ilTorinese

Tenta di imboccare ragazzine al fast food della stazione, 23enne denunciato

Gli agenti del Nucleo Scorte Compartimentale hanno denunciato in stato di libertà un 23enne del Burkina Faso, per violenza privata nei confronti di minori.

Durante un servizio di vigilanza nella stazione di Torino Porta Nuova gli operatori, mentre transitavano nell’area Food nei pressi di un noto locale commerciale, notavano tre ragazze discutere animatamente con un giovane che, con fare molesto, stava prelevando del cibo dai loro vassoi cercando di imboccarle.

Le ragazze, risultate poi minorenni, hanno cercato di allontanarlo e farlo smettere ma lo stesso ha continuato con i suoi modi opprimenti. All’arrivo degli agenti hanno, inoltre, manifestato il loro disappunto in quanto il 23enne le stava anche filmando, senza il loro consenso.

Accompagnato presso gli uffici di stazione, e sottoposto a controllo, il ragazzo ha mostrato agli operatori il video dal quale emergeva la condotta molesta ed intimidatoria messa in atto, giustificandosi dichiarando di creare contenuti digitali da caricare nelle più note piattaforme multimediali, ed in questo specifico caso stava registrando uno scherzo che sarebbe poi finito in rete.

Il giovane è stato denunciato in stato di libertà per violenza privata ed il telefono cellulare è posto sotto sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Juve vince 2-1 a Como

Kolo Muani è autore della doppietta che vince  il match con il Como per 2-1. Il francese apre la partita e la termina dopo il pareggio di Diao, verso il 90′ con un calcio di rigore.

La Città di Torino celebra il Giorno del Ricordo

La Città di Torino celebra il Giorno del Ricordo in Sala Rossa. Ad aprire la cerimonia è stata la presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo, a cui sono seguiti gli interventi dell’assessore regionale Maurizio Marrone, del presidente del Comitato Resistenza e Costituzione e Vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Domenico Ravetti, del Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato Provinciale di Torino Antonio Vatta. L’orazione ufficiale è stata affidata a Egea Haffner, la “bambina con la valigia”, simbolo dell’esodo giuliano-dalmata. La cerimonia si è chiusa con l’intervento della Vicesindaca Michela Favaro.

“Oggi prendono il via le celebrazioni del Giorno del Ricordo – ha dichiarato la Vicesindaca Michela Favaro nel suo intervento – con una serie di appuntamenti nella nostra città, momenti di riflessione e approfondimento su una pagina di storia che per troppo tempo non ha ricevuto l’attenzione necessaria. È fondamentale continuare a ricercare e analizzare questi eventi, perché di fronte a diritti negati e concittadini uccisi o costretti all’esilio deve esserci una posizione chiara e condivisa. A Torino molti esuli hanno trovato accoglienza e hanno potuto ricostruire le loro vite. Oggi la nostra responsabilità è anche quella di trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’accoglienza che la nostra comunità ha saputo offrire. Voglio porgere un sentito ringraziamento a Egea Haffner, che con la sua presenza ci ha donato una testimonianza preziosa. La sua storia ci aiuta a comprendere meglio il dramma vissuto da migliaia di persone. Anche oggi ci sono tanti bambini e bambine con la valigia e il nostro impegno è di impedire che in futuro altre persone siano costrette ad abbandonare la propria casa per sfuggire a guerre e stermini”.

“La foto con la valigia – ha raccontato Egea Haffner – fu scattata per lasciare un ricordo alla mia nonna paterna. Voleva una foto della sua unica nipotina, che forse non avrebbe più rivisto. Dietro quella foto non c’è solo la tragedia della mia famiglia, ma quella di un intero popolo costretto all’esilio. Sulla valigia è scritto “esile giuliana 30.001” perché al tempo Pola contava circa 30 mila abitanti e si prevedeva che quasi tutti sarebbero dovuti partire. Pochi giorni dopo partii per Cagliari, dove ci ospitò una zia. Mio padre non c’era: una sera di maggio del 1945 fu prelevato dalla polizia e scomparve nel nulla. Chiedemmo alla Croce Rossa se era stato deportato in qualche campo di concentramento, ma nessuno seppe risponderci. Negli ultimi anni ho viaggiato in tutta Italia per raccontare la mia storia, è la mia missione. È stato anche pubblicato un libro e tra pochi giorni uscirà un film. È importante continuare a raccontare, a ricordare, affinché tutto questo non venga dimenticato”.

