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“Carte da decifrare”… a Busca, letteratura e musica tra arte e natura

A Busca saranno il “Castello del Roccolo” e la celebre Collezione “La Gaia” ad ospitare i prossimi appuntamenti della rassegna di “Fondazione Artea”

Sabato 12 e sabato 19 luglio

Busca (Cuneo)

Saranno due fra i più interessanti nomi del panorama della letteratura contemporanea ad animare i pomeriggi di sabato 12 e sabato 19 luglio prossimi dedicati a “Carte da decifrare”(ottava edizione), la rassegna di letteratura,reading e musica dal vivo, vissuti tra arte e natura ed organizzata da “Fondazione Artea”, in collaborazione con il “Comune di Busca” e il “Salone Internazionale del Libro” di Torino: parliamo dello scrittore e saggista romano (classe ’83) Paolo Di Paolo e della latinense (nativa di Scauri – Minturno, classe ’78) Chiara Valerio, ospiti il primo al “Castello del Roccolo”(“revival neo-medievale” edificato sulle colline alle spalle di Busca nel 1831 dal marchese Roberto Taparelli d’Azeglio, fratello del celebre Massimo) e la seconda della straordinaria Collezione di arte moderna e contemporanea – oltre 2mila le opere presenti – “La Gaia”, nata negli Anni ’70 dalla forte passione per l’arte di Bruna e Matteo Viglietta.

Ma andiamo per ordine.

Sabato 12 luglio (ore 18,30), Paolo Di Paolo – conduttore, fra l’altro, su “Rai Radio 3” della trasmissione “La lingua batte” – nel Parco del “Castello del Roccolo” intratterrà il pubblico con il “reading” del suo ultimo “Romanzo senza umani” (finalista “Premio Strega 2024”), in collaborazione con “Feltrinelli Editore”. Per l’occasione, Di Paolo racconterà la storia di Mauro Barbi, uno storico di mezza età che intraprende un viaggio verso il lago di Costanza, in Germania, e, al contempo, un viaggio virtuale in cui ricontatta persone del passato. “Il viaggio fisico è un’esplorazione del lago, mentre quello virtuale è una rassegna di relazioni interrotte e di una memoria che si dissolve”. Ad accompagnare la voce dello scrittore, ci saranno Francesca Naibo e Simone Massaron, in arte “Kreis”, un duo che si basa su “composizione” ed “improvvisazione”, “suono” e “rumore”, posti sullo stesso piano per attingere ad un ampio e ricco spettro espressivo.

In caso di maltempo, la performance si terrà presso il “Teatro Civico” (vicolo del Teatro 1, Busca).

Sabato 19 luglio, invece, una navetta in partenza da piazza Fratelli Mariano a Busca, con due turni, uno alle 16,45 e uno alle 17,30, condurrà il pubblico in visita all’esclusiva Collezione “La Gaia” ad assistere al reading “La fila alle poste”, organizzato in collaborazione con “Sellerio Editore”. Chiara Valerio, una delle scrittrici più eclettiche e coinvolgenti del panorama letterario italiano (lavora anche per cinema e teatro e dal 2018 è “editor-in-chief”della Narrativa italiana presso l’editrice “Marsilio”), dopo averci fatto immergere in un ritratto di donne in costante mutazione con il suo precedente “Chi dice e chi tace”, ci riporterà nuovamente alla sua Scauri per raccontare, attraverso le ossessioni e la fantasia della protagonista, l’avvocata Lea Russo, “i desideri nascosti e la provincia attraente e oscura”. La voce e i suoni di Camilla Battaglia, cantante e compositrice, prenderanno corpo in una forma musicale a cavallo tra jazz ed elettronica, “capace di rimandare alla profonda ricerca filosofico-letteraria dell’artista che riesce a restituire, attraverso le proprie composizioni, i temi più complessi della società contemporanea”.

L’appuntamento è garantito anche in caso di maltempo. L’esperienza, tra l’altro, include anche una breve visita guidata alla “Collezione” d’arte contemporanea.

Sottolinea Marco Pautasso, segretario generale del “Salone Internazionale del Libro”: “Con ‘Carte da decifrare’ le parole risuonano in musica e le note si fanno scrittura in luoghi di rara bellezza e suggestione. In un dialogo costante, il mondo della musica s’intreccia e si amalgama con quello della letteratura, per regalare al pubblico emozioni, riflessioni e nuovi punti di vista”.

Per info: “Fondazione Artea”, corso Nizza 13, Cuneo; tel. 0171/1670042 o www.fondazioneartea.org

g.m.

Nelle foto: Paolo Di Paolo e i “Kreis”; Chiara Valerio e Camilla Battaglia.

