ilTorinese

Infrastrutture, Ruffino (Az): “Dove sono le risorse del Decreto Ponti?”

“Il Piemonte aspetta risposte chiare sulle risorse previste dal cosiddetto ‘decreto Ponti’, un atto indispensabile per la messa in sicurezza di numerose infrastrutture del territorio. Una necessità che ho ribadito a lungo in commissione alla Camera, anche attraverso atti di sindacato ispettivo: l’ultimo è stato il 22 gennaio, in occasione del question time, in cui chiedevo la proroga del decreto. Si sarebbero perse importanti risorse, mettendo a rischio la sicurezza di intere comunità.
Lo scorso 13 febbraio, la maggioranza aveva rivendicato la proroga del decreto, ma ad oggi non ci sono certezze sullo stanziamento dei finanziamenti che, per il Piemonte, superano i 60 milioni di euro. Tra gli interventi urgenti c’è anche il Ponte Preti, opera fondamentale per il collegamento del Canavese Occidentale e Ivrea.

Agricoltura, AVS: sfruttamento è noto, dare gambe politiche alla ricerca

“Serve dare gambe politiche alla ricerca svolta”. Così ha esordito Maria Panariello di Terra! nel corso del terzo incontro del gruppo di lavoro sullo sfruttamento lavorativo della Commissione Legalità, voluto dal Gruppo Consiliare AVS, a cui hanno partecipato Confindustria Piemonte e le associazioni Libera contro le Mafie e Terra!. 

In linea con la questa premessa, proseguono gli incontri che permetteranno alla commissione di approfondire il tema dello sfruttamento lavorativo, perché i problemi emersi dalle numerose ricerche portate avanti da queste realtà sono noti, ma intrecciati in un sistema complesso che non può essere cambiato senza una forte volontà politica. 

Occorre invertire una cultura del lavoro che ha smesso di riconoscere il valore del lavoratore come portatore di competenze, riducendolo a semplice forza fisica utile al profitto. Così come ridefinire il ruolo e il potere della grande distribuzione organizzata nella sostenibilità delle filiere. Questi alcuni punti chiave di cui si è parlato nel corso dell’incontro.

Ma la questione non riguarda solo l’economia agricola, ma anche l’impatto diretto di questa situazione sulla sicurezza e la coesione dei territori. E in questo senso è stato grave constatare oggi l’assenza della Lega, forza politica che appare molto preoccupata dalla condizione degli agricoltori e che sostiene politiche sempre più repressive, mentre troppo spesso dimentica l’importanza della tutela della manodopera, in particolare di origine straniera, per garantire una società più giusta e sicura per tutti e tutte.

Il caporalato non è un corpo estraneo o un “cancro” del sistema, ma un fenomeno che nasce e si sviluppa in contesti economici e sociali che lo rendono possibile. È stato detto con chiarezza da Valentina Sandroni di Libera: “il caporalato è come un seme, che se cade in un terreno fertile, radica e si diffonde”. Dove c’è illegalità diffusa, assenza di alternative, marginalità sociale, economica e civile, lo sfruttamento prende piede.

È qui che la Regione può e deve giocare un ruolo fondamentale, promuovendo la divulgazione di una nuova cultura del lavoro, fondata sulla dignità, legalità e trasparenza. Parlare di sfruttamento non è un attacco al sistema economico: è proprio questa difensiva ideologica il più grande ostacolo al cambiamento.

Serve un cambio di passo da parte delle istituzioni. La repressione da sola non basta: è urgente investire in prevenzione, intervenendo alla radice delle filiere con strumenti che promuovano trasparenza negli appalti, assunzioni dirette e una nuova organizzazione del lavoro agricolo – dai meccanismi di reclutamento stagionale fino agli alloggi e trasporti. Si tratta di un lavoro portato avanti anche dal progetto Common Ground, che ora va messo a sistema e reso strutturale, anche con nuove norme se occorre.

