ilTorinese

Sabati di Pace. AGiTe a Torino

Oltre 60 le fotografie – testimonianza dei “Sabati di Pace”, raccolte in mostra alla torinese Libreria “Binaria”, erede della “Torre di Abele”

Dal 5 al 28 febbraio

Ce ne fossero di quei sabati! Tutti pacifici ma “esibiti” con forza e “spesi” contro ogni violenza o fragore assordante e terribile di guerra. Sabati come voci e immagini di piazza, in cui l’anonimato del quotidiano si fa “alto” grido (quanto recepito!? Non importa!) di quelle speranze di “Pace” di cui i pochi “grandi” dittatori  della Terra ogni giorno si empiono la bocca, per calpestarle poi ignobilmente, in nome di una misera cruenta manciata di potere, altamente sorda alle voci, alle suppliche e ai pianti di popoli divenuti pedine assolutamente insignificanti e miserevoli nelle loro mani. Tutto questo vuole documentare la significativa mostra fotografica “Sabati di Pace. AGiTe a Torino”, in programma dal prossimo giovedì 5 febbraio (inaugurazione, dalle 18 alle 20fino a sabato 28 febbraio, nei locali della Libreria “Binaria”, in via Sestriere 34, a Torino.

Organizzata da “AGiTe” (la subalpina realtà informale, nata sotto la Mole nel 2017, che riunisce cittadine e cittadini, associazioni, enti e istituzioni locali “Contro l’Atomica, tutte le Guerre e i Terrorismi”, da cui l’acronimo in cui si riassumono per l’appunto i tre principali impegni espressi nella sigla associativa), l’esposizione nasce proprio dagli scatti fotografici realizzati tutti i sabatidall’inizio del 2022 (oggi si è arrivati a ben 203 “sabati”) per documentare l’esperienza dei molteplici incontri e delle iniziative portate avanti dal “Coordinamento AGiTe”. Le immagini raccontano molto semplicemente cosa accade durante la solita ora “sabatina”, con ritrovo in piazza Carignano o Castello a Torino, e la motivazione per la quale continuano da cosi tanto tempo quei benedetti, attenti alla libertà e alle esigenze di ognuno, “sit-in di Pace”.

Dicono gli organizzatori: “Per ‘AGiTe’ essere sempre tutti i sabati, con ogni condizione di tempo, sulla stessa piazza, sugli stessi sanpietrini, con le stesse bandiere, con le scritte e l’alternanza di ospiti è un monito all’indifferenza, alla profonda volontà d’impegno di fronte alla catastrofe della guerra”“E più la situazione internazionale – continuano – diventa infuocata, più prendono senso e significato i nostri ‘Sabati di Pace’, smentendo coloro per cui è una perdita di tempo ed è inutile sperare di modificare i giochi di potere. La nostra, lo sappiamo bene, è una piccola realtà che va però sommata ad altre, tante, piccole iniziative sparse in tutta Italia e tese ad esprimere, come facciamo noi, idee convergenti sul totale ‘rifiuto della guerra’”.

Concetto ampiamente ribadito nella sessantina di immagini esposte alla Libreria “Binaria”, selezionate da un “Archivio” di oltre mille fotografie e articolate in mostra in quattro sezioni: da “Le stagioni contro la guerra” a “Quanti siamo quanti siamo” per concludersi con “Che sorpresa! Gli incontri e gli ospiti del sabato” (tanti, fra i più recenti quelli sulla liberazione di Julius Assange, australiano cofondatore e caporedattore di “WikiLeaks” , sui “ciclisti per i Saharawi” e sulla “Casa delle Donne” per il genocidio a Gaza) e con “Le parole contro la guerra”. Al termine dell’inaugurazione della mostra, sarà anche presentato il nuovo libro dell’attivista e saggista torinese Enrico Peyretti, sostenitore di “AGiTe”“Fino alla liberazione dalla guerra” (Edizione “Mille”, 2025).