“Collisioni”… è corsa vincente al gran traguardo

Ad Alba, grande attesa  per l’arrivo sul palco di piazza Medford, con una line-up d’eccezione, di Irama e Sfera Ebbasta

Sabato 12 e domenica 13 luglio

Alba (Cuneo)

Ormai in “zona Cesarini” la 17^ edizione di “Collisioni”, che per quattro serate – da venerdì 4 a domenica 13 luglio – s’è prefissa (e visto il successo delle prime due, sicuramente ci riuscirà) di trasformare la città di Alba nel cuore pulsante della scena musicale italiana ed internazionale, proseguirà per il botto finale, sul palco di piazza Medford (apertura cancelli, ore 18 – inizio concerti, ore 20), nel weekend di sabato 12 e domenica13 luglio, sempre con una “line up” fittissima.

Ospite d’eccezione, dopo l’ondata di energia portata lo scorso martedì 8 luglio con la data internazionale dei “Thirty Seconds to Mars”sabato 12 luglio sarà l’attesissimo Irama, artista amato da un pubblico trasversale, capace di emozionare giovani e non, ad incantare Alba con un live memorabile e con tutte le sue “hit” che, ad oggi, gli hanno fatto collezionare 53 dischi di Platino e 4 oro e oltre 2,5 miliardi di streaming, consacrandolo come uno degli artisti di maggior successo nell’attuale panorama musicale italiano. A precederlo, il giovane “rapper” italo-tunisino di Genova Sayf , in una serata ricca di emozioni che sarà aperta da un altro ospite: il musicista, produttore, dj, manager e “talent scout” italo-argentino Shablo, accompagnato da tre musicisti e performer d’eccezione, Tormento e Joshua, già suoi soci nell’avventura sanremese, e Mimì, giovanissima e amatissima vincitrice dell’ultima edizione di “X Factor”.

Domenica 13 luglio, tornerà in scena il consueto e attesissimo appuntamento con la “Giornata Giovani”che negli ultimi anni ha caratterizzato il programma del Festival, rendendolo in grado di sintonizzarsi soprattutto con il pubblico dei giovani e dei giovanissimi, privilegiando i nuovi linguaggi ed abbattendo le barriere intergenerazionali.

Quattro gli artisti protagonisti di una “Giornata”, in collaborazione con “Banca D’Alba”, che infiammerà il pubblico con una maratona di oltre 5 ore di musica no-stop : il primo a calcare il palco del Festival sarà “Promessa” , giovane rapper milanese, il cui EP “Vite Sgrammate” , ha totalizzato più̀ di 1milione di stream in meno di un mese dalla sua uscita. A seguire sul palco salirà Nabi , artista classe 2004, madrelingua francese, originaria della Guinea Conackry (Africa occidentale). I suoi singoli “Felicità” in collaborazione con Néza“Guérrila” e “Plaquette” gli hanno permesso di posizionarsi tra i volti emergenti più̀ interessanti del nuovo panorama musicale.

La “Giornata Giovani” proseguirà̀ poi con il live di Kid Yugi, artista rapper italiano di Massafra (al secolo Francesco Stasi); riferimento soprattutto per i giovanissimi fonde musica “rap” e “urban” a citazioni letterarie e di spessore, creando un mix unico e innovativo. Il suo album del 2024 “I nomi del Diavolo” è stato il disco più ascoltato al mondo nei primi tre giorni dall’uscita su “Spotify” (“Top Albums Debut Global Chart”) oltre ad essere stato certificato 4 Platino e aver superato le 200mila copie.
Infine (momento clou della serata) sarà Sfera Ebbasta , il “Trap King” con 230 Dischi di Platino e 32 d’oro, oltre a una solida “fanbase multigenerazionale” che sfiora i 5milioni di “follower” su “Instagram”, a chiudere con un grande live la 17^ edizione di “Collisioni”. Indiscusso recordman di vendite e di sold out, torna sul palco di Collisioni per portare ad Alba la sua storia in musica, dalle origini alla fama globale con l’ultimo album “X2VR” , già quintuplo “Disco di Platino”.

E’ infine importante segnalare l’incontro e la collaborazione, anche quest’anno, fra “Collisioni” e “LoST-EU”, il progetto, sostenuto dall’Unione Europea, dedicato alla promozione in Italia e in Europa delle eccellenze casearie italiane.

Nell’area “ospitalità” sono state e saranno raccontate agli ospiti della manifestazione le storie e le qualità uniche del paniere di formaggi DOP : il Murazzano, il Roccaverano e l’Ossolano dal Piemonte, il Puzzone di Moena dal Trentino, lo Strachitunt dalla Lombardia, la Vastedda dalla Valle del Belice e il Pecorino Siciliano dalla Sicilia, e in ultimo ma non certo per importanza il Provolone del Monaco dalla Campania. Una nuova grande occasione per sensibilizzare anche il grande pubblico, specie quello dei giovani, al tema della sostenibilità, al rispetto per le tradizioni e per l’ambiente , temi chiave del progetto “LoST-EU”, che accomunano tutte le otto DOP di eccellenza del paniere.

