ilTorinese

Tributo Giannini alla 457^ Stupinigi Experience

GRAM Torino Engineering omaggia lo storico marchio romano con la debuttante 350GP4, esposta insieme alle proprie progenitrici.

La Giannini 350GP4, con oltre 300 cavalli abbinati alla trazione integrale ed alla carrozzeria in carbonio in configurazione 2 posti più roll bar o 4 posti, è la prima supercitycar della storia, concept automobilistico ideato e realizzato da GRAM Torino Engineering: per celebrare la continuità con la storia delle elaborazioni della Casa Romana è organizzata un’esposizione dedicata in occasione della tappa autunnale della 457 Stupinigi Experience.

L’esposizione metterà l’accento sulle elaborazioni Giannini su base FIAT 500, rileggendola in quattro step fondamentali: si partirà dalla pre-serie del Cinquino del Giugno 1957 affiancandole uno dei primi esemplari di Giannini per impiego civile, schierato per l’occasione dal Club Scuderie Reali. Le Giannini nacquero sin da subito come varianti “pepate” ed il passo successivo fu la declinazione racing: a ricordarlo interverrà Zanella Auto, schierando una 650NP a carreggiate allargate già a lungo protagonista delle competizioni italiane. Ed è proprio alle carreggiate maxi ed all’anima racing che fa fortemente richiamo la 350GP4, che chiuderà l’esposizione in quattro esemplari guardando al futuro del marchio con l’introduzione del 4×4.

La tappa autunnale della 457 Experience fa richiamo a ciò che accadde a Stupinigi il 18 Ottobre 1955, quando venne presentato il prototipo della futura 500, all’epoca ancora sotto il nome di progetto 400: il progetto 400 venne poi re-ingegnerizzato nel progetto 450 ed infine messo in vendita nel 1957 con il nome di “Nuova 500”, dalle cui cifre di transizione la nascita del progetto 457 firmato da Ruzza Torino, acronimo e sintesi delle origini dell’utilitaria italiana. Il 18 Ottobre 1955, insieme al progetto 400 vennero presentati numerosi altri progetti di auto di origini torinese, fra cui la 600, la 600 Multipla, la Bianchina ed alcune varianti della 1100 e 1200.

Ciò che accadde nell’autunno del 1955 verrà rivisitato il prossimo 6 Ottobre come appuntamento riservato all’automobilismo di origine Torinese, con la presenza di veicoli di ogni tipo ed era, purché collegati all’indotto della Mole. Oltre al Club Scuderie Reali saranno presenti diverse altre associazioni, alcune anche per celebrare importanti anniversari, come Abarth Club Torino in festa per i 70 anni dello Scorpione o il FIAT 128 Club Italia attivo nel 50esimo compleanno della iconica vettura costruita nello stabilimento di Rivalta Torinese. Si potranno ammirare altre grandi vetture torinesi grazie all’intervento del Club Topolino FIAT Torino, del Club X1/9 Italia, del FIAT Rimo Club Italia e del 500 Landia, mentre il Bianchina Club interverrà a ricordare come il Cinquino avesse fin dalla nascita una variante premium, meglio rifinita.

Gli equipaggi raggiungeranno Stupinigi al mattino per le verifiche tecniche con cui entreranno in gara per il Gran Gala Ceirano, competizione a punti titolata in omaggio a quei fratelli Ceirano dal cui genio nacque tutto l’indotto automobilistico torinese, comprese anche la FIAT e la Lancia. Il Gran Gala Ceirano è aperto a vettura di ogni tipo ed era, purché riconducibili all’indotto torinese e la competizione verte su doppio meccanismo: una classifica nasce dalle preferenze del pubblico ed un’altra dalla valutazione delle vetture su parametri oggettivi; la sommatoria delle due classifiche genera quella generale ed il vincitore, unico premiato della giornata.

Gli equipaggi partiranno in parata nel primo pomeriggio, verso Casa Martini, dove la giornata si chiuderà con un drink conviviale e la premiazione finale: in palio il Fritz d’Argento, preziosa riproduzione in scala dell’elefante di Stupinigi, per l’occasione esposto fra i mitici colori racing di Martini a Pessione di Chieri.