Anche sul piano economico, troppo spesso, questa dinamica viene giustificata con la necessità di “salvare la filiera”, finendo però per normalizzare i contratti grigi e legittimare un’irregolarità strutturale. La paura dei dazi, la svalutazione dell’euro, il calo dei consumi di alcuni prodotti agricoli hanno conseguenze dirette sulle aziende, ma tutto questo non può ricadere sui lavoratori: abbassare i costi a scapito dei diritti non può essere un’opzione. I prodotti di eccellenza del nostro territorio, a partire dal vino, dovrebbero seguire filiere tracciare anche per quanto riguarda il lavoro di qualità: oggi purtroppo non è così.

La responsabilità è collettiva: il fenomeno è sistemico, e coinvolge politica, istituzioni, imprese e consumatori. Servono strumenti concreti e visione politica, per smettere di tollerare lo sfruttamento come condizione accettata del mercato, ma anche per dare una visione di agricoltura del futuro, dove le filiere corte, le piccole aziende e le best practice in ottica di lotta al cambiamento climatico siano tasselli fondamentali nella costruzione di un modello sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

GRUPPO AVS CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

Single Entry Point sportello servizi di innovazione sull’idrogeno

Punto unico di contatto e accesso ai servizi per startup, PMI e aziende  che vogliono innovare nel campo dell’idrogeno

La SEP – Single Entry Point è lo sportello di accesso ai servizi di innovazione sull’idrogeno, punto unico di contatto unico lanciato dal progetto europeo H2SHIFT (Services for Hydrogen Innovation Facilitation and Testing, GA n. 101137953), iniziativa di cui Snam è capofila in un consorzio composto da 13 partner.

H2SHIFT è un vero e proprio Open Innovation Test Beds (OITB), un ecosistema completo di servizi, dalle prove di laboratorio fino al supporto per il business, dedicato a startup, PMI e imprese che vogliono sviluppare tecnologie innovative nel campo della produzione di idrogeno.

La SEP è stata presentata in occasione dell’evento, che si è tenuto lo scorso 11 giugno, “ENVIH2DAY: Infrastrutture di ricerca, nuovi impianti e opportunità per lo sviluppo dell’idrogeno su scala territoriale”, appuntamento annuale dedicato al settore idrogeno organizzato da Environment Park, in collaborazione con il Consorzio H2SHIFT.

Attraverso la SEP, centri di ricerca e centri specializzati mettono a disposizione laboratori e competenze per supportare le aziende che vogliono valutare l’adeguatezza e compatibilità dei propri prodotti con l’idrogeno. Questo supporto è fondamentale per start-up e piccole aziende, che difficilmente possono investire in test lines ad hoc, ma anche per le grandi aziende che necessitano di un’esperienza consolidata e facilities adeguate. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di tecnologie innovative rispetto a quanto già disponibile sul mercato, anche considerando fonti alternative.

Grazie alla federazione di nove test lines (sette infrastrutture di test e due di supporto alla crescita del business) distribuite in tutta Europa, tra cui due ospitate da Politecnico di Torino in Envipark, H2SHIFT rende disponibili competenze, impianti per la sperimentazione, modellazioni ad hoc e servizi di validazione e accelerazione, che favoriscono lo scale-up tecnologico, la validazione di tecnologie innovative per la produzione di idrogeno e il business. Le tecnologie target includono elettrolisi avanzata dell’acqua (alta temperatura e a membrana anionica), produzione di idrogeno da gas di origine biologica, produzione diretta dal solare e produzione di idrogeno in ambiente offshore.

I servizi sono accessibili attraverso la SEP, punto di contatto unico per soggetti pubblici e privati che operano nel settore dell’idrogeno e che vogliono utilizzare la test line più adatta alle loro esigenze. La SEP si occuperà di vagliare le richieste di servizi e di identificare le test lines e il tipo di offerta di supporto più adatta, in base ai bisogni tecnologici e di sviluppo. Una volta avviato il contatto, quindi, l’impresa sarà seguita passo dopo passo nel percorso di accesso ai servizi, fino alla definizione di un piano di attività con il partner tecnico più adatto.

