CRONACA- Pagina 107

Al Poli seminario su AI e dati geospaziali

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sta trasformando il volto di molti settori, dalla medicina alla fisica, dalle scienze umane all’ingegneria. In questo contesto, i dati geospaziali ricoprono un ruolo fondamentale per lo studio di fenomeni quali il cambiamento climatico, il rischio ambientale o la gestione delle infrastrutture tramite strategie di manutenzione predittiva.

La terza edizione di GeoAI 2025 – ospitata dal Politecnico di Torino  ilk 18 e 19 dicembre – ha l’obiettivo di riunire ricercatori e ricercatrici, sviluppatori, professionisti e utenti avanzati che utilizzano l’IA applicata ai dati geospaziali, 2D e 3D, creando così una comunità italiana di esperti sul tema della GeoAI.

Il workshop si propone come un’opportunità unica per dialogare con esperti e professionisti, e scoprire le tecnologie di frontiera e gli elementi innovativi che caratterizzano oggi il settore. In particolare, nella prima giornata di evento i partecipanti potranno interloquire con le associazioni scientifiche e di informazioni geospaziali – nel corso dell’apertura dei lavori – e conoscere le ultime ricerche in tema di High-Performance Computing e delle applicazioni maggiormente utilizzate oggi nell’osservazione della Terra. Nella seconda giornata, sarà quindi possibile dialogare – al termine dell’ultima sessione in programma – con la professoressa Barbara Caputo, referente Artificial Intelligence Machine Learning del Politecnico di Torino e responsabile dello Spoke 7 del progetto PNRR FAIR-Future Artificial Intelligence Research, e con la professoressa Mariachiara Zanetti, Vicerettore per le Politiche territoriali, nazionali ed europee dell’ateneo torinese.

Nello specifico, il programma dell’evento, articolato in sessioni tematiche che spaziano dall’osservazione della Terra al monitoraggio ambientale, dall’analisi delle infrastrutture ai modelli 3D e alle applicazioni UAV, testimonia la maturità raggiunta dalle tecniche basate su IA nel dominio geospaziale. Oggi, strumenti affidabili e metodologie consolidate rendono possibile un impiego efficace, produttivo e professionale dell’Intelligenza Artificiale per affrontare sfide reali in ambito territoriale, ambientale e urbano.

Per maggiori informazioni sul programma consulta la pagina: https://sites.google.com/view/geoai2025/programma

Il workshop è organizzato dal Comitato GeoAI 2025, che riunisce esperti provenienti da istituzioni di eccellenza, dal Politecnico di Torino – con la partecipazione all’evento di Andrea Lingua e Francesca Matrone, rispettivamente docente e ricercatrice presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI, e Fabio Giulio Tonolo, docente presso il Dipartimento di Architettura e Design-DAD – dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) – con la partecipazione dell’Ingegnere Fabio Remondino – dall’Università di Macerata, con la partecipazione di Marina Paolanti, docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali – dall’Università Politecnica delle Marche, con la partecipazione di Roberto Pierdicca, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura.

L’incontro è patrocinato dalle associazioni scientifiche ASITA (Associazioni Scientifiche Italiane per il Territorio e l’Ambiente), SIFET (Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia), AIT (Associazione Italiana di Telerilevamento), GFOSS (Associazione per l’Informazione Geografica Libera) e della Fondazione FAIR (Future Artificial Intelligence Research).

GeoAI 2025 rappresenta un momento chiave di confronto e di condivisione tra comunità scientifica, enti di ricerca e aziende, offrendo una piattaforma di dialogo sulle potenzialità future dell’IA applicata ai dati geospaziali e sulle opportunità di trasferimento tecnologico verso la società.

Progetto “Inclusione 6.0”, evento finale di restituzione

Si è svolto il 17 dicembre scorso, presso la parrocchia Maria Regina della Pace, l’incontro conclusivo del progetto “Inclusione 6.0”. In questa occasione, è stata apposta la targa accessibile in braille, progettata e realizzata dai giovani partecipanti all’ Hackability Summer Camp come gesto concreto verso il territorio e simbolo del percorso di inclusione costruito con il progetto.