LGR Prototipi del docente di motorismo Ludovico Gonella darà luce ad un’altra leggenda del passato, esponendo i nuovi sviluppi raggiunti nella realizzazione del prototipo di FIAT 500 a motore motociclistico, sulla scia di quanto realizzato alle origini della storia del Cinquino.

La stagione 2019 di eventi 457 Stupinigi Experience è sostenuta da Pulp (Agenzia di marketing), Supermercati Borello, SAT Società Assicuratrice Torinese, Marando Service (Specialista macchinari industriali settore plastico), Autoservizi Stupinigi (Carrozzeria e autolavaggio a Orbassano), Saturno Torino (Specialista di trasporti speciali) ed EnnePi (Produzione e restauro targhe per veicoli).

Il futuro dei Comuni viaggia in banda ultra larga

Sono 223 i cantieri aperti per la posa della banda ultra larga (Bul) in fibra e 78 per onde radio in Piemonte. Questi gli ultimi dati relativi al piano per l’infrastrutturazione digitale in Regione, diffusi il 1° ottobre dall’assessore all’Innovazione Matteo Marnati a Gattinara (VC) nel corso del Roadshow per la rappresentazione dello stato dell’arte dell’agenda digitale e del piano Bul per la Regione Piemonte e per i territori delle province di Novara e Vercelli. Nonostante i problemi burocratici, il piano per la posa della banda larga va avanti.

«La banda ultra larga – ha detto l’assessore Matteo Marnati – non è soltanto utile, ma fondamentale per lo sviluppo tecnologico ed economico regionale soprattutto a sostegno del mondo imprenditoriale. Porteremo tutti i servizi regionali in digitale con lo scopo di semplificare ed agevolare le pratiche sia per i cittadini che per le aziende».

L’agenda digitale della Regione Piemonte procede spedita con il piano di finanziamenti previsto dal Programma operativo regionale (Por), del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) Por 2014-2020. Si registra l’implementazione dello Spid, il Sistema pubblico di identità digitale, che ha una dote finanziaria di 1 milione e 620 mila euro; la realizzazione del Polo regionale dei pagamenti (PagoPa) Piemonte pay, integrato con la piattaforma nazionale, al fine di offrire ai cittadini il Fascicolo del contribuente, con dotazione di 2 milioni 880 mila euro. Da segnalare anche il fascicolo sanitario elettronico e i relativi servizi online: informatizzazione dell’area clinico-sanitaria, dematerializzazione dei documenti, accessibilità, ritiro referti online o cambio medico, con 17 milioni e 900 mila euro a disposizione; i servizi per l’agricoltura digitale attraverso il Siap, sistema informativo agricolo piemontese, con 1 milione 800 mila euro; il supporto agli enti intermediati dalla Regione Piemonte aderenti a Piemonte pay per 1 milione e 500 mila euro. C’è poi il “Bip 4 Maas”, biglietto integrato piemonte per Mobility as a service, ovvero l’accesso tramite smartphone ai servizi di mobilità, per 950 mila euro. E ancora, la dematerializzazione dei procedimenti territoriali, come ad esempio delle concessioni e delle riscossioni dei canoni del demanio idrico, della rilevazione delle istanze per la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso, con 700 mila euro disponibili; il cloud computing per la Pa piemontese, per 5 milioni di euro, e la valorizzazione dei dati pubblici attraverso gli open data, con una dotazione di 4 milioni 100 mila euro.

Il forum internazionale de ‘La Città del Futuro’

10 – 11 ottobre

Con le città di Cape Town, Detroit, Fabriano, Kortrijk, Lille, Madrid, Montréal, Saint Ètienne,  Seoul, Shanghai, Singapore e Wuhan. 

Il Forum costituisce il momento centrale di Torino Design of the City 2019. Le Città Creative Unesco del Design sono invitate a raccontare i progetti che hanno presentato in risposta alla call lanciata da Torino in occasione della XIII Annual Conference di Fabriano, nel giugno scorso, molti dei quali realizzati in collaborazione tra loro e sono:

Montréal e Detroit (Commerce Design, un progetto per convincere, attraverso un concorso, i proprietari di negozi e ristoranti a investire per i loro locali su un design di qualità con il supporto di professionisti qualificati, oggi diffuso in 14 città in tutto il mondo);

Saint Ètienne, (Human Cities_ Challenging the City Scale  che ha coordinato 12 città partner, per  sperimentate possibilità di innovare spazi urbani attraverso la collaborazione di cittadini e creativi);