A fine 2025, il progetto H2SHIFT lancerà, attraverso la SEP, la prima delle due open call previste per l’accesso gratuito ai servizi. Più informazioni saranno disponibili sui canali di comunicazione di H2SHIFT:

 

Esplosione via Nizza: a Torino e Mazzè i funerali di Jacopo

Il funerale di Jacopo Peretti, 33 anni, vittima dell’esplosione avvenuta nel palazzo di via Nizza 389 a Torino, si tiene oggi a Torino, nella parrocchia Assunzione Maria Vergine di via Nizza 355.

Domani cerimonia funebre anche presso la Chiesa Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio di Mazzè.

 

Sviluppo Lavoro Italia e ILO insieme per Scuola Politiche Lavoro

Sviluppo Lavoro Italia, ente in house del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (CIF-OIL) annunciano l’avvio di un’importante partnership strategica. La collaborazione nasce nell’ambito dell’accordo tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Centro dell’ILO con sede a Torino con il fine di qualificare le competenze degli operatori, della filiera lavoro e formazione e dell’inclusione sociale, sia tramite momenti formativi che esperienziali, sia attraverso la costituzione di community di apprendimento e pratica.

Grazie a questa intesa, il CIF-OIL affiancherà Sviluppo Lavoro Italia nella progettazione della Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, nel miglioramento dell’offerta formativanelle azioni di capacity building del personale e del sistema dei servizi e politiche del lavoro, attingendo alle migliori prassi internazionali. Il progetto, realizzato nel quadro del Piano Nazionale “Giovani, Donne e Lavoro”, prevede la costruzione di un modello di governance della Scuola multidimensionale, operativo e sostenibile, che utilizzi anche strumenti di intelligenza artificiale per progettare percorsi formativi sempre più efficaci. L’obiettivo è quello di implementare gli strumenti tecnologici e le metodologie nell’erogazione di formazione, progettare le Comunità di pratica di operatori e manager che si consolidino anche oltre il momento formativo, contribuendo al rafforzamento del sistema dei servizi.

Tra le prime attività previste, due percorsi formativi dedicati al personale coinvolto: uno sulle metodologie didattiche innovative e l’altro sulle competenze trasversali, fondamentali per affrontare un mercato del lavoro in continua evoluzione.

ll nostro obiettivo – afferma Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia – è costruire una Scuola che sia a sostegno dell’ecosistema delle politiche per il lavoro, capace di mettere in rete diversi soggetti, dai livelli decisionali a quelli operativi, dal livello nazionale a quello territoriale. Un mercato del lavoro che evolve richiede di intervenire sempre di più sulle conoscenze e competenze degli operatori: in tal senso, la Scuola può contribuire a sviluppare non solo momenti di conoscenza ma anche di scambio ed apprendimento reciproco tra tutti gli attori del sistema. Una struttura stabile, in grado di aggiornare e potenziare le competenze degli operatori, promuovendo anche l’uso dell’IA nella progettazione e nella didattica. Con la collaborazione del Centro di Torino dell’OIL, mettiamo solide basi internazionali a un progetto strategico per il futuro del lavoro in Italia”.

Questo progetto – evidenzia Christophe Perrin, Direttore del Centro Internazionale di Formazione dell’OIL – rappresenta un esempio concreto del nostro approccio di servizio ai costituenti dell’OIL, che combina visione strategica, co-progettazione e supporto tecnico personalizzato. In linea con i valori dell’Organizzazione e con l’esperienza maturata nei nostri 60 anni come motore di innovazione nel settore della formazione, mettiamo a disposizione di Sviluppo Lavoro Italia una comunità di esperti trasversale, per accompagnare la Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro in tutte le sue dimensioni: istituzionale, tecnica e formativa. Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un ecosistema pubblico più efficace, capace di generare impatto duraturo per territori, lavoratori e imprese, ispirato alle migliori prassi internazionali”.

