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CESANA TORINESE – Come è stato il 2024 in Piemonte? Cosa è successo? Quali eventi resteranno nella storia e quali sono state le piccole storie degne di nota?
Ogni anno il giornalista Mediaset Beppe Gandolfo fissa tutti questi aspetti capitati in Piemonte nel suo sempre attesissimo libro “Un Anno in Piemonte” giunta alla sua 23° edizione ed edito da EnneCi Communication.
Ed il libro “Un Anno in Piemonte 2024” arriva a Cesana Torinese.
L’appuntamento con l’autore è per sabato 8 febbraio, alle ore 18 presso la Sala Formont in via Pinerolo 0, a Cesana.
Un incontro realizzato con il patrocinio del Comune di Cesana Torinese per ripercorrere gli eventi più significativi del 2024
Beppe Gandolfo sin dal 2002 fa questo immane lavoro di ricerca sui fatti e sui personaggi di ogni anno. Davvero un lavoro immane perché fatto consultando giornali e riviste, siti e social. Nulla scappa a Beppe Gandolfo e poi c’è tutto il lavoro di narrazione, con i focus dedicati ad eventi particolarmente significativi o ricchi di curiosità.
La presentazione del libro in giro per tutto il Piemonte è poi il momento per l’autore per ricordare rifilettere assieme al pubblico in serate che sono sempre molto partecipate ed interattive.
Ma di cosa si parlerà sabato 8 febbraio a Cesana?
Si parlerà di poitica con le elezioni regionali e la riconferma del Governatore Cirio, ma anche dei tanti sindaci eletti nel mese di giugno. Si parlerà dei 200 anni del Museo Egizio, di Sinner e delle ATP Finals, del passaggio del Tour de France e del Giro d’Italia. Si ricorderanno personaggi come Segre, Pininfarina, Vittorio Emanuele e tanti altri.
Un appuntamento da non perdere ovviamente ad ingresso gratuito.
Da alcuni anni assistiamo ad un vero e proprio bombardamento di spot pubblicitari su integratori, farmaci da banco, prodotti omeopatici in grado di aiutarci a ridurre il livello ematico di HDL, a migliorare la qualità del sonno, a prevenire malattie da raffreddamento, migliorare il tono muscolare, migliorare le performances sessuali e molto altro.
Da notare che su ogni confezione è chiaramente indicato che l’assunzione di quell’integratore “non sostituisce uno stile di vita corretto ed una dieta adeguata”; sorge spontanea, quindi, una domanda: se io conducessi uno stile di vita corretto andrei forse a comprare degli integratori?
Va notato che non essendo considerati farmaci, sono esentati dai controlli riservati ai farmaci tradizionali.
Peccato che alcuni di essi, ad esempio l’iperico, la melatonina, la curcuma, la liquirizia, il riso rosso e altri possono avere effetti collaterali anche gravi, anche se in una percentuale ridotta di casi, che sconsigliano la loro assunzione inducendo, di conseguenza, al mantenimento della patologia per combattere la quale erano stati assunti.
Prendiamo per esempio la curcuma: danni epatici anche gravi (epatopatie) e problemi nel caso si soffra di calcolosi biliare, eppure è diventata un “must” degli integratori ed in cucina.
Che dire dell’iperico? Utilizzato come olio di San Giovanni (il 24 giugno è il giorno migliore per la raccolta dei suo fiori), antibatterico e cicatrizzante, ne è fortemente sconsigliata l’assunzione per via orale da chi soffra di disturbi bipolari, alle donne che allattano e a chi assuma antidepressivi.
E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Cosa voglio dire?
Perché assumiamo integratori, farmaci, rimedi omeopatici, anziché eliminare all’origine i problemi? Se per eliminare il colesterolo (che non è sempre di origine alimentare ma ha una causa endogena) assumiamo farmaci pericolosi anziché alzare l’HDL (o colesterolo buono) facendo movimento, vita attiva e rinunciando quando possibile all’auto a favore di una camminata salutare, e ridurre quello cattivo (LDL) evitando cibi spazzatura, non andiamo certo nella direzione giusta, perché a problema aggiungeremo problema.
