TORINO TRA LE RIGHE


Da oggi il Torino Fringe Festival apre il sipario sulla stagione 2026 con uno spettacolo capace di attraversare la memoria collettiva come una fotografia ritrovata in fondo a un cassetto: intenso, stratificato, profondamente generazionale. Un debutto che sceglie di partire non dal rumore del presente, ma da ciò che ci ha costruiti in silenzio. Tutte le cose più grandi di me, in scena al ) alle 21.30, sarà un monologo scritto e interpretato da Sofia Longhini è uno spettacolo che parte dall’infanzia per interrogare il presente e il modo in cui siamo diventati adulti quasi senza accorgercene.
Prodotto da Fraternal Compagnia APS, con allestimento scenico e luci di Lorenzo Fedi e Anna Chiara Capialbi, il lavoro attraversa una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: cosa accadeva nel mondo mentre noi crescevamo? Mentre guardavamo cartoni animati, mangiavamo gelati, sfogliavamo Cioè o inseguivamo il primo bacio, fuori dalle nostre camerette la storia continuava a muoversi, feroce e rapidissima, tra stragi, crisi, trasformazioni sociali e paure collettive. Il monologo prova allora a ricostruire quel cortocircuito tra microcosmo personale e grande storia. Non c’è nostalgia patinata, ma una riflessione generazionale che alterna tenerezza e vertigine. L’infanzia emerge come un territorio apparentemente protetto, mentre il mondo adulto si costruisce sullo sfondo quasi in silenzio, fino al momento in cui ci si ritrova improvvisamente “grandi”, senza sapere esattamente quando sia successo.
La scrittura scenica di Longhini sembra muoversi proprio in questo spazio sospeso: quello in cui i ricordi privati si intrecciano con la memoria pubblica. Caramelle, karaoke e riviste adolescenziali convivono con gli eventi traumatici che hanno attraversato gli ultimi decenni, creando un racconto emotivo e politico insieme.
Il percorso artistico di Sofia Longhini contribuisce a definire la stratificazione del progetto. Laureata in italianistica e diplomata come attrice alla Nico Pepe di Udine, si è formata tra teatro, danza e drammaturgia collaborando con realtà come Teatro Valdoca e Kepler-452. Nel 2024 ha inoltre vinto per l’Italia il bando europeo Theatre in Palm, lavorando a Cipro con il THOC di Nicosia. Un percorso che si riflette in una ricerca scenica attenta alla relazione tra intimità e contesto storico.
All’interno del Fringe torinese, Tutte le cose più grandi di me si inserisce perfettamente nel tema di questa edizione, dedicata alle trasformazioni contemporanee e ai modi in cui le persone abitano il proprio tempo. Non uno spettacolo “sull’infanzia”, dunque, ma sul momento preciso in cui ci si accorge che il mondo, nel frattempo, è andato avanti. E che forse siamo cresciuti inseguendolo.
Valeria Rombolà
6/7 giugno
Modifiche alla circolazione ferroviaria per consentire interventi di manutenzione straordinaria alle opere d’arte nella tratta tra Bussoleno e Modane.
sabato 6 e domenica 7 giugno Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato il servizio ferroviario tra Torino Porta Nuova e Bardonecchia con bus dedicati nella tratta tra Bardonecchia e Bussoleno.
I Frecciarossa da Milano verso Parigi e viceversa sono cancellati.
L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza.
Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.
I canali di acquisto sono aggiornati.
VIAGGIARE INFORMATI
È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.
I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.
A questo link è consultabile la campagna SCEGLI DI VIAGGIARE INFORMATO
L’incontro – moderato dalla giornalista Beatrice Archesso – è stato aperto dalle note della canzone che il cantautore Francesco Baccini ha dedicato alla memoria della giovane sciatrice “all’indomani del tragico evento che l’ha strappata alla vita. Un brano nato in poco tempo e al quale sono assai affezionato”, ha dichiarato.