La Scuola sarà operativa su tutto il territorio nazionale, con ricadute locali e uno sguardo aperto sull’Europa e sulle esperienze internazionali.

La Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro – dichiara Massimo Temussi, Direttore Generale delle politiche attive del lavoro, dei servizi per il lavoro e degli incentivi all’occupazione presso il Ministero del Lavoro – è frutto di un accordo internazionale fatto dal Ministro, che cerca di potenziare ed elevare la capacità tecniche e gestionali dei servizi per il lavoro, a partire da quelli pubblici. L’obiettivo è portarli verso la media europea per quanto riguarda la gestione delle transizioni digitali, green, demografiche e lavorative. Sarà importante coinvolgere gli operatori nella rivoluzione in atto a seguito dell’intelligenza artificiale, creando inoltre le condizioni per comunità professionali che scambino prassi tra le Regioni e Province Autonome anche attingendo oltre i confini nazionali. Una Scuola che sarà nazionale, con ricadute territoriali e con uno sguardo rivolto all’Europa e ad altre esperienze internazionali”.

Attraverso questa collaborazione, la Scuola rappresenterà un punto di raccordo tra le iniziative nazionali e quelle territoriali, motrice di innovazione e presidio formativo strategico per un sistema del lavoro sempre più dinamico e inclusivo, accogliendo anche la sfida dell’impatto dell’IA sul mercato e i servizi del lavoro.

Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ecco il programma

Prosegue l’attività della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per il secondo semestre 2025

Dal 2000, la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ente “art oriented” della Fondazione CRT, mette in campo azioni concrete volte a valorizzare talenti e ad arricchire il patrimonio culturale, alimentando al contempo un’estesa collezione di opere d’arte contemporanea, diventata nel tempo tra le più prestigiose a livello nazionale e internazionale.

 

Nel venticinquesimo anno dalla sua costituzione (27 dicembre 2000), la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT prosegue con impegno crescente nell’implementare le linee strategiche del proprio programma, consolidando di anno in anno la sua visione e il suo impatto grazie a singoli eventi e a progetti speciali: Spazio pubblico, scelto come luogo privilegiato per realizzare opere attraverso un processo di coinvolgimento attivo di abitanti, enti locali, associazioni, rendendo l’arte accessibile e partecipata; Internazionalizzazione: un’apertura a progetti oltre i confini della città di Torino e del Piemonte; Comunità, filo conduttore che attraversa tutti i progetti della Fondazione, intesa come destinazione dei progetti di Fondazione e come approccio diretto alla costruzione di una pluralità di gruppi, con l’obiettivo di creare connessioni e rafforzare il tessuto sociale attraverso l’arte; Professioni, quelle dell’arte contemporanea, un settore che richiede competenze specifiche che vanno incoraggiate e formate; Educazione, da sempre un pilastro dell’azione della Fondazione e strumento fondamentale per avvicinare persone di tutte le età ai linguaggi dell’arte, promuovendone la comprensione e l’apprezzamento; Collezione, il cuore dell’identità istituzionale della Fondazione, un patrimonio artistico a disposizione della collettività.

 

“La programmazione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT racconta ciò che questi 25 anni sono stati, ma anche ciò che la Fondazione CRT ha voluto e continua a volere: promuovere la cultura come bene collettivo, generare valore attraverso l’arte, rendere il patrimonio accessibile a tutta la comunità – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT -. Nata nel 2000 per valorizzare un nucleo di opere di Arte Povera, la Fondazione è cresciuta fino a diventare una realtà culturale di riferimento a livello internazionale, con una collezione di oltre 930 opere di 330 artisti, messa a disposizione della collettività e dei musei torinesi. Nel tempo abbiamo ampliato il nostro impegno, avvicinandoci sempre più al territorio, come con il progetto di arte pubblica Radis, e sostenendo attivamente il sistema dell’arte contemporanea piemontese. Abbiamo promosso progetti di rete nei campi della formazione e dell’educazione, come Aperto e aulArte, riconosciuti come best practice a livello nazionale. Oggi la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT continua a contribuire a rafforzare l’identità di Torino come capitale italiana dell’arte contemporanea: il ritorno in Italia del summit internazionale del CIMAM, proprio a Torino dopo oltre cinquant’anni, rappresenta un riconoscimento importante di questa visione aperta, dinamica e attenta alle nuove sfide, come quella dell’AI e della contaminazione tra arte e tecnologia, che trova una delle sue case naturali alle OGR Torino, hub di cultura e innovazione della Fondazione CRT, da dove CIMAM prenderà il via”.