Cape Town e Kortrijk, (MyMachine®, un progetto di educational design di cooperazione inter generazionale tra bimbi di scuola primaria, studenti di istituti tecnici e universitari nel quale tutti collaborano alla pari);

Wuhan, (Development Report on UNESCO Creative Cities in China, l’analisi delle esperienze delle 12 città creative cinesi e delle sfide con cui si sono confrontate per formulare politiche specifiche a supporto delle industrie creative e proposte pragmatiche e pertinenti  sullo sviluppo sostenibile dell’intero Network);

Singapore, (UNESCO Creative Cities of Design Public Forum, per lo scambio di esperienze, conoscenze e buone pratiche nei settori dell’istruzione, delle politiche pubbliche, delle imprese e della comunicazione);

Seoul, (Establishment and Operation of Seoul Up-cycling Plaza, il più grande spazio dedicato alla cultura dell’up-cycling della Corea del Sud);

Shanghai, (Regenerated Yuyuan Road to Friendly Connected Community, focalizzata sul visual design, sul patrimonio culturale e sull’innovazione, la rigenerazione di Yuyuan Road si propone di recuperare le sue caratteristiche culturali e storiche e riattivare il suo potenziale commerciale);

Kortrijk, con 2 progetti (Future of Space, un gruppo multidisciplinare di giovani designer ha creato un’ esperienza spaziale immersiva per dare  nuova vita a un edificio industriale abbandonato) e soprattutto  5X5® (un progetto che affianca cinque aziende con un senior e un junior  designer.  Utilizzando un programma di 10 passaggi specifici,  sviluppano un nuovo prodotto o servizio).

Ci sarà poi Fabriano a presentare i risultati della XIII Annual Conference, e Unesco e Parigi a illustrare le prospettive delle Città Creative UNESCO per i prossimi anni.

È anche un’occasione di guardare agli importanti appuntamenti che avranno luogo il prossimo anno come Madrid, che presenta il Madrid Design Festival dove Torino è invitata come ospite d’onore e Lille con la prossima General Assembly del WDO.

Seguirà un secondo momento di tavoli ristretti (previa iscrizione) con i soggetti locali interessati a creare partnership (enti di formazione, Camera di Commercio, associazioni di categoria, cittadini) o a conoscere  più nel dettaglio i progetti presentati e a confrontare esperienze; infine i risultati di tali incontri saranno condivisi con tutti in plenaria.

Il Forum è strutturato in una parte plenaria aperta a tutta la cittadinanza e una parte in tavoli ristretti di lavoro. Plenarie (ingresso libero). Tavoli di lavoro (con iscrizione). Energy Center – Politecnico di Torino – via Paolo Borsellino 38 int. 16, Torino

CITTÀ CREATIVE UNESCO PER IL DESIGN

Nel dicembre 2014 la Città di Torino è stata insignita del titolo di Creative City UNESCO per il Design unica città italiana all’interno di questa categoria: il capoluogo piemontese vanta infatti importanti eccellenze e grande esperienza in tale settore.

Il settore del design (una delle principali categorie del network delle città creative) è stato scelto per Torino in quanto la città ne ha fatto una delle chiavi per il suo sviluppo post-industriale, e per i prestigiosi riconoscimenti internazionali che ha ricevuto nel tempo. Il titolo di Città Creativa riconosce a Torino di aver saputo evidenziare la propria identità, unendo allo storico profilo industriale nuove vocazioni nel campo della ricerca e delle tecnologie, della formazione e del sapere, della cultura, delle arti e del turismo. In qualsiasi settore tutto il sistema produttivo è chiamato, in un momento di mercato globale, a conquistare uno spazio in termini di innovazione, capacità di proposta e di competizione sui mercati internazionali. Il design per la nostra città rappresenta sicuramente una delle chiavi principali per il suo sviluppo economico e sociale. La candidatura rappresenta una visione del futuro della città, che parte da un passato legato al car-design e a una vocazione prettamente industriale, ma che oggi guarda a una nuova strategia, aperta all’innovazione nei settori della tecnologia, della cultura e del turismo.