TORINO CLICK

In pensione Claudio Serminato Commissario Polizia Locale

Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea

SAUZE D’OULX – Una giornata dedicata alla Polizia Locale quella di venerdì 31 gennaio a Sauze d’Oulx in occasione della quarta Giornata di studio per operatori di Polizia Locale “4° Seminario dei Comuni Olimpici”, organizzata dall’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e dal Comune di Sauze d’Oulx.

Ma per un giorno il grande protagonista è stato il Commissario Claudio Serminato.

Il Comune di Sauze d’Oulx ha voluto proprio celebrarlo in questa giornata, al cospetto dei colleghi della Polizia Locale dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e dei colleghi giunti un pò da tutto il Piemonte e anche da fuori Regione.

Un momento celebrativo ricco di commozione per l’ultimo giorno di servizio di Claudio Serminato che ha raggiunto il traguardo della pensione.

Per lui una targa ricordo voluta dal Comune di Sauze d’Oulx e l’applauso affettuoso di tutta la qualificata platea.

Claudio ha saputo contenere le lacrime, ma sul suo viso la commozione era pienamente leggibile.

Oltre trent’anni di servizio da Vigile in quello che è poi diventato il suo paese del cuore Sauze d’Oulx. Anni di servizio con disponibilità massima e sempre alta professionalità. Anni in cui Claudio ha sempre saputo farsi voler bene dalla popolazione e dai turisti, oltre che da colleghi e amministratori.

Il doveroso omaggio a Claudio Serminato è stato portato dal Sindaco di Sauze d’Oulx Mauro Meneguzzi: “In questo contesto dedicato alla Polizia Locale vogliamo ringraziare Claudio Serminato per questi anni di onorato servizio nel nostro paese. Un Vigile modello sempre disponibile e presente, un vero punto di riferimento per la cittadinanza e per l’amministrazione”

Commosso l’Assessore con delega alla Polizia Locale Davide Allemand: “In questi anni da giovane Assessore e prima Consigliere Comunale sempre con delega alla Polizia Locale ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con Claudio. Per me è stato un maestro che mi ha davvero insegnato tante cose e mi ha aiutato a crescere in fretta. Quando avevo bisogno sapevo che su di lui potevo contare sempre. Ricordo gli anni tristi del Covid dove abbiamo operato insieme sul paese condividendo paure e speranze. Claudio è stato un esempio di dedizione alla professione, la conferma che il ruolo della Polizia Locale nei Comuni è essenziale quando si hanno figure di questo livello. E noi a Sauze abbiamo sempre avuto la fortuna di avere Agenti che tutti ci invidiano. Claudio dopo oltre trent’anni di onorato servizio va meritatamente in pensione e per questo lo vogliamo ringraziare pubblicamente dinanzi ai suoi colleghi perchè si merita tutto questo onore. Ci mancherà sicuramente perchè il suo bagaglio di esperienza sul campo è insostituibile, ma siamo certi che verrà ancora a trovarci con la sua bicicletta perchè Sauze gli è entrata nel cuore”.

Ravello (Fdi): raid vandalico degli antagonisti

“Esprimo ferma condanna e profonda indignazione: l’ennesimo e delirante raid vandalico degli antagonisti contro attività commerciali e spazi Comuni nel quartiere Aurora è un gesto spregevole e vergognoso. Auspico che i responsabili siano individuati e chiamati a rifondere i danni ma, qualora ciò non accadesse, che sia il Comune a farlo!”. Ad affermarlo Roberto Ravello, Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.

“Anche in questo caso – continua Ravello – la sinistra si scandalizza solo a parole: perché, per esempio, il Presidente di Circoscrizione Deri e la Coordinatrice Inì non dimostrano concretamente il proprio sdegno? Scrivano al Sindaco Lo Russo e si uniscano a noi nel chiedere lo sgombero immediato e reale dei centri sociali di Torino! Spoiler: non lo faranno. Ed è proprio il cerchiobottismo di certa politica a legittimare certe violenze”.

“Un volantino – chiude Ravello – che invita i cittadini a ‘praticare il razzismo di Stato nelle strade’ è istigazione alla rivolta sociale e alla guerra civile. Bisogna alzare il livello di guardia, la portata sovversiva della protesta sta evidentemente aumentando”.

Conto alla rovescia per il Torino Jazz Festival

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La tredicesima edizione del Torino Jazz Festival (la cui presentazione stampa avverrà lunedì 10 marzo 2025, ore 11.00, in Sala delle Colonne a Palazzo Civico) si svolgerà dal 23 al 30 aprile 2025, con un’anteprima diffusa nei jazz club della città a partire dal 15 aprile.

