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Ponte aereo Cina-Italia, Fondazione Crt per gli ospedali

Si è messo in moto il ponte aereo fra la Cina e l’Italia finanziato da Fondazione CRT per rifornire di materiale sanitario ospedali e Rsa ( residenze sanitarie per anziani) piemontesi e Lombarde

Un primo carico di oltre 2 tonnellate tra tute protettive, mascherine e guanti donati da fondazioni cinesi è già stato ripartito al 50% tra la Regione Piemonte e la Regione Lombardia, per il tramite della Protezione Civile e della Croce Rossa. Ulteriori consistenti donazioni, comprendenti anche ventilatori indispensabili per i malati, oltre a dispositivi individuali di protezione per gli operatori, arriveranno nei prossimi giorni con voli capaci di trasportare fino a 40 tonnellate di beni. Fondazione CRT contribuirà a sostenere i costi operativi di uno o più voli provenienti dalla Cina, dopo aver già attivato un primo pacchetto di misure da 3 milioni di euro per l’acquisto di una cinquantina di nuove ambulanze e mezzi per la Protezione civile, oltre ad attrezzature da destinare agli ospedali del Piemonte e della Valle d’Aosta.

“Accanto alle legittime esigenze del sistema ospedaliero in fortissima sofferenza, i prossimi arrivi dalla Cina di dotazioni medico-sanitarie terranno conto, anche delle gravi difficoltà che, in questo momento, sta vivendo il Terzo Settore. Vanno aiutate, ad esempio, le residenze sanitarie per anziani, le strutture di assistenza per le persone con disabilità, le mense per i più disagiati, i conventi e tutte quelle realtà del non profit impegnate nella cura di donne, uomini e bambini particolarmente fragili e svantaggiati”, dichiara il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, esprimendo “grande apprezzamento per l’iniziativa costruita a livello internazionale grazie al fondamentale contributo del Segretario Generale Massimo Lapucci”.

Una iniziativa umanitaria innovativa, resa possibile dalla cabina di regia Torino-Pechino istituita nell’ambito del China-Italy Philanthropy Forum e incentrata sul TOChina Hub, In prima fila nell’alimentare il “corridoio” italo-cinese, la Fondazione CRT (aderente al China-Italy Philanthropy Forum),

Incendiava i cassonetti per sconfiggere la noia

 È stato fermato l’uomo che ha dato alle fiamme 12 cassonetti per la raccolta differenziata di carta a Carmagnola

Si tratta di un uomo di 46 anni, romeno senza fissa dimora, che negli ultimi giorni ha creato apprensione a Carmagnola. Lo ha fatto per sconfiggere la noia di questi giorni in cui le strade sono deserte. I carabinieri sono riusciti a identificarlo grazie alla collaborazione della gente che ha segnalato al 112 un uomo che tentava di dare fuoco a un cumulo di spazzatura. Gli accertamenti successivi hanno permesso di attribuirgli anche i precedenti 12 episodi. Per appiccare gli incendi utilizzava sempre lo stesso metodo: dava alle fiamme un pezzetto di carta e lo gettava all’interno dei cassonetti dei rifiuti.

Costanzo (M5S): “Supporto ai territori per le mascherine”

“Anche il lavoro al tempo del Coronavirus cambia. Il grosso problema è l’approvvigionamento di mascherine e disposizioni di protezione individuale per ospedali, strutture sanitarie, sedi della CRI, protezione civile e per tutti gli uffici e le aziende che devono restare per forza aperte

Dall’ 8 marzo in poi, seppur in auto-isolamento volontario per aver avuto contatti con persone rivelatesi poi positive, ho iniziato a seguire gli ordini di mascherine dall’estero e il problema delle merci ferme alle varie dogane, in modo da poter accelerare il più possibile le spedizioni e accorciare i tempi di attesa.