“Inclusione 6.0” è un progetto promosso dalla CPD Consulta per le Persone in Difficoltà, nell’ambito di “Periferie inclusive” della Città di Torino, in partenariato con Liberi Tutti scs, WECO impresa sociale, Hackability, VolTo e Fondazione Time2, per rafforzare le persone con disabilità nella Circoscrizione 6, nella parte Nord della città. I quartieri che la compongono presentano un aspetto multiculturale e di varietà per storie, tradizioni e culti religiosi che li animano. L’obiettivo del progetto si è focalizzato nel creare una comunità locale attenta a far emergere i bisogni legati alla disabilità, a orientare ai servizi e a promuovere processi di progettazione partecipata per rispondere ai bisogni che non trovano risposte adeguate. Per realizzare tale obiettivo, gli Enti coinvolti hanno messo in atto azioni diversificate e complementari rivolte a persone e famiglie che vivono la disabilità, agli operatori e volontari del Terzo Settore e all’intera comunità. Attraverso strumenti formativi e momenti culturali e nuove reti territoriali, il progetto ha interessato Enti, operatori, famiglie e cittadini. Un percorso partecipato che ha valorizzato le risorse esistenti, promosso il dialogo tra servizi e costruito nuove opportunità di ascolto e partecipazione.
Il CPD ha organizzato un corso di 30 ore rivolto a operatori e volontari con 10 incontri su accoglienza, orientamento, diritti, scuola, lavoro, comunicazione. Ha attivato e gestito lo sportello itinerante per rafforzare le risposte alle famiglie, curato la comunicazione pubblica del progetto e coordinato i due eventi pubblici su presentazione della mappatura e del catalogo “Vol.To + WECO”.
Vol.To ETS ha raccolto e analizzato i dati di oltre 130 Enti in Torino e Provincia, realizzando insieme a WECO la mappatura georeferenziata e il catalogo dei servizi territoriali a favore di persone con disabilità, che ad oggi raccoglie i servizi offerti da 35 Enti. Ha condotto insieme a WECO alcuni focus group per implementare il catalogo insieme agli Enti che vi hanno aderito, in modo da renderlo più fruibile ed efficace. Infine ha curato un’indagine di approfondimento rivolta agli Enti presenti nel catalogo, che consiste in una serie di interviste volte ad approfondire le attività e i servizi offerti da tali Enti, oltre a target specifici a cui si rivolgono, alla luce di spunti e idee da parte degli operatori che hanno utilizzato lo strumento nei mesi scorsi.

Mara Martellotta

Rivoli taglia l’IMU sulla casa: aliquota dimezzata dal 2026

 

L’aliquota passa dall’1,06 allo 0,52%

L’Amministrazione comunale di Rivoli conferma e rafforza la scelta di ridurre la pressione fiscale sui cittadini, traducendo in atti concreti un impegno più volte dichiarato e sostenuto anche negli anni di opposizione.
Un percorso di coerenza che prende forma attraverso un intervento articolato in due fasi, entrambe dedicate alla riduzione dell’IMU su tipologie di abitazione che incidono direttamente sulla vita delle famiglie. Con una delibera proposta dal Sindaco e dall’Assessore al Bilancio e ai Tributi Carlo Garrone, il Consiglio Comunale ha approvato questo mercoledì 17 dicembre le nuove aliquote IMU a partire da gennaio 2026.
Nel 2025 il Comune ha già avviato una prima riduzione dell’IMU sugli affitti a canone concordato, sostenendo chi sceglie soluzioni abitative calmierate e contribuendo a rendere più accessibile il mercato della casa.
Dal 2026 l’intervento diventa ancora più incisivo: l’IMU sulle abitazioni concesse in uso gratuito a parenti di primo grado – genitori e figli – verrà drasticamente abbassata, con un’aliquota che scende dall’1,06% allo 0,52% dimezzandosi di fatto, una delle riduzioni più rilevanti adottate dall’Amministrazione.
Queste scelte comportano per il Comune di Rivoli una rinuncia complessiva a un gettito previsto di 430 mila euro, una decisione politica chiara e consapevole che punta a sostenere concretamente famiglie, giovani coppie e nuclei che scelgono soluzioni abitative calmierate o forme di solidarietà familiare, come l’uso gratuito dell’abitazione tra genitori e figli.
«Ridurre le tasse è facile prometterlo, molto più raro è riuscire a farlo davvero – sottolinea il Sindaco Alessandro Errigo –. Questa Amministrazione ha scelto di essere coerente: abbiamo criticato in passato una pressione fiscale eccessiva e oggi dimostriamo che un’altra strada è possibile».
La scelta di intervenire sulle case concesse in uso gratuito ai familiari nasce dalla volontà di sostenere nuclei che aiutano i figli a costruire un progetto di vita, offrendo stabilità abitativa in un contesto economico e lavorativo complesso.
Il percorso di riduzione delle tasse era già iniziato con il primo bilancio dell’Amministrazione. Nel 2025, pur a fronte della necessità di rimodulare l’addizionale IRPEF comunale, Rivoli ha scelto di non aumentare la pressione fiscale, mantenendo invariato il carico complessivo, a differenza di molti altri Comuni che hanno colto l’occasione per incrementare le aliquote.
«Abbiamo trovato le risorse per farlo senza compromettere gli equilibri di bilancio – conclude il Sindaco – perché crediamo che la leva fiscale debba servire a sostenere le famiglie, non a penalizzarle».
“Fatti concreti, non parole. – aggiunge l’assessore Carlo Garrone – Felici del fatto che, grazie ad una oculata gestione delle casse comunali, anche quest’anno si siano potuti inserire a bilancio, da una parte investimenti concreti per la crescita della città; dall’altra aiuti tangibili per le famiglie ed i i giovani, proseguendo con coerenza sulla strada intrapresa da questa Amministrazione.”