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(Foto Cherchi)

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Oggi la rete delle Città UNESCO del Design  è composta dalle seguenti città:

Bandung (Indonesia)

Berlino (Germania)

Beijing (China)

Bilbao (Spagna)

Brasilia (Brazil)

Budapest (Hungary)

Buenos Aires (Argentina)

Cape Town (South Africa)

Curitiba (Brasile)

Detroit (United States of America)

Dubai (United Arab Emirates)

Dundee (Gran Bretagna)

Graz (Austria)

Greater Geelong (Australia)

Helsinki (Finlandia)

Istanbul (Turkey)

Kaunas (Lithuania)

Kobe (Giappone)

Kolding (Denmark)

Kortrijk (Belgium)

Mexico City (Mexico)

Montreal (Canada)

Nagoya (Giappone)

Puebla (Mexico)

Singapore (Singapore)

Saint-Étienne (Francia)

Seoul (Corea del Sud)

Shenzhen (Cina)

Shangai (Cina)

Torino (Italia)

Wuhan (China)

ANCI Piemonte, adesso parta il dibattito sul futuro dell’Anci nazionale

Il congresso regionale piemontese dell’Anci e, a maggior ragione, il congresso nazionale non
possono ridursi ad un semplice momento di ratifica degli incarichi accompagnato da un dibattito
stanco, burocratico e protocollare. E, in secondo luogo, al vertice dell’Anci piemontese – seppur nel
pieno rispetto delle scelte fatte e frutto estenuante delle trattative tra i vari partiti – sarebbe stato
opportuno investire politicamente sul Sindaco di Torino. A prescindere da chi ricopre pro tempore
quell’incarico. Come, del resto, avveniva nel passato.
Queste le due osservazioni, sostanzialmente di metodo, che ho avanzato durante il mio intervento
al congresso piemontese dell’Anci in qualità di Sindaco di Pragelato.
Ora, se la richiesta di riavere il Sindaco di Torino alla guida dell’Anci subalpina rispondeva più alla
esigenza di ridare autorevolezza e prestigio alla stessa Associazione in una fase storica e politica
che prevede anche il riordino dell’architettura istituzionale del nostro paese con il rischio di
riproporre un nuovo centralismo regionale a scapito del ruolo, della funzione e della stessa
“mission” dei comuni italiani, la necessità di riaprire un forte dibattito all’interno dell’Associazione
risponde, invece, ad una domanda di partecipazione e di approfondimento politico, culturale e
istituzionale che non è più rinviabile. E questo, a maggior ragione, come ho evidenziato al
congresso piemontese, perché la potenziale pluralità di candidature alla Presidenza nazionale
dell’Anci richiede un confronto preventivo, ed approfondito, tra gli attori principali, cioè i sindaci. Del
resto, qualsiasi organizzazione democratica, sociale, radicata nel territorio e di massa – e l’Anci lo
è sin dalle sue origini – non può rinunciare pregiudizialmente alla sua vocazione storica. Che resta
quella di essere uno strumento politico, e non solo tecnico, legato alla cultura della sussidiarietà,
alla difesa delle centrali della democrazia – cioè dei comuni – e, soprattutto, ancorato alla difesa del
valore cardine della autonomia. Di qui la necessità, direi quasi l’obbligo morale, di continuare a fare
dell’Anci una grande palestra democratica, civile e di difesa dei territori. A partire dai piccoli comuni
che restano l’ultimo e vero presidio democratico del nostro paese.

Giorgio Merlo

“Io non sclero”, informazioni sulla sclerosi multipla

LE PAROLE DI CHI CONVIVE CON LA SCLEROSI MULTIPLA DIVENTANO IMMAGINI IN TEMPO REALE

Venerdì 4 ottobre alle ore 11, presso l’Aula Magna “Michele Torre” dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (via Cherasco, 15), si svolgerà l’evento gratuito e aperto al pubblico IO NON SCLERO, il progetto di informazione sulla sclerosi multipla, sviluppato da Biogen e dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda), in collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e con il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN).
Protagoniste dell’evento saranno le storie vere di chi convive con la sclerosi multipla. Con il supporto dell’autore e conduttore radiofonico Matteo Caccia, alcuni pazienti racconteranno la propria esperienza con la malattia, fatta di ostacoli quotidiani, ma anche di forza e di voglia di guardare al futuro.  Dalle loro storie prenderà forma – in tempo reale, di fronte agli occhi del pubblico – una tavola artistica che rimarrà esposta fino al 18 ottobre presso gli spazi del CUPA Neuroscienze dell’A.O.U.