E che dire delle erbe, ritenute erroneamente non dannose? Meno pericolose dei farmaci di sintesi, se assunte senza controllo medico e, soprattutto, senza aver dichiarato eventuali patologie in atto, allergie o assunzione concomitante di altri farmaci, possono essere molto pericolose. E’ il caso della digitale, del colchico; quando un farmacista, che ci conosce, ci vende un farmaco per il quale occorre la prescrizione, non ci sta facendo un favore ma sta mettendo a repentaglio la nostra salute.
Se non acquisiamo una forma mentis che veda al primo posto la prevenzione e, eventualmente, la cura delle cause, anziché curare per anni i sintomi, saremo i clienti perfetti da fidelizzare per qualsiasi casa farmaceutica; affidando a una sostanza la soluzione dei problemi legati, spesso, alla nostra pigrizia, ai nostri disordini alimentari o, più semplicemente, inseguendo ciecamente le pubblicità non soltanto non avremo miglioramenti ma diventeremo schiavi di un prodotto, perché appena cesseremo di assumerlo tutto tornerà come prima.
Se assumiamo ansiolitici o antidepressivi ma non andiamo alla ricerca del nostro malessere non soltanto non risolveremo il problema ma peggioreremo sempre più la nostra salute perché ci intossicheremo e danneggeremo il nostro organismo; se abbiamo paura di un intervento chirurgico e assumiamo farmaci che rendono sopportabile il dolore, ci permettono di muoverci più agevolmente o migliorano comunque qualcosa in noi ricordiamoci che non abbiamo risolto nulla, abbiamo solo nascosto i sintomi lasciando irrisolta la causa.
In piemontese si usa un’espressione eloquente: “L’è cuma feje ‘n papin a na gamba ‘d bosc” (E’ come fare un impacco ad una gamba di legno), segno che non risolveremo nulla, semmai cronicizzeremo il problema.
E se cambiassimo strategia?
Sergio Motta
Torino si distingue sempre di più come polo di innovazione e imprenditoria con un numero crescente di startup, fondate e guidate da donne, che stanno rivoluzionando diversi settori, dall’alimentare alla tecnologia, dal benessere alla sostenibilità. Le startup femminili torinesi contribuiscono di fatto alla crescita economica e sociale della città dimostrando, finalmente, che l’innovazione non ha genere. Queste imprenditrici affrontano con grinta ed energia, ma soprattutto con competenza ed impegno, le sfide del mercato orientandosi verso un futuro più sostenibile ed inclusivo. Torino, dunque, è un ambiente florido per tutte quelle donne che, attraverso il loro lavoro di ricerca ed imprenditoriale, vogliono lasciare una traccia, offrendo soluzioni innovative e di grande impatto. Il loro percorso rappresenta un modello rivoluzionario che afferma quanto le capacità e una visione innovatrice possano cambiare il futuro di interi settori, ispirando sempre più donne ad intraprendere, con successo, la strada dell’imprenditoria.
Tra le varie e importanti start up femminili torinesi, ne spiccano certamente tre:
Biova Project. È una startup innovativa co-fondata da Emanuela Barbano nel 2019, che ha saputo unire sostenibilità e innovazione nel settore food. “E’ ora di cambiare” “recuperiamo pane e brindiamo al mondo” cita il claim sul sito web; l’azienda, infatti, trasforma gli scarti di pane invenduto in birra artigianale, riducendo lo spreco alimentare e sensibilizzando il pubblico su pratiche di economia circolare attraverso l’utilizzo del surplus generato dagli avanzi di cibo, il risparmio di emissioni di CO2 e della spesa pubblica relativa alla gestione delle discariche, la riduzione dell’uso di acqua ed energia, l’investimento di almeno il 2% del fatturato annuo in onlus e progetti benefici contro lo spreco alimentare. Biova Project ha già collaborato con importanti catene di distribuzione e ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo impatto ambientale positivo come Innovative Start up al Salone Carrefour 2024. “Dalle briciole può nascere la rivoluzione”.
