto di cittadinanza tra i grandi appuntamenti estivi dei nostri territori. Hanno soprattutto dimostrato la loro capacità di unire gli abitanti e gli attori socio-economici da una parte e dall’altra del confine. Attorno ai valori che ci uniscono, la Festa delle Alpi è un momento privilegiato per ritrovarsi, dialogare, riflettere insieme, condividere visioni comuni e rafforzare le nostre cooperazioni attraverso nuovi progetti e accordi. Essa si iscrive appieno nello spirito del Trattato del Quirinale e trova naturalmente il suo radicamento nel territorio di cooperazione del programma europeo ALCOTRA. La sua vocazione sarà quindi quella di vivere e crescere lungo il confine alpino franco-italiano, sostenuta dalla forza della nostra storia comune, dai numerosi progetti immaginati insieme e dal vento di amicizia che unisce i nostri due popoli. Esprimo i miei migliori auguri di successo per questa edizione 2026, organizzata al colle dell’Agnello e nel magnifico borgo di Pontechianale. Sarà per me un grande piacere portare in questa occasione la voce del Dipartimento della Savoia e riaffermare il nostro impegno a favore di una cooperazione alpina sempre più ambiziosa».

 

Per Silvano Dovetta, presidente dell’Unione Montana Valle Varaita e consigliere delegato della Provincia di Cuneo «La Festa delle Alpi è un momento importante per la nostra valle e per tutte le comunità di questa porzione di arco alpino. È un’occasione di incontro che sono lieto che la Regione Piemonte abbia deciso di organizzare in provincia di Cuneo e in Valle Varaita. Mi auguro che chi verrà a Pontechianale a prendere parte ai tanti eventi in programma possa approfittare anche per fare una riflessione sul valore delle nostre terre alte. La montagna non deve essere percepita, infatti, solo come un luogo da frequentare durante il tempo libero: è un territorio vivo, con persone che lavorano, tengono aperti servizi, custodiscono il paesaggio e mantengono tradizioni e comunità. Ha un ruolo fondamentale per l’economia, per l’ambiente e per il tessuto sociale del nostro Paese. Le montagne, inoltre, sono sempre state una cerniera tra popoli e culture, un luogo di incontro e di scambio, non di divisione. È questo spirito che la Festa delle Alpi vuole trasmettere. L’invito è quindi a vivere queste giornate con gioia e orgoglio, ma anche a ricordarsi della montagna durante tutto l’anno. Perché la montagna è una risorsa preziosa, da conoscere, rispettare e sostenere ogni giorno, non soltanto nelle occasioni di festa».

Bus più veloci e frequenti: Torino si candida a un programma da 13,7 milioni per il trasporto pubblico

 

Rendere il trasporto pubblico sempre più efficiente e accessibile: è l’obiettivo che la Città di Torino persegue da tempo attraverso interventi su corsie riservate, priorità semaforica e rafforzamento dei collegamenti, e che ora punta a rafforzare candidandosi al PNCIA, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con decreto del 7 gennaio 2026.

Lo ha comunicato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta. Se la candidatura andrà a buon fine, il finanziamento previsto per il Comune di Torino ammonta a 13.670.407,91 euro, coperti al 100% dal Ministero. Il progetto, dal titolo “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”, avrebbe una durata di quattro anni e coinvolgerebbe, oltre alla Città, GTT, 5T e la Città Metropolitana di Torino.

“La nostra strategia è chiara: vogliamo un trasporto pubblico efficiente e affidabile, capace sia di rispondere alle esigenze di chi lo usa ogni giorno, sia di attrarre nuovi passeggeri”, dichiara l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta“Queste risorse ci permetteranno di accelerare interventi prioritari: una maggiore frequenza dei bus anche nelle fasce serali, mezzi più rapidi grazie alle nuove tecnologie e percorsi ciclabili e pedonali più sicuri, a partire dalle aree scolastiche. È la direzione che la Città ha intrapreso e su cui vogliamo continuare a investire”.

