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Agon Channel, tutti a Tirana!

agon studi

tiranaPiù di 20 anni dopo, da quando gli emigranti albanesi cominciarono ad arrivare a bordo delle navi stracolme nelle coste del Sud Italia, oggi sono le stelle famose della televisione italiana che stanno cominciando a cambiare rotta verso l’Albania

 

La Banca Mondiale prevede che la crescita economica dell’Albania aumenterà al 2,1% all’anno mentre l’Italia, principale partner negli scambi commerciali, è entrata in recessione. Lo scorso anno 16 mila albanesi sono arrivati in Italia, cifra inferiore rispetto ai 19 mila italiani trasferiti in Albania.

 

Più di 20 anni dopo, da quando gli emigranti albanesi cominciarono ad arrivare a bordo delle navi stracolme nelle coste del Sud Italia, oggi sono le stelle famose della televisione italiana che stanno cominciando a cambiare rotta verso l’Albania dato che il mercato della pubblicità a casa si sta prosciugando.

 

Sabrina Ferilli, 50 anni, conosciuta per il suo ruolo nella “Grande Bellezza”, vincitore del premio oscar di quest’anno come miglior film straniero, è l’ultima celebrità che ha firmato con Agon Channel Italia, emittente che ha cominciato le sue trasmissioni lo scorso 1° dicembre da Tirana a seguito di uno show spettacolare che ha visto la partecipazione della star Nicole Kidman. Agon, che  trasmette programmi in Italia, è di proprietà dell’imprenditore Francesco Becchetti il quale ha dichiarato di aver investito 40 milioni di euro (50 milioni di dollari). E’ localizzata negli studi a Tirana, la capitale dell’Albania dove sono assunte circa 500 persone.Mediaset la maggiore emittente privata in Italia ha tagliato le spese per 450 milioni di euro. Persino la televisione pubblica la Rai ha affrontato una riduzione del budget in quanto il Premier Renzi dovrà ridurre il debito pubblico che ammonta a 2.13 trilioni di euro.

 

Agon è una delle 400 società italiane che operano in Albania, dove più della metà della popolazione di 3 milioni di abitanti ha una buona conoscenza dell’italiano, questo grazie anche la vicinanza tra i due paesi e la facilità di ricezione del segnale delle emittenti italiane secondo quanto riferito dall’Ambasciata Italiana.

 

Più di 500 mila albanesi vivono in Italia, costituendo la seconda comunità straniera più grande di cui 50 mila sono arrivati a causa della crisi economica a seguito del collasso del regime comunista nel 1991. Erano circa 20 mila gli albanesi che sbarcarono dalle navi nel porto di Bari in un solo giorno, l’8 agostonel lontano 1992 . Lo stipendio medio di un albanese è 1/6 del livello medio italiano, questo è quanto viene riferito dall’Istituto delle Statistiche.

                                                
Lo scorso anno la tendenza si è ribaltata per la prima volta. Circa 16 mila albanesi nel 2013 arrivano in Italia secondo l’Istituto delle Statistiche INSTAT. Una cifra inferiore rispetto ai 19 mila italiani trasferiti in Albania, aggiungendo a questi dati anche i 46 mila albanesi rimpatriati secondo quanto dichiarato dal ministro di Welfare, Erjon Veliaj nel corso dell’intervista rilasciata per Corriere della Sera 11 novembre scorso.

 

P. Petromilli

 

 

Siamo i giovani della Consulta

GIOVANI CONSULTA

Insediato a Palazzo Lascaris l’organismo consultivo

 

Sono Alberto Claudio Saluzzo della Consulta per l’emigrazione, Tommaso Rossi dell’Associazione Progetto Futuro, Federico Ferrara dell’Associazione Con il cittadino per il cittadino (Co.Pe), Andrea Castellanodell’Associazione Liberamente,Lorenzo Stella dell’Associazione Arya,Serena Di Viesto dell’Associazione Progetto Leonardo Onlus, Samuel Cosimo Paradiso di Confimi impresa Piemonte e Michela Boidi dell’Associazione Elec-To i componenti eletti a far parte dell’Ufficio di presidenza della Consulta regionale dei giovani per la X legislatura, presieduta dal consigliere segretario delegato Alessandro Benvenuto.

