ilTorinese

Agenti Polstrada presi a martellate da un giovane, sparano e lo feriscono

Sull’autostrada Ivrea-Santhià, alla stazione di servizio di Viverone sud, due agenti della polizia stradale sono stati aggrediti dal conducente di  26 anni,  francese. L’uomo aveva avuto un incidente con una vettura  che avrebbe rubato e abbandonato. Ha fatto l’autostop e un furgone lo ha accompagnato  alla vicina stazione di servizio. Qui ha cercato di rubare un’altra macchina  minacciando il conducente con un coltello. Era presente una volante della Polizia. Il giovane, raggiunto dagli agenti ha preso un martello dal giubbotto e ha colpito uno dei due agenti sulla testa. Il poliziotto gli ha sparato  ferendolo e colpendo anche di striscio l’altro agente. L’aggressore è ricoverato alle Molinette. In ospedale anche i due agenti che non sono in pericolo di vita.

Fsp Polizia: “Aggressore operato, un collega in prognosi riservata. Questo lavoro è imprevedibilità, violenza e complessità”  

“Sono ore di grande apprensione per lo stato di salute dei colleghi aggrediti a Ivrea da un criminale che li ha presi a martellate. Anche se entrambi non sono in pericolo di vita, quello di loro più seriamente ferito, che ha riportato un grave trauma cranico, è in prognosi riservata. Anche il loro aggressore, dopo essere stato operato, è fuori pericolo. Adesso preghiamo che possano rimettersi al più presto, con il pensiero rivolto ai loro cari catapultati in questo terribile incubo”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo l’aggressione ai due poliziotti della Stradale alla stazione di servizio di Viverone sud sulla bretella autostradale Ivrea-Santhià.

“Cresce senza sosta la drammatica lista dei tutori della sicurezza feriti in servizio – prosegue Mazzetti -, con una cadenza temporale agghiacciante che ne vede finire in ospedale uno ogni 3 ore e mezza, e con una casistica sempre più variegata, virulenta, subdola. Il caso di oggi conferma drammaticamente questo quadro, da cui emerge come il nostro lavoro sia fatto di assoluta imprevedibilità, violenza cieca, complessità estrema. Bene farebbero a ricordarlo tutti quegli pseudo esperti di sicurezza sempre pronti a pontificare e delegittimare l’operato di chi porta una divisa, contestando un arresto, censurando un inseguimento, criminalizzando una reazione difensiva, tentando di far passare i nostri operatori, fra i migliori del mondo, per incompetenti, violenti e frustrati. Ogni giorno in cui dobbiamo pregare perché un collega guarisca – conclude Mazzetti – sale la rabbia per tutto questo, e la convinzione che questo vizio della ‘critica facile’ passerebbe per incanto se ci si trovasse davvero nei nostri panni”.

Riboldi: “Non delegittimo, sono in prima fila con i medici”

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi replica ai rappresentanti delle sigle sindacali dei medici dirigenti che, in un loro comunicato, lamentano la delegittimazione della figura medica e lo accusano di “arroganza”.

«Innanzitutto, quella che i sindacati dei medici scambiano per arroganza è una fortissima volontà di abbattere le liste d’attesa, che i cittadini chiedono a gran voce in ogni angolo della Regione ed è un grido di dolore che chi amministra non può ignorare. Grido di dolore che viene da quella parte di persone (compresa tra l’8 e il 12%) che hanno dovuto rinunciare alle cure, i soggetti più fragili della nostra società che non possiamo pensare di abbandonare a loro stessi» afferma Riboldi.

«Sul tema dell’intramoenia si cita una parte della legge (il DL 73/2024 convertito nella legge 104/2024) che ne consente l’operatività, ma si dimentica l’altra parte della normativa che dice chiaramente che in caso di liste d’attesa inaccettabili questa può essere sospesa. Quindi parlare di arroganza quando si applica la legge è fuorviante e fuori luogo. Tuttavia, come ho avuto modo di dichiarare in un’intervista recente, e ribadisco ora, si tratta dell’estrema ratio e di una soluzione che sarà attuata solo dopo che saranno state messe in campo tutte le altre misure che partono dall’esercizio volontario dei turni in orari festivi e serali, per i quali le Aziende sanitarie hanno già raccolto la disponibilità del personale» dichiara Riboldi.

