ilTorinese

Arriva il “porta a porta” nei quartieri Cenisia e Cit Turin

È partita in questi giorni la campagna informativa di Amiat Gruppo Iren per l’attivazione del servizio di raccolta differenziata domiciliare “porta a porta” nei quartieri Cenisia e Cit Turin.

L’ulteriore estensione del “porta a porta” interesserà oltre 38.000 mila torinesi residenti nell’area compresa tra corso Trapani, corso Francia, corso Inghilterra, corso Castelfidardo, e corso Peschiera.

Come da consuetudine l’attivazione del servizio viaggerà parallelamente e in stretta correlazione con le attività di comunicazione collegate. In questi giorni, quindi, tutte le utenze interessate – domestiche, commerciali o produttive – riceveranno nella cassetta postale, a cura degli incaricati Amiat, materiale informativo dedicato.

Nelle prossime settimane, inoltre, operatori autorizzati e muniti di apposito documento e pettorina di riconoscimento consegneranno casa per casa lo “starter kit”, composto da una biopattumiera, sacchetti compostabili per la raccolta dell’organico, sacchi per gli imballaggi in plastica, calendario dei passaggi settimanali e materiale informativo sul nuovo sistema di raccolta.

A seguire, Amiat inizierà a consegnare i cassonetti previsti per la raccolta differenziata domiciliare, che verranno posizionati negli appositi spazi interni dei condomini, già individuati durante la precedente fase di progettazione.

Infine, per chiarire qualsiasi dubbio del cittadino e permettere agli utenti non trovati durante il passaggio porta a porta di ritirare lo starter kit, dal 5 dicembre al 21 dicembre 2019 e dal 16 gennaio al 22 febbraio 2020, Amiat attiverà anche un punto info distributivo presso la sede Amiat di via Rio de Janeiro, ingresso dal civico 17/0, tutti i giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.00 e tutti i sabati dalle 9.00 alle 12.30.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti si invita a visitare il sito www.amiat.it e a seguire la relativa pagina Facebook dedicata “Porta a Porta Torino: nuove attivazioni”.

 

(foto: il Torinese)

Ravetti scrive a Cirio e Allasia: “In democrazia c’è l’opposizione”