Buona parte della ore le trascorro infatti al telefono con la Farnesina, consolati, sindaci e assessori del territorio che mi aggiornano man mano delle varie criticità. Sto seguendo anche l’iter previsto dal decreto ministeriale che permette la riconversione delle nostre aziende italiane, molti imprenditori stanno dimostrando di avere un grosso cuore convertendo i propri macchinari per la produzione di mascherine. Un grande lavoro lo stanno portando avanti i sindaci che monitorano costantemente il proprio territorio e molte amministrazioni comunali hanno messo in piedi in breve tempo, insieme ai volontari della protezione civile, i servizi di consegna di alimentari e di farmaci per chi è impossibilitato all’acquisto. Ieri a San Mauro T.se ho avuto anch’io la possibilità di adoperarmi un paio d’ore come volontaria civica ed è stata un’ottima occasione anche per me di comprendere più da vicino le reali esigenze delle persone in questa emergenza sanitaria.
Sperando che tutto torni alla normalità quanto prima, ancora una volta è stato dimostrato quanto sia necessario, per riuscire a superare situazioni così critiche, un lavoro di squadra a tutti i livelli e per questo ringrazio sentitamente tutti colori che dietro le quinte stanno operando sforzi sovrumani per combattere la diffusione del contagio – così in una nota la deputata castiglionese del Movimento 5 Stelle Jessica Costanzo.

“Il Parlamento prenda esempio da Palazzo Lascaris”

Video seduta Consiglio Regionale Piemonte/Boni e Manfredi (Radicali Italiani):  “In tempi di Coronavirus devono proseguire attività assemblee elette dai cittadini, nel rispetto della sicurezza, della salute e della democrazia”

Igor Boni (presidente Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta):

Da quando il Consiglio Regionale del Piemonte si è riunito la prima volta dieci mesi fa, non riusciamo a ricordare una sola cosa, un solo provvedimento prodotto da Palazzo Lascaris che fosse degno di nota, se non di nota negativa. Oggi dobbiamo riconoscere che la seduta online del Consiglio Regionale rappresenta un punto di merito. È la prima volta nei 50 anni di storia di Palazzo Lascaris ed è il primo Consiglio regionale a farlo. Consiglieri e funzionari sono collegati con un sistema di videoconferenza interno approntato dal Csi Piemonte e la seduta è trasmessa in streaming sul sito del Consiglio Regionale. Da giorni chiediamo che in tempi di Coronavirus il Parlamento non vada in quarantena, come facemmo negli anni’ 70 del secolo scorso ai tempi di terrorismo.
il Parlamento deve rimanere aperto e deve svolgere regolarmente le proprie attività, con modalità tali da mettere in sicurezza sia i rappresentanti dei cittadini sia il personale di Palazzo Madama e di Montecitorio. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha dimostrato che si può fare. Lo si faccia anche a Roma e nel resto delle Regioni.

“Lo Stato indennizzi medici e infermieri vittime del virus”

All’avvocato Gino Arnone, scrive l’agenzia Ansa,  si è rivolta la famiglia di una vittima  del coronavirus, morta per essersi ammalata sul lavoro,  per valutare se e come chiedere un risarcimento attraverso un’azione legale

“Lo Stato dia un segnale forte e chiaro – dice l’avvocato torinese –  deve indennizzare le famiglie di medici e infermieri deceduti per la loro attività di tutela della salute pubblica. Altrimenti siamo pronti a dare battaglia”

Ecco il “piano mascherine” della Regione per gli operatori in prima linea

Sono oltre 200.000 le mascherine distribuite in questi giorni dalla Protezione Civile piemontese in tutta la regione

In particolare, sono già state distribuite oltre 81.000 mascherine ai medici di medicina generale richieste dalle Asl, 10.000 ai farmacisti, 30.000 al personale RSA di 741 case di riposo, 20.000 agli operatori dei consorzi rifiuti e di trasporto, 3.000 all’Arpa. A queste si aggiungono 16.000 mascherine destinate al sistema dei volontari della Protezione civile, 12.000 al personale dei servizi territoriali e agli assistenti domiciliari. Sono inoltre state consegnate 10.000 mascherine alla Polizia di Stato.

Oltre a queste le Prefetture stanno distribuendo 20.000 mascherine alle Forze dell’ordine e alle Polizie municipali dei capoluoghi di Provincia e dei Comuni sopra i 20mila abitanti.

