ilTorinese

L’Unione Montana Via Lattea si dota dell’Ufficio Europa

Nasce l’Ufficio Europa dell’Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea. Si tratta di un servizio associato per le Politiche Europee a  servizio su tutto il territorio.

“Siamo decisamente soddisfatti – ha dichiarato Mauro Meneguzzi, Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici della via Lattea-  perché riteniamo un fatto molto importante essere arrivati all’approvazione in Consiglio di Unione Montana dello Sportello Europa. Siamo altresì orgogliosi di averlo fatto in quanto siamo una delle poche Unioni che, ad oggi, hanno istituito questo strumento con relativa delibera”.

L’Unione  Montana Comuni Olimpici Via Lattea compie così un importante passo in avanti nel rafforzamento delle proprie capacità di accesso ai finanziamenti sovralocali.
Con l’approvazione nei consigli comunali, nasce ufficialmente l’Ufficio Europa, il Servizio Associato per le Politiche Europee,  dedicato alla ricerca, gestione e valorizzazione delle opportunità offerte dai fondi europei, nazionali e regionali.
“L’iniziativa rappresenta un salto di qualità nella capacità amministrativa del territorio – precisa il presidente Meneguzzi – e nasce grazie al percorso di affiancamento di consulenza  promosso da ANCI nell’ambito del progetto  P.I.C.C.O.L.I, svoltosi tra l’ottobre del 2025 e il gennaio del 2026.
Il percorso ha previsto laboratori operativi, incontri online e momenti formativi,  coinvolgendo il personale dell’Area Vice Segreteria e Attività Strategiche, insieme al Segretario comunale dell’Unione che ringraziamo, come ringraziamo il sindaco di Pragelato Massimo Marchisio e la funzionaria Alessia Prin per aver partecipato a Roma al convegno conclusivo PICCOLI di ANCI”.
Grazie  a questo lavoro l’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea ha rafforzato le proprie competenze nella gestione dei bandi, in particolare regionali e locali.

“Pur avendo già partecipato in passato a progetti europei diretti come partner – aggiunge il Presidente Meneguzzi – l’obiettivo è  ora quello di compiere un ulteriore passo in avanti, candidandosi come soggetto promotore di progetti a finanziamento diretto, privilegiando iniziative che non richiedono partenariati internazionali complessi e che risultino più semplici da presentare e da gestire, come i  Gemellaggi”.
La costituzione dell’Ufficio Europa è stata accompagnata dalla realizzazione di una serie di strumenti operativi a supporto dell’attività amministrativa , tra cui l’atto costitutivo dell’Ufficio Europa, con convenzione e delibera di Consiglio,  un documento di analisi e modellizzazione di casi di successo  di Uffici Europa, un vademecum per la ricerca dei bandi europei, le linee guida per la redazione di una newsletter  informativa sui bandi, un’agenda pratica su come leggere e scrivere un progetto europeo, valorizzare le risorse disponibili per lo sviluppo locale con un ufficio ad hoc.
Questo ufficio si inserisce in un ambito più  ampio di rafforzamento della capacità amministrativa dei Comuni, allineandosi ad importanti progetti nazionali promossi dal Governo per facilitare l’accesso ai fondi europei da parte degli enti locali.
Il presidente Meneguzzi presenta i due obiettivi principali del nuovo servizio “ In primis servirà  a favorire l’accesso,  la gestione e e la rendicontazione  delle risorse finanziarie disponibili à livello europeo, nazionale e regionale per la realizzazione di progetti di interesse comune; in secondo luogo a promuovere e coordinare attività di informazione, formazione, progettazione e networking legate alle opportunità offerte dai fondi europei e da altre fonti di finanziamento “.
Un ulteriore elemento di valore della nuova struttura è rappresentato dalla natura aperta della Convenzione Istitutiva, che in futuro consentirà l’adesione di altri enti locali e soggetti istituzionali pubblici e privati del territorio.
L’obiettivo è quello di ampliare progressivamente la rete di collaborazione, rafforzare le competenze e sviluppare sinergie utili per intercettare nuove opportunità di finanziamento e sostenere lo sviluppo sul territorio.
Con la nascita dell’Ufficio Europa, l’Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea si dota di uno strumento strategico per affrontare in modo strutturato le sfide della progettazione europea.