La lettera del capogruppo regionale Pd ai presidenti di Giunta e Consiglio


Cari Presidenti, (cari Alberto e Stefano),
c’è molto che non va nel rapporto tra opposizioni e maggioranza. E non è un problema legato al cattivo rapporto tra persone e nemmeno, per essere chiari, a un fastidioso scontro tra Gruppi politici. C’è dell’altro e interessa il confronto democratico e il ruolo che ciascuno di noi ha in Consiglio regionale e nella società piemontese. Ho come l’impressione che i Gruppi di maggioranza non abbiano ben chiari la ragione di fondo e il senso, non tanto della nostra azione politica, quanto del ruolo delle minoranze. Il nostro compito non è agevolarvi in quello che volete fare ma essere vigili affinché le vostre scelte siano davvero utili per la comunità piemontese. Ed è un nostro problema, non un vostro, se commettiamo errori sfidandovi con battaglie (cito i giudizi espressi in questi giorni da alcuni assessori e consiglieri di maggioranza) “strumentali, sterili, al limite del ridicolo, maldestre, pretestuose, inventate e insussistenti che dimostrano tutta l’ignoranza dell’ex maggioranza”. E’ un nostro problema perché rischieremmo di non essere più credibili innanzi tutto agli occhi di quei cittadini che hanno affidato a noi le loro speranze e che, non ricordatemelo, sono in numero inferiore rispetto a quelli che hanno creduto in voi. Lo ripeto a chiare lettere al Presidente Cirio: noi siamo contrari all’impostazione che state dando alle politiche per l’infanzia, siamo convinti che la vostra lettura dei problemi sulle politiche per la casa e più in generale sulle politiche sociali è troppo parziale, pensiamo che avete perso tempo in sanità e non sapete assumervi fino in fondo le responsabilità perché le scelte possibili oggi andrebbero in rotta di collisione con ciò che avete detto in campagna elettorale. Siamo convinti che non siete interessati a discutere di Autonomia del Piemonte perché più interessati a “piantare una bandierina politica” con l’istituzione di una inutile Commissione permanente per l’Autonomia. Siamo certi che avete fatto male al Piemonte tenendoci incollati ai banchi del Consiglio per una settimana intera a votare una delibera per l’avvio del Referendum sulla modifica della legge elettorale nazionale, una delibera che avete sbagliato e che vi costringerà a tornare in Aula facendo perdere altro tempo. E potrei continuare ancora, l’elenco dal nostro punto di vista è lunghissimo, va dall’approccio sbagliato sull’ambiente fino alla gestione inadeguata del comparto culturale. E sono trascorsi solo pochi mesi. Siamo stati contrari e abbiamo l’obbligo di contrastare le vostre scelte nel pieno rispetto dei regolamenti che sta a voi applicare con cura e a nostra tutela. Tra l’altro, colgo l’occasione e mi aiuto con un esempio a proposito di regolamenti e di rapporti: trovo del tutto insolito che, nel confronto tra la maggioranza e il gruppo più numeroso dell’opposizione, la vicenda delle nomine di Finpiemonte e Finpiemonte Partecipazioni ci veda sostanzialmente esclusi. Non va bene, ma non si tratta di “posti” o di “poltrone”. Alcuni fra voi vivono questo fatto con il sorriso come fosse stata una furbizia; non va bene per voi, più che per noi, perché verrà a mancare un elemento di rappresentanza nel sistema di gestione e controllo di quelle società. Quindi, cari Presidenti, intendiamoci: aiutateci a far capire alla maggioranza (Giunta e Consiglio) che le loro scelte non sono quelle di un capo, di un padrone o di un consiglio di amministrazione. Sono opinioni che devono essere messe a confronto con altre opinioni, e nessuno si senta offeso, al massimo provi fastidio. Molte volte le opinioni non coincideranno, altre sì. E’ facile, si chiama Democrazia.

Domenico Ravetti – Presidente Gruppo PD

Degustazione diffusa: Eataly festeggia il vino

Prosegue a Eataly Lingotto la rassegna “Storie di viti e di vite”. Fino al 10 novembre un ricco palinsesto di eventi che mettono al centro dell’attenzione gli artigiani del vino: una grande famiglia che riunisce quei vignaioli, custodi del territorio in cui vivono e in cui coltivano le loro vigne, che producono numeri limitati di bottiglie per annata, lavorando in modo individuale e non seriale, garantendo il controllo di tutta la filiera, impegnandosi in prima persona in ogni fase della produzione con grande rispetto per il ciclo della natura e per la sostenibilità ambientale. Evento culminante domani, sabato 26 ottobre, con “Vinovagare”: un viaggio nell’Italia del vino, un vero e proprio “tour del vino” per celebrare il mese del vino. Degustazioni diffuse in tutto il Mercato di Eataly Lingotto e isole tematiche, dedicate rispettivamente al mondo delle bolle, ai bianchi e ai rosati, ai rossi e ai vini locali del territorio piemontese. Calice e tasca porta bicchiere alla mano, sarà possibile degustare i 50 vini selezionati dai Cantinieri di Eataly in un percorso immersivo con la guida di chi quotidianamente vive la cantina con passione. (€ 12 a persona, degustazioni illimitate).

Ecco i vini che saranno in degustazione:

BOLLICINE

– Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG

– Sui Lieviti Spumante Brut Nature

– Alta Langa Extra Brut

– Contessa Rosa Alta Langa DOCG Rosè

– Perlè Brut Trento DOC

– Franciacorta Saten DOCG

– Franciacorta DOCG Millesimato

– Prosecco Valdobbiadene DOCG BIO

– Animante Franciacorta DOCG BIO

– Marzani Fleur Metodo Classico

– Trento DOC Pas Dosè riserva

– Sanseve Saten Brut

BIANCHI

– Colli Tortonesi DOC

– Vermentino Colli di Luni DOC

– Gewurztraminer Alto Adige DOC

– Riesling Alto Adige DOC

– Ribolla Gialla Colli Orientali del Friuli

– Selvabianca Vernaccia di San Giacomino  DOCG

– Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC BIO

– Verdicchio di Matelica DOC

– Trebbiano D’Abruzzo DOC

– Miniere Greco di Tufo DOCG

– Fiano Paone Campania IGT

– Zibibbo Terre Siciliane IGT

– Etna Bianco DOC

ROSSI

– Galeae Rossese di Dolceacqua

– Pizzaguerra Lessona DOC

– Valtellina Superiore DOCG

– Primo Segno Sangiovese di Romagna Superiore DOC

– Morellino di Scansano DOCG

– Chianti Classico DOCG

– Nobile di Montepulciano DOCG

– Rosso di Montalcino DOC

– Brunello di Montalcino DOCG

– Campo di Raina Montefalco Sagratino DOCG BIO

– Montepulciano D’Abruzzo in Anfora

– Silene Olevano Romano Cesanese DOC

– Aglianico del Vulture Antelio

– Amarone Costasera

LOCALI

– Dolcetto d’Alba Pian delli Perdoni DOC

– Barbera d’Asti Superiore DOCG

– Barbera d’Alba Superiore DOC Rossi

– Barbera Superiore d’Alba DOC Brandini

– Langhe Nebbiolo DOC La Contrada di Sorano

– Langhe Nebbiolo DOC Borgogno

– Etichetta Nera Carema Classico DOC

– Fara DOC

– Gattinara DOCG

– Barolo DOCG Mirafiore

– Barolo DOCG Borgogno

I carabinieri scoprono truffa della “falsa moglie dell’architetto”

Si fingeva moglie di un noto architetto della zona di Susa o di un medico conosciuto in paese. Entrava nei negozi, faceva ingenti spese e tentava di pagare con una carta di credito non funzionante. Poi, riferiva che il marito sarebbe passato a saldare il tutto con banconote di grosso taglio, facendosi anticipare il resto.
E’ stata finalmente identificata dai Carabinieri di Susa l’esperta truffatrice “del resto”, che aveva colpito in più circostanze in diversi esercizi commerciali di Susa e dintorni. In particolari farmacie, negozi di abbigliamento e fiorai.
Sempre lo stesso il modus operandi. La donna, una 67enne torinese ben vestita ed elegante, entrava nei negozi riferendo di essere la moglie di un noto architetto della zona. Sceglieva numerosi oggetti da acquistare ed, al momento del pagamento, cercava di farlo con una carta di credito non funzionante. Ed ecco la truffa: fingeva di chiamare il marito il quale l’assicurava di passare al negozio con una banconota da 500, richiedendo di farsi anticipare il resto dall’ignaro negoziante.
Sono numerose le segnalazioni della donna nella chat watsapp dei commercianti di Susa, che tra di loro avevano già subito la truffa. I CC, grazie alla segnalazione di un commerciante della zona, sono riusciti infine ad identificarla mentre si dileguava da un tentativo fallito ed a denunciarla per truffa.

Apre a Torino l’Aruba Software Factory, nuovo polo di innovazione

Eccellenza nel nord Italia. Partnership con Experis per la ricerca dei talenti

Il progetto, di prossima apertura, si svilupperà in un territorio strategico e dinamico a livello tecnologico ed è stato scelto per dare ancora più spazio alla ricerca e sviluppo software di Aruba. Experis, talent company di ManpowerGroup, è partner d’eccezione per la ricerca e selezione dei talenti.

 

Aruba S.p.A., leader nei servizi di data center, cloud, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, presenta la nuova Aruba Software Factory pensata per dare un nuovo slancio – insieme a Experis – alla ricerca e al recruiting di competenze IT in ambito di sviluppo software.

Sarà localizzata a Torino, in un’area, quindi, che già vede un importante indotto strategico a livello tecnologico e un bacino di risorse e talenti su cui contare per portare avanti le attività di sviluppo previste nelle varie fasi del progetto. La Software Factory sarà avviata entro la fine dell’anno nell’area vicina al Politecnico con l’obiettivo di divenire un polo di innovazione d’eccellenza e andrà ad affiancarsi all’avanguardia delle infrastrutture e dei Data Center Aruba del network europeo.