 

Il Torino Jazz Festival 2025, diretto da Stefano Zenni, nel corso degli anni ha riscosso grande successo e dedicherà per la sua tredicesima edizione sempre più spazio alle produzioni originali create appositamente per la rassegna, accanto alle esclusive delle star del jazz nazionali e internazionali.

 

Ad aprire il TJF 2025mercoledì 23 aprile alle ore 21 al Teatro ColosseoEnrico Rava con il suo quintetto, fresco del premio ‘Top Jazz’ assegnato dalla rivista Musica Jazz, con il quale si è aggiudicato i titoli per il miglior disco e formazione del 2024. Nel corso della serata, la Città di Torino consegnerà al trombettista la targa Torri Palatine con la dicitura “A Enrico Rava che ha portato il jazz di Torino nel mondo“.

 

Gran finale all’Auditorium Giovanni Agnelli Lingottomercoledì 30 aprile in occasione della Giornata Internazionale Unesco del Jazz, in esclusiva europea, con una star internazionale: Jason Moran, il suo trio e la TJF All Stars, un ampio gruppo di grandi interpreti del jazz italiano, nella produzione multimediale “Il Big Bang del Jazz. L’eroica storia di James Reese Europe”.

 

Il Torino Jazz Festival 2025 è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino con il sostegno di Fondazione CRT, Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren.

PH Credit ©️ Enrico Rava by Giorgio Luzi

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

10 giorni con i suoi – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Fabio DE Luigi, Valentina Lodovini, Dino Abbrescia e Giulia Bevilacqua. Tanto che continuare con le avventure della famiglia Rovelli. Carlo e Giulia decidono di partire per il Salento dove la figlia Camilla, raggiunti i diciott’anni, vuole trasferirsi per gli studi universitari. Non soltanto, è anche l’occasione per andare a vivere con l’innamorato Antonio, certo Carlo non è di quell’idea e l’incontro con i suoceri rischia di diventare un nuovo passo insormontabile. Per il viaggio genitoriale si muovono anche i figli minori della coppia, Tito e Bianca, il primo che vede i terroni con l’occhio del pregiudizio mentre la seconda non farà fatica ad allacciare rapporti con qualche rappresentante locale. Insomma molti guai in arrivo e una gravidanza inattesa pronta a far ricominciare tutto da capo. Durata 98 minuti.

(Massaua, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’abbaglio – Storico, commedia. Regia di Roberto Andò, con Toni Servillo, Valentino Picone, Salvo Ficarra e Tommaso Ragno, e con Giulia Lazzarini. Nel maggio del 1860, a Quarto, Garibaldi inizia l’avventura dei Mille circondato dall’entusiasmo dei giovani idealisti giunti da tutte le regioni d’Italia, e con il suo fedele gruppo di ufficiali, tra i quali si nota un profilo nuovo, quello del colonnello palermitano Vincenzo Giordano Orsini. Tra i tanti militi reclutati ci sono due siciliani, Domenico Tricò, un contadino emigrato al Nord, e Rosario Spitale, un illusionista, che altro non cercano che un’occasione per potersene tornare nell’isola. Sbarcati a Marsala, i Mille iniziano a battersi con l’esercito borbonico, di cui è subito evidente la preponderanza numerica. In queste condizioni, per il generale appare pressoché impossibile far breccia nella difesa nemica e penetrare a Palermo. Ma quando è quasi costretto ad arretrare, Garibaldi escogita un piano ingegnoso. Regista e attori della bella prova de “La stranezza”. Durata 131 minuti. (Massaua, Massimo, Reposi)