Mara Martellotta

Tutto su ospitalità e ristorazione, Horeca Expoforum

/

Dal 15 al 17 marzo prossimi, al Padiglione 3 del Lingotto Fiere di Torino, torna Horeca Expoforum, il salone professionale dedicato alla filiera dell’ospitalità e della ristorazione e organizzato da GL Events. La terza edizione conferma la crescita dell’evento e il suo ruolo di piattaforma per chi opera nel comparto, una tre giorni che unisce business, formazione e innovazione.
Il salone riunisce una comunità di oltre 300 brand che comprende forniture professionali, food & beverage , torrefazioni, distributori e rafforza la propria dimensione internazionale grazie alla presenza di aziende europee di primo piano.
La Regione Piemonte acquisisce un ruolo centrale  con lo spazio denominato “PiemonteIS”, che mette in rete eccellenze, consorzi e associazioni di categoria in un racconto condiviso del sapere artigianale e gastronomico.
La fiera si arricchisce anche della sezione di Alimentability, iniziativa culturale e scientifica che coinvolge università, ospedali, esperti e media su un tema cruciale, l’informazione agroalimentare etica.
Accanto a questi contenuti l’innovazione resta uno dei pilastri con soluzioni digitali, intelligenza artificiale,  sistemi di pagamento evoluti e un’area dedicata alla start up curata da Piemonte Innova e Polo ICT.
Horeca Expoforum rafforza inoltre il proprio impegno sociale destinando al Banco Alimentare il ricavato dell’iniziativa contro lo spreco, realizzata in collaborazione con Too Good to Go.

“ Horeca Expoforum è  il luogo dove il settore si incontra e si riconosce. Qui professionisti, buyer, distributori e aziende trovano un appuntamento imprescindibile,  uno spazio in cui confrontarsi sulle trasformazioni dell’Horeca e costruire nuove opportunità di crescita” afferma Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

Nei settori delle forniture professionali, dagli elettrodomestici agli arredi, dalle stoviglie al tovagliato, molte realtà hanno scelto di tornare e hanno confermato Torino quale snodo commerciale e relazionale strategico.
Costante anche la presenza dei distributori alimentari e delle imprese produttrici di farine, elementi chiave per bakery e pizzerie.
Il mondo del caffè ha il suo spazio e si amplia della collaborazione con SCA Italy Speciality Coffee Association, in un’area dedicata dove troveranno posto competizioni, dimostrazioni e roasters di alta gamma.
A rappresentare l’eccellenza piemontese ritorna la marca Costadoro, storica torrefazione e punto di riferimento nel panorama del caffè di qualità.  Sul fronte internazionale si confermano la partecipazione dal Belgio di Volcke Aerosol, multinazionale specializzata in spray alimentari, dalla Francia di Bragard, uno dei marchi più prestigiosi al mondo nell’abbigliamento professionale,  e dall’Austria di Hobex, uno dei provider più autorevoli in Europa nei sistemi di pagamento cashless.

