ilTorinese

Tradito dal selfie: la polizia sequestra 8 chili di marijuana

Son ben 8 i chili di marijuana sequestrati dagli agenti del Commissariato Barriera Milano nel corso di un’operazione di polizia giudiziaria giovedì scorso.

Nel pomeriggio, intorino alle 17, gli agenti notano alcuni cittadini tre cittadini nigeriani aggirarsi in modo sospetto tra corso Vercelli e via Feletto. Durante il controllo, uno dei tre, un trentaduenne con precedenti di polizia a carico, cerca di nascondere ai poliziotti il possesso di un mazzo di chiavi in suo possesso. La cosa insospettisce gli agenti i quali, grazie a un selfie presente nel cellulare dello straniero, riescono a risalire alla sua abitazione: un alloggio in via Lorenzo Bruno.

L’appartamento, oltre che dal cittadino nigeriano, era occupato da una sua connazionale di 26 anni. Nel corso della perquisizione, gli agenti oltre a due bilancini di precisione, rinvengono, riposti in un armadio 8 chili di marijuana, contenuti in due grossi sacchi.

Alla luce del rinvenimento, entrambi i cittadini stranieri vengono arrestati per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.   

Luglio al Centro Congressi Unione industriale

Settimana culturale Centro Congressi Unione industriale Torino. Dal 13 al 17 luglio 2020 Mezz’ora con…

martedì 14 luglio alle ore 14.00, l’incontro  sarà dedicato al Codè Crai e il protagonista sarà il Direttore Generale, il dott. Tullio Quaranta.
Crai nasce nel 1973 per iniziativa di un gruppo di commercianti al dettaglio di generi alimentari con
l’obiettivo di costruire un forte gruppo di natura associativa in grado di entrare in concorrenza diretta con la
grande distribuzione. Da allora Crai ha costantemente potenziato la propria struttura e la propria rete di
negozi sviluppando sempre più una politica di insegna su base nazionale con caratteristiche di prossimità e
con un’impostazione di conoscenza e fiducia tra il dettagliante e il consumatore.
L’assetto organizzativo è ispirato al modello federale secondo il quale la Centrale, che ha sede a Milano,
coordina e dirige le strategie rese poi operative attraverso 17 poli distributivi che coprono tutto il territorio
italiano con estensioni fino in Svizzera, Malta e Albania.
Uno spettacolo d’estate l’appuntamento, mercoledì 15 luglio 2020, ore 18.00 ,  ospita l’autore Luca Bianchini che, in un clima di spettacolo e insieme al regista Marco Ponti , presenterà “ Baci da Polignano” , il nuovo e attesissimo sequel di “ Io che amo solo te” con i personaggi tanto amati come Ninella e don Mimì.
Ora li ritroviamo alcuni anni dopo e anche se il tempo passa per don Mimì Ninella
resta sempre la donna della sua vita, nonostante il destino li abbia separati più volte. La situazione
però cambia all’improvviso quando Matilde, la moglie di don Mimì, perde la testa per Pasqualino, il
tuttofare di famiglia. Per don Mimì questa è l’occasione per andare a vivere da solo e ritrovare Ninella,
che però da qualche tempo ha accettato la corte di un architetto milanese. Riprendono così le
schermaglie amorose tra i due e intorno a loro ci sono sempre gli altri irresistibili personaggi: Chiara e
Damiano e la loro figlia che li comanda a bacchetta; Orlando e la sua “finta” fidanzata Daniela; Nancy e
il sogno di diventare la prima influencer di Polignano; la zia Dora, corre dal “suo” Veneto per riscattare
l’eredità contesa di un trullo. Tra dubbi, fughe al supermercato, tuffi all’alba e malintesi prosegue la
storia di tutti loro, e soprattutto quella di Ninella e don Mimì, sotto il cielo di Polignano con la sua
magica luce.
Per rispettare il fil rouge che unisce e accomuna tutti gli eventi di “Uno spettacolo d’estate”, il pubblico
in sala sarà sorpreso e allietato da uno spettacolo che accompagnerà la presentazione.

Riapre l’aula di Palazzo Lascaris

Il Consiglio regionale ritorna a lavorare con la presenza dei consiglieri in Aula a partire da martedì 14 luglio. Così è stato deciso dalla Conferenza dei capigruppo, in base alla proposta dell’Ufficio di presidenza.