A complete unknown – Biografico. Regia di James Mangold, con Timothée Chalamet, Monica Barbaro, Elle Fanning e Edward Norton. Il film è ambientato nella New York degli anni Sessanta dove un musicista di diciannove anni del Minnesota, Bob Dylan, si sta affermando come cantante folk. Seguiamo le sue esibizioni nelle sale da concerto della Grande Mela e assistiamo alla sua rapidissima ascesa verso la cima delle classifiche. Grazie all’inconfondibile fascino delle sue canzoni, la sua popolarità travalica presto i confini del Nord America regalandole un successo mondiale. Il suo straordinario percorso artistico di quegli anni culmina con la rivoluzionaria esibizione rock and roll al Newport Folk Festival nel 1965. durata 141 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana anche V.O., Fratelli Marx sala Harpo anche V.O., Greenwich Village sala 2 anche V.O., Ideal anche V.O., Lux, Reposi sala 1 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Babygirl – Drammatico erotico. Regia Halina Rejin, con Nicole Kidman, Antonio Banderas e Harris Dickinson. Moglie e madre, grande successo nel campo del lavoro quale responsabile dell’azienda di famiglia che si occupa di commercio online, la bionda e affascinante Romy vede la propria vita sessuale tutt’altro che appagante e distratto il consorte che naviga più nell’ambiente artistico. Tutta cambia con l’incontro di un giovane stagista, che nel suo sguardo lungo sembra fiutare come nella coppia qualcosa o parecchio non fili per il verso giusto. Amante e lucido padrone al tempo stesso, il ragazzo intrappola Romy in quel gioco che lei stessa s’aspetta, in una atmosfera ambigua dove tutto è passione e rischio. Coppa Volpi a Venezia per la Kidman. Durata 114 minuti. (Massaua, Ideal V.O., Lux sala 3, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Conclave – Drammatico. Regia di Edward Berger, con Ralph Fiennes, Stanley Tucci, Isabella Rossellini e Sergio Castellitto. Il film ci porta nel cuore di uno degli eventi più misteriosi e segreti del mondo: la elezione di un nuovo Papa. Dopo la morte improvvisa dell’amato e compianto pontefice, il cardinale Lawrence è incaricato di dirigere questo delicato processo. Una volta che i leader più potenti della chiesa cattolica si riuniscono nelle segrete sale del Vaticano, il prelato si ritrova intrappolato in una rete di intrighi, tradimenti e giochi di potere. Un oscuro segreto viene alla luce, minacciando di scuotere le fondamenta stesse della Chiesa. Durata 90 minuti. (Lux sala 1, Romano sala 2)

Diamanti – Commedia drammatica. Regia di Ferzan Özpetek, con Luisa Ranieri, Jasmine Trinca, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci, Vanessa Scalera, Mara Venier e Stefano Accorsi. Un regista convoca le sue attrici preferite, quelle con cui ha lavorato e quelle che ha amato. Vuole fare un film sulle donne ma non svela molto: le osserva, prende spunto, si fa ispirare finché il suo immaginario non le catapulta in un’altra epoca, in un passato dove il rumore delle macchine da cucire riempie il luogo di lavoro gestito e popolato da donne, dove gli uomini hanno piccoli luoghi marginali e il cinema può essere raccontato da un altro punto di vista: quello del costume. Tra solitudini, passioni, ansie, mancanze strazianti e legami indissolubili, realtà e finzione si compenetrano, così come la vita delle attrici con quella dei personaggi, la competizione con la sorellanza, il visibile con l’invisibile. Durata 135 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Chico, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Diva Futura – Drammatico. Regia di Giulia Louise Steigerwalt, con Sergio Castellitto e Barbara Ronchi. Quando, sul finire degli anni Ottanta, la giovane Debora è in cerca di un lavoro che l’aiuti a pagare il mutuo della casa di Roma, ecco che viene assunta come segretaria dall’agenzia di casting e produzione “Diva Futura”, specializzata in film erotici e pornografici. Viene così a contatto con un mondo lavorativo guidato da Riccardo Schicchi e Massimiliano Caroletti come di pornostar che sono Ilona Staller, Moana Pozzi e Eva Hanger. Non soltanto la visione di corpi femminili, ma anche i segreti e gli inganni di un ambiente e di un’azienda che ben presto sarà destinata al proprio tramonto. Film presentato in concorso a Venezia, la critica d’accordo su una grande prova d’attore da parte di Castellitto (“strepitoso” lo ha definito Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera). Durata 120 minuti. (Massaua, Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Emilia Pérez – Commedia drammatica, musicale. Regia di Jacques Audiard, “fondendo azione, mélo e soprattutto musical in un mix folle quanto commovente che riscrive le regole del cinema e della morale”. Con Karla Sofia Gascòn, Zoe Saldana, Selena Gomez e Adriana Paz. Rita, una giovane praticante in uno studio di Città del Messico, è decisamente insoddisfatta del riconoscimento che ottiene dal suo capo. In modo del tutto inaspettato, ecco che i suoi servizi sono richiesti dal boss dei cartelli della droga, Manitas Del Monte. Dopo lunghe riflessioni, Rita decide di accettare. Del Monte le chiede di inscenare con lui la propria morte e di aiutarlo, tramite l’operazione, a diventare donna, ovvero la stupenda matronale Emilia Pérez. Ma il poi non appare così semplice se Emilia viene colpita dallo smisurato desiderio di continuare a vivere con la propria moglie e i loro figli, un incontro almeno senza che essi cessino di crederlo morto. In un intreccio difficile a chiarirsi, Jessi e il suo spasimante Gustavo stanno decidendo di fuggire insieme, proprio mentre l’uomo ha già messo gli occhi sui quattrini di Emilia. Tratto dal romanzo “Écoute” dello scrittore francese Boris Razon. Le canzoni sono scritte dalla cantante Camille e dal regista, la colonna sonora è di Clément Ducol. Notizia delle ultime ore: 13 candidature ai prossimi Oscar, tra cui Miglior Film Internazionale, Miglior regia, Migliori attrici protagonista e non protagonista, Miglior sceneggiatura non originale. Durata 132 minuti. (Eliseo, Ideal, Nazionale sala 4)