Un’importante novità e un valore aggiunto per il comparto dell’ospitalità è dato dalla partecipazione della Regione Piemonte con lo spazio “PiemonteIS”, una sala di 48 posti con due cucine a vista che ospiteranno showcooking, degustazioni, concorsi e incontri con personalità della cucina a comporre, durante la tre giorni del Salone, un racconto corale dedicato alle eccellenze produttive agroalimentari, artigianali e gastronomiche del territorio.
“La presenza della Regione Piemonte a Horeca Expoforum 2026 rappresenta una scelta strategica – ha dichiarato l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport, Post Olimpico, Caccia e Pesca e Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni – Con ‘PiemonteIS’ offriamo una casa comune alle realtà che rendono competitivo il volano che in Piemonte connette due eccellenze come il sistema agroalimentare e quello dell’ospitalità.
Consolidiamo il dialogo con il mondo Horeca, settore chiave per la valorizzazione delle produzioni piemontesi. Mettere in rete queste eccellenze significa sostenere le imprese, favorire  nuove sinergie e rafforzare lo sviluppo economico e turistico del territorio.
La Regione  investe in qualità, cultura gastronomica e collaborazione tra istituzioni e filiera, convinta che fare sistema sia la leva per una crescita solida e competitiva”.

Altro tassello dell’edizione 2026 di Horeca Expoforum è rappresentato dal festival Alimentability,  promosso da ASA, Associazione Stampa Agralimentare Italiana, che introduce nel salone una dimensione culturale e scientifica dedicata all’informazione agroalimentare etica. Il programma, articolato in momenti divulgativi,  sessioni scientifiche e attività applicative, vedrà la partecipazione dell’Università di Torino, Humanitas Gradenigo, esperti di microbiologia, di neuroscienze sensoriali e di qualità alimentare, insieme a testimonianze del mondo produttivo, tecnico e gastronomico.
Media, giornalisti specializzati, analisti di settore  completeranno il quadro che fa di Alimentability un hub di confronto interdisciplinare, capace di rafforzare la qualità del dibattito pubblico sul cibo, offrendo alla filiera Horeca strumenti aggiornati.
Infine gli espositori di Horeca Expoforum potranno affidare al team di Too Good to Go i prodotti alimentari avanzati, che verranno messi a disposizione del pubblico del Salone attraverso le note “Surprise bag”.

Horeca Expoforum

15-17 marzo ore 9.30-18.30 Padiglione 3 Lingotto Fiere, via Nizza 294

Evento dedicato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca

Ingresso gratuito previo accredito sul sito della manifestazione

Mara Martellotta

Coldiretti Torino, confronto con gli industriali del latte e dei formaggi

/

“Troppo bassi i prezzi del latte riconosciuti agli allevatori”

Coldiretti Torino invita gli industriali del latte al senso di responsabilità verso il territorio e nella battaglia comune contro le speculazioni. Da oltre 5 mesi agli allevatori viene riconosciuto un compenso che in molti casi è al di sotto dei costi di produzione, una situazione che colpisce soprattutto le aziende gestite da giovani che hanno investito sul loro futuro innovando strutture e infrastrutture per il benessere animale e la qualità del prodotto.
Per affrontare questa situazione insostenibile Coldiretti Torino con una lettera chiede un confronto sindacale urgente alle principali aziende di trasformazione lattiero-casearie del Torinese.

“I prezzi oggi riconosciuti alla stalla – scrive il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – risultano, per molte aziende, non più compatibili con i costi reali di produzione. Negli ultimi mesi il prezzo del latte alla produzione ha registrato una riduzione significativa, mentre i costi continuano a crescere: energia, mangimi, carburanti e manodopera incidono in modo sempre più pesante sui bilanci aziendali. In queste condizioni, numerose aziende zootecniche stanno lavorando senza margini adeguati, con il rischio concreto di ridurre la produzione o di cessare l’attività. Le aziende agricole sono il primo anello della filiera lattiero-casearia e garantiscono ogni giorno qualità, sicurezza e continuità produttiva. Senza un riconoscimento economico adeguato del latte alla stalla, la tenuta del settore diventa fragile, con ricadute su trasformazione, occupazione e territori rurali. Oggi, nel Torinese, sono attive 803 stalle da latte per oltre 1300 addetti diretti, con oltre 35 mila mucche solo di razza Frisona a cui vanno aggiunte razze tipicamente alpine come la Pezzata Rossa e la Pustertaler-Barant. Una capacità produttiva che garantisce ogni anno oltre 10 milioni 500mila litri di latte fresco. Un latte che deve rispondere a precise caratteristiche di qualità richieste per la produzione dei formaggi tipici del territorio: buona presenza di proteine e di grassi. Una qualità che è possibile solo con un alto livello di benessere animale e con un’alimentazione bilanciata che incide anche sulla qualità dell’ambiente. La storica tradizione dell’allevamento torinese che affonda le radici nella storia si basa sul fieno ricavato dal prato stabile e sulle coltivazioni di prossimità, soprattutto di mais. Le aziende agricole cercano di essere autosufficienti per il nutrimento degli animali e questo rende l’ambiente delle nostre campagne ricco di prati e di campi aperti. Tutto questo patrimonio ambientale sparirebbe se chiudessero i nostri allevamenti”

