È stato presentato oggi il programma della quinta edizione di Proxima, il festival politico e culturale di AVS, Sinistra Italiana e Sinistra Ecologista.
Per tre giorni, da giovedì 16 a sabato 18 ottobre, al Bunker in via Niccolò Paganini 0/200 si alterneranno dibattiti, spettacoli e musica con ospiti del mondo della politica, del sindacato, dell’associazionismo e della cultura.
Il tema di quest’anno sarà “Rompere l’assedio”: con la testa e il cuore a Gaza, discuteremo di come continuare a lavorare a un’alternativa progressista di fronte all’intollerabile situazione del nostro Paese e del mondo.
Ecco il programma:
Giovedì 16 ottobre
Ore 18.00
Inizio festa
Saluti del segretario provinciale di Sinistra Italiana Roberto Bacchin e del co-portavoce di Sinistra Ecologista Emanuele Busconi, con Erica Bevilacqua, co-portavoce Europa Verde Torino.
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Giovedì 16 ottobre
Ore 18.30
La flotta continua. Insieme per il cambiamento
Walter Massa
Presidente nazionale ARCI
Serena Sorrentino
Presidente della commissione per il Programma fondamentale CGIL
Elisabetta Piccolotti
Deputata AVS
Benedetta Scuderi
Eurodeputata AVS – The Greens
Modera
Alessandra Quarta
Presidente Sinistra Ecologista
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Giovedì 16 ottobre
Ore 20.45
EFFETTO GUERRA. Il costo sociale del riarmo
Francesca Coin
Sociologa
Michele De Palma
Segretario generale nazionale FIOM CGIL
Marco Grimaldi
Vicecapogruppo AVS alla Camera
Introduce e modera Alice Ravinale
Capogruppo AVS Consiglio Regionale Piemonte
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Giovedì 16 ottobre
ore 22
PIETRO SPARACINO LIVE
Un viaggio comico e corrosivo dentro vent’anni di vita e di Paese, tra ricordi personali, derive collettive, amnesie di massa e piccole rivoluzioni private.
Con Pietro Sparacino,
Stand up comedian, autore e formatore
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Venerdì 17 ottobre
Ore 18.30
Chi ha paura del dissenso?
Ilaria Cucchi
Senatrice AVS
Ilaria Salis
Eurodeputata AVS – The Left
Introduce
Sara Diena
Capogruppo Sinistra Ecologista Consiglio Comunale Torino
Modera
Matteo Pucciarelli
Giornalista la Repubblica
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Venerdì 17 ottobre
Ore 20.45
Contro l’economia del genocidio, un altro mondo è possibile
Francesca Albanese
Relatrice speciale ONU sui Territori palestinesi occupati
Nicola Fratoianni
Deputato AVS e segretario nazionale Sinistra Italiana
Pablo Trincia
Giornalista
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Venerdì 17 ottobre
Dalle 22.00
OFFBEAT pres. Ahadadream feat. Turbolenta
Warm-up: Tendenzaraba
Free entry entro le 23.00
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Sabato 18 ottobre
Ore 16.30
Punire non serve a niente: per una nuova politica sulle droghe
Riccardo Magi
Deputato e segretario +Europa
Nadia Ferrigo
Giornalista e autrice di “L’erba e le sue buone ragioni”
Roberta Tumiatti
Direzione nazionale Legacoopsociali
Jacopo Rosatelli
Assessore al welfare della Città di Torino
Modera
Antonio Costanza
UGS Piemonte
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Sabato 18 ottobre
Ore 18.30
Dal governo dei comuni a quello del paese: l’impegno per un’Italia migliore
Stefano Lo Russo
Sindaco di Torino
Silvia Salis
Sindaca di Genova
Emily Clancy
Vicesindaca di Bologna
Introduce Emanuele Busconi, consigliere comunale di Torino, Sinistra Ecologista
Modera
Mauro Ravarino, ilmanifesto
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Sabato 18 ottobre
Ore 20.45
Organizzare la speranza.
