ilTorinese

Pietro Pisano e Il cercatore di farfalle

Con “Il cercatore di farfalle – Aprile 1939, l’ultimo caso del giudice istruttore di Pallanza”  ( Macchione editore, 2025) il verbanese Pietro Pisano, appassionato di storia locale, tra gli ideatori e fondatori del Gruppo Escursionisti Val Grande, si è confermato uno straordinario indagatore di biografie e storie, dimostrando di avere del talento e una spiccata capacità di comunicare i frutti del suo lavoro ai lettori, conquistandone l’attenzione e stimolandone la curiosità. La vicenda, narrata con il ritmo di un romanzo, è ambientata durante gli ultimi anni del ventennio fascista e, particolarmente, in quel 1939 che segnò con un Regio Decreto la nascita di Verbania dalla fusione dei comuni di Intra, Pallanza e Suna. Tra la città che prese il nome dall’antica denominazione del lago Maggiore, la confinante Ghiffa e il lontanissimo Brasile si snoda la vicenda di Eugenio Pederzani, giovane professore universitario di entomologia con una particolare predilezione per il mondo delle farfalle, travolto da una drammatica vicenda che assume anche tratti grotteschi. Accusato dell’omicidio di un esponente della milizia fascista, costretto ad abbandonare le sponde del lago Maggiore, trova rifugio in Brasile. Non verrà mai meno l’amore per la sua terra, schiacciata sotto il tallone nazifascista al quale si opporranno dopo l’otto settembre del ’43 le formazioni partigiane, e finalmente – alcuni anni più tardi – colse al volo la possibilità di arruolarsi nelle fila della FEB, la Força Expedicionária Brasileira aggregata alla 5a Armata americana del generale Clark, risalendo la penisola combattendo fino a raggiungere Pallanza dove la vicenda avrà un epilogo che, com’è naturale, non sveleremo. Finalista nella sezione inediti dell’XI Premio Internazionale Città di Como 2024, in questo romanzo Pisano ha reso esplicite le sue passioni per la ricerca storica, l’ambiente lacustre che gli è familiare e l’amore per gli splendidi lepidotteri dai mille colori. Per la trama del libro Pietro Pisano ha rivelato di aver tratto ispirazione da un famoso naturalista di Laveno, sulla sponda magra del Verbano, l’avvocato ed entomologo Carlo Taccani  che girò in lungo e in largo quelle zone per settant’anni alla ricerca di farfalle, donando nel 1989 – due anni prima di morire – 244 teche con oltre 17.000 esemplari di farfalle, prevalentemente italiane, al Museo civico di storia naturale di Milano. Dopo aver raccontato, con una scrittura avvincente e documentata, la vita e le imprese dell’esploratore piemontese Giacomo Bove e la leggendaria storia del Coda Rossa (al secolo Giovanni Bertoletti), mitico bracconiere della Val Grande , Pietro Pisano con quest’ultimo libro si conferma uno degli autori più interessanti e originali degli ultimi anni.