Il Presidio San Camillo potenzia le cure grazie al distretto Rotary 2031

Il Presidio Sanitario San Camillo ha annunciato un significativo passo in avanti nel campo della medicina riabilitativa. Venerdì 19 dicembre, in occasione dell’assemblea dei dipendenti, si terrà la consegna ufficiale delle nuove e innovative apparecchiature di stimolazione trascranica , acquistate grazie a una generosa donazione superiore a 16 mila euro stanziata dal Rotary, che sarà presente con numerosi Presidenti di Club e rappresentanti del Distretto 2031.

La stimolazione transcranica è una tecnica di neuromodulazione non invasiva che, attraverso impulsi controllati, agisce sui circuiti cerebrali. L’integrazione di questa tecnologia nei percorsi clinici del Presidio non sostituisce le terapie tradizionali, ma le affianca attraverso protocolli personalizzati  e un  rigoroso monitoraggio clinico.
Le evidenze emerse dalle fasi di ricerca e citate nell’ultimo bilancio sociale di sostenibilità della struttura indicano prospettive incoraggianti , in particolare per i pazienti affetti da Parkinson.

Lo studio, condotto in regime di Day Hospital, ha mostrato movimenti più fluidi, rapidi e miglioramenti che permangono nel tempo con effetti sulle capacità motorie e sullo stato emotivo. Per questa ragione viene utilizzata sui pazienti affetti da fibromialgia per il supporto alla gestione e del dolore e delle capacità motorie,  per sindromi Parkinsoniane e nella regolazione dell’umore in caso di ansia e depressione in associazione con sedute di psicoterapia.
L’iniziativa, avviata sotto l’impulso del Governatore distrettuale dell’anno rotariano 2024-2025, avvocato Vincenzo Carena, si conclude nell’attuale anno rotariano e sottolinea l’impegno costante del Rotary nella lotta alle malattie e nella protezione delle fasce di popolazioni più fragili.
Il progetto ha visto la partecipazione attiva del Distretto Rotary 2031, che comprende Torino, la Valle d’Aosta e l’Alto Piemonte, e di quattro Club cittadini, il capofila Rotary Club Torino Nord, Rotary Club Torino Est, Rotary Club Torino Europea e Rotary Club Torino Nord Est Crocetta.
L’evoluzione tecnologica rappresenta una speranza concreta per chi affronta patologie disabilitati, favorendo il recupero dell’autonomia e della qualità della vita.
Il Presidio San Camillo ricorda che è possibile contribuire attivamente al miglioramento dei processi di cura, con l’acquisto di nuove tecnologie e attrezzature attraverso donazioni sul sito ufficiale

https://www.sancamillotorino.net/donazioni

 

Mara Martellotta

Notte di esplosioni ai bancomat: colpiti Orbassano, Morozzo e Cavour

Far saltare in aria il bancomat per prendere tutti i soldi: la tecnica della “marmotta” questa volta ne fa tre in un colpo.
È successo nella notte di ieri agli sportelli bancomat del Banco BPM di Orbassano, in via Roma 30, a Morozzo, nel Cuneese, e alla BPER di Cavour, in via Giolitti 165.

Il modus operandi era sempre lo stesso: con gli scoppi hanno fatto saltare gli ATM, portando via migliaia di euro. Il bottino è ancora in fase di quantificazione. Fortunatamente non si registrano feriti.