 

“È per me una gioia veder riunite in questo ricco calendario le attività che vedranno la luce nei prossimi mesi, a testimonianza della continuità e dello sviluppo del programma 2024-2027 – dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT -. Le sei parole chiave, con le quali abbiamo sistematizzato la strategia dell’istituzione, rispecchiano le sue vocazioni originarie, collezionistiche ed educative e, d’altra parte, ne indirizzano gli investimenti, progettuali ed economici, verso programmi innovativi nell’ambito dell’arte nello spazio pubblico, dell’alta formazione e dell’internazionalizzazione. Intorno alla collezione, giunta all’importante traguardo dei suoi 25 anni, la Fondazione è oggi più che mai un’istituzione impegnata a favore della comunità dei pubblici dell’arte, del sistema e delle sue istituzioni. Sono certa che, dopo il successo delle prime edizioni, i programmi di arte pubblica Radis e di alta formazione Aperto confermeranno il valore strategico che rivestono per l’istituzione e il territorio. Infine, sono felice che la Fondazione CRT, insieme alla Fondazione Arte, sostenga la Conferenza annuale del CIMAM, un evento internazionale che si svolgerà a Torino nel novembre 2025 e che darà nuova visibilità e centralità alla nostra città”.

Granfondo Biella-Oropa: Ferraro Morey concede il bis, Cavallo superlativa

Nella quinta tappa del Circuito Coppa Piemonte Drali, spettacolo e fatica in un bellissimo territorio e sulla storica “salita dei campioni” verso il Santuario di Oropa.

Biella, 13 luglio 2025 – Una giornata di sport, passione e grandi emozioni ha accompagnato la Granfondo Biella-Oropa, quinta prova del Circuito Coppa Piemonte Drali, che ha visto al via 500 ciclisti pronti a sfidarsi su un tracciato affascinante e impegnativo. L’arrivo, come da tradizione, è avvenuto davanti al maestoso Santuario di Oropa, simbolo del ciclismo epico e della cultura biellese.

Nonostante il meteo incerto, lo spirito sportivo ha prevalso, coinvolgendo atleti, pubblico e volontari lungo tutto il percorso.

 


 

Accoglienza  e pacco gara 

 

L’organizzazione, curata nei minimi dettagli dall’Unione Ciclo Alpina Biellese 1925, ha potuto contare sul sostegno del Comune di Biella, dell’Amministrazione del Santuario di Oropa e sulla collaborazione di forze dell’ordine ed enti locali.

 

Il ritrovo è stato ospitato al Palazzetto dello Sport adiacente al centro commerciale “Gli Orsi”, dove i partecipanti hanno ricevuto un ricco pacco gara: torcetti De Mori, integratori Daigo, una birra Coop da 50 cl, barretta energetica, lubrificante Finisch Line e salvietta detergente.

 


 

Il percorso: 114 km tra paesaggi e fatica

 

Partenza alle 9:30 dal centro commerciale Gli Orsi, in direzione Candelo, attraversando la Baraggia verso Cossato, Mottalciata, Gifflenga, per poi sconfinare sulla provincia di Vercelli con Buronzo, Rovasenda e Roasio, nel suggestivo scenario delle risaie vercellesi.

 

Rientro in provincia di Biella da Crevacuore e inizio delle salite attraversando Valdilana in direzione Bielmonte, entrando in nell’Oasi Zegna. Dopo una lunga discesa in Valle Cervo, si è affrontata la celebre “salita Pantani”, fino all’arrivo al Santuario.