Deputato AVS e co-portavoce nazionale Europa Verde
Gaetano Pedullà
Eurodeputato M5S – The Left
Marta Bonafoni
Coordinatrice della Segreteria nazionale PD
Modera
Valentina Cera
Consigliera regionale AVS Piemonte
(Comunicato stampa AVS, Sinistra Italiana e Sinistra Ecologista)
Paola D’Agostino Direttrice dei Musei Reali
A seguito del perfezionamento delle procedure di nomina, dal 1° ottobre 2025 la dottoressa Paola D’Agostino ha preso servizio come Direttrice dei Musei Reali di Torino.
Paola D’Agostino assume il prestigioso incarico ricoperto da Enrica Pagella dal 1° dicembre 2015 al 30 novembre 2023 e, dopo il riconoscimento dei Musei Reali quale istituto museale statale di prima fascia, da Mario Turetta, Capo Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura, in qualità di Direttore delegato.
Storica dell’arte, specialista in scultura italiana del Rinascimento e del Barocco, si è laureata e ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università “Federico II” di Napoli, con specializzazioni al Courtauld Institute of Art e all’University College di Londra, dal 2015 al 2024 ha guidato i Musei del Bargello a Firenze e vanta una lunga esperienza curatoriale all’estero, dal Metropolitan Museum of Art di New York, come Senior Research Associate nel Dipartmento di European Sculpture and Decorative Arts, alla Yale University Art Gallery, quale Nina and Lee Griggs Assistant Curator in European Art.
Nelle sue prime parole da Direttrice, Paola D’Agostino ha dichiarato: “Sono molto onorata di iniziare il nuovo incarico alla Direzione dei Musei Reali di Torino, che con il loro patrimonio monumentale, le straordinarie collezioni d’arte e di archeologia, la Biblioteca e i Giardini Reali costituiscono uno dei complessi museali di maggior prestigio in Italia e nel mondo. Negli ultimi dieci anni i Musei Reali hanno avuto una crescita straordinaria, grazie alle due direzioni di altro profilo che mi hanno preceduta. È un privilegio contribuire al progetto culturale e alla valorizzazione di questi luoghi e della dinastia dei Savoia, che li ha progettati, arricchiti di capolavori e modificati nel tempo”.
“Attraversare i saloni monumentali del Palazzo Reale – ha proseguito Paola D’Agostino –, percorrere gli spazi della Manica Nuova con le sue diverse collezioni, fermarsi nella Biblioteca Reale o passeggiare nei Giardini Reali dà il senso della centralità dei Musei Reali nella città. In queste sale scorre non soltanto la storia culturale e politica di Torino e del Piemonte, ma anche l’unicità della storia d’Italia e del suo straordinario patrimonio culturale”.
Paola D’Agostino è una storica dell’arte, esperta di scultura italiana del Rinascimento e del Barocco. Ha studiato all’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, dove ha ricevuto il dottorato di storia dell’arte nel 2003 (PhD). Si è specializzata a Londra, al Courtauld Institute of Art (M.A.1998) e all’University College London (MPhil programme 1998-1999)
Mostra personale di Tony Cragg, dal titolo “GE(SCHICHATE)” e la collettiva “Vue d’ensemble-immaginari in dialogo parte III”
Il 5 ottobre scorso la galleria Tucci Russo ha celebrato i suoi 50 anni di attività e, nello spazio di Torre Pellice, si sono inaugurati una mostra personale di Tony Cragg, dal titolo “GE(SCHICHATE)” e la collettiva “Vue d’ensemble-immaginari in dialogo parte III”. Nella sede torinese della galleria, è aperta, fino al 31 gennaio 2026, la personale dell’artista Mario Airò, dal titolo “Co-mondo”.
Lisa Di Grazia, per tutti Lisa Tucci Russo, è stata compagna di lavoro e di vita, sin dai primi anni Settanta, di Antonio Tucci Russo, scomparso nel 2023 e figura emblematica della Torino degli anni Sessanta, vicina a poeti e artisti dell’arte povera, prima direttore della galleria di Gian Enzo Sperone e poi, dal 1975, gallerista egli stesso in uno spazio in via Fratelli Calandra, che debuttò con una mostra di Pier Paolo Calzolari. La galleria si sarebbe poi spostata al mulino Feyles nel 1990, in via Gattinara, e nel 1994 negli spazi dell’ex manifattura tessile Mazzonis, a Torre Pellice. Nel 2017 l’apertura di una seconda sede all’interno di un palazzo storico di via Bertolotti, nel cuore di Torino.