I biglietti di “Collisioni” sono disponibili “online” o presso i punti vendita su “Ticketone” e sugli altri circuiti autorizzati.

Per info: www.collisioni.it

g.m.

Nelle foto: Pubblico (immagine di repertorio) e Irama

Da Fondazione Crt 31 ambulanze per Missione Soccorso

Grazie al bando Missione Soccorso, promosso dalla Fondazione Crtnel triennio 2023-2025 sono stati assegnati contributi per l’acquisto di 31 ambulanze destinate al servizio di emergenza sanitaria 118 a 29 associazioni Anpas del Piemonte.

L’iniziativa ha l’obiettivo di favorire il ricambio dei mezzi di soccorso non più convenzionabili, contribuendo al mantenimento dell’efficienza e dell’affidabilità del sistema di emergenza in Piemonte e Valle d’Aosta.

Le nuove ambulanze, moderne e attrezzate, rappresentano un investimento concreto nella sicurezza e nella salute dei cittadini, sostenendo l’attività quotidiana delle associazioni di volontariato Anpas, fondamentali per garantire una risposta rapida e capillare sul territorio.

Con questo intervento, la Fondazione Crt conferma il proprio impegno a favore della rete di soccorso territoriale e della qualità dei servizi di emergenza a beneficio della collettività.

La premiazione dei vincitori del bando Missione Soccorso (edizioni 2023-2024-2025) e Colonna Mobile Regionale è avvenuta alla Giornata del Soccorso 2025 che si è svolta presso la Margaria del Castello di Racconigi, il 10 luglio, alla presenza della presidente della Fondazione Crt Anna Maria Poggi, del segretario generale della Fondazione Crt, Patrizia Polliotto e dell’assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte Marco Gabusi.

Vincenzo Sciortino, presidente Anpas Piemonte: Grazie alla Fondazione Crt, Missione Soccorso non è solo un bando: è un investimento tangibile nel cuore pulsante del volontariato piemontese. Ogni ambulanza consegnata è un tassello in più nella costruzione di una rete di soccorso sempre più efficiente, moderna e vicina ai cittadini. È anche un riconoscimento concreto all’impegno quotidiano dei nostri volontari, che con passione garantiscono assistenza e sicurezza a tutte le comunità del territorio.

 

Anna Maria Poggi presidente della Fondazione Crt: «Per me, e per la Fondazione Crt che rappresento, questa è una giornata bellissima e molto significativa. È la prima volta che, come presidente, partecipo a questa premiazione e devo dire che è anche una giornata molto commovente. Un grazie particolare ad Anpas, un’associazione che stimiamo profondamente. Il nostro supporto nel tempo è stato rilevante, e continueremo a sostenerla anche in futuro. A partire da quest’anno, cercheremo di riservare una particolare attenzione al contributo per le ambulanze, soprattutto per le situazioni e i territori più fragili. Lo abbiamo già fatto quest’anno e continueremo a farlo, perché siamo consapevoli che si tratta di un aiuto importantissimo per le comunità locali e per garantire che tutti possano essere assistiti e accolti nei momenti più delicati e fragili della propria vita. Grazie ad Anpas, ai suoi vertici e a tutti i suoi volontari per ciò che fanno ogni giorno».

Le pubbliche assistenze Anpas beneficiarie del bando Missione Soccorso.

Edizione 2025, 12 ambulanze assegnate a: Avis Primo Soccorso Valenza (Al); Croce Bianca Acqui Terme (Al); Croce Verde Arquatese (Al); Associazione Ivrea Soccorso (To); Croce Bianca del Canavese di Valperga (To); Croce Verde di Bricherasio (To); Gruppo Volontari Ambulanza Verolengo (To); Asava Associazione Servizio Autisti Volontari Ambulanza di Grinzane Cavour (Cn); Associazione Volontari Autoambulanza Cortemilia (Cn); Associazione Volontari del Soccorso Dogliani (Cn); Croce Verde di Saluzzo (Cn); Var Volontari Ambulanza Roero di Canale (Cn).

Edizione 2024, 11 ambulanze assegnate a: Croce Verde Mombercelli (At), Croce Verde Alessandria (Al), Croce Verde Casale Monferrato (Al), Croce Verde None (To), Croce Verde Rivoli (To), Vasc Volontari Assistenza e Soccorso Caravino (To), Croce Verde Torino (To), Croce Verde Villastellone (To), Vssc Volontari Soccorso Sud Canavese (To), Croce Bianca Fossano (Cn), Croce Verde Verbania (Vco).

Edizione 2023, 8 ambulanze assegnate a: Croce Verde di Montemagno (At); Croce Verde Felizzano (Al); Croce Verde None (To); Croce Verde Torino (To); Croce di Collegno (To); Croce Verde di Porte (To); Croce Verde Gravellona Toce (Vco); Corpo Volontari Soccorso Villadossola (Vco).