 


 

La gara: attacchi, strategia e assolo finale

 

Gara veloce sin dai primi chilometri, con il primo tentativo di fuga firmato da Andrea Pisetta, che ha guadagnato oltre un minuto sul gruppo, mentre a Roasio si è unito a lui Bruno Sanetti. Sulla Panoramica Zegna, con l’asfalto bagnato da alcune gocce di pioggia, la gara si è accesa.

 

Bielmonte, con meteo instabile, passano al comando Matteo RaimondiPaolo Castelnovo e Gioele Gasparetto. Tra le donne è Martina Cavallo a scollinare per prima.

 

In discesa verso la Valle Cervo, Gasparetto guida su Gavazzi e Ferraro Morey, che poi recupera terreno. All’imbocco della salita finale verso Oropa, quattro atleti tentano l’allungo.

 

Sulla rampa decisiva, è Paolo Castelnovo a rompere gli indugi, ma allo sprint finale è il biellese Alessio Ferraro Morey a trionfare per la secon da volta davanti al pubblico di casa.

 


 

I tre assoluti maschili e femminili

 

Alessio Ferraro Morey (U.S. Vallese) si impone con il tempo di 3h14’58”, battendo in volata Matteo Raimondi (OM.CC, 3h14’59”) e Paolo Castelnovo (Team MP Filtri, 3h14’59”).

 

Tra le donne, straordinaria impresa solitaria di Martina Cavallo (OM.CC) che chiude in 3h27’42”, seguita da Michela Gorini (Santini Squadra Corse, 3h45’29”) e Sabrina De Marchi (ASD Rodman Team, 3h51’26”).

 


 

Le parole dei protagonisti

 

Alessio Ferraro Morey: “Sono felice di aver vinto di nuovo qui a Biella. Abbiamo gestito bene la gara in quattro, sapendo che ce la saremmo giocata sull’arrivo a Oropa. Così è stato.”

 

Martina Cavallo: “Partenza un po’ nervosa, ma sono riuscita a stare sempre davanti. Ho attaccato sulla salita di Bielmonte, poi ho gestito bene la discesa e dato tutto sull’ultima salita. Felicissima del risultato.”

 


 

Pasta party e premiazioni

 

Grande festa con il pasta party firmato Giovanni Rana al centro commerciale Gli Orsi: pasta al pomodoro o ravioli, frutta o dolce, acqua per tutti.

 

Le premiazioni assolute si sono svolte subito dopo l’arrivo al Santuario, mentre la premiazione generale ha avuto luogo presso “Gli Orsi”, con premi in abbigliamento tecnico, utensili Beta, cesti Coop e materiale sportivo e biciclette.

 


 

Classifiche Coppa Piemonte: cambiano gli equilibri

 

Dopo cinque tappe, ecco i leader provvisori:

 

  • Dis: Cinzia Fantino
  • F1: Camilla Puricelli
  • F2: Sabrina De Marchi
  • F3: Elisabetta Debernardi
  • GEN1: Tommaso Galli
  • GEN2: Angelo Quarena
  • JU: Francesco Vai
  • SEN1: Massimiliano Barbero Piantino
  • SEN2: Antonio Spezia
  • SGA: Stefano Carbone
  • SGB: Dante Marchis
  • VET1: Alberto Roggero
  • VET2: Marco Palmero

 

Classifica a squadre di giornata:

 

  1. ASD Rodman Team
  2. ASD Swatt Club
  3. ASD Penta Bike Cyclin Team
  4. U.C.A.B. 1925 Biella Semperlux
  5. ASD Myg Cycling Team
  6. Team Garda Matergia
  7. ASD Biella Biking
  8. Team Locca
  9. U.S. Vallese
  10. Lupato Brothers Racing Team

 


 

Prossima tappa: la Granfondo Diablo

 

Il circuito si chiuderà il 14 settembre 2025 a Ponte di Formazza (VB) con la Granfondo Diablo, tappa conclusiva dell’edizione 2025. Un percorso alpino tra salite impegnative e scenari mozzafiato.