«A riprova del fatto che non delegittimo la categoria dei medici, ricordo che ho affermato pubblicamente, in controtendenza rispetto a molti altri, che nel caso dell’inchiesta giudiziaria sulla gestione dell’intramoenia in Città della Salute si tratta di una minoranza davvero molto esigua di professionisti» conclude Riboldi.

Rinviata per maltempo la 73ª edizione del carnevale giavenese

Rinvio Carnevale di Giaveno

A causa delle previsioni di tutti i principali siti meteorologici, che confermano il prossimo fine settimana come caratterizzato da maltempo su tutta la regione Piemonte, con possibilità persino di neve a basse quote, gli organizzatori (Comune e Pro loco) hanno deciso di rinviare il Carnevale di Giaveno previsto per sabato 8 febbraio.

L’evento è quindi rimandato a una data che ancora non è stata stabilita.

Mi dispiace dover dare questa notizia ai cittadini, e in particolare ai bambini, che attendono con entusiasmo il Carnevale per divertirsi tra carri e coriandoli. È una decisione che incide anche sul nostro commercio locale, ma purtroppo non possiamo intervenire sulle condizioni meteo. Aggiorneremo con la nuova data appena possibile”, dice il Sindaco di Giaveno, Stefano Olocco.

CEV Challenge Cup, Reale Mutua Fenera Chieri ’76 vince 1-3 a Istanbul

Una vittoria vera da squadra vera. La Reale Mutua Fenera Chieri ’76 supera di slancio l’impegnativa trasferta al Burhan Felek Voleybol Salonu di Istanbul sconfiggendo 1-3 il Galatasaray nella semifinale d’andata della CEV Challenge Cup. Il primo passo verso la doppia finale contro Roma o le tedesche del Postdam è fatto.
Senza Omoruyi, reduce da qualche giorno di febbre e in panchina solo per onor di firma, Bregoli punta sulla diagonale Van Aalen-Gicquel, la coppia centrale Gray-Alberti, Skinner e Buijs in banda, Spirito libero. In corso d’opera danno il loro contributo anche Guiducci, Anthouli e Rolando.
Le biancoblù giocano una partita coraggiosa e lucida andando in crescendo. Una partita che le vede perdere la prima frazione 29-27 al termine di un serrato punto a punto senza riuscire a sfruttare due palle set, quindi aggiudicarsi i tre successivi parziali a 20, 17 e 17. Nel secondo set Chieri piazza l’allungo decisivo sul 14-15, mentre nel terzo e nel quarto gli strappi risolutivi arrivano sul 7-7 e sull’11-11.
In fase realizzativa fa la voce grossa Skinner che realizza 23 punti, seguita da Buijs (18), Gicquel (16) e Alberti (12) per un complessivo 52% di positività in attacco. Da sottolineare anche il prezioso apporto del muro con 16 punti diretti distribuiti fra sei giocatrici.
«
Sono contentissima. Abbiamo giocato molto bene aiutandoci tutte – il commento a caldo di Anne Buijs – Il Galatasaray ha iniziato molto bene mettendoci pressione in battuta, poi siamo riuscite a prendere le misure. E’ stato davvero bello giocare questa partita».


Galatasaray Daikin Istanbul-Reale Mutua Fenera Chieri ’76 1-3 (29-27; 20-25; 17-25; 17-25)

GALATASARAY DAIKIN ISTANBUL: Bongaerts 1, Carutasu 16, Guveli 10, Tinnerman 5, Aydin 11, Lazovic 16; Akarcesme (L); Hacımustafaoglu, Akyol 5, Kalandadze. N. e. Kilic, Arisan, Ozel, Dumanoglu (2L). All. Bigarelli; 2° Pasaoglu.
REALE MUTUA FENERA CHIERI ’76: Van Aalen 3, Gicquel 16, Gray 9, Alberti 12, Buijs 18, Skinner 23; Spirito (L); Guiducci, Anthouli 1, Rolando. N. e. Lyashko, Zakchaiou, Bednarek, Omoruyi (2L). All. Bregoli; 2° Rostagno.
ARBITRI: Niklova (Slovacchia) e Hristov (Macedonia).
NOTE: durata set: 37′, 25′, 21′, 24′. Errori in battuta: 10-12. Servizi vincenti: 4-2. Muri: 9-16.