“BINARIA”

Doveroso ricordare anche la location espositiva. Non poteva scegliersi infatti luogo più idoneo ad ospitare e ad evidenziare in tutta la sua portata “etica” (ma anche tecnica) la mostra, se non quella Libreria “Binaria” aperta dieci anni fa presso la “Fabbrica delle ‘e”, in via Sestriere a Torino e definita da don Luigi Ciotti “non un semplice centro commerciale, ma commensale”.“Perché – spiega don Ciotti – in questo posto, le persone, la convivialità e il Noi vengono prima delle merci”. Nell’ampio spazio di “Binaria” infatti non ci sono solo un libreria, una bottega di prodotti solidali, equi, biologici, un brocantage e una pizzeria: ci sono anche e soprattutto mondi in relazione, vite che si intrecciano, storie che si incontrano. “Binaria” nasce dalla storia della Libreria “La Torre di Abele” (anni fa in via Pietro Micca), ma anche dal lavoro politico del “Gruppo Abele”, da 60 anni sulla strada al fianco delle battaglie per gli emarginati. La “Libreria”, dove sarà accolta la mostra, accoglie presentazioni, tre gruppi di lettura, momenti di discussione, ma anche laboratori ludico-creativi per bimbe e bimbi, molte e molti dei quali figli e figlie di mamme di origine straniera che studiano la lingua italiana. “Integrazione”, “Pace” e “Libertà” sono qui parole ben conosciute e trattenute a piene mani, per le quali vale la pena, sempre e con tanto coraggio, mettere in gioco idee, lavoro comune, pacifiche manifestazioni per non perdere quegli ideali, quei sogni e quelle speranze che spesso paiono destinate a irreversibili naufragi, ma per le quali non è mai consentito ritirare le carte trattenute fra le dita. E che, forse, potrebbero essere le carte vincenti!

Per info: Libreria “Binaria”, via Sestriere 34, Torino; tel. 011/537777 o www.binariagruppoabele.org o www.agite@-to.org

Gianni Milani

Nelle foto: Alcune immagini fotografiche in mostra

Emma Strada, la prima donna ingegnere in Italia si laureò a Torino

Era il 5 settembre 1908 quando una torinese, Emma Strada di 24 anni con il numero di matricola n.36, divento la prima ingegnera d’Italia.

Classe 1884, figlia d’arte, suo padre fu ingegnere civile con un suo studio in citta’, si iscrisse al Regio Politecnico, che una volta aveva la sede al Valentino, dopo aver conseguito il diploma di liceo classico presso la scuola Massimo D’Azeglio.

In Italia le donne furono ammesse all’universita’ solo nel 1874 e la prima donna in assoluto a laurearsi, in medicina, fu Ernestina Paper a cui ne seguirono altre alle facolta’ di Lettere o Giurisprudenza, ma fino a quel momento nessuna si era avventurata nel mondo maschile dell’ ingegneria.

L’ardimentosa Emma si classifico terza su 62 studenti (61 uomini) ottenendo il massimo dei voti e, dopo la discussione della tesi, la camera di consiglio ci mise piu’ di un ora per decidere se il titolo dovesse essere “ingegnere” o ingegneressa”.

Si interessarono a lei anche i media di allora come La Stampa che scrisse orgogliosamente: “Emma Strada, sabato scorso, al nostro Istituto Superiore Politecnico ha conseguito a pieni voti la laurea in ingegneria civile. La signorina Strada è così la prima donna-ingegnere che si conti in Italia e ha appena altre due o tre colleghe all’estero”.

Emma lavoro’ come assistente all’Universita’ fino alla morte del padre e successivamente esercito’ nello studio dello defunto genitore insieme al fratello (anche lui ingegnere), e si occupo’ della realizzazione di acquedotti, gallerie, miniere; non poteva firmare i documenti perche’ non era iscritta all’Albo, ma si recava regolarmente e di buon grado presso i cantieri.

Il primo progetto dell’ing. Emma Strada fu la realizzazione di una galleria di accesso ad una miniera di Ollomont in Val d’Aosta, si occupò, inoltre, della progettazione dell´automotofunicolare di Catanzaro e della costruzione del ramo calabrese dell’acquedotto pugliese. Per promuovere il lavoro delle donne nel campo della scienza e della tecnologia, fondò con altre colleghe, nel 1957, l’Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architetti (AIDIA), di cui diventò la prima presidente.

