La Protezione civile è allertata per il rischio di danni da maltempo. La situazione verrà monitorata dalla Sala Operativa, già in piena attività. Le precipitazioni saranno particolarmente intense nella giornata di domenica
Situazione generale ed evoluzione: Bollettino Meteo ARPA di sabato 14 giugno
Una vasta area depressionaria, proveniente dal nordest europeo, causa a partire dal pomeriggio odierno, un marcato aumento dell’instabilita’ su tutta la nostra regione, che dara’ origine a rovesci e temporali diffusi ed intensi dalla serata. Domani, dall’area depressionaria si isola un minimo barico, in movimento verso il mar Ligure, che manterra’ piogge diffuse e persistenti sulla nostra regione fino a Lunedi’ mattina, in particolare nelle zone a sud del Po con un relativo brusco calo delle temperature. Successivamente, il minimo tendera’ a colmarsi, determinando un temporaneo miglioramento del tempo a partire dal pomeriggio di Lunedi’, anche se, l’arrivo di aria umida da nordest sul Piemonte portera’ nuove precipitazioni nella giornata seguente.
Da un estremo all’altro. Dopo i 37 gradi di venerdì che hanno fatto di Torino la città più calda della Penisola, questo fine settimana sarà caratterizzato dal tempo brutto e da un calo di temperature di quasi 10 gradi. Tutto il Piemonte verrà coinvolto in una perturbazione che produrrà forti temporali e pioggia. Se le preoccupazioni, fino a ieri, erano per i problemi legati alla salute degli anziani per il clima africano, ora la Protezione civile è allertata per il rischio di danni da maltempo. La situazione sarà monitorata dalla Sala Operativa, già in piena attività. Le precipitazioni saranno particolarmente intense nella giornata di domenica. Si teme per eventuali esondazioni dei corsi d’acqua in provincia.
(Foto: il Torinese)
70 sono gli anni che andrà a compiere quest’anno la Rai, 150 sono i milioni che il nuovo premier Matteo Renzi pretende dall’universo della TV pubblica, e numero non ancora calcolabile sono i dipendenti, di tutte le sedi regionali, che rischiano di veder cambiare la loro vita lavorativa. Questi sono solo alcuni dei numeri che in questi mesi stanno caratterizzando e monopolizzando il “mondo Rai”.
Nonostante vari malumori, l’adesione allo sciopero è stata abbastanza alta soprattutto a Torino, dove pare che si sia raggiunto il 70%. Dalla Rai di via Verdi, oltre un centinaio di lavoratori si è mosso in corteo per raggiungere Piazza Castello, dove sono stati allestiti due gazebo e distribuiti volantini contro il “prelievo” dei 150 milioni. Il “mondo Rai” torinese è forse il più colpito dalle nuove linee guida del Governo, soprattutto dopo le polemiche riguardanti la destinazione dei palazzi di via Cernaia ( quello strapieno di amianto su cui indaga il PM Guariniello) e quello di Corso Giambone, dove ha sede il centro di ricerche. Per sopperire alle accuse di “insostenibili sprechi”, da mesi è iniziato il laborioso trasferimento dei dipendenti delle due strutture (circa 500 in tutto) nell’ex palazzo Telecom di via Cavalli che, preso in affitto, sarà completato entro l’autunno.
Ma nonostante sia stata riconosciuta come un’intelligente operazione di razionalizzazione delle spese, non è bastato a fermare la “cesoia” di Renzi, che sembra anzi sempre più convinto (come abbiamo sentito dalle varie interviste, ultima fra tutte quella famosa con Floris) a chiedere e pretendere “tagli da 150 milioni di euro”.C’è chi accusa il governo ed in particolare il premier Renzi, di mettere sotto assedio con attacchi populisti e demagogici la cosidetta “casta giornalistica” , diventata ultimamente per molti impopolare e quindi facile da attaccare. E c’è chi invece lo difende e lo appoggia sostenendo che, pagando i 150 milioni di euro, la Rai non farebbe altro che adempiere al suo compito di televisione pubblica facendo, anche lei, i sacrifici che tutti i cittadini italiani sono stati chiamati a fare.
