ilTorinese

Rafforzato il legame tra Torino e la Repubblica del Perù

Ieri Palazzo di Città ha ospitato un importante incontro volto a consolidare il legame profondo tra la Città di Torino e la Repubblica del Perù. L’assessora Carlotta Salerno ha accolto una delegazione composta dall’ambasciatore del Perù in Italia, Manuel Cacho Sousa Velázquez, dalla consigliera diplomatica Vanessa Bohorquez e dal console generale a Torino, Ezio Valfré Hernández.

Durante il colloquio, l’assessora Salerno ha portato i saluti del sindaco Lo Russo, definendo la comunità peruviana torinese come “speciale” per la sua straordinaria capacità di apertura e integrazione.

Un punto centrale della discussione è stato il ruolo dei giovani di seconda generazione. Salerno ha sottolineato con ammirazione l’impegno dei ragazzi nel recupero delle danze e del folklore tipico:

“È una grande risorsa vedere giovani partecipare attivamente agli eventi culturali della città, mantenendo vive le proprie radici pur essendo parte integrante del tessuto sociale torinese”, ha spiegato.

L’ambasciatore Cacho Sousa Velázquez ha descritto la comunità peruviana come “antica e laboriosa”, evidenziando come il legame non sia solo culturale ma anche economico, come testimoniato dalla visita della delegazione alla Camera di Commercio.

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“Just the Woman I Am”, variazioni ai mezzi di trasporto GTT

Nel pomeriggio di domenica 8 marzo 2026 si svolgerà la manifestazione podistica “Just the Woman I Am”, sul percorso: viale Crivelli (partenza), viale Virgilio, corso Cairoli, lungo Po Diaz, lungo Po Cadorna, corso San Maurizio, viale Partigiani, viale I° Maggio, corso Regina Margherita, via XX Settembre, via Pietro Micca, piazza Castello (arrivo). Di conseguenza varieranno il servizio le linee: 4 – 6 – 7 – 8 – 11 – 13 – 13+ – 15 – 16 CS – 16 CD – 18 – 19 – 27 Festiva – 30 – 33 Festiva – 55 – 56 – 61 – 68 – 68+ – 70 – 72 – STAR 1 – STAR 2 – Venaria Express.

Inoltre, dalle ore 15.00 fino a cessate esigenzeil parcheggio Castello sarà chiuso. Sarà consentita l’uscita dei veicoli già presenti all’interno dalle uscite dei parcheggi San Carlo e Roma.

