| Dopo lo svolgimento della quinta tappa del Circuito Regionale di Nuoto CSI – IX Trofeo Davide Filippini, diversi atleti della ValleBelbo Sport hanno centrato il primo posto della classifica generale a punti per categorie e diventando quindi campioni regionali.
Nella categoria Assoluti femminile, il team arancio-nero monopolizza il podio con Federica Ferraris al comando davanti a Francesca Gallione e Lucia Tassinario. Tre atlete della ValleBelbo Sport anche ai vertici della graduatoria delle Juniores: in testa, si piazza Elisa Ferrari che precede Elisabetta De Santi e Camilla Palumbo; tra gli Juniores, successo di Laerte Sfolcini. Terza tripletta VBS tra le Ragazze con Maddalena Bertelli che primeggia davanti a Greta Gabutto e Bianca Tassinario; doppietta tra i Ragazzi con Alessandro Mairano e Luca Lovisolo rispettivamente al primo e al secondo posto. Tra gli Esordienti A, primo posto per Aurora Tudisco. Tra gli Esordienti B, invece, al primo posto si piazza Diletta Tudisco davanti a Alice Manhua Rizzo, seconda; secondo e terzo posto per Edoardo Bugatti e Edoardo Leva. La fase piemontese del circuito CSI si completerà domenica 4 maggio con le Finali Regionali di Biella. Proprio in questa occasione, saranno premiati i campioni regionali 2024-2025. |
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L’Amministrazione comunale di Rivoli apre una nuova fase per il futuro degli impianti sportivi “Giuseppe Vavassori” di via Isonzo e “Gigi Meroni” di via Orsiera, con l’obiettivo di riportarli al centro della vita sportiva e sociale della città.
Sin dal proprio insediamento, l’Amministrazione ha avviato un’attenta ricognizione delle condizioni degli impianti sportivi di proprietà comunale. Nel corso dei mesi, è emerso che la gestione di alcuni spazi concessi – tra cui i due campi dedicati al calcio – non garantiva più la piena fruibilità delle strutture né il regolare svolgimento delle attività sportive.
Da qui la decisione di interrompere l’attuale concessione e di riaprire una manifestazione di interesse per affidare gli impianti a realtà che intendano investire energie e progettualità nello sport cittadino, nel rispetto del valore sociale e comunitario che questi luoghi rappresentano.
«I campi sportivi devono essere vivi, frequentati, curati. Sono luoghi in cui si costruiscono relazioni, si cresce, si promuovono benessere e inclusione. Ricordando la grande storia calcistica rivolese bisogna ricreare le condizioni per tornare protagonisti nel mondo del calcio. – dichiara il Sindaco Alessandro Errigo. – Rivoli ha una grande tradizione sportiva e siamo pronti a lavorare insieme a chi desidera valorizzare questa disciplina come strumento di crescita e aggregazione per i giovani.»
Parallelamente, l’Amministrazione ha previsto un piano triennale di investimenti da 1,5 milioni di euro per la riqualificazione degli impianti sportivi cittadini, che prevede interventi su palestre scolastiche e strutture comunali, con l’obiettivo di favorire l’accesso allo sport per tutte le fasce della popolazione.
Gli impianti “Vavassori” e “Meroni” non saranno sottratti alla loro vocazione naturale, ma anzi rilanciati come spazi aperti alla socialità, allo sport di base e alla crescita dei giovani.
Si è svolto ieri a Torino un incontro istituzionale tra una delegazione dell’USMIA (Unione
Sindacale Militare Interforze Associati) e il Consigliere Regionale Silvio Magliano.
L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui temi legati al
benessere del personale militare e delle loro famiglie.
Durante il colloquio, Gaetano Cocuzza, Segretario Generale Regionale del Piemonte,
accompagnato dal Segretario Territoriale di Torino per l’Esercito – Giuseppe Scalinci – e dai
colleghi della segreteria regionale, ha illustrato la missione e le finalità dell’Associazione, nata
a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018 e della Legge 46/2022, che
hanno riconosciuto ai militari il diritto di costituire associazioni a carattere sindacale. USMIA,
con oltre 9.000 iscritti, è oggi l’unica realtà sindacale interforze rappresentativa del personale
di Esercito, Marina e Carabinieri.