Le risorse, se assegnate, sosterrebbero il potenziamento del servizio notturno a chiamata sulla linea Star Plus, per rispondere alla domanda crescente nelle ore serali, insieme a nuove tecnologie come la priorità semaforica e le corsie riservate, pensate per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Il finanziamento sosterrebbe inoltre il rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e nuovi interventi per la sicurezza stradale, zone 30, pedonalizzazioni e strade a velocità ridotta, nelle aree collegate agli assi ciclabili e alle linee del trasporto pubblico, in particolare in prossimità delle scuole. A completare il quadro, il consolidamento del MaaS Office, la piattaforma digitale che integra i diversi servizi di mobilità sostenibile, e una strategia di comunicazione dedicata ad accompagnare i cittadini nel cambiamento delle proprie abitudini di spostamento.

La candidatura si inserisce nel percorso della Città verso la neutralità climatica al 2030, previsto dal Climate City Contract sottoscritto da Torino nell’ambito della missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities”. I prossimi passi dell’iter, compresa l’adozione dei provvedimenti deliberativi necessari, saranno definiti nelle prossime settimane.

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Moncalieri ricorda il beato Bernardo, principe cristiano

Erano tempi paurosi per l’Europa cristiana. Nel Quattrocento i turchi erano il grande pericolo del Vecchio Continente dopo la conquista di Costantinopoli. Non era facile ma bisognava reagire. Pur divisa e rissosa, l’Europa tentò di ricomporre i dissidi e si mise al lavoro per puntare alla riconquista della capitale imperiale. Sovrani e principi lanciarono numerosi appelli all’unità dei cristiani per formare una grande coalizione militare capace di arrestare la travolgente ascesa della Mezzaluna dopo la presa ottomana della città bizantina sul Bosforo nel 1453. Tra i vari personaggi che si mossero per promuovere un’alleanza europea contro l’espansione turca si fece avanti un giovane nobile tedesco, un certo Bernardo di Baden, militare, diplomatico, “crociato” anti-turco e poi patrono di Moncalieri e oggi “beato” e “venerabile” per decreto di Papa Francesco che confermò il culto di Bernardo. Nato in Germania, Bernardo lasciò presto la carriera militare per dedicarsi alle missioni di pace. Mentre attraversava a cavallo il Piemonte nel 1458 durante una missione diplomatica tra l’Italia e la Francia si ammalò di peste a Genova e morì il 15 luglio nel convento dei francescani a Moncalieri dove si era fermato.
Fu venerato come Beato Bernardo per la sua fede, la carità, l’impegno verso i poveri, l’opera pacificatrice e per i miracoli attribuiti alla sua intercessione. Divenne ben presto il patrono della città di Moncalieri. In città il culto di Bernardo è molto sentito e ogni anno si svolge una rievocazione storica che ricorda l’accoglienza del giovane tedesco, una figura esemplare di principe cristiano. A Moncalieri, gemellata con la tedesca Baden-Baden, maturò la sua fama di santità e la città lo scelse come patrono. Fu sepolto nella Collegiata di Santa Maria della Scala dove si diffusero storie di miracoli come la guarigione di uno storpio durante il suo funerale. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggio e Bernardo fu riconosciuto protettore di Moncalieri contro la peste. Il 15 luglio la città alle porte di Torino celebra la festa patronale in suo onore con processioni e cerimonie che richiamano fedeli da tutto il Piemonte. Tra gli appuntamenti principali, l’11 luglio alle 21.00 in piazza Vittorio Emanuele II si svolgerà la rievocazione storico-religiosa e la processione con l’urna delle reliquie del Patrono attraverso le vie del centro storico fino alla chiesa del Beato Bernardo. Il 15 luglio alle 23.00 il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio sul Po.                                                    Filippo Re

“In viaggio con EDISU”: una nuova rassegna di incontri

Per scoprire culture, tradizioni e territori 

EDISU Piemonte lancia “In viaggio con EDISU”, il nuovo ciclo di appuntamenti promosso dall’Ente per il diritto allo studio e dedicato alla scoperta delle culture, delle tradizioni e delle eccellenze delle regioni italiane con momenti di incontro, divulgazione e condivisione.