La cronaca
Primo set – Chieri parte bene ma sul 2-7 il Galatasaray inizia a trovare il ritmo, si riavvicina, e dopo aver sfiorato la parità sul 10-11 la raggiunge a 13 passando poi anche avanti per la prima volta (14-13). Si prosegue punto a punto fino al 23-23. La prima palla set è delle padrone di casa (24-23), Skinner la annulla (24-24). Le biancoblù annullano una seconda palla set e salgono a 25-26 con Buijs. Il Galatasaray fa 26-26. Nell’azione successiva l’arbitro fischia un’invasione a Van Aalen ma dopo un lungo videocheck il punto di ripete. Gray sigla il 26-27, poi Gicquel viene murata e Chieri vede sfumare la seconda palla set (27-27). Le turche si aggiudicano i due scambi successivi e la frazione termina 29-27. Nelle statistiche svetta Carutasu con 9 punti personali.

Secondo set – Chieri riparte forte raggiungendo 5 punti di distacco sul 7-12. Il Galatasaray reagisce e con un parziale di 7-2 riporta il punteggio in parità con un muro di Carutasu (14-14). Le biancoblù si sbloccano con un primo tempo di Alberti (14-15) e guadagnano di nuovo terreno con Gicquel e Skinner (15-19). Da lì in avanti le ragazze di Bregoli non si fanno più riprendere e chiudono 20-25 alla prima palla set con Alberti.

Terzo set – Sul 3-3 Chieri piazza un primo break con Skinner e Alberti (3-7). Il Galatasaray rientra sul 7-7 ma le biancoblù tornano subito avanti (7-10, muro di Gray), prendono in mano la partita e aumentano progressivamente il vantaggio raggiungendo i 5 punti sul 10-15 (Skinner), i 6 sul 12-18 (Gicquel) e i 7 sul 14-21 (tocco di prima intenzione di Van Aalen). Guadagnate sette palle set sul 17-14 con Gicuqle, le chieresi sfruttano al meglio la prima chiudendo il 17-25 con Buijs.

Quarto set – Chieri tenta un primo allungo sul 5-5 con due muri di Gray (5-7). Dopo il 7-11 di Alberti il time-out di Bigarelli scuote il Galatasaray che raggiunge l’11-11. Le biancoblù rispondono con Gicquel e Buijs (11-14). Nelle fasi centrali le chieresi piazzano il colpo del k.o. con un break da 12-14 a 12-22 su servizio di Buijs. Sul 15-23 l’attacco lungo di Lazovic frutta 9 palle match. Le turche ne annullano due con un attacco di Ozel e un ace di Bongaerts. Il terzo tentativo è quello buono grazie a Skinner il cui pallonetto da posto 4 fa scendere i titoli di coda sul 17-25.


Dalle 21 alle 7 nuove zone senza alcol da asporto: vendita vietata per ridurre risse e schiamazzi

L’asporto di bottiglie e lattine sarà vietato da fine febbraio dalle 21 alle 7 in 19 zone di Torino. Il divieto ad oggi scatta invece alle 23. Il Comune punta a ridurre la vendita di alcolici da parte dei minimarket, per ridurre risse e urla notturne nelle zone della movida. In  via Di Nanni, zona pedonale di Borgo San Paolo  l’esperimento ha avuto riscontri positivi.

Gli assessori Paolo Chiavarino al Commercio e Marco Porcedda alla Sicurezza  hanno annunciato che le zone interessate rientrano in 5 circoscrizioni: Due (Santa Rita e Mirafiori),  Cinque e  Sei periferia Nord),  Sette (Aurora, Vanchiglia e Madonna del Pilone)   Otto (borgo Filadelfia e Nizza-Millefonti).  Si tratta di vie e piazze specifiche oggetto delle  segnalazioni dei residenti. Sarà vietato l’asporto, ma Bar e ristoranti  potranno somministrare alcol all’interno.

Alle Molinette salvato un ragazzino con rara malformazione polmonare

Grazie a un intervento di chirurgia robotica toracica all’avanguardia

All’ospedale Molinette di Torino salvato un ragazzino di 13 anni, affetto da una rara malformazione polmonare, grazie a un intervento di chirurgia robotica toracica all’avanguardia.