Maggiori informazioni su https://iononsclero.it/il-tour-2019/

 

(foto: il Torinese)

“In viaggio con le parole” con il Progetto Cantoregi

A Racconigi serata di letture e musiche per l’Università delle Tre Età

Sabato 5 ottobre, ore 21

Racconigi (Cuneo)

Sarà un viaggio intorno al mondo attraverso le pagine di grandi autori classici e della contemporaneità. “In viaggio con le parole”, come recita, per l’appunto, il titolo: il tutto, in una serata di letture e musica, ideata da “Progetto Cantoregi” (l’Associazione Culturale fondata nel 1977 a Carignano dal regista Vincenzo Gamna e oggi presieduta da Marco Pautasso), durante la quale il Comune presenterà il Programma 2019/20 dell’Università per le Tre Età. L’appuntamento è per sabato 5 ottobre, alle ore 21, presso la Chiesa di Santa Croce, in via Morosini, a Racconigi.   La serata, attraverso letture da romanzi, saggi, poesie o poemi che hanno raccontato luoghi reali, ma anche immaginati, spazi geografici, ma anche mentali, fantastici e dell’anima “farà viaggiare lo spettatore – assicurano gli organizzatori – da una parte all’altra del globo con le parole di grandi maestri della letteratura internazionale che hanno saputo raccontare territori, paesi e città ognuno con la propria sensibilità e il proprio sguardo”. Si passerà così dal Portogallo di José Saramago (“Viaggio in Portogallo”) alla Patagonia di Bruce Chatwin (“In Patagonia”), dall’Oriente di Ryszard Kapuściński (“In viaggio con Erodoto”) agli Stati Uniti on the road di Jack Kerouac (“Sulla Strada”). Ma anche dalle profondità degli abissi dell’umanità e della disperazione raccontate da Louis-Ferdinand Céline (“Viaggio al termine della notte”), alle atmosfere tristemente apocalittiche di Cormac McCarthy (“La strada”), fino al viaggio – tra inquietudini e sogno – della baleniera “Pequod” in “Moby Dick” di Herman Melville.

La serata sarà presentata da Cristina Fenoglio, con letture da parte sua e di Fabio FerreroElide GiordanengoVincenzo Leuzzi e Andrea Piovano.

I brani musicali, scelti in sintonia con i testi proposti, sono affidati alla voce della cantante Chiara Catrambone.

Entrata libera, con rinfresco a fine serata.

 

Per info: Biblioteca Racconigi e UniTre, tel. 0172/85336 o cultura@comune.racconigi.cn.it / Progetto Cantoregi, tel. 335/8482321 o www.progettocantoregi.it o info@progettocantoregi.it

 

g. m.

 

 

 

 

A Oulx torna l’antica Fiera Franca

È arrivato l’autunno ed è tempo di transumanza anche in alta Valle di Susa. Concluso il lavoro negli alpeggi estivi i margari accompagnano il bestiame, mucche, pecore e capre, nelle stalle di pianura per trascorrere il lungo inverno.

A Oulx torna sabato 5 e domenica 6 ottobre l’antica Fiera Franca, che risale al XV secolo, una grande festa per allevatori e villeggianti. Storia, cultura, folclore e tradizioni si tramandano da secoli e rivivono ancora oggi sulle nostre montagne ricordandoci anche che 525 anni fa, a settembre, un famoso re di Francia attraversò la Valle di Susa. Con il suo passaggio nacque la Fiera Franca di Oulx. Era Carlo VIII, diretto a sud, alla conquista del regno di Napoli. Transitava per questa Valle alla testa di un immenso esercito che doveva conquistare gran parte della penisola e giungeva tra queste montagne già valicate da tanti altri sovrani e condottieri. Tra questi Annibale con i suoi elefanti, l’imperatore Augusto che nella romana Segusium siglò il patto di alleanza con le tribù ribelli delle Alpi Cozie o Costantino il Grande che tra Rivoli e il Musinè sconfisse le legioni del rivale Massenzio e ancora Carlo Magno contro l’ultimo re longobardo nel 773. Nel 1494 ad Oulx Carlo VIII si fermò per una breve sosta. Certo non sappiamo quanto tempo il sovrano si fermò nel piccolo borgo e dove trascorse la notte, forse sotto una grande tenda in piazza Garambois o in una locanda nei pressi dell’attuale stazione.