 

«La Regione Piemonte – sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – sta dando supporto a tutte le categorie con quantitativi sufficienti per tutti. Non lasciamo nessuno da solo. Ringraziando i volontari della Protezione civile attivi in queste settimane per la disponibilità, l’impegno e la dedizione che stanno dimostrando, senza mai risparmiarsi, stiamo procedendo alla distribuzione a cascata agli operatori, ai volontari, alle case di risposo, ma anche ad altre categorie, come, ad esempio, a chi si occupa della raccolta rifiuti».

 

«Stiamo raccogliendo i frutti del “sistema Piemonte” – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, dove ognuno sta facendo la sua parte al meglio e che, nel caso delle mascherine, ha visto il coinvolgimento diretto di un’industria tessile d’eccellenza della nostra terra, come il Gruppo Miroglio di Alba, che ha saputo rispondere immediatamente alle richieste dell’emergenza. Stiamo agendo fianco a fianco con le migliori risorse scientifiche e produttive della nostra regione, ringrazio tutti per quanto si sta facendo per superare questo drammatico momento di crisi».

 

«Stiamo elaborando – conclude l’Assessore Gabusi – un piano di distribuzione ai Comuni che condivideremo nelle prossime ore con le associazioni degli enti locali e che ci consentirà di fornire un quantitativo sufficiente di mascherine ai dipendenti comunali di tutti i 1181 i Comuni piemontesi».

 

SINERGIA TRA REGIONE, POLITECNICO, UNIVERSITÀ DI TORINO E PIEMONTE ORIENTALE PER L’AUTOCERTIFICAZIONE DI MASCHERINE CHIRURGICHE FFP2/3 E CAMICI IDROREPELLENTI. AL LAVORO UNA TASK FORCE DI 18 PROFESSORI CERTIFICAZIONE IN 7 GIORNI

 

A seguito del contesto emergenziale in cui si trova la regione, è necessario velocizzare le procedure per garantire la conformità tecnica dei dispositivi di protezione individuale.
La domanda di camici, guanti e mascherine è infatti in continua crescita ed è necessario dare una risposta al tessuto produttivo piemontese che vede decine di aziende che vorrebbero produrre questi dispositivi riconvertendo i loro impianti.

Per questo motivo la Regione Piemonte ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, che i dispositivi prodotti potranno essere certificati grazie alla collaborazione, le competenze, le conoscenze e le strumentazioni
dei tre atenei piemontesi, Politecnico e Università di Torino e Università del Piemonte Orientale.

L’obiettivo è di validare, entro una settimana al massimo, la conformità a norma dei dispositivi di protezione individuale, quali mascherine sia chirurgiche che ffp2/3 e camici idrorepellenti.
In particolare, le mascherine chirurgiche dovranno essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di gestione della qualità, per poter corrispondere alla deroga al marchio CE secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

Alla validazione delle certificazioni lavorerà una task force di 18 esperti.

«Da una parte l’unità di crisi continua a moltiplicare i suoi sforzi per recuperare in autonomia materiale da tutto il mondo, tant’è che oggi sono arrivate due milioni di mascherine chirurgiche direttamente dal Brasile – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Dall’altra ci muoviamo in autonomia. Siamo stati la prima regione a produrre mascherine, che già oggi stiamo distribuendo gratuitamente a tutto il Piemonte. Oggi facciamo un passo in più grazie alla capacità degli atenei piemontesi di mettere in campo competenze e laboratori per certificare i nostri dispositivi di protezione. Per questo chiediamo a Roma che autorizzi le nostre certificazioni senza ulteriore burocrazia, che ci fa perdere solo tempo. E tempo purtroppo non ne abbiamo».

Le aziende che desiderano candidarsi potranno inviare la richiesta all’indirizzo mail autocertificazioni.covid@regione.piemonte.it.
Verrà effettuata una preselezione e le realtà con le caratteristiche idonee potranno inviare i campioni per l’analisi da parte dei laboratori.