Si tratta di una malformazione adenomatoide cistica polmonare (CCAM), una patologia congenita, di causa ad oggi ignota, cioè una malformazione benigna del polmone con alterazione dello sviluppo dei bronchioli terminali, che subiscono una trasformazione cistica fino a portare a una completa alterazione del parenchima polmonare.

Nei primi anni di vita il paziente ha subito ricorrenti ricoveri per polmoniti e bronchiti, considerata la maggiore suscettibilità dovuta alla malformazione di cui era affetto. Durante l’ultimo ricovero all’ospedale di Mondovì (in provincia di Cuneo) a seguito dell’ennesima polmonite invalidante, i genitori e il figlio hanno preso la coraggiosa decisione di optare per un intervento chirurgico risolutivo.

Trasferito prima nel reparto di Chirurgia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e poi nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, il ragazzo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico di lobectomia inferiore destra per via robotica.

L’equipe multidisciplinare era composta dal professor Enrico Ruffini (Direttore della Chirurgia toracica universitaria dell’ospedale Molinette di Torino) e dai dottori Paraskevas Lybéris, Francesco Guerrera e Angelo Zocco, coadiuvata dai chirurghi pediatrici dell’ospedale Regina Margherita dottori Fabrizio Gennari (Direttore di Chirurgia pediatrica del Regina Margherita) e Riccardo Guanà. Di fondamentale importanza è stata la presenza in sala operatoria del dottor Alessandro Buttiglieri dell’Anestesia e Rianimazione universitaria dell’ospedale Molinette (diretta dal professor Luca Brazzi).

Un intervento molto complicato della durata di circa 7 ore. Il polmone, causa la malformazione e le pregresse polmoniti, era tutto adeso alla parete del torace. La sua normale anatomia era completamente alterata, tale da rendere ciascun passaggio chirurgico estremamente preciso e scrupoloso.

Anche questa volta la tecnica robotica, in dotazione all’ospedale Molinette, ha permesso la fattibilità di un intervento cosi complicato e delicato: «È stato asportato solo il lobo malformato – spiega il dottor Lybèris – quindi senza arrecare danni al resto del polmone, in modo tale da non creare delle invalidità nel futuro e garantire un’ottima qualità di vita del ragazzo».

La prima parte del post operatorio si è svolta all’interno della Rianimazione ospedaliera dell’ospedale Molinette, mentre a seguire, dopo un’iniziale degenza nel reparto di Chirurgia toracica delle Molinette, il paziente è stato trasferito all’ospedale Regina Margherita, coordinato dal Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli). E poco dopo dimesso a domicilio.

«Ancora una volta un caso che dimostra le eccellenze della Città della Salute di Torino. L’intervento è stato il risultato di un grande lavoro di squadra» dichiara la Direzione aziendale della Città della Salute di Torino.

«Fare rete e condividere competenze e professionalità deve essere al centro della sanità piemontese – sottolinea Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – la storia del ragazzo tredicenne conferma, ancora una volta, l’efficacia di questo approccioLa buona riuscita dell’intervento è anche la dimostrazione dell’eccellenza che l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino rappresenta per la nostra Regione e di come sia un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale».

Torino, qui nacque la Cavalleria. Inagibile la sede dell’associazione d’arma: a rischio un pezzo di storia d’Italia

I documenti che conserviamo – dice il presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria, sezione di Torino – non sono solo parte della tradizione della cavalleria, ma anche segni tangibili della storia d’Italia. Si nota la differenza di comportamento a favore di Askatasuna, che da oltre 25 anni occupa l’edificio di Corso Regina Margherita. Abbiamo bisogno di una sede per non perdere un patrimonio storico-culturale unico”

La sezione di Torino dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria (ANAC) si trova in una situazione di grave difficoltà, non avendo una propria sede adeguata in cui custodire i preziosi reperti storici che raccontano la storia della cavalleria italiana. Questa carenza strutturale mette a rischio la conservazione di oggetti e materiali di straordinaria importanza storica e culturale, alcuni dei quali potrebbero andare perduti o addirittura distrutti, con un danno incalcolabile per la memoria della cavalleria e della storia d’Italia. Tra questi documenti e cimeli anche una fotografia autografata del Capitano Francesco Baracca, già ufficiale di cavalleria e poi divenuto asso dell’aviazione italiana durante la Prima Guerra Mondiale.

