ilTorinese

Da Palazzo Lascaris contributi a enti e associazioni

Sono stati pubblicati sul sito dell’Assemblea legislativa il bando pubblico per la concessione di patrocini onerosi a sostegno di progetti e iniziative promossi da Enti pubblici e privati per il 2020 e le graduatorie dei progetti e delle iniziative di enti e associazioni che l’hanno ottenuto per il periodo 1 luglio – 31 dicembre 2019.

Il bando stanzia un importo complessivo di 100mila euro per gli enti pubblici e 320mila euro per le associazioni senza scopo di lucro a  sostegno di progetti e iniziative in ambito culturale, artistico, sportivo, sociale, turistico e promozionale, in attuazione della legge regionale 6/77, “Norme per l’organizzazione e la partecipazione a convegni, congressi ed altre manifestazioni, per l’adesione ad Enti ed Associazioni e per l’acquisto di documentazione d’interesse storico ed artistico”.

Le richieste di patrocinio oneroso vengono valutate da una Commissione, sulla base di parametri oggettivi e condivisi, come la rilevanza geografica dell’evento, la valenza culturale, formativa, sociale, sportiva, turistico promozionale dell’iniziativa, l’impatto sull’immagine del Consiglio regionale, l’affidabilità di chi organizza, il rapporto con il territorio e la promozione e valorizzazione in chiave turistica o di valorizzazione del patrimonio culturale del Piemonte. Per poter essere finanziate, le iniziative devono essere di interesse collettivo, aperte al pubblico e senza scopo di lucro. Non sono ammissibili iniziative la cui previsione di spesa complessiva sia inferiore a 1.000 euro o superiore a 50.000.

Le istanze devono riguardare iniziative che si svolgano tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2020 e devono essere presentate entro le 24 del 27 marzo se si svolgono dal 1° gennaio al 30 giugno o entro le 24 del 26 giugno se si svolgono dal 1 luglio al 31 dicembre. Nel caso in cui l’attività si svolgano a scavalco di due periodi l’istanza deve essere presentata entro le 24 del 26 giugno. Le istanze per le iniziative iniziate nel 2019 e che si concludono nel 2020 possono essere presentate nei termini indicati.

Per le attività non programmabili entro la scadenza del 26 giugno e che siano di nuova istituzione e realizzazione è prevista una scadenza suppletiva alle 24 del 30 settembre. Le iniziative devono svolgersi dal 1 luglio al 31 dicembre. Resta comunque fermo il principio che il patrocinio oneroso non può essere concesso se l’iniziativa si è già conclusa al momento di presentazione dell’istanza.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito al link http://www.cr.piemonte.it/web/contributi 

Rapinatore fugge e travolge anziana cliente

Arrestato per rapina un trentunenne

Il suo complice fuggendo travolge una cliente. Entrano in centro commerciale di via Lagrange, prendono dei capi di abbigliamento, tolgono l’antitaccheggio e li indossano per rubarli ma il personale di sicurezza li ferma. Ne nasce una colluttazione e uno dei due ladri per garantirsi la fuga travolge un’anziana cliente che cade rovinosamente per terra. Gli agenti della Squadra Volante arrestano per rapina uno dei due rei, un cittadino marocchino di 31 anni, già gravato da precedenti di polizia. Lo straniero indossava il giubbotto precedentemente rubato, privo dell’antitaccheggio ma con ancora apposto il cartellino di vendita.
La donna travolta dall’uomo in fuga, soccorsa, verrà poi trasportata in codice verde in ospedale in forte stato di agitazione.

