IL COMMENTO / di Pier Franco Quaglieni


Alcune decine di persone hanno voluto ricordare il caso di Nicoletta Dosio, la 73enne attivista No Tav in carcere dallo scorso 30 dicembre. Una protesta “contro la repressione”, durante la quale sono stati distribuiti volantini per la manifestazione dell’11 gennaio a Torino, in piazza Adriano. Presente lo striscione con la scritta “Contro la vostra repressione la Befana di porta il carbone. Libertà per Nicoletta e tutti i No Tav”. “Nicoletta Dosio, membro del coordinamento nazionale di Potere al Popolo! – dicono gli organizzatori – è stata arrestata e portata in carcere. La sua colpa è stata una manifestazione del 2012 in Val Susa, e più in generale l’incessante lotta contro speculazione e devastazione. Il suo arresto, seppur vergognoso, non è certo un caso isolato: d anni, infatti, il movimento No Tav è sistematicamente colpito da una repressione feroce”. E sulla pagina Fb di Potere al Popolo si legge: “Oggi a Torino la befana ha portato il carbone a governo e magistratura contro gli arresti di Nicoletta, Giorgio, Mattia e Luca e contro le condanne a tutti gli altri No Tav! Nicoletta ha deciso di sfidare il carcere per squarciare il silenzio sulla repressione alla lotta No Tav.
(foto Fb Potere al Popolo Torino)
Walter Mazzarri, ct granata, dichiara a Sky Tg 24 dopo la vittoria dell’Olimpico: “La Roma è la Roma e questi sono tre punti belli e pesanti. Contro Verona e Spal era andato tutto storto, siamo stati ricompensati. Dobbiamo assolutamente migliorare, soprattutto sulle palle perse in uscita. La Roma ha avuto occasioni nitide, nate da nostre ingenuità che mi hanno fatto arrabbiare. Bisogna restare concentrati su noi stessi, pensando partita per partita”.
Sono intervenuti i vigili del fuoco di Grugliasco e i volontari di Avigliana e Borgone di Susa, impegnati nelle operazioni di spegnimento con l’impiego di un’autobotte e un carro schiuma. Da verificare le cause del rogo.
(foto archivio)

Audur Ava Ólafsdóttir “Miss Islanda” -Einaudi- euro 18,50
Islanda anni 60 del secolo scorso, la giovane e brillante Hekla vuole diventare scrittrice ma, in un mondo conservatore e patriarcale, quello che le viene riconosciuto è soprattutto il merito per la sua bellezza mozzafiato. Le propongono di partecipare al concorso di Miss Islanda, senza accorgersi che lei sotto il vestito non è che abbia niente. Anzi la sua è una mente brillante che surclassa quelle di molti uomini; a partire dal suo borioso e inconcludente fidanzato.

Hekla porta il nome di un vulcano e spara incandescente lava nel tentativo di emergere come scrittrice in un paese -l’Islanda- che nel 1963 mostra pesantemente il suo volto maschilista e retrogrado. Possiamo leggere questa storia come metafora di tutti i talenti sprecati al mondo, e come ritratto di un’epoca in cui la letteratura al femminile era un sogno impossibile. Ekla lascia le distese di prati del suo paesino e plana a Reykjavík, la capitale islandese, crogiolo di circoli letterari e case editrici. Ma nulla sarà facile. Dovrà pubblicare sotto pseudonimo, verrà invidiata dal giovane poeta senza talento che si innamora di lei, troverà amicizia e comprensione nell’amico gay col quale condividerà anche il letto per una volta sola. Invece constaterà la differenza abissale rispetto alla sua amica che si limita ad essere moglie e madre, convinta che questo sia il vero, unico destino femminile. Hekla ha talento, coraggio a bizzeffe, macina le delusioni passando oltre e, con indistruttibile tenacia, rifiuterà le lusinghe del concorso di bellezza.
Emmanuel Carrère “Vite che non son la mia” -Adelphi- euro 19,00

Due drammi sono al centro di questo coinvolgente e bellissimo libro di Emmanuel Carrère. Lui è stato testimone di entrambi e riesce a raccontarli con maestria, delicatezza, sensibilità e partecipazione strepitose. Caso volle che si trovasse nel 2003 in Sri Lanka, insieme alla sua compagna Helene, con la quale il rapporto era in crisi. Poi tutto è cambiato con l’onda alta come un grattacielo che ha travolto ogni vita e cosa sulla sua strada. Lo Tsunami che ha falciato le coste del Pacifico ha distrutto interi villaggi di povera gente e, tra le tante esistenze che si è portato via, c’è anche quella della piccola Juliette, risucchiata mentre giocava con un amichetta in riva al mare. Aveva solo 4 anni ed era l’unica figlia di una coppia di turisti, Delphine e Philippe, giovani, belli, allegri e socievoli. Carrere assiste alla loro disperazione e li aiuta nella ricerca del corpo della piccola -tra un ospedale improvvisato e l’altro- poi a recuperarlo e a dirgli addio. Aspettatevi pagine che toccano l’anima e aiutano a sviluppare un’empatia profonda per l’orrore che passa attraverso i vari gironi dell’inferno delle calamità naturali. Unico lato positivo di questo disastro, il riavvicinarsi di Carrere alla sua compagna. La seconda tragedia riguarda proprio la sorella di lei. E’ la 33enne Juliette, moglie di Patrice, madre di tre bimbe piccole, magistrato tenace che già in passato ha combattuto con la malattia. Ora le è stato diagnosticato l’ennesimo tumore che in poco tempo finirà per stroncarla. Carrere racconta il calvario di questa morte annunciata che tutti i familiari affrontano con immenso coraggio. Vi troverete a leggere pagine sublimi e struggenti che vi portano al centro di tutto ciò che comporta una malattia terminale: soprattutto racconta la forza di grandi e piccini di fronte all’irreparabilità di una sentenza di morte inappellabile..
Camilla Baresani “Gelosia” -La Nave di Teseo- euro 18,00

Per raccontare il dramma della gelosia -e derivati disastrosi di questo pungente sentimento- la Baresani mette in scena i difficili rapporti tra il protagonista Antonio e le sue donne. Lui è un affascinante giovane che dal paradiso di Capri si trasferisce a Milano dove mette in piedi un’attività. Il romanzo inizia subito con un colpo di scena e un rebus. Il bell’Antonio Gargiulo riceve la telefonata della sua ex collaboratrice (ed ex amante) Sonia che si era lasciato indietro da tempo. Di più non vi dico perché sarà proprio l’esito di questo incontro a tenervi sulla corda per le successive 376 pagine, fino all’epilogo… imprevedibile.
Nel mezzo c’è la storia d’amore di Antonio e dell’intraprendente imprenditrice del lago di Garda Bettina. Lui che aveva già una tresca amorosa tenuta sottotraccia, all’epoca in cui la incontra dà una svolta alla sua vita e, dopo pochi mesi di appuntamenti su e giù per l’Italico stivale, le chiede di sposarlo. Poi il dolore i delle gravidanze finite male, una davvero malissimo col bimbo che nasce morto. Le attese e i progetti di nido familiare che si infrangono contro l’incapacità della moglie di portare a termine con successo una gestazione. La soluzione arriva dall’India, con l’adozione della piccola Maya di 4 anni. Ma in parallelo a questo matrimonio oscillante tra alti e bassi, vicinanza e lontananza, Antonio si lascia travolgere dall’infuocato rapporto con la sua giovane collaboratrice Sonia: secca secca, quasi androgina. Un tradimento che pareva essere da poco, col tempo deflagra, perché lei non si accontenta più del sotterfugio. Vanno in scena la gelosia e i ricatti della giovane perché lui lasci definitivamente la moglie, o almeno porti alla luce la sua seconda vita. Il resto a voi scoprirlo.

È l’Ecce Homo proveniente dal Museo Jacquemart André di Parigi l’immagine guida di quello che si presenta come “l’appuntamento dell’anno” culturale torinese, “estremamente attraente”, sottolinea Maurizio Cibrario, presidente di Fondazione Torino Musei, presentando nei saloni di Palazzo Madama, elegante luogo espositivo, la mostra dedicata alla figura e all’opera di Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 1506). Sottotitolo indicativo “rivivere l’antico, costruire il moderno”, ovvero l’analisi della ricerca dell’antichità classica, di quella archeologia che pervade gran parte della sua produzione, come di quella prospettiva che spingeva l’autore verso una visione del tutto inaspettata e contemporanea, un mondo nuovo in cui confluivano (senza dimenticare gli apporti fiamminghi) le grandezze di Donatello e di Antonello da Messina, di Paolo Uccello, di Cosmè Tura e di Ercole de’ Roberti della scuola ferrarese, di Pisanello e di Giovanni Bellini per giungere alla vena poetica del Correggio, che unico seppe raccogliere, lavorando al suo fianco nella cappella funebre in Sant’Andrea a Mantova, l’eredità del Maestro, forse presto abbandonato e superato, vittima di quell’austerità che doveva cedere alle novità di un secolo che si stava aprendo proprio con la sua morte.
Una mostra, a cura di Sandrina Bandera e Howard Burns, con l’apporto di Vincenzo Farinella come consultant curator per l’antico, promossa dalla Fondazione Torino Musei, da Intesa San Paolo, dalla Camera di Commercio e organizzata da Civita Mostre e Musei, il risultato di scommesse e di telefonate e viaggi, di richieste non sempre soddisfatte e irraggiungibili (il Cristo morto di Brera) o inamovibili come gli affreschi della mantovana Camera degli Sposi, la Cappella Ovetari di Padova, il grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare ( tuttavia ospitati nella Corte Medievale di Palazzo Madama attraverso uno spettacolare apparato di proiezioni multimediali, tre schermi di 7 x 3,50 metri con audioguide in italiano, inglese e francese), un progetto iniziale sviluppato in 18 mesi soltanto, la visione finale di oltre 130 opere – diciannove dipinti, una decina di disegni e otto lettere del Mantegna -, la partecipazione di musei italiani e stranieri, una mostra che vuol essere “una scossa culturale” da parte di un Comune che negli ultimi anni ha difettato di grandi appuntamenti nelle proposte artistiche. “Considerando l’importanza dell’appuntamento che occuperà i periodi invernale e primaverile – ha ancora sottolineato Cibrario -, nell’intenzione di fare davvero squadra, abbiamo voluto rivolgerci ai tanti operatori della rete cittadina, Unione Industriale, Confesercenti e Federalberghi e non soltanto, perché da loro possa partire la cassa di risonanza verso un successo che speriamo grande, la promozione continua che raggiunga pure l’estero, Francia e Svizzera in primo luogo, una strada di ritorno allo sforzo economico messo in campo dagli organizzatori”. I dati sono davvero alti e quel ritorno lo pretendono: 870mila euro il San Paolo (Michele Coppola, responsabile arte e cultura della Banca, mentre ribadisce il legame stretto tra l’Ente e la città, confessa di stare “ancora con le dita incrociate”), 750mila Civita, 350mila Torino Musei e 80mila Camera di Commercio (“dobbiamo occuparci di turismo e cultura – dice Guido Bolatto – e siamo dell’opinione che gli alberghi di Torino non debbano riempirsi soltanto per Artissima o per le partite della Juve”).
E allora che cosa ammireremo sino al 4 maggio 2020, quando la mostra chiuderà? Il piano nobile sarà tra l’altro occupato, nell’allestimento di Loredana Iacopino, dal grande affresco staccato proveniente dalla Cappella Ovetari, parzialmente sopravvissuto al drammatico bombardamento della seconda guerra mondiale ed esposto per la prima volta dopo un lungo e complesso restauro e dalla lunetta Sant’Antonio e San Bernardino sorreggono il monogramma di Cristo (1452), proveniente dal Museo Antoniano di Padova. Grazie ai prestigiosi prestiti internazionali, da alcune delle più grandi collezioni del mondo – tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Louvre e il Musée Jacquemart André di Parigi, il Metropolitan di New York, il Cincinnati Art Museum, il Liechtenstein Museum di Vienna, lo Staatliche Museum di Berlino, nonché le raccolte italiane degli Uffizi, del Castello Sforzesco e del Poldi Pezzoli di Milano, del Museo Antoniano e dei Musei Civici di Padova, dell’Accademia Carrara di Bergamo, della Fondazione Cini e dell’Accademia di Venezia, del Capodimonte di Napoli, dei Musei Civici di Pavia, della Sabauda e del Museo d’Antichità di Torino, del territorio mantovano con i Musei Civici, il Seminario Vescovile e la Basilica di Sant’Andrea – saranno in mostra Una sibilla e un profeta (1495, Cincinnati), Baccanale con Sileno (1470, stampa a puntasecca su carta, Metropolitan di New York), Sacra Famiglia con San Giovanni (1500 ca., National Gallery londinese), Madonna con Bambino e Santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa (1453 ca., Jacquemart André di Parigi), Battesimo di Cristo (1504, Basilica di Sant’Andrea a Mantova). Ancora grandi nomi del Rinascimento nell’Italia settentrionale a confermare gli stretti rapporti con il Mantegna: Antonello da Messina con il suo Ritratto d’uomo (1476), conservato nelle stesse raccolte di Arte Antica di Palazzo Madama, Giovanni Bellini con Ritratto di giovane senatore (1485) da Padova e Madonna col Bambino (1455) da Pavia, Cosmè Tura con San Giorgio (1460 – 1465) proveniente dalla Fondazione Giorgio Cini, Il matrimonio mistico di Santa Caterina (1510 – 1515) dal National Gallery di Washington.
Elio Rabbione