La rassegna si inserisce in un progetto di valorizzazione delle identità territoriali italiane all’interno della comunità universitaria, con l’obiettivo di promuovere il dialogo interculturale e la conoscenza delle diverse realtà regionali del Paese attraverso testimonianze dirette e occasioni di convivialità. Ogni appuntamento sarà infatti dedicato a una diversa regione, offrendo ai partecipanti un’occasione per conoscerne storia, tradizioni, eccellenze enogastronomiche e peculiarità culturali.

Si parte giovedì 9 luglio con l’appuntamento dedicato all’Abruzzo, presso la Murazzi Student Zone. Ad aprire la serata, alle 18.45, sarà una tavola rotonda con tre autorevoli professionisti abruzzesi che hanno costruito il proprio percorso di successo in Piemonte: l’ingegner Luigi Galante, manager apicale Fiat/Stellantis; il dottor Carlo Pace Napoleone, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; il professor Terenziano Raparelli, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino. L’incontro offrirà agli studenti l’opportunità di confrontarsi con esperienze professionali di alto profilo, testimoniando come il Piemonte rappresenti un territorio ricco di opportunità per chi sceglie di costruire qui il proprio futuro dopo il percorso universitario.

Al termine della tavola rotonda è previsto un collegamento con il sito dell’Aquila di Thales Alenia Space, una delle realtà industriali più innovative del panorama aerospaziale italiano.

A seguire apericena facoltativo con prodotti tipici abruzzesi, a tariffe agevolate per gli universitari che avranno scaricato l’app Campus Piemonte ID Meal, e lo spettacolo “Non è mai troppo Abruzzo”, dello showman Vincenzo Olivieri, volto noto al pubblico abruzzese grazie a una carriera che spazia tra radio, televisione, teatro e musica. La prenotazione è obbligatoria, nei limiti dei posti ancora disponibili, tramite la piattaforma Eventbrite al seguente link: 

https://www.eventbrite.it/e/in-viaggio-con-edisu-1-tappa-abruzzo-tickets-1992199957702?aff=oddtdtcreator

«La comunità di EDISU Piemonte è oggi sempre più ampia, internazionale e multiculturale. Ogni anno accogliamo non solo studenti piemontesi, ma giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia e da numerosi Paesi del mondo. Con “In viaggio con EDISU” vogliamo offrire un’occasione di incontro capace di valorizzare questa ricchezza: riportare, almeno per una sera, chi studia lontano da casa alle tradizioni della propria terra e, allo stesso tempo, permettere agli altri studenti di conoscere un nuovo tassello del patrimonio culturale italiano. È un modo per rafforzare il senso di comunità e trasformare la diversità delle esperienze in un’opportunità di crescita condivisa» dichiara Roberta Piano, presidente di EDISU Piemonte. 

Dodici giorni di grande sport: i 18 scudetti del CSI

  191 squadre giovanili in campo e ben 2.500 finalisti

 

L’Emilia-Romagna vince sette titoli dominando nella pallavolo femminile, con 4 scudetti modenesi. Milano cala il poker nel calcio.

Cremona si conferma regina nelle attività paralimpiche. Caserta fa doppietta nel calcio a 11. Nel volley due ori anche a Trento ed un titolo a Catania



Cesenatico, 6 luglio 2026 – Dal 23 giugno al 5 luglio, Cesenatico si è vestita tricolore in occasione delle finali scudetto per le squadre del Centro Sportivo Italiano. Numeri da mini Olimpiade quelli registrati in occasione dei Campionati Nazionali a squadre del CSI, appuntamento realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Sport Valley. Dodici giorni di gare, 2.500 atleti in campo, 191 squadre partecipanti, 18 scudetti assegnati. Una festa sportiva che dal quartier generale dell’Eurocamp ha contagiato impianti e palazzetti romagnoli, regalando sfide entusiasmanti, come degno epilogo di una stagione avvincente. La pallavolo nelle sue otto categorie di età ha visto giocare complessivamente 1.600 atleti, per lo più al femminile.
Nelle Allieve si sono affrontati 14 sestetti. Il 26 giugno in un’ora la finale ha premiato le giovani del Corlo Modena, due set a zero contro le pariquota della Accademia di Pallavolo Vallecamonica. Nel girone unico tricolore della categoria Allievi, la PGS Fides Modena ha vinto contro gli etnei della Gupe Volley Catania, si sono aggiudicati il tricolore. Vince ancora Modena negli Juniores con la Spezzanese campione e il Volley Sassuolo secondo. Nella stessa categoria Juniores, in campo femminile il Palapeep ha invece incoronato campionesse le ragazze trentine del Lakes Levico-Caldonazzo Volley, vittoriose per 2-0 sulle bresciane del Real Volley.