Nel corso dell’incontro, sono state evidenziate alcune criticità legate alla genitorialità e alla vita
familiare del personale militare, tra cui:
– Politiche abitative dignitose per il personale militare,
– Agevolazioni locali per le famiglie dei militari, oggetto di trasferimenti da parte
dell’amministrazione Difesa
– Proposte di semplificazione delle procedure e riduzione dei costi per i permessi ZTL a
favore del personale in servizio in zone centrali della città, mitigando così disagi legati
agli orari e turni operativi.
USMIA ha ribadito la propria piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni su progetti legati
alla sicurezza, alla promozione della legalità – in particolare tra le nuove generazioni – e su
iniziative sociali e culturali volte a rafforzare il senso di comunità e l’inclusione sociale.
L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a mantenere aperto un canale di dialogo e a
sostenere con azioni concrete il personale militare e le loro famiglie.
La Segreteria Regionale USMIA
Lunedì 14 aprile una serata speciale sarà dedicata ad Ida Lupino con la proiezione del film “Outrage” al Cinema Classico alle ore 20.30.
Aiace Torino organizza al Cinema Classico una serata dedicata a Ida Lupino e a uno dei suoi film più travolgenti, intitolato “La preda della belva” risalente al 1950, introdotto dagli interventi della prorettrice dell’Università di Torino Giulia Carluccio, del critico cinematografico Paolo Mereghetti e dalla regista Costanza Quatriglio.
L’iniziativa intende riportare alla ribalta e all’attenzione del pubblico una delle figure femminili più all’avanguardia, e allo stesso tempo più trascurate della storia del cinema classico hollywoodiano.
Attrice e poi regista, unica donna capace di esprimersi liberamente dietro la macchina da presa nel clima repressivo e puritano degli anni Cinquanta, anche grazie ad una sua casa di produzione indipendente. Ida Lupino si attenne al genere melodrammatico, allora in voga, ma fu anche in grado di rompere i clichés affrontando nei suoi film temi per l’epoca scabrosi, controversi e interdetti come la bigamia, la malattia fisica e la maternità al di fuori del matrimonio e, nel caso di Outrage, lo stupro.
“Ida Lupino – ha sottolineato Paolo Mereghetti- ha portato sullo schermo il suo essere femminile, confrontandosi con argomenti che il cinema maschile preferiva ignorare. Una scelta pagata cara perché, di fatto, la sua carriera di regista non riuscì mai a decollare quanto avrebbe meritato”.
Sottoposta in decenni più recenti a una progressiva riscoperta e rivalutazione, considerata come espressione di un “cinema al femminile”, in eccezionale anticipo sui tempi, quanto non addirittura proto- femminista, l’opera di Ida Lupino trova uno dei suoi titoli di punta in “Outrage”, primo film hollywoodiano mainstream ad affrontare direttamente il tema dello stupro dopo Johnny Belinda di Jean Negulesco.
Grande estimatore della regista, da lui considerata una vera pioniera, Martin Scorsese definisce il film “un freddo studio comportamentale del male nell’ambiente più ordinario”.
Costruito come un noir, Outrage non si sofferma , infatti, sull’atto di violenza subito dalla giovane Ann alla vigilia delle nozze, inequivocabile seppure mai esplicitamente indicato come “stupro” nel film, in osservanza dell’allora imperante codice Hays. Si concentra piuttosto sul trauma profondo e difficilmente superabile che esso induce in chi lo subisce, sui cambiamenti che provoca nei rapporti con gli altri, sulle reazioni che provoca nell’ambiente circostante, introducendo, con lucida preveggenza, temi focali di quella che oggi chiamiamo “cultura dello stupro”, come sostiene il critico Richard Brody.
“Outrage è una speciale conquista artistica. Lupino affronta il tema dello stupro con una visione ampia dei suoi aspetti sociali. Integra una rappresentazione interiore e profondamente compassionevole di una donna vittima di stupro con una visione incisiva dei numerosi fallimenti della società che contribuiscono al crimine. Tra questi l’incapacità legale di affrontare la diffusione dello stupro e la generalizzata pruderie e censura sessuale che rendono il crimine indicibile in senso letterale e finiscono per umiliare la vittima”.