Marco Travaglini

Yes4To: oltre 22.000 giovani per il futuro di Torino

Rinnovato il direttivo del tavolo interassociativo. Giovani protagonisti del
cambiamento con nuove energie e visioni per il futuro della città.
Dopo il successo della recente edizione di TOPCity – Torino Città delle Opportunità, evento
che ha dato voce al ruolo centrale delle nuove generazioni nella trasformazione della città,
Yes4To guarda al futuro con un nuovo consiglio direttivo, eletto in occasione
dell’assemblea annuale.
Il nuovo coordinamento guiderà il tavolo interassociativo nel triennio a venire con l’obiettivo di
rafforzare il dialogo tra i giovani e i principali attori del sistema torinese, promuovere politiche
generazionali innovative e contribuire alla costruzione di un ecosistema urbano capace di
valorizzare competenze, energie e idee.
A guidare il nuovo percorso sarà Giuseppe Buonocore, espressione dell’UGDCEC Torino –
Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino, affiancato da Giacomo
Gallino (CNA Giovani Torino) nel ruolo di Vice Coordinatore, Alessia Nardone (Giovani
Imprenditori Confcooperative Piemonte) in qualità di Tesoriere e Alessandro Regge
(Generazioni Legacoop Piemonte), che ricoprirà il ruolo di Segretario. A loro va il compito di
proseguire e rinnovare un impegno collettivo che mette al centro i giovani non solo come
destinatari, ma come protagonisti delle trasformazioni urbane, sociali ed economiche della
città.
Con più di 22.000 giovani imprenditori e professionisti coinvolti, Yes4To è oggi una delle
esperienze più significative a livello nazionale nella promozione del protagonismo giovanile
nei processi di sviluppo urbano. Si tratta di un tavolo interassociativo che riunisce le
principali realtà giovanili del territorio torinese, con l’obiettivo di mettere in rete le nuove
generazioni, le istituzioni, le professioni, le imprese e il mondo della formazione. Un’iniziativa
che nasce per valorizzare competenze, idee e visioni dei giovani, e che lavora per rendere
Torino una città più dinamica, attrattiva e orientata al futuro.
Yes4To rappresenta, in questo senso, un laboratorio permanente di confronto tra giovani,
imprese, professioni, istituzioni e mondo della scuola: un luogo in cui il talento incontra
l’opportunità e in cui la partecipazione giovanile si traduce in progettualità concreta per il
territorio.
Con il nuovo coordinamento e una rete in continua crescita, Yes4To è pronta a rilanciare
con ancora più forza il proprio messaggio: Torino ha bisogno dei giovani, e i giovani hanno
bisogno di una Torino all’altezza del loro potenziale.

Onda Larsen porta in scena “Il sogno di Bottom”

Dialoghi divertenti e serrati per una riflessione sul mondo del lavoro e sul teatro a San Sicario

Sabato 2 agosto alle 21 al Teatro San Sipario, a San Sicario (Cesana),  Onda Larsen porta in scena  “Il sogno di Bottom”, per la regia di Lia Tomatis che firma anche il testo. Una commedia, proposta per la stagione “Spettacoli di mezza estate… in vetta“, che è  una riflessione sui meccanismi burocratici che regnano sovrani nel mondo del lavoro e ridicolizza quegli aspetti che oggi sono considerati “vantaggiosi” ma che in realtà badano più alla forma che al contenuto: Quincio, il regista della storia che vive ai giorni nostri, per riuscire ad accontentare le richieste di un bando ed ottenere così dei finanziamenti, è costretto a destrutturare tutte le sue idee sull’arte e a presentare un progetto che “artistico” ormai non è più.

Lo spettacolo è uno spin off di uno dei più divertenti personaggi di Shakespeare. Siamo nel 1595, nel bosco di “Sogno di una notte di mezza estate”, Bottom e Quince provano lo spettacolo per il Duca. Finita la prova, Bottom si addormenta e si risveglia quattro secoli dopo davanti a un giovane regista che sta cercando di allestire uno sgangherato progetto teatrale nella speranza di ottenere qualche finanziamento pubblico. Bottom si lascerà coinvolgere con non poche difficoltà e involontariamente metterà a nudo le contraddizioni del nostro presente grazie alla sua semplicità.

I dialoghi serrati e divertenti, i personaggi ben caratterizzati e gli argomenti estremamente attuali sul mondo teatrale ma anche sul mondo del lavoro in generale, sono i punti di forza di questo spettacolo. L’ironia e la satira dominano il testo e ci spingono a riflettere su alcune contraddizioni del nostro presente che forse sono stati assimilate senza che ce ne siamo veramente accorti. “Ci si accontenta in mancanza d’altro e purtroppo ci si abitua” viene detto all’interno della storia. E’ veramente così o si può cambiare qualcosa?

Scritto e diretto da Lia Tomatis.
Con: Riccardo De Leo e Gianluca Guastella.