I genitori di Matilde – Adolfo Lorenzi ed Elena Rosa Cardinale – con i fratelli Lucrezia e Matteo hanno illustrato le finalità della Fondazione: “potenziare ciò che non c’è stato per Matilde: la sicurezza sulle piste da sci e, più in generale, nello sport attraverso l’informazione, la prevenzione e l’innovazione tecnologica. Stiamo cercando di trasformare il dolore che ha colpito la nostra famiglia in qualcosa di positivo per gli altri”.
L’allenatore Ivan Nicco ha sottolineato come “negli ultimi tempi, nel settore giovanile, sia aumentata la sensibilità nei confronti della sicurezza”, mentre gli studenti del Politecnico di Torino Nunzio Li Calzi e Riccardo Sapio hanno presentato il progetto “Ski Slow”, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano “per fornire agli allenatori le informazioni più oggettive possibili sui punti più o meno pericolosi dei tracciati attraverso sensori, algoritmi e machine learning”.
Al termine dell’incontro l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo ha sottolineato che “la sicurezza per chi scia deve essere “un impegno comune che deve coinvolgere allenatori, atleti e imprenditori”.
Nel corso dell’evento, chiuso da uno struggente video dedicato a Matilde, sono stati mostrati due video di saluto degli sciatori Federico Tomasoni e Marta Bassino.
Ufficio stampa CRP
“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il proprio compiacimento e il più vivo plauso per l’operazione di servizio portata a termine dai militari dell’Arma, che ha consentito di assicurare alla giustizia i responsabili di una violenta rapina consumata nella notte ai danni del titolare di una sala slot a Borgomanero.
L’immediata attivazione dei Carabinieri della Tenenza locale, supportati dall’Aliquota Radiomobile di Arona, ha dato avvio a un serrato monitoraggio del territorio e a una tempestiva analisi dei sistemi di videosorveglianza. Un’attività sinergica e coordinata che ha permesso di ricostruire in tempi rapidissimi la fuga dei malviventi fino al Vercellese, dove i militari della Stazione di Serravalle Sesia sono intervenuti bloccando i fuggitivi e recuperando l’intera refurtiva.
Risolvere un caso così grave e violento nel giro di poche ore testimonia l’elevata professionalità, la lucidità operativa e lo straordinario coordinamento dei reparti dell’Arma sul territorio. Di fronte alla ferocia della criminalità, i nostri colleghi rispondono ogni giorno con determinazione e senso del dovere, confermandosi un presidio essenziale e insostituibile di legalità e sicurezza per tutta la cittadinanza”.
Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).
Dal 22 al 29 maggio la galleria Ad Maiora Art apre le porte a “La Poetica del segno”, nuova mostra collettiva ideata dall’artista materico internazionale Alessio Torzi. Un progetto espositivo che punta a valorizzare il dialogo tra stili, tecniche e visioni differenti del panorama figurativo contemporaneo.
Tra gli artisti già confermati figurano Valerio Esposito, Susanna Dore, Janna Polienko, Silvana Tittoni, Chiara Puddu, Monica Puddu e Carola Nicola, ma la rassegna potrebbe arricchirsi ulteriormente con nuove partecipazioni nei prossimi giorni.
A rendere ancora più riconoscibile l’identità della mostra è l’immagine di copertina firmata da Davide Laiolo, anch’egli presente in esposizione. Il suo linguaggio visivo, vicino all’estetica del fumetto italiano, riflette la direzione strategica curata dal regista Andrea De Benedictis, orientata verso una contaminazione di codici artistici contemporanei e non convenzionali.
La mostra sarà visitabile con ingresso libero presso la sede di via Santa Maria 4/c.
Enzo Grassano
«La vera forza di questo Salone del Libro è stata la capacità di fare sistema. La sinergia costruita tra istituzioni, operatori culturali, editori, territori, partner e tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte ha dimostrato che quando il lavoro viene fatto bene e insieme i risultati arrivano. È questa la differenza che il Piemonte ha voluto dimostrare», dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte.