L’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria (A.N.A.C.) – ricorda l’ingegner Claudio Musumeci, presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria, sezione di Torino – è stata istituita 1921, quindi dopo alcuni anni dalla fine della prima guerra mondiale con lo scopo di tenere vivi e tramandare i valori, lo spirito e la tradizione della Cavalleria. Successivamente, sono cominciate a nascere le sezioni a livello provinciale, quella di Torino nel 1943. Molto brevemente va ricordato che l’Arma di Cavalleria trae origine dalle unità a cavallo istituite da Vittorio Emanuele II di Savoia nel 1692 con la formazione di reggimenti inquadrati nelle forze armate. Tale scelta fu dettata sia per raggiungere fini politici, sia per assegnare maggiore capacità organizzativa ed offensiva nelle battaglie. Alcune note storiche ricordano che le prime formazioni a cavallo risalgono alcuni anni prima del 1692, con l’assegnazione dei cavalli alle compagnie di archibugieri, venendo così a formare i “dragoni”, prime formazioni militari a cavallo (1683-1690)”.

Musumeci ricorda che “la sezione dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria di Torino, sta attraversando un periodo di particolare difficoltà, poiché la sede è stata dichiarata “inagibile” dal Comando Infrastrutture; oggi, pertanto, gli associati non possono ritrovarsi e svolgere attività istituzionale interna, sviluppata fino a qualche tempo addietro. Motivo, però, di particolare preoccupazione deriva dal fatto che nella sede sono raccolte e custodite preziosi reperti storici che tracciano la storia della cavalleria italiana. Questa carenza strutturale mette a rischio la conservazione di oggetti e materiali di straordinaria importanza storica e culturale, alcuni dei quali potrebbero andare perduti o addirittura distrutti, con un danno incalcolabile per la memoria della cavalleria e della storia d’Italia, a causa della precarietà condizioni di salubrità fra cui la presenza di accentuata umidità”. Tra questi documenti e cimeli anche una fotografia autografata del Capitano Francesco Baracca, già ufficiale di cavalleria e poi divenuto asso dell’aviazione italiana durante la Prima Guerra Mondiale.

Torino, culla della cavalleria italiana ha una tradizione che, grazie alla Famiglia dei Savoia, fa risalire la propria istituzione, come già ricordato, fin dalla fine del diciassettesimo secolo, periodo che vide gli albori della creazione dell’Arma. La sua importanza, oggi, dal punto di vista agonistico, è indissolubilmente legata anche a Federico Caprilli, il capitano di Cavalleria che, all’inizio del XX secolo, ha rivoluzionato un metodo di cavalcata naturale, influenzando l’equitazione a livello internazionale. Infatti, il metodo cosiddetto “Caprilli” insegna ai cavalieri di seguire, nella corsa, il cavallo senza ostacolarne i movimenti naturali.

Oggi – continua Musumeci – Torino rappresenta non solo simbolo di questa tradizione, ma anche il punto di riferimento per le future generazioni di cavalieri, appassionati e storici. La sezione torinese dell’ANAC, custodisce numerosi cimeli, uniformi, medaglie, documenti e altri oggetti che raccontano la storia della cavalleria italiana, e che sono di fondamentale importanza non solo per la memoria dell’arma, ma per la memoria collettiva di un’intera nazione. E Torino deve essere interpretata come sede e luogo ideale per la custodia e di questi reperti. Non solo, quindi, motivo di preservare la memoria e ricordare la storia di un’arma di antiche tradizioni, ma anche di riconoscere alla città, tramite questa, il ruolo che ha avuto nello scrivere un capitolo fondamentale nelle vicende militari e sportive dell’Italia. La città, definita culla della cavalleria, merita di essere il luogo in cui questi tesori vengano valorizzati e custoditi per le generazioni future”.

La sezione dell’ANAC di Torino, purtroppo, sta vivendo una situazione di notevole difficoltà, con il rischio che la sua storica raccolta di reperti possa essere dispersa se non si troverà una ubicazione adeguata. La richiesta di una sede sicura e funzionale non è solo un’esigenza interna, ma un appello alla città di Torino e alle istituzioni affinché si facciano carico della responsabilità di conservare un pezzo di storia che appartiene a tutti.