Mara Martellotta.

I pro Pal tornano in piazza a Torino

/

Nel pomeriggio di oggi, sabato 14 marzo, è in corso nel centro di Torino una manifestazione a sostegno della Palestina. Il corteo è partito intorno alle 14:30 da piazza XVIII Dicembre, vicino alla stazione di Porta Susa, e si dirige verso piazza Vittorio Veneto attraversando alcune vie centrali. Numerosi gli agenti in tenuta antisommossa lungo il percorso.

La mobilitazione, organizzata da collettivi e associazioni solidali con la popolazione palestinese, vuole richiamare l’attenzione sul conflitto a Gaza e contestare i recenti provvedimenti giudiziari nei confronti di alcuni attivisti. La manifestazione sta causando temporanee modifiche alla viabilità nelle zone attraversate dal corteo, sotto il controllo delle forze dell’ordine.

Foto Francesco Valente

“La pasta è cultura”: l’idea di qualità dietro Brün Pasta

Informazione promozionale

Dalla selezione degli ingredienti al legame con Torino: la filosofia di Brün Pasta raccontata dal suo fondatore.

Nel cuore di Torino esistono luoghi che, nel tempo, diventano punti di riferimento non soltanto per ciò che si mangia, ma per il modo in cui si viene accolti. Brün Pasta è uno di questi. Un piccolo ristorante-pastificio dove la tradizione della pasta fresca incontra una dimensione più personale fatta di dialogo con il cliente, attenzione agli ingredienti e possibilità di scegliere e personalizzare il proprio piatto.

Per comprendere meglio la filosofia che sta dietro questo progetto abbiamo incontrato il titolare di Brün Pasta, che in questa intervista racconta la sua idea di cucina, il rapporto con i clienti e il motivo per cui, negli anni, il locale è diventato un indirizzo sempre più frequentato anche da visitatori provenienti da tutto il mondo.


Come nasce Brün Pasta e quale idea di pasta fresca c’è dietro questo progetto?

Brün nasce dall’idea di due amici che, per scelte alimentari personali, decidono di proporre cibo di qualità ma fondamentalmente diffondere verso il pubblico la cultura del cibo tradizionale a partire dai grani italiani. Disponiamo di un patrimonio immenso radicato nelle nostre regioni, se solo pensiamo a grani tipo il Cappelli o ai grani antichi che proponiamo rigorosamente semi integrali o integrali che conservano tutte le loro proprietà nutritive ed il cui glutine non provoca intolleranze. Oramai il cibo industriale ed elaborato è di larga diffusione e, se solo riflettiamo sulle farine raffinate,(come la “00”), l’amido è l’elemento superstite del processo di lavorazione che elimina le parti esterne del chicco (crusca e germe), ricche di fibre, vitamine e minerali. Si tratta di un carboidrato complesso che nella fase digestiva viene immediatamente trasformato in zucchero con tutte le conseguenze della sua assunzione e quindi picco glicemico, iperproduzione di insulina e non dimentichiamo che i carboidrati concorrono alla produzione endogena di colesterolo. Insomma, ci siamo industriati per mangiare sano e abbiamo voluto trasferire questo ai nostri clienti


Quando si parla di pasta fresca di qualità, quali sono secondo lei gli elementi che fanno davvero la differenza?

