ilTorinese

Acna Cengio, Ravetti (Pd): “Condividere preoccupazione dei sindaci”

“E’ di grande importanza che venga ricostituita una Conferenza paritetica ligure-piemontese che riprenda a controllare e monitorare l’attività di bonifica”

“Al termine dell’audizione, da me richiesta in Commissione Ambiente, di una delegazione di sindaci dei Comuni della Valle Bormida, per un confronto e un aggiornamento sulle condizioni del Sito di Interesse Nazionale ex ACNA di Cengio, è stato discusso e approvato un ordine del giorno che impegna il Presidente Cirio e la Giunta regionale a farsi carico delle fortissime preoccupazioni espresse dai territori interessati dall’enorme danno ambientale, a pubblicare risultati e valutazioni conclusive degli aggiornamenti sulle indagini epidemiologiche e a valutare l’opportunità di estendere l’indagine a tutti i Comuni compresi nella Valle Bormida” spiega il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“E’ di grande importanza – precisa Ravetti– che venga ricostituita una Conferenza paritetica ligure-piemontese che riprenda a controllare e monitorare l’attività di bonifica ed è fondamentale ottenere garanzie puntuali di presidio del Sito, sia tecniche che di impegno temporale. Inoltre, resta ancora aperta la questione del risarcimento per danni ambientali causati al territorio, quantificato in quasi 219 milioni di euro. L’azione giudiziaria contro Syndial/Eni era stata sospesa per verificare la possibilità di una transazione che ormai sarebbe prossima alla conclusione”.

Agenti feriti, Fsp Polizia: “Noi presenti a causa dei soliti violenti”

“Inquinano persino l’università, sono loro a dover restare fuori”

 

“Dopo gli assurdi e squallidi scontri di ieri avvenuti all’università di Torino, esprimiamo massima solidarietà ai colleghi rimasti feriti ad opera di delinquentelli che indegnamente vorrebbero vestire i panni di persone dedite a difendere la cultura.

Ma esprimiamo solidarietà anche a tutti gli altri colleghi intervenuti solo a causa di quegli stessi violenti che inquinano persino l’università con comportamenti contro legge e privi di qualsiasi rispetto per gli altri, perché come al solito loro malgrado finiscono al centro di polemiche insopportabili. Abbiamo letto con disgusto l’esplicita richiesta di tenere ‘fuori’ la Polizia dall’Ateneo, come si trattasse di qualcosa di negativo e deleterio per i cittadini, e non la necessaria risposta a chi devasta, distrugge, aggredisce. Fuori dagli Atenei dovrebbero restare la prepotenza, la violenza, l’illegalità e la strafottenza di chi pensa di stare un metro sopra a tutto e tutti, e di poter affermare con la forza le proprie ragioni”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri tra antagonisti e forze dell’ordine avvenuti ieri all’Ateneo di Torino, che si sono conclusi con tre poliziotti feriti, altrettanti antagonisti arrestati più una quindicina di denunciati, l’aula intitolata a Paolo Borsellino devastata.

“I Poliziotti – rincara indignato il Segretario provinciale Fsp di Torino, Luca Pantanella – svolgono solamente il proprio lavoro al servizio del Paese e in favore dei suoi cittadini, compresi quegli scalmanati che pensano di poter rimestare nel fango di una squallida strumentalizzazione politica anche le nostre divise. Donne e uomini delle Forze di Polizia devono essere lasciati da fuori da assurde strumentalizzazioni, perché sopportare anche questo è davvero troppo”.

 

(foto archivio)

Atp Finals, la sindaca: “Tre milioni in più per il 2020”

Tennis / La sindaca Chiara Appendino commenta il  via libera del Consiglio dei Ministri al decreto per le Atp Finals

“E’ una legge importate – dice la prima cittadina – che  istituisce il comitato organizzatore con una commissione tecnica, finanziando anche le garanzie. Questo significa che c’è un atteggiamento molto positivo del Governo, E sono anche stati assegnati 3 milioni in più per il  2020 che non erano inizialmente previsti e che ci permetteranno  di accelerare l’organizzazione. Ora la prima cosa da fare è il piano delle opere, poi  faremo i passi successivi

Scende dall’auto dopo tamponamento, viene travolto e ucciso

Un giovane era sceso dall’auto per controllare i danni a seguito di  un tamponamento, ma un’altra vettura lo ha investito e ucciso

 

L’incidente è avvenuto venerdì sull’autostrada Torino-Milano all’altezza di Settimo. 

