ilTorinese

“Caduto intonaco nel carcere di Torino”

Questa mattina, intorno alle ore 10:40, presso il terzo piano del Padiglione B della Casa Circondariale di Torino, nella rotonda del padiglione, si è verificato il cedimento di una parte consistente dell’intonaco del solaio.

Secondo le prime informazioni, al distacco potrebbe aver contribuito anche il maltempo che nelle ultime ore sta interessando la città. Fortunatamente non si registrano feriti né tra il personale di Polizia Penitenziaria né tra la popolazione detenuta. L’area interessata è stata immediatamente messa in sicurezza per evitare ulteriori rischi.

“A questo episodio – dichiara Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – si aggiunge l’ennesima conferma delle condizioni critiche in cui versano molte strutture penitenziarie del Paese. Da anni il SAPPE denuncia lo stato fatiscente di diversi istituti e sollecita interventi urgenti di manutenzione e messa in sicurezza, a tutela del personale di Polizia Penitenziaria e dei detenuti”.

Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Quanto accaduto a Torino dimostra ancora una volta come il problema dell’edilizia penitenziaria sia una questione nazionale che non può più essere rinviata. Per questo rivolgiamo un appello al Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria, Marco Doglio, affinché disponga un monitoraggio nazionale sullo stato delle carceri italiane. È necessario verificare con urgenza le condizioni strutturali degli istituti del Paese per garantire sicurezza al personale di Polizia Penitenziaria e ai detenuti”.

Il SAPPE rinnova quindi la richiesta di interventi concreti e programmati sull’edilizia penitenziaria, per prevenire situazioni di rischio e assicurare adeguati standard di sicurezza all’interno degli istituti.

Un eroe italiano, iniziate le riprese

Sono iniziate lo scorso 27 febbraio le riprese del film Un eroe italiano, da un’idea di Yousuf Saeid diretto da Duccio Chiarini alla sua terza regia per il cinema dopo Short Skin e  L’ospite, con protagonisti Andrea Pennacchi (Le città di pianura, Primavera, Berlinguer – la grande ambizione),  Enrico Tijani (Mare Fuori) affiancati sul set da Valentina Romani e Iaia Forte.

Le riprese si svolgeranno a Torino per sette settimane.

Scritto da Giulia Gianni e Duccio Chiarini con la collaborazione di Yousuf Saeid e Paola Rota, Un eroe italiano è prodotto da Rosamont (Le sorelle Macaluso, Leggere Lolita a Teheran, Gli oceani sono i veri continenti) con Rai Cinema, con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund”, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e del Fondo Regionale per l’Audiovisivo del FVG.

Per Rosamont realizzare questa commedia è come scrivere il lieto fine di una favola. Il desiderio di Yousuf Saeid di raccontare le vicende di un migrante scorretto nasce dalla sua volontà di rappresentare un’umanità fragile e difettosa, senza moralismi, con tanta ironia. Nessuno meglio di Duccio Chiarini può valorizzare questo racconto delicato e divertente, con poesia, rispetto e intelligenza” – ha dichiarato Marica Stocchi, produttrice Rosamont.

Yousuf Saeid (conosciuto come MC Swat) arriva in Italia otto anni fa dopo essere stato costretto a lasciare  la Libia , per lo stile provocatorio del suo rap.

Colpito dal razzismo e dal pietismo verso i migranti, Yousuf ha pensato di proporre a Rosamont una storia per il cinema che raccontasse finalmente le vicende di un migrante imperfetto, arrogante, perché “i migranti sono sempre visti come vittime o come minaccia, mai come esseri umani.

Aigo (Enrico Tijani) è un giovane migrante. È in Italia da un po’ e sogna di andarsene presto, appena riuscirà a ottenere i documenti necessari. E’ pronto a tutto per averli, anche a compiere un atto eroico.

Antonio (Andrea Pennacchi) è un colonnello dei carabinieri in pensione, vedovo e misantropo, deluso dalla vita, arrabbiato col mondo e in conflitto con la figlia. Abbracciando i più ovvi luoghi comuni cerca costantemente qualcuno con cui prendersela.

L’incontro tra i due, imprevedibile e rocambolesco, costringerà Aigo e Antonio – se pur diversi, uniti dalla solitudine e dalla rabbia – a mettere in discussione i pregiudizi che li hanno guidati fino ad allora per aprire finalmente  il proprio cuore agli altri.

