ilTorinese

Il sostegno del CAAT a medici e personale ospedaliero

Il Centro agroalimentare di Torino in prima linea con un’iniziativa di solidarietà nei confronti dei sanitari  impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid 19

 

“Il CAAT si sta muovendo in questo periodo di emergenza – spiega il suo Presidente, l’ingegner Marco Lazzarino – non soltanto sul fronte della capacità di garantire gli approvvigionamenti alimentari, ma anche su quello, altrettanto prezioso, della solidarietà. È, infatti, rimasto completamente aperto ed i suoi operatori hanno continuato a lavorare incessantemente per  garantire alla città di Torino e, anche su scala più vasta, alla Regione Piemonte l’approvvigionamento di prodotti agroalimentari”.

“Ci siamo inoltre chiesti – aggiunge il Presidente Marco Lazzarino – quale potesse essere il nostro contributo per riuscire a dare un supporto concreto a tutto il personale che, con estremo coraggio, sta affrontando questa difficile situazione di emergenza provocata dall’epidemia da Coronavirus, operando in prima linea negli ospedali. Così abbiamo dato vita al progetto che prevede la donazione e consegna di prodotti freschi a medici e paramedici di alcuni ospedali impegnati in una vera e propria battaglia quotidiana, nella cura dei pazienti ricoverati per Covid 19”.

“Abbiamo così  – precisa il Presidente del CAAT Lazzarino – raggruppato i grossisti del nostro Centro, per il tramite dell’associazione che li rappresenta (APGO); essi hanno aderito con entusiasmo e generosità all’iniziativa, mettendo a disposizione importanti quantitativi di prodotti alimentari da donare. Quindi abbiamo individuato un operatore logistico (Global Truck), che si è dichiarato disponibile ad effettuare gratuitamente le consegne dei prodotti freschi presso alcuni ospedali impegnati in prima linea a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Destinatari dell’iniziativa sono, al momento, i presidi ospedalieri dell’Amedeo di Savoia, del Sant’Anna e quello di Rivoli. La nostra volontà è quella di integrare questa iniziativa, ampliandola anche ad altri ospedali cittadini, tra cui le Molinette”.

“Confidiamo – conclude il presidente Marco Lazzarino – che l’iniziativa che abbiamo promosso come CAAT contribuisca ad alleviare le fatiche di chi si trova a combattere una battaglia in prima linea a favore della cura dei pazienti contagiati dal Coronavirus. Ci siamo ispirati ad una frase pronunciata da Madre Maria Teresa di Calcutta, che abbiamo fatto nostra: “Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe”. Ogni consegna di merce è accompagnata da un biglietto che riporta questa significativa frase pronunciata dalla religiosa, fondatrice della Congregazione delle Missionarie della Carità.

Il virus non scoraggia lo spaccio di droga: due arresti

Nemmeno il Covid-19 scoraggia gli spacciatori e per questo continua incessante l’attività di contrasto allo spaccio, dalle piazze fino a risalire la filiera della distribuzione

In tale contesto, negli ultimi giorni personale della Squadra Mobile ha proceduto all’arresto di due cittadini albanesi dediti allo smercio di sostanze stupefacenti.

In particolare, lo scorso venerdì poco prima della mezzanotte, gli operatori dei “Falchi” hanno fatto irruzione in un alloggio in Via Rubiana ed hanno tratto in arresto:
⦁ K.J. cittadino albanese di 19 anni.
La perquisizione domiciliare ha infatti portato al ritrovamento di un sacchetto con 350 grammi di marijuana. La sostanza stupefacente era nascosta tra i capi di abbigliamento, ripiegati con cura in una valigia nella camera da letto.
Inoltre, nel cassetto del comodino della stessa camera, gli agenti hanno trovato un bilancino elettronico di precisione con evidenti tracce di polvere di cocaina.

Il weekend precedente, a Carmagnola, gli operatori della Narcotici hanno invece tratto in arresto un trafficante di cocaina, identificato per:
⦁ K.L. cittadino albanese di 36 anni.
L’uomo è stato trovato in possesso di un panetto “pressato” a forma di mattonella del peso di circa 1,2 kg di cocaina. Ulteriori 2 etti della stessa sostanza, già suddivisa in singoli involucri pronti per essere smerciati al dettaglio, erano stati occultati in alcuni pacchetti di caramelle trovati nascosti in un vano creato ad hoc nella sua autovettura.
Non è mancato all’appello il bilancino elettronico di precisione, sequestrato unitamente alla somma in contanti di 12370 euro, 560 sterline e 2.000 corone svedesi trovata in suo possesso. Il rinvenimento di valute straniere lascia presumere che l’attività dello spacciatore si estendesse oltre i confini nazionali. Sul punto prosegue l’attività investigativa.