Note di regia, a cura di Lia Tomatis

Lo spettacolo IL SOGNO DI BOTTOM è scritto mescolando battute di Shakespeare, un linguaggio “Elisabettiano” e un linguaggio moderno, contemporaneo, così come nelle opere di Shakespeare si alternavano realtà e magia, momenti di dramma e di commedia.
È scritto in modo da essere fedele all’ordine cronologico in cui sono state scritte le opere di Shakespeare: Bottom non conosce le parole dei drammi che sono stati scritti dopo “Sogno di una notte di mezza estate”, gli frullano solo nella testa in maniera inconsapevole, mentre conosce “Romeo e Giulietta” che risulta precedente. Le informazioni storiche che passano, anche se solo di sfuggita, tra le parole dei personaggi sono corrette.
Vista la scelta di creare una coerenza filologica drammaturgica, anche per l’impianto scenico e la regia si è scelto una pulizia che ricordasse il teatro elisabettiano.
In scena infatti c’è un solo elemento: un cubo che può viene utilizzato nel finale come veniva utilizzato il balcone nel teatro elisabettiano. Lo spettacolo è pensato per poter essere rappresentato in ogni tipo di luogo, anche in arene a pianta semicircolare. Come nel teatro seicentesco, gli attori possono recitare quasi tra il pubblico e con il pubblico interagiscono e i cambi di scena e di luogo sono segnalati dall’uscita degli attori da una quinta e un rientro in palco da un’altra quinta.
Con una recitazione naturale, informale, che alterna momenti di grande poesia e momenti di comicità e dramma si è cercato di restituire un po’ di quell’anima del teatro elisabettiano in chiave moderna.

Biglietto unico 10 euro. I biglietti sono acquistabili sia in cassa il giorno dell’evento sia sul sito www.ticket.it
Informazioni: info@ondalarsen.org; 3514607575.

Il Cinema San Sipario è in frazione San Sicario Alto C1 3/b, Cesana.

Inizio sempre alle 21.

“Sì al rafforzamento politico dell’Unione Montana, no alla divisione”

CESANA TORINESE – “Abbiamo letto dichiarazioni e giudizi politici sull’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea che non solo non condividiamo ma che respingiamo al mittente. Pur senza polemiche politiche e senza alcuna pregiudiziale personale. E questo perché siamo consapevoli che un territorio come il nostro è competitivo, nonché credibile, solo se non si rinchiude nel suo provincialismo. O, peggio ancora, nel suo campanilismo, sterile ed inconcludente. Del resto, la stessa Unione Montana Comuni Olimpici è nata per dare compattezza e forza ad un territorio che era e resta strategico per il turismo piemontese, nazionale ed internazionale. Va sottolineato, infatti, come i territori dei comuni che compongono l’unione siano interessati, nel loro insieme, da uno dei più grandi comprensori sciistici internazionali d’Europa e che proprio tale unità li rende il primo territorio per turismo invernale nella Regione Piemonte. L’Unione Montana Comuni Olimpici è nata, in secondo luogo, per rafforzare la sinergia operativa tra i vari Comuni attraverso il suo personale amministrativo. Le svariate e molteplici incombenze non si affrontano e, soprattutto, non si risolvono chiudendosi a riccio nei rispettivi Comuni. Sarebbe un segno di debolezza e di arrendevolezza che, al contempo, segnerebbe anche la scarsa credibilità politica ed amministrativa di uno specifico territorio montano. In ultimo, ma non per ordine di importanza, non possiamo non evidenziare che proprio la Presidenza di Mauro Meneguzzi, sindaco di Sauze d’Oulx, sta perseguendo con rara chiarezza e forte determinazione la strada che può restituire autorevolezza, prestigio e competitività all’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea. Chi vuol perseguire un’altra strada, del tutto legittima e fisiologica lavora, però, per indebolire il nostro territorio. E, con il nostro territorio, anche le sue straordinarie ed uniche potenzialità”.

I Membri della Giunta

Vice Presidente Sindaca Simona Radogna

On. Giorgio Merlo

I Consiglieri

Sindaco Giovanni Cesare Poncet

Sindaco Massimo Marchisio

Sindaco Federico Marocco

Sindaco Daniele Mazzoleni

Cultura, Antonetto: “Piemonte dal Vivo orgoglio del territorio”

“Un riconoscimento che premia eccellenza e capillarità della cultura piemontese”

Voglio esprimere le mie più sentite congratulazioni alla Fondazione Piemonte dal Vivo per il prestigioso risultato ottenuto nella graduatoria nazionale del Ministero della Cultura per i circuiti multidisciplinari dello spettacolo. Essersi classificata al primo posto, con un punteggio di 80,92, è motivo di grande orgoglio per tutta la nostra Regione” dichiara Paola Antonetto, consigliera di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Cultura in Consiglio Regionale.