Emma Strada fu una fervente monarchica e per molti anni trascorse le mattine nella sede dell’Associazione Monarchica Torinese come organizzatrice e animatrice. Era molto legata al Re Umberto II, in quel periodo in esilio, che a sua volta la apprezzava e stimava e la insignini’ di importanti onorificenze sabaude.

Fu l’artefice del suo sogno e delle sue ambizioni, ma anche una donna coraggiosa che demoli’ lo stereotipo secondo cui le donne non potevano accedere ai molti mondi allora dedicati solo agli uomini, come l’ingegneria appunto. Grazie anche a lei e alla sua determinazione, al giorno d’ oggi essere una donna ingegnere non fa piu’ notizia.

MARIA LA BARBERA

PoliTo: l’incubatore I3P premiato a Parigi

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Startup Ecosystem Stars Awards 2025

 

Conferito dall’International Chamber of Commerce (ICC) e da Mind the Bridge, in collaborazione con l’OCSE e la Commissione Europea, il premio internazionale ha riconosciuto la leadership e le best practice dell’Incubatore del Politecnico di Torino.

La terza edizione degli Startup Ecosystem Stars (SES) Awards, tenuta a dicembre 2025 presso il quartier generale dell’International Chamber of Commerce (ICC) a Parigi, si è conclusa con la premiazione di 54 vincitori globali, selezionati tra le principali organizzazioni al mondo che promuovono gli ecosistemi dell’imprenditoria innovativa a livello locale, regionale o nazionale. Tra le realtà che hanno conquistato il riconoscimento c’è I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino, incluso tra le 36 “Stars” del 2025 e una delle sole 3 provenienti dall’Italia. Assegnati dall’ICC e da Mind the Bridge, in collaborazione con l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e la Commissione Europea, i SES Award sono un riconoscimento della leadership e delle best practice adottate da enti, associazioni e cluster di settore nel supporto allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle startup attive sul territorio, con particolare attenzione agli sforzi del settore pubblico volti a favorire ecosistemi di startup dinamici, competitivi e di grande impatto. Il premio è suddiviso nelle due categorie “Stars”, assegnata alle organizzazioni di spicco che hanno dimostrato un impatto duraturo e un’eccellenza a tutto tondo nel sostegno al proprio network imprenditoriale di riferimento, e “Rising Stars”, rivolta ai soggetti che stanno seguendo un percorso promettente nel diventare leader nella creazione di ecosistemi innovativi. L’incubatore d’impresa I3P, fondato nel 1999 e già riconosciuto come uno tra i migliori e più longevi incubatori universitari anche al di fuori dell’Italia, è stato selezionato come Startup Ecosystem Star 2025 in virtù della portata e della qualità del suo portfolio di imprese innovative, che ad oggi sfiora le 400 startup passate per il percorso di incubazione standard, nonché per la sua dimensione ecosistemica complessiva e per la capacità di creare reti di player di primo piano in grado di offrire supporto concreto alla nuova imprenditorialità. In particolare, il premio a I3P è stato riconosciuto per l’eccellenza nella dimensione “Talent & Research”, in relazione al supporto alla valorizzazione delle competenze scientifiche e al trasferimento tecnologico. La selezione delle realtà più meritevoli del premio è stata operata da due organizzazioni internazionali con una grande esperienza in materia di imprenditoria innovativa. L’International Chamber of Commerce – presente anche nel nostro Paese con ICC Italia – è l’organismo che rappresenta istituzionalmente oltre 45 milioni di aziende in più di 170 paesi: la sua missione principale è quella di rendere il commercio internazionale più efficace e inclusivo per tutti, ogni giorno, ovunque. Tra i suoi membri figurano molte delle principali aziende mondiali, PMI, associazioni imprenditoriali e camere di commercio locali, tra cui la Camera di commercio di Torino, uno dei soci di I3P insieme al Politecnico di Torino. Mind the Bridge è invece una società di consulenza globale che promuove lo sviluppo economico e mette in connessione il mondo corporate con i principali startup ecosystem mondiali. Fondata nel 2007 dall’imprenditore e business angel italiano Marco Marinucci, oggi Mind the Bridge ha sede nella Silicon Valley e uffici in tre continenti: la società lavora con oltre 10.000 startup all’anno, supportando le grandi aziende con iniziative di Open Innovation e servizi di benchmarking. Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, ha dichiarato: “Siamo onorati di aver ricevuto il premio Startup Ecosystem Star 2025 dall’International Chamber of Commerce e da Mind the Bridge: ci fa molto piacere che l’ecosistema di imprese innovative sviluppato e supportato ogni giorno dall’Incubatore del Politecnico di Torino da più di 25 anni sia oggi al centro di valutazioni e riconoscimenti di livello internazionale. Questo risultato ci spingerà a crescere ulteriormente e a intensificare le attività di internazionalizzazione per raggiungere obiettivi ancora più alti nei prossimi anni, sempre a vantaggio delle nostre startup.” Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino, ha commentato: “Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che riflette l’impegno del Politecnico di Torino nel trasferimento tecnologico e nell’innovazione, anche attraverso la creazione di nuove startup, per accrescere l’impatto industriale delle attività di ricerca. Il premio conferma la crescita dell’ecosistema per l’imprenditorialità innovativa del territorio anche grazie con il contributo del nostro Ateneo.” Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino, ha sottolineato: “Questo premio conferma il valore positivo della collaborazione delle imprese con le istituzioni accademiche per lo sviluppo di soluzioni innovative di qualità. Una sinergia che la Camera di commercio promuove facendosi parte attiva di un network di accompagnamento alle startup, dalla loro nascita – con un registro dedicato e ricerca di finanziamenti – al loro sviluppo attraverso servizi dedicati ad incrementarne la capacità innovativa.”