Non si esclude che dietro ai colpi ci sia la stessa banda che alcune settimane fa aveva preso di mira un bancomat a Druento. Sono ora in corso le indagini da parte dei carabinieri di Moncalieri e Pinerolo per individuare i responsabili.

VI.G

Incendio nella notte a Favria: brucia un cascinale, danni ingenti

Brucia il cascinale di un’azienda agricola e la struttura resta quasi completamente avvolta dalle fiamme. È successo nella notte di ieri a Favria, in strada Ghiareto, quando è divampato un incendio ben visibile anche dai comuni vicini e accompagnato da un forte odore di fumo.

Non sono ancora chiare le cause che hanno portato allo sviluppo del rogo. All’interno della struttura si trovavano circa 500 rotoballe, due trattori e altre attrezzature agricole, rimaste gravemente danneggiate. Fortunatamente non si registrano feriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco dei distaccamenti di Mathi, Rivarolo, Cuorgnè, Bosconero, Volpiano, Ivrea, Riva presso Chieri e Nole. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza proseguiranno anche nella giornata di oggi.

VI.G

Maxi sequestro della Dia a un pregiudicato

Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Torino – sezione misure di prevenzione, su iniziativa della Dia e del questore di Alessandria. Si tratta del sequestro preventivo di beni per un valore  di circa 3 milioni di euro eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Torino insieme alla Questura di Alessandria nei confronti dei familiari di un noto pregiudicato alessandrino. L’operazione è  tra le più importanti mai effettuate in provincia di Alessandria in relazione a misure di prevenzione patrimoniale.

 

Regina Margherita, l’ospedale dei bimbi del mondo

Sabato alle 11, la “dedica” con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e alcuni dei bambini in cura insieme alle loro famiglie
L’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino ha accolto e curato bambini provenienti da ogni angolo del mondo, in particolare dalle zone di guerra, come l’Ucraina e la Striscia di Gaza da cui provengono decine di piccoli pazienti oggi in cura nei reparti dell’ospedale torinese. Saranno loro, insieme a tanti altri bambini provenienti da tutto il mondo, i protagonisti della cerimonia di dedica dell’ospedale ai bambini del mondo – Regina Margherita, ospedale dei bambini del mondo –  in programma sabato 20 dicembre alle 11 nell’Aula magna al piano terra di piazza Polonia, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, degli assessori alla Sanità, Federico Riboldi, e alla cooperazione internazionale, Maurizio Marrone, del Commissario, Franco Ripa, e della Direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino, Franca Fagioli.