Per competere in un mercato sempre più complesso e dinamico, la qualità del software, delle applicazioni e delle soluzioni offerte ai clienti diventa ogni giorno una parte sempre più centrale delle strategie di innovazione.

Punto distintivo dell’Aruba Software Factory sarà la gestione dell’intero ciclo di vita dello sviluppo del software, adottando metodologie moderne e i più elevati standard a livello di qualità, sicurezza ed innovazione tecnologica.

I domini applicativi saranno quelli su cui oggi Aruba ha già una forte presenza: Cloud Computing, Trust Services, Digital Transformation, Data Security, E-Government e servizi custom per clienti Enterprise. Sarà inoltre dedicata particolare attenzione a servizi innovativi quali Blockchain, IoT, Intelligenza Artificiale e in generale a collaborazioni con università ed enti di ricerca.

La Software Factory godrà delle competenze di Experis, la talent company di Manpower Group, partner d’eccezione per la ricerca e la selezione dei talenti da inserire nell’organico. Nella fase iniziale del progetto sarà costituito un primo nucleo di figure professionali tra cui IT architect, Project Manager, analisti e Full Stack developer, che saranno quindi i pionieri dei piani di sviluppo software della factory torinese.

Competenze e tecnologie troveranno spazio in un piano comune che sarà messo a disposizione anche delle aziende clienti enterprise che vogliono ottimizzare le proprie infrastrutture IT ed attivare processi di digital transformation e innovarsi.

Andrea Lugo, Direttore HR di Aruba, ha così commentato l’avvio della nuova Software Factory: “Sicuramente si tratta di un’opportunità volta a coinvolgere talenti e appassionati del settore dell’Information Technology. Mai come in questo periodo di trasformazione digitale, stiamo assistendo ad un fermento in materia digitale e IT e proprio lo sviluppo software è un elemento imprescindibile all’interno del business, in quanto rappresenta un mezzo fondamentale attraverso cui si crea l’interazione tra azienda e cliente. La Software Factory di Aruba nasce con l’obiettivo di fornire esperienze e non solo funzionalità, fissando nuovi standard di innovazione all’interno di un business che si affianca e supporta quello dei Data Center, che ci ha ormai resi noti in tutta Europa e non solo.”

Alessandro Testa, Professional & Interim Operation Director di Experis, ha così commentato: “In uno scenario caratterizzato da una crescita esponenziale dell’economia digitale, siamo orgogliosi di supportare Aruba nella creazione della nuova Software Factory, un polo di innovazione punto di riferimento e di eccellenza per lo sviluppo dei software in tutta Italia. Con una competenza specialistica nel settore Digital & IT abbiamo ricercato e selezionato i migliori professionisti che svilupperanno la nuova frontiera di software e applicativi per le aziende”.

Juve, Agnelli: “E’ ora di pensare in grande”

Il  presidente della società bianconera, Andrea Agnelli, all’assemblea degli azionisti, tenutasi all’Allianz Stadium per approvare il bilancio 2018-2019 e l’aumento di capitale di 300 milioni di euro ha detto che “per la Juventus questo deve essere un “nuovo anno zero: vogliamo pensare in grande.” Ha aggiunto: “l”aumento di capitale puntava al risanamento societario, che è stato completato. Ora dobbiamo pensare allo sviluppo della società con un orizzonte di lungo periodo”.

“La pace è ogni passo”: il Meic per la convivenza tra i popoli

Dal 25 al 27 ottobre tre giorni di dialoghi e incontri. Elia: “Mobilitare le coscienze contro i nuovi venti di guerra”

22 OTTOBRE 2019 – Dal 25 al 27 ottobre, a Torino, tre giorni di dibattiti e visite alla città nel nome della pace.

Il Movimento ecclesiale di impegno culturale vuole raccogliere una sfida difficile: far incontrare persone dalle appartenenze religiose e culturali diverse per confrontarsi sulla convivenza tra i popoli e sullo sviluppo sostenibile. Il convegno “La pace è ogni passo” dà appuntamento nella Sala Sangalli, a Valdocco (via Maria Ausiliatrice 32) a coloro che vogliono capire qual è la situazione del pianeta e conoscere chi sta già realizzando esperienze concrete di condivisione.

