In queste settimane di emergenza sanitaria, lo scienziato del vino Donato Lanati si rivolge ai vigneron e non solo. Per loro, una riflessione un po’ meno scientifica e un po’ più personale


“Sogno il ritorno in campo con uno stadio pieno per condividere la gioia di stare insieme e di potersi abbracciare. Però adesso – ha commentato il calciatore del Toro – l’unico pensiero è il contenimento dei contagi, non i calendari. E noi dobbiamo solo mantenerci in forma, poi, quando sarà, ci adatteremo in maniera seria. E’ un momento tragico, mi informo tutti i giorni sulle novità e cerco di rispettare le regole per dare una mano a chi è in prima linea. Sento sempre la mia famiglia: la mia fidanzata Carlotta è un orgoglio per me, lei è una ricercatrice, spero che anche quando tutto sarà passato si continui a sostenere la ricerca. Loro sono degli eroi. Al mattino mi alleno al pomeriggio coltivo i miei hobby come l’arte e la lettura”.
Ma la loro programmazione di eventi e iniziative prosegue per un pubblico che sempre più numeroso segue le diverse attività proposte in streaming, in attesa della loro riapertura. Nelle domeniche 3 e 10 maggio, a partire dalle 17, condivideranno le loro piattaforme social per proporre “a reti unificate” l’iniziativa Facciamo luce tutti insieme. Saranno proposte in diretta streaming dalla Galleria Grande della Reggia di Venaria, una serie di concerti, letture recitate e performance teatrali registrate su diversi temi. Un modo originale per rilanciare progetti culturali comuni, con rimandi e scambi reciproci di suggestioni e di pubblico.
L’obiettivo è motivarli a continuare il training tra le mura domestiche. L’iniziativa è partita bene e prosegue con un palinsesto settimanale ricco di contenuti, in modo da intrattenere e coinvolgere anche da casa la community del Pugilato Italiano. La campagna è in sintonia con le direttive del Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora.
Più di duecento video e la partecipazione di tutto il mondo della boxe e non solo sono gli ingredienti della campagna condotta insieme ad Artmediasport, advisor Fpi, e a Fpi Scholas Occurrentes e Sport Senza Frontiere. L’iniziativa fa parte del progetto digital della federboxe avviato anche con la realizzazione di una piattaforma di e-learning per la formazione e l’aggiornamento dei tecnici sportivi.
Il comunicato della Regione delle ore 19 di mercoledì 1 aprile
CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 19.00
CENTOSESSANTATRE PAZIENTI GUARITI, 308 IN VIA DI GUARIGIONE
Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 163 (+36 rispetto a ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 12 in provincia di Alessandria, 11 in provincia di Asti, 11 in provincia di Biella, 19 in provincia di Cuneo, 9 in provincia di Novara, 74 in provincia di Torino, 17 in provincia di Vercelli, 4 nel Verbano-Cusio-Ossola e 6 provenienti da altre regioni. Il 55% sono maschi, il 45% donne.
Altri 308 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.
SETTANTA DECESSI, COMPLESSIVAMENTE 924 MORTI
Sono 70 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati stasera dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 8 in provincia di Alessandria, 1 in provincia di Asti, 6 in provincia di Biella, 9 in provincia di Cuneo, 5 in provincia di Novara, 36 in provincia di Torino, 4 nel Vercellese, 1 nel Verbano-Cusio-Ossola.
Il totale complessivo è ora di 924 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 178 ad Alessandria, 38 ad Asti, 75 a Biella, 67 a Cuneo, 113 a Novara, 339 a Torino, 50 a Vercelli, 49 nel Verbano-Cusio-Ossola, 15 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
SITUAZIONE CONTAGI
Sono 9.918 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.384 in provincia di Alessandria, 477 in provincia di Asti, 513 in provincia di Biella, 789 in provincia di Cuneo, 861 in provincia di Novara, 4.751 in provincia di Torino, 512 in provincia di Vercelli, 419 nel Verbano-Cusio-Ossola, 95 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 117 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 456.
I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 31.135, di cui 17.957 risultati negativi.