Mara Martellotta
CESANA TORINESE – Ripulita da ANAS Spa la Statale 24 tra Oulx e Cesana.
Il tema dell’abbandono di rifiuti da parte di automobilisti privi di senso civico e rispetto per l’ambiente lungo la Statale 24 nel tratto tra i Comuni di Oulx e Cesana è ormai di vecchia data.
Il tutto in spregio all’ambiente e con un grave danno di immagine anche al territorio turistico dei Comuni Olimpici.
L’Amministrazione Comunale di Cesana si è quindi mossa per cercare di porre rimedio ad una situazione ormai al limite della sostenibilità. Non potendo intervenire direttamente trattandosi di una strada nazionale, l’Amministrazione Comunale di Cesana ha coinvolto direttamente l’ANAS, che ha risposto prontamente alla sollecitazione del Comune ed ha provveduto alla pulizia totale del tratto di strada interessato.
Il Sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni esprime la sua soddisfazione per il buon esito dell’intervento: “Come Amministrazione Comunale siamo veramente soddisfatti per la sinergia che si è instaurata con ANAS Spa. Come Comune di Cesana abbiamo richiesto all’ANAS di intervenire su questo tratto di strada che è un nostro biglietto da visita per chi arriva sulle nostre montagne e con estrema soddisfazione possiamo sottolineare che Anas S.p.A. ha provveduto, negli scorsi giorni, con ben quattro giornate di pulizia e con l’ausilio di un grande mezzo scarrabile, alla pulizia delle piazzole del tratto di strada statale tra Oulx e Cesana che si trovavano invase dai rifiuti abbandonati da utenti non identificati”.
Il Sindaco Daniele Mazzoleni esprime anche dei ringraziamenti diretti: “Un ringraziamento particolare deve andare al geometra Nicola Clasadonte di Anas, con il quale ho interloquito personalmente e che si è tempestivamente attivato, ben comprendendo le implicazioni turistiche e di immagine collegate a tale abbandono di rifiuti”.
Il Sindaco Mazzoleni sottolinea anche il lavoro della Polizia Locale e anticipa che verranno serrati i controlli sugli abbandoni: “Un ringraziamento va anche ai nostri vigili ed al loro comandante Massimo Blanc, che si erano già attivati per documentare lo stato di abbandono e che nei prossimi giorni provvederanno all’installazione, sul territorio di Cesana, di cartelli informativi circa le sanzioni conseguenti all’abbandono di rifiuti ed a piazzare, in maniera casuale, le foto trappole di proprietà del Comune in modo da cercare di prevenire ulteriori comportamenti illeciti e sanzionare i contravventori”.







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POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Il decreto Sicurezza ci impone una riflessione sulla libertà
Si è conclusa con profonda partecipazione emotiva e un forte significato simbolico la missione istituzionale in Ucraina che ha visto coinvolta una delegazione italiana che ha visto come rappresentante della Regione la partecipazione del Consigliere Regionale del Piemonte Sergio Bartoli. L’iniziativa ha toccato i luoghi più significativi del conflitto, rafforzando il legame tra il Piemonte e la Regione di Kharkiv, in un percorso di solidarietà e vicinanza concreta.
Il momento centrale della missione si è svolto presso l’Ambasciata d’Italia a Kyiv, dove la delegazione italiana è stata accolta con straordinaria cordialità e rispetto da parte dell’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario, S.E. Carlo Formosa, e da una rappresentanza istituzionale ucraina di altissimo profilo, guidata da Oleh Syniehubov, Capo dell’Amministrazione Militare Regionale di Kharkiv, insieme a numerosi esponenti delle amministrazioni locali di Kupiansk, Krasnokutsk e Rohan.
L’Ambasciatore Formosa, nel suo intervento, ha espresso con chiarezza la vicinanza della Repubblica Italiana al popolo ucraino, sottolineando l’importanza della cooperazione tra territori e ringraziando la delegazione per l’impegno profuso a nome delle istituzioni piemontesi.

