ilTorinese

Collegno: “Accampamento nell’area Gtt di Fermi”

Il blog “Il FATTO Collegnese” scrive su Facebook: “anche oggi 24/08/25 passeggiando in zona Fermi rinnova il peggioramento della situazione accampamento. Con amaro in bocca segnaliamo il degrado che continua la sua crescita nell’area e nella proprietà Gtt. Non abbiamo più parole …. Anche Gtt ci comunica la sua perplessità sulla presenza (EVIDENTE) di Rom nel loro park. Che i cittadini siano coscienti che, non solo noi del FATTO , ma anche forze politiche di opposizione cittadina, hanno seguito tutte le pratiche di legge che ci dovrebbero portare a loro allontanamento… ma nulla è stato fatto, anzi continua imperterrito l’allargamento e la loro presenza ! Ci vogliamo proporre per un sit-in di protesta nei blog cittadini! Questo non può essere ACCETTABILE per la dignità umana e per il degrado crescente!” “Da circa 2 anni che chiediamo, dopo esposti presentati anche da forze politiche di opposizione, lo sgombero dell insediamento rom su zona Fermi”.

Tsukiko la figlia della luna

Libri

UN VIAGGIO REALE IN QUELLO CHE CREDIAMO IRREALE

 

Giappone, tempi moderni. Poco più che ragazzina, Tsukiko, riceve la devastante notizia della morte dei genitori in un incidente d’auto. Ѐ un colpo terribile alla sua percezione del mondo, rispetto a una vita improvvisamente divenuta banale e vuota di qualunque significato.

A metà fra la sua volontà e la sorte, la vecchia Hana le offre da leggere un libro di insegnamenti spirituali, che però Tsukiko rigetta perché troppo distanti dai suoi stati d’animo straziati dal dolore della perdita. È una battaglia che la spinge a scaraventare il libro sulla parete della sua stanza e a dire a stessa che dovrà trovare da sola le risposte, partendo per un viaggio avventuroso verso la vetta del monte Fuji che le dicono contenga tutte le risposte, incontrando gli Elementi della natura e i loro Spiriti Custodi.

Attraversando Terra, Acqua, Fuoco e Aria giungerà anche a conoscere l’Etere, il quinto elemento.

Ma il suo vero obiettivo resta il Maestro che vive nel monte.

 

L’AUTRICE

Torinese di origine, Monica Felletti è nata il 9 settembre 1977

Dal 2000 vive e lavora a Roma

Da sempre appassionata di spiritismo e parapsicologia, ha investito tutti i suoi sforzi in una ricerca della vera comprensione di ciò che ci sembra inspiegabile.

Negli anni ha fatto parte di alcuni cerchi medianici di alto profilo, sperimentando direttamente le più diffuse tecniche di contatto con l’Aldilà.

E’ intervenuta, attraverso interviste, su canali YouTube dedicati al tema riscuotendo apprezzabile successo. Dopo la pubblicazione de “L’altro lato delle cose” con Serarcangeli editore e la collaborazione ad alcuni testi inerenti spiritismo e medianità, è qui alla sua prima pubblicazione indipendente.

 

Nuovi immobili della Città per le associazioni del territorio

 

Valorizzare immobili di proprietà dalla Città, ristrutturandoli e dandoli in concessione ad associazioni senza scopo di lucro, e ampliare l’offerta di edifici pubblici a disposizione di soggetti che vogliono operare attivamente sul territorio. Sono questi gli obiettivi delle delibere approvate dalla Giunta Comunale su proposta della Vicesindaca Michela Favaro. Uno stanziamento di oltre mezzo milione di euro porterà inoltre alla rigenerazione di alcuni beni del Comune.

