ilTorinese

Tradizione e spettacolo al carnevale di Roccagrimalda

Rocca Grimalda si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il Carnevale 2026, in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio. Due giornate dedicate alla tradizione, al divertimento e alla cultura popolare che da secoli caratterizzano il borgo.

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“Eleganza e invenzione”, le note del giovane Mozart

Con la torinese Fabiola Tedesco, nel duplice ruolo di violino solista e direttore al Conservatorio di Torino

Lunedì 9 febbraio, ore 21

In arrivo (con gioia) dai principali palcoscenici europei, eccola nuovamente a Torino la giovane, talentuosa violinista moncalierese Fabiola Tedesco, impegnata, nel duplice ruolo di “violino solista” (il suo è un prezioso “violino” ottocentesco costruito dal liutaio svizzero Alessandro D’Espine) e “direttore”, nel primo appuntamento del 2026 (sono tre quelli invernali romanticamente definiti “Luce d’inverno”) della Stagione della “Stefano Tempia”, in programma lunedì 9 febbraio (ore 21) presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di piazza Giambattista Bodoni, dove Fabiola si è diplomata nel 2014, sotto la guida di Sergio Lamberto. Dopo aver seguito “masterclasses” con Vadim BrodskyUto Ughi Tyoko Takezaw e seguito regolarmente quelle di Ana Chumachenco in tutta Europa (perfezionandosi con Rudens Turku presso il “Voralberger Landeskonservatorium” di Feldkirch in Austria e presso l’Accademia “Perosi” di Biella), attualmente Fabiola Tedesco ricopre il ruolo di “Concertmaster” della “North Netherlands Symphony Orchestra” di Groningen in Olanda.

Al “Conservatorio” torinese guiderà l’ “Orchestra APM – Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale” di Saluzzo (composta da giovani musicisti che frequentano o che hanno frequentato il corso di formazione “Obiettivo Orchestra”) in un programma interamente dedicato a Mozart “tra eleganza formale e tensione espressiva”. Il programma è incentrato su due pagine chiave del giovane Wolfgang Amadeus Mozart“testimonianze di una fase di profonda trasformazione del suo linguaggio”: il “Concerto per violino n. 1 K. 207” che colpisce “per la ricchezza dell’invenzione melodica e per un virtuosismo sempre misurato, integrato in un dialogo elegante con l’orchestra” e la “Sinfonia n. 29 K. 201”, in cui si fondono “stile ‘galante’, raffinatezza timbrica e tensione quasi drammatica”.

Nei giorni precedenti il concerto, Fabiola terrà una “Masterclasses” a Saluzzo.

“Per me tornare a Torino, la mia città – racconta – in occasione di questo concerto è particolarmente emozionante: esibirmi nuovamente nel salone del ‘Conservatorio’ – la sala che ha ospitato i momenti musicali cruciali della mia infanzia e adolescenza, dal diploma al debutto con l’orchestra – mi ricorda quanto sia stata privilegiata a crescere in questo ambiente. Sono orgogliosa di questa collaborazione con l’‘Accademia Stefano Tempia’ e felice di poter restituire qualcosa dopo aver vinto il ‘Premio Tempia’ nel 2014. L’aspetto più speciale di questo progetto però è quello didattico: lavorare con i più giovani è una mia grande passione, e nella ‘masterclass’ all’‘APM’ di Saluzzo spero di poter infondere un po’ di coraggio e nuove prospettive ai ragazzi che si affacciano a questa carriera”.

Dopo l’attesa esibizione di  Fabiola Tedesco il “programma invernale” della Stagione della “Stefano Tempia” proseguirà con altri due significativi appuntamenti.

Il primo (“Teatro Vittoria” di Torino, lunedì 23 febbraioore 21) sarà dedicato alla grande tradizione della “Musica da Camera” ottocentesca, in coproduzione con il “Conservatorio di Alessandria”. A brani virtuosistici di Giovanni Bottesini – leggendario contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra, detto il “Paganini del contrabbasso” – si affiancherà l’esecuzione del celebre quintetto “Die forelle” (“La trota”) di Franz Schubert, esempio luminoso della sua arte melodica, “in cui il gioco dell’acqua e il guizzare della trota diventano metafora musicale di leggerezza e vitalità”.