“Reddito di cittadinanza VS Istruzione”

Incontro-dibattito lunedì 13 gennaio, ore 17:45, presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino

Nel corso dell’appuntamento si terrà la presentazione con l’autrice Anna
Maria Poggi del volume «Per un “diverso” Stato sociale. La parabola del
diritto all’istruzione nel nostro Paese».
Lunedì 13 gennaio alle ore 17:45, presso la Fondazione Luigi
Einaudi in via Principe Amedeo 34 a Torino, l’Associazione Nuova
Generazione per il Bene Comune propone un incontro dal tema “Reddito di
cittadinanza VS Istruzione”.
Nel corso dell’appuntamento si svolgerà inoltre la presentazione del
volume «Per un “diverso” Stato sociale. La parabola del diritto
all’istruzione nel nostro Paese» di Anna Maria Poggi, pubblicato nella
Collana Editoriale della Fondazione per la Scuola, edita dal “Il
Mulino”.
A discuterne con l’autrice, anche come modo per approfondire il tema che
dà il titolo all’incontro, saranno presenti Andrea Gavosto, Direttore
della Fondazione Agnelli, Silvia Petricci, dirigente scolastico dell’IIS
Ettore Majorana e Vincenzo Silvano, direttore della Scuola Paritaria
Santo Natale.
Gli interventi saranno moderati da Giuseppe Calabrese, CNR-Ircres.
Porterà i saluti il Presidente della Fondazione per la Scuola Ludovico
Albert.

Tempo di Vitamine Jazz al Sant’Anna

I concerti avranno inizio dalle ore 10.00 nella sala Terzo Paradiso in via Ventimiglia 3 aperta al pubblico, dedicata alle pazienti e ai loro cari

 

Gli appuntamenti della settimana all’Ospedale Sant’Anna per la rassegna“Vitamine Jazz” già arrivata al centocinquantaduesimo concerto e alla sua terza stagione, organizzata per la “Fondazione Medicina a Misura di Donna” e curata da Raimondo Cesa.

Martedì 14 gennaio “Duo Giachino Blasioli”

Fabio Giachino pianoforte
Simone Blasioli sax
Grande Jazz con grandi protagonisti

Fabio Giachino


Fabio Giachino, classe 86’, è considerato tra i maggiori talenti apparsi sulla scena musicale italiana.
Artista eclettico, si muove dentro i confini del linguaggio jazzistico e della musica improvvisata come pianista, ma è molto attivo nel campo della musica elettronica come producer (live e studio) e come organista classico. Nato ad Alba (CN), la sua formazione musicale avviene in conservatorio conseguendo laurea in Jazz, Organo e C.O. Ha inoltre approfondito gli studi in italia e all’estero (Zurigo, New York, Detroit) con: Fred Hersh, Dado Moroni, Antonio Faraò, Stefano Battaglia, Franco D’andrea, Joey Calderazzo, Jean Guillou. Si è aggiudicato numerosi riconoscimenti a livello internazionale tra cui il Premio M.Urbani 2011, Premio C.Bettinardi 2011, Barga jazz Contest 2012, premio come miglior gruppo (TRIO) al Bucharest international Competition 2014. Nel 2016 vince una Residenza artistica di tre mesi presso l’Ambasciata italiana in Danimarca indetta dall’Associazione nazionale musicisti di Jazz (MIDJ).Si esibisce regolarmente in italia e in numerosi paesi stranieri tra cui: U.S.A., Russia, Messico, Canada, Giappone, Nepal, Germania, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Polonia, Spagna, Inghilterra, Turchia, Libano, Romania, Francia, Belgio. Ha suonato e collabora con numerosi artisti tra cui: Randy Brecker, Dave Liebman, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Furio Di Castri, Flavio Boltro, Paolo Fresu, Rosario Giuliani, Maurizio Giammarco, Gavino Murgia, Marco Tamburini, Dino Piana, Luca Aquin, Miroslav Vitous, Emanuele Cisi, David Pastor, Benjamin Koppel. In ambito Pop e R&B, ha lavorato a produzioni originali ed inciso tra gli altri con: Roy Paci, Motel Connection, ENSI, Karima, Mariella Nava.