 

Tutti i risultati, foto e aggiornamenti su:
facebook.com/coppapiemonte
www.circuitocoppapiemonte.it

Costruire in prossimità dei cimiteri, la proposta al Parlamento

La congiunta delle commissioni Urbanistica e Sanità, presieduta da Mauro Fava, a Palazzo Lascaris ha licenziato a maggioranza la proposta di legge al Parlamento per la modifica dell’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie, che riguarda le distanze minime tra i cimiteri e i centri abitati e altri edifici, fissate in 200 metri, con deroghe fino a 100 o 50 metri per “giustificati e gravi motivi”.  La legge 166/2002 aveva poi modificato la configurazione delle fasce di rispetto cimiteriali, prevedendo una serie di deroghe. 

L’assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo ha spiegato che la proposta di legge presentata “amplia la parte relativa alle deroghe all’inedificabilità: vengono cioè introdotte nuove possibilità d’intervento, sempre all’esterno della fascia dei cinquanta metri dal perimetro dell’impianto cimiteriale”.
Nominati relatori di maggioranza e di opposizione i consiglieri Silvio Magliano (Lista Cirio) e Vittoria Nallo (Sue).

Via libera anche alla Pdl per il contrasto a solitudine e abbandono sociale.

Il 21 ottobre di ogni anno sarà la “Giornata regionale dell’ascolto per la prevenzione e il contrasto alla solitudine e all’abbandono”: lo prevede la proposta di legge a prima firma Magliano in tema di interventi per prevenire e contrastare la solitudine e l’abbandono sociale, licenziata oggi a maggioranza in quarta Commissione, presidente Daniele Valle.
Oltre a istituire la giornata regionale, la Pdl prevede che la Regione organizzi campagne informative sui servizi erogati dagli enti del terzo settore che operano nel campo dell’ascolto e promuova progetti per prevenire la solitudine e l’abbandono sociale di soggetti a rischio di emarginazione.
Il provvedimento sarà discusso nella seduta di Consiglio di domani, 15 luglio. Relatori i consiglieri Magliano, Nadia Conticelli (Pd), Alberto Unia (M5s) e Giulia Marro (Avs).

In Commissione si è poi tenuto un approfondimento tecnico sulla recente delibera dell’Asl di Alessandria che ha eliminato la seconda linea medica del Pronto Soccorso di Tortona introdotta nel 2024, che prevedeva una copertura 8-20 nei giorni feriali. Sul tema è stato sentito il direttore dell’ospedale di Tortona Simone Porretto, che ha risposto ad alcune domande dei commissari Domenico Ravetti (Pd) e Davide Buzzi Langhi (FI).

Ufficio stampa CRP

Quel che resta degli Agnelli

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Sono stato in cordiali rapporti con Marella Agnelli che sapeva  apprezzare la cultura, anche quella libera. Le vicende giudiziarie dei suoi eredi e la causa della figlia Margherita contro i suoi tre figli appaiono davvero una delle pagine più tristi della dinastia Agnelli. I tre eredi non avrebbero pagato la tassa di successione in Italia, sostenendo che Marella vivesse in Svizzera, cosa che risulterebbe non vera. Adesso “Il Fatto” rompe il silenzio ovattato, garantito alla famiglia Elkann da una stampa servile e omertosa. Non avrebbero versato al fisco italiano quanto dovuto (circa 175 milioni di euro), per evitare un processo o se esso fosse inevitabile per chiedere l’attivazione dell’istituto giuridico  della messa alla prova, come per le marachelle del sindaco di Moncalieri rag. Montagna, tanto per avere un’idea. Una messa alla prova per estinguere il reato, senza ammettere di averlo compiuto, come  precisa in modo asciutto  un portavoce sconosciuto della famiglia, magari lavorando gratis in strutture ospedaliere, benefiche o culturali. Mi metto dalla parte degli operai Fiat senza lavoro e mi domando perché tanti riguardi verso tre personaggi che certo non sono benefattori dell’umanità. I diritti di tutti vanno tutelati, compresi quelli dei tre fratelli  e di  mamma Margherita. E’ chiaro che dopo questo versamento di soldi, le ragioni di Margherita sono in ascesa. In discesa precipitosa è invece  la dignità di una famiglia che pure ha fatto  per un certo periodo la storia di Torino sia pure passando dal giolittismo al fascismo, dalla Dc al partito repubblicano. Da anni ormai non è più torinese la Fiat e meno che mai quello che resta degli Agnelli, se si esclude  Allegra, la vedova di Umberto Agnelli che si dedica a Candiolo. Il resto dell’intera famiglia ha scritto la parola fine ad una storia che solo i comunisti giudicavano totalmente  indecente.