LA CITTADINANZA A BARTOLI
Durante la cerimonia, il Consigliere Sergio Bartoli ha ricevuto la cittadinanza onoraria del Comune di Krasnokutsk, conferita dalla Sindaca Iryna Karabut: un riconoscimento che ha suggellato anni di dialogo, collaborazione e gesti di solidarietà. In tale occasione, Bartoli ha consegnato una lettera ufficiale nella quale ha ricordato l’impegno portato avanti fin dai tempi del suo mandato da Sindaco di Ozegna, sottolineando la generosità delle comunità piemontesi e canavesane, l’impegno dell’associazione La Memoria Viva, e i gesti concreti compiuti negli anni: dai generi alimentari alle ambulanze, dai farmaci fino alla recente donazione di uno scuolabus.
“Questa cittadinanza ha per me un valore doppio: umano e istituzionale. È un riconoscimento che condivido con chi ha creduto in questo ponte tra territori, fatto di piccoli ma significativi gesti. L’ho scritto nella mia lettera: continueremo a costruire relazioni vere, fondate su umiltà, amicizia e cooperazione,” ha dichiarato Bartoli.
Nel corso dell’incontro si sono svolti due importanti collegamenti video istituzionali. Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso parole di sincera stima e riconoscenza per la delegazione, ringraziando il Consigliere Bartoli per aver rappresentato in maniera impeccabile l’intera Regione. Cirio ha ribadito la vicinanza profonda del Piemonte al popolo ucraino, sottolineando come la solidarietà istituzionale sia oggi un valore imprescindibile da coltivare e difendere.
Il Segretario nazionale di Azione, Carlo Calenda, anch’egli collegato, ha evidenziato l’importanza di sostenere concretamente l’Ucraina, apprezzando il lavoro svolto dal territorio piemontese e ribadendo la disponibilità a collaborare in future iniziative a sostegno delle comunità colpite.

VISITE NEI LUOGHI SIMBOLO DELLA RESISTENZA UCRAINA
La missione ha incluso anche un’intensa attività di visita e testimonianza nei luoghi simbolo della resistenza ucraina. A Irpin, la delegazione ha visitato i resti del Ponte Romaniv, tristemente noto per il ruolo centrale nell’evacuazione dei civili durante l’invasione, e la Casa della Cultura, parzialmente distrutta dai bombardamenti. A Bucha, è stata visitata la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo e il Memoriale dedicato alle vittime delle atrocità commesse, in un momento di raccoglimento profondo. A Hostomel, l’attenzione si è concentrata sul Liceo n.2, gravemente danneggiato, mentre a Kyiv è stato visitato l’Ospedale Pediatrico Nazionale Ohmatdyt, struttura simbolo della resilienza sanitaria ucraina.
La missione si è conclusa in Piazza dell’Indipendenza, con l’accensione di un cero in memoria delle vittime: un gesto silenzioso ma carico di significato, in un luogo che oggi rappresenta il cuore simbolico della libertà ucraina.
Nel corso della visita, sono stati ufficialmente consegnati due mezzi donati – un fuoristrada e un’ambulanza – ai Comuni di Kupiansk e Krasnokutsk, grazie al lavoro dell’associazione La Memoria Viva, in collaborazione con enti piemontesi e comunità locali.
A conclusione della missione, è doveroso sottolineare il contributo prezioso dei componenti della delegazione italiana che hanno dato sostanza e cuore a ogni tappa del viaggio. Con Bartoli erano presenti Daniela Ruffino, il Vicesindaco di Pertusio Antonio Cresto e Roberto Falletti, in rappresentanza dell’associazione umanitaria La Memoria Viva, che ha dato continuità e forza al lavoro di solidarietà che da anni unisce il Piemonte all’Ucraina. È grazie alla sua instancabile dedizione se molti aiuti, materiali e simbolici, sono giunti a destinazione. La donazione dei mezzi di emergenza a Kupiansk e Krasnokutsk è solo l’ultimo tassello di un percorso costruito con coerenza, cuore e visione.