Una trentina di aziende hanno già proposto la propria candidatura.

«In questo momento di forte emergenza – osserva l’assessore regionale alla Ricerca e all’Innovazione, Matteo Marnati – è necessario che si trovino le più avanzate soluzioni tecniche, le nostre aziende devono essere sostenute per poter mettere a disposizione materiale che garantisca la salute dei nostri medici e del personale sanitario le Università piemontesi. In questo contesto sono in grado di raggiungere questo obiettivo in pochissimo tempo».

«In pochi giorni di lavoro – aggiunge il rettore del Politecnico, Guido Saracco – assieme con le altre Università piemontesi abbiamo unito le forze per riaprire laboratori e allestire protocolli e sofisticati impianti per questa fondamentale missione di servizio. È un segno di quanto le università possono fare insieme al servizio della comunità. Sono particolarmente felice del fatto che il partenariato abbia anche coinvolto esperti e infrastrutture del CNR di Biella, dell’Università di Bologna e di alcune imprese tutti uniti da un comune senso di responsabilità sociale».

Il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Giancarlo Avanzi, aggiunge: «Siamo orgogliosi che le nostre competenze di ricerca, già riconosciute a livello internazionale, possano ora essere messe a disposizione, insieme a quelle degli altri Atenei, per contribuire a colmare difficoltà operative in ambito sanitario in un momento di grave emergenza. L’auspicio è che le Università piemontesi, superata questa fase delicata, rafforzino la loro collaborazione e contribuiscano così, in modo decisivo, a creare le condizioni per una piena ripresa della nostra Regione».

Conclude il rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna: «L’iniziativa rappresenta un esempio di relazione virtuosa tra le Università, la Regione e il tessuto produttivo del territorio. Una risposta all’eccezionale emergenza posta dalla pandemia COVID-19. Cooperando con le aziende e le altre Università piemontesi, UniTo metterà a disposizione competenze, laboratori e strumenti per il controllo della qualità microbiologica dei dispositivi di protezione e per la produzione di reagenti. Una prova sul campo che mette, ancora una volta, la ricerca universitaria al servizio della collettività».

LA TASK FORCE

Per mascherine e camici il coordinamento è della Prof.ssa Alice Ravizza del Politecnico di Torino. Assieme con lei sono al lavoro esperti di filtrazione e tessuti tecnici (Professori Paolo Tronville e Ada Ferri del Politecnico di Torino), esperti di microbiologia (Professor David Lembo dell’Università di Torino e Professoressa Elisa Bona dell’Università del Piemonte Orientale), scienziati dei materiali (Professor Michele Laus dell’Università del Piemonte Orientale). Completano il quadro degli attori coinvolti in questo partenariato il CNR-STIIMA di Biella (Professor Claudio Tonin), l’Università di Bologna (Prof. Violante, medicina del lavoro, e Professoressa Cristiana Boi, ingegneria chimica), esperti di qualità (Professor Audenino del Politecnico di Torino) e alcuni esperti di aziende specializzate (Ing. Andrea Corradi di Ahlstrom-Munksjo di Mathi Canavese, Dott. Tanchis della ditta CentroCOT di Busto Arsizio, ecc.).

Per i tamponi e i relativi reagenti di amplificazione dell’RNA virale sono invece attivi, sotto il coordinamento del Prof. Umberto Dianzani dell’Università del Piemonte Orientale, esperti

di genetica molecolare (Prof.ssa Fiorella Altruda, Prof. Lorenzo Silengo, Prof.ssa Rossana Cavallo dell’Università di Torino. Prof. Claudio Santoro e Prof.ssa Marisa Gariglio dell’Università del Piemonte Orientale).
Per l’Unità di Crisi della Regione Piemonte il coordinamento è del Dr. Pier Luigi Pavanelli.

MASCHERINE CHIRURGICHE

Le mascherine chirurgiche devono soddisfare contemporaneamente le norme UNI EN ISO 14683, UNI EN ISO 10993 ed essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di gestione della qualità, ai sensi delle ISO 13485 o delle Good Manifacturing Practices (GMP), per poter corrispondere alla deroga al marchio CE secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

MASCHERINE FFP2/3

Le maschere FFP2/3 devono essere fabbricate secondo i criteri N95 NIOSH che corrispondono alla norma tecnica EN 149:2001+A1:2009.