È sicuro comunque che le sue truppe attraversarono la Valle per un lungo cammino che lo avrebbe portato fino a Napoli. Ma gli abitanti di Oulx non hanno un bel ricordo dell’invasore transalpino che impose pesanti sacrifici alla popolazione come già era avvenuto quarant’anni prima al passaggio delle schiere armate di Renato d’Angiò. Ma un favore al paese dell’alta Valle Carlo VIII lo fece ugualmente: per ricompensare la comunità dei danni subiti dal passaggio del suo esercito il re consentì a Oulx di tenere, ogni anno, negli ultimi giorni d’estate, una “Fiera Franca”, libera dalle tasse. Toccherà in seguito ad un altro re di Francia, Francesco I, che però non passò a Oulx, concedere nel 1529 alla comunità locale di organizzare un mercato settimanale nella giornata di sabato. Da quel lontano 1494 la Fiera porta a Oulx la popolazione del Delfinato proveniente dalla Valle della Dora, dalle zone di Pragelato e di Briancon confermando quel rapporto di scambio tra le comunità occitane transalpine che dura da secoli. La Fiera venne poi fatta coincidere con la prima parte del mese di ottobre, periodo in cui il bestiame lasciava i pascoli estivi per scendere a valle. La Fiera Franca, in programma a Oulx sabato e domenica, rappresenta il più importante evento autunnale per l’alta Valle e tra le bancarelle si possono degustare ed acquistare i prodotti locali. Alla Fiera Franca di Oulx-Fiera del Grand Escarton, giunta quest’anno all’edizione numero 525, si affianca la rassegna zootecnica della Comunità montana Valle Susa e Val Sangone con esposizione e premiazione di capi bovini ed equini e promozione delle produzioni tipiche del territorio. La manifestazione si dipana nel borgo di Oulx e comprende due settori, dedicati alle lingue minoritarie, in particolare l’occitano, e ai capi di bestiame che scampaneranno per il paese con i loro campanacci, i “rudun”.

Protagonisti della Fiera saranno i produttori agricoli, gli allevatori, antichi mestieri e artigiani artisti, scuole di intaglio e associazioni culturali, dove musica, ballo, folclore e divertimento non mancheranno neanche quest’anno. Il programma prevede sabato 5 ottobre, dalle 10.00 in poi, la Giornata dedicata alle lingue minoritarie con convegni, mostre, giochi, gare sportive e concerti mentre domenica 6 ottobre andrà in scena la Fiera Franca con la sfilata del bestiame per le vie di Oulx, gli stand di espositori e produttori, esibizioni di gruppi flocloristici e il concerto della banda musicale.

Filippo Re

Squadra di Soccorso Alpino Militare soccorre alpinista sul Monviso

Una squadra di Soccorso Alpino Militare del 3° reggimento Alpini di Pinerolo è intervenuta oggi in soccorso di un alpinista caduto durante la fase di discesa dal Monviso, a monte del bivacco Andreotti.

Gli Alpini della Taurinense, presenti da alcuni giorni sul “Re di pietra” proprio per una serie di esercitazioni delle Squadre di Soccorso Alpino Militare, stavano rientrando da un’ascensione dalla vetta del Monviso quando sono state allertate da una guida alpina che aveva assistito e prestato i primi soccorsi ad un alpinista caduto da un’altezza di circa quaranta metri.
Gli Alpini hanno quindi raggiunto e stabilizzato l’infortunato, miracolosamente sopravvissuto alla caduta ma con numerosi politraumi, provvedendo intanto con gli apparati radio in dotazione a chiamare l’elisoccorso e i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese. Il tempestivo intervento dell’elisoccorso ha consentito trasportare in sicurezza l’infortunato presso le strutture ospedaliere.
Le Squadre di Soccorso Alpino Militare delle Truppe Alpine, il cui obiettivo primario è quello di fornire assistenza alle truppe in addestramento e in operazione in montagna, sono composte da militari in possesso di specifiche qualifiche militari nei settori sciistico, alpinistico, meteo-nivologico e sanitario. Tali qualifiche, legate all’ambiente montano, rendono le Squadre di Soccorso Alpino Militare una capacità peculiare delle Truppe Alpine dell’Esercito, di pagante impiego in un ampio spettro di emergenze, come dimostrato in questo caso.