L’on. Ruffino ha sottolineato con forza l’impegno del Parlamento italiano nel non far calare il silenzio sulla sofferenza del popolo ucraino e Antonio Cresto, già sindaco di Pertusio, ha evidenziato come la difesa della libertà e della dignità umana che si sta compiendo in Ucraina sia un esempio e una lezione per tutta l’Europa. “Quello che questo popolo sta facendo – ha affermato – ci deve far riflettere. La loro determinazione è uno specchio per la nostra coscienza democratica.”
“L’accoglienza che ci è stata riservata è stata straordinaria, autentica e umanamente profonda” – hanno dichiarato congiuntamente Sergio Bartoli, Daniela Ruffino, Antonio Cresto e Roberto Falletti. “Torniamo a casa più ricchi di relazioni, consapevolezze e determinazione a proseguire, insieme, su questo cammino di pace e solidarietà.”
Durante l’incontro, le autorità ucraine hanno consegnato al Consigliere Bartoli una comunicazione formale indirizzata al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, esprimendo il desiderio di avviare un percorso di cooperazione culturale e istituzionale tra la Regione di Kharkiv e il Piemonte. Un gesto simbolico e propositivo che testimonia la volontà di costruire legami duraturi anche sul piano della collaborazione tra enti territoriali.


La recente dipartita dell’attore americano Gene Hackman, riporta il suo cinema all’onore delle cronache. Ma è in particolare su un suo film, che intendo attrarre l’attenzione del lettore del Torinese: “La Conversazione” di Francis Ford Coppola(Studio Canal, dvd, Blu-ray riedito e nelle sale restaurato in 4k). Perché, questa pellicola e la sua trama, anticipa di decenni il problema dello spionaggio politico nell’era Internet, dei big data, di Cambridge Analitica e del Grande Fratello. In sostanza della tenuta della privacy nell’epoca della informatizzazione globale. Un tema extra cinematografico, molto sociale e politico. Harry Caul è un detective privato a cui si affida un uomo d’affari, per indagare sulla consorte e la sua relazione extraconiugale.Caul (Hackman) porta avanti il suo compito con precisione e professionalità, ma quando vagliando i nastri registrati si accorge che i due amanti stanno correndo un grave rischio, esita a concludere il suo incarico. I nastri gli vengono rubati e l’uomo allora decide di mettere sull’avviso i due indagati nell’albergo dove si incontrano…

Il film vincitore della Palma d’oro a Cannes 1974, si ispira al romanzo “Il lupo della steppa” di Herman Hesse e per alcune sequenze al “Blow up” di Antonioni. L’opera uscì in concomitanza al caso Watergate, che portò all’impeachment di Richard Nixon. Coppola aveva scritto in precedenza la sceneggiatura della “Conversazione” e questo rende tutta la vicenda raccontata, ancora più profetica e inquietante. Questo film ci pone delle domande importanti per la nostra società del “panopticon” della comunicazione. Questo nostro tempo orwelliano, dove, come e quando deve limitarsi? Dove la nostra privacy viene violata impunemente? Quali sono le implicazioni etiche del villaggio globale, dove l’uomo più vicino a Donald Trump, il suo “spin doctor” Steve Bannon, tramite la filiale londinese della sua azienda di gestione di big data, controllava i flussi informativi da e per la Casa Bianca, durante la campagna elettorale della prima elezione? In questo “siamo tutti spiati” il film di Coppola ridiventa magnificamente attuale rivederlo oggi. Ci aiuta a sviluppare il senso critico, nel valutare i limiti e le possibilità tecniche della società dell’informazione, nel suo passaggio d’epoca, dal “naturale” mondo analogico all’ “artificiale” mondo digitale, come ci ricorda Alfonso Beradinelli in un suo recente intervento sul quotidiano il Foglio, riguardo alla sua edizione redatta in AI. Curiosità finale: alcuni apparecchi usati per le intercettazioni al Watergate, sono gli stessi di Harry Caul, compreso il microfono “di sua costruzione” inventato per captare i labiali, tagliando fuori i rumori di fondo, usato nella sequenza d’apertura. Grazie all’immortale talento attoriale del grande Gene Hackman, il cinema ci apre uno sguardo illuministico, sull’attualità di questo travagliato nostro tempo.
Aldo Colonna