I reperti che conserviamo – ha spiegato ancora il presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria, sezione di Torino – non sono solo parte della tradizione della cavalleria, ma anche segni tangibili della storia d’Italia. Una prima risposta non positiva l’abbiamo ricevuta lo scorso anno dalla dottoressa Michela Favaro, che, alla nostra richiesta ed alla consegna dell’Album fotografico che documenta i cimeli ed i reperti raccolti, ha risposto con la trasmissione di un elenco di immobili, senza comprendere appieno, la portata della richiesta e l’importanza dell’Associazione richiedente”. A tal proposito, il presidente, cita, con rammarico, “la differenza di comportamento del Comune di Torino verso Askatasuna, che da oltre 25 anni occupa l’edificio di Corso Regina Margherita. Per contro allorquando le amministrazioni, Comune di Torino in testa, hanno chiesto supporto per qualche iniziativa, l’Associazione ha sempre aderito mettendo a disposizione il tempo e le risorse degli associati per il bene della comunità. Oggi, però, abbiamo bisogno di un supporto concreto, affinché i segni della storia non vengano cancellati o dimenticati.

Abbiamo bisogno di una sede per la salvaguardia del patrimonio storico-culturale legato alla cavalleria, atto che costituirebbe giusto passaggio del testimone culturale alle future generazioni”.

Come “indigeni e forestieri” creano una autentica comunità

Un variegato calendario per il Balletto Teatro di Torino

Nelle parole di Viola Scaglione, direttrice artistica del Balletto Teatro di Torino, sta la presentazione di una stagione di danza ma soprattutto l’anima e le anime che abitano in una compagnia, la rivendicazione di aver fatto confluire, e continuare a farlo, “nel proprio processo creativo entità apparentemente distanti”, la padronanza e la bellezza di “un costante allenamento dello sguardo verso il mondo”, forse con quello che può sembrare una “forzatura di linguaggio” tra le pareti della Sala della Musica all’interno del Circolo degli Artisti, come dice qualcuno, la ricerca di “un intreccio tra indigeni e forestieri in grado di agitare le nostre acque creando una comunità che scorre, che si modella e cambia forma in continuazione e che non perde mai di vista l’analisi del contesto in cui opera”. Tutto questo quando, in un alternarsi di “intimità e distanza” si cerca con il passare delle settimane e dei mesi di arrivare alla certezza di “una casa comune” che abbracci uffici e sala di prove aperte e sede di spettacoli e che superi quello che può essere identificato come uno “spazio di passaggio”, una casa comune “dove sperimentare e allevare il pensiero, il modo di percepire e di percepirsi e non una ricerca sul consenso insieme agli artisti che incontrano le nostre progettualità ma una tensione costante verso il rischio per quello che non si conosce ancora”. Tutto questo quando, in uno sguardo unanime e in una necessità di progettualità diversificate, Matteo Negrin, in veste di direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo in prossima uscita, sottolinea come il BTT abbia pieno merito di accrescere i propri scenari e la nuova stagione di danza contemporanea “Tensioni Temporanee” inserita nella stagione del teatro Marenco di Novi Ligure – di cui s’è parlato già qui nei giorni scorsi – vada a colmare un vuoto nel sud della regione, limando quell’80% di richiesta/offerta che è stanziato sul solo capoluogo. Tutto questo quando Rosanna Purchia, assessora alla Cultura di Torino, ribadisca come “è proprio l’inclusione e l’ascolto a fare di questo lavoro un lavoro a servizio della condivisione e sperimentazione, per attuare nuove e diverse prospettive artistiche anche indicate a chi del balletto è spettatore”.