Entrambi i cittadini albanesi dovranno rispondere di detenzione finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

Rinviato anche il Salone del Libro

Il comunicato della Fondazione Salone del Libro

Il Salone Internazionale del Libro di Torino anche quest’anno si farà e sarà una grande occasione di incontro tra autori, editori e lettori.

”L’organizzazione sta lavorando con la passione di sempre all’edizione 2020, ma per poter continuare a essere un punto di riferimento di questa straordinaria comunità, il Salone del Libro deve prima di tutto garantire le condizioni di sicurezza e di salute del suo pubblico, dei suoi espositori e del personale che vi lavora.

 

Per questo motivo, preso atto della situazione di emergenza – nazionale e internazionale – nella quale ci troviamo, e in accordo con le istituzioni e i partner che collaborano in maniera essenziale alla sua organizzazione, oltre che con Lingotto Fiere, il Salone del Libro di Torino ha valutato necessario e responsabile rimandare la manifestazione (originariamente in programma dal 14 al 18 maggio) a una data che comunicheremo prima possibile.

 

In coordinamento con le istituzioni e a seguito di un incontro di questa mattina con la Regione Piemonte e il Comune di Torino che si sono impegnati a collaborare pienamente all’obiettivo comune di realizzare il Salone in piena sicurezza e con l’entusiasmo di sempre, l’organizzazione continua a lavorare e a monitorare attentamente l’evolversi della situazione in attesa delle disposizioni che verranno varate dopo il 3 aprile 2020, a scadenza del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri attualmente in vigore. Le nuove date verranno annunciate non appena sarà possibile una valutazione esaustiva degli scenari futuri.

 

In un momento di grande sacrificio da parte di tutti gli italiani, il Salone vuole esprimere la sua più sentita vicinanza a coloro che stanno vivendo in prima persona gli effetti dell’emergenza: i malati, i loro cari, così come tutto il personale sanitario e le istituzioni che lavorano senza sosta per la salute e la sicurezza di tutti.”

Piemonte, 1624 positivi. Il numero dei morti sale a 121

Il comunicato della Regione Piemonte delle ore 19 di lunedì 16 marzo

CORONAVIRUS PIEMONTE, 10 NUOVI DECESSI, IN TOTALE IL NUMERO DEI MORTI SALE A 121 – RICOVERATE IN TERAPIA INTENSIVA 193 PERSONE POSITIVE AL VIRUS – DORS, INFORMAZIONI SCIENTIFICHE ACCESSIBILI A TUTTI

DIECI NUOVI DECESSI

Sono 10 i nuovi decessi in Piemonte di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 3 in provincia di Alessandria, 1 in provincia di Novara, 1 in provincia di Torino, 2 in provincia di Vercelli e 3 nel Verbano-Cusio-Ossola.

Il totale complessivo è ora di 121, così suddiviso su base provinciale: Alessandria 53, Asti 5, Biella 9, Cuneo 5, Novara 12, Torino 21, Vercelli 10, Verbano-Cusio-Ossola 5, morti in Piemonte e residenti fuori regione 1.

BOLLETTINO DEI CONTAGI

Sono 1.624 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 304 in provincia di Alessandria, 90 in provincia di Asti, 78 in provincia si Biella, 100 in provincia di Cuneo, 117 in provincia di Novara, 595 in provincia di Torino, 102 in provincia di Vercelli, 59 nel Verbano-Cusio.Ossola, 36 sono residenti fuori regione che sono in carico alle strutture sanitarie piemontesi, mentre 143 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ospedalizzate sono 1.323, di cui 193 ricoverate in terapia intensiva.

In isolamento domiciliare, perché positive al test e sintomatiche, ma le cui condizioni non richiedono il ricovero, ci sono 180 persone.

I tamponi finora eseguiti sono 5.758, di cui 3808 risultati negativi e 317 in fase di analisi.