Scanderebech (FI): “Torino dimentica le mascotte olimpiche”

“ NEVE, GLIZ E ASTER: ASPETTIAMO CHE SMAT RIPRISTINI GLI ULTIMI ESEMPLARI RIMASTI”

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, è stata discussa un’interpellanza presentata dalla Capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech che solleva il tema dello stato attuale e della valorizzazione delle mascotte ufficiali dei Giochi Olimpici Invernali Torino 2006: Neve, Gliz e Aster. Un simbolo forte dell’eredità olimpica cittadina che, a quasi vent’anni dall’evento, versa in condizioni di abbandono e degrado.
Dichiara SCANDEREBECH (FI): «È fondamentale che si riconosca l’importanza culturale e simbolica di Neve, Gliz e Aster, non solo come ricordo di un grande evento sportivo ma come patrimonio vivo della città. Dopo anni in cui quasi tutte queste statue sono state trascurate e lasciate a se stesse, è doveroso che l’Amministrazione comunale metta in atto una strategia di tutela e valorizzazione, capace di restituire dignità a queste icone olimpiche.»
Aggiunge SCANDEREBECH (FI : «La risposta alla mia interpellanza del 2020 annunciava interventi concreti di recupero e valorizzazione che, ad oggi, restano largamente disattesi. Questo immobilismo politico e gestionale non solo danneggia la memoria storica, ma anche l’immagine della nostra città, che così appare indifferente verso la propria eredità. Nel corso del dibattito in aula, l’Assessore Tresso ha riferito che il trio di mascotte collocato nel Parco Colonnetti è attualmente in fase di restauro a cura di SMAT, e che verrà ricollocato sul sito originale una volta concluso il cantiere attualmente presente nell’area verde. Per le restanti statue stoccate nei magazzini comunali, purtroppo, si segnala un avanzato stato di deterioramento: secondo quanto dichiarato, sarebbero ormai troppo compromesse per essere recuperate e al momento non risultano attivi altri programmi o progetti specifici per la loro valorizzazione o promozione. »
Incalza SCANDEREBECH (FI): «E’ triste sapere che saranno lasciate al loro destino. Ma soprattutto, è necessario che si elabori un progetto concreto e ambizioso di valorizzazione che vada ben oltre la semplice pulizia o restauro. Le mascotte devono tornare a essere protagoniste vive della città attraverso eventi culturali, mostre tematiche e collaborazioni con enti pubblici e privati, affinché Neve, Gliz e Aster non restino solo pezzi da museo abbandonati, ma diventino simboli dinamici di un’eredità olimpica da rilanciare come volano di turismo e identità cittadina.»
Conclude SCANDEREBECH (FI): «Il centro storico, le piazze, i parchi devono tornare a raccontare la storia di Torino, anche attraverso Neve, Gliz e Aster. Non possiamo accettare che la memoria olimpica venga lasciata all’incuria mentre si costruiscono nuovi cantieri e nuove visioni per la città. Serve una politica della cura e della valorizzazione che riconosca l’importanza di queste icone come volano di sviluppo culturale e turistico.»