“50 anni! Era al di là delle mie capacità – afferma Lisa Tucci Russo – riassumere in un’unica esposizione la storia di una vita, di esperienze vissute e di come l’arte sia stata in grado, fin dalla prima mostra del ’75, di Calzolari, di cambiare il mio pensiero e la mia visione di mondo. Da qui l’idea di diluire nell’arco dei tre anni passati, fino al presente, delle visioni che ho riassunto da un lato nelle tre collettive intitolate ‘Vue d’ensemble: immaginari in dialogo rispettivamente parte I, parte II e parte III’. Le opere hanno dialogato tra loro nelle varie esposizioni, dando sempre una visione di un momento diverso nel lavoro di ogni singolo artista. Contemporaneamente sono state affiancate le mostre personali, negli spazi di Torre Pellice e di Torino, di Jan Vercruysse, Conrad Shawcross, Robin Rhode, Marisa Merz, Daniel Buren, Alfredo Pirri, Gilberto Zorio, Richard Long, Christiane Löhr, Gianni Caravaggio, Mario Airò (attualmente in corso a Torino) e Tony Cragg, che ha inaugurato in contemporanea con la ‘parte III’ di ‘Vue d’ensemble’. Ho vivida memoria della prima mostra con Cragg, nel 1984, di quando Tony dopo un velocissimo viaggio in macchina (7 ore da Wuppertal a Torino) è arrivato per la prima volta nella vecchia sede di corso Tassoni, e mi piace pensare che il titolo scelto dall’artista per questa esposizione sia un omaggio alla galleria per questa speciale occasione. In tedesco ‘GE’ intende una totalità, ‘SCHICHT’ significa ‘un insieme di strati’, metaforicamente una sovrapposizione di eventi, cose accadute che diventano storia: GESCHICHTE”.
“Dopo aver soddisfatto questo mio personale desiderio – continua Lisa Tucci Russo – penso però più concretamente al suo lavoro: STACK (Schicht) è un titolo che lo accompagna fin dalle sue prime opere, che composte da elementi sovrapposti presentano una visione tassonomica del mondo; lui stesso ha affermato di considerare gli oggetti creati dall’uomo come ‘chiavi fossilizzate di un tempo passato che è il nostro presente’. Allo stesso modo, le composizioni di oggetti su pavimenti e pareti, che ha iniziato a realizzare negli anni Ottanta, sfumano il confine tra paesaggi naturali e artificiali, creando il contorno di qualcosa di famigliare in cui le parti che lo compongono sono i relazione con il tutto. Cragg intende la scultura come uno studio di come i materiali e le forme concrete influenzino i modelli delle oltre idee ed emozioni. La figura umana è l’esempio principale di quello che sembra in definitiva organico e suscita risposte emotive, pur essendo una composizione complessa di molecole, cellule, organi e processi. Il lavoro di Cragg non imita la natura o il suo aspetto, ma si concentra sul perché siamo come siamo. Le opere in mostra, da Riot, del 1987, fino alle più recenti ‘Incidents’, ‘Stand’,’Edge’, ‘Rem’, questa facente parte della recente serie ‘Dream sleepers’, mostra il continuo interrogarsi dell’artista sulla materia, se organica o inorganica, è quindi sul mondo”
Le mostre sono accompagnate in una sala dedicata da una serie di proiezioni che raccontano la storia di Lisa e Antonio Tucci Russo, insieme agli artisti, dal 1985 ad oggi.
Apertura fino all’1 marzo 2026, da mercoledì a domenica 10-13/15-18.30
Mara Martellotta
È l’ennesimo incidente sulle strade piemontesi, questo come molti, legato all’abuso di alcol. Nella serata di ieri un uomo di 79 anni, Fausto Celso, residente a Torino, ha perso la vita in seguito a un violento scontro frontale lungo la provinciale 10, la strada che collega Villafranca d’Asti a Gallareto, frazione di Piovà Massaia, nel comune di Maretto (Asti).
L’anziano viaggiava come passeggero a bordo di una Toyota Aygo insieme a due donne. Alla guida c’era una 54enne di Maretto, risultata positiva all’alcoltest con un tasso di oltre sei volte superiore al limite consentito (0,5 g/l). Proprio per questo motivo, oltre che per la dinamica del sinistro, la conducente è stata denunciata per omicidio stradale.