Dal 27 giugno turn over sotto rete, negli stessi impianti pallavolistici sono entrati in scena i sestetti qualificatisi per le finali delle categorie Under 13, Ragazze e Ragazzi. Dieci squadre finaliste nel 6×6 Under 13, torneo in cui la finale ha sorriso al tie-break alle modenesi del Volley Castelvetro 2-1 opposte alle lariane della Polisportiva Sant’Agata Como. Vince un altro titolo Trento nella pallavolo CSI. Il sestetto della Ata Trento Volley vince al tie-break contro la PGS Jolly Castagnole di Alba. Nella categoria Ragazzi misto sei partite giocate e sei vinte per la Mape Volley Catania. A punteggio pieno in campo maschile, dopo andata e ritorno, il percorso reggiano della Volley Ball San Martino, che si cuce addosso lo scudetto Ragazzi perdendo un solo set.

Grande attenzione e curiosità hanno riscosso sempre nella pallavolo le finali del Mamanet, sport nato dalle donne, per le donne, con in campo 12 squadre di mamme dal Salento alla Capitale in una finale nazionale ricca di emozioni, con tanto sapore di inclusione e protagonismo in rosa. È stata la squadra delle Giannet di Forlì ad aggiudicarsi la prima edizione del campionato in arancio e blu, dimostrando tanta grinta e spirito di squadra. Al secondo posto le romane dell’Icaro. Terzo e quarto posto a Forlimpopoli, con le Pink Ladies terze e le Mamacitas quarte.
Tifo da stadio, bandiere e colori a Cesenatico, anche nel calcio. Il pallone del CSI a Cesenatico ha assegnato sei scudetti, tre nel calcio ad 11 e tre nel calcio a 7 per le squadre delle categorie Ragazzi, Allievi e Juniores. 41 squadre finaliste, 17 nel calcio ad 11 e 24 nel calcio a 7. Gli scudetti del calcio a 7 sono andati tutti a Milano: quello Allievi ai Diavoli Rossi, quello Juniores alla Asd GAN, e quello Ragazzi alla Fenice. Nel calcio a 11, vince ancora Milano negli Juniores con lo scudetto cucito sulle maglie della SAMZ, mentre ha realizzato una splendida doppietta scudetto il CSI Caserta con le formazioni della Macerata Campania Academy, campioni sia negli Allievi sia nei Ragazzi.
Premi speciali quest’anno, come pure nel calcio a 5, nella categoria Ragazzi: riconoscimenti sono andati al miglior portiere, al capocannoniere, al miglior giocatore ed ancora al fair play ed al player of the match, proprio come nella Serie A Enilive. La Lega Calcio Serie A ha infatti collaborato col CSI nell’organizzazione delle Finali nazionali Ragazzi, fornendo alle squadre le divise da gioco, palloni e fasce da capitano, tutte a sostegno della campagna antidiscriminazioni “Keep Racism Out”. I Campionati Nazionali di calcio che coinvolgono i giovani atleti CSI delle scuole secondarie di primo grado rientrano, infatti, in un’iniziativa più ampia, che mira a promuovere i valori di rispetto, impegno e spirito di squadra. Si tratta di “A Tutta Classe”, il progetto educativo e sociale promosso da Lega Calcio Serie A che vede nel calcio giovanile uno strumento di crescita e inclusione per le nuove generazioni.
Doppietta cremonese nei Campionati Nazionali delle Attività Paralimpiche con gli Shark-Enjoy e gli Amici di Emmy e Chiara del Dosso, che bissano la vittoria scudetto ottenuta un anno fa a Castellarano (RE), rispettivamente nella pallacanestro e nella pallavolo integrata. Oltre al basket e al volley, il CSI ha assegnato negli sport di squadra anche il titolo del calcio a 5 integrato, dove il successo è andato ai vicecampioni in carica, ossia il quintetto reggiano della Sammartinese.