NovisGames. Il percorso di questa azienda è iniziato nel 2019, grazie alla fondatrice Arianna Ortelli, quando sono state sviluppate esperienze di gioco non visive specificamente progettate per i giocatori ipovedenti. Le collaborazioni con le associazioni di categoria in tutta Italia sono molte e hanno portato a raccogliere oltre 350.000 euro e a collaborare con oltre 500 utenti in target per mettere a punto le soluzioni di gioco. La risposta è stata talmente positiva che ora la previsione è quella di andare oltreconfine, verso l’Europa, per favorire ancora di più la possibilità di un nuovo modo di giocare grazie al potere dei suoni e delle vibrazioni, ridefinire i confini dell’accessibilità digitale e superare le lacune tecnologiche creando così uguaglianza nell’area specifica, questo a dimostrazione che la tecnologia può essere utilizzata per migliorare la vita delle persone. NovisGames, di fatto, sta rivoluzionando il settore del gaming con una tecnologia inclusiva che consente anche alle persone non vedenti di giocare ai videogiochi, grazie a un sistema di feedback sonoro avanzato e un’interfaccia innovativa.
Come non parlare poi di Wher, una start up fondata nel 2016 e dedicata alla sicurezza femminile. L’idea è di una psicologa, Eleonora Gargiulo, che insieme ad un ingegnere, Andrea Valenzano, ha ideato un’app che consiglia le strade migliori da percorrere nel momento in cui si è a piedi e sole, principalmente di notte quando i pericoli si moltiplicano. Tra i vincitori dei Digital Innovation Days 2018, Wher è il frutto di un progetto nato grazie ad una idea dalla fondatrice che una volta trasferitasi a Torino si è occupata di user experience research e cioè dei concreti bisogni degli utenti che utilizzano la tecnologia. È una app a vocazione sociale e uno strumento di empowerment femminile, una dimostrazione che le donne possono affrontare ostacoli, anche di natura psicologica, e agire grazie alla condivisione di suggerimenti e indicazioni utili; al momento è attiva a Torino, Catania, Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo e Londra, ma presto la startup conta di raggiungere molte altre città italiane ed europee.
MARIA LA BARBERA
Torino e lo short track si confermano binomio indivisibile con un nuovo appuntamento alle porte: sabato 8 e domenica 9 febbraio il ghiaccio del PalaTazzoli si infiammerà con la terza tappa del circuito Coppa Italia, organizzata dalla Velocisti Ghiaccio Torino.
La gara sarà open anche per gli atleti stranieri che si sfideranno sulle canoniche distanze dei 500, 1000 e 1500 metri oltreché, domenica mattina, nelle staffette al maschile e al femminile. Complessivamente saranno circa un centinaio gli iscritti alle competizioni, in arrivo da mezza Europa ma anche da Canada e Stati Uniti. Ovviamente nutrita la presenza di atleti azzurri, tra cui alcuni dei migliori talenti piemontesi: da Andrea Cassinelli ai fratelli Alessandro e Massimiliano Picchiarelli, da Viola Comba a Matteo Giana.
A cura di piemonteitalia.eu
Tra le tante iniziative tipiche di questo periodo dell’anno, spiccano in Piemonte i festeggiamenti carnevaleschi, il cui clou avviene generalmente il Giovedì e il Martedì grasso, ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima. I numerosi appuntamenti spaziano dai Carnevali tradizionali che affondano le radici nei riti propiziatori di fine inverno, eredità più profonda della società contadina e montanara, a quelli più recenti, spesso allegorici, passando per le rievocazioni storiche dove storia e leggenda si intrecciano e si confondono.
Leggi l’articolo:
https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/carnevale-piemonte-2025
“In qualità di Consigliere Regionale, ho avuto l’onore di ospitare una serata speciale dedicata al riconoscimento dell’impegno e della dedizione del gruppo AIB di Ozegna, guidato dal presidente Bruno Germano, e dei suoi straordinari volontari, che con grande spirito di sacrificio operano al servizio della comunità”. Così il Consigliere regionale Sergio Bartoli, presidente della Commissione Ambiente, commenta la serata svoltasi a Ozegna che ha avuto come ospite d’onore il Cavaliere di Gran Croce Comm. Gino Gronchi, delegato F.W.V.F.A. per le nazioni europee, che ha voluto esprimere la propria riconoscenza nei confronti dei volontari conferendo loro l’Attestato d’Onore. Un riconoscimento prestigioso che testimonia il valore dell’opera svolta dagli AIB e il loro grande senso di responsabilità nel tutelare il territorio e garantire la sicurezza della collettività.