«Grazie all’investimento della Regione e a una collaborazione sempre più forte tra tutti i soggetti coinvolti, questa edizione ha saputo mettere al centro la cultura, facendo prevalere contenuti, partecipazione e qualità. I numeri confermano una crescita importante del Salone, ma il dato più significativo è vedere migliaia di giovani partecipare agli incontri, confrontarsi e cercare strumenti per interpretare il presente. La cultura non è un settore marginale: è una infrastruttura strategica capace di generare crescita, lavoro, identità e coesione sociale», aggiunge Chiarelli.
«Il successo di questa edizione, senza polemiche, non rappresenta un punto di arrivo. Da domani si torna al lavoro per costruire la 39ª edizione del Salone del Libro con l’ambizione di renderlo ancora più internazionale, partecipato e vicino alle nuove generazioni» conclude Chiarelli.
La Regione chiude la 38ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con un bilancio estremamente positivo, confermando il proprio ruolo centrale all’interno di uno dei più importanti appuntamenti culturali europei.
Gli spazi della Regione, con quasi 200 appuntamenti, si sono confermati i luoghi simbolo del Salone: uno spazio immersivo e contemporaneo pensato per raccontare il Piemonte attraverso cultura, idee, libri, cinema, memoria, innovazione e nuove generazioni.
Nei cinque giorni del Salone, la Regione e l’intera Giunta regionale sono state protagoniste registrando grande partecipazione di pubblico e un forte interesse su temi che hanno spaziato dalla lettura ai giovani, dall’editoria all’innovazione, dal cinema alla formazione, fino ai territori e alle nuove politiche culturali.
Il Salone oggi è sempre più un grande spazio nazionale di incontro e di elaborazione culturale. E il fatto che dalla prossima edizione il Lazio sarà Regione ospite e la Catalogna lingua ospite rafforza ulteriormente questa dimensione nazionale e internazionale.
Un risultato reso possibile anche dalla capacità di fare sistema tra istituzioni, operatori culturali, editori, fondazioni, territori e partner, elemento che ha rappresentato uno dei tratti distintivi dell’edizione 2026 del Salone. Una visione condivisa che ha permesso di rafforzare ulteriormente il ruolo del Piemonte all’interno del panorama culturale nazionale, valorizzando il lavoro comune e la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.
Il mondo salvato dai ragazzini
La XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro si conclude oggi, lunedì 18 maggio. Cinque giorni con 254.000 persone che hanno incontrato ospiti da tutto il mondo e case editrici in un’atmosfera di gioia e partecipazione, per tracciare parole nuove, sguardi sul mondo e per festeggiare l’appartenenza a una grande e variegata comunità di lettrici e lettori.
Oltre 1.000 spazi espositivi, 36 sale incontro e 8 laboratori, il 40% degli appuntamenti in calendario sold out, circa 132.000 visitatori e visitatrici hanno partecipato agli incontri organizzati nelle sale, oltre 1.100 appuntamenti sul territorio in quasi 400 spazi con il Salone Off. Nell’anno de Il mondo salvato dai ragazzini, i giovani sono stati ancora più protagonisti: la partezipazione delle scuole ha raggiunto34.500 presenze tra studenti e accompagnatori, con un aumento del 25% rispetto alla precedente edizione.
Il Salone del Libro quest’anno ha accolto 254.000 visitatori tra i padiglioni 1, 2, 3, 4, il nuovo padiglione 5, l’Oval, il Centro Congressi e la Pista 500, progetto artistico sviluppato dalla Pinacoteca Agnelli, il Centro Commerciale Lingotto e Uci Cinemas. Per la prima volta l’affluenza del giovedì ha superato le 40.000 presenze, quella del venerdì le 50.000 e quella del sabato le 70.000. Grandi numeri anche per il Salone Off, la festa del libro partecipa, diffusa e inclusiva a Torino, nella Città Metropolitana e in Regione, che quest’anno ha compiuto ventidue anni.
