Il nuovo impianto è un sistema automatico di controllo e rilevamento delle infrazioni semaforiche ai sensi dell’articolo 201, commi 1 bis e 1 ter, del Codice della Strada e andrà ad aggiungersi agli altri 13 dispositivi già attivi in città.
Il sistema rileva e documenta il passaggio con il rosso da parte dei veicoli ed effettua una serie di fotogrammi in sequenza al fine di consentire all’operatore di Polizia Locale di verificare che non ci siano, ad esempio, cause di giustificazione (come lo spostamento dovuto alla necessità di far transitare un mezzo di soccorso) e di accertare senza ragionevole dubbio la condotta illecita.
Gli effetti degli impianti sulla sicurezza stradale sono evidenti sia in relazione al numero dei sinistri rilevati, che da quando sono stati installati i dispositivi sono diminuiti in media del 50%, sia in relazione alle conseguenze degli stessi, con una diminuzione di circa il 30% del numero delle persone che hanno dovuto ricorrere a cure mediche in seguito allo scontro.
Il proseguimento della marcia con luce rossa comporta una sanzione di euro 167 (ridotta del 30% e quindi a euro 116 in caso di pagamento entro cinque giorni dalla notifica), con decurtazione di 6 punti patente.
Di seguito la lista completa di tutti gli altri impianti attivi: corso Regina Margherita – corso Potenza; corso Vercelli – corso Novara; corso Peschiera – corso Trapani; corso Giambone – corso Corsica; corso Agnelli – corso Tazzoli; corso Lecce – corso Appio Claudio; via Pianezza – via Nole – corso Potenza; corso Siracusa – via Tirreno; corso Vittorio Emanuele II – corso Vinzaglio; corso Bramante – corso Unione Sovietica; piazza Pitagora – corso Orbassano; corso Inghilterra – corso Vittorio Emanuele II – corso Castelfidardo; piazzale San Gabriele di Gorizia – corso Unione Sovietica.
“Prima Persona Plurale” (significativo il titolo dato alla rassegna) si articolerà in tre giornate – da lunedì 5 a mercoledì 7 maggio – ideate e ospitate da “Open”, lo spazio aperto di “diversità” aperto due anni fa, in corso Stati Uniti, a Torino, da “Fondazione Time2”, “creatura” (2019) delle sorelle Antonella e Manuela Lavazza, dopo l’apertura di “Casa Mistral” a Oulx, in Valsusa. Tre giornate dal ricco programma fatto di varie attività mirate alla divulgazione, alla riflessione e a un creativo confronto incentrato sul principio di promozione dell’autodeterminazione e della piena partecipazione all’interno del sociale delle persone “con disabilità”.
Dice Antonella Lavazza, vicepresidente “Fondazione Time2”: “Nostro intento è quello di accompagnare le persone con disabilità e le loro famiglie nel passaggio all’età adulta, un momento fondamentale di crescita e autodeterminazione. Diventare adulti significa poter esercitare pienamente la propria cittadinanza: muoversi liberamente negli spazi pubblici, accedere al lavoro, scegliere dove e con chi vivere. ‘Prima Persona Plurale’ nasce proprio per offrire un’occasione di confronto su questi temi e per valorizzare il diritto alla ‘Vita Indipendente’”.
La situazione di degrado, povertà violenza si è aggravata perché è stata sottovalutata . Ricordo che il 7.1.2022 su richiesta dall’Arcivescovo NOSIGLIA si svolse un incontro in Prefettura una riunione sulla sicurezza in Barriera e il Sindaco disse che la situazione in Barriera non era diversa da quella di S.Rita mentre Don Stefano e Don Luca della Madonna della Pace urlavano ogni domenica a denunciare degrado e povertà. La Parrocchia e la sua Caritas fanno la loro parte aiutando con generi alimentari circa 400 famiglie ma contro lo spaccio di droga e contro la violenza non potevano far nulla. Sono stati spostati i Parroci per la gioia dei sanmauresi ma in Barriera la situazione è peggiorata nonostante da un anno sia arrivato l’esercito. Il Comune privilegia il centro della Città. La nuova lista civica per aiutare il Sindaco non si sporca le mani a parlare di lavoro e di degrado in periferia così gli atti di violenza si susseguono. I 2 momenti di violenza piu eclatanti sono avvenuti proprio in Barriera prima il Machete e ieri un delitto violento e vergognoso. Un ragazzo di 19 anni ucciso barbaramente . Ho tre figli e due nipoti e mi viene da piangere mentre Ti scrivo pensando al modo in cui è stato massacrato. Spero che se ne parli in Consiglio Comunale perché Torino 60 anni fa era la Città della speranza di un lavoro per centinaia di migliaia di persone ora…