Here – Drammatico. Regia di Robert Zemeckis, con Tom Hanks , Robin Wright e Paul Bettany. La storia di un luogo e di tutto ciò che lì è accaduto, dall’epoca dei dinosauri sino a oggi. Con una narrazione non lineare, il regista . che è anche produttore e ha scritto la sceneggiatura con Eric Roth – mostra al pubblico l’era glaciale, l’epoca del popolo indigeno Lenni-Lenape, il figlio di Benjamin Franklin. È all’inizio del XX secolo che viene costruita, sempre nello stesso luogo, la casa che sarà l’unica ambientazione della gran parte del fil e delle vicende dei suoi inquilini: John Harter e la moglie Pauline, la coppia bohémien Leo e Stella Beekman, la famiglia Young e i loro figli e infine Devon e Helen Harris. “Here” è il racconto dell’evoluzione della società americana attraverso le storie che si susseguono in un soggiorno, uno sguardo che passa dal colonialismo a Peart Harbor, dal boom economico degli anni Cinquanta al Vietnam, dalle videocassette alla pandemia di Covid. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Nell’intuizione del graphic novel di Richard McGuire, Zemekis trova una chiave ideale per fare ciò che ha sempre fatto: coniugare il racconto più umano e universale possibile con il massimo della sfida tecnologica. Tra case di bambole e screencast, la prospettiva fissa racconta uno spazio fisico unico popolato di infiniti spazi interiori, capace di attraversare tempo e esistenze. Un caleidoscopio di gesti, sensazioni, sentimenti, stati d’animo che coinvolgono e commuovono.” Durata 104 minuti. (Massaua, Classico)

Io sono ancora qui – Drammatico, Regia di Walter Salles, con Fernanda Torres, Selton Mello e Fernanda Montenegro. Eunice, madre di cinque figli, vede cambiare bruscamente la sua vita quando il marito, l’ex deputato del partito laburista brasiliano Rubens Paiva, scompare improvvisamente, catturato dal regime militare nel 1964. La donna è costretta all’attivismo, sperando in questo modo di trovare il marito e riuscire a salvarlo. Attesa per gli Oscar: “Io sono ancora qui” è candidato quale miglior film e miglior film straniero, e la Torres che si è già aggiudicata il Golden Globe è nella cinquina per la migliore attrice protagonista. Durata 135 minuti. (Eliseo, Massimo V.O., Nazionale sala 2)

Itaca, il ritorno – Drammatico storico. Regia di Uberto Pasolini, con Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Charlie Plummer, Angela Molina e Claudio Santamaria. L’antico ritorno dell’eroe greco a Itaca e nella sua casa infestata dai Proci, mentre Penelope tesse di giorno e disfa la notte la sua tela, mentre il figlio credendo che il padre sia morto o li abbia dimenticando un’altra famiglia, spinge la madre a scegliere un nuovo pretendente. Ma non è il vecchio libro degli anni della scuola, è un avvicinarsi ai temti nostri, una rilettura si dice, corposa e avvincente. Scrive in maniera del tutto positiva Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera: “L’autore non solo “sporca” Omero arricchendolo di riferimenti moderni(battute inserite e rubate dai soldati reduci dal Vietnam) ma con una sintesi spaventosamente attuale parla dell’indifferenza attuale e della “necessità” della guerra e della violenza: i Proci che hanno occupato la casa e attendono Penelope in sposa sono i selvaggi rivoltosi di Capitol Hill”. Durata 90 minuti. (Reposi, Romano sala 3, Uci Lingotto)