Il Salone appena trascorso è stato raccontato nel pomeriggio in Sala Oro (Oval) da: Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro; Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte; Domenico Carretta, Assessore allo Sport, ai Grandi eventi, al Turismo e al Tempo libero della Città di Torino; Alessandro Isaia, Segretario Generale Fondazione per la Cultura Torino; Giulio Biino, Presidente Fondazione Circolo dei lettori; Annalena Benini, Direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino; Simona Baldassarre, Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile della Regione Lazio, Regione ospite d’onore Salone del Libro 2027; Anna Guitart, Direttrice dell’Institut Ramon Llull, Letteratura Catalana, ospite d’onore Salone del Libro 2027 e Piero Crocenzi, Amministratore delegato di Salone Libro s.r.l.
Durante la conferenza è stata annunciata la letteratura catalana Ospite d’Onore al Salone del Libro 2027 e il Lazio Regione Ospite d’Onore del Salone del Libro 2027.
I grandi eventi di Il mondo salvato dai ragazzini. Sale piene e incontri sold out: è il bilancio della XXXVIII edizione del Salone del Libro. Un pubblico caloroso ha invaso le sale e gli stand e ha atteso con pazienza di incontrare e salutare le autrici e gli autori e di tornare a casa con una firma o dedica sulla copia acquistata. Tra gli eventi internazionali con maggiore affluenza e amati dal pubblico: Bernie Sanders, Zadie Smith, Emmanuel Carrère, Peter Cameron, Kiran Desai, László Krasznahorkai, Boualem Sansal, Valeria Luiselli, David Grossman, Leila Guerriero, Nathacha Appanah, Ece Temelkuran, Irvine Welsh, Lea Ypi, Aline Bei, Simon Mason, Petros Markaris, Ayşegül Savaş, Hervé Tullet, Magali Bonniol. Tra quelli italiani: Stefania Andreoli, Roberto Baggio, Marco Bellocchio, Alessandro Baricco, Alessandro Barbero, Daria Bignardi, Luca Carboni, Concita De Gregorio, Fiorello, Jovanotti, Luciano Ligabue, Mara Maionchi, Cecilia Sala, Roberto Saviano, Patrizia Valduga, Zerocalcare.
Romance Pop Up. La seconda edizione del Romance Pop Up, ma la prima con un biglietto dedicato e due giorni di appuntamenti, ha accolto 6.500 lettrici (e qualche lettore). Sono circa 30.000 i libri firmati durante i Meet&Greet su prenotazione e gli eventi (altra novità di questa edizione) hanno visto la partecipazione di 3.000 persone alle presentazioni di libri e alle due proiezioni cinematografica. Con la partecipazione di 72 autrici (e 2 autori), 23 appuntamenti e 2 proiezioni, il Romance Pop Up è stata una delle scommesse di questa edizione, un progetto partito dall’ascolto di un pubblico nuovo, che ha risposto con grande entusiasmo a questa avventura.
La prossima edizione. Il Salone tornerà ad accogliere editori, lettrici, lettori, autori e autrici dal 13 al 17 maggio 2027. Torna anche il Rights Centre dal 12 al 14 maggio 2026
Martedì 19 maggio, alle ore 17 e alle ore 18 si terranno due incontri letterari al Museo MIIT di corso Cairoli 4, coordinati dal direttore del Museo, Guido Folco. Il primo, alle ore 17, sarà in programma l’incontro con l’autore Miki Degni, in occasione della pubblicazione del volume “Il vino dipinto”, in collaborazione con Ronca Editore. Il libro tratta di vino e arte tra storia, tradizioni e cultura, saperi e sapori di terra e d’autunno.
Alle ore 18, sempre al MIIT e moderata da Guido Folco, avverrà la presentazione del libro dell’autore e editore Dino Aloi, dal titolo “Sorridere dopo gli anni bui. L’esplosione dei giornalisti satirici in Italia dal ’43 al ‘49”, in collaborazione con Il Pennino. Il volume è dedicato all’arte satirica in Italia tra il 1943 e 1949, periodo in cui avvengono importanti pubblicazioni di fogli, volumi e riviste incentrate sui temi della società e della storia di quel periodo per raccontare e disegnare una realtà spesso scottante e molte volte taciuta, sfidando così il comune sentire dell’epoca.
Info: info@italiaarte.it – www.museomiit.it
Mara Martellotta