Simone Blasioli

Simone Blasioli inizia a studiare pianoforte e fisarmonica all’età di quattro anni sotto la guida del padre. All’età di 15 anni viene ammesso al Conservatorio L. D’Annunzio di Pescara dove si diploma brillantemente in Sassofono. Contemporaneamente studia Jazz presso l’Accademia Musicale Pescarese e presso la Fonderia delle Arti a Roma. Successivamente si laurea in Composizione per la musica applicata alle immagini con la votazione di 110/110 Lode e Menzione D’Onore e subito dopo in Direzione D’Orchestra presso il Conservatorio “A. Casella” dellʼAquila. Nel 2010 vince la Borsa di studio Erasmus in Composizione presso il Conservatorio di Castellón, in Spagna. Subito dopo vince una seconda borsa, (SMP), come Professore assistente di Composizione e Supervisore dell’Orchestra presso il RIAM di Dublino.
È primo sassofono alto della Big Band del Conservatorio dell’Aquila; suona in molte formazioni che spaziano dal duo al sestetto. Nel 2010/11 è stato quattro volte in tournée a Minsk con l’Italian Chansonnier.Vince numerosi concorsi nazionali e internazionali tra cui il 1° premio assoluto del 5° Concorso Stand Together: con la musica in Città Sant’Angelo e il 1° premio del Concorso Internazionale di Sassofono Città di Atri.  È stato segnalato al Concorso: Composizione musicale, Creazione e Critica, SUONOSONDA, Genova. Arriva in semifinale al concorso Premio Massimo Urbani  2019.

Giovedì 16 gennaio sarà la volta del gruppo “Aura Nebiolo Trio”

Aura Nebiolo, voce
Maurizio Vespa, vibrafono
Enrico Ciampini, contrabbasso

Il trio, formatosi nel 2016 dall’incontro della cantante Aura Nebiolo con Maurizio Vespa al vibrafono ed Enrico Ciampini al contrabbasso, propone musiche riarrangiate per “l’inusuale” formazione che vede il vibrafono protagonista come strumento armonico del gruppo.

Aura Nebiolo

Inizia il suo percorso musicale all’età di tre anni, avvicinandosi allo studio del pianoforte. Intorno ai 14 anni scopre l’amore per il canto ed in particolare per il jazz. Incomincia così, nel 2005, a frequentare l’Istituto G. Verdi di Asti, dove studia Canto Jazz con Paola Tomalino e Armonia Funzionale e musica d’insieme sotto la guida del pianista Jazz Daniele Tione. Prosegue gli studi al Istituto Verdi fino al 2009. Nel frattempo si esibisce in locali nell’astigiano e nell’alessandrino avendo l’opportunità di cantare con musicisti di fama nazionale ed internazionale.Ha studiato, inoltre, con la cantante jazz Sonia Schiavone, musica d’insieme con Matteo Ravizza e Gianni Virone e orchestra e utilizzo della voce in sezione, presso i corsi JAZZ.AT (2012/13/14). Prosegue gli studi presso l’Istituto di Alta Formazione Musicale “Conservatorio G.F. Ghedini” di Cuneo con Danila Satragno e Tiziana Ghiglioni, Luigi Martinale e Luigi Bonafede.
Ha collaborato con i pianisti Lino Mei, Franco Russo, Daniele Tione, Fabio Gorlier, Fabio Giachino, Sergio Di Gennaro, Luigi Martinale; i bassisti Matteo Ravizza, Dino Cerruti, Giorgio Allara, Enrico Ciampini, Mauro Battisti; i batteristi Luigi Bonafede, Paolo Franciscone; i sassofonisti Gianni Virone, Fulvio Albano, Tino Tracanna; i trombettisti  Felice Reggio, Ken Scharf, Alberto Mandarini, Flavio Boltro ed il trombonista  Dino Piana.
Nel Maggio 2016 incide con l’ensemble Vocale Vocal Visions, Tiziana Ghiglioni, Luigi Martinale, Mauro Battisti, Paolo Franciscone e Tino Tracanna, il cd Moods. Moods viene presentato in Giugno a Cuneo, con la partecipazione del trombettista Flavio Boltro.

Maurizio Vespa

Uno dei rari virtuosi del vibrafono. E’ musicista nella Big Band del M° Giampaolo Petrini. Ha partecipato
a manifestazioni e concerti di vari artisti fra cui Antonella Ruggiero.

Enrico Ciampini
Inizia all’età di 14 anni con il basso elettrico e dopo varie esperienze musicali la passione per il jazz lo conduce al contrabbasso. Dopo i primi studi autodidattici si perfeziona a Torino sotto la guida di Furio Di Castri e successivamente frequentando i seminari di Genova con Ray Brown. A partire dai primi anni ottanta è attivo sulla scena Torinese , accompagnando vari solisti come Andrea Pozza, Antonio Faraò, Gianni Basso, Flavio Boltro, Dave Pike, Larry Nocella. Esperienze successive lo portano a collaborare con Bob Mover, Franco Cerri, Sergio Fanni, Renato Sellani, Lars Moller, Massimo Faraò, Carlo Atti, Emanuele Cisi, Walter Bishop Jr., Jimmy Cobb, Bobby Durham, Pascal Michaux e a rappresentare l’Italia al festival di Lubjana con il pianista Gianni Negro. Nel 1994 partecipa all’EuroJazzFestival di Ivrea con la pianista Cinzia Gizzi e il batterista Giuliano Pescaglini. Nel 2004 con il saxofonista Fulvio Albano effettua un tour in Vietnam esibendosi al teatro dell’Opera di Hanoi e di Hue. Attualmente è impegnato in varie formazioni collaborando regolarmente con il trombettista Ken Sharf, con i saxofonisti Fulvio Albano e Claudio Chiara, con i pianisti Roberto Pedroli e Nando De Luca.

Frejus, (Fi): “A Torino si privatizza mentre a Roma si statalizza”

“Importante è che un ampio arco di forze, da FI al PD, abbia alzato gli scudi in difesa degli interessi del Piemonte”

 RUFFINO-RUZZOLA: ” M5S LO VUOLE PRIVATO PER FARE CASSA”

“A Torino si privatizza mentre a Roma si statalizza. Il terremoto che scuote i Cinque Stelle non conosce tregua e le contraddizioni si moltiplicano. Capita così che a Torino il sindaco Chiara Appendino, nascondendosi dietro una sentenza del Consiglio di Stato, è disponibile a cedere le quote nella società Sitaf, gestore dell’autostrada Torino Bardonecchia e del traforo del Frejus e controllata con il 51% dal Comune, città metropolitana,  e Anas. Il 48% del capitale è della società Gavio.
È bene tenere presente che alla disponibilità del Comune fa da contrappeso l’indisponibilità della città metropolitana, che ha approvato un ordine del giorno, sostenuto da Centrodestra, PD e M5s, ad eccezione della sindaca che si è astenuta, in cui si ritiene strategica la quota di partecipazione in Sitaf e si dichiara necessario revocare la vendita, a condizione che altrettanto facciano Comune e Anas. Risulta per altro incomprensibile immaginare di vendere le quote nel momento in cui la messa in esercizio della seconda canna e l’annunciata chiusura del Bianco porteranno un indubbio aumento dei passaggi e relativi introiti nella casse della Sitaf. È di tutta evidenza che l’ultima parola spetta al governo. Importante è che un ampio arco di forze, da FI al PD, abbia alzato gli scudi in difesa degli interessi del Piemonte”.
Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia, e Paolo Ruzzola, capogruppo di Forza Italia alla Regione Piemonte

“Grande è la confusione sotto il cielo…” (cit.)

PAROLE ROSSE  Di Roberto Placido

La famosa frase attribuita al “Grande Timoniere”, Mao Tse Tung, e che alcuni fanno in realtà risalire a Confucio, si adatta perfettamente a quanto succede e si assiste a Torino. La continuazione è: …..e la situazione è eccellente.

