Aula Magna del Liceo Classico Massimo d’Azeglio – Via Parini 8, Torino
Mercoledì 19 Febbraio 2020 ore 15.30
Cosa sono le fake news e quando sono nate? Sono un fenomeno moderno o venivano usate anche in passato? A questi e molti altri quesiti si risponderà durante l’incontro “Fake News tra passato e futuro” organizzato dall’Unitre Torino per i suoi soci e previsto per mercoledì 19 Febbraio alle ore 15.30 presso l’Aula Magna del Liceo Classico Massimo d’Azeglio (Via Parini 8, Torino).
Durante il pomeriggio si parlerà di quelle notizie con informazioni ingannevoli o distorte che creano disinformazione ma la cui diffusione è invece molto rapida attraverso internet e social media. Non tutti forse sanno, però, che le fake news non sono un fenomeno esclusivamente moderno perché anche in passato si usava ricorrere a queste notizie sensazionali. Ne parleranno, citando diversi esempi di fake news, Giuseppe Ardito Docente Unitre di “Antropologia e Biologia Umana”; Ivo Maistrelli, Docente Unitre del corso “Ci credo non ci credo”; Floriana Giuganino, Responsabile Gruppo locale del Cicap Cuneo. L’incontro, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, è coordinato da Piero Galeotti, Docente Unitre di “L’Uomo ed il Cosmo”.
L’assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione in campo per difesa dei nostri prodotti simbolo
Il vino ed i prodotti alimentari italiani escono indenni dalla nuova “determination” sui dazi dell’Amministrazione Trump, determinazione che resterà in vigore per almeno i prossimi 120 giorni.
L’assessore all’Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca della Regione Piemonte, Marco Protopapa, si è reso da subito partecipe nella difesa dei prodotti simbolo del Made in Italy, portando questo problema all’attenzione della Commissione Politiche Agricole ed al ministro all’Agricoltura già negli scorsi mesi, dichiarando che si tratta di una buona notizia, quella dei mancati aumenti dei dazi, che permette di avere ancora tempo per trovare una soluzione al fine di evitare un gravissimo danno all’economia piemontese e italiana.
L’assessore regionale ha precisato che dai recenti contatti avuti con imprenditori ed istituti di commercializzazione del vino italiano nel mercato statunitense, i primi a scongiurare questa possibilità sono gli stessi consumatori che vogliono continuare a comprare ed apprezzare i nostri prodotti di eccellenza, con un occhio di riguardo a vini e formaggi DOP”.
La Regione Piemonte si è attivata a sensibilizzare il Ministero a non abbassare l’attenzione sull’argomento e ha dato disponibilità ad azioni congiunte con le altre Regioni italiane per stimolare le parti ad una diretta negoziazione per raggiungere un nuovo accordo commerciale.
Il settore primario sta rischiando di pagare un prezzo altissimo per cause chiaramente ascrivibili ad altre aree produttive. Migliaia di aziende che operano con l’unico intento di competere sul mercato facendo leva sull’eccellenza dei propri prodotti sarebbero danneggiate pesantemente. Il mercato USA rimane principale attore nell’export dei prodotti agroalimentari italiani e della regione Piemonte, soprattutto per il comparto vinicolo con dei dati fortemente in crescita rispetto agli anni passati. Per l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo è importante continuare a sostenere una unità di intenti tra Regioni, Ministero e Commissione europea a difesa dei prodotti italiani simbolo.
“Sul totale di 385 milioni complessivi: assurdo e inaccettabile”
“Su 385 milioni di euro stanziati dal Ministro dell’Ambiente per i progetti di rimozione dell’amianto da scuole e ospedali da parte delle Regioni, al Piemonte arriverà soltanto 1.161,800 euro: praticamente le briciole, e questo è davvero inaccettabile”.
L’on. Riccardo Molinari, Presidente dei Deputati della Lega, e Segretario della Lega in Piemonte, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del Ministro Costa, e preso atto della ripartizione delle risorse previste dal Decreto del Governo Conte, ha presentato un’interrogazione al Ministro, per chiedere che si ponga immediatamente rimedio ad una scelta a dir poco illogica e squilibrata.
