L’arcivescovo: “Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità”
La preghiera della festa, il “Salt al Eid” ha chiuso ieri il Ramadan. Migliaia di persone della comunità musulmana torinese si sono riunite per la preghiera sotto le volte di acciaio del Parco Dora.
A portare il saluto della Città, l’assessore Ilde Curti. Anche l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, aveva inviato nei giorni scorsi un messaggio ai musulmani torinesi. Eccone un passaggio significativo:
«Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo. La storia ci insegna che le nostre forze non bastano. Più di una volta siamo stati vicini alla pace, ma il maligno, con diversi mezzi, è riuscito a impedirla. Per questo siamo qui, perché sappiamo e crediamo che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Non rinunciamo alle nostre responsabilità, ma invochiamo Dio come atto di suprema responsabilità, di fronte alle nostre coscienze e di fronte ai nostri popoli. Abbiamo sentito una chiamata e dobbiamo rispondere: la chiamata a spezzare la spirale dell’odio e della violenza, a spezzarla con una sola parola: “fratello”».
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