Allora, in pieno clima rivoluzionario e con un grande Partito alle spalle, Mao poteva affermare quanto scritto sopra e vedere nella mobilità della situazione una grande opportunità. Nello specifico mi riferisco alla seconda invasione, la prima fu quella delle migliaia di moderne e colorate biciclette, di strumenti per la mobilità urbana. Così, “Una mattina, i torinesi , si sono svegliati ed han trovato l’invasor”, i Monopattini elettrici. L’idea interessante ed in linea con le moderne città, ma come spesso succede in Italia ed in particolare a Torino, senza un piano articolato di mobilità pubblica e privata. Così ne stiamo vedendo di tutti i colori, molto di più dei pur multi cromatici monopattini.

Trionfa l’inciviltà e la maleducazione favorite ed alimentate dalla completa assenza di una qualsiasi forma o parvenza di controllo o regole. Non parcheggiati ma, spessissimo, buttati in ogni angolo, per terra, sui marciapiedi, sulle corsie preferenziali, sulle vie pedonali, dove non dovrebbero né circolare né essere parcheggiati, sulle piste ciclabili, nei luoghi più incredibili. In movimento poi è ancora peggio, ti sbucano e sfrecciano dappertutto meno che sulle strade. Li vedi e devi schivarli sotto i portici, sui marciapiedi, le loro vere corsie preferenziali, nelle vie pedonali, in contromano sulle strade. Alla guida vedi di tutto, ragazzi ed adolescenti, molto spesso in due, signore malferme su “tacco 12”, attempati signori travolti da un’ansia di giovanilismo fuori tempo e fuori moda. Tutti rigorosamente senza casco.

 

Quelli invece che assolutamente non si vedono sono qualche sparuta rappresentanza dei circa duemila Vigili Urbani di Torino che, bisognerà andare a “Chi l’ha visto?”, non si capisce dove siano finiti. Dopo l’esagerazione di una multa di oltre mille euro per avere percorso con il proprio, personale e non a noleggio, monopattino elettrico un corso cittadino. La cosa fece molto scalpore, anche a livello nazionale, fino a portare il Comandante dei Vigili Urbani torinesi, in rotta con l’Assessore alla Mobilità Maria La Pietra ed il Sindaco Chiara Appendino, a dare le dimissioni per fare poi una rapida ed ingloriosa … retromarcia.

Un vero disastro che attende, mi auguro di no, un’incidente tragico per vedere qualche iniziativa da parte di chi avrebbe dovuto predisporre un vero piano per l’utilizzo dei monopattini elettrici e non solo il loro arrivo. Ma l’Assessore alla Mobilità di Torino Maria La Pietra, forse come riflesso incondizionato al proprio cognome, come si dice a Roma: “è de coccio”!

Quando i finanziamenti servivano anche per fare politica

Antonio Gramsci diceva che la verità è rivoluzionaria. Rivoluzionaria perché dirompente e ,  almeno per i suoi tempi, eversiva e di rottura. Ricerca di verità nei fatti quotidiani e ricerca della verità nei fatti storici

Il Professore Alberto Barbero ammonisce : difficile se non impossibile per uno storico interpretare un passato prossimo.

Soprattutto in Italia non c’è una memoria
condivisa e poi le fonti di informazione sono tante e contraddittorie tra loro. Risulta problematico
trovare in questo ginepraio quella verità tanto agognata. La Storia della prima Repubblica è
Storia recentissima. Terreno ideale per cimentarsi nella difficile arte di ricercare la verità. Altro
nemico della verità è l’ ideologia. Tutte le ideologie da qualsiasi parte arrivino. Le ideologie si
nutrono di dogmi. Verità a prescindere. Il postulato sta nella negazione della ricerca della verità.
Sono passati quasi 28 anni all’ inizio di Mani pulite. E ad ogni anno ritornano le polemiche di allora. Tangentopoli
spazzò via il sistema dei partiti di allora. Nessuno sopravvisse tranne la Lega che dopo aver
fatto vedere i cappi in Parlamento finì con Unberto Bossi , reo confesso condannato nel
processo Enimont.