Unione Musicale, al Conservatorio il quartetto Consone e il pianista Gadjev

 

Protagonista del concerto al Conservatorio Verdi di Torino di mercoledì 4 febbraio, alle 20.30, dell’Unione Musicale per la serie “Dispari”, è il quartetto Consone. Sono protagonisti musicisti di fama internazionale, come il pianista goriziano Alexander Gadjev e l’ensemble Consone, formata da Agata Daraŝkaite, Maddalena Loth-Il al violino, Elisabetta Bogdaniva alla viola e George Ros al violoncello. L’ensemble si è formata al Royal College of Music di Londra, e ha scelto per il nome un vocabolo latino, adottando la parola Consone in riferimento al suono armonioso che li caratterizza. L’aspetto caratteristico che li contraddistingue è quello di operare su strumenti storici. Il quartetto, il primo di strumenti d’epoca, selezionato come BBC New Generation Artist, guiderà l’ascoltatore in questo viaggio con una freschezza e una sincerità che catturano subito l’attenzione. Vincitore di premi prestigiosi come il Borletti Buitoni Trust Fellowship, il Consone ha conquistato grandi palchi europei, incantano per la loro onestà ed espressività. Al loro fianco, Alexander Gadjev, artista in residenza all’Unione Musicale, tra gli interpreti più in vista della sua generazione. Premiato al concorso di Sidney e al premio Chopin di Varsavia, Gadjev è ammirato per la sua musicalità e un’intensità travolgente.

Gadjev in questo concerto si presenta con un pianoforte storico, un Pleyel del 1958, indicato per eseguire il concerto n.2 composto da Chopin fra il 1829 e il 1830, nella trascrizione per pianoforte e quartetto d’archi del polacco Kominec. La seconda parte del concerto vedrà l’esecuzione del Quintetto op.44, una delle prime composizioni cameristiche scritte da Schumann, risalenti al 1842.

Unione Musicale – mercoledì 4 febbraio 2026, ore 20.30 – Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, via Giuseppe Mazzini 11, Torino

Mara Martellotta

“Giaveno in Love” diventa partecipato con le iniziative di San Valentino

Per San Valentino torna  “ Due cuori e un campanile”, l’iniziativa che trasforma Giaveno nella città dei due cuori  e dell’amore. Dal 6 al 15 febbraio  si terranno proiezioni a tema luminose sulla torre degli orologi  e in piazza San Lorenzo, il mercatino dell’amore domenica 8 febbraio e vi sarà anche un punto fotografico per immortalarsi dentro a un grande cuore rosso.
Torna, così,  per il secondo anno consecutivo, ‘Giaveno in Love’, un progetto diffuso che trasforma le vie della città in un percorso di riflessione,  partecipazione attiva e emozione.
L’iniziativa si compone di 26 cuori con parole chiave dedicate alle diverse sfumature dell’amore, non solo quello romantico, ma anche l’amore per sé stessi, per gli altri, per i legami quotidiani e le comunità.  Parole semplici ed essenziali, capaci di parlare a  tutti e di lasciare spazio all’interpretazione personale.