Parliamo di cibo ed in particolare di pasta, alimento fondamentale della nostra tradizione culinaria e quindi due sono gli elementi che per noi fanno la differenza, la qualità delle materie prime dalle farine rigorosamente italiane, biologiche o a residuo chimico zero, agli ingredienti che utilizziamo per i nostri sughi prediligendo prodotti della nostra regione. Il secondo elemento è la cucina tradizionale piemontese e italiana. Non abbiamo bisogno di inventarci nulla, dobbiamo semplicemente attingere alle ricette classiche della cucina casalinga .


Qual è il rapporto tra Brün Pasta e Torino? Quanto conta il legame con il territorio e con il quartiere?

Torino è il nostro mercato di riferimento, ci troviamo nel centro della nostra città che negli ultimi anni ha avuto un forte incremento turistico e gran parte dei nostri clienti sono appunto i turisti, italiani e stranieri ma, quotidianamente, abbiamo anche molti lavoratori della zona


Quali prodotti rappresentano meglio la tradizione regionale  e raccontano la vostra identità?

Siamo in Piemonte e l’agnolotto alla piemontese è il nostro prodotto di punta. L’agnolotto rappresenta al meglio la cura che dedichiamo ai nostri prodotti: Farina di Tipo 1 a residuo chimico zero coltivata in Piemonte e uova biologiche. Per il ripieno, ossobuco e arrosto di vitello di razza piemontese certificata oltre a salsiccia, salame cotto, Parmigiano Reggiano, uova bio e verza.


Qual è il lavoro che spesso il cliente non vede ma che è fondamentale per la qualità finale?

Oltre ad utilizzare ingredienti di qualità bisogna cucinarli con cura e professionalità, dalla preparazione dei ripieni delle nostre paste ai sughi freschi che quotidianamente rappresentano gran parte del nostro lavoro. Alcuni esempi? Il nostro ragù cuoce dalle tre alle quattro ore e, non utilizzando conservanti, i dodici/tredici sughi freschi che proponiamo ai nostri clienti occupano gran parte del tempo dei nostri collaboratori.


Qual è la soddisfazione più grande che ricevete dai vostri clienti?

Credo che la più grande soddisfazione siano i clienti che, dopo aver mangiato, ci ringraziano! Ma questo è il risultato dell’accoglienza che riserviamo loro spiegando, se necessario, in inglese francese o spagnolo cosa possono mangiare da noi. Insomma, per noi il cliente è al centro e da noi deve sentirsi coccolato.


Guardando al futuro, quale direzione immagina per Brün Pasta?

Stiamo lavorando per replicare il nostro format e presto apriremo un altro punto vendita. Immaginiamo che questo possa essere l’inizio della fase successiva e poi valuteremo i risultati.

 

Telefono

Dove siamo

Ci trovi in Via Santa Teresa 16/D a Torino

Giachino: Come sta Torino dopo 4 anni e mezzo di Giunta Lo Russo?