 

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta 81 associazioni di volontariato, con 16 sezioni distaccate, 10.695 volontari (di cui 4.242 donne), 5.388 soci e socie e 741 dipendenti (di cui 86 amministrativi). Dispone di 472 autoambulanze, 265 automezzi per il trasporto di persone in situazione di disabilità, 242 mezzi per il trasporto persone e per la protezione civile, oltre a 4 imbarcazioni. Complessivamente, ogni anno svolge 594.623 servizi, di cui 200.399 in emergenza-urgenza 118, percorrendo 20.209.167 chilometri, di cui 4.765.067 legati ai servizi di emergenza.

Srebrenica, 11 luglio 1995. Il buco nero della storia

 

Srebrenica portava l’antico nome latino di Argentaria che si può tradurre in “città dell’argento”. Prima del 1992 era conosciuta per le terme, l’estrazione di salgemma e le miniere. Poi, dissoltasi la Jugoslavia, la storia si è incaricata di consumare tra quelle montagne della Bosnia orientale l’ultimo genocidio in terra europea dalla fine della seconda guerra mondiale. Più di ottomila (ma è più probabile che il numero si elevasse a circa diecimila) musulmani bosgnacchi vennero trucidati dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache e dai paramilitari serbi. L’atroce crimine di massa venne consumato trent’anni fa, tra l’11 e il 21 luglio 1995, dopo che la città, assediata per tre anni e mezzo, il era caduta nelle mani del generale Ratko Mladić. Nel marzo del 1993 Srebrenica era stata proclamata enclave dell’Onu, in virtù della risoluzione 819. In pratica l’intera area doveva essere protetta, difesa. Le cose andarono diversamente quando i serbo-bosniaci misero in atto l’attacco finale. I caschi blu abbandonarono le loro posizioni, consegnarono le armi senza sparare un colpo e si acquartierarono nella loro base nel sobborgo di Potočari. Così, senza muovere un dito, la comunità internazionale volse lo sguardo altrove e quarantamila persone furono lasciate nelle mani delle forze serbo-bosniache e dei paramilitari che tra l’11 e il 13 luglio separarono le donne e i bambini dagli uomini considerati in età militare (dai dodici ai settant’anni), deportando le prime e massacrando in una decina di giorni di sangue e violenza tutti i maschi. Non risparmiarono nemmeno molte donne, soprattutto le più giovani, che vennero prima stuprate e in diversi casi uccise sotto gli sguardi spenti e vuoti dei caschi blu.

 

Seguendo la logica della cancellazione della memoria e delle identità, gli esecutori dell’eccidio privarono le vittime dei documenti, bruciandoli. Poi gettarono gli uomini, compresi quelli feriti ma ancora vivi, nelle fosse comuni. Alla fine del conflitto, per nascondere le prove del genocidio, queste fosse vennero riaperte con le ruspe dagli stessi carnefici e i resti delle vittime trasportati, orribilmente mutilati, in fosse comuni secondarie, più piccole, o addirittura terziarie. Nel 2003 l’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton inaugurò il Memoriale di Potočari e il grande cimitero. L’anno dopo, il 19 aprile 2004, il Tribunale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia (Tpi) definì quello di Srebrenica un genocidio. Quasi tre anni dopo, il 26 febbraio 2007, la Corte internazionale di giustizia dell’Aja negò le responsabilità dirette della Serbia, asserendo che l’unica colpa di Belgrado fu non aver fatto tutto il necessario per prevenirlo. La Corte, con la medesima sentenza negò i diritti al risarcimento per i famigliari delle vittime. Poi vi furono gli ergastoli per Radovan Karadžić e Ratko Mladić e, piano piano, senza mai arrivare fino in fondo per affermare la giustizia, si fece strada il negazionismo e venne steso un certo velo d’oblio su quella tragedia balcanica segnata da delitti, pulizia etnica, stupri di massa. Ora, trent’anni dopo, le coscienze civili di mezzo mondo si stanno ribellando di fronte a ciò che accade nella Striscia di Gaza. Dal 7 ottobre 2023, giorno dei criminali attentati terroristici di Hamas in Israele, a Gaza sono morte più di 60 mila persone a causa degli attacchi israeliani. Tra i morti, più di 15 mila sono bambini, moltissime le donne e gli anziani. Gaza non doveva diventare come Srebrenica ma è andata decisamente oltre. La politica di Netanyahu e dell’estrema destra israeliana è una miscela infernale di violenza, sadismo e persecuzione che ricorda terribilmente il disegno di pulizia etnica perseguito da Radovan Karadžić e Ratko Mladić. A Gaza come a Srebrenica si è aperta una porta sull’inferno e non si può voltare la testa da un’altra parte. In molti, colpevolmente, lo fecero allora con l’indifferenza di chi pensava che quell’orrore fosse “affare loro”, frutto di odi religiosi o etnici nonostante fosse un falso clamoroso perché fede ed etnie non c’entravano nulla in quella tragedia costruita per fini di potere e sottomissione da chi inneggiava, in un delirio ultra nazionalista, alla “grande Serbia”.