Sprechi natalizi: oltre 1 miliardo di tonnellate di cibo invenduto

Cinque trend di innovazione per le eccedenze
Panettoni, cioccolatini e snack vengono prodotti in grande quantità durante il periodo festivo, ma una parte di questi prodotti resta invenduta.
Dietro l’apparente successo delle vendite natalizie, si nasconde un tema strutturale: l’invenduto alimentare rappresenta un costo concreto per la filiera, con ricadute economiche e ambientali che coinvolgono produttori, distributori e retailer. La dimensione è globale secondo uno studio di ECR Retail Loss, organismo internazionale nella distribuzione del retail. Ogni anno oltre 1 miliardo di tonnellate di cibo viene sprecato, generando costi fino a 90 miliardi di euro lungo la catena del valore. Si tratta di un impatto che incide sulla redditività. Se i retail riuscissero a nascondere questi costi, la maggior parte potrebbe incrementare i profitti del 20%. Nel settore dolciario, la concentrazione produttiva di dicembre amplifica la pressione: prodotti idonei al consumo vengono invenduti, generando costi aggiuntivi per sconti, redistribuzione, smaltimento e logistica, che possono arrivare fino all’1,8% del fatturato. A questo si aggiungono le immobilizzazioni del capitale e inefficienze operative che pesano sulla redditività complessiva, oltre all’impatto ambientale legato al consumo di risorse, alle emissioni e alla gestione dei rifiuti. In questo scenario appare chiaro come le gestioni delle eccedenze non sia un tema marginale, ma una leva strategica per la competitività delle aziende della filiera alimentare.
Sempre più operatori stanno adottando modelli industriali strutturati per affrontare il problema in modo continuativo e non emergenziale. Tra queste realtà si inserisce Regardia, specializzata nell’economia circolare, che opera nel campo degli ex prodotti alimentari, trasformando le risorse utili attraverso processi industriali dedicati. Grazie a questo modello, più di 165 mila tonnellate all’anno di surplus alimentare e concentrato solubile di frumento vengono preservate nella filiera dei mangimi, evitando lo spreco di risorse valorizzabili. Le eccedenze, anziché essere destinate allo smaltimento, vengono così selezionate e trattate, reintrodotte nel ciclo produttivo come materie prime per la mangimistica e come matrici per bioenergie, riducendo il ricorso a risorse vergini e alleggerendo i costi logistici dell’invenduto. L’approccio consente alle aziende di diminuire le perdite legate allo stock fermo, limitare i costi di gestione e trasformare un problema operativo in una risorsa gestibile e misurabile.
“Oggi il vero tema non è più se gestire l’invenduto, ma come farlo in modo strategico – spiega Paolo Fabbricatore, Group CEO di Regardia – ogni prodotto fermo in magazzino rappresenta un costo finanziario e una perdita di valore. Approcci strutturati permettono di ribaltare questa logica. Trasformare le eccedenze in opportunità concreta genera benefici lungo tutta la filiera. Ridurre gli sprechi significa intervenire sui margini, sull’efficienza operativa e sulla solidità del business”.
La portata del tema diventa più evidente se confrontiamo l’incidenza dell’invenduto con le dimensioni complessive del mercato dolciario globale. Secondo il report Confetionery Worlwide 2025 di Statista, il comparto genera 531 miliardi di euro di fatturato annuo con prodotti da forno e pasticceria come prima categoria, seguiti da cioccolato, dolciumi e gelati. L’Europa occidentale rappresenta circa un terzo del mercato mondiale, davanti al Nord America (22%) e all’Asia Pacifica (14%). In un settore di questa scala, anche piccole percentuali di eccedenze hanno un impatto significativo, moltiplicandosi lungo tutta la filiera. Il divario tra il valore complessivo e i costi nascosti dell’invenduto rende evidente come la gestione delle eccedenze non sia una questione marginale, ma un elemento strutturale dell’equilibrio del settore. In questo scenario, adottare modelli efficienti e sostenibili significa non solo ridurre gli sprechi, ma rafforzare la competitività e la resilienza di tutta la filiera. In risposta a questa sfida, le aziende stanno adottando strategie per recuperare il valore dell’invenduto, trasformando eccedenze che rappresenterebbero un costo per l’intera filiera. La gestione dell’invenduto non riguarda solo la riduzione dello spreco, ma si sta evolvendo in approcci integrati che combinano efficienza operativa, sostenibilità e innovazione, e tra i principali trend individuiamo la mangimistica animale, le donazioni agli enti benefici, la reimmissione sul mercato, la trasformazione in nuovi prodotti o ingredienti secondari, la conversione in compost o bioenergie.
Mara Martellotta

A Mirafiori una nuova sede operativa della polizia locale con 40 agenti

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Da oggi la zona sud di Torino ha un presidio di Polizia Locale in più. Taglio del nastro ieri per i nuovi locali destinati all’Aliquota Pronto Impiego Sud, al Centro Civico della Circoscrizione 2, in strada comunale di Mirafiori 7. All’inaugurazione, allietata dalle note della Banda Musicale del Corpo di Polizia Locale, era presente il sindaco Stefano Lo Russo, insieme all’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda, al presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi, al Comandante del Corpo di Polizia Locale Roberto Mangiardi e al vicecomandante vicario del Corpo di Polizia Locale Alessandro Parigini.

L’Aliquota di Pronto Impiego della Polizia Locale è una struttura specializzata, dedicata agli interventi urgenti e operativi sul territorio, come controlli straordinari, sicurezza stradale e gestione di eventi, opera spesso in modalità interforze ed è organizzata in sezioni dedicate per garantire una risposta rapida e specializzata. Il nuovo presidio nasce per dare risposta alle esigenze della zona Sud della Città, con la scelta di collocare logisticamente l’Aliquota di Pronto Impiego a Mirafiori sud, e si inserisce nella riorganizzazione avviata della struttura operativa del corpo di Polizia Locale, che si propone di abbassare l’età media del personale in servizio e garantire un migliore controllo del territorio e un maggior presidio di prossimità. Nella nuova sede saranno operativi 40 agenti, 32 di recente assunzione e 8 istruttori più esperti, che hanno effettuato nei mesi scorsi la formazione operativa nell’Aliquota Pronto Intervento Nord.