Accanto a questi il percorso include dieci cuori interattivi che invitano i cittadini a compiere un’azione. Leggere una frase, completarla sul proprio schermo dopo averla fotografata con il proprio pensiero e, se lo desiderano, condividerla con una persona significativa. Un gesto semplice che trasforma l’osservatore in protagonista.  A completare l’installazione un pannello autoportante invita direttamente alla partecipazione scritta con una domanda centrale “Che cos’è per te l’amore?” Attorno cuori vuoti accolgono parole, frasi, pensieri e dediche lasciate dai cittadini. Il pannello è  pensato come uno spazio aperto, inclusivo e collettivo, dove ciascuno può lasciare qualcosa di sé.

“Giaveno in Love non è  soltanto un’installazione visiva, ma un’esperienza condivisa . Un invito a fermarsi, pensare, scrivere, ricordare e riconoscersi. Un modo per vivere San Valentino come momento comunitario, in cui l’amore diventa linguaggio comune e patrimonio di tutti.” afferma il consigliere Andrea Bertotti che ha curato il progetto.
“Si tende a pensare a San Valentino soltanto in termini romantici – aggiunge il sindaco Stefano Olocco – ma una giornata dedicata all’amore  in senso più estensivo è utile per ricordarci di voler bene a noi stessi e agli altri in generale. Ben venga questa iniziativa che esorta i cittadini a lasciare un pensiero”.

Mara Martellotta

Fino a mercoledì 4 febbraio confermato il livello 0 del semaforo antismog

 

Prosegue fino  a mercoledì 4 febbraio compreso –   giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata.

TorinoClick

Doppia esposizione al Museo MIIT Italia Arte

Il primo appuntamento si intitola “La maschera e il volto”, un dialogo di Angelo Cucchi e Giuseppe Comazzi tra arte contemporanea internazionale e prestigiosi reperti antichi orientali. La seconda esposizione si intitola “Sei gradi di separazione, ovvero, ël mond a lè cit” con la partecipazione di Doriana Bertino e Luca Givan (Luigi Vigna).


“La maschera e il volto” non è solo una mostra di arte contemporanea ricca di opere di pittura, scultura, fotografia e installazioni, ma vuole essere anche un salto nel passato e nell’affascinante arte orientale e tribale, in particolare del territorio dell’Indonesia e delle isole che ne formano l’arcipelago. Tutto ciò grazie all’esposizione di maschere appartenenti al mistero suscitato da quel territorio, eppure per certi versi così vicino alla cultura occidentale della commedia dell’arte. La maschera viene intesa come elemento decorativo, ma soprattutto come presenza sacrale e ancestrale per esorcizzare paure ataviche, per porsi in contatto in dialogo con le divinità, per richiamare fertilità e benessere in una sorta di duplicazione contemporanea e spirituale. Il prestito di queste maschere antiche, provenienti da una preziosa collezione privata, fa da cornice alla mostra di sculture di Angelo Cucchi e alle fotografie Giuseppe Comazzi. Angelo Cucchi, tra i maggiori scenografi italiani, ricrea con le sue sculture realizzate con elementi di recupero macchinari futuristici, presenza totemiche, maschere del nostro subconscio e della nostra storia. Nato nel 1949 a Torino, è figlio d’arte di un antiquario e restauratore, intagliatore del legno, da cui giovanissimo ha imparato il mestiere. Giuseppe Comazzi, da sempre fotografo attento e rigoroso nella tecnica, ha selezionato una serie di scatti dedicati ad alcuni grandi artisti del Novecento, anch’essi maschere che rientrano nella sua passione per l’incontro, l’amicizia e la condivisione di emozioni, fotografando grandi maestri e attori del passato e contemporanei. Comazzi è nato nel 1954. Diplomatosi al liceo artistico di Torino, vive e lavora a Torino e contribuisce con il suo lavoro fotografico alla creazione del Film “Anni duri alla Fiat” di Gian Vittorio Baldi.