Sono tre le strutture aggiunte all’elenco degli immobili destinabili in concessione ad enti e associazioni: la prima è quella di via Bligny 19-21, composta da un fabbricato che si affaccia sugli uffici dell’Anagrafe, inserendosi in un quadrante storico e centrale della città. Il secondo è situato in via Bardassano 5/A, traversa di corso Casale, e ospitava una ex scuola media e una scuola di formazione professionale. Il terzo, in questo caso situato a Pecetto Torinese, in strada Eremo 1, era in uso a SMAT.

“Gli investimenti che la Città di Torino sta mettendo in campo per far tornare a vivere molti edifici di sua proprietà fanno parte di una politica di rigenerazione urbana che vede nell’associazionismo un capitale inestimabile da favorire e salvaguardare – dichiara la Vicesindaca Michela Favaro -. Con la seconda delibera vengono investiti 550 mila euro per ristrutturare alloggi in edilizia convenzionata”.

550 mila euro derivanti da avanzi di bilancio saranno inoltre destinati alla ristrutturazione di due edifici di edilizia convenzionata. In una palazzina situata in corso Ferrara 50 saranno ricavati due nuovi alloggi dal frazionamento di una unità immobiliare più ampia e si provvederà al rifacimento del tetto e all’installazione dell’ascensore. Un edificio situato in via Pertengo 19, invece, vedrà la messa in sicurezza di una porzione di terreno contaminata da amianto.

TORINO CLICK

Movimentata perquisizione in carcere

Un paio di perquisizioni condotte dalla Polizia Penitenziaria all’interno di alcune celle della Casa circondariale di Vercelli ha portato al rinvenimento ed al sequestro, da parte del personale di Polizia Penitenziaria, di materiale non consentito, ma alcuni dei detenuti coinvolti nelle operazioni di servizio dei Baschi Azzurri hanno reagito violentemente ai sequestri. “Parliamo di due episodi distinti e separati, avvenuti negli ultimi giorni, e che hanno portato al rinvenimento di droga, telefoni cellulari ed altro materiale di cui è vietato il possesso“, spiega Vicente Santilli, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che esprime “apprezzamento” all’operato dei poliziotti di Vercelli. Nello specifico, “in una perquisizione avvenuta mercoledì all’interno di una cella occupata da più detenuti”, prosegue il sindacalista, “è stato rinvenuto un telefono cellulare completo di Sim: nessuno dei tre occupanti si è assunto la paternità dell’oggetto ed anzi, due dei tre, in forte stato di agitazione hanno iniziato a rompere le suppellettili di arredo della cella, ma la pronta reazione del personale, autorizzata da direttore e comandante di Reparto, ha permesso di fronteggiare la loro aggressività”.  Santilli da notizia che “anche un’altra perquisizione, condotta ieri, sono stati rinvenuti panetti di hashish (in un’area di uso comune), telefoni cellulari, cavi e chiavette usb. Mentre un detenuto ha rivendicato la proprietà di un telefono, l’altro ristretto è andato in escandescenza, tanto da rendersi necessario cambiarlo di cella”. Santilli evidenzia, nelle sue conclusioni, la professionalità dei Baschi Azzurri i quali “nonostante il piano ferie e la cronica carenza di personale, riescono costantemente a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, coglie l’occasione per rivendicare l’insostituibile ruolo sociale del Corpo di Polizia Penitenziaria nell’ambito del sistema sicurezza della Nazione e della Regione Piemonte in particolare: è tempo, dunque, di guardare al futuro con rinnovata maturità, superando le incertezze giovanili, consapevoli di un ruolo ormai consolidato nel quadro delle Forze di Polizia e nel complessivo sistema di sicurezza del Paese. Un Paese che domanda maggiore sicurezza e la Polizia Penitenziaria è pronta per proseguire il suo compito così peculiare, così prezioso, così insostituibile. Il nostro sforzo oggi non è più quello di un’affermazione o una visibilità che ritengo ben salda e condivisa, sicchè non è necessaria alcuna azione di definizione dei confini. La sfida oggi, per un Corpo giovane ma ormai adulto, non è verso l’esterno, dove la nostra insostituibile professionalità è ben conosciuta ed apprezzata. La sfida con la quale siamo chiamati a misurarci riguarda il cuore del nostro mandato istituzionale, così orgogliosamente espresso dal motto che orna il nostro fregioDespondére spem munus nostrumgarantire e sostenere la speranza è il nostro compito, il nostro impegno, il nostro orizzonte e la nostra stella polare“. Lo storico leader del SAPPE riconosce il cambiamento nel clima politico attuale: “Dobbiamo dare atto che, rispetto al passato, l’attuale governo e l’Amministrazione Penitenziaria hanno mostrato maggiore ascolto e sensibilità nei confronti delle criticità del settore. Ma proprio per questo ci aspettiamo di più. Serve uno sforzo ulteriore, più deciso e strutturale, perché non bastano le buone intenzioni: occorrono atti concreti, urgenti e coraggiosi.” Capece rivolge un appello alle istituzioni politiche: Il nostro terreno d’elezione, la nostra palestra d’esercizio è l’Istituto penitenziario perché è lì che siamo chiamati a profondere quotidianamente le nostre tante energie professionali ed umane: luogo di espiazione ma anche luogo di riscatto. E non solo per caratteristiche oggettive, ma per la qualità e l’impegno di coloro che vi operano”. “Ed è per questo”, conclude Capece, “che torniamo a chiedere la dotazione, per il personale del Corpo, di strumenti di tutela e garanzia non letali come i flash ball ed i bola wrap: il primo è un fucile che spara proiettili di gomma, già in dotazione alla Polizia Penitenziaria francese, mentre la seconda è un’arma di difesa che spara lacci bloccante le gambe dei riottosi, anch’essa già in uso ad alcune Polizie locali di alcune città italiane”.