 

Affermare che si deve riconoscere lo Stato di Palestina e porre fine all’occupazione, investendo nella costruzione della pace e della giustizia, per la sicurezza di tutti i popoli di quell’area mediorientale, e che per questo serve urgentemente una conferenza internazionale di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite, sembra pura utopia eppure è l’unica via per uscirne. Non si può far finta di nulla con gli aiuti spesso bloccati al valico di Rafah mentre migliaia di bimbi muoiono di fame, i superstiti che si nutrono di erba e si spostano ogni giorno per sfuggire alle bombe o sono messi nel centro del mirino dei soldati di Tel Aviv. Non è questione nominale, ma di concreta realtà sostenere che nella Striscia di Gaza si sta consumando un genocidio. Ciò che accade è visibile a tutti, esattamente come durante la prima metà della “decade malefica” delle guerre nei Balcani sul finire del secolo scorso, da Mostar a Sarajevo, da Višegrad a Srebrenica. Come allora i giornalisti sono diventati bersagli. Soprattutto i palestinesi. I giubbotti con la scritta Press rappresentano un obiettivo da colpire. E’ la storia che si ripete come al tempo in cui si raccontava con un microfono, un taccuino, una macchina fotografica o una telecamera l’orrore quotidiano delle città assediate sull’altra sponda dell’Adriatico. Hanno ragione i reporter a sostenere che a Gaza fare informazione è un atto di resistenza contro lo sterminio, la distruzione programmata, l’annientamento sistematico di tutto ciò che può servire a produrre e vivere. Anche trent’anni fa a Srebrenica era più semplice morire che sopravvivere. E come allora è intollerabile l’indifferenza di leader e governi europei che vanno costretti ad assumere un’azione decisa affinché pace e giustizia non siano parole vuote.

Marco Travaglini

“Joyful green together!” per ridurre l’impatto delle feste di laurea

“Joyful green together!” è il claim della campagna di comunicazione e sensibilizzazione avviata dal Politecnico di Torino in collaborazione con Città di Torino e Amiat Gruppo Iren per ridurre l’impatto ecologico dei festeggiamenti di laurea. L’obiettivo è rendere un momento di gioia e celebrazione, come quello delle proclamazioni dei neo-dottori e dottoresse, anche occasione per promuovere la sostenibilità, garantendo allo stesso tempo il rispetto degli spazi comuni e cittadini.

Infatti, a fronte di problematiche ambientali e di decoro urbano causate da coriandoli, fumogeni, rifiuti abbandonati e affissioni non autorizzate, a partire dalla scorsa sessione di proclamazioni l’Ateneo, insieme ai partner, ha avviato una campagna di sensibilizzazione e interventi concreti per promuovere comportamenti più responsabili.

La campagna si fonda su un appello alla responsabilità da parte dei laureandi e delle laureande e delle loro famiglie e amici: è stato fornito un decalogo di comportamenti sostenibili realizzato in collaborazione con il Green Team di Ateneo e promosso sui canali di comunicazione digitali e social, ma proposto anche durante le cerimonie di laurea con segnaletica apposita e messaggi sugli schermi.

Per invogliare dottori e dottoresse ad abbandonare i coriandoli, che risultano essere una delle problematiche ambientali più impattanti dei festeggiamenti, l’Ateneo ha poi offerto a chi ha conseguito il titolo nella sessione primaverile delle bolle di sapone realizzate ad hoc per la campagna: un’alternativa ecologica ai coriandoli, con packaging in bioplastica.

Grazie a Città di Torino e Amiat Gruppo Iren, infine, sono stati potenziati i punti di raccolta con contenitori per vetro, carta, plastica e indifferenziato dedicati ai festeggiamenti. Nello specifico, sono stati messi a disposizione, durante le sessioni di laurea, 24 contenitori suddivisi tra le diverse frazioni; il contributo di Amiat prevede inoltre interventi di pulizia e uno svuotamento ad hoc dei cestini nelle giornate dei festeggiamenti

I primi risultati sono incoraggianti: è in corso un monitoraggio giornaliero attivo da luglio 2024, che dimostra come nella sessione di marzo-aprile 2025, 9 rilevazioni su 10 hanno registrato un uso di coriandoli inferiore alla media e 6 su 10 una riduzione delle affissioni non autorizzate. L’iniziativa intende proporsi come un progetto pilota per stimolare i cittadini a trovare soluzioni sostenibili anche per altri momenti di festa in spazi pubblici di Torino.

 

«Con la campagna “Joyful green together!” vogliamo dimostrare che la sostenibilità può essere parte integrante dei momenti più belli della vita accademica. Celebrare la laurea in modo consapevole significa non solo rispettare l’ambiente e la città che ci ospita, ma anche rafforzare il senso di comunità e responsabilità che caratterizza il nostro Ateneo. I risultati ottenuti finora ci incoraggiano a proseguire su questa strada, valorizzando comportamenti positivi e coinvolgendo attivamente studentesse, studenti e le loro famiglie in un cambiamento culturale concreto», commentano Silvia Barbero, Vicerettrice per la Comunicazione e la Promozione del Politecnico e Fulvio Corno, Vicerettore per la Formazione.

 

“Ogni piccolo gesto può fare la differenza quando si parla di sostenibilità ambientale. Questa campagna è un esempio concreto di come, anche nei momenti di festa, si possano adottare comportamenti alternativi che rispettano l’ambiente, senza rinunciare alla gioia della celebrazione. Come Città di Torino, stiamo lavorando con il Politecnico di Torino e altri partner per raggiungere la neutralità climatica, grazie agli impegni che sono stati inseriti nel Climate City Contract, nell’ambito della missione europea NetZeroCities: tra questi, una buona raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti sono degli step fondamentali. “Joyful green together!” ci invita a ripensare le nostre abitudini in modo creativo e consapevole, contribuendo a rendere Torino una città più sostenibile e vivibile per tutte e tutti.”, aggiunge Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione ecologica e digitale della Città di Torino.

“Siamo orgogliosi di contribuire a un progetto che coinvolge gli studenti dell’ateneo, responsabilizzandoli ma, allo stesso tempo, rendendoli protagonisti di un impegno concreto per l’ambiente. Questa iniziativa si inserisce pienamente nell’impegno quotidiano di Amiat a creare alleanze capaci di promuovere comportamenti sostenibili, educare al rispetto della città e rafforzare la cultura ambientale delle nuove generazioni: insieme al Politecnico e alla Città di Torino, vogliamo dimostrare che è possibile celebrare, con responsabilità” conclude Paola Bragantini, Presidente Amiat.

Museo Ferroviario Diffuso Piemontese, presentato il progetto

Ieri presso la stazione ferroviaria di Pessinetto (To), l’Assessore al Patrimonio Gian Luca Vignale ha presentato ai sindaci e realtà sociali del territorio (GAL, Consorzio Operatori Turistici etc) il progetto del Museo Ferroviario Diffuso Piemontese e il piano di valorizzazioni delle stazioni e dei beni afferenti ad essa della tratta Torino-Ceres.

L’obiettivo del progetto sarà creare un percorso di sviluppo unitario e organico del patrimonio ferroviario, parte di una strategia di crescita concordata che rappresenti un’occasione di sviluppo per il territorio e i cittadini, nonché un’opportunità di visibilità e promozione per tutte le Valli.

L’impegno è quello di mantenere l’identità ferroviaria valorizzando ogni singola tappa quale parte integrante e integrata di un progetto unitario lungo tutta la tratta Torino – Ceres.

Le potenzialità di sviluppo sono state illustrate nel corso dell’incontro di Pessinetto e vanno da un utilizzo turistico-ricettivo, sia come punto tappa di percorsi turistici che come bar o ristornati, B&B e foresterie, oppure come locali commerciali, luoghi per esposizioni, mostre ed eventi artistici e culturali.

Le stazioni potranno diventare vetrine per la promozione turistica del territorio o essere adibite a punti museali del progetto di Museo Ferroviario Diffuso Piemontese, ospitando anche materiale rotabile storico che potenzierebbe ulteriormente la capacità di ogni stazione in termini di spazi ed opportunità di sviluppo.

Un’offerta turistica di grande interesse culturale sarà presentata agli oltre 500 mila visitatori della Reggia di Venaria. Attrarne anche solo una piccola percentuale significa un impatto per i comuni della tratta assolutamente significativo.

Infine, le stazioni rappresenteranno hub turistici importanti per le attività outdoor delle Valli, concorrendo ad un ulteriore sviluppo di questo settore sempre più importante per i borghi valligiani e il territorio.

“A distanza di tre mesi, tracciamo una nuova linea sul percorso intrapreso per recuperare, restaurare e valorizzare l’intera tratta Torino-Ceres, per farne un polo attrattivo, investendo su progetti in grado di rafforzare la sua identità ferroviaria. Un’importante sfida, che vede la Regione impegnata in prima fila e allo stesso tempo aperta al confronto e dialogo con tutte le Amministrazioni locali, il GAL, il Consorzio Operatori Turistici e le Associazioni territoriali coinvolte direttamente e indirettamente lungo il percorso ferroviario. La Regione si impegna a sostenere il percorso di sviluppo dell’identità ferroviaria e gli interventi di valorizzazione e riqualificazione intervenendo sul patrimonio regionale mediante l’utilizzo combinato di differenti contenitori programmatici, di risorse provenienti da Fondi regionali,