“Mirafiori e la zona sud – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – sono al centro dell’impegno dell’amministrazione che vede i quartieri come fulcro di una più ampia strategia urbanistica, ben delineata dal nuovo piano regolatore generale approvato ieri, dove le cittadine e i cittadini possano fruire dei servizi essenziali in tutte le diverse zone della città. Nei mesi scorsi abbiamo inaugurato un nuovo servizio bibliotecario in via Negarville, poi la biblioteca civica Cesare Pavese, completamente rinnovata grazie ad un importante intervento di riqualificazione. Oggi, come ci eravamo impegnati a fare con le cittadine e i cittadini della zona sud, riportiamo un presidio fisso della Polizia Locale su questo territorio. Svolgerà un’importante attività di controllo e di prossimità: gli uomini e le donne della nostra Polizia Locale rappresentano il primo contatto con la comunità cittadina e siamo certi che la loro presenza darà una risposta concreta alle istanze di sicurezza e ascolto della zona sud della città”.

Per fare spazio alla nuova sede sono stati realizzati interventi di adeguamento di locali al piano interrato del Centro Civico della Circoscrizione 2, precedentemente utilizzati come uffici e magazzini, per un costo complessivo di circa 80mila euro. Il presidio svolgerà diversi compiti relativi alla viabilità e al controllo del territorio. Gli agenti saranno a disposizione, su strada, dei comandi territoriali di Santa Rita, Pozzo Strada, San Salvario, Nizza, Prima/Centro e del Comando centrale. Collaboreranno anche alla gestione degli eventi sul territorio della zona sud. L’attività di sportello front-office con il cittadino continuerà, invece, ad essere affidata al personale della Sezione Territoriale con le consuete modalità dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 16, e il venerdì dalle 8 alle 15.

«Abbiamo rispettato la promessa fatta ai residenti. Alla fine dello scorso anno avevamo annunciato l’attivazione di un nuovo presidio della nostra Polizia Locale – afferma l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Marco Porcedda – e oggi rispettiamo quell’impegno inaugurando l’Aliquota Pronto Impiego, che riveste un’importanza cruciale per la sicurezza urbana. Era uno degli obiettivi strategici per il 2025, strettamente correlato ad offrire più presidio al territorio della zona sud. L’importanza di questa nuova sede deriva dalla necessità di una risposta rapida ed efficace a una serie di situazioni critiche che vanno oltre la normale amministrazione del traffico e dei regolamenti locali. Grazie al nuovo presidio si incrementerà la sicurezza di prossimità, creando un legame diretto e fiduciario tra le forze dell’ordine e la comunità locale e offrendo una risposta ai problemi quotidiani che incidono sulla qualità della vita e sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini».

«Grazie a tutta la comunità di Mirafiori presente oggi – ha detto il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi – Con l’apertura del presidio si chiude un’altra pagina importante delle opere strategiche per questo quartiere. Dal 2020 il Comando di Polizia Locale di via Morandi 10 era chiuso. Ora lì dentro ha riaperto una scuola, che a pieno regime avrà 300 studenti. In questi anni i residenti hanno continuato a chiedere un presidio di sicurezza e prossimità: un desiderio che oggi si esaudisce con questa inaugurazione. A Mirafiori avremo maggiore sicurezza e più vivibilità con una presenza importante di agenti sul nostro territorio».

Molto soddisfatto del nuovo presidio sul territorio anche il comandante della Polizia Locale Roberto Mangiardi: “L’apertura di questa nuova sede operativa rappresenta un momento significativo per la nostra comunità e per l’intero corpo di Polizia Locale. Si tratta di un investimento concreto in sicurezza, prossimità e qualità dei servizi, che ci permette di essere ancora più vicini ai cittadini, alle loro esigenze e al loro vissuto quotidiano, pensato per garantire una presenza più capillare sul territorio, tempi di intervento più rapidi e una maggiore capacità di prevenzione. Ringrazio l’Amministrazione comunale per il sostegno, gli uffici tecnici e le donne e gli uomini della Polizia Locale che, con professionalità e dedizione, ogni giorno contribuiscono alla sicurezza della città. La nostra missione resta quella di tutelare la convivenza civile, promuovere la legalità e offrire ai cittadini un servizio moderno, efficiente e umano. Questa sede è un passo importante in quella direzione”.

«Siamo orgogliosi di questo nuovo presidio che – afferma Alessandro Parigini vicecomandante vicario della Polizia Locale – grazie ai 40 nuovi operatori, giovani fortemente motivati, rappresenta un centro di ascolto rivolto al territorio e ai problemi dei cittadini del quartiere».

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