Avvicinandosi tra un paio d’anni quelli che saranno i cinquanta d’attività, un lungo percorso iniziato da Loredana Furno con passione e caparbietà e condotto in Italia e all’estero, il BTT è ancora una volta sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino e Fondazione CRT e composto attualmente da cinque danzatori/danzatrici, oltre alla figura ospite di Marta Ciappina. Guardando ai futuri progetti, sono in sviluppo di progettazione “Living Cabiria” risolto in una Realtà Virtuale, “Carmen – Nous sommes toutes des étoiles”, dovuto ad Anna Basti con la collaborazione critica di Ariadne Mikou e con la collaborazione di Piemonte dal Vivo mentre, realizzato in partenariato con Fondazione Egri per la Danza, si concretizza il progetto triennale IN.CON.TRA, che approfondisce la tematica legata al femminile (ovvero “Manifesto femminile per un corpo che re-ESISTE”), in collaborazione con CasaBreast, associazione che si sviluppa in seno alla BrestUnit dell’ospedale Cottolengo di Torino: ancora nella convinzione che “cresce sempre più la necessità per la compagnia di tornare a vivere la danza non soltanto come espressione artistica, ma come un rituale capace di connettere le persone al di là dei confini culturali, sociali e fisici, creando uno spazio esperenziale di condivisione”. Convinzioni e condivisioni che abbracciano altresì tra gli altri realtà che sono spazi scolastici come il DAMS e il Liceo Gioberti, l’Istituto Musicale Città di Rivoli “G. Balmas”, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Venendo al cartellone vero e proprio, già scrivevamo in precedenza degli “Anni” di Marco D’Agostin, ricavato dal romanzo di Annie Ernaux e interpretato da Marta Ciappina (teatro Astra). Seguiranno alla Fondazione Re Rebaudengo, il 13 marzo (ore 21), e in occasione dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025, “Studio per Aliseo” – coreografia di Manfredi Perego, danzatrice Nadja Guesewell, “le intensità sono disegni di trasformazioni, modificano ciò che il corpo agisce mutando il paesaggio, esattamente come l’intensità del vento” -, in anteprima “Umingmak”, produzione BTT, ideazione e coreografia Mauro de Candia, danzatore Luca Tomasoni, “Noa” ancora in anteprima, produzioni BTT, coreografia di Jye-Hwei Lin e danzatrice Noa Van Tichel, dove “ogni gesto diventa un frammento di una narrazione non detta”, vero e proprio luogo d’incontro “tra chi crea, chi interpreta e chi osserva”. Terzo luogo è il Teatro della Lavanderia a Vapore di Collegno, dedicato a “Race” (9 aprile, ore 21), un intenso ritratto di vita quotidiano sotto i colori del Real Conservatorii Profesional de Danza “Mariemma” di Madrid, dieci danzatrici con le coreografie e i costumi di Victoria Miranda, immerse nelle musiche di Antonio Vivaldi, Menestra, Plastikman e Paco Osuna. A completare la serata Mauro de Candia propone “Tra” mentre José Reches porta dalla capitale spagnola “Galea”, dove sono uomini destinati a remare, dove è imposta una forma di schiavitù che priva di ogni libertà. Ancora sul palcoscenico dell’Astra, “Sista”, la coreografia è di Simona Bertozzi, le danzatrici sono Marta Ciapina e Viola Scaglione, e “White Pages”, con il coreografo Manfredi Perego le prove di Nadja Guesewell, Noa Van Tichel, Luca Tomasoni e Luis Agorreta.

e.rb.

Nelle immagini, momenti di “Studio per Aliseo”, “Race” e “Sista” (ph Serena Nicoletti)

Acque potabili contaminate, la protesta di Greenpeace

Sabato 8 febbraio alle 15 in piazzetta Lagrange Greenpeace e i comitati NO PFAS organizzano un sit-in per protestare contro l’imbarazzante immobilismo delle istituzioni piemontesi davanti la presenza dei PFAS nelle acque potabili della regione.
 
I PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) sono presenti nel 79% dei campioni di acqua potabile analizzati da Greenpeace Italia nell’ambito dell’indagine indipendente “Acque Senza Veleni”. L’organizzazione ambientalista, che tra settembre e ottobre 2024 ha raccolto campioni in 235 città di tutte le Regioni e le province autonome, ha presentato nei giorni scorsi la prima mappa della contaminazione da PFAS nelle acque potabili in Italia. Le molecole più diffuse sono risultate, nell’ordine, il cancerogeno PFOA (nel 47% dei campioni), seguito dal composto a catena ultracorta TFA (in 104 campioni, il 40% del totale, presente in maggiori quantità in tutti quei campioni in cui è stato rilevato) e dal possibile cancerogeno PFOS (in 58 campioni, il 22% del totale).