Il mio giardino persiano – Commedia drammatica. Regia di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha. Mahin, settantenne, vive da sola a Teheran da quando suo marito è morto e sua figlia è partita per l’Europa. Un pomeriggio, un tè con gli amici la porta a rompere la sua routine solitaria e a rivitalizzare la sua vita amorosa. Ma mentre Mahin si apre a una nuova storia d’amore, quello che inizia come un incontro inaspettato si evolve rapidamente in una serata imprevedibile e indimenticabile. Ha scritto Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera: “Un film intimista, un puzzle di sentimenti, l’agguato dei 70 anni, l’imbarazzo del desiderio nel “Mio giardino persiano” che non fa sconti sul regime oscurantista del velo di Teheran, senza mettere accenti e didascalie”. Durata 97 minuti. (Nazionale sala 3)

Mufasa – Avventura, animazione. Regia di Barry Jenkins. Rafiki narra la leggenda di Mufasa alla giovane leoncina Kiara, figlia di Simba e Nala, con Timon e Pumbaa che offrono il loro caratteristico spettacolo. Raccontata attraverso fleshback, la storia presenta Mufasa, un cucciolo orfano, perso e solo fino a quando incontra un leone compassionevole di nome Taka, erede di una stirpe reale. L’incontro casuale dà il via al viaggio di uno straordinario gruppo di sventurati alla ricerca del proprio destino: i loro legami saranno messi alla prova mentre lavorano insieme per sfuggire a un nemico minaccioso e letale. Durata 90 minuti. (Uci Moncalieri)

No Other Land – Documentario. Un premio agli European Film Awards e altre candidature, una regia collettiva di quattro cineasti, per raccontare le immagini di Bazsel Adra, attivista palestinese, che inizia i propri ricordi con l’arresto di suo padre mentre manifestava contro gli espropri voluti dallo Stato di Israele, testimonianze vive, e di Yuval Abraham, giornalista israeliano, prima di una tregua, nei territori invasi dal sangue e dalle morti, tra gli orrori che ogni giorno invadono Israele e Palestina, l’insieme di 19 villaggi della Cisgiordania che è Masafer Yatta, le abitazioni in antiche grotte e un’economia a carattere rurale, esplosioni, bombe su scuole e ospedali, carneficine. Durata 96 minuti. (Centrale V.O.)

L’orchestra stonata – Commedia. Regia di Emmanuel Courcol, con Benjamin Lavernhe e Pierre Lottin. La vita di Thibaut, un famoso direttore d’orchestra, cambia radicalmente quando scopre di avere una grave forma di leucemia. L’unico modo per salvarsi è il trapianto del midollo osseo ma trovare un donatore compatibile non è facile. Proprio a causa della scoperta della malattia, Thibaut viene a scoprire di essere adottato. Un donatore perfettamente compatibile sembra essere suo fratello biologico che non ha mai conosciuto. Si tratta di un modesto impiegato che vive in una piccola cittadina della Francia del Nord e suona il trombone nella fanfara comunale. La banda rischia di sciogliersi e la fabbrica della città sta per essere chiusa. Thibaut parte per andare a cercare suo fratello e il loro incontro si rivela un’incredibile avventura che cambia la vita di entrambi per sempre. Durata 103 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village sala 1)

The Brutalist – Drammatico. Regia di Brady Corbet, con Adrien Brody, Felicity Jones e Guy Pearce. Làszlò Tòth (personaggio d’invenzione che tuttavia racchiude in sé i tratti di alcuni degli architetti che fecero parte della corrente del Brutalismo, nata in Inghilterra negli anni Cinquanta del Novecento) è un architetto ebreo emigrato dall’Ungheria negli Stati Uniti nel 1947. Costretto dapprima a lavorare duramente e vivere in povertà, ottiene presto un contratto che cambierà il corso dei successivi trent’anni della sua vita, la costruzione di un monumento che un magnate vuole dedicare non solo alla madre (cristiana) ma altresì all’american dream. Già premiato a Venezia, già vincitore di tre Golden Globe, in attesa ora della serata degli Oscar, dieci candidature tra le quali miglior film e miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attore e miglior attrice non protagonista. Il film è stato designatoFilm della Critica dal SNCCI: “Corbet continuo a raccontare il Secolo scorso attraverso i rapporti di potere tra committente, artista e pubblico. “The Brutalist” parte dall’immagine della Statua della Libertà rovesciata per rivelarsi da subito, sin dal sontuoso piano-sequenza iniziale, un affresco magniloquente in forma di enciclopedia del Novecento: l’Olocausto, le correnti artistiche e architettoniche, le droghe, la storia del Cinema e delle Forme visive. Un viaggio che passa dall’incubo del passato all’allucinazione di massa verso il futuro”. (Eliseo Grande, Fratelli Marx sala Groucho anche V.O., Ideal anche V.O., Nazionale sala 1 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’uomo nel bosco – Drammatico. Regia di Alain Guiraudie, con Félix Kysyl, Catherine Frot, Jacques Develay e David Ayala. In un piccolo paese a sud della Francia, il giovane Jérémie torna per assistere ai funerali del titolare della panetteria, dove ha lavorato in passato e al quale era molto legato.Quando decide di fermarsi qualche giorno in più per stare vicino a Martin, la vedova del defunto, non immagina che ben presto si troverà al centro di una serie di eventi del tutto inaspettati. Una misteriosa scomparsa, un vicino minaccioso, un figlio geloso e un abate dalle bizzarre intenzioni animeranno un po’ troppo il suo breve soggiorno nel piccolo paese di campagna, portando in superficie un passato che avrà conseguenze del tutto inaspettate nel presente. I Cahiers du cinema ha definito “L’uomo nel bosco” il miglior film del 2024, in Italia è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Posizionandosi con elevato sarcasmo tea noir e commedia sociale, Guiraudie si conferma narratore stratificato descrivendo una realtà di provincia paradossale con uno sguardo irriverente verso una normalità placida, identificando il suo vero protagonista come la variante destabilizzante di ogni azione”. Durata 102 minuti. (Greenwich Village sala 3)