  • Linea 4. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione piazza Derna: da via XX Settembre deviata in corso Matteotti, corso Re Umberto, corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso Giulio Cesare, percorso normale.
  • Linea 6. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione piazza Carlo Felice: da via Rossini deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, piazza Carlo Felice (capolinea).
    Direzione corso Gabetti: dal capolinea di piazza Carlo Felice deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, piazza Solferino, via Pietro Micca, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, via Rossini, percorso normale.
  • Linea 7.  Servizio sospeso dalle ore 14.30 alle ore 20.07.
  • Linea 8. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione via Mezzaluna (San Mauro): da corso Vinzaglio deviata in via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, percorso normale.
  • Linea 11. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione via Leopardi (Venaria): da via Sacchi deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso Giulio Cesare, percorso normale.
  • Linea 13. Dalle ore 14.45 alle ore 19.00.
    Direzione piazza Gran Madre: da via Cernaia deviata in via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 1558 – “Carlina Sud”.
    Direzione piazza Campanella: dal capolinea provvisorio di piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) effettua inversione di marcia e prosegue per via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia, percorso normale.
  • Linea 13+. Servizio sospeso dalle ore 14.45 alle ore 19.00.
  • Linea 15Deviata in 2 diverse fasi.
    1ª fase. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione piazza Coriolano (Sassi): da Einaudi deviata in corso Duca degli Abruzzi, corso Vinzaglio, via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso Tortona, corso Belgio, percorso normale.
    Direzione via Brissogne: da largo Berardi deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, percorso normale.
    2ª fase. Dalle ore 17.30 alle ore 19.00.
    Direzione piazza Coriolano (Sassi): da corso Re Umberto deviata in corso Stati Uniti, via Sacchi, corso Vittorio Emanuele II, corso Cairoli, via Bonafous, piazza Vittorio Veneto, percorso normale.
    Direzione via Brissogne: da largo Berardi deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, percorso normale.
  • Linea 16 CS. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Da corso Massimo d’Azeglio deviata a sinistra in corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, percorso normale.
  • Linea 16 CD. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Da corso Regina Margherita deviata in via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, corso Massimo d’Azeglio, percorso normale.
  • Linea 18. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione piazza Sofia: da via Madama Cristina deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, percorso normale.
    Direzione piazzale Caio Mario: da corso XI Febbraio deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Madama Cristina, percorso normale.
  • Linea 19. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione corso Cadore: da corso Bolzano angolo piazza XVIII Dicembre prosegue per corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, percorso normale.
  • Linea 27 Festiva. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione via Anglesio: dal capolinea di via XX Settembre deviata in via Bertola, via Pietro Micca, via Cernaia, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, via Bologna, corso Palermo, percorso normale.
  • Linea 30. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso San Maurizio: da corso Regina Margherita deviata in corso Farini dove effettua limitazione di percorso e capolinea provvisorio alla fermata n.3594 – “Farini Cap.” (in comune con la linea 66).
    Direzione via Gozzano (Chieri): dal capolinea provvisorio di corso Farini prosegue per corso Belgio, largo Berardi, corso Regina Margherita, percorso normale.
  • Linea 33 Festiva. Dalle ore 14.45 alle ore 16.30.
    Direzione piazzale Adua: da corso Vittorio Emanuele II angolo via Nizza segue il percorso dei giorni feriali con capolinea provvisorio in corso Vittorio Emanuele II angolo via Rattazzi.
    Direzione via Papa Giovanni XXIII (Collegno): dal capolinea provvisorio prosegue per corso Vittorio Emanuele II, percorso attuale.
  • Linea 55. Deviata in 2 diverse fasi.
    1ª fase: dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso Farini: da corso Matteotti deviata in corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso Farini (capolinea).
    Direzione via Moncalieri (Grugliasco): da largo Berardi deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, percorso normale.
    2ª fase: dalle ore 17.30 alle ore 19.00.
    Direzione corso Farini: da corso Matteotti deviata in via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, via Po, percorso normale.
    Direzione via Moncalieri (Grugliasco): da via Po angolo via Rossini deviata in via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, corso Matteotti, percorso normale.
  • Linea 56. Deviata in 2 diverse fasi.
    1ª fase: dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione largo Tabacchi: da via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris deviata in corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, ponte Regina Margherita, corso Gabetti, corso Quintino Sella, percorso normale.
    Direzione corso Tirreno (Grugliasco): da corso Quintino Sella deviata in corso Gabetti, ponte Regina Margherita, corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Pietro Micca, percorso normale.
    2ª fase: dalle ore 17.30 alle ore 19.00.
    Direzione largo Tabacchi: da via Cernaia deviata in via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, via Po, percorso normale.
    Direzione corso Tirreno (Grugliasco): da via Po angolo via Rossini deviata in via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, piazza Solferino, via Cernaia, percorso normale.
  • Linea 61. Dalle ore 14.45 alle ore 17.00.
    Direzione corso Vittorio Emanuele II: da corso Casale angolo ponte Regina Margherita prosegue per corso Moncalieri, corso Fiume, inversione di marcia in piazza Crimea, quindi riprende corso Fiume, corso Moncalieri, percorso normale fino in corso Casale prima di corso Gabetti dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 1812 – “Gabetti”.
    Direzione via Mezzaluna: da corso Casale segue il percorso normale.
  • Linea 68. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione via Frejus: da via Rossini deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, percorso normale.
    Direzione via Cafasso: da corso Vittorio Emanuele II deviata in corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, via Rossini, percorso normale.
  • Linea 68+. Servizio sospeso dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
  • Linea 70. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso San Maurizio: da corso Moncalieri deviata in piazza Gran Madre, via Lanfranchi, via Biamonti, via Villa della Regina dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 1418 – “Gran Madre”.
    Direzione piazza Failla (Moncalieri): dal capolinea provvisorio di via Villa della Regina prosegue per piazza Gran Madre, corso Moncalieri, percorso normale.
  • Linea 72. Dalle ore 14.45 alle ore 19.00.
    Direzione via Bertola: da via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris deviata in corso Siccardi, inversione di marcia in piazza Arbarello, quindi riprende corso Siccardi dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 303 – “Siccardi” (in comune con la linea 5).
    Direzione corso Machiavelli (Venaria): dal capolinea provvisorio di corso Siccardi prosegue per via Cernaia, percorso normale.
  • Linea STAR 1. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso Farini: da via Maria Vittoria angolo piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) deviata in via Accademia Albertina.
    Direzione via Bixio: da via Accademia Albertina segue il percorso normale.
  • Linea STAR 2.
    1ª fase. Dalle ore 14.45 alle ore 17.00.
    Direzione corso Massimo d’Azeglio: da piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) deviata in via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Massimo d’Azeglio, percorso normale.
    Direzione corso Bolzano: da corso Massimo d’Azeglio deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, piazza Arbarello, via della Consolata, via del Carmine, percorso normale.
    2ª fase. Dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
    Solo in direzione corso Bolzano: da via Po deviata in via Accademia Albertina, via dei Mille, via Andrea Doria, via Gramsci, via XX Settembre, corso Matteotti, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, piazza Arbarello, via della Consolata, via del Carmine, percorso normale.
  • Venaria Express. Dalle ore 15.00 a fine servizio.
    Direzione Reggia di Venaria: da corso Regio Parco deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via Pietro Micca, percorso normale.
    Direzione Torino: da via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris deviata in corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, lungo Dora Savona (capolinea presso l’autostazione di via Fiochetto).

Non solo Hamnet, a teatro va in scena Juliet+Romeo

Venerdì 6 marzo, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, il sipario si alza su una storia che attraversa i secoli e continua a parlarci con la voce inquieta e luminosa della giovinezza. Va in scena “Juliet+Romeo”, l’adattamento firmato da Mario Restagno, con le musiche originali di Paolo Gambino, proposto da Accademia dello Spettacolo.

Non è solo una riscrittura. È un gesto. È un cambio di prospettiva. È la scelta di mettere Juliet davanti, nel titolo e nello sguardo. Quello che venerdì 6 marzo andrà in scena alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino è una storia antica dal cuore contemporaneo.

Quattro secoli fa, William Shakespeare raccontava l’amore assoluto e tragico di due adolescenti travolti da un mondo adulto incapace di ascoltarli. Ma cosa resta oggi di quella lingua, di quegli usi, di quei codici sociali così lontani dalla sensibilità dei ragazzi e delle ragazze del nostro tempo?