La vettura, nell’impegnare un incrocio con strada Nicoline, si è scontrata con una Renault Twingo. A bordo della Toyota Aygo c’era anche una 53enne torinese, rimasta ferita. Purtroppo per Fausto Celso non c’è stato nulla da fare: è deceduto sul posto a causa delle gravi conseguenze dell’impatto.
Per tutto il mese di ottobre la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro promuove la campagna del “Cuore rosa”. Coinvolti partner, istituzioni, mondo dello sport e dello spettacolo e numerose attività commerciali.
Candiolo, ottobre 2025 – Con la gara benefica di golf “Pro Am della Speranza – The Green is Pink” e la proiezione del “cuore rosa” sulla facciata della Rinascente di Torino nella serata di mercoledì 1° ottobre, è partita ufficialmente l’ottava edizione di “Life is Pink”, la campagna contro i tumori femminili tradizionalmente promossa, nel mese di ottobre, dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Insieme all’hashtag #sostienicandiolo, il cuore di Life is Pink “firma” i numerosi eventi promossi dalla Fondazione per raccogliere fondi, con il sostegno di sponsor e partner, di personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo e di tante attività commerciali.
In Italia, il tumore al seno rappresenta il 30% di tutte le nuove diagnosi oncologiche femminili, con circa 50.000 casi ogni anno. La sopravvivenza a 5 anni ha raggiunto l’88%, grazie a screening e terapie sempre più efficaci. Tra i tumori ginecologici, quello dell’utero (oltre 8.600 casi/anno) e quello dell’ovaio (circa 5.200 casi/anno) restano sfide importanti, con esiti ancora meno favorevoli rispetto al carcinoma mammario. Fondamentali la diagnosi precoce e l’accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale.
La campagna 2025 ha l’obiettivo di finanziare attività di prevenzione e cura del tumore del seno e l’acquisto di una colonna endoscopica di ultima generazione per le isteroscopie ambulatoriali dell’ambulatorio integrato di isteroscopia ed ecografia dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, unico in Piemonte a integrare la diagnostica ecografica con quella operativa per la prevenzione e il trattamento delle patologie dell’utero. La colonna endoscopica è uno strumento fondamentale per l’accuratezza della diagnosi, la precisione dei trattamenti e il comfort delle pazienti, evitando lunghi tempi di attesa e la necessità di anestesia generale in sala operatoria. Grazie a questa tecnologia sarà possibile individuare precocemente e trattare tumori dell’endometrio, fibromi e polipi di grandi dimensioni, e preservare la fertilità nelle giovani donne.
Per celebrare l’avvio della campagna, fino all’8 ottobre, l’immagine di Life is Pink illuminerà la facciata della Rinascente in Via Lagrange a Torino, grazie al prezioso supporto di Banca Patrimoni Sella & C. e Proietta srl. Inoltre le vetrine dello store, firmate dall’artista Nicola Russo, autore del TOH, saranno interamente dedicate alla campagna in rosa. All’interno della Rinascente, nei weekend del mese di ottobre, sarà inoltre allestito un corner in cui sarà possibile acquistare il merchandising ufficiale dell’iniziativa. Sempre nello store torinese, venerdì 3 ottobre, si terrà una speciale Shopping Night a favore di Life is Pink.
La “Pro Am della Speranza – The Green is Pink”, tradizionale gara di golf che si è svolta martedì 30 settembre nella suggestiva cornice del Royal Park I Roveri, ha visto affrontarsi 23 squadre in rappresentanza di altrettante aziende che hanno deciso di scendere in campo a sostegno della campagna. All’evento hanno partecipato anche grandi chef del territorio che, tra una buca e l’altra, hanno deliziato i presenti con le loro specialità. Grazie al sostegno dei partner e di tutti coloro che hanno deciso di partecipare, sono stati raccolti 120.000 euro a favore della campagna in rosa.
Tutto il merchandising di Life is Pink si potrà trovare online sul sito www.fprc.it/life-is-pink, presso il punto “Sostieni Candiolo” situato all’ingresso dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, durante le iniziative dedicate e in varie attività commerciali da sempre vicine alla Fondazione: da Negri Gioielli nel centro storico di Moncalieri a Pensiero Grafico a Nichelino e nel negozio Patrizia Martini Abbigliamento di Chivasso. Anche la vetrina presente all’interno dei Ronchiverdi Sport Club, dedicata alla Fondazione, verrà rinnovata con il nuovo merchandising e sarà disponibile per tutti i soci. Novità dell’edizione 2025 sono le collaborazioni speciali con prestigiosi partner: la storica maison E. Marinella rinnova il suo impegno al fianco della Fondazione con i raffinati portaocchiali “pink”, e Laboratorio Olfattivo, con il profumatore d’ambiente ClamoRosa, permette di trasformare un gesto solidale in un’esperienza sensoriale unica.
Ritorna la collaborazione con il VII Rugby Torino, che scenderà in campo con la prima squadra indossando le maglie di Life is Pink il 26 ottobre, in occasione di una delle partite casalinghe. Anche il Palavillage di Grugliasco partecipa all’ottava edizione sabato 4 ottobre, giornata in cui i giocatori di Padel e Beach Volley si sfideranno sotto il segno della campagna in rosa.
Nel mese di ottobre, ogni martedì, Galup sostiene la ricerca con una speciale iniziativa “pink”: per ogni caffè servito nel nuovo store di Via Andrea Doria a Torino, 0.50 € verranno donati alla Fondazione per sostenere la cura e la ricerca dei tumori femminili. Un gesto semplice, quello di prendere un caffè, che si trasforma in un atto concreto di solidarietà.
Lunedì 21 ottobre alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo di Torino si terrà la cena benefica “Due Cuori e una Capanna”, una serata speciale in cui solidarietà e arte si incontrano per sostenere Life is Pink. La cena benefica anticipa l’inaugurazione della mostra fotografica “Due Cuori e una Capanna” di Daniele Ratti, curata da Benedetta Donato, che sarà ospitata a partire da martedì 22 ottobre fino a Natale nel nuovo spazio espositivo dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, grazie alla collaborazione con la Fondazione e al fondamentale supporto di Intesa Sanpaolo. L’iniziativa sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Allemandi, il cui ricavato sarà in parte devoluto alle attività di cura e ricerca dell’Istituto. Il volume verrà presentato ufficialmente lunedì 28 ottobre alle ore 18:30 presso la Libreria Luxemburg di Torino.
SAUZE D’OULX – Anche la comunità di Sauze d’Oulx in lutto per la tragica scomparsa della giovanissima Asia Oddenino,vittima di un incidente stradale a Settimo Vittone nella notte tra sabato 4 e domenica 5 ottobre.
Il Sindaco di Sauze d’Oulx Mauro Meneguzzi esprime il suo cordoglio e la vicinanza alla famiglia: “È da domenica mattina che ho i brividi addosso pensando alla tragedia della famiglia Oddenino. Una disgrazia che tocca da vicino anche la nostra comunità, oltre che quella di Oulx. Di fronte ad un dramma simile non ci sono parole. Vogliamo però esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla mamma Laura, al papà Max, allo zio Olaf e alla nonna Graziella per il lutto della cara Asia”
Torino, la città più magica
Malinconica e borghese, Torino è una cartolina d’altri tempi che non accetta di piegarsi all’estetica della contemporaneità.
Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre l’arancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano all’irruente modernità.
Torino persiste nel suo essere retrò, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo “a misura d’uomo”, con tutti i “pro e i contro” che tale scelta comporta.
Il tempo trascorre ma l’antica città dei Savoia si conferma unica nel suo genere, con le sue particolarità e contraddizioni, con i suoi caffè storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri “sudaticci” ma ben vestiti.
Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti, in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la città ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito – e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum così pregevole e singolare.
1. Torino capitale… anche del cinema!
2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo
3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici
4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio
5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente
6. Chi ce l’ha la piazza più grande d’Europa? Piazza Vittorio sotto accusa
7. Torino policulturale: Portapalazzo
8.Torino, la città più magica
9. Il Turet: quando i simboli dissetano
10. Liberty torinese: quando l’eleganza si fa ferro
8.Torino, la città più magica
Torino è magica. Nel vero senso del termine.
Lo testimonia anche il celebre “medico” e astrologo Michel de Nostredame: “Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”.
Sembra infatti che il popolare uomo la cui fama lo precede tuttora, dal nome italianizzato in Michele di Nostradama, meglio noto con lo pseudonimo di Nostradamus, abbia soggiornato intorno al 1556 a Torino, presso Cascina Morozzo – conosciuta anche come villa Vittoria, poiché proprietà della principessa Vittoria, della casata Savoia-.
Tali parole erano state incise su una lapide custodita presso lo stabile in cui l’uomo aveva pernotatto, quando la Villa viene demolita anche quest’unica testimonianza tangibile del passaggio di Nostradamus a Torino scompare nel nulla, fino al 1967, quando viene ritrovata e donata a Renuccio Boscolo, uno dei maggiori interpreti degli scritti del chiaroveggente, per essere custodita in sicurezza.
Secondo alcuni studiosi la “Vittoria” indicata dall’importante ospite sarebbe la principessa Savoia, anche se le interpretazioni rimangono aperte a differenti ipotesi.
Quello che non cambia è l’alone di mistero che avvolge l’affermazione, impressione che si ripresenta in realtà di fronte a tutte le sentenze espresse dal “sapeinte” francesce.
D’altronde il capoluogo pedemontano è così: insolito e curioso, a tratti misterioso.
La città dai diversi primati, ne colleziona ancora uno, dopo essere stata la prima capitale italiana, in seguito al riconoscimento ottenuto grazie all’altura della Mole Antonelliana, oltre all’invenzione del primo cioccolatino, ecco l’ulteriore record tutto nostrano da aggiungere all’elenco: Torino è considerata una tra le metropoli più magiche del mondo, nel bene e nel male –perdonatemi il gioco di parole.-
Secondo gli esperti in materia infatti confluiscono sul territorio cittadino i vertici di due triangoli esoterici, quello di magia bianca (insieme a Praga ed a Lione) e quello di magia nera (insieme a San Francisco e Londra), fatto che tramuta la località in una sorta di mappa energetica costellata di zone “buone” e altre dove non parrebbe consigliabile trascorrere troppo tempo.
Per non sbagliarci vediamo di scendere più nel dettaglio.
Iniziamo dai luoghi da evitare.
Il punto energeticamente più ostile della città è di sicuro Piazza Statuto: qui, secondo la tradizione esoterica, si trova la porta degli Inferi, un vero e proprio passaggio tra i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti; il punto preciso è situato in corrispondenza dell’antica porta Decumana, uno degli ingressi dell’originario accampamento romano e luogo – ahimè– dedicato alla sepoltura dei cadaveri. L’atmosfera inquieta della piazza è resa ancora più sinistra dalla presenza di due monumenti assai particolari: quello eretto per commemorare gli operai deceduti durante la costruzione del Traforo del Frejus e l’Obelisco Geodetico. Il primo rappresenta un’immensa piramide di massi, da essi spuntano alcuni corpi di titani abbattuti dallo stesso genio alato che svetta sulla sommità della piramide, egli ha sul capo una stella a cinque punte a cui sono attribuite diverse simbologie magico-rituali; invece, la seconda costruzione, nota anche come Guglia Beccaria, è sormontata da un astrolabio e si erge esattamente a 5.000 km dal Polo Nord ed altrettanti dall’Equatore. Non stupisce che sempre nei dintorni della piazza si trovi l’appena citata Domus Morozzo, decisamente l’edificio più appropriato per accogliere un altrettanto “losco figuro”.
Altro sito da evitare è Palazzo Trucchi di Levaldigi, oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro, stupendo edificio dalle finiture seicentesche che ospita su una delle sue facciate il cosiddetto Portone del Diavolo, il cui batacchio rappresenta niente meno che il volto di Lucifero.
Nel 1675 Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi, conte e generale delle Finanze di Carlo Emanuele II, richiede ad una manifattura di Parigi di realizzare un portale in legno e il risultato del lavoro è più che sbalorditivo: la soglia è riccamente intagliata e adorna di fiori, frutta, animali e amorini, ma ciò che stupisce gli spettatori è il batacchio centrale, un volto mostruoso che scruta minaccioso i visitatori che bussano alla porta. Ultimo dettaglio, la parte che viene presa in mano per battere è composta da due serpenti che si uniscono con la testa. Da questi dettagli derivano le storie spaventose ambientate in questo posto. Prima leggenda fra tutte è quella del mago insistente: si narra di uno stregone eccessivamente ostinato che provò ad invocare Satana, forse con troppa enfasi, difatti “il povero” Lucifero – non propriamente noto per la dote della pazienza- infastidito dalla nenia incalzante, costruì un portone nel suddetto edificio, mise all’interno l’incauto mago e lì lo imprigionò .