Nel 1954 venne diffusa proprio qui, da Torino, la prima trasmissione Rai. L’impegno, la passione e l’entusiasmo di persone che forse all’epoca non erano ancora nate, hanno permesso che quella fosse la prima di una lunghissima serie. Quelle di mercoledì non erano solo voci di dipendenti Rai,erano soprattutto voci di torinesi, di cittadini italiani con un nome, un conto corrente e magari un mutuo da pagare. In questo momento di crisi è giusto che tutti – come ha detto Renzi- siano disposti a fare sacrifici; ci auguriamo solo che tali sacrifici non ricadano sempre sugli stessi.
Pare che a non registare cali negli acquisti sia soltanto il settore frutta e verdura. Consumi ridotti fino al 30%
“Non è necessaria alcuna sperimentazione sulla Garanzia Giovani, perché la Garanzia Giovani in Piemonte è già partita da aprile. Anzi la giunta di centrodestra ci ha creduto talmente tanto da investire ulteriori 5milioni di euro di fondi propri per avviarla primi in Italia”. Così Claudia Porchietto, consigliera regionale di Forza Italia, replica al presidente Sergio Chiamparino che ha dichiarato che si attiverà con il ministro Poletti per avviare una sperimentazione di questa azione nella nostra Regione.
Per una volta tifosi bianconeri e granata, insieme nel tifo. Certo, perché qui si tratta di sostenere la Nazionale.
La notte del 14 maggio dello scorso anno, a Chiomonte, i manifestanti attaccarono da posizioni diversi gli schieramenti delle forze dell’ordine, allo scopo di creare confusione e riuscire a entrare nel cantiere. E’ quanto hanno testimoniato agenti di polizia, soldati e carabinieri all’ultima udienza del processo ai quattro attivisti no tav incarcerati con l’accusa di terrorismo. Quella notte i disordini incominciarono attorno alle 3, con i primi lanci di pietre.
Da segnalare che il dibattito sulla Torino-Lione non terrà banco al processo. E’ quanto ha deciso il presidente della Corte d’Assise di Torino, Pietro Capello. Il giudice, infatti, ha respinto l’ammissione di testimoni in merito. A giudizio di Capello la realizzazione della linea ferroviaria è una precisa decisione dello Stato pertanto non è sindacabile in sede processuale e non deve condizionare il giudizio.
Una passeggiata in via Lagrange può salvare la vita. Addirittura? Il Governatore piemontese Sergio Chiamparino commenterebbe con un suo classico esageruma nen. Ma l’affermazione non è del tutto priva di fondamento. Perché ciò che ci ha sempre suggerito il buon senso ora è legge: è scientificamente dimostrato, infatti, che 20 minuti di camminata al giorno – pari a duemila passi, per circa un chilometro e mezzo – riducono di molto il rischio di infarto e ictus. E si tratta di un esercizio che anche i più anziani si possono e si devono permettere. Lo rende noto la recente ricerca condotta dall’università inglese di Leicester e pubblicata dalla prestigiosa rivista Lancet. Ovviamente lo studio non si riferiva a Torino, ma è facile tradurre i 20 minuti salvavita in una serie di itinerari tutti torinesi, in centro città o in periferia. 
C’è ancora tempo fino al 15 giugno per ammirare da vicino il “Ragazzo morso dal ramarro” uno dei capolavori più conosciuti di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ospite all’interno della Galleria d’Arte Moderna di Torino. Non tutti sanno che esistono due versioni giudicate autografe di questo dipinto: una è ospitata alla National Gallery di Londra e l’altra presso la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze ed è proprio quest’ultimo che, attualmente, si trova nella nostra città.
Le casse della Regione sono vuote, non c’è più un euro. E i problemi da risolvere aumentano di giorno in giorno. Per cercare di battere cassa al governo, il presidente Sergio Chiamparino è volato a Roma per incontrare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, con l’intento di portare a Torino la bellezza di 200 milioni di euro, quota minima necessaria per fare fronte alle emergenze piemontesi.