Il comunicato della Regione Piemonte delle ore 13 di lunedì 16 marzo

CORONAVIRUS PIEMONTE, 17 NUOVI DECESSI, IN TOTALE IL NUMERO DEI MORTI SALE A 111,  1516 I CONTAGIATI – APRE IL NUOVO OSPEDALE DI VERDUNO, COVID HOSPITAL DI RIFERIMENTO DEL PIEMONTE

DICIASSETTE NUOVI DECESSI

Sono 17 i nuovi decessi in Piemonte di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 3 in provincia di Alessandria (2 uomini e 1 donna), 4 in provincia di Biella (2 uomini e 2 donne), 4 in provincia di Novara (3 uomini e una donna), 1 uomo in provincia di Torino, 3 in provincia di Vercelli (1 uomo e 2 donne), 1 uomo nel Verbano-Cusio-Ossola, ai quali si aggiunge un residente in provincia di Sassari deceduto a Torino.

Il totale complessivo sale così a 111, così suddiviso su base provinciale: Alessandria 50, Asti 5, Biella 9, Cuneo 5, Novara 11, Torino 20, Vercelli 8, Verbano-Cusio-Ossola 2, morti in Piemonte e residenti fuori regione 1.

IL BOLLETTINO DEI CONTAGI

Sono 1516 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte:  273 in provincia di Alessandria, 87 in provincia di Asti, 67 in provincia si Biella, 91 in provincia di Cuneo, 109 in provincia di Novara, 542 in provincia di Torino, 99 in provincia di Vercelli, 58 nel Verbano-Cusio.Ossola, 33 sono residenti fuori regione che sono in carico alle strutture sanitarie piemontesi, mentre 157 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ospedalizzate sono 1231, di cui 186 ricoverate in terapia intensiva.

In isolamento domiciliare, perché positive al test e sintomatiche ma le cui condizioni non richiedono il ricovero, ci sono 174 persone.

I tamponi finora eseguiti sono 5589, di cui 3711 risultati negativi e 336 in fase di analisi.

La Metro deserta tradisce il borseggiatore

Arrestato dalla Squadra Volanti alla fermata “Rivoli”

Non è un buon periodo per coloro che sono soliti rubare all’interno dei mezzi adibiti al trasporto pubblico.

Lo scorso martedì sera una donna prende una vettura della linea metropolitana direzione “Fermi” quando, in corrispondenza della fermata Re Umberto, un uomo alle sue spalle tenta di strapparle il cellulare dalle mani; lei oppone una forte resistenza, così a lui non resta che scendere e darsi alla fuga. Infatti l’uomo prenderà pochi minuti dopo una vettura che va nella direzione opposta. E’ però sfortunato: sia la vittima che un addetto ai sistemi di videosorveglianza della GTT lo hanno visto molto bene, anche per la quasi totalità di assenza di affluenza di passeggeri sulla metro. Indossa un giubbino rosso con cappuccio; vengono immediatamente diramate le note di ricerca anche alla centrale radio della Polizia di Stato. Il fuggitivo scende definitivamente alla fermata Rivoli e qui una pattuglia della Squadra Volante giunta tempestivamente lo attende in cima alle scale, arrestandolo. Si tratta di un venticinquenne marocchino, irregolare sul territorio nazionale e con numerosissimi pregiudizi di polizia. E’ stato arrestato per tentato furto aggravato e denunciato per inosservanza dei provvedimenti d’Autorità.

Quel 16 marzo del ’78 a Torino e in Italia

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16 marzo 1978, Aldo Moro rapito in via Fani a Roma e massacrata la sua scorta. Colpevole di dialogare con i comunisti di Enrico Berlinguer. Le brigate rosse esecutori delle volontà reazionarie mondiali. Molti servizi segreti gongolavano. Statunitensi, inglesi, israeliani e russi e bulgari sodali nel produrre caos. E perché no, almeno una parte dei nostri servizi

Oramai una tragica ed acclarata verità. Con gli uomini della P2 di Licio Gelli come immondi coordinatori di questo progetto. Torino reagì con forza e determinazione. Torino, suo malgrado, una delle capitali del terrorismo rosso. Torino reagì bene e fu  poi determinante per la sua sconfitta. Fu determinante tra il popolo e tra la classe dirigente.

Lo stesso sindacato, maggiormente infiltrabile dalle Br, capì e reagì. Studente universitario di Palazzo Nuovo conoscevo diversi individui che, dopo aver accusato il PCI di tradimento del proletariato, si davano alla clandestinità credendosi grandi rivoluzionari ed essendo grandi stupidi. Utilizzabili ed utilizzati. Il ciarpame non finiva qui. Mentre Enrico Berlinguer sosteneva: difendere le istituzioni per rinnovarle, loro sostenevano nè con lo Stato ne né con le Br. Stupidaggini che davano, però, linfa vitale ai delinquenti brigatisti. Alla sera manifestazione in piazza Castello. Il corteo doverosamente aperto con i democristiani e le loro bandiere. Un simbolismo non da poco. Forse la prima volta nella storia repubblicana. Reagì bene con i suoi uomini più rappresentativi. Il magistrato Luciano Violante era stato parcheggiato a Roma in Cassazione. Le sue indagini contro Edgardo Sogno avevano dato fastidio a molti. Enrico Berlinguer si consultò con il partigiano Ugo Pecchioli ministro ombra dell’Interno del PCI.Nel pieno riserbo fu organizzata una riunione con Violante. Dopo la direzione nazionale decise la scelta di bon trattare con Br. Scelta dolorosa ma necessaria. Benigno Zaccagnini telefonò distrutto a Berlinguer per conoscere la posizione del PCI. Ne venne fuori anche un incontro tra Luciano Violante ed il segretario democristiano. Ancora adesso, molti si chiedono il perché della linea trattativista di Bettino Craxi. Si può anche spiegare con la vicinanza e conoscenza tra socialisti e appartenenti alla cosiddetta Autonomia Operaia che, a loro volta conoscevano i terroristi rossi. Forse Moretti capo Br aveva già deciso. Tanti e troppi i poteri occulti e non occulti italiani ed internazionali che voleva la morte di Aldo Moro. In quei tragici giorni, di fatto si ponevano le basi per sconfiggere il terrorismo rosso. Grazie a molti. Grazie a quegli impiegati ed operai che scioperarono partecipando ai cortei. Grazie anche a magistrati e politici di Torino. Grazie anche a tutta la nostra città. Non è da poco. C è da esserne fieri.

Patrizio Tosetto

Ravetti (Pd): “Cirio ascolti le nostre proposte per il Piemonte”

 “Il Gruppo del Partito Democratico ha trasmesso al Presidente Cirio e all’Assessore al Bilancio Tronzano un documento contenente le nostre richieste sui documenti di Bilancio che discuteremo il 24 marzo prossimo

La predisposizione dei documenti economici e l’approfondimento in Commissione sono avvenuti prima della grave emergenza che la pandemia del COVID-19 ha fatto esplodere nei nostri territori, in tutto il Paese e nell’intera Europa.

Ecco perché riteniamo che il gli stanziamenti debbano essere rivisti e rimodulati alla luce della nuova situazione. Occorre fornire risposte certe e tempestive ai cittadini con un Bilancio che preveda misure urgenti. Non è sufficiente inserire a bilancio 1 milione di euro per l’emergenza e rinviare al Piano competitività i successivi interventi. Il Piano competitività, infatti, non consentirà di prevedere azioni immediate e finanziamenti tempestivi, di questo se ne sono accorti di recente anche Parlamentari di Forza Italia che prima ancora della presentazione parlano già di riscritture”. spiega il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Il nostro Gruppo – prosegue Ravetti – ha presentato alcuni emendamenti chiari finalizzati a rimodulare il bilancio alla luce dell’emergenza. Attualmente sono previsti 15 milioni di euro destinati in parte all’esenzione del bollo per la sostituzione delle auto più vetuste e in parte a quella dall’Irap per le imprese che assumono nuovi dipendenti. Chiediamo che tale somma venga interamente destinata a esentare dal pagamento dell’IRAP le micro e piccole imprese di tutti i settori, facendo decadere il vincolo delle nuove assunzioni. La seconda proposta riguarda il rilancio del turismo, uno dei comparti che risulterà tra quelli maggiormente colpiti. 15 milioni dovranno servire a sostenere un grande piano di rilancio del “made in Piedmont”. Una terza richiesta concerne il ripristino dei 5 milioni di euro sugli extra-Lea tolti dal bilancio a sostegno dell’assistenza domiciliare, intervento che tocca le fasce più vulnerabili della popolazione”.

“Siamo anche disponibili a sostenere misure per le famiglie – afferma Ravetti – e chiediamo che la Giunta concentri la propria attenzione sul tema della liquidità delle imprese che si sono trovate a dover chiudere improvvisamente e alle quali sarà importante offrire la possibilità della moratoria dei mutui, ma anche la possibilità di accedere a idonei strumenti bancari. In questo senso andrebbe orientato il fondo di garanzia regionale, ripristinando, altresì, quello sulla cultura. A tutto questo si dovrebbe aggiungere lo sforzo di anticipare il più possibile i pagamenti del 2019 su tutte le misure”.

“Ribadiamo, con responsabilità, la disponibilità ad approvare in tempi rapidi i documenti economici – conclude il Presidente Ravetti – e vogliamo fare la nostra parte per il bene del Piemonte. Abbiamo fornito il nostro contributo, abbiamo esposto le nostre idee. Adesso tocca alla Giunta di centrodestra e alla maggioranza fare uno sforzo e approvare un bilancio condiviso. Il rilancio del Piemonte passa attraverso il lavoro e l’impegno di tutti. E’ importante lavorare insieme per uscire da questa situazione nel modo migliore. Se questo non dovesse avvenire il 24 marzo il Piemonte avrà il suo bilancio, ma un minuto dopo l’opposizione riprenderà con forza la battaglia politica sui temi che abbiamo indicato”.

Re Vittorio e la semplificazione della storia

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Scarso risalto sui giornali italiani ha avuto il bicentenario di Vittorio Emanuele II. Era prevedibile ed anche comprensibile perché l’emergenza Coronavirus ci ha  invaso, creando via via sempre di più quel clima di psicosi che si voleva  illusoriamente evitare. Quindi lo spazio per il re il “Corriere  della Sera” non l’ha trovato

Se fosse stato  vivo  Giuseppe Galasso, non sarebbe accaduto, ma con i  vari Carioti e’ stato possibile. Tuttavia l’articolo   di Alessandro B a r b e r o  su “La Stampa” che riprende parte delle argomentazioni di Mack Smith, – vecchie di cinquant’anni e non frutto di ricerche condotte seriamente, – e  riprende persino  citazioni riportate su Wikipedia, basta ed avanza.
Pochi lo hanno letto, ma chi lo ha fatto non ha potuto non constatare le esagerazioni e le strumentalizzazioni che balzano fin troppo evidenti anche a un non addetto ai lavori. In passato gli storici del Medio Evo si limitavano a scrivere della loro disciplina, salvo casi eccezionali. Ed erano dei grandi storici. E’ stata un‘ eccezione quella di Luciano Canfora che da filologo dell’antichità classica si è spinto avventurosamente a scrivere di Gramsci e di Concetto Marchesi e di tanto altro . Gli esiti non sono stati sempre felicissimi, ma va riconosciuta la vivida intelligenza del  noto professore dell’ Università di Bari che a volte è anche fazioso, ma si rivela sempre brillante nel senso migliore dell’espressione e non e’ mai banale.  Sarebbe logico che ognuno si occupasse del suo orticello, curando in primis la ricerca, l’insegnamento e gli allievi, mettendo all’ ultimo posto la divulgazione che da’ facile notorietà e forse, anche, guadagni significativi. Il  docente, di norma, dovrebbe rifiutare la mediaticità dei circenses che piacciono alle plebi, anche se  ormai i monaci del sapere  laico come Franco Venturi non ci sono più  da tempo.
Sarebbe stato  comunque impensabile un Rosario Romeo, sommo storico risorgimentale, nella veste di volgarizzatore sommario di storia medievale, ad esempio. Certo e ‘ lecito criticare il re Vittorio – anzi le celebrazioni vanno abortite  –  ma occorrono sempre delle  serie argomentazioni storiche riferite al Risorgimento e al trentennio del suo regno che non può essere solo e soltanto un insieme di  errori e di ombre negative.
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 C’è stata in Italia una storiografia repubblicana da  Salvatorelli  a Spadolini, a Galasso, tanto per citare tre nomi importanti, che ha dato un contributo alto al dibattito risorgimentale. Adolfo Omodeo non esito’ a difendere  il Risorgimento dalle semplificazioni giovanili di Gobetti con assoluta fermezza, parlando dell’ “orianesimo“ giornalistico del giovane torinese.  Questi  storici sarebbero  indignati di fronte alla prosa  un po’ troppo disinvolta di B a r b e r o  che non ha titolo  specifico per scrivere su Risorgimento e fascismo, come invece fa da anni. Il fatto che piaccia al pubblico televisivo non dimostra nulla. Anzi, il successo televisivo è inversamente proporzionale allo scrupolo storiografico che impedisce  sempre la semplificazione, una scorciatoia vietata agli storici. Direi che la consapevolezza della complessità  e’ per uno studioso anche una questione di  etica  professionale  irrinunciabile . La storia e’ sempre un fatto complesso  e non semplificabile,  se non si vuole tradire il valore della ricerca. Luigi Firpo, quando ci insegnava i rudimenti della ricerca storica, era molto rigoroso e chiaro  su queste premesse procedurali. Ma c’ è un esempio ancora più emblematico di una storiografia di origini nettamente di sinistra,   opera di un dirigente del PCI  che ha ricoperto importanti incarichi pubblici. Mi riferisco a Gianni Oliva la cui opera ha spaziato dalla storia militare a quella sabauda, per poi giungere in tempi molto difficili alla ricostruzione storica del dramma delle foibe, tema sul quale  il PCI ebbe posizioni omertose e mendaci. Oliva ha saputo e continua a distinguere il suo legittimo impegno politico e la sua ricerca storica  con un’onestà intellettuale davvero eccezionale. Anche Oliva ha fatto della divulgazione storica, anche Oliva va in televisione, ma ha sempre saputo mantenere il necessario rigore scientifico. Non si è mai esibito e non si è mai montato la testa anche se viene invitato in tutta Italia e i suoi libri hanno un ampio successo. Oliva usa un linguaggio semplice e leggibile che molti storici rifuggono, rendendosi troppi elitari, ma non scade mai nella banalità  oggi imperversante.
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Oggi in Italia  tutti scrivono di tutto, ma la tuttologia  è esattamente l’inverso della scienza. E non si può stabilire una differenza tra  il testo  di un articolo di giornale rispetto ad un saggio perché il rispetto della verità e dello scrupolo storico deve essere sempre lo stesso . Il venir meno a certe regole in un articolo non è meno grave che in un saggio. B a r b e r o si laureò con Giovanni Tabacco di cui fui amico. Non fu lui a succedergli sulla cattedra torinese, ma  B a r b e r o vinse la cattedra a Vercelli. Tabacco  non  credo – il dubbio e’  sempre doveroso, trattandosi di un morto – che potrebbe approvare il suo ex allievo, anche se è chiaro che ognuno è libero di scegliere la sua strada in assoluta libertà . Anche Galante Garrone criticò il suo  ex allievo Vittorio Messori,  un giornalista  per molti versi colto e intelligente che, per un eccesso  di foga polemica, cercò di distruggere, niente di meno,  il Risorgimento.   Anche il solito presidente della sedicente consulta dei senatori del regno ha voluto scrivere in questa occasione il suo compitino, una rigovernatura di luoghi comuni che hanno  assai poca affinità con la riflessione storica sul bicentenario.   Nessun esponente dei diversi comitati per il bicentenario del re ha fatto sentire la sua voce   per confutare l’articolo di B a r b e r o. Hanno taciuto in attesa di riorganizzare  magari a Ferragosto il  gran ballo  programmato per il 13 marzo. Loro, invece di studiare la storia, ballano. Questione di gusti ma anche  segno  sinistro dei tempi calamitosi in cui viviamo.

Appello bipartisan in Comune: Metro 2 tra le opere prioritarie del Governo

La sindaca Chiara Appendino e i capigruppo di tutte le forze politiche del Consiglio comunale di Torino chiedono che il Governo inserisca la Metro 2  tra le opere prioritarie previste dal provvedimento speciale, il decreto Modello Genova, per fronteggiare la crisi del sistema economico dovuta all’emergenza Coronavirus

I gruppi consiliari della Sala Rossa chiedono:

“Lo snellimento procedurale e la concessione di risorse aggiuntive per accelerare l’avvio e la conduzione dei lavori dell’opera, per la cui realizzazione sono già state stanziate risorse, oltre a cambiare il volto della città potenziando il sistema dei trasporti urbani, aumentandone l’efficacia e il livello di sostenibilità economica e ambientale, risulterà essenziale per creare le condizioni affinché Torino possa ripartire”

Fca ferma la produzione a Mirafiori e Grugliasco

A partire da oggi, lunedì 16 marzo, per 15 giorni Fca sospende la produzione a  Mirafiori e Grugliasco, così come negli altri stabilimenti in Europa

La scelta è dovuta all’emergenza sanitaria ormai diffusa in tutti i paesi europei e non solo.

Con le fabbriche di Fca sono molti altri in Piemonte gli stabilimenti che hanno deciso di fermarsi (almeno) per due settimane.