Processo famoso per la bava alla bocca di Forlani e la tracotanza di Bettino Craxi.
Sempre per dovere di cronaca tutti i partiti furono condannati tranne il PCI.
Il finanziamento non regolare ( come amava dire Bettino Craxi) era vecchia storia. Finanziamenti
anche di potenze straniere. Così Giuseppe Saragat organizzò la scissione di palazzo Barberini
inventandosi i socialdemocratici italiani con i soldi dell Ambasciata Usa. Il Psi fino al 1956
prese i rubli russi. Dopo le rilevazioni dei crimini di Stalin da parte di Krusciov, Pietro Nenni
oltre a restituire il premio Stalin acconsentì e accettò i dollari.
Chi mantenne una certa linearità furono la DC con i dollari ed il PCI con i rubli. Per la verità le valigette
erano piene di dollari e non di rubli difficilmente convertibili.
Almeno per il PCI durò fino a metà degli anni 70. Magnificamente descritto da Gianni Cervetti nel
libro L’oro di Mosca, poi si decise che di quei rubli non ne aveva più bisogno. Il PCI doveva e voleva
essere indipendente dai sovietici. Enrico Berlinguer non doveva essere convinto.
Nel 1972 sovietici tentarono di assassinarlo, la colpa di non pensarla esattamente come
loro.


Vecchio vizio, dai tempi delle purghe staliniane. Anche gli Usa non erano da meno e passavano il
loro tempo ad organizzare colpi di Stato in nome della paura del comunismo, come ad esempio
in Cile. Diffuso il metodo dell’ assassinio politico. Non è una novità che morale ed etica non sono
mai andati d’accordo con la politica. E in questo caso il PCI non accetta più i rubli anche per
motivi etici. C’era un piccolo ostacolo ancora da superare : convincere Luigi Longo, Presidente
e fondatore del Partito, Ordinovista capo indiscusso nella guerra civile spagnola e
nella Resistenza. Il Compagno Gallo e tutti i comunisti si alzavano in piedi in segno di rispetto. Da
tempo era malato e non faceva più vita di partito e viveva ad Albano nelle colline romane.
Enrico Berlinguer diede il compito di informarlo ad un alto dirigente che di malavoglia dovette
accettare. Non era paura ma rispetto per il rivoluzionario di professione Gallo. All’ incontro il
dirigente la prese alla lontana timoroso di una risposta negativa di Luigi Longo.

 


Accadde esattamente l l’opposto. Longo dopo averlo ascoltato assentì  senza la benché minima
riserva . Era un rivoluzionario, non un ottuso. Grandezza del personaggio , grandezza della Storia.
Con la Esse maiuscola. Grandi verità, non dimentichiamoci. Il raffronto con l’ oggi è istintivo.
La grandezza di allora con la pochezza del presente. Ora sulla graticola c’ è Matteo Salvini con
i rubli ma non per questioni ideologiche. Sembra che sia solo una questione di forniture di gas
o di petrolio. Poi la vicenda dei 49 milioni di euro restituibili in 89 anni. Prima la vicenda della
Fondazione romana della Margherita. Il partito non esisteva più ma la fondazione continuava nel
ricevere dei finanziamenti dallo Stato e spendeva i soldi per il presidente e non per la politica.
Con un impressione: prima i finanziamenti irregolari servivano a  fare anche politica. Ora
servono solo a far vivere i politici che ne usufruiscono.