We live in time – Tutto il tempo che abbiamo – Drammatico. Regia di John Crowlet, con Andrew Garfield e Florence Plugh. Un incontro fortuito cambia la vita di Almut, una chef in ascesa, e di Tobias, appena uscito da un divorzio. Attraverso istantanee della loro vita insieme – innamorarsi perdutamente, costruire una casa, diventare una famiglia – emerge una verità che mette a dura prova una grande storia d’amore. Mentre intraprendono un percorso scandito dalla dittatura del tempo, imparano ad apprezzare ogni momento del loro amore, per “tutto il tempo che abbiamo”. Durata 107 minuti. (Massaua, Ideal, Romano sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

“Perché non c’è più la politica”. Il libro di Francesco Fiumara presentato a Moncalieri

Insieme all’autore erano presenti Daniele Cantore e Bobo Craxi

Venerdì 7 febbraio, presso il Palazzo Comunale di Moncalieri, si è tenuto l’incontro di presentazione del libro “Perché non c’è più la politica” di Francesco Fiumara, Sindaco di Moncalieri per due Legislature, fino al 1990 e amministratore regionale. Insieme all’autore erano presenti Daniele Cantore, già Segretario Nazionale dei Giovani Socialisti, membro della Direzione Nazionale del PSI, Segretario della federazione di Torino, Assessore Regionale, e Bobo Craxi, già deputato e sottosegretario di Stato, esponente del Partito Socialista Italiano, e attualmente aderente al ricostituito partito socialista. L’evento è stato curato dal Circolo Culturale Saturnio. Ha moderato l’incontro il direttore de Il Mercoledì,  Mel Menzio.

L’incontro ha rappresentato un’occasione importante di confronto costruttivo riguardante un interrogativo definito “epocale” dallo storico Gianni Oliva, che ha curato la prefazione del libro: perché non c’è più la politica ?

Il libro dedica accenni conclusivi all’atteggiamento con cui gli italiani, indirizzati da una comunicazione coordinata e mirata, hanno reagito ai processi avviati nel 1992-1994, una ventata di antipolitica e antipartitismo che ha portato a salutare con entusiasmo “la caduta degli dei”, nell’illusione miope che il crollo del vecchio sistema avrebbe portato per automatismo all’eliminazione (nel libri viene scritto “elimi-nazione”) dei corrotti e degli incapaci. La politica è stata demonizzata e i partiti trasformati in greppie cui si aggrappano di volta in volta personaggi improbabili: il risultato è che da trent’anni l’Italia vive una fase di transizione permanente, con maggioranze che non sopravvivono da una legislatura all’altra e con leader che durano lo spazio di un mattino.

“Il mio intervento vuole iniziare con un ringraziamento – ha spiegato Daniele Cantore – quello rivolto al Comune di Moncalieri e alle istituzioni. Penso sia importante, innanzitutto, recuperare il sentimento di sacralità verso i luoghi delle istituzioni e verso chi li rappresenta.  Ringrazio inoltre Francesco Fiumara per questo libro, un importante percorso della storia politica italiana che contiene informazioni, sconosciute ai più, del passaggio tra la prima e la seconda Repubblica. Fiumara elenca e evidenzia i motivi che hanno portato alla disattenzione comune verso la politica e verso la società, probabilmente anche per colpa della politica stessa. Voglio inoltre sottolineare il verso dantesco dal quale Fiumara si discosta (Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare) per affermarsi come politico del ‘fare’ e uomo che intende far ascoltare la propria voce”.