Ad affiancare la mostra anche la seconda esposizione, composta da sculture, fotografie e installazioni fotografiche e di virtualismo materico, intitolata “6 gradi di separazione, ovvero ël mond a lè cit”, di Doriana Bertino e Luca Givan (Luigi Vigna), basata sulla teoria dei sei gradi di separazione, sulla statistica, cioè, che ogni persona sulla Terrà è collegata a qualsiasi altra attraverso una catena di conoscenze e relazioni comuni che non superi la media di sei passaggi. Doriana Bertino si è diplomata negli anni Settanta al liceo Artistico e, in seguito, all’Accademia di Belle Arti. Ha avuto la fortuna di conoscere molti grandi artisti che ne hanno segnato la maturazione artistica. Luca Givan, dal 1973 al 1978 ha svolto attività di disegno e progettazione edile presso uno studio di ingegneria di Pinerolo. Ha svolto anche incarichi e docenze per importanti istituzioni culturali italiane, tra le quali la Scuola per Artigiani e Restauratori del Sermig di Torino, il Ministero per i Beni Culturali, la Scuola di Conservazione e Restauro dell’Accademia delle Belle Arti di Torino.

MARA MARTELLOTTA

Museo MIIT – corso Cairoli 4, Torino  -12-28 febbraio 2026 – inaugurazione 12 febbraio alle ore 18 – orari visite: da martedì a sabato 15.30/19.30 – info: 011 29776 – 334 3135903

In arrivo i fondi per salvare i boschi del Piemonte

Un investimento da oltre 12 milioni di euro per rafforzare la gestione sostenibile del patrimonio forestale e accompagnare lo sviluppo delle aree montane nei prossimi anni è quello avviato dalla Regione Piemonte con l’approvazione della delibera sull’utilizzo delle risorse assegnate dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

L’intervento consente di programmare in modo organico e di medio-lungo periodo le politiche forestali, superando una gestione frammentata e rafforzando il ruolo dei boschi come presidio ambientale, economico e di sicurezza del territorio.

«Il Piemonte compie così un salto di qualità nella gestione del proprio patrimonio forestale – afferma l’assessore alla Montagna e Foreste Marco Gallo – Non parliamo solo di pianificazione, ma di una visione che mette insieme tutela ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo economico delle comunità montane. Sostenere la gestione associata significa aiutare i territori a prendersi cura dei boschi, trasformando una risorsa naturale in un’opportunità concreta di lavoro, presidio e resilienza».

Le risorse saranno destinate innanzitutto alla redazione del Programma forestale regionale 2028-2037, che definirà le scelte strategiche per il prossimo decennio e orienterà l’accesso ai finanziamenti nazionali ed europei, al finanziamento dei Piani forestali di indirizzo territoriale e all’estensione dei Piani di gestione forestale e pastorali delle proprietà regionali, fondamentali per una gestione attiva, coordinata e rispettosa della biodiversità. Un capitolo centrale del provvedimento riguarderà il sostegno alla gestione forestale associata: oltre 4 milioni di euro saranno destinati a consorzi e altre forme associative, riconosciute come strumenti chiave per tradurre la pianificazione in interventi concreti, rafforzare la filiera del legno locale, ridurre il rischio di incendi e contrastare il dissesto idrogeologico.