Violenza di genere: quasi 7 milioni di nuove risorse per il Piemonte. Rafforzati Centri antiviolenza, case rifugio e CUAV

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio, Cuav e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia”.

Nuove risorse per rafforzare la rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere in Piemonte: 6,8 milioni di euro, destinati al sostegno dei Centri antiviolenza, delle case rifugio e dei Centri per autori di violenza (CUAV) e alle azioni di prevenzione della violenza di genere.

Le risorse, assegnate dal governo con il riparto del Dpcm del 29 dicembre 2025, saranno destinate in particolare a: 2,18 milioni di euro per il sostegno ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, 1,78 milioni di euro per le azioni previste dal Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne, 500 mila euro per la realizzazione di nuovi Centri antiviolenza, 1,46 milioni di euro per nuove Case rifugio, 438 mila euro per la formazione degli operatori, 36.500 mila euro risorse dedicate alla prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e 416.465 mila euro fondo contro le discriminazioni e la violenza di genere.

L’assessore Chiarelli

In Piemonte operano attualmente 22 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio, che nel 2024 hanno preso in carico quasi 4.000 donne, confermando il ruolo centrale della rete territoriale nel supporto e nell’accompagnamento delle vittime verso percorsi di autonomia.

Alle risorse destinate alla rete di protezione si aggiungono anche 219 mila euro assegnati alla Regione Piemonte per rafforzare i percorsi di orientamento e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, con l’obiettivo di favorire l’autonomia economica e il reinserimento nel mondo del lavoro attraverso progettualità sviluppate in collaborazione con i Centri antiviolenza e le reti territoriali.

Un ulteriore capitolo riguarda il sostegno ai Centri per uomini autori di violenza (CUAV), strumenti fondamentali nella strategia di prevenzione. Per il 2026 la Regione Piemonte destinerà 518.563 euro ai 17 centri attivi sul territorio, iscritti all’Albo regionale istituito con la legge regionale n.10 del 2024.

Nel 2024 i CUAV piemontesi hanno preso in carico 708 uomini, con una distribuzione differenziata tra i centri: alcuni più recenti hanno seguito meno di 20 persone, mentre altri hanno superato i 100 percorsi di accompagnamento.

Per questo la Regione ha introdotto nuovi criteri di riparto delle risorse, che tengono conto sia della presenza territoriale dei centri sia dell’effettivo numero di utenti seguiti: 60 per cento delle risorse suddiviso in parti uguali tra i 17 centri (circa 18.300 euro ciascuno) per garantire continuità operativa; 40 per cento delle risorse ripartito in base al numero di uomini presi in carico con percorsi di accompagnamento nel corso del 2025. La Regione valuterà inoltre, nei prossimi mesi, la possibilità di incrementare ulteriormente le risorse per il 2026, qualora si rendano disponibili economie derivanti da annualità precedenti.

«Il contrasto alla violenza di genere è una priorità assoluta che richiede un impegno costante delle istituzioni e una rete territoriale solida e strutturata – dichiara l’assessore regionale alle Pari opportunità, Marina Chiarelli – Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia.

Allo stesso tempo – prosegue Chiarelli – riteniamo fondamentale intervenire anche sul versante della prevenzione e della responsabilizzazione degli uomini autori di violenza. I Centri per uomini autori di violenza rappresentano uno strumento importante perché lavorano sulle cause profonde del fenomeno, aiutando gli uomini a riconoscere comportamenti violenti e a intraprendere percorsi di cambiamento. Come Regione Piemonte continueremo a investire su questa rete di servizi, valorizzando il lavoro degli operatori e rafforzando la collaborazione con il territorio, con l’obiettivo di garantire sempre più strumenti di protezione, prevenzione e autonomia per le donne vittime di violenza sole e/o con figli».

CS

In corso le riprese piemontesi di “Brianza”

Il nuovo lungometraggio del regista e produttore torinese Simone Catania

Il 25 febbraio scorso sono iniziate le riprese piemontesi di “Brianza”, lungometraggio diretto dal regista e produttore torinese Simone Catania che, ispirandosi a un fatto di cronaca, ripercorre
le vicende di Giorgio Farina (interpretato da Fausto Russo Alesi), uomo onesto che compirà un reato a causa del disagio derivato dalle dinamiche sociali e culturali di una cittadina di periferia.