Avrebbe dovuto partecipare anche il consigliere regionale Mauro Fava, che purtroppo, a causa di sopraggiunti impegni, non ha potuto essere presente. “Desidero comunque ringraziarlo per la sua costante vicinanza e il suo sostegno al mondo del volontariato”, ha detto Bartoli.
“Serate come questa ci ricordano quanto sia fondamentale il valore del volontariato e della solidarietà per la nostra comunità. Il mio più sentito ringraziamento va a tutti i volontari per il loro straordinario impegno e la loro dedizione quotidiana” – ha aggiunto il Consigliere Bartoli.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per ribadire l’importanza del lavoro svolto dai volontari e per valorizzare il loro contributo alla sicurezza e al benessere della comunità.
TRATTATO DEL QUIRINALE
Il Piemonte ha partecipato oggi a Nizza alla riunione del secondo Comitato di cooperazione trasfrontaliera, che si è riunito nella cittadina alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani e dei ministri francesi Jean Noel Barrot e Philippe Tabarot.
Sono intervenuti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, accompagnato dall’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, il sindaco della Città metropolitana e di Torino Stefano Lo Russo, il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo e la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero.
“La riunione di oggi è particolarmente importante perché a questo tavolo ci sono tutti i soggetti coinvolti nei dossier trasfrontalieri e questo permette di darci obiettivi e avere delle risposte – ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio intervenendo alla riunione – È stato quindi particolarmente importante avere oggi conferma dal ministro Tabarot della data del primo aprile per la riapertura della ferrovia del Frejus, di quella di giugno per il secondo traforo autostradale e l’impegno, sempre per giugno, a riaprire il Tenda. Erano rassicurazioni che Tabarot aveva già dato al cantiere del Tenda a inizio gennaio, oggi c’è l’ufficialità e come Regione continuiamo a monitorare che questi impegni siano rispettati”.
“È stata un’occasione preziosa – ha spiegato il sindaco della Città Metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo – per affrontare i numerosi dossier di cooperazione internazionale tra i nostri due paesi. In modo particolare, ci siamo confrontati sulla collaborazione che avvieremo su più fronti in vista dell’importante appuntamento con le Olimpiadi del 2030 sulle Alpi Francesi che coinvolgeranno Torino con le gare del pattinaggio di velocità all’Oval. Una delle prime azioni sarà l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto di lavoro tra le Città di Torino e Nizza di avvicinamento all’evento olimpico. Crediamo fortemente nell’importanza delle relazioni e nelle progettualità comuni e in questo quadro, il rafforzamento della cooperazione tra i nostri due Paesi è davvero prezioso. Siamo convinti che Italia e Francia, membri fondatori dell’Unione Europea debbano, insieme, contribuire a rilanciare quel grande progetto culturale di unione che sta alla base dell’idea di Stati Uniti d’Europa”.
“Dopo il 13 febbraio avremo il cronoprogramma preciso del cantiere al Tenda e sapremo così quando finiranno i lavori ed i collaudi, sulla Maddalena abbiamo chiesto che gli autotrasportatori possano avere regole chiare e condivise fra Italia e Francia. È a questa concretezza che serve il Trattato del Quirinale e come Provincia di Cuneo proviamo a dare il nostro contributo” ha aggiunto il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo.
“È stata una giornata importante per fare il punto sui temi che sono oggetto del Trattato del Quirinale. In particolare, ho voluto portare all’attenzione del Comitato la questione della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza, chiedendo una maggiore rapidità da parte dei due Stati nella ratifica della Convenzione che regola la gestione della ferrovia, ricordando inoltre la necessità di ripristinare al più presto la velocità degli 80 km/h e sollecitando un miglioramento della qualità del servizio, tutt’oggi ancora molto precario. Le sensazioni del ministro Tabarot sull’andamento dei lavori al tunnel di Tenda non ci rassicurano, ma aspettiamo di conoscere il cronoprogramma ufficiale che verrà reso noto nei prossimi giorni a seguito della riunione del comitato tecnico della CIG: certamente un ulteriore ritardo rispetto alla data di giugno 2025 rappresenterebbe l’ennesimo duro colpo per il nostro territorio”, ha concluso la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero.