ilTorinese

Il vintage alla Gran Madre

Il nostro viaggio attraverso i mercati di Torino oggi ci conduce oltre il Po, e precisamente alla piazza dietro la Gran Madre, ove ogni terza domenica del mese si svolge uno tra i più caratteristici mercatini Vintage della città, ideato nel 2001 dai fondatori dell’ Associazione “Effetto Vintage” per promuovere e sviluppare questo particolare ed affascinante settore.
Ma cosa vuol dire, esattamente, “ vintage”?
Questo termine francese, ormai facente parte del lessico quotidiano, sta per “ vissuto”, e non significa semplicemente “usato” nel senso di consumato, o “di seconda mano”; si associa quindi a tutto ciò che può evocare una storia, un bagaglio di esperienze, sensazioni, aneddoti, immagini.
Per giungere a questo incantevole mercatino, dalla stupenda Piazza Vittorio Veneto attraversiamo il Ponte Vittorio Emanuele I (detto anche “ Ponte di Pietra”: lo sapevate?), il più antico dei ponti attualmente esistenti a Torino: voluto da Napoleone durante il periodo di occupazione francese della città, venne costruito tra il 1810 e il 1813, mettendo a confronto l’ingegneria piemontese con la più avanzata tecnica parigina.
Una volta giunti al di là del Po, si erge davanti ai nostri occhi, in tutto il suo splendore, la Chiesa della Gran Madre di Dio, anche definita il “ Pantheon subalpino”; infatti, proprio come il Pantheon di Roma, è un edificio a pianta circolare, raro esempio di architettura neo-classica. Venne edificata tra il 1818 ed il 1831 su progetto affidato all’ Architetto F. Bonsignore (al quale è oggi dedicata una delle vie laterali alla chiesa) per celebrare il ritorno dei Savoia a Torino nel 1814, dopo sedici anni di esilio a causa della dominazione francese. L’inaugurazione avvenne nel 1831, alla presenza di re Carlo Alberto. La chiesa sorge su un alto basamento che la pone all’altezza della piazza Castello (particolare curioso!) ed è preceduta da una scalinata che si innalza alle spalle del monumento dedicato a Vittorio Emanuele I, realizzato nel 1885. Come ornamento alla scalinata, troviamo a destra il Monumento della Religione: la religione è rappresentata simbolicamente da una donna che con una mano sostiene la croce e con l’altra indica la Bibbia retta da un angelo; a sinistra, il Monumento alla Fede, rappresentata sempre da una donna che innalza in una mano un calice e poggia l’altra sulla Bibbia, accanto ad un angelo. Dal 1932 sotto la chiesa vi è l’ossario dei caduti nella prima guerra mondiale, oggi visitabile.
La cornice del mercato è, dunque, certamente molto suggestiva , e si fonde alla perfezione con l’atmosfera romantica delle bancarelle, tanto che, immersi tra una corsia e l’altra, sembra di aver fatto un salto indietro nel tempo ed essersi ritrovati a passeggiare tra crinoline, cappelli piumati, orologi nel taschino e baffi arrotondati.
Anche la cortesia e la gentilezza degli espositori pare di altri tempi; e, tra i tanti articoli proposti, tutti particolari e bellissimi – asciugamani di batista, modellini di velieri e stampe giapponesi, persino una stupenda collezione di coloratissimi telefoni di un tempo! – , rapiscono lo sguardo le stoffe multicolori realizzate con il cd. “ Block Printing”,tecnica di stampa su tessuto da una matrice intagliata a mano su legno (per info: Royal Jaipur, via Accademia Albertina 35/c, Torino). Bellissimi anche i gioielli e bijoux realizzati in lega francese chiamata “ Demirouge  , composta da 67% di rame e 33% di zinco (per info: lastregagattiva@effettovintage.it ). Originalissimi anche i lavori di restauro creativo della sig.ra Rosalba Cossanetto, che recupera e ricicla oggetti in disuso e li trasforma in pezzi unici personalizzati.
E se volete fare una pausa gastronomica tra una bancarella e l’altra, merita senz’altro una menzione speciale il ristorante vegano e crudista di Eduardo Ferrante, simpaticissimo Executive Chef de “L’Orto già Salsamentario” , sito in via Monferrato 14/a (per info: prenotazioni@lortogiasalsamentario.it); il ristorante attuale occupa il locale della storica salsamenteria avviata nel 1886 da Luigi Drappero, che si distinse per la lavorazione artigianale di salumi e carni insaccate e meritò premi in occasione dell’Esposizione Internazionale di Torino del 1911. Del negozio originale resta il portale in marmi policromi, sormontato dall’imponente insegna in lamiera nera arquata alle estremità e dipinta in caratteri oro. La cucina dello Chef Ferrante offre piatti gustosi e golosi: provare per credere le Francesine, ottime praline di cioccolato, mandorle, noci e uvetta posate su marmellata crudista di fichi secchi e datteri, e le Millefoglie Raw , con crema pasticcera di anacardi e panna di cocco : una vera delizia, anche per chi non è vegano o crudista!
Sempre in zona, merita menzione il palazzo sito tra via Lanfranchi e Via Mancini, un tempo sede della Procem, importante industria di prodotti chimici e farmaceutici, che però venne gravemente danneggiata dai bombardamenti del ’43; attualmente, lo stabile ospita l’elegante ed altamente professionale Fitness Boutique Ruràl Gym ( info@ruralgym.it ), oltre ad abitazioni signorili.
Rugiada Gambaudo

Cinque arresti per droga (nascosta nella cabina elettrica)

Fra domenica e martedì scorso, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale   hanno arrestato   4 uomini ed una donna, tutti di origini straniere, per reati connessi allo spaccio.

L’attività si inquadra nell’ordinario servizio di controllo del territorio volto alla prevenzione e contrasto dello spaccio.

3 arresti sono avvenuti nella zona di Piazza Montanaro, via Scarlatti, corso Palermo e riguardano due cittadini senegalesi di 20 e 39 anni ed una ventitreenne rumena. Quest’ultima aveva appena ceduto una dose di cocaina ad un cittadino italiano. I primi 2 detenevano, invece, una sessantina di grammi di marijuana, che avevano nascosto nel retro di una cabina elettrica.

Altri 2 arresti in Lungo Dora Agrigento e nei giardini di via Balbo; riguardano un trentenne senegalese ed un ventitreenne maliano, entrambi irregolari sul territorio nazionale: a loro carico sono stati sequestrati 4 grammi di cocaina e 6 di marijuana.

M.Iar.

Avvocato torinese arrestato per estorsione

I Carabinieri di Rivoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 4 indagati tra cui un avvocato civilista del foro di Torino, responsabili di estorsione. In particolare nel 2010 la titolare di un’azienda agricola aveva conosciuto l’avvocato per una vicenda di carattere privato e, una volta ottenuto la fiducia della cliente, il legale le aveva chiesto, a titolo di favore personale, di firmare in suo favore una parcella di 274mila euro quale garanzia fittizia per finalità economiche mai chiarite. Negli anni successivi l’avvocato aveva iniziato a chiedere alla donna la graduale restituzione di quel credito inesistente, costruito con l’inganno. Sono iniziate le minacce con la promessa che se non avesse pagato il debito le sarebbe stata incendiata l’azienda agricola. In sette anni, dal 2012 al 2019 la donna ha consegnato alla banda oltre 50mila euro.

M.Iar.

Piazza San Carlo, 32 “persone offese”

32 in tutto le persone offese per i drammatici fatti di Piazza San Carlo di due anni fa. Hanno raggiunto un accordo con la Città di Torino e  con l’agenzia Turismo Torino tramite le assicurazioni Unipol e Reale Mutua al fine di ottenere un risarcimento. Ci sono altre 23  trattative in fase avanzata. Oggi è la giornata  della ripresa dell’udienza preliminare, che fra gli imputati vede anche la sindaca Chiara Appendino, in relazione alla tragica serata della proiezione su maxi schermo della finale di Champions League la sera del 3 giugno 2017, quando il  panico tra la folla provocò il ferimento di oltre 1.500 persone, 2 delle quali morirono in seguito.

 

(foto: A Cherchi)

Buffon torna alla Juve? Forse

Non c’è un accordo tra Gigi Buffon e la Juventus, ma “può darsi che i bianconeri abbiano pensato a lui nel caso parta Perin”. Così dice Silvano Martina, l’ agente dell’ex capitano bianconero, che apre al possibile ritorno di Buffon alla Juve. “Ha 41 anni ma sta ancora bene, gli piace giocare, mettersi alla prova – ha dichiarato  l’agente a SportMediaset -. Vediamo quel che succede, per ora è soltanto un’idea, non avremmo mai pensato a un’eventualità di questo tipo”. Martina smentisce invece le voci sull’ingaggio faraonico promesso a Buffon.

Egitto: cosa accadrà dopo la morte di Morsi?

/

Focus internazionale / di Filippo Re

L’improvvisa morte di Mohammed Morsi risuscita paradossalmente quella Fratellanza Musulmana egiziana, a cui l’ex rais apparteneva, che stroncata con la forza e messa a tacere dal suo successore, il generale Al Sisi, sembrava precipitata negli abissi. Oggi gli stessi Fratelli Musulmani che avevano portato Morsi al potere sono tornati a farsi sentire a gran voce annunciando manifestazioni di protesta in tutto l’Egitto e accusando il regime di essere in qualche modo responsabile della morte dell’ex presidente. È stato sepolto di notte, nel tentativo di dimenticarlo velocemente ma ciò non è bastato ad evitare reazioni e manifestazioni da parte dei sostenitori della Fratellanza musulmana che ora minacciano attentati per vendetta o per aumentare la tensione. All’ombra delle Piramidi la scomparsa di Morsi infiamma l’islam politico mentre il resto dell’islam tace o si compiace per quanto accaduto. Malvisto e detestato dall’Occidente, rimpianto dal turco Erdogan, dall’emiro del Qatar Al Thani, dai capi di Hamas, dagli iraniani e da pochi altri Mohammed Morsi voleva trasformare l’Egitto in uno Stato teocratico e fondamentalista governato dalla Sharia.

Guardato con paura e sospetto da europei e americani per i suoi profondi legami con la parte più radicale ed estremista del mondo islamico, Morsi viene invece ricordato con ammirazione da quei Paesi arabi e musulmani che lo hanno sempre appoggiato nella sua breve esperienza alla presidenza dell’Egitto. All’epoca di Mubarak i Fratelli Musulmani agivano clandestinamente e anche Morsi fu arrestato e imprigionato nel 2011. Evase dal carcere e dopo la caduta di Mubarak si candidò a presidente nel 2012 con il partito islamico “Giustizia e Libertà”, l’ala politica dei Fratelli Musulmani. Morsi fu eletto democraticamente nel 2012 e poi destituito poco più di un anno dopo, nell’estate 2013, da una grande sommossa popolare appoggiata dall’esercito che prese il potere. I militari lo destituirono perchè l’islam politico era ritenuto pericoloso e non affidabile anche se arrivò alla presidenza in modo democratico vincendo elezioni, tutto sommato, abbastanza libere e trasparenti. Ma ben presto Morsi e i suoi Fratelli musulmani ne approfittarono per eliminare drasticamente ogni forma di opposizione. L’Egitto passò dalla padella alla brace, dalla dittatura di Mubarak a quella di Morsi.

Era stato eletto con il motto “l’islam è la soluzione ad ogni problema” ma non risolse proprio nulla anche se ebbe poco tempo per provarci. Mise in atto una politica fortemente accentratrice e islamista cercando di inserire la Sharia, la legge religiosa, nella Costituzione e nell’ordinamento giuridico e facendola diventare la principale fonte della legislazione egiziana. Gli egiziani si ribellarono e milioni di giovani scesero in piazza chiedendo una politica separata dalla religione. Le sue azioni criminali, la persecuzione delle opposizioni, la sfida ai copti cristiani, la mancanza di libertà e diritti non piacquero all’Occidente che si allontanò dal nuovo regime. Le carceri si riempirono di dissidenti, migliaia di persone sparirono da un giorno all’altro e la tortura divenne una pratica quotidiana. A quel punto le Forze armate egiziane andarono al potere per ristabilire l’ordine. Morsi finì in carcere e il movimento islamista dei Fratelli musulmani fu messo fuori legge.

La sua rimozione dal potere ad opera dei militari fu approvata da molti noti esponenti della società civile egiziana come l’ex leader dell’opposizione laica e premio Nobel per la pace Mohamed El Baradei, dall’imam dell’Università al Azhar del Cairo, la più importante autorità del mondo islamico, Ahmad al Tayyeb e dal capo della Chiesa copta Tawadros II. Iniziarono i processi e arrivarono le prime condanne. Pur decapitati dalla scure di Al Sisi, presidente-dittatore, i Fratelli Musulmani tornano oggi a far tremare il gigante nordafricano e parlano di “morte deliberata dall’alto” mentre Ankara accusa “ i tiranni del Cairo e definisce Morsi un martire”. Nel Paese del Nilo è stato decretato lo stato d’emergenza e sulle strade della capitale sono state rafforzate le misure di sicurezza per il rischio di proteste e scontri. Morsi è stato presidente della Repubblica dal giugno 2012 al luglio 2013, nelle prime elezioni svolte dopo la caduta del dittatore Hosni Mubarak, ma poi era stato deposto da un golpe militare e da allora era stato in carcere e condannato varie volte. Nel 2017 gli furono inflitti 25 anni di carcere che si aggiunsero ai 20 previsti dalla condanna del 2015 nel processo per la morte di alcuni manifestanti durante una protesta.

L’ex ingegnere e rais era già stato condannato all’ergastolo per aver complottato con Hamas ed Hezbollah e in un altro processo era stato condannato a morte per gli incidenti avvenuti durante l’evasione di massa da un carcere ma questa condanna fu in seguito annullata dalla Cassazione. Anche gli ayatollah hanno espresso cordoglio e dispiacere per la scomparsa di Morsi insieme ai leader di Hamas, del Qatar e della Turchia di Erdogan. L’Egitto odierno, quello di Al Sisi, il nuovo Faraone, è un Paese che affolla le carceri con oltre 60.000 prigionieri politici, calpesta regolarmente i diritti umani ma nonostante tutto resta uno dei Paesi più tollerati e aiutati dalla comunità internazionale per il suo ruolo di baluardo contro i terroristi islamici. “Le cose in Egitto vanno sempre peggio, dichiara il noto scrittore egiziano Alaa al Aswani (Palazzo Yacoubian) e gli anni di Mubarak sembrano incredibilmente un buon ricordo..”

dal settimanale “La Voce e il Tempo”

Un nuovo portale per gli universitari fuori sede

SI chiama fuorisede.info ed è dedicato a tutti gli studenti universitari  fuori sede , che frequentano un ateneo  lontani da casa. E’ essenziale, semplice nella grafica, ma ricco di contenuti utili, raccoglie informazioni reperite sul web e su altri siti istituzionali.

Il progetto innovativo  è stato pensato  dall’équipe dalla pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi di Torino e poi subito condiviso dalle Diocesi lombarde, del Lazio e siciliane.

“Il nostro compito come cappellani universitari  – spiega don Luca Peyron, direttore della pastorale universitaria del Piemonte –  è aiutare i giovani ad inserirsi in una nuova realtà sperimentando la vicinanza della Chiesa locale. Il portale fuorisede.info ci permette di stabilire subito un dialogo a distanza con loro e le loro famiglie in modo che,  giunti a destinazione qui da noi, possano cominciare con il piede giusto il loro percorso di studi. Aiutateci ad aiutarli facendo loro sapere che noi ci siamo, li attendiamo, e vogliamo già loro bene nel Signore!”.

E’ sufficiente digitare nella homepage di fuorisede.info la città sede dell’Università che si frequenta (Torino, Milano, Asti, Palermo, Roma, Viterbo…. e tante altre), per entrare in una pagina in cui si possono trovare  risposte immediate e fruibili ai giovani che veloci utilizzano  lo smartphone. Dati concreti come trovare un alloggio, casa in affitto, collegi universitari ,   le associazioni presenti in città, informazioni sul  diritto allo studio i contatti  locali ecclesiali con le varie pastorali universitarie.

“Il portale rappresenta una proposta che risponde ad una necessità – spiega don  Marco Cianci, responsabile della pastorale Universitaria della Lombardia. –  Desideriamo offrire una risposta ai tanti giovani che ci domandano aiuto e facilitare la confidenza con la pastorale Universitaria sia a chi è già inserito in qualche ambito pastorale ma anche  a chi arriva sul sito  per trovare una sistemazione abitativa e scopre quante cose offre la Chiesa nel luogo in cui studia”.

Per don Giuseppe Fausciana, direttore della pastorale universitaria della Sicilia, il portale: “contribuisce alla creazione della rete di comunicazione tra e con gli universitari. Personalmente ritengo che sia necessario per i tanti universitari che migrano al Nord e con i quali spesso le nostre Chiese siciliane soffrono la perdita del contatto”.

Truffa e maltrattamenti nell’affido dei minori

Sono 18 le persone persone, tra cui il sindaco Pd di Bibbiano, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino ad essere state raggiunte da misure cautelari dai carabinieri nell’ambito  dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, un giro d’affari che riguarda anche il capoluogo piemontese. I servizi sociali della Val D’Enza, sono  accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini da famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti per  un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Sarebbero stati compiuti  ‘lavaggi del cervello’ ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per “alterare lo stato della memoria”. Contestati i reati di frode processuale,  abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.

Bimbi in piazza a Carmagnola

Con spettacoli, musica, giochi e la possibilità di adottare un cane del canile. 27 giugno 2019 – dalle ore 20:00
Varie location nel centro storico 

Proseguono i “Giovedì sotto le Stelle” di Carmagnola con la Serata Bimbi che intende riconsegnare le vie e le piazze della città a bambini e ragazzi, mettendole in sicurezza e permettendo che si possa giocare in strada come si faceva un tempo.
In varie location del centro storico ci saranno spettacoli e animazioni di circo contemporaneo con la scuola di circo Fuma che ‘Nduma, zona giochi con videogametruccabimbi a cura della Croce Rossa locale, gonfiabilimusica, dimostrazioni di agility dog e la possibilità di adottare un cane grazie al canile municipale che porterà diversi amici a quattro zampe in piazza Sant’Agostino.

La storica kermesse “Giovedì sotto le Stelle” propone, tra il 13 giugno e il 25 luglio, sette piacevoli giovedì sera a Carmagnola (TO) con negozi aperti, musica, balli, spettacoli, animazioni e intrattenimenti rivolti a tutte le fasce di età, degustazioni e menù speciali.

Dopo l’inaugurazione del 13 giugno con la serata Decaleva e il Festival Folk del 20 giugno, il 27 giugno viene organizzata “Bimbi in piazza”, serata che intende riconsegnare le vie e le piazze della città a bambini e ragazzi, mettendole in sicurezza e permettendo che si possa giocare in strada come si faceva un tempo.

A partire dalle ore 20:00, in varie location del centro storico ci saranno spettacoli e animazioni di circo contemporaneocon la scuola di circo Fuma che ‘Nduma, zona giochi con videogametruccabimbi a cura della Croce Rossa locale, gonfiabilimusica e un ampio spazio dedicato ai cani.

In piazza Sant’Agostino ci saranno dimostrazioni di agility dog a cura del Centro Cinofilo Educativo di Carmagnola e la possibilità di adottare un cane grazie al canile municipale che porterà in piazza diversi amici a quattro zampe, ospiti della loro struttura ma desiderosi di trovare al più presto una vera casa e un amorevole padrone.

L’associazione Fuma che ‘Nduma è nata nel 2003 a Savigliano, dalla capacità di Giuseppe Porcu e Francesco Sgrò ed oggi è attiva nella provincia di Cuneo con 5 scuole di circo ed un festival internazionale di circo per nuove generazioni intitolato “Il ruggito delle pulci”. Numerosi giovani allievi della scuola si esibiranno in uno spettacolo in Piazza garavellae sfileranno in parate itineranti per le vie del centro.

Grandi e colorati gonfiabili saranno allestiti in Piazza Martiri, il truccabimbi a cura della Croce Rossa si troveranno in via Valobra, dove si potrà trovare anche uno spazio dedicato agli appassionati di videogame con varie console messe a disposizione da Fuorigregge e Videogames Generation che organizzano una arcade night con i classici delle sale giochi, da Puzzle Bubble a Metal Slug, da Super Mario a Street Fighter.

Non mancherà la musica con allievi di locali scuole di musica che suoneranno in diverse postazioni.

Muore nell’agriturismo soffocato da un boccone

Un uomo di 66 anni è morto nella  serata di ieri soffocato da un boccone mentre cenava in un agriturismo. Il drammatico episodio è accaduto a Castellazzo Bormida, nell’Alessandrino. I tentativi di liberare le vie respiratorie dell’uomo si sono rivelati inutili. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.