A un anno dal voto i partiti prendono posizione ma nessuno fa l’analisi su come sta Torino dopo 4 anni e mezzo di Lo Russo o dopo 33 anni di Giunte di sinistra. 
Caro Direttore,
A un anno dalle elezioni comunali i partiti prendono posizione sul campo per partecipare al voto. Stranamente però nessuno che presenti i conti della Città. Come sta Torino dopo oltre 4 anni della Amministrazione Lo Russo? Sta meglio o peggio di quattro anni fa ? Come sta Torino dopo 33 anni di Giunte di sinistra ? Sono le cose che qualsiasi amministratore di azienda presenta ai suoi azionisti alla Assemblea. Noi cittadini siamo gli azionisti della Torino Spa.
Torino come dicono i sindacati e’ capitale della cassa integrazione, a Torino il 76% dei giovani e’ precario come ha detto il Cardinal Repole. A Torino come ha detto il Direttore della Caritas la povertà è in aumento.  Il motore economico della Città oggi è più debole di 33 anni fa. Lo stesso Castellani che pure non ha mai voluto leggere bene i numeri, dice che Torino è ancora in una fase di transizione, cioè non ha ancora imboccato la nuova strada economica e sociale. Nel frattempo però le altre Città italiane sono andate più avanti, non solo Milano ma anche Bologna, che in vent’anni ci ha superato di venti punti. Il principale motore economico della nostra Città è andato in crisi e il Comune non ha fatto nulla per difenderlo. Prima la Appendino e il Governo giallorosso non hanno messo il golden power allorché la Fiat è stata venduta a Peugeot e poi quando l’Europa ha votato la delibera che puntava tutto sull’auto elettrica , Lo Russo ha sostenuto quella decisione votata anche dalla Schlein.
Martedì i moderati che da vent’anni sostengono le amministrazioni di sinistra si sono accorti che turismo, eventi e aerospazio non pareggiano ciò che abbiamo perso nel settore auro. In qualsiasi azienda privata gli azionisti a fronte di questi errori avrebbero già mandato a casa chi ha amministrato Torino negli ultimi trent’anni. Invece i moderati, ma non troppo, di Portas e il gruppetto di Demos oltre all’altro gruppetto dei renziani vogliono continuare ad  appoggiare Lo Russo nonostante il Sindaco per ingraziarsi la Schlein abbia detto che la sinistra deve fare la sinistra, dopo aver cercato di dialogare senza successo con Askatasuna e dopo aver rinsaldato i rapporti con la sinistra sinistra di AVS, contraria alla TAV e silente rispetto agli assalti alle stazioni ferroviarie e alla sede de La Stampa.
Ecco che diventa sempre più forte l’esigenza di cambiare aria in Comune. La democrazia si basa sulla alternanza al governo. Dopo 33 anni la alternanza alla guida della Città non può che fare bene e toglie le incrostazioni pesanti. E’ la democrazia bellezza. Facciamo circolare aria fresca in Comune.
Torino deve puntare ad essere la Capitale della mobilità del futuro facendo lavorare insieme i ricercatori del Centro ricerche FIAT con gli esperti della IA ora che il Governo ha assegnato a Torino il Centro per la IA. Difendiamo l’industria che come abbiamo visto dalla ricerca presentata ieri dagli Industriali ha tenuto bene e si è diversificata. Acceleriamo la costruzione della TAV e della linea 2 della Metro, affrontiamo di petto la questione della Tangenziale. Rilanciamo le Fiere, i Congressi e l’Aeroporto, sviluppiamo la logistica perchè i Paesi che hanno la logistica più forte crescono di più. Puntiamo su un Manager internazionale che porti a Torino i suoi grandi colleghi stranieri e convinca i torinesi con grandi patrimoni a scommettere sulla Città, investendo qui i miliardi di euro che in questi anni hanno investito nella finanza.  Investiamo sulle periferie, portando lavoro vero e sicurezza,   non feste di quartiere che durano lo spazio di un pomeriggio.
Mino GIACHINO Commissario torinese UDC

“Caduto intonaco nel carcere di Torino”

Questa mattina, intorno alle ore 10:40, presso il terzo piano del Padiglione B della Casa Circondariale di Torino, nella rotonda del padiglione, si è verificato il cedimento di una parte consistente dell’intonaco del solaio.

Secondo le prime informazioni, al distacco potrebbe aver contribuito anche il maltempo che nelle ultime ore sta interessando la città. Fortunatamente non si registrano feriti né tra il personale di Polizia Penitenziaria né tra la popolazione detenuta. L’area interessata è stata immediatamente messa in sicurezza per evitare ulteriori rischi.