“Siamo davvero al paradosso – sottolinea l’on Molinari -. Il Piemonte, colpito a Casale Monferrato da una tragedia come l’Eternit, le cui conseguenze sulla salute della popolazione dureranno ancora decenni, è in fondo alla graduatoria, fanalino di coda, mentre gran parte dei finanziamenti finiscono a regioni del Sud che, dati alla mano, appaiono molto meno colpite dal problema amianto. Una stortura inaccettabile: ci piacerebbe capire quale siano i criteri che sono stati adottati dal Ministro. Come Lega chiediamo che la decisione sia immediatamente rivista, e che per il Piemonte siano stanziate risorse adeguate all’ampiezza del fenomeno: ne va della salute dei cittadini, di oggi e di domani, ed è ancora prima una questione di puro buonsenso. La bonifica dei cinque siti piemontesi di interesse nazionale (oltre a Casale Monferrato ci sono Balangero, Cengio, Serravalle Scrivia, Pieve Vergante) deve essere completa e radicale, e per questo dal Ministero devono arrivare risorse adeguate”.
Fucili rubati e 350 cartucce in cantina
Arrestato quarantacinquenne dagli agenti del commissariato San Paolo
Un cittadino italiano di 45 anni è stato arrestato nel tardo pomeriggio di martedì scorso dagli agenti del commissariato San Paolo per detenzione illegale di armi comuni da sparo.
All’interno della sua cantina gli agenti hanno rinvenuto tre fucili da caccia pronti all’uso, 353 cartucce calibro 12 e 23 cartucce calibro 20. Immediati gli accertamenti che hanno rivelato la provenienza delittuosa delle armi: si tratta di un furto commesso ai danni di una ditta nel dicembre 2015. Il quarantacinquenne verrà quindi indagato per ricettazione.
Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. “Frida Kahlo: through the lens of Nickolas Muray”. Fino al 3 maggio
E’ proprio vero. Le prime immagini che ci vengono in mente – quelle iconiche da sempre registrate nell’immaginario collettivo – quando si pensa a Frida Kahlo (Coyoacàn, 1907 – 1954) sono quelle nate dagli scatti realizzati per colei ché stata la più celebre pittrice messicana del secolo scorso, dal fotografo ungherese, naturalizzato americano, Nickolas Muray.

Ed eccola Frida, in “Frida Kahlo on white bench”, “Frida Kahlo sul bancone bianco”: sfondo verde con fiori bianchi, occhi neri e labbra rosse e carnose, sguardo fiero e sopracciglia così folte da sembrare disegnate apposta per il suo volto, una coroncina di fiori sui capelli raccolti da una treccia e un’ampia gonna (com’era solita portare, ispirata al costume delle donne “matriarche” di Tehuantepec) con scialle nero a coprirle le spalle. E’ questa l’immagine per eccellenza, datata 1939, e immagine – guida della rassegna (mostra-evento, portata per la prima volta in Europa) con cui Next Exhibition e ONO Arte Contemporanea presentano, fino al prossimo 3 maggio, negli spazi della Palazzina di Caccia di Stupinigi, la collezione completa degli scatti più segreti – sessanta complessivamente – realizzati su Frida dall’amico e amante Nickolas Muray (Seghedino, 1892– New York, 1965), fotografo delle dive hollywoodiane – da Greta Garbo a Liz Taylor a Esther Williams e a Marilyn Monroe – nonché pioniere nel campo della fotografia pubblicitaria a colori fin dai primi anni della sua carriera. L’incontro fra i due avviene in Messico, nel’31, attraverso il comune amico e artista Miguel Covarrubias. Lei è maritata al famoso pittore e suo maestro Diego Rivera. Ma il loro è un matrimonio “ballerino”, traballante anziché no, molto “libero” come si direbbe oggi. Lei, anticonformista, nemica di pregiudizi e comuni convenzioni, carismatica, indipendente e determinata, artista dai tratti naif impreziositi da giocose cifre surrealistiche mai prese (checché ne dicesse André Breton) in totalizzante considerazione, resta subito affascinata da quel fotografo di bell’aspetto e gran bravura, neppur quarantenne e già famoso nel mondo stellare d’oltre Oceano, self made man emigrato negli States a 21 anni “con 25 dollari e 50 parole di inglese in tasca”.

