ilTorinese

Incontri illuminanti con l’arte contemporanea

Porte aperte alla GAM di Torino e incontro con Luca Pannoli a conclusione del progetto inserito in “Luci d’Artista”

Sabato 18 e domenica 19 gennaio

Saranno due giornate di grande festa all’insegna dell’arte contemporanea, nelle sue varie espressioni e nella sua potenzialità di parlare e suggerire creatività e forza inventiva ai ragazzi e ai giovani, quelle organizzate sabato e domenica, 18 e 19 gennaio prossimi, presso il Dipartimento Educazione GAM (in via Magenta 31, a Torino), a conclusione del progetto “Segni Segnali Simboli”, seconda edizione di “Incontri illuminanti con l’arte contemporanea – Luci d’Artista” promossa dalla Città di Torino e dalla Circoscrizione V.

Il progetto, ispirato all’opera “L’amore non fa rumore” del visual artist torinese (fondatore dello studio multidisciplinare “ONDESIGN”) Luca Pannoli, quest’anno collocata in piazza Montale per “Luci d’artista”, ha visto coinvolti più di mille bambini e ragazzi tra scuole primarie e secondarie della Città di Torino, che hanno partecipato, tra il mese di ottobre e gennaio, alle proposte del Dipartimento Educazione GAM (con l’attività IN-VESTE), alle Attività Educative e Formative del PAV Parco Arte Vivente (con il progetto GREEN PARADE) e alle attività performative proposte da Stalker Teatro/Officine Caos.

Gli esiti dei laboratori, seguiti dai ragazzi con grande interesse e attiva partecipazione, saranno sono esposti in una specifica mostra allestita negli spazi della GAM in via Magenta.

 

Il programma delle due giornate:


Sabato 18 gennaio 2020 ore 10 – Sala 1 GAM – via Magenta, 31

“INCONTRO ILLUMINANTE” CON LUCA PANNOLI

L’artista, autore dell’opera “L’amore non fa rumore” (incentrata sui “rapporti realtà/finzione, segno/messaggio e identità/memoria quali emblemi della contemporaneità”) e il direttore della GAM, Riccardo Passoni, saranno a disposizione del pubblico in un dialogo aperto ad  impressioni e contributi relativi all’esperienza. Al termine inaugurazione della mostra con la presenza dell’Assessora comunale alla Cultura Francesca Leon e del Presidente della Circoscrizione V Marco Novello. Evento aperto a tutti.

 

Sabato e domenica ore 15 – Area Education GAM – Via Magenta, 31

“PERFORMANCE GREEN PARADE. Segni, Segnali e Simboli della natura senza voce”

A cura delle AEF/PAV Parco d’Arte Vivente

Sabato e domenica dalle 10 alle 18 – Area Education GAM – Via Magenta, 31

“MOSTRA ILLUMINANTE \ DIP.ED. GAM, AEF/PAV E STALKER TEATRO”

Per condividere i risultati positivi del percorso di avvicinamento all’Arte Contemporanea, le famiglie dei ragazzi e bambini che hanno partecipato alle attività sono invitate alla GAM, secondo un calendario concordato, con ingresso gratuito al museo. In programma, una grande festa che prevede un percorso alla scoperta di alcune opere della Collezione Permanente individuate durante il progetto, e l’esposizione degli elaborati prodotti dagli studenti durante gli incontri alla GAM, al PAV – Parco Arte Vivente e alle Officine CAOS con StalkerTeatro.

 

Info GAM-Galleria civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino; tel. 011/4429630 o www.gamtorino.it / infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it

 

g.m.

 

Nelle foto
– Festa illuminante in piazza Montale
– Alcuni gruppi di ragazzi partecipanti al progetto

Un confronto tra Regione e Poste

La Giunta regionale ha avviato un confronto con Poste Italiane per risolvere i problemi sul territorio piemontese: si valuterà anche il funzionamento del protocollo d’intesa siglato nel 2017 e recentemente scaduto, con la proposta d’un nuovo schema di collaborazione. Lo ha annunciato  il vicepresidente della Giunta Fabio Carosso rispondendo in Aula all’interrogazione del consigliere Raffaele Gallo (Pd) in merito alla chiusura di uffici postali in Piemonte.