“Il Mago degli effetti speciali”, la storia di Adriano Crosetto

Lunedì 9 febbraio, alle ore 18, presso il teatro Juvarra di via Filippo Juvarra 13, a Torino, si terrà la presentazione del libro “Il Mago degli effetti speciali”, la storia di Adriano Crosetto, il primo mago italiano degli effetti speciali, Kabuki, scintille laser, nevicate artificiali, scenografie, effetti pirotecnici e ogni tipo di effetto funzionale alla spettacolarizzazione del live entertainment. L’artista e illusionista evidenzia come sia diventato fornitore e distributore di effetto speciali per i più importanti eventi live, sportivi e televisivi. Un racconto autobiografico di amore per la vita e passione per il lavoro vissuti come imprenditore, ma con lo spirito della dell’illusionista, un hobby coltivato fin da bambino e che ha influenzato le sue scelte. Nel 2027 ricorrerà il 30esimo anniversario della Joy Project, e Crosetto, nel corso della sua carriera quasi trentennale, ha messo la sua professionalità al servizio dei concerti, tra gli altri, di Vasco Rossi, Ligabue e Laura Pausini, del Festival di Sanremo e delle più popolari trasmissioni televisive, da Striscia la Notizia a XFactor, da LOL a Masterchef. Per lo sport, a partire dalle Olimpiadi di Torino 2006 a tutte le successive cerimonie torinesi, e non solo, per le aziende di moda con collaborazioni prestigiose, da Monclair al Billionair, da Calzedonia alla Milano Fashion Week, ai grandi eventi in cui è stato coinvolto il Papa.

Secondo le parole della giornalista Marinella Venegoni, Crosetto, torinese e fondatore di Joy Project, persona eclettica e creativa, è “colui che ha reinventato la meraviglia per bambini e i momenti topici”. Una vita spesa per suscitare emozioni.

Al teatro Juvarra, ospite del Circolo degli Amici della Magia di Torino, Adriano Crosetto e il suo libro saranno introdotti da Francesco Mugnai (Florence Art Edizioni), Marinella Venegoni, giornalista e critica musicale, Bruno Gambarotta, scrittore e giornalista, Arturo Brachetti, trasformista, attore, illusionista e regista, Walter Rolfo, autore e conduttore televisivo e Alexander, illusionista e psicoterapeuta.

La serata, a ingresso libero, sarà condotta da Carlo Bono, direttore del teatro Juvarra.

Lunedì 9 febbraio, ore 18 – teatro Juvarra, via Juvarra 13, ingresso libero. Info: teatrojuvarra.it

Mara Martellotta

Pompeo (PD): “Gravissima la campagna intimidatoria contro i docenti”

“Mi sarei aspettata una risposta al mio question time che, invece, non è stato ammesso”

 

 “La comparsa, davanti a diversi istituti scolastici piemontesi, di volantini con un QR code per ‘segnalare’ docenti ritenuti politicamente sgraditi è un fatto di una gravità inaudita. Siamo di fronte a un tentativo di intimidazione che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e che richiama metodi che pensavamo consegnati alla storia. Avrei voluto approfondire il tema, oggi, in Consiglio regionale e, per questo motivo, avevo presentato un’interrogazione a risposta immediata con la quale chiedevo quali azioni urgenti intendesse assumere per porre rimedio a tale iniziativa politica intimidatoria e tesa al controllo ideologico all’interno degli istituti scolastici piemontesi. Purtroppo, la mia interrogazione non è stata ammessa e mi dispiace: abbiamo perso un’occasione per affrontare un tema serio che ha creato profonda inquietudine nel mondo della scuola” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“La campagna, condotta su scala nazionale, che sembrerebbe riconducibile al movimento di estrema destra Azione Studentesca, non solo mina la libertà di insegnamento, ma rischia di alimentare un clima di sospetto e controllo ideologico all’interno delle scuole, luoghi che dovrebbero essere presidio di pluralismo, dialogo e crescita civile. E’ molto grave che questi volantini siano comparsi proprio nei giorni delle celebrazioni del Giorno della Memoria, istituito per ricordare le vittime delle persecuzioni e degli stermini nazisti. È un accostamento inquietante, che rende ancora più urgente una presa di posizione chiara e netta da parte delle istituzioni” prosegue la Consigliera regionale Pd.

“Mi sarei aspettata da una Giunta che non esita a prendere posizione sui temi che le interessano, una risposta e una netta condanna di una campagna riprovevole dal momento che la scuola non può diventare terreno di caccia alle opinioni e la Regione ha il dovere di difendere la libertà di pensiero e il rispetto reciproco, valori fondanti della nostra democrazia. La scuola deve essere libera!” conclude Laura Pompeo.