CAMICI EDROREPELLENTI

I camici idrorepellenti devono essere fabbricati secondo i criteri UNI EN 13795 e UNI EN 14126.

Il Consiglio comunale da lunedì in videoconferenza

Dopo alcune settimane di pausa, dovuta all’emergenza sanitaria, lunedì 30 marzo torna a riunirsi, in videoconferenza, il Consiglio comunale

L’ordine del giorno dei lavori, verrà stabilito dalla Conferenza dei capigruppo convocata venerdì 27 marzo.

Chi vorrà seguire i lavori del Consiglio comunale, potrà farlo utilizzando il link che si trova all’interno della convocazione, sulla pagina del Consiglio comunale, all’indirizzo: http://www.comune.torino.it/consiglio/.

Gli auguri di Verdone: “Spero di venire presto in Piemonte”

L’attore e regista romano Carlo Verdone ha inviato  un video saluto agli studenti astigiani, grazie a uno dei loro insegnanti, Giuseppe Varlotta, regista

Gli aveva chiesto di dare segno di incoraggiamento ai ragazzi che  si sentono demoralizzati per la situazione dell’emergenza sanitaria

“Agli amici del liceo artistico di Asti, un affettuoso saluto da Carlo Verdone. Forza e coraggio, ce la stiamo facendo. La nostra battaglia è stare dentro casa in quarantena.Amo il Piemonte e le vostre zone e spero di venirvi a trovare al più presto”, così Verdone nel video.

 

(nella foto, Verdone in occasione di una sua recente presenza a Torino)

Ubriaco al volante, ma con l’autocertificazione

Denunciato dagli agenti della Polizia Stradale / Nei giorni scorsi, gli agenti della Sottosezione Autostradale della Polizia Stradale hanno fermato per un controllo presso il casello di Ivrea, nel comune di Pavone Canavese, un auto con una persona a bordo.

Ben presto gli agenti hanno notato che l’uomo manifestava i sintomi dovuti all’assunzione di sostanze alcoliche. L’uomo ha anche fornito l’autocertificazione per la giustificazione degli spostamenti in quanto impiegato nell’industria funebre. Tuttavia, l’alito vinoso, il ritmo del linguaggio e i suoi movimenti hanno fatto sì che venisse sottoposto alla prova etilometrica. L’accertamento, nelle due prove ha dato un esito pari a 2,50 g/l valore ben oltre il limite di 0,5g/l. Alla luce del risultato, l’uomo è stato denunciato per la guida in stato di ebbrezza con il contestuale ritiro della patente.

Dopo sette anni nasce una bimba nel piccolo comune di montagna

Aurora è la prima bimba nata a Moncenisio dopo sette anni

Nel piccolo Comune, tra i più piccoli d’Italia, è grande festa, nonostante la neve e l’emergenza sanitaria. Il paese è guidato dal Sindaco Mauro Carena.

La piccola è stata data  alla luce, all’ospedale di Rivoli. Si uniscono al coro generale di soddisfazione i Presidenti nazionale e regionale, di Uncem, l’Unione degli enti montani che si batte per la rinascita delle terre alte, Marco Bussone e Lido Riba: “È un segno, non certo piccolo, di una comunità viva, di un territorio che non è il margine, di una valle che guarda al futuro. Ci crediamo perché non è l’unico segno in questa direzione. Negli ultimi dieci anni ne abbiamo registrati diversi, nascite dopo tanti anni che i paesi non avevano fiocchi rosa o azzurri, nelle Alpi e negli Appennini. Sono uno stimolo per le Istituzioni, affinché servizi e opportunità vengano garantiti a tutti, anche nelle aree montane, anche nei Comuni più piccoli. Carena lo sa bene e insieme lavoriamo con tutte le forze per rendere vivi i territori. Aurora è una luce”.