L’interrogazione nasce dalla decisione di Poste Italiane di chiudere alcuni uffici postali – tra gli ultimi quelli di Mirafiori Sud, Barriera di Milano e Pilone e Pilonetto a Torino – di limitare gli orari e i giorni di apertura previsti dal piano nazionale e dall’osservazione di alcuni disservizi vissuti dagli utenti come un segnale di abbandono dei territori.

“Poste Italiane – ha osservato l’assessore – sta sviluppando un piano di riorganizzazione delle proprie attività sulla base di un progetto elaborato da alcuni anni, che fa leva su un più forte utilizzo delle tecnologie informatiche e una ‘riorganizzazione’ della presenza sul territorio che ha creato ed evidenziato varie criticità nell’erogazione dei servizi sul territorio”.

Regioni ed enti locali hanno più volte tentato di svolgere un ruolo attivo nell’ambito del Contratto di programma 2015-2019 tra Ministero dello Sviluppo e Poste Italiana e il Piemonte ha sottoscritto, nel gennaio 2017, un Protocollo d’intesa tra Regione, Anci Piemonte e Poste Italiane.

“Con il protocollo – ha aggiunto – è stato istituito un gruppo di lavoro con il compito di esplorare e attivare un’offerta di nuovi servizi da parte di Poste Italiane agli enti locali, alle istituzioni pubbliche e ai cittadini piemontesi, di esaminare i piani di razionalizzazione degli uffici postali e di concordare progetti per migliorare la qualità dei servizi già offerti ai cittadini”.

L’assessore alle Infrastrutture Marco Gabusi ha invece risposto all’interrogazione del consigliere Domenico Rossi (Pd) in merito alla realizzazione della tratta Masserano-Ghemme della Pedemontana piemontese. L’assessore ha ribadito che “la Giunta sta facendo un pressing incessante sul Governo affinché si sblocchino i fondi e si possa iniziare a pensare ai cantieri, che rappresentano anche una fonte di occupazione immediata”.

In casa teneva Kit per i furti in appartamento

Si aggirava da solo in orario notturno vicino ad alcune abitazioni isolate e negozi di Bussoleno e per questo ha attirato l’attenzione dei Carabinieri della Compagnia di Susa

L’uomo, un 53enne residente a Caserta e con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, è stato trovato in possesso di un vero e proprio kit per effettuare furti in appartamento. I carabinieri hanno sequestrato una ventina di chiavi di abitazioni e di saracinesche di cui non sapeva provare la provenienza e chiavi alterate per forzare le serrature delle abitazioni, oltre ad altri oggetti atti allo scasso. I carabinieri ritengono che l’uomo avesse in animo di svaligiare negozi o appartamenti della zona. Gli oggetti sono stati sequestrati  e la persona è stata denunciata per possesso di chiavi alterate e grimaldelli.

Un “Matrimonio segreto” in versione contemporanea

Il duo Nagele-Pizzi propone il  dramma di Cimarosa, in un allestimento  raffinato, al teatro Regio di Torino

 

“Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa è in scena al teatro Regio di Torino da mercoledì 15 gennaio alle 20.

Rappresentato per la prima volta nel  febbraio1792 al Burgtheater di Vienna, questo è tra i pochi drammi giocosi ad essere entrato nel repertorio dei più famosi teatri europei, affascinando artisti come Goethe, Stendhal ed il filosofo Nietzsche. Nonostante al giorno d’oggi venga eseguito meno, continua tuttavia ad essere considerat uno degli esempi più felici della produzione operistica della scuola napoletana settecentesca, cui Cimarosa apparteneva, insieme a Piccinini e Paisiello. “Il Matrimonio segreto” propone un perfetto schema sia geometrico sia musicale, in cui i sei personaggi sono distribuiti in un perfetto equilibrio fra tre voci maschili e tre femminili.

Il capolavoro di Cimarosa viene proposto nell’allestimento raffinato e contemporaneo del regista Pier Luigi Pizzi, che ha debuttato la scorsa estate al Festival della valle d’Itria. L’opera settecentesca risulta attualizzata in modo coinvolgente e giocoso, senza, tuttavia, essere stravolta, ma resa, invece, in modo molto naturale nello sviluppo della tematica dell’inganno degli affetti. “Il matrimonio segreto” risulta, così, l’anello di congiunzione tra l’opera comica di Mozart, da una parte, e Rossini ed il romanticismo, dall’altra, con un perfetto ingranaggio teatrale ed una brillante vena melodica.

Dirige l’orchestra del Teatro Regio di Torino Nikolas Nagele. Il giovane cast è formato da Carolina Lippi nei panni della primadonna, Marco Filippi Romano in quelli di Geronimo, Alasdair Kent in quelli di Paolino, Markus Werba interpreta il ruolo del conte Robinson, Fidalma ed Elisetta sono, rispettivamente, interpretate da Monica Bacelli ed Eleonora Bellocci.

 

Mara Martellotta

 

(foto M. Bursuc)

Rifinanziato bando per contributi ai Vigili del Fuoco

Dal Consiglio regionale
ORDINE DEL GIORNO PROPOSTO DA RUZZOLA, FORZA ITALIA
“E’ passato all’unanimità il nostro ordine del giorno che prevede il rifinanziamento del bando per i contributi a favore degli Enti locali sede di distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontario. Si tratta di una grande vittoria visto il ruolo centrale di supporto alla difesa del territorio che queste realtà esercitano in tutto il Piemonte e in particolare nelle zone rurali. Grazie a questi fondi i distaccamenti infatti potranno provvedere a spese quali l’acquisto o la manutenzione di nuovi mezzi, delle attrezzature e delle sedi. Le risorse messe a disposizione dal bando del 2018, nato già grazie alle nostre sollecitazioni, avevano permesso di garantire il contributo a copertura dei primi 33 progetti su un totale dei 63 ammessi. Ora in sede di definizione del bilancio pluriennale il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta a reperire le risorse per arrivare al completamente dell’intera graduatoria, quindi con un impegno di spesa di circa 600mila euro. Inoltre la Giunta studierà anche possibili forme di collaborazione e sostegno al Comando regionale dei Vigili del Fuoco finalizzato alla realizzazione di corsi di formazione del personale volontario”. Ad annunciarlo in una nota il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola.

Gallerie d’Italia. Un museo sottoterra per esaltare la fotografia

Palazzo Turinetti in Piazza San Carlo ospiterà la quarta sede che si aggiunge a quelle di Milano, Napoli, Vicenza. Il nuovo museo sarà dedicato principalmente alla fotografia Un ulteriore sviluppo del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, primo Gruppo al mondo ad avere quattro musei di proprietà messi a disposizione della comunità

Intesa Sanpaolo ha presentato  a Torino il progetto del nuovo museo delle Gallerie d’Italia – il quarto in Italia dopo Milano, Napoli e Vicenza.

Sarà Palazzo Turinetti, storico edificio e sede legale del Gruppo, ad ospitare la nuova importante iniziativa culturale. Dedicata principalmente alla fotografia, esporrà una selezione di opere dalle collezioni della Banca, tra cui l’Archivio Publifoto, costituito da circa 7 milioni di scatti fotografici su eventi, personalità, luoghi realizzati dall’inizio degli anni Trenta agli anni Novanta del ‘900 e acquisito di recente da Intesa Sanpaolo. A questo si aggiungerà un’attività di mostre temporanee di fotografi di respiro internazionale in sinergia con le istituzioni culturali italiane e straniere e con i principali eventi cittadini sostenuti dalla Banca. Intesa Sanpaolo è l’unico Gruppo bancario al mondo ad avere quattro musei di proprietà che mette al servizio del bene pubblico con l’esposizione di collezioni permanenti e una programmazione di mostre originali di propria produzione.


Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in Piazza San Carlo sono state presentate dai vertici della Banca: il Presidente Emerito Giovanni Bazoli, il Presidente Gian Maria Gros-Pietro e Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO, alla presenza della Sindaca di Torino Chiara Appendino, del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e di altre autorità istituzionali. L’architetto Michele De Lucchi, curatore del progetto con AMDL CIRCLE, ha posto in evidenza che gli spazi espositivi saranno per la maggior parte ipogei, accessibili da una grande scalinata, ritagliata nell’attuale cortile, che porterà luce naturale alla hall di ingresso. Il progetto prevede anche aree dedicate alla didattica e un laboratorio di restauro. Il percorso espositivo si svilupperà anche al secondo livello, il piano nobile del palazzo, che gode dell’affaccio diretto su Piazza San Carlo, con sale ricche di decori, stucchi e specchi. Il cantiere sarà avviato nei prossimi mesi e avrà una durata di un paio di anni.

 

(nella foto di Michele D’Ottavio, i realtori)

Sfonda vetrina con un tombino per tentare un furto

Attività preventiva dei carabinieri contro furti rapine 

I carabinieri della Tenenza di Nichelino hanno arrestato un marocchino di quarant’anni senza fissa dimora per tentato furto aggravato.
Nell’ambito dei servizi contro i furti e le rapine, i militari hanno sorpreso il marocchino mentre sfondava la vetrina di un negozio con un tombino. L’uomo ha cercato di nascondersi e poi  scappare  ma è stato fermato  e bloccato dai carabinieri. E’ accaduto la notte scorsa in Piazza Camandona a Nichelino.

Con Paolo Macchi Cacherano scompare un colto e umile “dottor Sottile”

Paolo Macchi Cacherano di Bricherasio era il discendente di una nobile e grande famiglia  piemontese,  benemerita verso il Piemonte e l’ Italia

Il generale Cacherano era il condottiero vincitore della battaglia dell’ Assietta, quella in  cui venne coniato il motto “bugia nen” Un altro suo avo era stato il vero fondatore della Fiat a cui Giovanni Agnelli soffiò il primato, annettendosi la proprietà  un modo non limpido.
Era un giovane universitario della facoltà di Filosofia, quando lo conobbi nel 1968 e fondammo insieme il Centro Pannunzio, ad Arrigo Olivetti e Mario Soldati. Eravamo giovani, ma eravamo contro la contestazione distruttiva e violenta  destinata a sfociare nel terrorismo. Una comune lettura fu “L’Atlante ideologico” di Alberto Ronchey che ci preservo’ dai fanatismi ideologici.
Paolo era anche nipote di un astro nascente della Dc, il Conte Edoardo Calleri di Sala, che nel 1970 divenne il primo presidente della Regione Piemonte. Io non ero amico di Calleri, anzi sentivo una distanza abissale da  un ras democristiano di cui coglievo l’arroganza, senza capirne la statura politica. Anni dopo mi fece capire il livello politico di Calleri  che fu  un vero leader rispetto a tanti affaristi democristiani e no. Paolo abitava con la nonna  e la sorella in via Maria Vittoria 35, nell’edificio liberty destinato a divenire sede del Centro Pannunzio dal 1988.
Lui, dal ‘68 in poi, era destinato a diventare le mente pensante del Centro Pannunzio, il vero e proprio  dottor Sottile, molto stimato da Arrigo Olivetti.Paolo parlava poco,ma quando parlava sembrava un libro stampato. Parlammo intere serate a discutere fino a tarda ora, ma l’ultima parola era sempre la sua. Passammo tante ore a parlare di etica e politica ,lui con una cultura molto ricca ed aperta ,io quasi accartocciato tra Machiavelli, Croce e le banalità che ci  ammanniva Firpo. Parlavamo di Weber e di Bobbio , di cultura e politica , dimenticando di essere nel clima della banalizzazione sessantottina che distruggeva la cultura della distinzioni che Croce ci aveva insegnato. Paolo diffidava come me dal facile sociologismo ,dalle ubriacature ideologiche che distruggevano i pilastri della cultura e del vivere civile.  Lui era un aristocratico dell’intelligenza in un mondo becero che imponeva un egualitarismo senza meriti e senza storia.
Fini ‘ di non volersi laureare  in una università massificata diventata un esamificio di massa in cui il diritto alla laurea aveva sostituito il diritto allo studio. In questo fu un vero aristocratico . Paolo che leggeva libri su libri non poteva abbassarsi a fare esami più o meno di gruppo con esami più o meno concordati su Marx , Gramsci e dintorni. Non volle neppure sostenere l’esame con me.  Andava a sentire le lezioni dei docenti più significativi come Franco Venturi, ma non volle laurearsi. E continuò a studiare sempre, a leggere tantissimi libri  e a mantenere la capacità di pensare autonomamente come si deve,per dirla con Pascal ,un autore che amava.
Non so se fosse credente  o no,di religione non abbiamo mai parlato perché tra di noi valeva lo spirito laico,come diceva Bobbio, che non è di per sé irreligioso, ma mantiene nella sfera più profonda della coscienza ogni scelta di fede. Dopo il 1976 ci perdemmo, salvo poi ritrovarci, come se gli anni non fossero passati, nel 2016 quando venne al Circolo della Stampa al ricevimento per il centenario di mia madre. Negli ultimi anni avevamo ripreso a frequentarci a Torino e a Cavour, alla Locanda della Posta dove andavamo da giovani.
Fino a settembre ci vedemmo con piacere e poi venne  anche a Pinerolo alla presentazione del mio libro su Soldati  su cui fece un intervento magistrale.   Non accettò il mio invito a  cena con una scusa. Oggi comprendo che era già gravemente ammalato per un fulminante cancro al fegato e venne egualmente, per amicizia, ad una banale presentazione del mio libro, un estremo dono di amicizia  di cui non dimenticherò mai il valore.
Paolo fu per anni la mia bussola intellettuale e tornò ad esserlo negli ultimi anni. Rinunciò ad una brillante carriera universitaria perché Paolo aveva intelligenza e cultura per arrivare alla cattedra. Forse non ha lasciato scritto nulla perché ha dissipato la sua intelligenza, restando refrattario ai titoli e alle lauree. Accademico di niuna accademia, per dirla con Giordano a Bruno.
Ma la sua cultura, la sua libera intelligenza restano a dimostrare come negli anni delle lauree facili ci furono anche persone che seppero fare il gran rifiuto con dignità ed orgoglio. I poveretti cercarono  di approfittare dell’occasione del declino dell’ Università per diventare dottori, Paolo non si piegò e con ironia e con distacco aristocratico fece la sua scelta. La nonna Calleri di Sala mi esortava a convincere Paolo a fare esami, ma lui era una spanna ed oltre al di sopra di  tutti noi: sapeva distinguere la cultura vera dalla demagogia sessantottina legata al titolo di studio.ù
Dopo la morte crudele di Paolo sarò più solo perché mi mancherà un interlocutore importante e disinteressato ,a modo suo ,un vero monaco del sapere,un maestro, pur essendo noi coetanei. Non ho mai saputo se Paolo abbia mai amato perché non parlammo mai di donne, malgrado la nostra fraterna confidenza. Il rispetto reciproco  non ci consentì  mai di parlare di cose personali, malgrado l’amicizia.
Io mi auguro che sia stato felice. Ne avrebbe avuto diritto. Era un sapiente, un savio come intendeva Platone, anche se non ha mai creduto nella repubblica dei savi ,perché corazzato di una forte cultura storicista che vedeva in Machiavelli un suo riferimento . Forse fu proprio anche  il forte interesse per Machiavelli ad attivare la nostra amicizia, destinata a dura una vita intera. Fu un’eccezione perché era  l’unico amico della mia giovinezza rimasto.
Senza il tuo consiglio, senza la tua parola, caro Paolo, sarà difficile continuare a vivere come prima. Che Dio ci assista, caro Paolo. Spero che anche tu mi assista dai Campi Elisi  in cui vivi una nuova vita. Croce diceva che la vita intera e’ preparazione alla morte, un’affermazione che la tua esistenza riservata, sobria ed umile  dimostra  di essere vera. Tra I tanti mediocri che ci circondano  tu hai dimostrato, ,senza mai ostentarlo, di essere un vero uomo di cultura, un vero chierico che, non ha tradito, come avrebbe detto il nostro Julien Bend, ,una lettura che ci ha reso amici tanti anni fa quando Bobbio ci indicava la strada del confronto civile, della pacatezza, della circospezione di cui anche tu sei stato maestro ineguagliabile.
Da quando tua sorella mi ha comunicato della tua morte questi sono i pensieri disordinati che hanno occupato la mia mente e i miei sentimenti  e che continueranno nel tempo perché la tua  amicizia e’ bene prezioso destinato a restare, di cui sentirò via via sempre di più la mancanza.
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Pier Franco Quaglieni
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(nella foto: da sinistra il prof. Quaglieni e Paolo Macchi Cacherano di Bricherasio)