Nonostante l’Italia ospiti alcuni dei più gravi casi di contaminazione dell’intero continente europeo (in zone aree del Veneto e del Piemonte), a oggi i controlli sui PFAS nelle acque potabili sono per lo più assenti o limitati a poche aree geografiche. A partire dall’inizio del 2026, entrerà in vigore in Italia la direttiva europea 2020/2184 che impone dei limiti normativi. I parametri di legge fissati a livello comunitario sono però stati superati dalle più recenti evidenze scientifiche (ad esempio quelle diffuse dall’EFSA) tant’è che recentemente l’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) ha dichiarato che i limiti in via di adozione rischiano di essere inadeguati a proteggere la salute umana. Per questo numerose nazioni europee (Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Svezia e la regione belga delle Fiandre) e gli Stati Uniti hanno già adottato limiti più bassi. 

«È inaccettabile che, nonostante prove schiaccianti sui gravi danni alla salute causati dai PFAS, alcuni dei quali riconosciuti come cancerogeni, e la contaminazione diffusa delle acque potabili italiane, il nostro governo continui a ignorare questa emergenza, fallendo nel proteggere adeguatamente la salute pubblica e l’ambiente», afferma Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. «Ancora oggi non esiste nel nostro Paese una legge che vieti l’uso e la produzione dei PFAS. Azzerare questa contaminazione è un imperativo non più rinviabile. Il governo Meloni deve rompere il silenzio su questa crisi: la popolazione ha diritto a bere acqua pulita, libera da veleni e contaminanti».

Fabio Rotondo

Greenpeace – Gruppo Locale di Torino

Arteinfiera per una San Giuseppe “nazionale”

La San Giuseppe compie 76 anni e per la prima volta si fregerà del prestigioso
titolo di Mostra Nazionale a dimostrazione della notevole crescita avvenuta
negli ultimi anni
L’evento si terrà al Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato dal
14 al 23 marzo 2025 organizzato dalla società D&N Eventi S.R.L. con il
patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Casale Monferrato, della
Provincia di Alessandria, della Provincia di Mantova, dell’Unione dei Comuni
della Valcerrina, e con la partnership di tante altre realtà territoriali.
In questo contesto torna un appuntamento che ormai è giunto alla
ventottesima edizione: si tratta di Arteinfiera , mostra d’arte contemporanea
curata dal critico ed artista monferrino Piergiorgio Panelli . Nell’edizione
2025,che avrà come sottotitolo “Ombre nell’ombra” saranno invitati sei artisti
con linguaggi e tematiche diverse e saranno : Marco Tulipani pittore di
Mortara, Gian Maria Sabatini di Olivola Monferrato, scultore della pietra da
cantone, Edo Ferraro di Casale Monferrato, fotografo, Francesco Berruti di
Casale Monferrato, Lucia Caprioglio Pittrice di Torino, Filippo Pinsoglio
pittore di Asti. Per l’occasione sarà stampato un depliant catalogo del
progetto.
Arteinfiera è uno degli appuntamenti qualificati che saranno inseriti nel
calendario fieristico che darà spazio al territorio e alla sua cultura,
all’ambietne, alle potenzialità della sua offerta turistica, il tutto all’insegna
del denominatore di FIERA NAZIONALE CULTURA TERRITORIALE
La Fiera Campionaria di Casale e del Monferrato, darà ampio spazio come di
consueto, alle categorie produttive del commercio, dell’agricoltura,
dell’industria e dell’artigianato, confermando la formula che negli ultimi anni
ha sempre portato a presenze di pubblico da record, peraltro di aumento di
anno in anno. Verrà ripetuta la ‘formula’ gradita da visitatori ed espositori:
ingresso gratuito e percorso obbligato a giornali alterni. E anche quest’anno
sarà visitabile il sabato mattina.
Sarà presente, come tutti gli anni, lo spazio dedicato alle “Eccellenze
Enogastronomiche” da sempre momento di grande attrazione in Mostra – con
la Piazzetta del Gusto, la Piazza del Vino, ospitanti le specialità
gastronomiche provenienti da tutta Italia.
A questi appuntamenti si aggiungeranno tante novità con particolare
attenzione alla cultura, al turismo, all’ambiente, nell’ottica della
valorizzazione delle ricchezze del territorio .
Nello stesso periodo in cui si svolgerà la Fiera, non mancherà neppure il
tradizionale Luna Park installato in piazza D’Armi, di fronte al Polo Fieristico
Riccardo Coppo, appuntamento molto atteso ogni anno da giovani e
giovanissimi
Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi a
D&N Eventi S.r.l.
Cell. 335/7404114
info@mostrasangiuseppe.it
www.mostrasangiuseppe.it