“A questo episodio – dichiara Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – si aggiunge l’ennesima conferma delle condizioni critiche in cui versano molte strutture penitenziarie del Paese. Da anni il SAPPE denuncia lo stato fatiscente di diversi istituti e sollecita interventi urgenti di manutenzione e messa in sicurezza, a tutela del personale di Polizia Penitenziaria e dei detenuti”.

Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Quanto accaduto a Torino dimostra ancora una volta come il problema dell’edilizia penitenziaria sia una questione nazionale che non può più essere rinviata. Per questo rivolgiamo un appello al Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria, Marco Doglio, affinché disponga un monitoraggio nazionale sullo stato delle carceri italiane. È necessario verificare con urgenza le condizioni strutturali degli istituti del Paese per garantire sicurezza al personale di Polizia Penitenziaria e ai detenuti”.

Il SAPPE rinnova quindi la richiesta di interventi concreti e programmati sull’edilizia penitenziaria, per prevenire situazioni di rischio e assicurare adeguati standard di sicurezza all’interno degli istituti.

Un eroe italiano, iniziate le riprese

Sono iniziate lo scorso 27 febbraio le riprese del film Un eroe italiano, da un’idea di Yousuf Saeid diretto da Duccio Chiarini alla sua terza regia per il cinema dopo Short Skin e  L’ospite, con protagonisti Andrea Pennacchi (Le città di pianura, Primavera, Berlinguer – la grande ambizione),  Enrico Tijani (Mare Fuori) affiancati sul set da Valentina Romani e Iaia Forte.

Le riprese si svolgeranno a Torino per sette settimane.

Scritto da Giulia Gianni e Duccio Chiarini con la collaborazione di Yousuf Saeid e Paola Rota, Un eroe italiano è prodotto da Rosamont (Le sorelle Macaluso, Leggere Lolita a Teheran, Gli oceani sono i veri continenti) con Rai Cinema, con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund”, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e del Fondo Regionale per l’Audiovisivo del FVG.

Per Rosamont realizzare questa commedia è come scrivere il lieto fine di una favola. Il desiderio di Yousuf Saeid di raccontare le vicende di un migrante scorretto nasce dalla sua volontà di rappresentare un’umanità fragile e difettosa, senza moralismi, con tanta ironia. Nessuno meglio di Duccio Chiarini può valorizzare questo racconto delicato e divertente, con poesia, rispetto e intelligenza” – ha dichiarato Marica Stocchi, produttrice Rosamont.

Yousuf Saeid (conosciuto come MC Swat) arriva in Italia otto anni fa dopo essere stato costretto a lasciare  la Libia , per lo stile provocatorio del suo rap.

Colpito dal razzismo e dal pietismo verso i migranti, Yousuf ha pensato di proporre a Rosamont una storia per il cinema che raccontasse finalmente le vicende di un migrante imperfetto, arrogante, perché “i migranti sono sempre visti come vittime o come minaccia, mai come esseri umani.

Aigo (Enrico Tijani) è un giovane migrante. È in Italia da un po’ e sogna di andarsene presto, appena riuscirà a ottenere i documenti necessari. E’ pronto a tutto per averli, anche a compiere un atto eroico.

Antonio (Andrea Pennacchi) è un colonnello dei carabinieri in pensione, vedovo e misantropo, deluso dalla vita, arrabbiato col mondo e in conflitto con la figlia. Abbracciando i più ovvi luoghi comuni cerca costantemente qualcuno con cui prendersela.

L’incontro tra i due, imprevedibile e rocambolesco, costringerà Aigo e Antonio – se pur diversi, uniti dalla solitudine e dalla rabbia – a mettere in discussione i pregiudizi che li hanno guidati fino ad allora per aprire finalmente  il proprio cuore agli altri.