Nelle immagini: Andrea Mantegna, “Ecce Homo” (1500 – 1502), tempera su tela di lino, Musée Jacquemart André, Parigi;
Andrea Mantegna, “Madonna con Bambino e Santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa” (1453 – 1454), tavola, Musée Jacquemart André Parigi;
Giovanni Bellini, “Ritratto di giovane senatore” (1485 ca.), olio su tavola, Museo d’arte medievale e moderna, Padova;
Cosmè Tura, “San Giorgio” (1460 – 1465), tempera su tavola, Fondazione Giorgio Cini, Galleria di Palazzo Cini, Venezia.
FONDO DI SOLIDARIETA’ COMUNALE, TAGLIO AI TRASFERIMENTI PER MOLTI PICCOLI COMUNI DEL 5%. LA CONFERENZA STATO-CITTA’ AVEVA DATO L’OK: INACCETTABILE INVERSIONE DI MARCIA. CIRIO DIA UN SEGNO DI VITA E AFFRONTI LA SITUAZIONE.
+Europa Torino si schiera al fianco dei piccoli comuni (in Piemonte oltre 800), affinché venga affrontato il nodo del taglio governativo sul fondo di solidarietà comunale, stimato intorno al 5%. La Conferenza Stato-Città dell’11 dicembre aveva dato il via libera a un sistema di perequazione che doveva prevedere aumenti, agevolando l’equità. Invece l’anno inizia con un taglio preoccupante!
Così commenta Marco Cavaletto, coordinatore di +Europa Torino: “Sono incomprensibili e inaccettabili i contenuti del Decreto Fiscale di fine dicembre. La Regione Piemonte continua nel suo immobilismo, mentre i Comuni provano a ricavare i dati in queste ore dal sito del Ministero dell’Interno: basta fare un confronto per i piccoli comuni con le disponibilità dell’anno precedente per capire la gravità della situazione. Chiediamo perciò al Presidente Cirio e alla sua giunta un segno di vita e ci auspichiamo venga immediatamente affrontato questo tema con il Dipartimento Finanza Locale del Ministero dell’Interno per correggere questa situazione”.
Riceviamo e pubblichiamo
Le associazioni animaliste e ambientaliste che costituiscono il Tavolo continueranno anche nel 2020 a combattere per un mondo migliore, impegnandosi a conquistare maggiori diritti per gli animali e per la tutela dell’ambiente.
A questo proposito il Tavolo Animali & Ambiente rende nota l’imminente apertura di un tavolo di confronto permanente presso l’Ufficio di Presidenza della Regione Piemonte. Questo, a seguito dell’incontro avvenuto a fine dicembre con il presidente Alberto Cirio. E’ stato un incontro costruttivo in cui il presidente Cirio ha mostrato disponibilità a valutare le richieste delle associazioni, accogliendone subito due. Il Tavolo ha presentato il documento programmatico inerente ai temi sulla tutela degli animali e dell’ambiente, e gli ha sottoposto le seguenti richieste come inizio di collaborazione:
⦁ Richiesta di istituzione di un Tavolo di confronto permanente presso gli uffici della Presidenza, così come egli stesso ci aveva proposto nel nostro precedente incontro, che potrebbe essere indicativamente a cadenza bimestrale.
⦁ Richiesta di essere consultati sui provvedimenti in materia di ambiente e animali in modo tale da evitare i soliti ricorsi al Tar quando ormai le decisioni sono state già prese.
⦁ Richiesta che l’attuale legge sulla caccia non venga modificata in senso peggiorativo dal punto di vista della tutela della fauna selvatica.
⦁ Richiesta di valutare positivamente le nostre proposte sulle strategie da adottare per il controllo dei cinghiali, iniziando fin da subito a revocare l’utilizzo dei cani.
Quale primo risultato dell’incontro, il presidente Cirio si è impegnato a istituzionalizzare un tavolo di confronto permanente, con incontri periodici, nell’ambito dell’Ufficio della Presidenza.
Ha inoltre dichiarato che non è intenzione della sua Presidenza mettere mano all’attuale legge sulla caccia.
Il punto 4 è quello su cui ci sarà più da lavorare, visti i diversi e spesso contrapposti interessi in gioco, e, quindi, si dovranno effettuare analitiche valutazioni in sede di confronto.
In linea generale, si è parlato anche di organizzare eventi e progetti per sensibilizzare i cittadini, ad iniziare da quelli più giovani, al rispetto verso gli animali in quanto esseri senzienti.
Per il Tavolo Animali & Ambiente:
Rosalba Nattero
Presidente SOS Gaia