Gallo, Pd: “Scongiurare chiusura Poste in periferia”

Dal Consiglio regionale del Piemonte

“OCCORRE UNA NUOVA COLLABORAZIONE TRA REGIONE E POSTE ITALIANE

“Nella seduta del Consiglio regionale di oggi ho interrogato la Giunta regionale per sapere quali azioni intenda intraprendere, di concerto con Poste Italiane, per scongiurare la chiusura di alcuni uffici postali nella città di Torino e la riduzione di orari e di giorni di apertura in altri. Poste Italiane ha, infatti, annunciato che avrebbe chiuso dalla fine del 2019 quattro uffici postali di Mirafiori Sud, Barriera di Milano, Pilonetto e Madonna del Pilone, peraltro punti che servivano un elevato numero di utenti” ha dichiarato il Consigliere regionale Raffaele Gallo.

“La chiusura degli uffici postali – ha proseguito Gallo – , insieme alla riduzione degli orari e ai disservizi causati da sportelli chiusi, sono stati vissuti dai cittadini come un segnale di abbandono dei territorio e ritengo, pertanto, che la Regione debba avviare, con urgenza, un confronto con Poste Italiane per evitare chiusure, soprattutto quando gli uffici rappresentano un servizio essenziale e un punto di riferimento per molti utenti, come avviene nelle aree più periferiche”.

“Il Vicepresidente Carosso, nella sua risposta, ha citato il Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2017 tra Regione Piemonte, ANCI Piemonte e Poste Italiane che istituiva un Gruppo di Lavoro che aveva l’obiettivo di esaminare congiuntamente i piani di razionalizzazione degli uffici postali e di concordare progetti per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Tuttavia il protocollo voluto dalla Giunta Chiamparino aveva validità 32 mesi ed è quindi scaduto. Auspichiamo, pertanto, che, come annunciato da Carosso, la Giunta di centrodestra proponga, tempestivamente, un nuovo schema di collaborazione per preservare i servizi postali anche nelle zone periferiche. Vigileremo perché questo venga fatto in tempi stretti” ha concluso Gallo.

Più acqua del rubinetto sui tavoli dei ristoranti

Realizzare iniziative per promuovere l’utilizzo di acqua del rubinetto sulle tavole dei pubblici esercizi, è l’oggetto principale di una mozione approvata  in Sala Rossa

Il documento, firmato dalla consigliera Daniela Albano (M5S), partendo dalla considerazione che l’Italia, con un consumo medio pro capite di 208 litri di acqua minerale l’anno, è il Paese europeo con il maggiore consumo di acqua in bottiglia, impegna Sindaca e Giunta a realizzare, in collaborazione con gli esercenti, campagne di sensibilizzazione e di promozione per il riconoscimento degli esercizi che decidessero di aderire all’iniziativa.

La mozione, approvata con alcuni emendamenti, impegna anche a verificare la corretta applicazione degli sgravi già previsti sulla Tariffa Rifiuti per chi decidesse di dotarsi di sistemi alternativi di distribuzione dell’acqua che non prevedano contenitori monouso per il suo consumo.

A Sindaca e Giunta viene, infine, chiesto di sollecitare un dibattito nazionale in merito alla formulazione di una norma che preveda l’obbligatorietà di fornire, a richiesta, l’acqua della rete idrica in alternativa a quella in bottiglia, nei locali pubblici.

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