Da questa domanda nasce “Juliet+Romeo”: un lavoro di riedizione che traduce emozioni senza tradirle. La lingua si fa più vicina, le dinamiche più riconoscibili, le tensioni più immediate. L’obiettivo è uno solo: permettere agli adolescenti di oggi di sentire sulla pelle lo stesso turbamento, lo stesso slancio vitale che il pubblico elisabettiano provava nel 1595.

E in un’epoca in cui tutto corre, si consuma, si espone e si dimentica in fretta, questa storia diventa un invito a fermarsi e a chiedersi: che cosa significa amare davvero?

«È la festa della giovinezza, dell’energia vitale che contraddistingue questa fase della vita, questa volta raccontata dal punto di vista di Juliet», afferma il regista.

L’inversione dei nomi nel titolo non è un vezzo grafico: è una dichiarazione d’intenti.
Il Coro, nel prologo, afferma che «da sempre gli uomini cercano la guerra, da sempre le donne subiscono la guerra». È un segnale forte. È un cambio di sguardo che interroga il presente e le sue fragilità. Juliet non è più solo l’innamorata. È coscienza, è desiderio, è scelta. È una voce che reclama spazio.

In scena 22 artisti, di cui 18 under 30. Una compagnia che respira all’unisono con i suoi protagonisti. Juliet è interpretata da Beatrice Frattini, Romeo da Andrea Cantore, insieme a Daniela Freguglia, Renato Ligas, Jacopo Siccardi, Riccardo Marangoni, Fabrizio Merlo, Matteo Ardengo, Ester Barbarossa, Giorgia Chianello e agli studenti della Scuola Formazione Attore: Sara Zanirato, Gloria Puglisi, Alice Cavazzini, Suammy Bellini, Marta Marandola, Amanda Amador Silva, Lorenzo Beltrami, Amir Madih, Giulia Schivalocchi, Erika Orsini, M. Ignacia Loyola Diaz, Lucia Meneghini. Le coreografie sono di Marco Arbau.

Il progetto coinvolge i giovani esordienti della Bottega dello Spettacolo 3.0, un percorso che nasce per rispondere a una ferita concreta del mondo teatrale: la difficoltà, per chi ha appena concluso un percorso formativo, di trovare un immediato inserimento professionale. Il mercato spesso premia chi è già noto, chi ha un curriculum consolidato. Gli altri rischiano l’inattività, la frustrazione, la perdita di fiducia.

Con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, questo progetto diventa un ponte tra formazione e professione. Un atto di fiducia verso il talento giovane.

Abbiamo raggiunto il cast per alcune domande. Beatrice Frattini lei interpreta Juliet.

Che cosa significa oggi, per una ragazza della tua età, difendere un amore contro tutto e tutti?

Interfacciarmi con Juliet e il suo amore da difendere a tutti i costi è stata una sfida. A tratti l’ho sentita incomprensibile, poi abbiamo fatto pace.

Sento che la vera difesa dell’amore che si concretizza nel dover spiegare perché cerco di vedere il buono nella vita, nelle persone e soprattutto nel credere che tutto andrà bene; penso che la nostra esistenza sia attraversata da un amore immenso.

Cerco di guardare le situazioni con un occhio meno il meno polemico possibile, trovando l’amore per me stessa e per ciò che mi circonda.

Mi sento fortunata a vivere nell’amore e voglio difendere questo mio modo di stare nella vita, anche se può essere strano per qualcuno, anche se a volte può non sembrare logico.

(Beatrice Frattini)

È ribellione o bisogno di essere ascoltata?

Per Juliet c’è un impellente bisogno di essere vista, non importa in quale modo, penso che sia un misto tra ribellione verso un sistema che non le appartiene, un odio che non sente affine alla sua essenza di giovane ragazza, dall’altra parte penso che sia un bisogno di essere vista da qualcuno, Romeo soddisfa pienamente questo suo bisogno.

Essere ascoltata non è contemplato per Juliet, lei sa che non avrà modo di poter dire la sua opinione; per questo agisce, comprende che solo nell’azione otterrà ciò che vuole.

Per me, Beatrice, non c’è nessuna ribellione o bisogno di essere ascoltata. Juliet però mi ha fatto comprendere quanto l’adolescenza colpisca nel profondo, le emozioni sono amplificate ed è un privilegio rientrare in quello stato grazie a Juliet.

(Beatrice Frattini)

Andrea Cantore è invece Romeo che spesso è raccontato come impulsivo e romantico. In questa versione, quali fragilità emergono di più?

In questa versione si fa spesso riferimento al destino e Romeo si affida ad esso perché guidi il suo percorso, ma presto si ritrova tradito dal destino stesso che lo trascina in una spirale di morte: prima il suo migliore amico Mercuzio viene ucciso da Tebaldo e Romeo, accecato dalla rabbia, lo vendica. Con le mani sporche di sangue e scoperta la morte di Giulietta, si rende conto di essere stato giocato dal fato e perde ogni legame con la vita e con il mondo che lo circonda.

(Andrea Cantore)

In una società dove le giornate scorrono scandite dai social e dove spesso ci si nasconde dietro a uno schermo, esistono ancora uomini come Romeo pronti a tutto per difendere il loro amore?

Secondo me sì. I social stanno plasmando la nostra società in modi che ancora non conosciamo. A mio parere, i social permettono una diffusione del significato dell’amore sano, specialmente nelle nuove generazioni che sono molto più consapevoli delle proprie emozioni e agiscono per abbattere i pregiudizi e le violenze.

(Andrea Cantore)

E infine, abbiamo rivolto due domande anche agli allievi della Bottega dello Spettacolo 3.0.

Quanto è importante, per voi, poter debuttare in un progetto che vi mette al centro non solo come interpreti ma come generazione?