 

“La Consulta – ha dichiarato il consigliere Benvenuto – deve continuare a operare per proporsi come punto di riferimento delle politiche giovanili dell’intera regione, con un’attenzione particolare al mondo del lavoro e dell’occupazione”.N Una dichiarazione d’intenti ribadita dall’assessora regionale Monica Cerutti, che ha auspicato “la possibilità di avviare un lavoro comune con la Giunta per rendere sempre più partecipate le politiche per i giovani”.

 

Alla votazione – cui ha assistito anche il vicepresidente dell’Assemblea Nino Boeti – hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri regionali Andrea Appiano (Pd), Maria Carla Chiapello(Moderati), Gianna Gancia (Lega Nord), Francesco Graglia (FI), Marco Grimaldi (Sel) eMaurizio Marrone (FdI).

 

Nella prima riunione dell’Ufficio di presidenza verranno nominati i due vicepresidenti e i sei componenti dell’Udp.

(ctagliani – www.cr.piemonte.it)

“Il gioco dell’uomo” con Torino Séance

gioco oca

Cercate i ragazzi di Torino Séance al Café Mash di via Torricelli a Torino!

Quanti di voi hanno mai giocato al gioco dell’oca?
E quanti hanno giocato al gioco dell’uomo?
Nessuno?

 

Eppure è un gioco antico quanto il mondo… 
Ognuno di voi si muove, ogni giorno, seguendone il percorso, le regole…
Solo che nessuno se ne è mai accorto.

 

E se per una sera poteste intravederne il tabellone?
Se, una volta tanto, voi stessi, non qualcuno al di fuori dell’esistenza, poteste tirare il dado che vi guiderà verso la prossima tappa?
Sembra il vaneggiamento di un pazzo, vero?

 

Chi può dirlo? Soltanto voi. Tirate il dado e lasciate che la sorte vi porti attraverso a un viaggio introspettivo e di intense esperienze tra letture della mano, dei tarocchi, delle rune, visualizzazioni guidate, oracoli e misteri.

 

“Un’esperienza intrigante, passionale, un viaggio iniziatico tra le luci e le ombre della vita.”
– Tania Re 

 

Cercate, giovedì 18 alle ore 21.00, i ragazzi di Torino Séance al Café Mash di via Torricelli a Torino!

Giovedì 18 Dicembre al Café Mash, via Torricelli 59, Torino, Torino Séance presenta: “Il gioco dell’uomo”

 

Per partecipare è necessario scrivere una mail specificando l’ora di arrivo a prenota@torinoseance.org

Link al sito: www.torinoseance.org
link all’evento https://www.facebook.com/events/1504728456454031/?ref=ts&fref=ts
link alla pagina facebook Torino Séance: https://www.facebook.com/torinoseance?fref=ts
link alla pagina del Café Mash: https://www.facebook.com/pages/Caf%C3%A8-Mash/93566309244?fref=ts

Processo Minotauro, gli imputati restano in carcere

tribunale

All’apertura dell’udienza il pg Antonio Malagnino ha richiesto alla Corte presieduta dal giudice Paola Perrone che gli imputati ancora in cella vi rimangano fino alla fine del processo, sospendendo i termini massimi della custodia cautelare

 

Al via il processo d’appello di ‘Minotauro’ per le presunte infiltrazioni della ‘Ndrangheta a Torino e in provincia. Sono 70 gli imputati che hanno fatto ricorso dopo le condanne  in primo grado. Tra questi anche l’ex sindaco di Leini, Nevio Coral, al quale era stata inflitta una pena di dieci anni. La condanna più alta è di 21 anni e mezzo, inflitta a Vincenzo Argirò, ritenuto uno dei capi del ‘Crimine’, il braccio violento dell’organizzazione criminosa. Presenti in aula anche otto parti civili: Regione, Provincia, Comuni di Torino, Volpiano, Leinì, Chivasso e Moncalìeri e l’associazione Libera. 

 

La prossima udienza si svolgerà a gennaio. Più di dieci imputati sono ancora in carcere. All’apertura dell’udienza il pg Antonio Malagnino ha richiesto alla Corte presieduta dal giudice Paola Perrone che gli imputati ancora in cella vi rimangano fino alla fine del processo, sospendendo i termini massimi della custodia cautelare per tutta la durata. “data la complessità del dibattimento”. La richiesta dell’accusa è stata accolta e così essun imputato uscirà quindi di prigione il 20 febbraio 2015, data del termine della custodia cautelare. Si prevede un programma di udienze fitto, anche tre a settimana.

 

(Foto: il Torinese)

 

 

I No tav fermano il Tgv e regalano due molotov a una ditta del cantiere

TRENO MILANO

Il treno Venezia-Parigi bloccato presso la stazione di Vercelli

 

Alcuni attivisti No Tav hanno bloccato in mattinata poco prima delle 7, il  tgv Venezia-Parigi presso la stazione di Vercelli. Hanno collocato una catena di ferro davanti alla locomotiva e con lo spray hanno scritto slogan contro l’alta velocità sulle carrozze del treno. A causa del blitz 11 treni della linea  Milano-Torino, che è rimasta chiusa per 25 minuti, fino alle 7.05, hanno subito rallentamenti. Sull’episodio sta indagando la Digos di Vercelli.

 

Invece, nel Torinese, sono state rinvenute due bottiglie incendiarie. Il ritrovamento è avvenuto nel cortile della ditta Torinoleggi di Rivoli, azienda che lavora nel cantiere della Torino-Lione di Chiomonte. Le due molotov sono state scoperte ieri  dal titolare. Sono state sistemate probabilmente nel fine settimana vicino ad alcuni automezzi aziendali parcheggiati. L’innesco era fatto con garza, legno e fiammiferi. Polizia e carabinieri stanno effettuando le indagini e  sospettano si tratti di un atto dimostrativo delle frange estreme No Tav.

 

(Foto: il Torinese)

Intesa Sanpaolo, arrivano i primi inquilini della torre

grattacielo sanpaolo

grattacielo notte san paolograttacieloL’edificio – che negli anni scorsi ha suscitato polemiche per l’impatto ambientale – è alto 38 piani. Al piano terra sono collocate la  reception e la mensa, oltre all’asilo nido aziendale da 50 posti

 

Sono 50 i primi dei 1900 dipendenti a prendere possesso dei nuovi uffici all’interno del grattacielo IntesaSanpaolo in corso Vittorio Emanuele. E’ un “plotone” che fa parte della direzione tecnica, quasi tutti ingegneri e architetti, che in questi anni hanno seguito l’iter di realizzazione dell’opera di Renzo Piano. Il grosso del trasloco, avverrà tra gennaio e marzo, quando la totalità del personale entrerà nel grattacielo. L’edificio – che negli anni scorsi ha suscitato polemiche per l’impatto ambientale – è alto 38 piani. Al piano terra sono collocate la  reception e la mensa, oltre all’asilo nido aziendale da 50 posti, in funzione dall’autunno 2015. Nei sotterranei trovano spazio oltre 300 posti auto, moto e bici. Nella struttura è presente anche un avveniristico auditorium con una capienza di circa 400 persone.

Bed and breakfast a luci rosse: coppiette spiate dalla serratura

Il titolare della struttura,  ubicata in zona Parella, un uomo di 72 anni,   è stato denunciato

 

carabinieriErano tre le stanze segrete, dotate di sedie e cuscini, nascoste da finti armadi sui quali erano stati praticati fori mascherati da nottolini di serratura, allo scopo di spiare e filmare i clienti del bed and breakfast. Il titolare della struttura,  ubicata in zona Parella, un uomo di 72 anni,   è stato denunciato dai carabinieri del Comando provinciale di Torino. Pare siano state decine le persone spiate. Ora le indagini chiariranno se lo scopo fosse di natura estorsiva, per ricattare eventuali coppie clandestine. L’edificio è stato sottoposto a sequestro dai militari dell’Arma.

 

(Foto: il Torinese)

Mihajlovic ferma il record casalingo dei bianconeri

Juventus – Sampdoria finisce 1 a1

 

JUVE SAMPLa Juventus commette un passo falso in casa propria, il fortino che negli ultimi anni le ha permesso di conquistare tre scudetti consecutivi, gettando al vento una serie incredibile di occasioni da goal soprattutto nella prima mezz’ora di gioco. Si ferma così anche il record di venticinque vittorie consecutive tra le mura amiche. E’ stata una partita dai due volti come spesso accade alla Vecchia Signora. Da parte sua la Sampdoria commette l’ennesima impresa allo Stadium. Ricordiamo che rimane una delle tre squadre ad aver battuto i bianconeri in casa loro, successe lo scorso anno con i blucerchiati addirittura ridotti in 10, con doppietta-vittoria di Mauro Icardi prima di passare all’Inter. Inizio con il botto da parte dei bianconeri che incessantemente mettono sotto pressione gli uomini allenati da Sinisa Mihajlovic. Il bel gioco viene premiato dalla prima rete realizzata in bianconero da Patrice Evra che da un calcio d’angolo di Marchisio, con una sontuosa incornata, al 12° minuto, trafigge l’incolpevole Romero. Da registrare che nella formazione titolare imbastita da Allegri non figura Andrea Pirlo, lanciando in attacco l’inedita coppia Tevez-Morata.

 

La squadra del presidente Ferrero risponde con un classico 4-3-1-2, lasciando fuori Manolo Gabbiadini e rinforzando il centrocampo con Krsticic dietro Okaka e Eder. La superiorità juventina è schiacciante, con Paul Pogba una spanna sopra tutti, con giocate geniali e eleganti ma efficaci. E proprio ai danni di quest’ultimo, su lancio millimetrico di Bonucci da 50 metri, c’è da registrare un possibile fallo da rigore per chiara trattenuta con palla che finisce sugli spalti. Unico pallone giocabile da parte dei liguri, nei primi 45 minuti, un tiro piazzato per Gastaldello da calcio d’angolo respinto da Morata. La ripresa è di chiara marca blucerchiata e inaspettatamente la Samp perviene al pareggio proprio con quel Manolo Gabbiadini che per tutto il primo tempo se ne è rimasto seduto in panchina per volontà del proprio allenatore. Riprendendo un passaggio del solito Eder, l’attaccante scocca un diagonale a giro che si insacca alla destra di Buffon. Juve 1 – Sampdoria 1. Sempre lo stesso Gabbiadini, al 39° della ripresa, effettuava un nuovo tiro ad effetto, questa volta deviato con la schiena da Ogbonna, superlativa la parata-risposta del numero uno bianconero. Nel finale di partita Allegri getta nella mischia il giovane Coman, Llorente e Giovinco ma senza riuscire, questa volta, ad acciuffare la vittoria. Il peccato della Juventus è stato quello, come ormai capita sovente, di non aver saputo chiudere la partita nel primo tempo. Ultima annotazione, Vidal poteva essere espulso, graziato dall’arbitro Doveri, per un fallo da tergo non ritenuto da ammonizione. E ora la Roma è a –1 dai bianconeri.

  

 

Dario Barattin

 

Maschio Cittadella, in arrivo i fondi comunali

Il Comune sta per investire 1,5 milioni per completare quanto occorre per poter aprire l’edificio al pubblico e questo richiederà ovviamente tutto l’anno prossimo

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

CITTADELLA2Caro Direttore, grazie per l’articolo dello scorso 4 dicembre a firma Filippo Re, su “Il Torinese”, con il quale ha inteso richiamare l’attenzione sulla situazione del Museo Nazionale d’Artiglieria. Le notizie che le ha fornito qualcuno sono però un po’ inesatte.