Il trittico si chiude (presso il “Conservatorio” torineselunedì 16 marzoore 21) con la monumentale intensità del “Requiem in re minore K. 626” di Mozart, affidato al coro e all’orchestra dell’“Accademia Stefano Tempia”, con la collaborazione del “Coro Eufoné” e dei solisti Francesca IdiniElisa BarberoBekir Serbest e Andrea Goglio. Il “Requiem” è l’ultima, enigmatica soglia creativa di Mozart, alla cui partitura, il geniale compositore austriaco lavorò  fino agli ultimi mesi di vita; dopo la sua morte (5 dicembre 1791), la vedova Constanze fece terminare l’opera da diversi musicisti, tra cui Franz Xaver Süssmayr a cui si deve il completamento decisivo.

Per info dettagliate sul programma www.stefanotempia.it

g.m.

Nelle foto: Fabiola Tedesco; “Eleganza e invenzione” (immagine di repertorio”); Coro “Accademia Stefano Tempia”

“Callas, Callas, Callas” per Palcoscenico Danza

Per Palcoscenico Danza al teatro Astra giovedì 5 febbraio alle ore 20 andrà in scena il balletto “Callas, Callas, Callas”, con le coreografie di Adriano Bolognino, Carlo Massari e Roberto Tedesco .

Nel centenario della nascita di Maria Callas l’omaggio di COB Compagnia Opus Ballet, diretta da Rosanna Brocanello, assume una particolare valenza anche per l’originalità che l’ha ispirato, affidare a tre giovani, ma già affermati coreografi dal linguaggio contemporaneo, una creazione a serata, che rifletta la loro personale visione della leggendaria artista, senza però volerla raccontare descrivendola.
Tre sguardi differenti, quindi, tre approcci e restituzioni in danza che il bel titolo già evidenzia. Titolo che è anche un invito per lo spettatore  a scoprire o ritrovare tra le pieghe di un movimento o la coralità di un ensemble, tra le sonorità elettroniche o i frammenti di arie celebri disseminati nell’architettura coreografica, tra una luce o un costume che evidenzia gesti e posture, la propria Callas. O magari un’altra, inedita, che la danza astratta può suggerire, evocare, imprimere nell’atmosfera e nella memoria. Riconosceremo sicuramente tre celebri arie dalla Tosca di Puccini , dalla Norma di Bellini e dalla Carmen di Bizet.

La compagnia Opus Ballet è  nata nel 1999 ed è  stata diretta sin dalla sua fondazione da Rosanna Brocanello, che si è  impegnata nella formazione di giovani coreografie e danzatori , con l’intento di creare , promuovere e coordinare iniziative a carattere artistico e culturale, nel campo della danza in relazione alle altre espressioni artistiche quali quelle della musica, delle arti visive e della performance.

Mara Martellotta

(foto archivio Palcoscenico Danza)

“Stand up for Giuda”, interpretato da Ettore Bassi alle Fonderie Limone

 

Il regista Leonardo Petrillo ricostruisce la sua vita

Dal 5 all’8 febbraio prossimo, l’attore Ettore Bassi sarà in scena alle Fonderie Teatrali Limone con il monologo “Stand up for Giuda”, dopo aver vestito, vent’anni fa, i panni di San Francesco d’Assisi. La pièce è firmata e diretta da Leonardo Petrillo. Lo spettacolo è stato presentato a Roma, a fine luglio scorso, nel corso di due serate evento nel Tempio di Venere in occasione del Giubileo, ottenendo un gran successo di pubblico.

Nel mito collettivo, Giuda è il traditore per eccellenza, e Leonardo Petrillo ricostruisce la sua vita a partire dall’incontro con Gesù, alla fase del visionario dubbioso, fino al momento in cui ,’istinto prende il sopravvento. Giuda lo ama più di tutti gli Apostoli, tradendo affinché si compisse il disegno divino. Quando Gesù si lascia crocifiggere senza usare poteri soprannaturali, Giuda comprende che non è Dio, ma un uomo, e che il disegno divino risulta incomprensibile.

Sul palco Ettore Bassi, apprezzato interprete televisivo e cinematografico che restituisce a Giuda la sua umanità, tra rimorso e ribellione, contro la coscienza collettiva che lo ha condannato. In sala assistiamo a un assolo emozionante della rivendicazione di Giuda. Sua è la versione dei fatti sulla verità dell’evento. Se Gesù avesse spiegato il mistero della Resurrezione senza far ricorso a metafore incomprensibili, lui e gli Apostoli avrebbero compreso il significato di quella morte e non si sarebbero smarriti. Con l’apparizione di Cristo, il mistero viene svelato agli altri, ma non a Giuda, che si è tolto la vita per il rimorso del suo tradimento. La versione che Giuda ci consegna è quella di un uomo che, sentendosi discriminato ingiustamente nei secoli, si ribella alla coscienza collettiva che lo ha definito “traditore”. La condanna di Giuda non è eterna, la sua speranza resta viva fino a quando, come ricordava Papa Francesco, orgoglio, cupidigia e vanità saranno estirpate, e l’uomo liberato dai pregiudizi.

Fonderie Teatrali Limone – via Pastrengo 88, Moncalieri (TO)– “Stand up for Giuda” – 5-8 febbraio 2026

Orari: 5-6 febbraio ore 20.45 -7 febbraio ore 19.30 – 8 febbraio ore 16

Mara Martellotta

Coppa Italia: Inter avanti, Torino ko 2-1

Continua il cammino dell’Inter in Coppa Italia. A Monza i nerazzurri superano il Torino 2-1 e conquistano la semifinale. La squadra di Chivu parte con personalità, costruisce gioco e trova il vantaggio al 35’: Bonny finalizza con precisione l’assist del giovane Kamate.
Nella ripresa l’Inter colpisce subito ancora, sfruttando il primo affondo con Diouf. Il Torino reagisce con orgoglio, aumenta la pressione e accorcia le distanze con Kulenovic, dopo aver sfiorato più volte il gol. Un’ulteriore rete di Prati viene però annullata per fuorigioco. Nel finale l’Inter controlla il ritmo e difende il risultato, chiudendo la pratica qualificazione.

Enzo Grassano

Coldiretti Torino è contraria al cambio d’orario del CAAT

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“Siamo nettamente contrari al cambio di orario di vendita al CAAT, il Centro Agro Alimentare. I consumatori hanno diritto a un cibo di qualità, e la prima componente di questa è la freschezza. Inoltre un’idea del genere porterebbe a una fuga di clienti in un momento delicato per il settore Agro Alimentare torinese”. Ferma la posizione di Coldiretti Torino, espressa dalle parole del presidente Bruno Mecca Cici, contro la proposta di variazione d’orario avanzata dal presidente di Fedagro Torino-Apgo, Vittorio Rovetta, che vorrebbe posticipare l’orario di vendita alle ore diurne. Oggi l’apertura alle vendite è fissata alle 3.30 del mattino. Il sindacato agricolo che al CAAT raggruppa la maggioranza dei produttori agricoli, avvisa che la conseguenza radicale di variazione dell’orario potrebbe comportare l’abbandono del CAAT da parte di alcuni acquirenti, che hanno già manifestato la volontà di rivolgersi a mercati all’ingrosso limitrofi, aventi orari più confacenti alle loro esigenze, e ribadisce la totale contrarietà dei soci alla variazione di orario. La reazione di Coldiretti Torino nasce dalla dichiarazione del presidente di Fedagro Torino-Apgo, espressa in seguito al sopralluogo organizzato dalla terza commissione consiliare della Città di Torino, avvenuto il 30 gennaio scorso. Fedagro vorrebbe cambiare l’orario del mercato all’ingrosso CAAT entro il prossimo mese d’aprile. Al CAAT sono presenti 101 produttori agricoli e 76 grossisti. Le ragioni d’opposizione al cambio d’orario le spiega Simone Gili, rappresentante di Coldiretti nel CAAT.