Non importante, direi fondamentale: dei ragazzi che parlano a dei ragazzi. Siamo già abituati a sentire discorsi di persone più grandi di noi che forse neanche capiscono di cosa abbiamo realmente bisogno, ma che ci trasmettono nozioni sul loro modo di vivere e di comportarsi che, ai nostri occhi, a volte risultano obsolete e poco interessanti. Quanto è bello invece quando sono dei ragazzi, con grandi opere come questa, a lanciare messaggi così importanti come amicizia, amore e rispetto. Messaggi che, se fossero trasmessi dagli “adulti”, verrebbero considerati “parole al vento”, mentre qui, in forma d’arte, riescono a essere recepiti molto meglio che su un qualsiasi banco di scuola. In questo modo diventano più vicini, più veri, e soprattutto più facili da comprendere.

(Matteo Ardengo)

Se doveste raccontare l’amore della vostra generazione con una sola immagine, quale scegliereste e perché?

“Gli amanti” di René Magritte incarnano perfettamente come noi giovani oggi viviamo l’amore. Viviamo in un mondo frenetico che ci porta a trascurare i piccoli gesti e le sfumature, finendo per non vedere davvero la persona che abbiamo davanti. Per paura di soffrire o di affezionarci, spesso scegliamo relazioni superficiali e passeggere, perdendo così il significato più profondo dell’amore.

(Gloria Puglisi)

“Juliet+Romeo” non è soltanto uno spettacolo. È un laboratorio di possibilità. È un atto di fiducia nei confronti dei giovani. È un invito a guardare l’amore non come un cliché romantico, ma come una forza capace di mettere in discussione guerre, famiglie, convenzioni. E oggi, più che mai, ne abbiamo un estremo bisogno.

Lori Barozzino

L’estate feroce di Sebastian, all’improvviso: con una grande Laura Marinoni

All’Astra, si replica sino a domani

C’è parecchio di autobiografico in Improvvisamente l’estate scorsa che Tennessee Williams mandò in scena nel gennaio del 1958 e che già l’anno successivo ebbe la sua trasposizione cinematografica, regista Joseph Mankiewicz e superbe interpreti Katherine Hepburn ed Elizabeth Taylor, successo tenuto a bada fortemente dal Codice Hays, con l’obbligo di cancellare quanto potesse alludere all’omosessualità di un protagonista che non avremmo mai neppure visto in volto. Un’omosessualità che toccava l’autore proprio in un periodo in cui maggiormente egli tentava di nasconderla a se stesso, come una vicenda che riportava a galla ombre di una vita familiare nella quale una madre, Edwina, aveva spinto al ricovero presso un ospedale psichiatrico la figlia Rose, alla sua operazione al cervello con una lobotomia e di cui Williams non volle mai esprimere un perdono, anzi alimentando in se stesso un profondo senso di colpa per non aver fatto abbastanza nei confronti della sorella.

In questo dramma dell’autore americano – che s’inserisce perfettamente nella stagione dell’Astra dove a campeggiare sono i Mostri: “il mostro è la natura, le sue grida, i rumori selvaggi, il mostro è un Dio feroce che osserva i veri mostri, gli esseri umani, che non sono più capaci di amare”, quasi targava lo spettacolo il regista Cordella – coabitano arte e poesia, sesso e un carico abnorme di menzogne, all’ombra di due grandi personaggi femminili. C’è Violet Venable che con ogni mezzo cerca di accrescere anche post mortem quella sintonia che sempre l’aveva legata al figlio Sebastian, scomparso l’estate precedente, di cancellare ogni traccia della sua omosessualità e di complesso edipico, di ricordarlo nella sua castità e di farlo ricordare come un grande poeta, anche se la sua produzione s’arrestava a un solo componimento l’anno, il loro “canto d’estate”, di chiuderlo in quel referto che parlava di cause naturali. Ogni cosa ancor serrata in una società americana degli anni Cinquanta e nel suo perbenismo. C’è Catherine, depositaria di una verità ben diversa, che torna nella casa dove è cresciuta dopo un forte trauma subito, la morte del cugino Sebastian, che lei aveva accompagnato durante un viaggio nel nord della Spagna: una ragazza che zia Violet è ferocemente spinta a far ricoverare in una clinica psichiatrica – dietro il compenso alla stessa di un milione di dollari – perché venga effettuato un trattamento di lobotomia, perché Catherine non possa più ricordare.

Toccherà al dottor Cukrowicz (logico, raisonneur in abiti chiari) far luce su quel passato raccontato con ambiguità e maniere talmente diverse (l’adattamento cinematografico s’allargava alle pressioni del direttore della clinica voglioso non poco d’intascare i soldi per la sponsorizzazione, la costruzione di un nuovo padiglione: come nelle radici del dramma anche la madre della ragazza e il fratello non sono affatto innocenti dal rifiutare quel che può cadere dal portafoglio di zia Violet), lasciarlo riaffiorare, cancellare i dubbi, spetterà a lui, attraverso l’uso del penthotal scoprire quanto la ragazza abbia saputo nascondere e ora inizia a rimuovere, attraverso indizi e nel lungo e ardimentoso e irto monologo finale che, nell’edizione coprodotta da LAC Lugano Arte e Cultura e dal Teatro Carcano, sul palcoscenico dell’Astra soltanto sino a domani, la giovane Leda Kreider regge con estrema sicurezza, applauditissima, con verità e strazio, con una sincerità tutta viscerale. Si tratterà di rivivere gli ultimi momenti di Sebastian, svelarne l’ambigua manipolazione di chi gli è stato accanto, sia madre che cugina (ma anche capace di gesti sinceri (?) di gentilezza, con l’acquisto di abiti eleganti e costosi), di chi ha usato affinché in quelle sue “vacanze” di fulminee liaison, accompagnato nei luoghi eleganti di mezza Europa o nelle case di New Orleans come in luoghi dove avrebbe potuto incrociare quelli che la madre continua a chiamare “mercanti”, gli potesse essere esca per i suoi incontri sessuali con altri ragazzi. La tragedia, espressa in tutta la sua ferocia e nel raccapriccio della rappresentazione del ricordo, è accaduta nell’ultimo viaggio, proprio l’estate scorsa, all’improvviso: sulla costa spagnola, a Cabeza de Lobo, vittima di un rito quasi pagano, in un nuovo sacrificio che ancora rispecchia il mito di Dioniso e delle Baccanti e di Penteo, nel suo più drammatico versante orgiastico (in precedenza avevamo avuto il racconto dei neri uccelli che divorano i piccoli delle tartarughe appena nati mentre tentano di raggiungere il mare), Sebastian era stato assalito, sotto gli occhi di Catherine, e letteralmente quasi divorato da quei “pezzenti” a cui lui avrebbe voluto sottrarsi. Ora Violet si rivolge al dottore e gli parla come fosse suo figlio.