cs

Visite guidate speciali di fine estate al San Carlone

Un’occasione per conoscere la storia della Statua di San Carlo sul far della sera

 

Nelle ultime due settimane di agosto, la Statua di San Carlo ad Arona apre le sue porte sul far della sera per visite guidate speciali di fine estate, organizzate da Archeologistics, impresa sociale che gestisce il complesso per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Sfruttando le ore più fresche della giornata, infatti, sarà possibile non solo accedere sul terrazzo panoramico e all’interno della Statua, ma anche essere accompagnati da una delle guide alla conoscenza di questo monumento, simbolo della città di Arona.

Sono in programma quattro occasioni per conoscere la storia del colosso, della chiesa e dell’incompiuto Sacro Monte: un progetto realizzato a partire dal 1614 in onore di San Carlo Borromeo, nato proprio ad Arona nel 1538.

Le visite guidate si svolgeranno nelle seguenti date:

–              Venerdì 22 agosto 2025

–              Sabato 23 agosto 2025

–              Venerdì 29 agosto 2025

–              Sabato 30 agosto 2025

Per ciascuna data sono previsti due turni di visita:

–              1° turno   |   ore 18:00

–              2° turno   |   ore 19:00

La visita guidata, della durata di un’ora, permetterà di accedere alla Chiesa, alla terrazza panoramica e anche all’interno della Statua per apprezzare la tecnica di realizzazione del colosso, che è stato anche modello per la Statua della Libertà di New York. Dalla terrazza il panorama sul Lago potrà essere apprezzato sul far della sera, all’inizio del tramonto: la vista spazia per tutta la sponda lombarda dalla Rocca di Angera fino a Laveno e per la sponda piemontese fino al Lesa.

