ilTorinese

Presepi nel mondo. Natività d’autore

Dal Piemonte / Mostra a Villa Vidua – Conzano

 

Proseguirà fino al 26 gennaio 2020 la mostra di presepi proposta da Emanuele Demaria, sindaco di Conzano, sempre attivo e abile riguardo gli eventi culturali eterogenei di alto livello che si svolgono all’interno di Villa Vidua, settecentesca dimora del conte Carlo Vidua, intellettuale, grande viaggiatore, collezionista di un’infinità di oggetti, libri, dipinti, manoscritti e tutto quanto lo incuriosisse, a cui va il merito di aver contribuito alla realizzazione del Museo Egizio di Torino.


La villa, erta sull’altura del paese, già di per sé degna di essere conosciuta per l’elegante facciata a caratteristiche logge e gli interni interamente affrescati tra cui il delizioso salotto cinese decorato a scene orientali, in questo periodo è particolarmente allettante grazie alla straordinaria esposizione di presepi di rara bellezza.


Lo spettacolare presepe Escoffier di Auban, popolato dai famosi Santons in terracotta policroma, fanno rivivere gli usi e costumi contadini nella quotidianità del villaggio provenzale mentre veri capolavori, pezzi unici di altissimo pregio, sono esposti a firma di Emanuele Luzzati, Enrico Colombotto Rosso, Eugenio Guglielminetti, Renzo Igne, Riccardo Biavati, Natale Panaro, Guido Fiorato e altri artisti.


In una sezione a parte, artisti contemporanei interpretano il tema con ampia libertà poetica poiché, come sottolinea acutamente il curatore Carlo Pesce… Ciò che festeggiamo è frutto di una costruzione umana, lenta, costante, una fantasiosa tradizione, un testo già scritto che però può essere continuamente mutato e contaminato….
Un’intera sala è riservata ai Bambinelli in terracotta, legno, cera, molti sotto trasparenti campane di vetro o preziosamente incorniciati, altri adagiati in culle, fasciati in bende ricamate in oro, con addobbi dai vari significati religiosi simbolici.


Incantevole e ammiratissimo il Bambino ligneo da ritenere vera e propria opera d’arte scultorea settecentesca.
Commuove lo spazio dedicato ai bambini delle scuole elementari che hanno dato prova di fantasia nel creare piccoli presepi con lego, stoffa, carta, legno che potrebbero essere definiti, paradossalmente, arte povera degli anni 60.
A corollario il Circolo Filatelico Numismatico di Casale Monferrato, con i collezionisti Mario Cravino, Carlo Arlenghi e Ezio Oliaro, ha presentato la sezione “Un mondo di auguri” composta da una emozionante raccolta di cartoline e letterine di Natale a partire da cento anni fa.
Nel complesso una mostra indimenticabile che meriterebbe di essere permanente.

Giuliana Romano Bussola

 

Orario della mostra
Domenica e festivi ore 10-12 15-18,30
O su appuntamento Comune di Conzano 0142 925132

Ebano

Poesia / Di Alessia Savoini

 

Ricordi
la polvere delle indie mescolarsi
all’anelito della fenicie
e cuciti, nel nocciolo di bacche,
infiniti giorni.

EBANO

Ricordi
la terra su cui avevamo – [coltivato] – le nostre drammaturgie
e vanificato l’assedio delle imputazioni,
quando annotando le estorsioni dei plenilunii su un quaderno
osservavamo, al di là di una cruna,
gli antiqui eloqui del sogno
sepolti
nel volo pindarico di una falena.

Ricordi
la polvere delle indie mescolarsi
all’anelito della fenicie
e cuciti, nel nocciolo di bacche,
infiniti giorni.

Ricordi
parlarsi sulla carta,
il treno a Rovasenda,
la casa sul lago.

Forse più avanti avremmo compreso l’analogia della ferita,
forse il ciclo della piuma e quello della pietra
il vuoto e il pieno
l’amalgama e la disgregazione
la perdita e il ritrovamento
sono equivoci nella carne di una sola ferita.

Una radice dell’ebano
nutre
dai luoghi nascosti del ricordo,
uno di quei posti che raccontavamo senza averci (forse) vissuto.
Il prestigio di resistere alle sollecitazioni,
la volontà di resistere all’impervio,
per quello che già fummo
sugli alti silenzi della memoria e del sogno
dove il viaggio ebbe inizio
per quello che già conoscemmo oltre le reti del tempo.

Graffite
spogliava il foglio del suo vuoto,
non c’è nostalgia più grande
di quella che attrae due ferite
l’una verso l’altra,
– così ripenso a quei giorni, tra le righe di Bataille, le narici di tabacco e le linee orizzontali d’Oriente -,

ci incontrammo  nel proscenio del simbolo,
ove imparammo a smussare le insenature degli angoli,

e oltre noi

s’estingueva il cielo.

Littizzetto cade e si frattura polso e gamba

“Rotula e polso”, scrive la stessa  Luciana Littizzetto  sul suo profilo Instagram, postando  una foto in cui la si vede seduta a letto con un braccio e una gamba ingessati. L’immagine è corredata da un commento ironico: “E buona fine e buon principio”. L’attrice è vittima di una caduta per strada.

La droga era nascosta nella schiuma da barba

Nella serata di sabato, personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato Barriera Milano ha tratto in arresto un cittadino nigeriano di 25 anni, irregolare sul Territorio Nazionale, per reati inerenti gli stupefacenti

Gli operatori della volante, transitando in piazza Foroni, notano un individuo che, alla vista della pattuglia, prende immediatamente il telefono ed inizia ad intrattenere una finta conversazione telefonica. Insospettiti da tale comportamento, gli agenti si avvicinano all’uomo per procedere a controllo, ma il venticinquenne tenta rapidamente di dileguarsi, affermando di essere in linea per una chiamata importante. Invitato nuovamente a collaborare, il cittadino nigeriano, con un gesto fulmineo, estrae dalla tasca dei pantaloni alcuni ovuli e li mette in bocca, per poi deglutirli. Fermato l’uomo, si procede poi a perquisire il domicilio.
All’interno dell’abitazione, nel locale bagno, vengono ritrovati alcuni deodoranti, nel cui tappo erano occultati 8 involucri di sostanza stupefacente tipo cocaina e crack per un peso totale di 26 grammi e 3 involucri di tipo eroina di oltre 2 grammi di peso. Due sacchetti in cellophane, con all’interno materiale utilizzato per il taglio delle sostanze di circa 25 grammi, vengono invece rinvenuti all’interno del tappo di una confezione di schiuma da barba. In camera da letto sono stati ritrovati 3000 euro in contanti: una parte del denaro occultata tra gli indumenti nell’armadio, una parte nascosta in uno zaino. Trovati inoltre 4 frammenti di sostanza stupefacente per un peso complessivo di circa 0,3 grammi all’interno di un astuccio di caramelle, diversi telefoni cellulari e materiale da confezionamento, tra cui lamette e un bilancino elettronico di precisione.

Le criticità nelle carceri piemontesi

Cogliere l’occasione dei classici bilanci di fine anno per segnalare le principali criticità dei tredici Istituti penitenziari piemontesi e dell’Istituto penale minorile e lanciare proposte per il nuovo anno, ormai alle porte

È quanto si propone la conferenza stampa di presentazione del Quarto dossier delle criticità strutturali e logistiche, elaborato dal garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano in collaborazione con il Coordinamento piemontese dei garanti, che si tiene lunedì 30 dicembre alle 11 nella Sala delle bandiere di Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15, a Torino.

In documento verrà poi indirizzato al capodipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria del Piemonte Pietro Buffa e ai referenti politici del Ministero di Giustizia.

Con Mellano interviene una rappresentanza dei dodici garanti comunali piemontesi: il Piemonte, infatti, è l’unica regione italiana ad averne designato uno per ciascuna città sede di carcere.

A Iaretti la delega all’Identità piemontese

Dal Piemonte / VILLAMIROGLIO

Il sindaco  Paolo Monchietto ha firmato da alcuni giorni il decreto di nomina con il quale conferisce al capogruppo della lista ‘Progetto Villamiroglio MPP’ Massimo Iaretti a delega alla ‘Identità Piemontese’

 

Si tratta di una delega pressoché unica in tutta la regione subalpina, finalizzata a valorizzare i valori, la storia, la cultura la tradizione, la lingua delle genti del Piemonte.

E non è un caso che venga attribuita in un comune di piccolissime dimensioni, al centro di una zona rurale e collinare, proprio in uno di quei luoghi dove i caratteri della ‘piemontesità’ si sono meglio conservati, pur tra mille difficoltà ed il mutare della società. “Ringrazio innanzitutto il sindaco Monchietto per questa opportunità – dice Massimo Iaretti – adesso si tratterà di lavorare per realizzare iniziative, che saranno concretizzate nelle prossime settimane, di carattere culturale, di recupero della memoria, di salvaguardia della lingua, che vadano a mantenere quel carattere identitario che deve essere proprio di ogni comunità, locale e regionale, e che in Piemonte sta rischiando di andare perento più che in altre realtà. Tutto questo dovrà avvenire senza dimenticare che il Piemonte è una regione d’Italia e l’Italia appartiene all’Europa e che viviamo in una società che è diventata multietnica, multiculturale e multireligiosa, tutti elementi di confronto che sono sicuramente un’opportunità, a patto di non dimenticare chi siamo e da dove veniamo, anziché negarli come si è fatto troppo spesso in passato. L’auspicio è che altri comuni provvedano ad istituire l’assessorato o la delega all’Identità Piemontese”. Massimo Iaretti è anche consigliere delegato alla cultura e turismo dell’Unione dei comuni della Valcerrina e fondatore e presidente del Movimento Progetto Piemonte, ed è profondamente innamorato dell’intero Piemonte, dalle fonti del Toce a Ceva, da Moncenisio al confine tra Monferrato e Lomellina.

Konrad Mägi. La luce del Nord

In mostra a Torino, nelle Sale di Palazzo Chiablese, le irrequiete e luminose opere del “padre” della pittura estone moderna

Fino all’8 marzo 2020


Ad accogliere il visitatore all’ingresso della mostra, c’è un piccolo “Paesaggio” del suo Nord. Datato 1908 – 1910, è un olio su cartone dove i pochi colori utilizzati e le modeste dimensioni dell’opera (perfettamente in linea con le modestissime condizioni economiche del pittore) contrastano con i segni vigorosi di una qualità pittorica che appare subito in tutta la sua debordante straordinarietà. Nel quadretto, le forme del paesaggio si intuiscono appena, totalmente assenti i dettagli realistici, al loro posto vibra un dialogo intenso, di ossessivo e tormentato vigore materico, fra colori scavati alle radici e forme lasciate libere di vagare per i sentieri imprevedibili dell’anima. Nell’opera, appartenente agli esordi dell’artista, c’è già tutta la stupefacente forza espressiva presente nel complesso e breve percorso artistico – durato neanche vent’anni, dal 1906 al 1925 – di Konrad Mägi (1878 – 1925), considerato il capostipite della pittura estone moderna, vita irrequieta, anarchica e magicamente stravagante, spesso assimilato ad artisti come Van Gogh e Sisley, per l’uso singolarmente audace della materia pittorica e degli effetti luminosi, attenuato negli anni Venti dal gusto di geometrie formali di cézanniana memoria. A lui è dedicata la retrospettiva (fra le più grandi mai realizzate in Europa), ospitata nelle Sale Chiablese ai Musei Reali di Torino fino all’8 marzo del 2020, in prossimità dei cento anni trascorsi dalla visita dell’artista in Italia.

Curata dallo storico dell’arte Eero Epner in collaborazione con la direzione dei Musei Reali, la mostra (che, dopo Torino, sarà nell’autunno del 2021 al Museo EMMA di Espoo, in Finlandia) assembla una cinquantina di opere, provenienti dal Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia e da quello di Tartu, oltre che da collezioni private e da quelle della Società degli studenti estoni. Oli, acquerelli e disegni, paesaggi e ritratti, sono opere che ben documentano l’inquieto e inquietante cammino esistenziale ed artistico di Mägi: dalla Scuola di Arti Industriali di San Pietroburgo, ai soggiorni in Finlandia (dove nel 1906 realizza i suoi primi dipinti) e a Parigi, fino al 1908 quando in Norvegia pone le basi per le prime esposizioni di Tartu e di Tallin, che gli daranno grande visibilità. Ma nel 1912, ritorna definitivamente in Estonia, che lascia solo nel 1921 per un viaggio in Italia dove realizza luminose piacevolissime vedute di Roma, di Capri e Venezia. Nel Bel Paese, l’artista pare ritemprare corpo e anima e perfino la sua pittura che nel paesaggio riscopre il valore della figura umana e dei più caratteristici e rasserenanti scorci urbani. Scriveva bene Epner, in occasione di una mostra dedicatagli due anni fa dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: “ Mägi rimase fino alla fine della propria vita un uomo del Nord che avrebbe voluto vivere al Sud”.

Uomo e artista profondamente e inesorabilmente legato, scriveva lo stesso pittore, alla “natura aspra e malinconica del Nord” ai suoi “vividi lampi di luce”, a quei grandi cieli solcati e squassati da nuvole apocalittiche accese dai bagliori del tramonto, dai laghi, dalla natura selvaggia e dalle ripide scogliere a picco sul mare. Questi i temi che troviamo raccontati con accesa passione nella rassegna torinese, in un intreccio di correnti – fra Fauves e Nabis, Art Nouveau, Impressionismo ed Espressionismo – che sembrano averlo appena sfiorato, senza mai scalfirne la ferma volontà di parlare a sé e agli altri sempre ed assolutamente a modo suo. Totalmente suo. Con quella violenza di colori e di luci che frantuma la realtà per toccare le soglie dell’immaginifico e dell’onirico. Natura come atto di fede. Come spazio “metafisico e sacro”. Accanto, ai particolarissimi ritratti. Giovani donne soprattutto, come la “ragazza norvegese” dalla labirintica capigliatura e dallo sguardo ipnotico e assente. Occhi che non vedono. Figure indifferenti e lontane da chi le osserva. Molto simili ai ritratti, presenti in mostra, che dello stesso Mägi fanno, in tempi diversi, gli amici artisti Eduard Wiiralt (busto in bronzo del ’22) e Nikolai Triik (olio su tela realizzato nel 1908). Volti inabili al volo leggero dei pensieri. Inquieti pur nella compostezza dei gesti. Sempre tesi alla distruttiva ricerca dell’anima. Anche se “l’anima – annotava lo stesso pittore – è un raro giorno di festa che né la coscienza né la logica possono spiegare. E’ la lode e la rivolta dell’umanità”.

Gianni Milani

“Konrad Mägi. La luce del Nord”
Musei Reali – Sale Chiablese, piazzetta Reale 1, Torino; tel. 011/5362038 o www.museireali.beniculturali.it
Fino all’8 marzo 2020
Orari: dal mart. alla dom. 9/19, lun. 10/19

Nelle foto

– “Cavoli marini”, olio su tela, 1913-1914
– “Paesaggio con nuvola rossa”, olio su tela, 1913-1914
– “Andando da Viljandi a Tartu”, olio su tela, 1915-1916
– “Ritratto di ragazza norvegese”, olio  su tela, 1909
– Eduard Wiiralt: “Busto di Konrad Magi”, bronzo, 1922

 

 

Appendino apre alla sua ricandidatura a sindaca nel 2021

 La sindaca Chiara Appendino per la prima volta apre alla possibilità di una sua candidatura per un secondo mandato nel 2021, fino ad oggi sempre esclusa

 

“Se il 2019 è stato un anno di risultati importantissimi per Torino, – dice all’Ansa la prima cittadina – sarà il 2020 ad essere il vero e proprio anno del rilancio. Dopo tre anni di lavoro intenso, ora si vedono i frutti. Noi abbiamo sempre detto che Torino riparte e, sebbene  ci sia ancora tanto da fare, ora riparte davvero. Decideremo dopo l’estate, sarà allora il momento giusto per farlo. Ma il tema non è ciò che farò io, sono le radici che stiamo mettendo con alcuni progetti”, riferendosi ad Atp Finals, ambiente e bilancio comunale.

Capodanno con Le Musichall e Murialdo

Un’alternativa ai soliti cenoni e alle feste in piazza

LE MUSICHALL e TEATRO MURIALDO: CAPODANNO A TEATRO

Martedì 31 dicembre 2019, ore 19 “Ridi con me… A Le Musichall” di Antonello Costa | Le Musichall

Martedì 31 dicembre 2019, ore 22 “Ridi con me… A Le Musichall” di Antonello Costa e a seguire “Concerto di Natale” con I Vitelloni | Le Musichall

Martedì 31 dicembre 2019, ore 21 “Miseria e nobiltà” di Masaniello con Margherita Fumero| Teatro Murialdo

Le Musichall | Corso Palestro 14, Torino

Teatro Murialdo | Piazza Chiesa della Salute 17d, Torino

Un’alternativa ai soliti cenoni e alle feste in piazza? Le Musichall e il Teatro Murialdo propongono un’allegra serata seduti in poltrona a godersi un Capodanno ricco di storie, emozioni e divertimento con brindisi di mezzanotte in compagnia degli attori in scena.

 

Per la notte di San Silvestro in scena a Le Musichall ci sarà lo spettacolo “Ridi con me… Le Musichall” che vede come protagonista Antonello Costa, uno dei massimi esponenti del varietà italiano che da oltre trent’anni propone al pubblico divertenti personaggi come il manager Don Antonino, il Tony Manero pugliese Tony Fasano, il Balbuziente della canzone di Trilussa e molti altri, senza dimenticare l’immancabile omaggio al principe della risata Totò.

Dedicato all’ilarità e alla spensieratezza, “Ridi con me… A Le Musichall” è una seduta terapeutica di gruppo in cui la risata è lo strumento per dimenticare i problemi, lo stress e le nevrosi causati dai ritmi estenuanti della società moderna.  Insieme alla soubrette Annalisa Costa accompagnata da tre ballerine, Antonello Costa diventa il dottore della risata proponendo 13 numeri comici, un’escalation di sketch divertenti per sperimentare le reazioni del pubblico in un crescendo di risate e sorprese. Un varietà con i fiocchi che ricalca l’avanspettacolo italiano degli anni 40 in chiave modernissima… Numeri comici, macchiette, mimo, monologhi, canzoni ballate e cantate per uno spettacolo di varietà a 360 gradi che vedrà Antonello Costa coinvolgere gli spettatori in una vera e propria terapia della risata attraverso personaggi stravaganti e senza tempo.

Dopo lo spettacolo delle 21 e il brindisi di mezzanotte inizierà il “Concerto di Natale” de I Vitelloni, un viaggio nella storia della canzone italiana attraverso tutti gli stili che ne hanno caratterizzato l’evoluzione. Dallo swing del Quartetto Cetra fino al rock raffinato di Lucio Battisti, passando per il jazz da night club, il rock’n’roll, il beat e il sound caraibico. Grazie agli ironici e originali arrangiamenti de I Vitelloni, la musica di Fred Buscaglione, Caterina Valente, Adriano Celentano, Renato Carosone trova nuovo respiro in uno spettacolo coinvolgente, divertente e tutto da ballare.

 

BIGLIETTI CAPODANNO

31 dicembre 2019 ore 19: Unico Platea 45,00 € + 1,50 € prevendita e Unico Balconata 40,00 € + 1,50 € prevendita.

31 dicembre 2019 ore 22 (con BRINDISI e I VITELLONI IN CONCERTO): Unico Platea 55,00 € + 1,50 € prevendita e Unico Balconata 50,00 € + 1,50 € prevendita.

I biglietti possono essere acquistati sul sito www.lemusichall.com e presso la biglietteria del Teatro aperta dal martedì al sabato dalle ore 15 alle ore 19 e a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.  Per informazioni al pubblico, chiamare il numero 011 19117172 (in orario di biglietteria) o scrivere a info@lemusichall.com

Il 31 dicembre sul palco del Teatro Murialdo arriva “Miseria e Nobiltà” di Masaniello insieme ad un’ospite speciale, la famosa attrice Margherita Fumero.

La commedia, ben nota anche per la riduzione cinematografica diretta nel 1954 da Mario Mattioli e magistralmente interpretata dal grande Totò, narra della povertà napoletana che s’ingegna per tirare a campare. Stremate dalla più nera indigenza, due famiglie convivono sotto lo stesso tetto e, su invito di un ricco rampollo della nobiltà partenopea, si prestano a inscenare un’improbabile finzione, interpretando i componenti della famiglia del giovane blasonato, nel comicissimo tentativo di convincere il padre di una bella ragazza (un ricco ed ingenuo ex cuoco) ad acconsentire alle nozze. Uno spettacolo pieno di verve e d’intrighi che evoca la tradizione dei canovacci della commedia dell’arte, con scambi di persone, travestimenti e l’arte di arrangiarsi tipica napoletana.

Dopo un piccolo brindisi per salutare in allegria l’anno nuovo, la compagnia Masaniello insieme a Margherita Fumero intratterranno gli spettatori con esilaranti sketch di cabaret.

BIGLIETTO CAPODANNO Intero 50,00 euro, Ridotto 30,00 euro (gruppi di almeno 30 persone) + 1,50 euro di prevendita.

I biglietti possono essere acquistati sul sito www.teatromurialdo.it e presso la biglietteria del Teatro Murialdo aperta il venerdì e il sabato dalle ore 17 alle ore 21 e a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Per informazioni al pubblico, chiamare il numero 011.2480648 (in orario di biglietteria) o scrivere a info@teatromurialdo.it

 

Slot machines irregolari: sanzionato un bar

In via Belfiore: 7300 euro di sanzioni

Gli agenti del Commissariato Barriera Nizza, nel corso di un controllo straordinario effettuato con il Reparto Prevenzione Crimine, hanno sanzionato per 7300 un bar di via Belfiore.

Nel corso dell’attività, infatti, i poliziotti hanno controllato l’esercizio trovando in una sale del locale due slot machine nonostante il bar fosse ubicato a meno di 500 metri da luoghi sensibili. I due apparecchi sono stati sequestrati e per il titolare è scattata la sanzione di 4000 euro. Altri 3300 euro di sanzioni sono stati per altre violazioni di tipo amministrativo.