“Un orario d’apertura del mercato all’ingrosso mattutino o pomeridiano – afferma Gili – andrebbe a interferire con i tempi dell’agricoltura e dell’allevamento. Le aziende agricole, soprattutto a conduzione familiare, si troverebbero in difficoltà a reperire manodopera specializzata che li sostituisca, con conseguente aumento dei costi di produzione. Inoltre, un’apertura dei mercati nel periodo pomeridiano faciliterebbe il deperimento del prodotto in vendita. Immaginiamo, per esempio, che fine potrebbero fare gli ortaggi a foglia in un pomeriggio estivo. Inoltre i mercati comunali, dove confluisce la merce degli agricoltori del CAAT, hanno orari mattutini. I commercianti comprano prima dell’alba per avere il prodotto fresco sul banco all’inizio dei mercati. L’acquisto in orario diurno comporterebbe lo stoccaggio della merce in magazzini per poi ricaricarla sui mezzi e recarsi ai mercati, il che vorrebbe dire un ulteriore aggravio logistico per le ditte che hanno il banco ai mercati, e che spesso sono composti da soli membri di famiglia”.

“Le aziende che rappresentiamo – aggiunge il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – gli operatori su area pubblica, agricoli e commerciali, non hanno espresso volontà di modifiche all’orario di apertura alle vendite, perché consolidati in una routine quotidiana che tiene conto delle necessità aziendali, dei tempi di spostamento per raggiungere le aree mercatali della Provincia di Torino e in quelle limitrofe, degli orari di apertura al pubblico dei mer ATI e dei flussi di traffico presenti nell’area metropolitana”.

Coldiretti Torino apprezza invece il lavoro di preparazione del nuovo piano di sviluppo complessivo del CAAT, strumento di visione che dovrebbe affrontare i rapporti con le filiere, i tempi di approvvigionamento alimentare di un’are urbana popolata da oltre 1 milione di consumatori, ma anche temi come la logistica integrata e la digitalizzazione.

Mara Martellotta

Furgoncino contro auto a Leini: scappa senza prestare soccorso

Furgoncino si schianta contro un’auto: il conducente scappa senza prestare soccorso, ferita l’altra conducente. È successo a Leini in via Benna; il camioncino di una Fiat Fiorino ha urtato contro una Peugeot la cui conducente, 50enne, è rimasta ferita. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi ma è stata dimessa dall’ospedale di Cirié con una prognosi riservata di tre settimane.

L’uomo a bordo del furgoncino è fuggito via senza prestare i soccorsi alla donna ed è stato braccato fino alla periferia della città, riuscendo nuovamente a scappare, abbandonando il mezzo. Dagli accertamenti della polizia locale si è risaliti al proprietario del mezzo: sprovvisto di patente valida e con il furgone privo di revisione. Sono in corso le indagini per chiarire se quest’uomo fosse il conducente effettivo durante l’accaduto.

VI.G

Vent’anni di Metropolitana: come è cambiato il volto di Torino

 

Torino celebra i vent’anni della Linea 1 della metropolitana, l’opera che ha segnato una svolta nella mobilità urbana della città. L’inaugurazione risale al 4 febbraio 2006, alla vigilia delle Olimpiadi Invernali, quando entrò in funzione la tratta Fermi–XVIII Dicembre, portando nel capoluogo piemontese la prima metropolitana automatica d’Italia. Un progetto avviato negli anni Novanta e sostenuto dai finanziamenti della Legge Obiettivo che, a distanza di due decenni, si è affermato come infrastruttura strategica per lo sviluppo del territorio.

I numeri ne confermano il ruolo centrale: in vent’anni di esercizio la Linea 1 ha trasportato complessivamente oltre 635 milioni di passeggeri, raggiungendo il massimo storico di 42 milioni di utenti nel 2019. Dati che la collocano come asse portante del trasporto pubblico torinese.

Gli effetti si riflettono anche sulla città in superficie. Lungo il tracciato della metropolitana il traffico veicolare si è ridotto del 13% tra il 2011 e il 2022, con una diminuzione che arriva al 42% su corso Francia. In termini assoluti, ogni anno circa 12.600 veicoli in meno percorrono uno dei principali assi urbani, con ricadute positive sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità dei quartieri interessati. La linea ha inoltre rafforzato il collegamento tra il centro e la prima cintura ovest e sud, accompagnando i processi di riconversione di ex aree industriali in nuovi insediamenti residenziali e universitari.