Fra i due è subito colpo di fulmine. Immediato ed esclusivo. “Nick, ti amo come si ama un angelo”, gli scrive lei, subito dopo il primo incontro, in una lettera che si chiude con l’impronta di un bacio stampato con squillante rossetto rosso. La loro storia d’amore continuerà per dieci anni, trasformandosi poi in una fortissima amicizia e complicità spirituale che dureranno fino alla morte di Frida, nel 1954. Bastava uno sguardo per intendersi al volo. E Nickolas riusciva a fermare quegli sguardi, quei gesti, quegli intrecci di corpo mani e anima in immagini per altri assolutamente impensabili. E per lui autentici immediati atti d’amore. Oltreché opere di eccelsa levatura tecnica e stilistica. Foto realizzate dal 1937 a Tizapan, in Messico, fino a quelle del 1948 scattate a Pedregal e a Coyoacan piuttosto che a New York: in studio (suggestiva quella in cui Frida siede a fianco di un suo celebre dipinto del ‘41, autoritratto a mani incrociate con quattro dei suoi emblematici pappagalli, osservata da Nickolas con silenziosa attenzione, attento a non turbare l’incanto del momento) o in posa “con la blusa di satin blu” o sui tetti dei grattacieli di New York. Sigaretta in mano. Forte. Aria di sfida. Altera come gli enormi palazzoni che le stanno alle spalle.

Quest’era Frida Kahlo: prim’attrice di una vita profondamente travagliata, ma coraggiosa al di là d’ogni limite, testimoniata in mostra a Stupinigi anche da un’installazione multimediale simulante i rumori e i colori dell’incidente di cui rimase vittima a soli 18 anni sull’autobus che la riportava da scuola a casa e che la martoriò nel corpo (32 interventi chirurgici) per l’intera esistenza, fino all’amputazione della gamba destra nel 1953, un anno prima della scomparsa. E a raccontare visivamente l’artista sono ancora in rassegna, accanto alle foto di Muray, le riproduzioni degli ambienti a lei cari, come il celebre letto d’arte e di sofferenza (su cui, grazie ad uno specchio a soffitto compose i suoi primi terapeutici autoritratti), i gioielli e gli abiti larghi, ricamati e variopinti testimonianti la sua incrollabile adesione a un’identità messicana mai venuta meno nel tempo.
Gianni Milani
“Frida Kahlo: through the lens of Nickolas Muray”
Palazzina di Caccia di Stupinigi, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi (Torino); per info 380/1028313 o info@nextexhibition.it
Fino al 3 maggio
Orari: dal mart. al ven. 10/17,30 – sab. e dom. 10/18,30
***
Nelle foto
Di Pier Franco Quaglieni / Ieri sera in piazza Palazzo di Città le persone scese a protestare contro l’antisemitismo erano circa 400. Poche, pochissime, se si considera il battage pubblicitario fatto da tutti i giornali e se si tiene conto della partecipazione dichiarata delle sardine
E’ un dato su cui bisogna riflettere. Mi rifiuto di pensare che i Torinesi non siano fortemente antisemiti ed antirazzisti, ma forse l’appello della Sindaca Appendino è stato poco invitante e poco convincente.I torinesi condannano l’antisemitismo
Centinaia di cittadini hanno partecipato alla manifestazione svoltasi davanti al Municipio di Torino in segno di protesta contro i recenti episodi di antisemitismo verificatisi in città. Presenti tutte le forze politiche, esponenti della Comunità ebraica torinese, rappresentanti delle Sardine torinesi e dell’Anpi. C’era la sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha promosso il presidio e l’assessore regionale Andrea Tronzano. In piazza lo striscione “Il fascismo è un crimine. Torino è antifascista”.
Piazza San Carlo, nove rinvii a giudizio
Sono nove i rinvii a giudizio sono stati disposti dal Gup al termine dell’udienza preliminare per il dramma in Piazza San Carlo nella sera del 3 giugno 2017 nel corso della proiezione della finale di Champions Juventus-Real Madrid
Si procede per disastro e omicidio colposo sulle presunte lacune nell’organizzazione e nella gestione della manifestazione
Imputati anche il vice prefetto Roberto Dosio e i dirigenti della questura torinese Michele Mollo e Alberto Bonzano. Nel troncone del processo celebrato con il rito abbreviato sono invece chiamati in causa anche la sindaca Appendino e il questore di allora, Sanna. La prima udienza è prevista alla fine di febbraio.
(Foto grande A. Maffeis)
Questa mattina una delegazione del movimento giovanile torinese di Forza Italia si è riunita con alcuni parlamentari per un sit-in davanti al Tribunale di Torino per denunciare la barbarie della Riforma Bonafede
“Il nostro Paese ha bisogno di ministri seri e preparati, Bonafede non sa di cosa parla perché vuole abolire la prescrizione e condannare le persone a un processo senza fine. Non gli è basta la bocciatura di parte dello Spazzacorrotti da parte della Consulta, persiste nel distruggere il nostro stato di diritto e la nostra Costituzione”. Ad affermarlo Paolo Zangrillo, parlamentare e coordinatore di Forza Italia in Piemonte: “Continueremo la nostra battaglia contro questo obbrobrio giuridico”.