SCONTRO FEDEZ-CODACONS, INTERVIENE PATRIZIA POLLIOTTO DI UNIONE CONSUMATORI PIEMONTE
Coronavirus, tempo di crisi, solidarietà e accesi scontri sul web: anche quando, al centro di tutto, vi sono iniziative solidali. “Quanto accaduto a livello pubblico in questi giorni tra Fedez-Ferragni e il Codacons, nel cui merito mi astengo dall’introdurmi, offre lo spunto per alcune, fondamentali riflessioni sul tema della donazioni benefiche al tempo di Internet”. E’ quanto afferma Patrizia Polliotto, stimato legale nonché Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.
“In un momento in cui massima e prodiga è l’attenzione dell’opinione pubblica al dramma in atto e contestualmente anche agli sforzi collettivi profusi a cercare di arginarlo, si moltiplicano le iniziative di raccolta fondi a favore di questa o quella nobile causa. Occorre, nella scelta, prestare attenzione, affidando il proprio contributo soltanto a quelle piattaforme universalmente riconosciute per svolgere tale tipo di attività. Esiste, altresì, anche la possibilità di rivolgersi all’ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser, che dal 2000 ad oggi è il punto di riferimento riconosciuto per gli operatori del settore”, prosegue l’Avvocato Polliotto.
Che riprende: “Il problema, quasi sempre, si nasconde nella scarsa informazione a disposizione degli utenti del web, che difficilmente, stante la stringatezza dei testi introduttivi e di accompagnamento presenti sui social e le pagine ufficiali delle varie campagne, presentano ben chiare alla lettura tutte le clausole relative ai criteri di raccolta e ripartizione delle campagne stesse. Occorre, pertanto, accompagnare queste iniziative affidandosi anche ai professionisti della comunicazione, giornalisti e uffici stampa, perché tutto sia ben spiegato anche nei dettagli, offrendo ai potenziali aderenti tutte le più ampie, corrette ed esaustive informazioni in proposito”, conclude Patrizia Polliotto.
Si invita tutti i coloro i quali fossero interessati ad effettuare una donazione di qualsiasi entità a leggere attentamente le condizioni contrattuali facendo riferimento solo alle informazioni pubblicate sui siti internet e provenienti da canali ufficiali.
L’Italia abituata a fare da sè si è mobilitata nell’emergenza. Un esempio viene da Givoletto. Grazie a una generosa donazione, tutti i 4 mila abitanti del Comune di Givoletto (Torino) avranno una mascherina lavabile e riutilizzabile per proteggersi dal Coronavirus Covid 19. “Un’azienda di Grugliasco, la Diastar – spiega il sindaco, Azzurrra Mulatero – ci ha fatto un grande regalo. Mi sento il sindaco più fortunato d’Italia ed esprimo immensa gratitudine per l’imprenditore che ha voluto farci questo dono, che mi permette di proteggere tutta la popolazione in questi difficilissimi momenti”
Le prime mille mascherine sono già arrivate, altre mille arrivano oggi e giovedì parte la distribuzione da parte dei consiglieri comunali e dei volontari che andranno casa per casa. Entro mercoledì della prossima settimana tutto il quantitativo di mascherine sarà consegnato al Comune di Givoletto, che completerà così la distribuzione. “Ero molto preoccupata – aggiunge il sindaco – perché la Protezione Civile annullava i nostri ordini. Fino ad ora ci aveva mandato 50 mascherine per 4 mila abitanti. Dopo questa donazione ho detto all’Unione dei Comuni della nostra zona che rinuncio alle 250 mascherine che ci avrebbero mandato. Inoltre, domanderò ai cittadini di non prendere in consegna la loro mascherina se non ne hanno bisogno e se ci saranno delle rimanenze le darò alla Croce Rossa”.