 

Sono rimaste coinvolte una Fiat 500L, un’Alfa Romeo 147 e una Volkswagen Polo. Il ragazzo  viaggiava sulla  500L che si è tamponata con l’Alfa.

Amiantifera di Balangero: “Il Governo blocca 14 milioni per la bonifica”

Il Piemonte, sottolinea l’assessore Marnati, non è una regione di serie B e anzi è quella che in Italia fa registrare il più alto numero di morti causati da mesoteliomi, i tumori associati all’inalazione di fibre di amianto. I numeri parlano di 1 morto alla settimana

MA IL PIEMONTE È FANALINO DI CODA ANCHE NELLA CLASSIFICA DELLE ASSEGNAZIONE DEI FONDI STATALI PER LE BONIFICHE DEGLI EDIFICI PUBBLICI: 1 MILIONE SU 358 ASSEGNATI

Alla Regione mancano 14 milioni di euro già stanziati dallo stato e mai arrivati, per proseguire le opere di bonifica dell’amiantifera di Balangero. Rischiano così di fermarsi i lavori di messa in sicurezza della cava, un tempo la più grande d’Europa.

A lanciare l’allarme è l’assessore regionale all’Ambiente, Marnati, dopo una ricognizione con gli uffici sullo stato di avanzamento delle bonifiche in Piemonte. Ma se a Balangero i lavori rischiano di fermarsi, è anche peggiore la situazione finanziaria prospettata dal piano nazionale di bonifica dall’amianto degli edifici pubblici pubblicato nei giorni scorsi dal governo, che registra il Piemonte fanalino di coda con 1,1 milioni assegnati su 358 milioni complessivi.

Il Piemonte, sottolinea l’assessore, non è una regione di serie B e anzi è quella che in Italia fa registrare il più alto numero di morti causati da mesoteliomi, i tumori associati all’inalazione di fibre di amianto. I numeri parlano di 1 morto alla settimana. È ormai chiara dunque l’intenzione da parte del governo Pd-Movimento 5 Stelle di abbandonare la Regione nella lotta contro l’amianto.

In Piemonte ci sono ben 5 siti contaminati classificati di interesse nazionale: Balangero, Cengio, Casale Monferrato, Serravalle, Pieve Vergonte e pertanto rimarca l’assessore appare insensata l’assegnazione di 1 solo milione per la bonifica dall’amianto, oltre ai 14 che non vengono assegnati dal 2015 nonostante le decine di sollecitazioni da parte degli uffici. Nonostante l’attuale governo abbia deciso di abbandonare totalmente il Piemonte, l’assessorato ha stanziato con fondi regionali 1,2 milioni per 3 anni.

L’assessore chiederà l’intervento di tutti i parlamentari piemontesi per chiedere al governo la revisione della ripartizione e l’immediata assegnazione dei 14 milioni su Balangero.

Metro, ascensore in tilt: figlia disabile in braccio al padre sulle scale mobili

“La figlia è tenuta in braccio. L’altra mano è appoggiata al mancorrente scorrevole”

Stazione Vinzaglio della Metropolitana di Torino: l’ascensore non funziona e la carrozzina è rimasta alla base delle scale mobili, di fronte alle porte, inesorabilmente chiuse, dello stesso ascensore.
A segnalare il guasto, nessun cartello, nessuna indicazione, nessuna comunicazione. Niente di niente. Evidentemente è questa l’attenzione che questa Città dimostra di avere per le persone con disabilità.  Da quanto tempo l’ascensore è guasto? Corrisponde al vero quanto mi è stato riferito, cioè che questa situazione va avanti da prima di Natale? In che tempi pensiamo di ripristinare il normale funzionamento dell’ascensore? Perché il guasto non è stato segnalato all’utenza? Quando pensiamo di rimediare? Non sappiamo che un guasto di questo tipo non prontamente segnalato è un disagio peggiore di una barriera architettonica nota? Un  padre è stato costretto a prendere in braccio la figlia con disabilità e affidarsi alle scale mobili. Per la seduta di lunedì del Consiglio Comunale di Torino presenterò richiesta di comunicazioni urgenti sul tema.
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Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino
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Guarda il video:
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Aggiornamento: nella serata di ieri l’ascensore è stato riparato e l’amministratore di Gtt ha chiesto scusa per quanto accaduto

Agnolotti e pesce non in regola: ristoratore denunciato

Agenti del Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Municipale hanno effettuato un controllo in un esercizio pubblico in via San Pio V°

I titolari italiani del locale, una pizzeria ristorante, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria perché sono stati rinvenuti alimenti in cattivo stato di conservazione.

Alimenti freschi come ravioli, panetti di polenta fritta, crepes, tacchino, fagioli  erano stati portati arbitrariamente allo stato di congelazione, senza far uso di abbattitore non presente nel locale), mentre altri alimenti – filetti di gallinella, astici – sono risultati conservati privi di idonea copertura adatta a scongiurare il pericolo di alterazione degli stessi.

Sui menù, inoltre, non era chiaramente riportata l’origine degli alimenti stessi (fresca o surgelata) e, pertanto, è scattata anche la denuncia di tentata frode in commercio.

Foibe, Allasia: “No alle ideologie fondate sulla discriminazione”

Il presidente del Consiglio regionale: “Le ideologie fondate sulla discriminazione e sulla negazione dell’altro, di qualunque colore politico o religioso esse siano, inevitabilmente conducono alla negazione dei valori dell’uomo”

COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DELLE FOIBE E DELL’ESODO DEGLI ISTRIANI, IN OCCASIONE DEL GIORNO DEL RICORDO

Oggi la tragedia delle foibe e dell’esodo fanno parte della memoria di tutti gli italiani e della storia del Paese e ricordarla deve rappresentare l’occasione per rafforzare una storia condivisa nella coscienza degli italiani, contribuire alla costruzione di una identità consapevole delle tragedie del passato, contro ogni pulizia etnica e ogni odio razziale.

Le ideologie fondate sulla discriminazione e sulla negazione dell’altro, di qualunque colore politico o religioso esse siano, inevitabilmente conducono alla negazione dei valori dell’uomo.

Noi siamo qui oggi, rappresentando le istituzioni e tutti coloro che ricoprono responsabilità pubbliche, per esercitare il compito di promuovere ogni iniziativa utile alla memoria di quelle tragiche vicende.

 

All’Alfieri “I soliti ignoti”, repliche sino a domenica, tra gli attori Giuseppe Zeno

Vinicio Marchioni è interprete e regista: “Vorrei che il pubblico applaudisse divertito, commosso e innamorato di questi personaggi indimenticabili”

“Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada”, dice Vinicio Marchioni. Perché di sfida si è davvero trattato.

 

Appropriarsi della sceneggiatura dei Soliti ignoti che nel 1958 Mario Monicelli scrisse con la insostituibile collaborazione di Suso Cecchi D’Amico e della coppia Age&Scarpelli – l’operazione di adattamento la si deve oggi ad Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli -, far rivivere su di un palcoscenico l’Italia da poco uscita dalla guerra con tutta la sua miseria, con le periferie romane e il sottobosco fitto di allegre anime perse, di delinquenti da strapazzo campioni dell’arte d’arrangiarsi, portare sessant’anni dopo soprattutto la vitalità tragicomica di un cinema che s’irrobustiva in modo definitivo e cambiava registro per significare appieno una pagina nuova, quella della commedia all’italiana, capace di essere, sotto diverse angolazioni e aspirazioni, una delle facce di maggior successo del cinema di casa nostra. Si rimandavano in soffitta finalmente le tante derivazioni farsesche, del varietà e dell’avanspettacolo, il facile divertimento basato a tratti sull’improvvisazione, sull’effetto immediato e scontato, sulla scenetta dal blando doppio senso o della gag più o meno sgangherata, per porsi di fronte al gioco ondivago della quotidianità, alla necessità di affrontare una volta per tutte argomenti drammatici visti imperturbabilmente sotto la lente dell’approfondimento dei caratteri, della leggerezza e dell’ironia, di una calma comicità. Peppe er Pantera, Tiberio, Mario, Dante Cruciani che insegna ai giovani ad aprire le casseforti, Ferribotte e Capannelle, tutti a tentare il colpo a via delle Cannelle, dietro piazza Venezia, il colpo che dovrebbe cambiare per sempre la loro vita, non sono più maschere ma uomini in carne e ossa, veri, come mai autentici, per le strade e per le piazze di Roma, alla fermata del tram che li dovrebbe portare chissà dove, a fare il gran botto e, caduta una semplice parete, a ritrovarsi a guardarsi in faccia uno con l’altro, a ritrovarsi alla fine ingabbiati in un nuovo lavoro cui hanno sempre cercato di sfuggire, mantenerne la spericolata semplicità, questa era la sfida.

“Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti ignoti per me è uno di questi -, prosegue Marchioni, oggi quarantacinquenne, divenuto famoso con il Freddo nel televisivo Romanzo criminale di Sollima, preziose collaborazioni al cinema con Valeria Golino, Paolo Genovese (The place), Donato Carrisi e Ivano Di Matteo (Villetta con ospiti, tuttora al cinema, un curriculum teatrale di tutto rispetto, da Ronconi ad un non dimenticato Kowalsky nel Tram di Williams per la regia di Latella ad una personale rivisitazione di Cecov (Uno zio Vanja). “Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero”. Marchioni ha guardato ad una storia, immersa ormai nel passato, e ne ha esaltato le tematiche eterne che la possono avvicinare a noi, considerando ad esempio quella povertà che aveva le proprie radici nel dopoguerra ma che è ancora presente, sebbene sotto altre forme, in tante zone d’Italia; ha riconsiderato la “vitalità indistruttibile” – anche a percorrere binari che non portano da nessuna parte – di un gruppo di uomini, con la loro arruffata sfrontatezza, con gli sbagli, con gli amori sinceri e no che s’intrecciano lungo la storia, con le risate e con le paure, con il divertimento e la commozione di un tempo che ancora oggi possono coinvolgerci (“spero che gli spettatori possano uscire da teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili”).

Con lui e l’amico Giuseppe Zeno, sul palcoscenico dell’Alfieri da stasera (ore 20,45, domani sabato ancora stesso orario) a domenica (ore 15,30), sono Augusto Fornari, Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso, Ivano Schiavi e Marilena Anniballi; le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Milena Mancini, le musiche di Pino Marino.

 

Elio Rabbione

 

La foto di Vinicio Marchioni è di Valeria Mottaran; la foto di Giuseppe Zeno è di Azzurra Primavera; mentre quella di scena è di Lanzetta-Capasso

Arrestati i ladri dei farmaci anticancro. Avevano rubato per più di un milione di euro

I carabinieri della compagnia di Moncalieri e il Nas di Torino hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere

 

L’ordine è stato emesso dal Gip di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica – “Gruppo criminalità organizzata, comune e sicurezza urbana” – nei confronti di altrettante persone coinvolte, a vario titolo, nel furto di medicinali tumorali alla farmacia dell’ospedale di Orbassano.

In particolare si tratta di un italiano di 30 anni, abitante a Napoli, ritenuto l’autore materiale del furto e di un egiziano di 43 anni, abitante a Crema, accusato di ricettazione, perché nella sua casa è stata trovata buona parte dei farmaci rubati, non correttamente conservati e dunque potenzialmente pericolosi per la salute dei pazienti.

La notte tra il 13 e il 14 maggio dell’anno scorso, dopo aver oscurato con una vernice spray le telecamere di sorveglianza,   uno dei due arrestati con altre due persone – già identificate e denunciate a piede libero nel gennaio scorso – ha rubato oltre 1.110 confezioni di medicinali per un valore di oltre 1,3 milioni di euro.

L’oggetto del furto induce a ritenere che i farmaci rubati fossero destinati a mercati specifici e certamente non leciti. Durante le indagini, i carabinieri hanno già recuperato un borsone pieno di farmaci abbandonato su un treno a Treviglio, in provincia di Bergamo.

Tutti i farmaci recuperati sono stati restituiti all’avente diritto in attesa di essere distrutti a causa delle cattive modalità di conservazione cui sono stati sottoposti.