“L’impegno politico può durare a lungo – continua Bobo Craxi – non ti lascia mai, diventa una missione al di là di mandati e cariche. Il libro di Fiumara spiega perché non ci sia più la politica, e pare quasi uno slogan. Mi chiedo effettivamente come potrà essere definito tra un secolo questo periodo storico. Le riflessioni contenute in questo libro possono essere inserite in un contesto anche più ampio per tentare di recuperare i ragionamenti di testa e non di pancia, a sviluppare quel pensiero critico che permetta di andare oltre quei mezzi che fanno da tramite nella comunicazione tra cittadini e politica, spesso cercando di creare fratture tra le due parti. Penso sia importante spiegare alle nuove generazioni come non cadere nel luogo comune, il significato di battersi per le cause giuste, occuparsi dei problemi della gente, che poi riguarda il senso stesso del fare politica”.

“Da vero spirito socialista io ce l’ho messa sempre tutta – conclude l’autore Francesco Fiumara – se oggi siamo qui tutti insieme a parlare liberamente e pacificamente forse è perché i socialisti hanno sempre saputo parlare con la gente. Parlare, questo è l’aspetto fondamentale che è venuto a mancare. Il dialogo è importante, una politica priva di partiti è una politica sterile, persino pericolosa. Ripercorrere la storia di questi ultimi trent’anni significa soffiare via quella nebbia che nasconde la verità. Mi auguro, con questo libro, di contribuire alla rinascita di qualcosa di importante, di far parte di quella scintilla di convinzione che porterà a vedere la politica del futuro non come un’impresa titanica, ma come la naturale conseguenza di quegli uomini che, parlandosi attraverso idee e contenuti , sapranno adottare soluzioni condivise”.

Gian Giacomo Della Porta

Droga e orologi contraffatti. Arrestato dai carabinieri

I Carabinieri della Tenenza di Nichelino, hanno arrestato un italiano di 36 anni perché gravemente indiziato di “detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio” e “introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi”. I militari, hanno individuato il soggetto a seguito di attività investigativa finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nel laboratorio dove svolgeva il proprio lavoro, sono stati rinvenuti 700 grammi di cocaina, un bilancino elettronico, vario materiale per il confezionamento della droga, quasi 10 mila euro in contanti, denaro forse provento dell’attività di spaccio, 6 orologi completi e cinque quadranti per orologi probabilmente contraffazioni del marchio “Rolex”. Inoltre, a seguito di perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti duemila euro in contanti, denaro anch’esso presumibilmente frutto dell’attività illecita e un orologio completo imitazione “Rolex”. Il presunto reo è stato accompagnato presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.

Professore sotto tutela  

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni
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Il caso del prof. Federico Vercellone che accusato di “sguardi lascivi ” durante un esame da una studentessa venne sospeso per un mese dall’insegnamento è rivelatore del clima perverso che si respira in un ateneo da tempo  fuori controllo non solo per l’occupazione devastante  filo palestinese.
Ma adesso l’umiliazione evidente inferta a Vercellone che terrà lezioni ed esami con un tutor appare davvero scandalosa.  Gli assistenti avevano il compito di collaborare con il docente, adesso avrebbero la funzione di controllare il professore.
Neppure il ‘68 giunse a tanto. E che il rettore taccia può essere comprensibile, ma non accettabile. Che i docenti tacciano e subiscano un atto chiaramente intimidatorio mette in crisi la dignità stessa  del mestiere di insegnare. Sono cose da capo caseggiato nella Russia sovietica o nel ventennio fascista. I candidati rettori non possono esimersi dal prendere una chiara e netta  posizione.
Va precisato che il prof. Vercellone è stato sospeso dall’insegnamento  per un mese l’anno scorso senza che ci fossero atti formali contro di lui da parte di studentesse o di chiunque altro. Vercellone fece ricorso al TAR contro la sospensione, senza finora ottenere risposta. Contro di lui si sono sollevati dubbi senza uno straccio di  prove e l’accusa nei suoi confronti  è apparsa labile a parere di più giuristi. Come studioso Vercellone appare legato da sempre  al giro di Gianni Vattimo e non può  essere sospettato di appartenere a correnti di pensiero men che ortodosse rispetto alle vulgate prevalenti nell’ Università di Torino. Anche questo è un altro punto oscuro di una vicenda che disonora non Vercellone, ma almeno una parte dell’Ateneo.