Quel che il regista Stefano Colella ha reso – disseminando i suoi attori per l’intera area a prendere possesso di presente e di passato – all’interno di uno spettacolo irto di difficoltà e di non facile resa (tutto potrebbe risolversi in uno slabbrato e convenzionale mélo), con autentica e appagante padronanza, è la tensione, la secchezza nel racconto e nell’azione, nella seduta psicanalitica che attraversiamo, in quello che si fa thriller scena dopo scena, in quanto lo spettatore segue e viene a conoscere, per sguardi, per frasi interrotte, per tenui confessioni, per parole e per urla, per scontri di donne: aiutato, nell’arrivare al pieno successo, dalle luci di Marzio Picchetti e dal suono di Gianluca Agostini, che si diffondono ostentatamente nella scena di Guido Buganza, che è un rigoglioso giardino, “come se fosse abitato da bestie, serpenti e uccelli, tutti di natura selvaggia”, avverte Williams nella didascalia generale, quello antico di Sebastian in cui allevare piante carnivore che andranno sfamate con migliaia d’insetti coltivati o fatti arrivare da luoghi lontani, una foresta a ricoprire – ma poi tutto andrà simbolicamente rimosso da un tecnico di scena – un’auto sgangherata che è altresì casa rifugio tomba altare sormontato da un baldacchino che scenderà nel finale a cancellare ogni cosa. Con tutta la eccellente partecipazione dei suoi compagni Elena Callegari, Ion Donà ed Edoardo Ribatto, efficacissimo dottore chiamato a indagare, Laura Marinoni – già applaudita Blanche alcuni anni fa nel Tram, ancora Williams, messo in scena da Antonio Latella, è una Violet feroce e sanguigna, madremostro, forte e ambigua verso se stessa e gli altri, grande in quel suo rifugiarsi nell’abitacolo illuminato dell’auto e nel calarsi nella solitaria pazzia.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di Luca Del Pia