«Parlare di pace oggi, quando i venti di guerra sono tornati a soffiare in terra siriana con l’aggressione al popolo curdo, e il suo seguito di morte, distruzione, esodi di massa, sembra a molti un esercizio inutile e quasi ingenuo», spiega Beppe Elia, presidente nazionale del Meic. «Eppure siamo convinti che, non solo attraverso il necessario dialogo fra i responsabili degli stati, ma anche per mezzo di una grande mobilitazione di coscienze, una discussione franca e coraggiosa sulle ragioni dei conflitti, un impegno di ogni comunità, anche piccola, a seminare gesti di fraternità e a gridare il rispetto della vita e dei diritti di ogni uomo e donna, la pace potrà camminare».

Il convegno si aprirà venerdì pomeriggio, 25 ottobre, con un’analisi delle crisi mondiali presentata da Paolo Beccegato, vicedirettore della Caritas italiana, che spiega come armi, povertà e nuove schiavitù alimentano la “terza guerra mondiale a pezzi”. Alla sera, Ernesto Olivero, fondatore del Sermig- Arsenale della pace, racconterà come i giovani sono protagonisti di scelte coinvolgenti di giustizia e fraternità.

La mattina di sabato 26 ottobre sarà dedicata alla presentazione di alcune esperienze di collaborazione positiva esistenti in Italia e all’estero: la nonviolenza è raccontata da Angela Dogliotti, del Centro Studi Sereno Regis, il co-sviluppo sostenibile è spiegato da Cleophas Adrien Dioma, del Summit nazionale delle diaspore, e l’esperienza dei corridoi umanitari è ricostruita da Maria Bonafede, della Chiesa valdese di Torino, mentre Edoardo Greppi, dell’Università di Torino, mostrerà come si tutelano i beni culturali in tempo di guerra.

Nel pomeriggio, sono proposte quattro visite a luoghi dove l’incontro tra mondi differenti si sperimenta ogni giorno: un percorso interculturale a Porta Palazzo e San Salvario con le guide di Migrantour, una visita al Museo Egizio accompagnata da guide nordafricane
di Mondi in città, la scoperta delle chiese legate alla Sindone e alla santità torinese con l’Associazione Guarino Guarini e la conoscenza dell’Arsenale della pace del Sermig sono gli itinerari dentro le molte “città della fraternità” che già esistono a Torino.

 

Domenica 27 ottobre, la mattinata sarà dedicata al confronto sul tema della fraternità: dopo l’intervento di Filippo Pizzolato, dell’Università di Padova, sul principio costituzionale di fraternità, rav Ariel Di Porto, della comunità ebraica, il pastore Daniele Garrone, della Facoltà teologica valdese, e l’imam Yahya Pallavicini, di Co.Re.Is. Italia, dialogheranno sul modo in cui tale principio è al tempo stesso elemento di frattura e ricomposizione in ciascuna delle tre confessioni.

La collaborazione con altre associazioni ha reso possibile al Meic la realizzazione del convegno.

Partecipano, infatti, Associazione Amici del Meic, Associazione Guarino Guarini, Azione cattolica di Torino, Centro Studi Sereno Regis, Centro culturale protestante, Migrantour-Viaggi solidali, Mondi in città onlus. Hanno aderito Noi siamo Voi, Comitato Interfedi, Missioni Don Bosco, Ufficio pastorale sociale e del Lavoro, con il patrocinio di Città di Torino e Città Metropolitana di Torino e con il contributo della Fondazione CRT.