Al riguardo le preciso che è vero che le collezioni sono ospitate in una caserma (la Amione di piazza Rivoli) ma non negli scantinati bensì in ottimi locali seppur un po’ affollati. I fondi museali sono accuratamente mantenuti e studiati dai soci operativi dell’Associazione Amici e anzi servirebbe un po’ di pubblicità per accogliere altri appassionati di storia.

Circa il Maschio, il Comune sta per investire 1,5 milioni per completare quanto occorre per poter aprire l’edificio al pubblico e questo richiederà ovviamente tutto l’anno prossimo. Per l’allestimento e la conseguente reale apertura, nel corso del 2015 il Comando Regione Militare Nord e la nostra Associazione si impegneranno per trovare i finanziamenti necessari e speriamo che il 2016 veda finalmente il Museo in un allestimento aggiornato.

La bombarda turca pur se imponente e importante non è l’oggetto prioritario perchè daremo la precedenza a quanto documenta le eccellenze scientifiche e tecnologiche della Torino militare del sette-ottocento.
Cordialmente

Giancarlo Melano – Amici del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria

Cavagnolo è il Comune chiave: tutti insieme contro l’amianto

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cavagnolo foto 

Vincenzo Barrea, in rappresentanza del sindaco metropolitano Piero Fassino (impegnato per una seduta di consiglio comunale a Torino) ha assicurato che il documento verrà approvato quanto prima anche dal Consiglio della Città Metropolitana

 

 

Per superare la sentenza della Corte di Cassazione che ha archiviato, con la pronuncia dell’avvenuta prescrizione, i due verdetti del Tribunale e della Corte d’Appello di Torino sul caso Eternit, occorre fare fronte comune. E’ il senso dei vari interventi che si sono susseguiti lunedì 15 dicembre nel consiglio comunale aperto che si è tenuto nella sala polivalente di Cavagnolo, il comune chiave per le inchieste di Raffaele Guariniello perché qui aveva sede la Saca, società del gruppo Eternit che ha lasciato la scia d un centinaio di morti.

 

Mario Corsato, primo cittadino di Cavagnolo, ha riferito degli incontri romani avuti, insieme al sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, con le massime cariche dello Stato e spiegato la particolare situazione del Comune, non inserito nell’elenco del libro bianco sull’amianto, elaborato dal Governo e presentato alla Conferenza nazionale sull’amianto di Venezia due anni orsono. Una dimenticanza incredibile che ha anche generato una prima frustrazione per il comune torinese, ma che non ha fatto mai venire meno la voglia di continuare nella battaglia per ottenere giustizia.

 

Gli interventi sono stati molti e, per una volta, tutti in sintonia, non c’è stata differenza di posizioni politiche, perché tutti hanno detto chiaramente che l’amianto non è di destra, di centro o di sinistra, dal coordinatore Afeva Bruno Pesce, al vice sindaco di Casale Monferrato Cristina Fava, al consigliere metropolitano di minoranza Marco Marocco, al sindaco di Brusasco Franco Cappellino, a quello di Chivasso, Libero Giuffreda. E tutti hanno assicurato che l’ordine del giorno – che è stato poi approvato all’unanimità dal consiglio comunale e contiene le linee per affrontare il problema nel prossimo futuro – verrà anche approvato dalle rispettive amministrazioni. Vincenzo Barrea, in rappresentanza del sindaco metropolitano Piero Fassino (impegnato per una seduta di consiglio comunale a Torino) ha assicurato che il documento verrà approvato quanto prima anche dal Consiglio della Città Metropolitana e ha evidenziato che “il problema dell’amianto non è solo il problema di Casale, di Balangero, di Cavagnolo, ma di tutti, occorre però fari si che venga sentito da tutti come un fatto culturale, e non solo da coloro che lo vivono”.

 

Poi tutti i partecipanti hanno preso parte ad una fiaccolata per le vie del paese sino al monumento che ricorda coloro che hanno perso la vita per il mal d’amianto. E le lanterne accese erano cento come cento sono coloro che non ci sono più

 

 

Massimo Iaretti