Altre vicende però contribuiscono a rendere questo stabile un luogo davvero misterioso. Si narra ad essempio di Melchiorre Du Perril, un soldato francese in possesso di documenti segreti che entrò all’interno dello stabile e non si ripresentò più al suo cocchiere; c’è poi la storia della ballerina che, invitata ad una delle tante feste volute da Marianna Carolina di Savoia, venne aggredita e assassinata all’interno di una delle sale della lussuosa palazzina.
Inoltre, ancor prima di tutte queste vicissitudini, nel 1600, l’edificio viene scelto come sede di una fabbrica di tarocchi, e anche in questo caso le coincidenze non hanno fine: all’epoca il numero civico del fabbricato era il 15, il medesimo numero dell’arcano corrispondente alla carta del Diavolo.
E se proprio dovete raggiungere questa banca, indovinate il numero del tram da prendere?
Cari lettori, ma proprio qui dovete venire a prelevare?
Lasciamoci alle spalle i fantasmi che ovviamente si aggirano nei dintorni dell’immobile infernale e avviamoci in un’altra zona perturbante, ossia via Lascaris (angolo Via San Francesco d’Assisi), a pochi passi da Piazza Solferino, dove ci si può imbattere nell’ennesimo dettaglio folklorìstico. Proprio ai piedi di un casamento – oggi sede di una banca, ma in passato dimora di una Loggia Massonica- si dischiudono a terra delle strane fessure a forma di occhi. Qualcuno ci osserva, ma per la serie “mai una gioia” a tenerci sotto controllo non è un bell’angelo alla “Der Himmel über Berlin”, bensì niente meno che il Principe delle Tenebre, da qui la dicitura di questi spiragli: “gli occhi del Diavolo”.
Bene, ora che abbiamo capito dove non fermarci per i prossimi pic-nic autunnali, vediamo insieme quali sono i luoghi in cui possiamo indugiare per una pausa rigenerativa.
Uno dei siti a più alta concentrazione di energia positiva della città è il luogo di confluenza tra il Po e la Dora Baltea, i due fiumi torinesi che rispettivamente simboleggiano il Sole e la Luna, l’energia maschile e quella femminile, il principio vitale e quello del sonno eterno.
Un altro posto consigliato è la Chiesa della Gran Madre, le cui statue erette all’ingresso della grande scalinata raffigurano la Fede e la Religione, due emblemi rassicuranti e potenti; le due personificazioni sono poste anche a guardia del Sacro Graal, una delle reliquie cristiane più ricercate di tutti i tempi e –guarda caso- celata nei meandri dell’enigmatica Torino, città dai mille volti.
Anche Piazza Castello è una località benevola, è opportuno passeggiarci soprattutto se si rasenta la cancellata di Palazzo Reale e ci si sofferma sotto le statue equestri dei Dioscuri, guardiani ufficiali posti al confine tra la zona di magia bianca e quella nera.
Se poi ci si sentisse particolarmente stanchi, è consigliabile dirigersi verso la Mole Antonelliana, Museo del Cinema per alcuni, per altri una grande antenna che irradia nel mondo energia positiva.
Gli intellettuali e i radical chic si appropinquino invece verso Piazza Solferino, nei pressi della Fontana Angelica, monumento pregno di simbologie nascoste: le statue della Primavera e dell’Estate si contrappongono a quelle dell’Autunno e dell’Inverno, mentre l’acqua che scorre rappresenta il Sapere e la Conoscenza.
Che dire ancora? Alla fine è sempre la stessa storia, è l’eterna sfida tra il Bene e il male, che si tratti di Sith e di Jedi, di Merlino, di Morgana e della “magia del fare” o dell’impresa per sconfiggere Sauron la questione è resta la medesima: la scelta.
Cari lettori, e voi da che parte state?
ALESSIA CAGNOTTO