Le riprese, che si concluderanno il prossimo 16 marzo per proseguire successivamente in Lombardia e in Svizzera, hanno coinvolto diverse location di Torino, tra le quali l’Armeria Majerna di Piazza XVIII Dicembre e alcuni spazi in via Negarville, presso la Circoscrizione 5, oltre a Chivasso, Giaveno, Sant’Ambrogio e Venaria, tutti Comuni aderenti alla Rete regionale.

“Brianza rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e territorio – ha dichiarato Beatrice Borgia, presidente di Film Commission Torino Piemonte – avendo intercettato sia le risorse della Fondazione Compagnia di San Paolo, attraverso il bando sviluppo, sia quelle della Regione Piemonte tramite il bando produzione. Un percorso produttivo di livello internazionale che
la società torinese Indyca ha saputo strutturare in maniera esemplare”.

“Il Sistema Cinema Piemonte rappresenta un importante driver di sviluppo con significative ricadute economiche sul territorio – ha dichiarato Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo – si tratta di un comparto capace di attivare risorse e finanziamenti, generando valore e nuove opportunità. In questo quadro e coerentemente con i nostri obiettivi strategici, si inserisce il sostegno della Compagnia al Fondo Sviluppo per Film e Serie TV promosso da FCTP, che supporta la prima e più delicata fase iniziale dei progetti audiovisivi, accompagnandoli verso la produzione e contribuendo così ad attrarre nuovi investimenti, attivare una spesa qualificata sul territorio e rafforzare l’intera filiera del settore. Il film del regista Simone Catania è per noi motivo di grande soddisfazione poiché tra i primi progetti che arrivano a realizzarsi a partire proprio dall’opportunità offerta dal nostro Fondo Sviluppo. Un esempio concreto di come, anche in ambito culturale, sia necessario investire sugli ecosistemi per accompagnare l’evoluzione dei concept culturali verso progetti produttivi solidi e distribuibili sul mercato cinematografico”.

Prodotto da Indyca Beauvoir Films in collaborazione con Rough Cat Brianza, il film è realizzato con il contributo del FESR Piemonte 2021-2027 – Bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Film Tv Development Fund e vede un forte coinvolgimento di maestranze locali, pari a circa il 70% dell’intera troupe.

Mara Martellotta

Anima Festival 2026 si arricchisce di un ospite di eccezione, Sal da Vinci

Per la sua unica data del tour in Piemonte

Un altro fantastico artista si aggiunge allo straordinario parterre musicale di Anima Festival 2026. Martedì 21 luglio a salire sul palco dell’anfiteatro  dell’Anima di Cervere sarà il vincitore del Festival di Sanremo, Sal da Vinci.
Reduce dal trionfo sanremese con il brano “Per sempre sì” , Sal da Vinci inaugura la sua nuova stagione del vivo con il tour estivo 2026, che prenderà il via il 18 luglio all’Arena della Regina di Cattolica  e attraverserà l’Italia toccando festival e arene tra i più  importanti della stagione.
Cervere rappresenta l’unica tappa in Piemonte della sua tournée. Lo spettacolo accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale che intreccia I brani più  amati della carriera dell’artista, con quelli che stanno segnando questo nuovo capitolo artistico, offrendo uno show costruito per esaltare la dimensione live e la forte intensità interpretativa che da sempre contraddistingue Sal da Vinci.
La vittoria a Sanremo ha segnato una tappa decisiva nel percorso dell’artista, confermandone la capacità di unire tradizione melodica, sensibilità contemporanea e grande forza emotiva. Con “Per sempre sì” rappresenterà  l’ Italia al prossimo  Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna.
Il successo del brano continua anche sulle piattaforme digitali. Il video ufficiale di “Per sempre sì” ha già superato i 10 milioni di  visualizzazioni, contribuendo a consolidare una popolarità che conta centinaia di milioni di streaming complessivi.
La prevendita dei biglietti per il concerto di Cervere partirà in esclusiva su TicketOne  per cinque giorni da venerdì 13 marzo alle ore 14, mentre la vendita generalizzata su tutti i circuiti online e nei punti autorizzati prenderà il via mercoledì 18 marzo alle ore 11.
L’appuntamento con Sal da Vinci, che gli organizzatori Ivan e Natascia Chiarlo hanno definito l’”avverarsi di un sogno”, si inserisce in un cartellone 2026 particolarmente ricco con cui Anima Festival celebra il proprio decennale.

Il programma prenderà il via venerdì 10 luglio con Emma Marrone, attesa per l’unica data piemontese del suo tour estivo in modalità “tutti in piedi”. Domenica 12 luglio sarà  la volta di Madame con ‘Madame Tour Estate 2026’, mentre giovedì 16 luglio salirà sul palco Serena Brancale.
Sabato 18 luglio tornerà nell’Anfiteatro dell’Anima Luca Carboni con il tour Rio Ario, a nove anni di distanza dalla sua precedente esibizione a Cervere, seguito, martedì 21 luglio, da Sal da Vinci.
Il decennale della manifestazione vivrà poi un momento speciale a settembre con un vero e proprio evento nell’evento e l’arrivo, il 3 settembre, di Riccardo Cocciante, con “Io Riccardo Cocciante nel 2026”, unica data nel Nordovest nell’anno che coincide con l’ottantesimo compleanno dell’artista.
Sabato 5 settembre sarà la volta di Claudio Baglioni, con “GrandTour la vita è adesso” progetto celebrativo per i quaranta anni dello storico album “La vita è adesso. Il sogno è  sempre”.

“ Anima festival è il risultato di un cammino costruito negli anni insieme al pubblico e agli sponsor che hanno creduto nel progetto – spiega Ivan Chiarlo, patron della manifestazione insieme alla sorella Natascia – grazie a questo sostegno siamo riusciti a trasformare l’Anfiteatro dell’Anima in un luogo capace di accogliere grandi artisti del panorama musicale nazionale e internazionale.  Il cartellone del decennale vuole essere un regalo speciale per chi ha condiviso questa avventura e ha contribuito a far crescere quello che all’inizio era solo un sogno”.

Mara Martellotta

Sformatini di peperoni ricetta light

Contorno insolito o antipasto sfizioso, si preparano in poco tempo in tutta facilita’. Sono deliziosi, delicati, privi di grassi, cremosi e scenografici.

Ingredienti

2 peperoni gialli di Carmagnola
2 uova intere
200gr. di ricotta
Sale, pepe, prezzemolo
4 noci
Olio evo, una noce di burro

Lavare i peperoni, punzecchiarli con i rebbi di una forchetta e grigliarli su una piastra di ghisa calda. Lasciar raffreddare e pelare.
Nel mixer frullare le falde di peperone, la ricotta, le uova, il sale ed il pepe.
Imburrare 6 stampini in acciaio, versare la crema e cuocere a bagnomaria a fuoco bassissimo per circa 30 minuti.
Preparare la salsina mescolando il prezzemolo tritato con una noce tritata, sale e olio evo.
Togliere gli sformatini dagli stampi con l’aiuto della lama di un coltello, impiattare guarnendo con l’emulsione di olio ed un gheriglio di noce. Servire tiepido.

Paperita Patty

Auto contro camion: un morto

Un uomo di 55 anni è morto in un incidente stradale a Villar Dora. La sua vettura è finita contro un camion per la pulizia delle strade. Sul posto i sanitari del 118 di Azienda zero, con due ambulanze ma l’automobilista è morto sul posto. E’ stata portata in ospedale a Rivoli una seconda persona coinvolta nel sinistro.

Il bar era pieno di pregiudicati: licenza sospesa

Questore di Torino ha sospeso per 15 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di un esercizio pubblico sito nel quartiere Aurora.

La Polizia di Stato, nell’ambito di servizi straordinari di controllo del territorio, ha effettuato controlli mirati a carico di diversi esercizi pubblici in Corso Brescia. Nel corso dell’attività, il personale del Commissariato Dora Vanchiglia ha identificato diversi avventori presenti all’interno del locale, tutti gravati da precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione, contro l’amministrazione della giustizia e contro la fede pubblica, nonché per violazioni in materia di armi, sostanze stupefacenti e immigrazione. Grazie all’unità cinofila, è stato rinvenuto, in possesso di un cliente, un piccolo frammento di Hashish, per il quale l’uomo è stato sanzionato amministrativamente. Due avventori venivano, inoltre, accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione in quanto sprovvisti di documenti validi per l’identificazione.

Già in occasione di precedenti servizi di controllo del territorio, gli operatori avevano accertato all’interno dell’esercizio una presenza significativa di soggetti pregiudicati. Nel corso di uno di questi controlli, gli operatori notavano all’interno del dehors del locale un soggetto che, alla vista delle pattuglie, tentava di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga e cercando di disfarsi della sostanza stupefacente in suo possesso. L’uomo veniva, tuttavia, raggiunto e fermato dagli operatori che lo traevano in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Con sé aveva circa 125 grammi di hashish, 4 compresse di un farmaco psicotropo e la somma di 150 euro in contanti, presumibile provento di attività illecita.

In un successivo controllo, effettuato nel febbraio 2026, uno degli avventori presenti nel dehors, veniva trovato in possesso di una cinquantina di grammi di hashish e della somma di 355 euro in contanti, di cui non riusciva a dimostrare la lecita provenienza, venendo per tale motivo denunciato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Alla luce dei fatti sopra citati, per il locale è scattato la sospensione della licenza con contestuale e immediata chiusura dell’attività per il periodo stabilito dal provvedimento.

I torinesi e la moda intellettuale

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

La moda italiana nacque a Torino nel 1911 quando per la prima volta una donna indossò un paio di pantaloni di un sarto francese, subito suscitò incredulità e stupore ma con il tempo le persone iniziarono a prenderla d’esempio creandone nuovi modelli. Poco per volta nacque a Torino l’industria dell’abbigliamento. Dagli anni Trenta agli anni Sessanta Torino fu il polo industriale principale italiano per la produzione del tessile. Solo dagli anni Novanta in poi Milano diventò capitale della moda italiana.

I BRAND INDIPENDENTI CHE SALVAGUARDANO IL PIANETA

Secondo numerose ricerche i torinesi si ispirano molto alle mode del momento e numerosi sono i brand indipendenti che sono nati proprio in questa città. Tra di essi il brand “Nasco Unico” di Andrea Francardo, un laboratorio artigianale dove le clienti possono scegliere come realizzare il loro capo direttamente nel laboratorio evitando così sprechi di produzione.
Un altro marchio è “Amma” di Luisella Zeppa che produce borse eco-sostenibili, con materiali naturali e lavorate con cura e maestria da tantissime generazioni.
Per chi ama invece i gioielli vi è il marchio “Raduni Ovali” realizzati con pietre preziose, ognuno unico nel suo genere grazie alle attente rifiniture a mano.
Moltissime sono le scelte dei brand e dei negozi, spesso le piccole realtà sono poco conosciute rispetto ai grandi marchi ma possono essere un’ottima occasione per indossare capi unici e con una particolare attenzione verso l’ambiente.

COSA INDOSSARE IN BASE ALLE OCCASIONI

I grandi marchi di moda influenzano ogni anno il mercato con tessuti e colori diversi, ma per ottenere esattamente il risultato che si vuole ottenere quando indossiamo un capo non dobbiamo solo basarci sulla moda ma anche su delle precise regole di psicologia!
Secondo la scienza infatti indossare degli abiti rossi accellera il battito cardiaco di chi li porta e anche del suo interlocutore, che potrà tradurre quella sensazione in “voglia di fuggire” o “eccitazione”, questo vale soprattutto se la persona che indossa l’indumento è donna. Quindi se ad un primo appuntamento vogliamo fare colpo vestirci di rosso potrebbe essere una buona idea.
Se invece abbiamo un’occasione più formale, ad esempio lavorativa, il colore ideale è spesso il blu perché abbassa il battito cardiaco, rilassa e fa si che l’interlocutore si fidi maggiormente di noi. I politici sono spesso vestiti di blu proprio per questo motivo, Donald Trump per esempio ha il completo blu, la cravatta rossa che indica grinta e lotta e la camicia bianca che suggerisce chiarezza.

COSA INDOSSARE CON PARSIMONIA

Vi sono poi dei colori che potrebbero non aiutarci a raggiungere il risultato sperato come il nero che suscita l’idea dell’oscuro, velato, misterioso e al contempo lussuoso.
Il bianco stimola in noi l’idea della pulizia ecco perché è molto usato nei camici da lavoro, è però un colore che non suscita emozioni, non è quindi adatto quando vogliamo creare un legame con l’altra persona.
Si occupa di colori anche l’armocromia ma in un accezione puramente estetica e non scientifica, molto utile quando il nostro obiettivo è quello di valorizzarci esteticamente.

NOEMI GARIANO

“Piccola Rassegna Culturale Torinese” al Teatro Baretti

Scena aperta su quattro spettacoli di grande originalità, di cui tre “prime assolute”

Tra il 19 marzo ed il 9 aprile

Le date cadono sempre di giovedì. Da giovedì 19 marzo a giovedì 9 aprile. Un cartellone di quattro spettacoli, tutti ospitati al “Teatro Baretti” nell’omonima via di Torino, raggruppati sotto il titolo di “Piccola Rassegna Culturale Torinese”, con ben tre “prime assolute” e un sottotitolo emblematico, provocatorio e di certo curioso: “In scena lo scomposto dramma della nuova società sabauda + cultura – paura”. Sottotitolo che così spiega il direttore artistico della Rassegna, Max Borella“Questa rassegna è un gesto politico nel senso più ampio del termine: è un invito a incontrarsi e a non avere paura delle storie altrui: più cultura meno paura non è solo uno slogan ma è una direzione ed una responsabilità”. Da quando la rassegna è nata, correva l’anno 2019, l’obiettivo è sempre stato quello di “sostenere e valorizzare le energie artistiche della città, creando un appuntamento in cui i linguaggi potessero mescolarsi: teatro, musica, cinema, performance e video arte”. Ancora Borella“Fare cultura non è un gesto neutro ma è un atto di resistenza alla semplificazione, al cinismo dominante e all’isolamento sociale. È un modo per dare nome a ciò che ci spaventa per trasformarlo in racconto, in visione, in possibilità e sfida”.

Organizzata dal “Circolo Arci Sud”, con il patrocinio della “Circoscrizione 8”, la Rassegna è alla sua settima edizione e si propone di mettere insieme, attraverso un’attenta selezione delle storie proposte, “registri diversi, poetiche e generazioni lontane fra loro”. Riuscendoci benissimo, almeno a giudicare dalle “presenze” in scena.

Si inizia giovedì 19 marzo (ore 20) subito con una “prima”: “Memorie del burattinaio” con Pino Potenza e la regia di Olga Kalenichenko, su testi di Alberto Melis Pino Potenza. Attore e autore teatrale, Potenza vanta oltre trent’anni di carriera ed è attivo dal 2017 con l’Associazione Culturale “L’Asola di Govi”, ai “Docks Dora” di via Valprato, a Torino. Il suo lavoro spazia dalla “Commedia dell’Arte” ai “classici” e include pur anche, il “teatro dei burattini”. E proprio da quest’ultima esperienza teatrale è nata l’idea di portare in scena le sue “Memorie del burattinaio”, per raccontarsi e raccontare “quelle ombre del proprio passato taciute troppo a lungo”.

Altra “prima” , nel segno della comicità leggera e surreale, per il secondo appuntamento (giovedì 26 marzo, ore 20) con “Il Grande Paraponzi”, di e con Beppe Puso. Torinese, attore cantautore e scrittore, Puso sceglie qui la strada dell’avventura, portando in scena un’esilarante favola studiata su misura per grandi e piccini.

Il terzo appuntamento, quello del “giovedì santo” (giovedì 2 aprile, ore 20), “Calvarium” di e con Sara Lisanti – salernitana ma torinese d’adozione – body performer e trapezista presso la Scuola di Circo “Flic”, è una coinvolgente “performance” che narra la “Passione di Gesù”, partendo dal tradimento di Giuda, per arrivare attraverso il processo, il supplizio e il “Calvario”, fino al “Golgota”.

A chiudere (giovedì 9 aprile, ore 20), un’altra “prima”: “Problemi di ego”, di e con Diego Lacaille e Jacopo Tealdi.  “Lo spettacolo – è stato scritto – affronta il tema della salute mentale con una leggerezza calviniana, senza mai scivolare nel patetico. Si ride delle nevrosi, ci si riconosce nei tic nervosi e si esplora quella rabbia che, se guardata da vicino, è spesso solo un grido d’aiuto mascherato da insulto. È un invito a fare pace con i propri ‘mostri’, scoprendo che forse, per guarire, basta smettere di stringere i pugni e imparare a usare le mani per fare qualcos’altro.  Magari qualcosa di bello”.

Per info“Teatro Baretti”, via Baretti 4, Torino; tel. 351/9288169 o circolo.sud@gmail.com

G.m.

Nelle foto: Pino Potenza, Sara Lisanti e Jacopo Tealdi