 

Patrizio Tosetto

Ruba due smartphone e nasconde i blister in frigo

Il fatto è accaduto in un centro commerciale

Personale del negozio di tecnologia ubicato nel centro commerciale 8Gallery aveva notato il
giovane aggirarsi in modo sospetto nel reparto frigoriferi del punto vendita. Poco dopo, gli addetti
avevano verificato la presenza, all’interno di un frigorifero in vendita, di due blister, forzati e aperti,
di due telefoni in vendita. Quando il giovane, un ventenne cittadino rumeno, è stato fermato dopo
aver superato le barriere antitaccheggio si è dimenato per garantirsi la fuga.
Gli agenti della Squadra Volante intervenuti lo hanno arrestato per rapina. Lo straniero si era
impossessato di due smartphone del valore di 1200 euro ciascuno.

Rock Jazz e dintorni: Sinead O’Connor e i Massimo Volume

Gli appuntamenti musicali della settimana

Martedì. Al Jazz Club di Biella si esibiscono i Ragotago. Al Jazz Club è di scena il cantautore Dario Canal.

Mercoledì. Sempre al Jazz Club suona il sestetto Butterfly Cluster. Al Blah Blah si esibiscono i Deadbeatz.

Giovedì. Per “Novara Jazz” all’Opificio Cucina e Bottega, suona il quartetto del sassofonista Gianluca Zanello. Al Jazz Club è di scena il trio di Alberto Marsico. Al Baretti di Mondovì suonano i Modena City Ramblers. Al Cafè Neruda si esibisce l’InsoliTo Jazz Trio con il batterista Rodolfo Cervetto. All’Off Topic è di scena il gruppo Le Cose Importanti guidato da Giada Sagnelli.

Venerdì. Al Jazz Club suona il trio degli All Done. Al Folk Club per due sere consecutive, si esibisce la cantautrice folk Rhiannon Giddens, in duo con il percussionista Francesco Turrisi. Al Cap 10100 è di scena Demoro. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce il rapper Mecna. Al Blah Blah Nino Azzarà presenta il progetto Cattivomaestro.

Sabato. Al Magda Olivero di Saluzzo suonano i Massimo Volume. Allo Spazio 211 si esibisce il trio Fiori. Al Jazz Club suona il trio del batterista Marco Betti. Al B-Locale si esibisce il chitarrista Joseph Circelli. Al Cap 10100 è di scena la rapper Leslie. Alle Lavanderia a Vapore di Collegno, il Balletto Teatro di Torino, si esibisce con lo spettacolo “Temporal”, basato su musiche composte ed eseguite dalla violoncellista Julia Kent.

Domenica. Al Cafè Neruda va in scena “Il Sogno di Pablo”, viaggio nella canzone d’autore italiana.All’Hiroshima Mon Amour arriva  Sinead O’Connor. Allo Ziggy è di scena Kris Roe coadiuvato dagli Stereo Age e gli Slimboy.

Pier Luigi Fuggetta

Ladro acrobata tenta furto in appartamento

Giovane albanese arrestato dai carabinieri

Si arrampica a mani nude sul balcone di un appartamento al primo piano di una palazzina ubicata in via Sidoli, nel quartiere torinese “Lingotto”, rompe il telaio in alluminio di una porta finestra e cerca così di introdursi all’interno dell’abitazione di un uomo che in quel momento guardava la tv in camera da letto. La collaborazione di alcuni vicini di casa e di un gruppetto di passanti, che hanno assistito increduli alla scena, è stata davvero preziosa. Sono, infatti, arrivate più chiamate al 112 consentendo all’operatore della centrale operativa del comando provinciale dei Carabinieri di Torino di inviare in aiuto duegazzellein pochissimi minuti. Il rumore delle sirene che si avvicinavano sul luogo ha fatto subito desistere l’acrobata del furto che ha tentato una repentina fuga. I militari lo hanno però rintracciato ancora all’interno del giardino condominiale dello stabile in possesso degli attrezzi da lavoro, un artigianale cavatappi in metallo verosimilmente utilizzato come strumento di effrazione ed una torcia, e per lui sono scattate le manette. Si tratta di un cittadino albanese 24enne, già noto alla forze dell’ordine ed irregolare sul territorio nazionale.