La Diastar fino a pochi giorni fa era specializzata in frese per il settore dentale e orafo, ma con grande prontezza ha riconvertito parte della produzione per far fronte all’emergenza Covid 19. Fra l’altro, si tratta di dispositivi sanitari particolarmente efficaci, perché dotati di una speciale membrana interna di particelle d’argento che permette una potente azione biocida. I manager della DG hanno preso questa decisione sulla base dell’esperienza maturata negli anni scorsi nella produzione di abbigliamento per uso odontoiatrico, che utilizzava un tessuto di nuova generazione antibatterico, idrorepellente, impermeabile, ionizzante, termoregolante, lavabile a 40° e autoclavabile. L’attuale capacità produttiva dell’azienda è di 2.500 mascherine al giorno.
In questa foto di Mario Alesina la Mole Antonelliana illuminata con i colori della bandiera nazionale, in memoria dei caduti nella guerra contro il coronavirus

Lunedì scorso si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè un giovane paziente che presentava un gravissimo quadro di insufficienza respiratoria, in COVID positività, che ha richiesto l’intubazione in urgenza. Stante la difficoltà connessa al supporto ventilatorio, il paziente è stato trasferito presso l’ospedale Giovanni Bosco, dove è stato evidenziato come alla base delle difficoltà ventilatorie vi era una massa di quasi 2 cm. che ostruiva quasi completamente la trachea (90 – 95%) e che impediva, nei fatti, la ventilazione meccanica necessaria per il trattamento dell’insufficienza respiratoria COVID – correlata.
È stata quindi allestita un’équipe rianimatoria, coordinata dal dottor Sergio Livigni dell’ospedale Giovanni Bosco in collaborazione con lo staff della Città della Salute di Torino, che ha provveduto a connettere il paziente alla circolazione extracorporea (ECMO) ed a trasferire il paziente presso la Rianimazione di riferimento dell’ospedale Molinette, diretta dal professor Luca Brazzi.
Confermato il sospetto diagnostico, per salvare la vita del giovane paziente, si è proceduto all’esecuzione, in urgenza, di una manovra di disostruzione della trachea e dei bronchi coinvolti dalla malattia, con l’utilizzo di broncoscopia rigida, mentre la circolazione extracorporea garantiva idoneo supporto all’insufficienza respiratoria determinata dall’infezione da COVID.
Si tratta del primo caso al mondo in cui tale procedura sia stata eseguita in paziente COVID positivo con tutte le difficoltà correlate alla necessità di ridurre la diffusione dell’infezione nell’ambiente e tra gli operatori. L’intervento non invasivo è stato eseguito venerdì scorso, in regime di sicurezza per gli operatori, presso la Rianimazione universitaria, da parte del dottor Paolo Solidoro broncoscopista della Pneumologia universitaria delle Molinette (diretta dal professor Carlo Albera del Dipartimento Cardiotoracico e Vascolare, diretto dal professor Mauro Rinaldi), con la supervisione del dottor Rosario Urbino coadiuvato dall’équipe anestesiologica formata da Chiara Bonetto e da Ivo Verderosa e dagli infermieri professionali Barbara Picco e Mario Viale. L’intervento ha avuto successo liberando le vie aeree dalla massa, così permettendo la sospensione della circolazione extracorporea e l’inizio del progressivo svezzamento dalla ventilazione.
Tutto ciò è stato reso possibile dalla collaborazione in rete di più ospedali del Piemonte coinvolti e dalla professionalità delle équipes mediche ed infermieristiche che hanno partecipato ad ogni singolo passo in un momento di massima emergenza nazionale legata al COVID-19.
E’ addirittura il più antico museo del mondo dedicato totalmente alla cultura egizia, il secondo per importanza dopo quello del Cairo.
La fondazione vera e propria avvenne nel 1824, quando il re il re Carlo Felice acquistò una collezione di reperti egizi (allora diventati molto “di moda” a seguito delle campagne napoleoniche nella terra delle piramidi) per la modica cifra di 400.000 lire di allora. Il sovrano vi aggiunse altri reperti di antichità classiche appartenenti ai Savoia e il museo poté iniziare la sua attività. Oggi le sale sono chiuse a causa dell’emergenza sanitaria, ma sul sito del museo è possibile effettuare interessanti visite virtuali. Buon compleanno!