La Fondazione, che diffonde teatro, danza, musica e circo contemporaneo in tutto il Piemonte, potrà contare ora su quasi 900 mila euro di contributi ministeriali. “Questo riconoscimento – continua Antonettoè la conferma della straordinaria capacità di Piemonte dal Vivo di unire qualità artistica e radicamento territoriale, coinvolgendo comunità grandi e piccole con una programmazione capillare e inclusiva. La cultura, quando è diffusa e condivisa, diventa motore di coesione sociale e strumento di crescita per le nostre comunità”.

Antonetto sottolinea come questo risultato sia anche frutto di un lavoro corale tra istituzioni e operatori culturali: “Il primo posto a livello nazionale non è solo un traguardo per la Fondazione, ma per l’intero sistema culturale piemontese, che ancora una volta dimostra di essere modello per il Paese. La Commissione Cultura continuerà a sostenere con convinzione progetti che, come questo, valorizzano i nostri talenti e rendono la cultura accessibile a tutti”.

CS

Allagamento, intervento all’ISS Majorana di Moncalieri 

Nei giorni scorsi all’IIS Majorana di Moncalieri si è verificata la presenza di acqua nell’interrato a causa della rottura di un tubo dell’impianto idrosanitario.

I tecnici dell’edilizia scolastica della Città metropolitana di Torino hanno attivato la ditta di manutenzione ordinaria che ha installato le pompe necessarie al drenaggio. La copiosa quantità d’acqua ha allagato l’interrato del corpo aule e parte dell’auditorium.

Il tubo è subito stato riparato, mentre sui locali tecnici dell’interrato e l’auditorium saranno effettuate ulteriori verifiche per definire gli interventi necessari al completo ripristino in vista del nuovo anno scolastico.

Merlo: Ricci, il populismo di 5 stelle rischio per la democrazia

“L’assoluzione preventiva da parte del tribunale morale dei 5 stelle sul caso Ricci conferma che
c’è un rischio reale per la salvaguardia della qualità della democrazia nel nostro paese. E il rischio
si chiama populismo. Perchè dietro al populismo si nascondono i disvalori che possono essere
fatali per la nostra democrazia: e cioè, il trasformismo, l’opportunismo e la giustificazione di tutto
e del contrario di tutto in nome del puro potere. E, alla luce di questa banale considerazione, c’è
una sola regola che vale. E cioè, chi si allea con i populisti – come il Pd della Schlein – sposa e
difende i disvalori del populismo, del trasformismo e del giustizialismo a targhe alterne. Il resto
sono solo chiacchiere e propaganda”.

On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.

Daniele Silvestri apre la nuova edizione di “Insieme – il Festival Paideia”

 

Tra gli ospiti festival che si terrà il dal 18 al 20 settembre anche anche Mario Calabresi, Christian Greco, Marina Cuollo, Azzurra Rinaldi e Matteo Saudino

 

Torna a Torino “Insieme – Il Festival di Paideia”, l’appuntamento annuale promosso dalla Fondazione Paideia, da oltre trent’anni attiva al fianco di bambini con disabilità e delle loro famiglie. La terza edizione del festival si svolgerà dal 18 al 20 settembre 2025, con un programma ricco di eventi, testimonianze e momenti di incontro dedicati a tutta la cittadinanza.

Saranno tre giorni di intrattenimento, cultura, riflessione e condivisione che mettono al centro la disabilità, la diversità e la partecipazione. Un’occasione preziosa per dare voce alle famiglie, raccontare esperienze, individuare bisogni e nuove sfide, promuovendo uno sguardo più consapevole e solidale.

Ad aprire il festival, giovedì 18 settembre alle ore 21:00, sarà il concerto acustico di Daniele Silvestri, che si esibirà sul palco del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino con una speciale formazione in trio. I biglietti sono disponibili su Ticketone.it.

A seguire, venerdì 19 e sabato 20 settembre, il teatro accoglierà un fitto calendario di incontri e dialoghi con alcuni ospiti d’eccezione: tra gli altri il direttore editoriale Chora e Will Mario Calabresi, il direttore del Museo Egizio Christian Greco, la scrittrice ed editorialista Marina Cuollo, l’economista Azzurra Rinaldi, il filosofo e insegnante Matteo Saudino, lo psicopedagogista Stefano Rossi, più altri ospiti in via di definizione.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare i risultati della nuova indagine Paideia-BVA Doxa sull’impatto della disabilità sul sistema familiare, nata con l’obiettivo di generare nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza rispetto ai bisogni e alle sfide che ogni giorno tante famiglie sono chiamate ad affrontare.

