Quasi 300 progetti e nel 2024 sul territorio piemontese a cura della Regione
La scuola rappresenta un ambiente centrale nella crescita dei giovani e costituisce un contesto privilegiato per attuare azioni mirate al benessere e all’apprendimento. In quest’ottica, la promozione della salute viene concepita in modo globale e sistemico, abbracciando tutte le dimensioni della persona.
Per rafforzare questo approccio, il Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025 prevede un programma dedicato alle “Scuole che promuovono salute”, fondato sul Protocollo d’intesa per la promozione e l’educazione alla salute nelle scuole, siglato da Regione Piemonte – Assessorato alla Sanità e Assessorato all’Istruzione – insieme all’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte.
La Scuola che Promuove Salute si configura come un presidio educativo che opera in modo strutturato per favorire salute, benessere e sviluppo del capitale sociale, coinvolgendo studenti, personale scolastico e l’intera comunità educante. Questo modello diventa anche motore di trasformazione per i comportamenti individuali e collettivi, contribuendo alla riqualificazione del territorio.
In tal senso, la scuola assume anche un ruolo di presidio di equità, capace di offrire opportunità trasversali di crescita e miglioramento a tutta la popolazione scolastica.
La Rete delle Scuole che Promuovono Salute
Questa Rete riunisce gli istituti che si impegnano a promuovere salute e benessere secondo i criteri stabiliti nei documenti di adesione. Per essere riconosciuta come tale, una scuola deve agire in sinergia per:
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favorire percorsi di partecipazione e responsabilità;
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stimolare l’interazione con istituzioni locali e attori territoriali;
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costruire un ambiente sano, inclusivo, sostenibile e sicuro;
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applicare metodologie educative efficaci per la promozione della salute;
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integrare la promozione della salute nella progettazione curriculare;
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migliorare le politiche scolastiche;
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contribuire al benessere della comunità e alla rigenerazione del contesto territoriale.
Pratiche raccomandate e criteri di qualità
Il Documento regionale di pratiche raccomandate raccoglie progetti validati a livello nazionale e, in alcuni casi, internazionale. Questi interventi rispondono alle priorità emerse dal profilo di salute ed equità della popolazione piemontese e al confronto con il mondo scolastico.
Il documento “Criteri di qualità” fornisce invece una guida pratica – sotto forma di check-list – per supportare docenti e operatori nella selezione e realizzazione di progetti coerenti con le evidenze scientifiche e le buone pratiche, con l’obiettivo di promuovere la salute sotto ogni suo aspetto: fisico, psicologico, sociale.
I Cataloghi ASL delle offerte formative
Ogni azienda sanitaria locale (ASL) propone alle scuole un Catalogo di progetti e interventi per la promozione della salute, costruito in collaborazione con i servizi territoriali. I contenuti del Catalogo, elaborati secondo le Linee Guida regionali, si basano sulle migliori prove di efficacia disponibili e rispettano i criteri di qualità condivisi.
Le “Istantanee”
Le “Istantanee”, realizzate da Dors (www.dors.it), sono strumenti agili di comunicazione che raccolgono e sintetizzano i dati sugli interventi realizzati nelle scuole piemontesi nell’ambito della promozione della salute.
È stata recentemente pubblicata l’Istantanea 2025, con i dati relativi all’anno 2024.
Alcuni dati 2024
Nel corso del 2024 sono stati realizzati 294 progetti, coinvolgendo 219.385 studenti di ogni ordine e grado, distribuiti in 1.508 plessi scolastici.
I principali temi affrontati nei progetti sono stati:
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consumi e comportamenti a rischio (76 progetti);
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alimentazione (36);
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salute mentale e benessere psicofisico (35);
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sessualità (29);
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life skills (24);
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attività fisica (14).
Inoltre, nel 2024 è stata avviata un’indagine sulla ristorazione scolastica in Piemonte, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle modalità di gestione del servizio e sulle attività di educazione alimentare.
Tra i risultati più significativi:
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il 97% delle scuole fornisce un servizio di refezione;
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il 47% ha attivi progetti di educazione alimentare;
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il 28% prevede una valutazione degli avanzi nei piatti;
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tra gli alimenti più spesso avanzati figurano verdura, legumi e pesce (95% delle segnalazioni).
nonostante la grave crisi causata da una assurda decisione europea il settore auto ha ancora un futuro a Torino sia per il grande know-how della Città sia perché la mobilità in futuro anche se cambieranno alcune modalità non diminuirà assolutamente. La filiera dell’industria dell’auto è la più importante filiera industriale ecco perché gli altri Paesi europei dalla Germania alla Francia alla Spagna l’hanno difesa a tutti i costi . In Italia poi abbiamo ancora tutte le competenze per costruire un auto e non solo la 500 ibrida che tra qualche mese si produrrà a Mirafiori dopo il lungo braccio di ferro tra il Governo e l’ex ad. Tavares. Mentre l ‘Europa con una lentezza esasperante sta correggendo una delibera fortissimamente voluta dagli ambientalisti integralisti, Schlein in testa, Torino – come dimostra il successo fantastico dei ragazzi del Valsalice che si sono classificati al primo posto a Boston per il miglior modello di auto a guida autonoma – , ha tutte le possibilità di puntare ad essere una delle Capitali della mobilità del futuro tanto più ora che il Governo ha assegnato a Torino il Centro per la Intelligenza Artificiale. Perché la necessità di mobilità nel futuro non diminuirà , anzi. Se oggi la mobilità va all’88% su strada con la crescita del trasporto su rotaia favorito dai collegamenti ad AV potrà scendere al 60-70% Inoltre c’è il problema di sostituire il vecchio parco circolante per il quale bisognerebbe chiedere all’Europa un fondo importante di incentivi a sostituire le vecchie auto in circolazione con i motori endotermici di ultima generazione che hanno ridotto la percentuale di inquinamento ai minimi termini e con questo si darebbe fiato nell’immediato alle produzioni europee. Anche perchè a Torino ci sono già diverse aziende che producono auto con guida autonoma. A chi a Torino non ha difeso come si sarebbe dovuto fare, l’industria dell’auto, i ragazzi del Valsalice danno una lezione importantissima di speranza e di prospettiva.