statali ed europei, adottando misure e condizioni di agevolazione a favore dei soggetti fornitori (es. nella gestione del bene di proprietà, il gestore potrà beneficiare di un canone di locazione agevolato/scontato..). Su questa progettualità abbiamo già investito 4,9 milioni di euro a dimostrazione della volontà di portare avanti con determinazione il piano di valorizzazione. Quest’oggi a Pessinetto ho apprezzato l’importante presenza di Sindaci, presidenti di associazioni territoriali, Gal, Consorzio, e molti altri, segno dell’interesse che desta il progetto e delle riconosciute potenzialità di ricaduta sociale ed economica per il territorio e i comuni della Torino-Ceres” dichiara Gian Luca Vignale, Assessore al Patrimonio.

 

Regione: campagna di prevenzione degli annegamenti

La Regione Piemonte partecipa alla campagna di prevenzione degli annegamenti promossa dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Sicilia. In previsione delle vacanze estive, periodo durante la quale si registra il picco di incidenti, l’Istituto ha lanciato (insieme alle regioni che hanno aderito al progetto) un video in cui il pesciolino Salvo spiega ai genitori cosa fare per prevenire gli incidenti.

I dati

  • più di metà degli annegamenti delle piscine riguarda i bambini fino a 12 anni
  • di tutti i morti per annegamento (in media 330 all’anno in Italia) il 12% ha meno di 18 anni

Lo sottolinea il secondo rapporto dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione nell’ultimo report ISS.

In base ai dati disponibili (fonti ISTAT e ISS) in Italia muoiono ogni anno per annegamento in media circa 328 persone, di tutte le età.
Tra il 2017 e il 2021 sono morte per annegamento 1642 persone. Di queste, il 12.5% (ovvero 206) aveva un’età da 0 a 19 anni.
Ogni anno si registrano 41 decessi che riguardano bambini o ragazzi adolescenti, con i maschi che rappresentano un cospicuo 81% di tutte le mortalità per annegamento in età pediatrica, mentre gli adolescenti rappresentano, da soli, il 53.4% di tutti gli annegamenti da 0 a 19 anni.

Nella quasi totalità dei casi, il bambino annega perché è sfuggito all’attenzione dei genitori, cade in acqua o finisce, giocando in acqua, nell’acqua fonda. Anche le piscine domestiche hanno contribuito a elevare il numero di incidenti e di annegamenti, e il 53% degli annegati nelle piscine sono bambini fino a 9 anni. L’acqua esercita infatti un’attrazione fatale su qualsiasi bambino. In particolare, nelle piscine gonfiabili a uso domestico il rischio che un bambino piccolo si rovesci dentro è molto elevato.

Errori e falsi miti

Fra le cause più comuni di annegamento infantile:

  • mancata o inadeguata supervisione da parte degli adulti, spesso distratti da altre attività (conversazione, sorveglianza di più bambini, lettura, telefono)
  • convinzione che, in caso di incidente, il bambino possa chiedere aiuto o manifestare di essere in difficoltà facendo schizzi, rumori o gridando

I consigli per limitare gli incidenti

Durante la stagione estiva è fondamentale, per chi va al mare, al lago o in piscina, seguire alcuni consigli per prevenire gli annegamenti.
Ecco i consigli principali:

  • immergersi preferibilmente in acque sorvegliate dove è presente personale qualificato in grado di intervenire in caso di emergenza
  • evitare di immergersi in caso di mare mosso o in prossimità di specchi d’acqua dove sono presenti correnti di ritorno
  • osservare attentamente la segnaletica e seguire le indicazioni dei sorveglianti
  • sorvegliare sempre in maniera continuata i bambini in acqua o in prossimità di un qualsiasi specchio d’acqua, soprattutto nelle piscine domestiche o private
  • educare i bambini all’acquaticità fin da piccoli: insegnare loro a nuotare e a comportarsi in acqua in modo sicuro può ridurre in maniera significativa il rischio di incidenti
  • evitare di tuffarsi in acqua repentinamente dopo aver mangiato o dopo un’esposizione prolungata al sole
  • evitare tuffi da scogliere o in zone non protette e prestare attenzione a immergersi solo in acque di profondità adeguata
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Morto motociclista investito da minicar

Era ricoverato in condizioni disperate al Cto di Torino,  trasferito dall’ospedale Maggiore di Chieri, e nonostante le cure non ce l’ha fatta. È morto il motociclista 38enne investito da una minicar guidata da una giovane conducente. La ragazza rischia la denuncia per omicidio stradale.