La prenotazione è obbligatoria e i biglietti hanno il costo di:

–              Adulti          € 13,00

–              Bambini (6-16 anni)      € 8,00

–              Bambini (0-5 anni)         gratuito (solo terrazza, no accesso in statua)

 

INFO E PRENOTAZIONI

Acquisto biglietti: online al seguente link: https://www.archeologistics.it/servizi-educativi/sere-destate-al-sancarlone-604.html

Contattistatuasancaro@ambrosiana.it – tel. +39.3288377206

 

Pe tutto il mese di agosto, poi, la Statua sarà aperta e visitabili tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 18.30, con ultimo ingresso alle ore 18.00

La Torino oscura di Profondo Rosso

Cinquant’anni fa, nel settembre del 1974, iniziavano a Torino le riprese di Profondo Rosso, un film che sarebbe diventato un riferimento classico per gli appassionati di cinema, uno dei migliori thriller italiani di sempre. Il regista Dario Argento per la terza volte sceglieva la prima capitale d’Italia e le sue atmosfere magiche dove si scorgono, oltre alle piazze e alle vie più note del centro, il Teatro Carignano, la Galleria San Federico e piazza CLN, dove si riconoscono le fontane di fronte alle quali Gabriele Lavia e David Hemmings assistono al primo terribile delitto del film, quello della sensitiva Helga Ullman ( l’attrice Macha Méril). Hemmings (che nel film interpretava il pianista inglese Marc Daly ) incrociò sulla collina torinese alcune dimore importanti come Villa della Regina (residenza storica dei Savoia), lungo la Strada Comunale Santa Margherita, per poi raggiungere l’obiettivo della sua ricerca: Villa Scott, in Corso Giovanni Lanza, 57.

 

È quella, infatti, la lugubre “villa del bambino urlante” che si trova in Borgo Po, sulle colline della città: un edificio bellissimo, uno degli esempi più straordinari dell’art decò. “L’avevo scoperta per caso — confessò il regista — mentre giravo in auto in cerca di posti interessanti dove girare il film. La villa era in realtà un collegio femminile diretto dalle monache dell’Ordine delle Suore della Redenzione e, siccome ne avevo bisogno per un mese, offrii alle occupanti una bella vacanza estiva a Rimini, dove si divertirono tantissimo. Con noi restò una monaca-guardiano, che sorvegliò le riprese con austerità”. Un’ulteriore curiosità merita di essere segnalata. Quando Marc, nel film suonò al campanello di casa del suo amico Carlo, si trovò di fronte la madre di lui (Clara Calamai) che lo fece entrare in un appartamento ricco di cimeli e foto d’ogni sorta. La casa era davvero quella dell’attrice e, quindi, ciò che si vede nel film era probabilmente in gran parte ciò che davvero c’era in quell’appartamento nel 1974, diventato set per l’ultima avventura cinematografica della grande interprete del cinema italiano. Il film, quinta prova dietro la macchina da presa per Dario Argento, uscì nelle sale il 7 marzo 1975 e lo consacrò, grazie al successo, come il vero maestro del brivido made in Italy.

Marco Travaglini

Non rispetta l’allontanamento dai figli: arrestato dai carabinieri

Per non avere rispettato il divieto imposto dal giudice a seguito delle denunce per maltrattamenti nei confronti dei figli, è stato arrestato dai carabinieri a Tortona. L’uomo, 54 anni, si era appostato sotto l’abitazione da cui era stato allontanato. Nella caserma dell’Arma della cittadina in provincia di Alessandria è presente una stanza di ascolto per le vittime di violenza.

Aggredisce la ex che lo ospita in casa: arrestato

Un uomo di 50 anni è stato arrestato dalla Polizia a Verbania con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali, aveva chiesto alla donna di poter essere ospitato per qualche giorno. Lei aveva acconsentito, ma per cautela aveva invitato alcuni amici a fermarsi da lei, così da non rimanere sola in casa. Nonostante queste precauzioni, l’ex ha iniziato a minacciarla e ad aggredirla fisicamente. Solo grazie alla prontezza della donna, che è riuscita a contattare il 112, è stato possibile interrompere l’episodio e procedere all’arresto.