Accanto alla funzione di trasporto, la metropolitana ha sviluppato una dimensione culturale e sociale. Il progetto Museo nel Metrò, curato da Ugo Nespolo, ha trasformato le stazioni in spazi narrativi dedicati alla storia e all’identità cittadina. Centrale, fin dalla fase progettuale, è stata anche l’attenzione all’accessibilità: il confronto con le associazioni ha portato alla realizzazione di stazioni prive di barriere architettoniche, dotate di ascensori, percorsi tattili e sistemi di sicurezza.

I lavori hanno restituito alla città anche importanti testimonianze archeologiche, come la necropoli longobarda emersa durante gli scavi, un ritrovamento di rilievo internazionale. Oggi, a vent’anni dalla prima corsa, la Linea 1 continua a evolversi. Con l’estensione verso Cascine Vica e l’aggiornamento ai sistemi digitali per treni più capienti, Torino guarda al futuro della mobilità sostenibile partendo da risultati consolidati. L’infrastruttura avviata vent’anni fa si conferma così un patrimonio centrale per la città, rendendola più moderna, connessa e vivibile.

TorinoClick

La chiesa Maramures

La deliziosa cappella scolpita in legno che  viaggiò dalla Transilvania a Moncalieri.

Costruita nell’omonima regione rumena del Maramures, al confine tra Ungheria e Ucraina, è  un raro gioiello realizzato in legno, uno dei pochi  e preziosi esempi di chiesa ortodossa cristiana del suo genere, in Italia ne esiste solo uno: a Moncalieri. Nessun chiodo, solamente incastri, hanno tramutato questo edificio in una struttura portatile e, a parte la Romania, dove questi luoghi di culto costruiti perlopiù tra il XVII e il XVIII secolo sono inseriti nella lista del Patrimonio Unesco, nel mondo se ne contano solo altri 5: in Venezuela, Cipro, Svizzera, Francia e Svizzera.

Arrivata nella cittadina piemontese pezzo per pezzo e ricostruita come si farebbe con i moderni Lego, la speciale tecnica con cui è stata costruita è statasviluppata in conseguenza ad una regola emanata dalla Corona Ungherese che proibiva l’edificazione delle chiese in pietra, ma probabilmente anche per la necessità di far sparire gli edifici  di culto cristiani a causa delle persecuzioni religiose.

Dedicata ai Quaranta Martiri di Sebaste e inaugurata nel 2016, la chiesa Maramures  è a pianta rettangolare e affaccia sul sagrato esterno attraverso un sistema di portici che creano una “C”. La casa parrocchiale ospita l’appartamento del sacerdote, una sala polivalente e una foresteria, l’edificio è circondato da un bel giardino curato e piante di rose.

Arrivando a via Papa Giovanni XXIII a Moncalieri si nota subito il suo bel campanile alto 25 metri, il colore caldo  del legno, la forma tipica di queste impiantiarchitetturali vernacolari che utilizzano i materiali tipici secondo le tradizioni del luogo, in questo caso la Transilvania. Entrando dal cancello è naturale ammirare l’imponente portale ricco di intarsi, le arcate e le catene create da un pezzo unico di legno. L’interno invece, meno lavorato rispetto all’esterno, è delicatamente decorato con icone e immagini sacre su un fondo bianco e incorniciate dalle travi lignee.

Visitando questo luogo sacro si avrà la sensazione di fare un viaggio temporale, ci si sentirà in un’altra dimensione geografica, immersi in tradizioni etno-religiose diverse dalle nostre ma perfettamente integrate nel territorio.

MARIA LA BARBERA

Scritte a Palazzo Nuovo: Bernini posta foto choc

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“Queste sono alcune delle immagini comparse negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso. Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano”. Così su X il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Queste immagini – continua – rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche. Di fronte a fatti di questa gravità, la sola condanna non è più sufficiente. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino – annuncia Bernini -, intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile. L’Università è e deve restare un luogo di libertà, di confronto e di rispetto. La violenza non è un’opinione”.