Trofeo Ma-Bo a Torino

IL TORINESE WEB TV

TUTTO PRONTO AL NORD TENNIS PER IL MA-BO NUMERO 15, 30.000 $ ITF FEMMINILE DAL 14 AL 20 LUGLIO

La città ospita ormai da molti anni un appuntamento internazionale nel settore femminile che fa della tradizione e della capacità di aver lanciato delle giovani poi diventate campionesse assolute del panorama di settore le sue note dominanti. Stiamo parlando del Trofeo Ma-Bo che andrà in scena per la 15esima volta e sui classici campi immersi nel verde del Parco della Pellerina del Nord Tennis Master Club Torino. L’appuntamento è molto conosciuto e apprezzato nel circuito ITF è sarà un W35 con 30.000 $ di montepremi, con giornate di qualificazione il 14 e il 15 luglio, main draw dal 15 al 20. La direttrice del torneo sarà, come nel 2024, Manuela Medros. Tra le date da fissare nel corso della settimana di main draw, che sarà di singolare e doppio, c’è anche quella del pool-party, il 15 luglio. L’acceptance list ufficiale vede tra le iscritte la bulgara Gergana Topalova, 25 anni e con un best ranking di numero 210 WTA (attualmente 349). E’ seguita dalla prima azzurra in lista, la toscana Tatiana Pieri, attuale 376 WTA, cresciuta con la sorella Jessica e a livello giovanile con la stessa Jasmine Paolini. Da seguire con attenzione anche la croata Bagaric e la brasiliana Ce. Oggi numero 414 WTA ha un passato da numero 221. Altre azzurre sono di diritto in main draw. Rispondono ai nomi di Federica Urgesi, Camilla Zanolini e Alessandra Mazzola. Il tabellone sarà arricchito dalle wild card, concesse dalla FITP e dal circolo. Una per il main draw è andata alla torinese Chiara Fornasieri, un’altra per le qualificazioni a Maria Gaia Meneguzzo, atleta di casa. Ingresso gratuito per l’intera settimana e spettacolo assicurato sulle tribune naturali del circolo.

FRANCESCO VALENTE

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Bartoli: “Il Piemonte al centro del confronto sul nucleare”

In V Commissione audizione di associazioni ed esperti sul tema dell’energia atomica

Si è tenuta oggi pomeriggio, presso la V Commissione del Consiglio regionale del Piemonte (Ambiente, Energia), l’audizione del Comitato Nucleare e Ragione, di Pro Natura Torino e dell’Associazione Rifiuti Zero Piemonte sul tema dell’energia nucleare. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto articolato e costruttivo sulle prospettive energetiche del Piemonte, anche alla luce dei dibattiti nazionali in corso sul possibile ritorno al nucleare.

Il Presidente della Commissione e Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente – Piemonte Moderato e Liberale) sottolinea “la necessità di un approccio scientifico, razionale e aperto a tutte le possibilità offerte dalla tecnologia e dalla ricerca. Ringrazio ciascuno degli esperti che hanno partecipato all’audizio per il contributo fornito a una discussione di grande attualità.

“In un contesto in cui il fabbisogno energetico è in costante crescita – ha dichiarato Bartoli – è fondamentale valutare con attenzione tutte le opportunità che la scienza e la tecnologia mettono a disposizione. La ricerca non si deve fermare, e la scelta della soluzione migliore non può prescindere da una valutazione complessiva a 360 gradi. In attesa che la tecnologia, unitamente a un consumo più razionale, ci offra la possibilità di utilizzo soltanto di rinnovabili per il nostro fabbisogno, è necessario combinare in modo intelligente fonti energetiche rinnovabili e nucleare, nel rispetto di un principio imprescindibile: non incrementare le emissioni di gas serra e garantire la massima sicurezza per le persone e per il territorio. In questo senso il nucleare offre garanzie di sviluppo nel medio termine di tecnologie sicure che permettano il riutilizzo delle scorie e uno sfruttamento più efficiente del materiale nucleare.

Bartoli pone l’accento anche sul contenimento delle bollette: ”E’ fondamentale, inoltre, non trascurare la questione, ogni anno più rilevante dal punto di vista dei costi delle bollette, della dipendenza energetica del nostro Paese dalle importazioni. La transizione a modalità di produzione di energia rispettose dell’ambiente non può prescindere da considerazioni di sostenibilità, tanto per i costi per le Istituzioni, quanto soprattutto per i cittadini, le famiglie e le imprese che di quell’energia sono gli utilizzatori finali e che ne pagano, direttamente e indirettamente, i costi”.

Conclude Bartoli: Con siti come Trino e Saluggia, poli universitari d’eccellenza e imprese high-tech, il Piemonte può candidarsi a hub nazionale per ricerca, decommissioning e formazione nel settore nucleare avanzato.

Il Presidente Bartoli ha infine ribadito l’impegno della Commissione Ambiente nel continuare il confronto con tutte le realtà del territorio, nella consapevolezza che la sfida energetica richiede visione, responsabilità e partecipazione: “Valuteremo l’opportunità e le modalità per la costituzione di un tavolo permanente di confronto sul nucleare in Piemonte” chiude Bartoli.