Mercoledì 17 settembre 2025 ore 18:30
MAO Museo d’Arte Orientale
Il MAO, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Corea, presenta Dreaming Club – The Dream of Silence, un progetto sperimentale ideato dall’artista coreana Dabal Kim che fonde cinepoesia, performance dal vivo e suono d’avanguardia.
Ispirata alle tradizioni intangibili coreane, ai modelli identitari e al linguaggio della percezione invisibile, la serie visualizza il movimento interiore e il linguaggio sensoriale attraverso cinema, oggetti d’arte ispirati alla moda e performance fisiche.
Il progetto, a cura del Dreaming Club fondato dalla stessa Dabal Kim, è sviluppato attraverso un linguaggio artistico multistrato, in collaborazione con il direttore artistico DongHun Sung, la sound artist Jina Hwang e la danzatrice Sunyoung Heo.
Trascendendo i confini dell’avanguardia convenzionale, il Dreaming Club dà vita a un innovativo palcoscenico teatrale che fonde tradizione e modernità, trasformando il corpo stesso in un mezzo scultoreo che incarna un dialogo continuo tra passato e presente.
Performance Dreaming Club – The Dream of Silence
mercoledì 17 settembre ore 18:30
La performance unica di Dabal Kim trasformerà il giardino del museo in uno spazio di contemplazione e movimento.
Qui gli abiti cerimoniali dell’ultimo Impero coreano – l’hyeonui nero dell’imperatore e il wonsam femminile – saranno decostruiti e reinterpretati in chiave contemporanea. Attraverso costumi di scena che sfidano le convenzioni di genere, performer e danzatori si muoveranno come sculture viventi, creando un dialogo poetico tra passato e presente.
La performance sarà accompagnata da una composizione musicale originale che fonde il suono del geomungo – l’antica cetra coreana a sei corde – con paesaggi sonori elettronici contemporanei.
Ispirandosi al mito greco di Ermafrodito, l’opera propone un’idea di identità che trascende le norme binarie, invitando il pubblico a immaginare nuove forme di esistenza fondate sulla molteplicità, anziché sulla divisione.
Dal 10 al 20 settembre, nella sala polifunzionale del museo, sarà inoltre proiettato A Thousand Dreaming Plateaus, cinepoema senza dialoghi diretto da Dabal Kim che attraversa tre luoghi simbolici della Corea del Sud: dall’antico altare imperiale di Hwangudan a un’isola immaginaria dove acqua e terra si fondono. Privo di una narrazione lineare, il film si configura come uno scavo poetico del tempo, sulle tracce di riti dimenticati e paesaggi in continua trasformazione.
Attraverso performance scultoree e gesti rituali, l’opera esplora le intersezioni fluide tra memoria, corpo e territorio, trasportando lo spettatore in un regno ipnotico e sensoriale. Ispirato al concetto filosofico di Mille piani di Gilles Deleuze e Félix Guattari, A Thousand Dreaming Plateaus esplora un mondo stratificato e organico, in cui coesistono “piani” indipendenti ma interconnessi. Il titolo stesso evoca una molteplicità di significati stratificati: “mille” indica infinite variazioni, “sognare” è un viaggio tra memoria e realtà, mentre “altopiani” allude a paesaggi contemplativi in cui storia e natura si riscrivono costantemente.
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.
Dabal Kim | Artista multidisciplinare, Dabal Kim si è formata al Pratt Institute di New York. La sua pratica, che spazia dalla pittura al cinema sperimentale, dalla performance alla scultura, è stata presentata in oltre 21 mostre personali e 70 collettive internazionali. Le sue opere sono state selezionate da importanti festival e piattaforme mediatiche, tra cui il WideScreen Film & Music Video Festival di Toronto e il Seoul International Alternative Film Festival.
MAO Museo d’Arte Orientale
ORARI
martedì – domenica: 10 – 18. Lunedì chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima. Ultimo ingresso ore 17.

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