Mieloma ti sfido

La sfida al Mieloma Multiplo, una forma aggressiva di tumore del sangue, approda in Piemonte dove secondo il Registro Tumori regionale sono almeno 400 i nuovi casi diagnosticati ogni anno e diverse centinaia di pazienti convivono con la malattia, pazienti che possono avvalersi di Centri ematologici di eccellenza come quello dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Grazie alla ricerca oggi la sopravvivenza dei pazienti è aumentata, la qualità di vita migliorata e il Mieloma Multiplo sta perdendo terreno. Ma è fondamentale non abbassare la guardia: la sfida continua e adesso ci sono molte armi in più per combatterla, come la terapia di mantenimento dopo il trapianto di cellule staminali, che aiuta i pazienti a guadagnare tempo di vita libero dalla malattia, allontanando le ricadute.

Fa leva sulla metafora della scherma l’invito rivolto a tutti i cittadini da Mieloma Ti Sfido, campagna di sensibilizzazione promossa da AIL – Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma onlus, per la quale quest’anno si celebrano con una serie di eventi di alto profilo i 50 anni di attività, insieme a La Lampada di Aladino e il coinvolgimento di due “paladini” d’eccezione: Aldo Montano, medaglia d’oro nella sciabola ai Giochi Olimpici di Atene 2004, ed Elisa Di Francisca, due ori nel fioretto alle Olimpiadi di Londra 2012 e l’argento alle Olimpiadi di Rio 2016.

La campagna di sensibilizzazione sul Mieloma Multiplo, dopo Roma, Milano, Napoli, Bari, Ancona e Bologna approda a Torino con l’installazione itinerante “I Duellanti”, allestita fino al 5 ottobre in Piazza San Carlo, per veicolare ai cittadini il messaggio chiave, sintetizzato nell’hashtag ufficiale #iotisfido: unirsi alla sfida contro il Mieloma Multiplo, aiutare i pazienti a non cadere, perché i progressi delle terapie possono incoraggiarli nel loro percorso di cura.

Marnati: «Modificare il testo unico sull’Ambiente o si blocca l’economia circolare»

Dalla Regione Piemonte

Interviene l’assessore  all’Ambiente. Appello di tutte le Regioni italiane

Le 20 Regioni italiane, più le province autonome, hanno chiesto al Governo, con una lettera indirizzata al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, di riformare il testo unico sull’Ambiente nella parte riguardante il riciclo dei rifiuti cosiddetti «End of Waste», tipologia di scarti che poi diventano prodotti. Le Regioni chiedono, in pratica, che venga loro riassegnata la delega di concedere le autorizzazioni alle aziende che svolgono questa attività «caso per caso». All’appello, partito dalla Commissione Ambiente Energia, si è unito l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, che ha lanciato l’allarme sul blocco delle procedure di assegnazione delle autorizzazioni.

«A febbraio 2018 – spiega l’assessore Marnati – il Consiglio di Stato, ha emesso una sentenza che stabilisce che i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto cosiddetto caso per caso non possono più essere definiti dalle Regioni o da enti delegati, ma soltanto dallo Stato. Così facendo c’è il rischio di bloccare il processo di riciclo di alcuni rifiuti e di bloccare lo sviluppo dell’economia circolare e l’innovazione dei processo produttivi con grave danno all’ambiente e allo sviluppo economico della regione».

In vista della riunione del Consiglio dei Ministri di domani, tutte le 20 Regioni più le province autonome, hanno così sottoscritto una lettera indirizzata al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nella quale si chiede una modifica della normativa attuale. «Le attività di preparazione per il riutilizzo e il riciclo, che consentono di trasformare rifiuti in nuovi prodotti attraverso la cessazione della qualifica del rifiuto – si legge nel documento – sono fondamentali per realizzare interventi concreti di economia circolare». «È evidente – si legge ancora nel testo – che il venire meno di filiere virtuose di riciclaggio comporta che consistenti flussi di rifiuti vengano indirizzati allo smaltimento in discarica, all’incenerimento o anche a gestioni illecite sfociate poi in emergenze come quelle dei roghi».