Tre pusher arrestati in piazza Santa Giulia

Nella serata di ieri, gli agenti del Commissariato Dora Vanchiglia hanno tratto in
arresto tre pusher stranieri: due cittadini del Gambia di 22 e 19 anni e un senegalese
di 30. Tutti gli arrestati sono stati fermati nei pressi di Piazza Santa Giulia.
Il cittadino senegalese è stato notato stazionare all’angolo tra la piazza e via Cesare
Balbo a una decina di metri dall’ingresso dell’oratorio lì presente. Poco dopo, l’uomo
ha ceduto sostanza stupefacente ad una ragazza ed è stato fermato dai poliziotti. Lo
straniero prima di essere bloccato ha cercato di disfarsi delle dosi di marijuana in suo
possesso.
Esattamente nella stessa area, nelle vicinanze dell’ingresso della struttura ricreativa
per i ragazzi, poco più di un’ora prima, i poliziotti del Commissariato avevano
arrestato anche i due cittadini del Gambia. Il ventiduenne era stato fermato dopo
aver ceduto marijuana a un acquirente, nonostante il suo tentativo di fuga in via
Barolo angolo corso Regina Margherita. Durante le fasi dell’arresto del ventiduenne,
l’altro cittadino del Gambia era stato visto occultare degli oggetti sopra una ruota di
un’auto parcheggiata nella piazza. I poliziotti lo avevano fermato recuperando 8
buste di cellophane contenenti una quarantina di grammi circa di stupefacente.
Anche questo arresto era avvenuto nei pressi dell’oratorio, ancora aperto e mentre i
ragazzi stavano giocando a basket.

Bambini a bordo: anche in Italia i seggiolini antiabbandono

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Arriva l’ok dal Consiglio di Stato per l’applicazione del decreto che definisce quali devono essere le caratteristiche tecniche e i requisiti che devono avere i seggiolini antiabbandono. Il dramma dei bimbi lasciati in auto purtroppo continua a essere di stringente attualità, con conseguenze gravissime.

Via libera, dunque, anche se con alcune osservazioni inevitabili sul provvedimento. In effetti viene riconosciuta la correttezza di quanto è stato fatto dal Governo su questa tematica così importante e delicata, visto che lo stesso ha provveduto prontamente ad applicare la disciplina europea in materia.

Il Consiglio di Stato ha reputato, però, densa di lacune la nuova regolamentazione, specialmente in tema di impatto economico che la disciplina avrà sui consumatori e sugli operatori economici. Altro aspetto fondamentale è che siano rese coerenti le disposizioni relative alle differenti tipologie di seggiolini antiabbandono.

Secondo quanto è stato dichiarato dal Consiglio di Stato, che ha comunque dato l’ok, occorre intervenire sull’apparente incongruenza per cui l’art. 172 del Codice della Strada impone di assicurare i bimbi in auto con i seggiolini fino a 1.5 m di statura: si pensa quindi a bambini fino a 10 anni di età e anche oltre, “il comma bis della legge sui seggiolini antiabbandono approvata invece prevede l’obbligo solo per bambini sotto i 4 anni di età”.

Regione, Rosso: “Musulmani non discriminati, ma rispettino Costituzione”

“I musulmani che hanno la cittadinanza nel nostro Paese sono cittadini italiani a tutti gli effetti e non devono subire forme di discriminazione e di razzismo, ma loro devono imparare la lingua e soprattutto rispettare la nostra Costituzione, nei suoi principi fondamentali”: lo ha dichiarato questo pomeriggio l’assessore ai Diritti, Roberto Rosso, che ha incontrato presso la sede regionale di via Viotti i rappresentanti delle due associazioni arabo-egiziane El Nilo e Centro Mecca. Motivo della riunione la volontà di organizzare a Torino un grande evento interreligioso sulla fratellanza umana, in cui discutere e approfondire il documento firmato da Papa Francesco e dal Gran Imam di Al-Azhar, Ahmad Al Tayyeb, che si dovrebbe tenere a dicembre. Gli esponenti delle due associazioni hanno anche fatto presente a Rosso la necessità di un aiuto della Regione per l’organizzazione di corsi di italiano e corsi per le famiglie, in modo che queste possano apprendere i fondamenti della cultura occidentale nel rapporto con moglie e figli. Tutti temi su cui Rosso intende lavorare nei prossimi mesi, “perché vogliamo una società di persone, che, ciascuna con la propria religione, si riconoscano in valori di convivenza comuni”.