Taste Alto Piemonte a Milano

La più grande manifestazione dedicata ai vini dell’Alto Piemonte torna a Milano!
Lunedì 9 Marzo, partecipa alla tappa milanese di Taste Alto Piemonte.
L’evento organizzato dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte in collaborazione con AIS Milano, si terrà all’Hotel Westin Palace di Milano.
Una giornata dedicata alla scoperta dei vini dell’Alto Piemonte, dove potrai  incontrare le oltre 33 aziende vitivinicole presenti e degustare le ultime annate delle
10 denominazioni tutelate dal Consorzio.
il format di promozione ideato dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte si presenta alla kermesse milanese il 9 marzo 2026 all’Hotel Westin Palace, in Piazza della Repubblica a Milano.
Un’unica giornata con banchi di assaggio aperta ad operatori di settore, pubblico e stampa e dove potrai partecipare anche  a due masterclass di approfondimento in collaborazione con la delegazione AIS Milano.
Vieni a scoprire le aziende vitivinicole che proporranno le ultime annate delle 10 denominazioni dell’Alto Piemonte: Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC, Valli Ossolane DOC.
I produttori che parteciperanno all’edizione milanese di Taste Alto Piemonte:
  1. Barbaglia Silvia – Cavallirio (NO)
  2. Cà da l’Era – Pieve Vergonte (VB)
  3. Cantina Comero – Sizzano (NO)
  4. Cantina Fontechiara – Borgomanero (NO)
  5. Cantina La Smeralda – Briona (NO)
  6. Cantinoteca dei Prolo – Fara Novarese (NO)
  7. Carlone Davide – Gringasco (NO)
  8. Castaldi Francesca –  Briona (NO)
  9. Castello di Montecavallo – Vigliano Biellese (BI)
  10. Ceruti Lorenzo – Sostegno (BI)
  11. Delsignore – Gattinara (NO)
  12. Enrico Crola – Mezzomerico (NO
  13. I Dof Mati Viticultrici – Fara Novarese (NO)
  14. Il Roccolo di Mezzomerico – Mezzomerico (NO)
  15. Ioppa – Romagnano Sesia (NO)
  16. La Cantina di Tappia – Villadossola (VB)
  17. La Capuccina – Cureggio (NO)
  18. Massimo Clerico – Lessona (BI)
  19. Mazzoni Viticoltori – Cavaglio d’Agogna (NO)
  20. Neri – Novara (NO)
  21. Paride Iaretti – Gattinara (VC)
  22. Pietraforata Cantine in Ghemme – Ghemme (NO)
  23. Pietro Cassina – Lessona (BI)
  24. Platinetti Guido  – Ghemme (NO )
  25. Podere ai Valloni – Boca (NO)
  26. Rinaldi Riccardo – Suno (NO)
  27. Roccia Rossa – Brusnengo (BI)
  28. Rovellotti Viticoltori in Ghemme – Ghemme (NO)
  29. Tenute Guardasole – Grignasco (NO)
  30. Tenute Sella 1671 – Lessona (BI)
  31. Torraccia del Piantavigna – Ghemme (NO)
  32. Travaglini Gattinara – Gattinara (VC)
  33. Vigneti Costacurta – Ghemme (NO)
Le masterclass saranno guidate da Altai Garin.
Classe 1990, si approccia in maniera sistematica al vino, diventando sommelier AIS a Milano nel gennaio 2016. Dopo poco più di un anno consegue il Master in “Gestione e comunicazione del vino” presso ALMA a Colorno. Qui gli viene riconosciuta la menzione “Miglior tesi del corso” dal titolo “Les Vignerons des Pyrénées“. Dal 2019 è nella squadra relatori dell’AIS.
Lunedì 9 marzoore 15:00 “Excursus Alto Piemonte
  • Cantina Fontechiara – Colline Novaresi DOC Vespolina 2024
  • Cà da l’Era – Valli Ossolane DOC Nebbiolo “P di Pietro” 2024
  • Enrico Crola – Colline Novaresi DOC Nebbiolo “Duemila9″ 2018
  • La Capuccina – Colline Novaresi DOC Nebbiolo “Opera 32″ 2017
  • Tenute Guardasole – Boca DOC 2022
  • Pietraforata Cantine in Ghemme – Sizzano DOC 2022
  • Castaldi Francesca – Fara DOC 2021
  • Ceruti Lorenzo – Bramaterra DOC 2020
  • Ioppa – Ghemme DOCG 2020
  • Paride Iaretti – Gattinara DOCG “Pietro” 2020
  • Torraccia del Piantavigna – Gattinara DOCG 2020
  • Massimo Clerico – Lessona DOC Riserva ” Vigna Gaja” 2017
ore 18:00 “Excursus Alto Piemonte
  • Mazzoni Viticoltori – Colline Novaresi DOC Vespolina “Il Ricetto” 2024
  • Cantina La Smeralda – Colline Novaresi DOC Nebbiolo 2023
  • Castello di Montecavallo – Coste della Sesia DOC “Cajanto” 2023
  • La Cantina di Tappia – Valli Ossolane DOC Nebbiolo “Prunent” 2023
  • Il Roccolo di Mezzomerico – Colline Novaresi DOC Nebbiolo “Valentina” 2019
  • Delsignore – Gattinara DOCG “Il Putto” 2021
  • Platinetti Guido – Ghemme DOCG “Vigna Ronco al Maso” 2021
  • Cantinoteca dei Prolo – Fara DOC “Lochera” 2020
  • Travaglini Gattinara – Gattinara DOCG Riserva 2020
  • Neri – Sizzano DOC “Vibia Earina”  2019
  • I Dof Mati Viticultrici – Ghemme DOCG “Il Matto” 2019
  • Podere ai Valloni – Boca DOC “Vigna Cristiana” 2016
  • Pietro Cassina – Lessona DOC “Tanzo” 2014
Gli appuntamenti hanno una durata di circa 90 minuti.

Acquista i biglietti

Da 15,00 € a 20,00 €
PUBBLICO: € 15,00
È prevista una riduzione di € 5,00 per i soci AIS, ONAV, FISAR.
STAMPA E OPERATORI DI SETTORE: ingresso gratuito con accredito a questo link.
SOCI AIS LOMBARDIA: accredito gratuito ai banchi d’assaggio ed alle masterclass sino ad esaurimento posti.
Per informazioni scrivere a eventi@aismilano.it oppure visitare il sito.
MASTERCLASS: € 20,00.
Per stampa e soci AIS LOMBARDIA l’accesso alle Masterclass è gratuito fino ad esaurimento posti.
È richiesta una cauzione di € 10,00 per il bicchiere, che verrà rimborsata con la restituzione dello stesso.
I biglietti d’ingresso ai banchi d’assaggio ed alle masterclass sono disponibili online o acquistabili direttamente in loco (salvo disponibilità residua).
Il biglietto d’ingresso comprende: la degustazione dei vini presso i banchi d’assaggio.
Non è previsto un guardaroba custodito.
Per informazioni scrivere a info@tastealtopiemonte.it
 
LUOGO: Hotel Westin Palace
Piazza della Repubblica, 20, 20124 Milano MI, Italia
L’Hotel dispone di parcheggio interno, si prega di rivolgersi direttamente a loro per informazioni chiamando lo +39 02-63361 o scrivendo una mail awestin.palacemilan@westin.com.
Sono disponibili alcuni parcheggi in zona:
  • Autosilo Repubblica – Piazza della Repubblica, 14
  • Parcheggio Via Manunzio – Via Manunzio Aldo, 10
  • Machiavelli Parking – Via Finocchiaro Aprile, 1
  • Repubblica Parking – Via Finocchiaro Aprile, 9
Piazza della Repubblica non fa parte dell’Area C.
La fermata metro “Repubblica” dista circa 400 metri dall’Hotel, mentre la Stazione Centrale di Milano, dista circa 15 minuti a piedi.
Banchi d’assaggio
Lunedì 9 marzo Dalle 14.30 alle 20.30 apertura al pubblico, stampa ed operatori di settore.

Masterclass

Lunedì 9 marzo
ore 15:00 “Excursus Alto Piemontre
ore 18:00 “Excursus Alto Piemonte
Gli appuntamenti hanno una durata di circa 90 minuti.

Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte

Piazza Castello, 47 – Palazzo Gallarati
28074 Ghemme (NO)

Contatti

tel. (+39) 0163.841750
fax. (+39) 0163.841750
email: info@consnebbiolialtop.it

Segreteria organizzativa

tel. (+39) 340 4921145
email: info@tastealtopiemonte.it
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Treni Piemonte: modifiche per lavori a Novara

  • Nelle domeniche dell’8, 15 e 21 marzo

Torino, 05 marzo 2026 – Modifiche alla circolazione dei treni nelle domeniche dell’8, 15 e 22 marzo per lavori programmati nella stazione di Novara.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus per i treni delle linee interessateIn particolare, per la linea:

  • Torino – Milano dalle ore 06:00 alle ore 14:00 i treni sono cancellati tra le stazioni di Novara e Vercelli;
  • Ivrea/Chivasso – Novara dalle ore 06:00 alle ore 14:00 i treni sono cancellati tra le stazioni di Novara e Vercelli;
  • Novara – Domodossola i treni 11404, 11406 e 11407 sono cancellati intera tratta;
  • Novara – Biella San Paolo i treni 11643, 11645, 11647, 11651, 11642, 11644, 11646 e 11648 sono cancellati intera tratta;
  • Novara – Arona solo domenica 22 marzo i treni 11543, 11545, 11547, 11542, 11544 e 11546 sono cancellati intera tratta.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

VIAGGIARE INFORMATI

È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.

I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.

I canali di acquisto sono aggiornati.

“La vergogna deve cambiare lato”, il Salone del Libro ospita Gisèle Pelicot

Alla “Cavallerizza Reale”  il suo libro “Un inno alla vita”

Mercoledì 18 marzo, ore 18,30 (aperte le prenotazioni)

“Questa storia non mi appartiene più del tutto. Ha risvegliato un dolore muto e profondo, emerso dalla notte dei tempi. Ha provocato una magnifica scossa tellurica. Come valutare ciò che è successo, ciò che il mio calvario ha scatenato? Quelle donne che mi scrivono di avere infine trovato la forza di parlare, di affrontare ciò che hanno subito, addirittura di divorziare, quelle migliaia di lettere, quell’uomo che, sul binario di una stazione mi dice grazie per le sue  due figlie che si affacciano alla vita, quelle adolescenti che mi hanno riconosciuta dall’altra parte del mondo, dove si sono avvicinate con le lacrime agli occhi sotto la statua monumentale del Cristo che domina Rio de Janeiro e quella coppia incrociata sulle dune non lontano da casa, che ha detto di volermi bene … Sorrido, ringrazio, rispondo che anch’io voglio bene a loro, cerco di disinnescare un eccesso di ammirazione nel loro sguardo. Non ho fatto altro che camminare sull’orlo di un baratro, il mio”.

Sono parole tratte dal 18° Capitolo di “Un inno alla Vita”, recentemente pubblicato in Italia da “Rizzoli”, scritto (con il titolo originale “Et la joie de vivre”) insieme alla giornalista Judith Perrignon e che Gisèle Pelicot ha presentato per la prima volta l’11 febbraio scorso a “La Grande Librairie”, programma letterario della televisione pubblica francese, attirando l’attenzione di oltre mezzo milione di spettatori e ribadendo quello che è ormai il suo “mantra” quotidiano: “la vergogna deve cambiare lato … non hanno più da essere le vittime a provare vergogna nel denunciare le aggressioni sessuali, ma chi le commette”.

Il suo “memoir” è oggi pubblicato a livello internazionale in ben 22 lingue e Gisèle, il 14 luglio del 2025, ha ricevuto l’onorificenza dell’“Ordine della Legion d’Onore”, influenzando probabilmente, con la sua storia, anche la modifica della definizione di “stupro” nel “Codice Penale” francese. Oggi Gisèle è una vera “icona femminista mondiale”, ha 73 anni ma vive una “nuova vita” (la “sua” vita) solo da due. Dal 2024, al termine del cosiddetto “caso Pelicot”, noto in Francia come “Processo di Mazan” (dal nome della cittadina francese dove vive la famiglia Pelicot) aperto nel 2020, a seguito di un’indagine che aveva rilevato come, tra il 2011 e il 2020, il marito di Gisèle, Dominique, avesse abitualmente sedato, con fortissime dosi di tranquillanti, la moglie per violentarla e farla violentare – filmandola – da circa cinquanta uomini di età compresa fra i 21 ed i 68 anni. Un orrore! Che investe Gisèle, al pari di un terrifico ciclone. Ma senza piegarla. Anzi, dotandola di una forza di cui forse anche lei mai si sarebbe ritenuta capace. Accetta di affrontare il processo a porte aperte, proprio per trasformare “la sua storia individuale in una presa di posizione collettiva”. La violenza da lei subita, vuole si faccia scudo e specchio di tutte le violenze subite dalle tantissime donne vittime come lei di una feroce criminalità che ben poco ha di umano. Comincia la “sua” personale battaglia. Le sue parole, i suoi gesti, le sue lotte si inseriscono appieno nel cuore del dibattito contemporaneo sui “diritti” delle donne. E qui s’inserisce pur anche l’idea del libro “Un inno alla vita”, in cui Gisèle ripercorre il suo dolore, il percorso giudiziario e il non facile ma decisivo “ritorno alla vita” dopo l’orrore e la violenza inaccettabile delle “torture” subite da parte di chi credeva essere un vero “compagno di vita”.

Tutto questo sarà possibile ascoltare dalla voce della stessa Gisèle Pelicot, invitata alla “Cavalerizza Reale” di Torino (via Verdi, 9), proprio per presentare, in dialogo con Annalena Benini (direttrice del “Salone del Libro”), il suo “memoir”. L’incontro è in programma per mercoledì 18 marzo (ore 18,30) e fa parte del programma di “Aspettando il Salone”, il ciclo di appuntamenti che accompagna lettrici e lettori verso la prossima edizione del “Salone”, in programma a “Lingotto Fiere”, da giovedì 14 a lunedì 18 maggio prossimi, creando momenti di confronto con alcune delle figure più autorevoli e significative della scena culturale internazionale.

L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti.

Le prenotazioni sono aperte da alcuni giorni sul sito del “Salone Internazionale del Libro” di Torino: www.salonelibro.it

Gianni Milani

Nelle foto: Gisèle Pelicot e Annalena Benini

“Un pezzo grosso”, riscoperta un’avventura firmata Orson Welles

In attesa della mostra di aprile al Museo del Cinema

S’intitola Un pezzo grosso il libro che, nella collana Oceani, nella traduzione di Alberto Pezzotta e con testi di Gianfranco Giagni e Sergio Toffetti, La nave di Teseo proporrà in libreria dal 31 marzo prossimo: autore Orson Welles. In copertina, su fondo giallo, una figura militare alla Baj, poi l’inedito di un Maestro del Cinema, un’opera ritrovata, un gioiello insperato per il mondo dei cinefili e degli appassionati, un ritratto tutto da scoprire di chi, a ventitré anni (era nato nel 1915), inventò alla radio La guerra dei mondi, “spettacolo” che buttò nel panico migliaia e migliaia di americani che in quel momento credettero di essere sotto attacco da parte dei marziani. Tra i tanti I am che lo incoroneranno in quella che sarà l’immagine introduttiva della prossima mostra a lui dedicata nelle sale del Museo del Cinema di Torino (dal 1° aprile, a cura di Frédéric Bonnaud, direttore della Cinémathèque Française) c’è anche un I am a magician: possiamo negare forse che quell’aspetto magico, perturbante, irrequieto, illusorio – “un talento che non finisce mai di stupire” – sia nato proprio da quella voce radiofonica?

Ringrazio il Museo del Cinema di Torino per aver scelto La nave di Teseo come luogo in cui fare atterrare questo romanzo inedito in Italia di Orson Welles. Per La nave di Teseo costituisce un arricchimento decisivo del suo catalogo già popolato di libri di straordinari registi”, dice Elisabetta Sgarbi, direttore generale della casa editrice. Le risponde Carlo Chatrian, direttore del Museo, spiegando in qualche modo il perché di una scelta: “Welles è per tanti versi un Teseo moderno, un esploratore che mette in comunione mondi distanti, un visionario che ha attraversato diversi territori (artistici) e che ha visto più lontano di molti altri. Per questo i suoi film, i suoi disegni, i suoi scritti ancora oggi ci interpellano: e noi siamo molto felici che la fantasia scritta da Orson Welles negli anni Cinquanta – e purtroppo reale e molto attuale – veda la luce nella traduzione italiana.”

Il romanzo è stato pubblicato sinora soltanto in Francia, nel 1953, ma in un’edizione rimaneggiata e diversa dalla presente e mai negli Stati Uniti o in altri paesi anglofoni: di recente ne è stata rinvenuta una copia originale presso il Fondo Welles del Museo Nazionale del Cinema di Torino, “che aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione del suo immaginario e della sua libertà creativa.” Il lettore si ritroverà negli anni Cinquanta, a bordo di una nave in rotta verso Malinha, in cui è una dittatura a dettare legge, sulla quale il giovane Joe Cutler incontra Susie, in viaggio per conoscere il paese del fidanzato: equivoci clamorosi faranno scambiare Cutler per un agente americano sotto copertura, gettando nel panico l’intera isola. Mentre si decide da parte dei governanti d’apparire come una democrazia, il caos coinvolgerà arresti, complotti, elezioni improvvisate, passione inattese e colpi di stato.

e. rb.

Nelle immagini, Orson Welles (foto di Carl Van Vechten del 1937) e Elisabetta Sgarbi (foto copyright: Julian Hargreaves)

La città che cambia: Borgo San Paolo, nuovo edificio residenziale e aree verdi 

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Nuovo intervento di riconversione edilizia a pochi passi dal grattacielo Lancia, nel quartiere San Paolo. Nella scorsa seduta della Giunta Comunale è stata approvata una delibera, presentata dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, contenente lo schema di convenzione che regola i rapporti tra la Città e la proprietà per la realizzazione di un nuovo edificio residenziale di 4.457 metri quadrati di superficie in via Issiglio 96. La nuova costruzione sorgerà nella stessa area in cui era presente un basso fabbricato artigianale dismesso da anni e demolito nel 2022.

Sulle aree private da assoggettare all’uso pubblico, l’impresa edile realizzerà, a propria cura e spese, un’area pavimentata con aiuole verdi. Inoltre, il costruttore si impegna a destinare all’edilizia convenzionata a favore della Città, un’unità abitativa all’interno dell’area di intervento.

Il nuovo edificio avrà otto piani e 41 appartamenti ed è frutto di un intervento di riconversione edilizia inserito nel contesto urbano di Borgo San Paolo, un quartiere che negli ultimi anni è stato interessato da numerosi interventi di riqualificazione.

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