La Fontana Angelica tra bellezza e magia

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Oltre Torino. Storiemitileggende del torinese dimenticato.

Torino e lacqua

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Le storie spesso iniziano là dove la Storia finisce

Il fil rouge di questa serie di articoli su Torino vuole essere lacquaLacqua in tutte le sue accezioni e con i suoi significati altrilacqua come elemento essenziale per la sopravvivenza del pianeta e di tutto lecosistema ma anche come simbolo di purificazione e come immagine magico-esoterica.

1. Torino e i suoi fiumi

2. La Fontana dei Dodici Mesi tra mito e storia

3. La Fontana Angelica tra bellezza e magia

4. La Fontana dellAiuola Balbo e il Risorgimento

5. La Fontana Nereide e lantichità ritrovata

6. La Fontana del Monumento al Traforo del Frejus: angeli o diavoli?

7. La Fontana Luminosa di Italia 61 in ricordo dellUnità dItalia

8. La Fontana del Parco della Tesoriera e il suo fantasma

9. La Fontana Igloo: Mario Merz interpreta lacqua

10. Il Toret piccolo, verde simbolo di Torino

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3. La Fontana Angelica tra bellezza e magia

Maestosa e non vista la Fontana Angelica si erge in Piazza Solferino, nel pieno centro storico di Torino. Lopera architettonica prende il nome da Angelica Cugiani moglie di Tommaso Bainotti e madre del ministro Grande Ufficiale Pietro Bainotti. Questultimo alla sua morte decise di devolvere un lascito di 150.000 lire  alla città di Torino, affinché la cittadinanza acconsentisse al suo desiderio di far erigere una fontana in memoria dei genitori. Pietro chiese inoltre che tale opera venisse costruita in stile gotico medievale e che fosse collocata in Piazza San Giovanni davanti al Duomo. La commissione appositamente incaricata per la costruzione del monumento, costituita da Carlo Francesetti di Mezzenile, Leonardo Bistolfi, Giovanni Chevalley, Edoardo Rubino e Enrico Tovez, si oppose ad alcune indicazioni e non esaudì del tutto il volere di Pietro Bainotti. Le personalità coinvolte e lo stesso architetto e scultore Giovanni Riva, incaricato del progetto, identificarono come luogo urbanisticamente più adatto proprio Piazza Solferino. La Fontana fu inaugurata martedì 28 ottobre 1929, data molto significativa per il Regime Fascista che in quel giorno celebrava lottavo annuale dalla Marcia su Roma. La giornata era stata resa ancora più solenne dalla visita del Quadrumviro Italo Balbo, ministro dellAeronautica; in quello stesso giorno, oltre alla Fontana Angelica, vennero inaugurate case popolari e asili. Sulla cronaca de La Stampa si poteva leggere: In piazza Solferino, alle ore 17,30, si inaugura pure la Fontana Angelica. Molta folla è radunata intorno. Giungono le autorità: i due vice-podestà prof. Silvestri e avv. Gianolio, il senatore Di Rovasenda, lon. Bagnasco, lon. Ferracini, il comm. avv. Edoardo Agnelli, vice-presidente al Consiglio dellEconomia, il Rettore della Universitàcomm. prof. Pivano, il gen. Fasolis, ling. Porporato, lavv. Maccari ed altri. Lo scultore Riva, il quale da anni lavora ad ultimare la fontana che in seguito a concorso gli èstata aggiudicata, si trova fra le autorità che vivamente lo complimentano per lopera sua. Egli raccoglie il premio del suo faticoso lavoro. Dalla fontana monumentale con le sue quattro statue in bronzo che rappresentano le stagioni, si sprigiona dun tratto un alto pennacchio dacqua ed altri due veli dacqua convergono dai lati e si rovesciano nella vasca centrale. I giuochi dacqua completano leffetto decorativo della Fontana Angelica finalmente liberata dallo steccato che per tanto tempo ha ingombrato la piazza(La Stampa, 29 ottobre 1930).