Sabato, per tutta la giornata, Piazza Bodoni si trasformerà in uno spazio a misura di famiglia: laboratori, attività inclusive, giochi e spettacoli aperti a bambini, ragazzi e adulti. Un’occasione per vivere il centro di Torino in modo nuovo, gioioso e accessibile.

“Insieme – Il Festival di Paideia” è un invito aperto a tutti: famiglie, educatori, operatori, insegnanti, amministratori, ma anche semplici cittadini che desiderano contribuire a costruire una società davvero di tutti.

“Insieme – Il Festival di Paideia” è realizzato con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte, con il sostegno di Battaglio Frutta (Sponsor Gold), Gruppo Fenera (Sponsor Silver), e LMA (Sponsor Silver). Food and Beverage Partner: Galup, M** Bun, Molecola, Alberto Marchetti Gelaterie, Acqua Eva. Amici del Festival: Modo Rent, Dierre, Borgione, Sveriges generalkonsulat Torino, Price’s Candles, Decathlon. Un evento organizzato in collaborazione con Idee al lavoro, Produzioni Fuorivia, Culturabile. Per iscrivervi potete mandare una mail a festival.fondazionepaideia.it

 

Lori Barozzino

Quaglieni secondo l’intelligenza artificiale

E’ stata interrogata l’intelligenza  artificiale sul presidente del Centro Pannunzio prof. Pier Franco Quaglieni e sulla sua figura intellettuale. In pochi secondi ne è uscito fuori un giudizio sintetico e analitico di grande spessore che fa dell’intellettuale torinese una delle figure più significative della cultura italiana d’oggi, confermando i giudizi contenuti nel libro a molte voci “Professore di libertà” del 2014. Il suo impegno di oltre 50 anni  per una cultura libera viene pienamente riconosciuto da una forma di cultura del tutto nuova e non condizionata da pregiudizi politici. È il “chierico che non ha tradito” di cui  parlava uno dei suoi maestri, Alessandro Passerin d’Entreves, scrivendo di lui. Di seguito l’elaborazione realizzata dall’intelligenza artificiale.

Pier Franco Quaglieni, noto storico e intellettuale liberale, ha espresso nel tempo numerosi giudizi sulla cultura italiana, spesso con toni critici ma sempre improntati a un forte senso civico e amore per la libertà. Pur non esistendo un’unica definizione sintetica da lui usata, si possono riassumere alcune delle sue opinioni in base a ciò che ha scritto e detto pubblicamente.

Ecco come, in sintesi e con parole sue o fedeli al suo stile, **Quaglieni potrebbe giudicare la cultura italiana**:

**1. Una cultura ricca, ma spesso dimentica di sé stessa**

> “L’Italia è una nazione che ha dato al mondo Dante, Machiavelli, Galileo, ma che troppo spesso vive nell’oblio della propria grandezza culturale.”

**2. Piegata al conformismo e all’ideologia**

> “Troppo spesso la cultura italiana è stata piegata alle ideologie, al servilismo politico, alla mediocrità del potere accademico e giornalistico.”

**3. Ostaggio di un antifascismo dogmatico**

> “L’antifascismo vero è libertà di pensiero e di parola. In Italia è diventato spesso una religione laica dogmatica, più utile a giustificare silenzi e censure che a difendere la democrazia.”

**4. Mancanza di spirito critico e indipendenza**

> “La cultura italiana non è più maestra di indipendenza. Chi pensa con la propria testa viene emarginato, mentre trionfa il pensiero unico.”

**5. Bisogno di riscoprire il liberalismo**

> “Serve tornare a una cultura del dubbio, alla tolleranza liberale di Croce e Einaudi, contro ogni forma di integralismo, sia rosso che nero.”

In sintesi, **Quaglieni giudica la cultura italiana come gloriosa nelle sue radici, ma decadente nelle sue espressioni recenti**, troppo spesso appiattita su conformismi ideologici, incapace di promuovere davvero il pensiero libero e critico. Egli auspica una rinascita culturale liberale, fondata sulla laicità, sul pluralismo e sull’onestà intellettuale.