Siamo immersi nel centro della città, circondati da alti palazzi eleganti, da macchine e pullman rumorosi e dalle rotaie del tram, curve come asole luccicanti che ricamano le strade torinesi. La piazza in cui ci soffermiamo è ariosa, lascia un raffinato gioco al sole perché la illumini, si prende i suoi spazi e tiene alla giusta distanza gli edifici che la circondano.
Piazza Solferino èuna grande piazza del centro storico della città sabauda, limitata da via Pietro Micca, via Santa Teresa, via Cernaia e via dellArcivescovado. Essa prende il nome dal comune di Solferino in provincia di Mantova, dove il 24 giugno 1859 si svolse unimportante battaglia, che vide la vittoria delle truppe franco- piemontesi contro lesercito austriaco durante la II guerra di indipendenza italiana. Fino alletà napoleonica la piazza era conosciuta come la piazza del mercato del legno, oppure come piazza del boscopiazza dei combustibili. Era inizialmente di forma irregolare e si trovava alla periferia della cittàottocentesca e delimitava i confini meridionali dellantico Castrum romano (lattuale via Cernaia). Il progetto definitivo, che portòla zona ad avere laspetto che oggi possiamo ammirare, risale al 1853, ad opera dellarchitetto Carlo Promis, successivamente vennero aggiunte le aiuole centrali.  Per quel che riguarda gli edifici, ancora oggi, uno di quelli piùnoti è il Palazzo dei telefonidi via Meucci, che oggi ospita lAgenzia del Territorio, inoltre non possiamo non nominare il Teatro Alfieri, uno degli luoghi culturali più amati dai torinesi, quando si desidera trascorrere una serata allinsegna dellarte e della cultura. Se queste sono le notizie ufficiali che ci riposta la cronaca urbana della città, non dobbiamo scordarci che a Torino si viaggia sempre su piani paralleli, e alla dimensione reale corrisponde e controbilancia sempre una versione non ufficialedei fatti. Anche il monumento della Fontana Angelica, come tanti altri edifici e angoli torinesi, pare nascondere qualcosa di più di una semplice dedica amorevole nei confronti della famiglia. Alcuni sostengono che in realtà si tratti di unopera complessa pregna di misteriosi simbolismi massonici.

La Fontana si presenta costituita da quattro imponenti figure scultoree ispirate alle quattro stagioni, due femminili e due maschili, Primavera, Estate, Inverno e Autunno. E se ai più basta incantarsi davanti alla maestria della fusione del bronzo, alla bellezza della torsione dei corpi, alleleganza e alla sontuosità che lopera emana nella sua interezza, c’è chi strizza gli occhi e decide di soffermarsi a cercare qualcosaltro.  E se la Primavera in realtàfosse la rappresentazione simbolica della virtù e lEstate quella dei vizi amorosi e degli aspetti più profani della vita? Se le due figure maschili in realtà fossero Boaz e Joaquim, guardiani leggendari delle colonne dErcole? Domande che scorrono nella mente dei curiosi come trascinate dal vortice dellacqua che esce dalle otri delle due figure centrali, quella stessa acqua che secondo alcuni è rappresentazione della conoscenza. Ancora unosservazione prima di andare via: allontanandoci piano piano dalla fontana ci si rende conto che viene a crearsi uno spazio perfettamente rettangolare nel centro dellopera architettonica, a metà tra i due guardiani; guardando con attenzione non può che essere un passaggio, lingresso per la via della conoscenza, che ovviamente ai più è precluso. Unultima cosa, intanto che si volgono le spalle allimponente Fontana, sappiate che si racconta che lo steso Giovanni Riva abbia modificato il progetto originale, muovendo il volto della statua dellInverno verso oriente, dove sorge il sole: semplice licenza artistica o attenzione verso simbologie altre? 

Alessia Cagnotto