“Finalmente un ritorno alla normalità, dopo il Covid-19. Il rientro dei Consiglieri nell’Aula di Palazzo Lascaris – spiega il presidente Stefano Allasia – è anche un segnale importante di ripresa, che oltre a rendere più agevoli i nostri compiti legislativi, spero rappresenti appunto l’inizio del rilancio del Piemonte in generale”.

Sono state adottate particolari  cautele: la capienza massima dell’Aula è ridotta a 60 persone  munite di mascherina (i consiglieri regionali sono 51, compreso il Presidente della Regione ed a questi possono aggiungersi degli assessori esterni).  Ogni fase dei lavori dell’Assemblea è stata studiata, a partire dall’accesso all’emiciclo per evitare assembramenti. I consiglieri sono seduti a posti alternati e la permanenza in Aula non può essere superiore alle tre ore consecutive e solo dopo una pausa di mezz’ora può ripartire la seduta.

La ripresa dei lavori consiliari in presenza è previsto per le riunioni degli organi istituzionali, come le Commissioni permanenti, le Giunte e la Conferenza dei capigruppo.

Continuerà ad essere garantita la pubblicità delle sedute dell’Assemblea plenaria e delle Commissioni in sede legislativa, attraverso la trasmissione in streaming sul sito istituzionale dell’ente e su Facebook e dalla comunicazione in tempo reale attraverso il live tweet a cura dell’ufficio stampa.

Infatti, le sedute non sono ancora aperte al pubblico; per i giornalisti può essere permesso solo previa specifica autorizzazione del presidente. Normalmente i giornalisti potranno recarsi all’interno di Palazzo Lascarsi nella Sala Viglione nel limite della capienza a garanzia del distanziamento sociale. Vi sono anche norme specifiche per eventuali interviste e conferenze stampa.

Le sedute d’Aula in presenza dell’Assemblea legislativa partiranno, quindi,  martedì 14 luglio, dalle 10 alle 18, per esaminare le proposte di legge 4, su un elenco regionale degli operatori socio-sanitari e, 41, per il contenimento della crescita della popolazione di ungulati, già all’odg nelle ultime sedute. A seguire è stata inserita nell’odg anche la Pdl 59 “Riconoscimento della specificità montana della Provincia del Verbano Cusio Ossola e trasferimento dei proventi dei canoni per l’utilizzo del demanio idrico”. Alle 9.30 è previsto il sindacato ispettivo e, alle 14, il question time.

Si riuniranno anche le Commissioni.

Una prima riunione si è  già svolta Lunedì 13

•          Alle 11 la quarta, presieduta da Alessandro Stecco, per l’informativa della Giunta regionale sul recupero delle liste d’attesa.

Mercoledì 15

•          Alle 9.30 la seconda, presieduta da Mauro Fava, per l’espressione del parere preventivo su una delibera in merito al Programma triennale dei servizi di trasporto pubblico locale 2019-21.

•          Alle 11.30 la sesta, presieduta da Paolo Bongioanni, per un parere sui criteri di erogazione bonus cultura.

Giovedì 16

•          Alle 15 la quinta, presieduta da Angelo Dago.

Si segnala che, in occasione della Festa del Piemonte, sabato 11 alle 9.45, al Colle dell’Assietta (To), il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia partecipa alla Santa Messa organizzata dall’Associassion Festa del Piemont al Col ed l’Assieta.

Lunedì 13 alle 11, presso le Officine Grandi Riparazioni – OGR (via Borsellino 17/A), il presidente Allasia interviene anche alla cerimonia di conferimento dell’Onorificenza della Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte per meriti civili alla Brigada Henry Reeve, per ringraziare il personale sanitario cubano impegnato presso il Covid Hospital Ogr. Presenzia anche l’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia José Carlos Rodriguez Ruiz.

Una Regione allo specchio

“Piemonte cinquant’anni” è la rappresentazione di mezzo secolo di vita della nostra Regione attraverso più di 200 fotografie in bianco e nero e a colori. Un percorso lungo e complesso che ha scavalcato non solo il Secolo Breve ma addirittura la svolta del Millennio.

“Sfogliando le pagine di questo catalogo – afferma il Presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia nella presentazione – è legittimo provare un senso di orgoglio per essere cittadini della nostra regione. Le immagini testimoniano episodi cruciali della storia degli ultimi cinque decenni. Questo percorso, talvolta drammatico talvolta più sereno, rimane tuttavia lontano da intenti celebrativi o autoreferenziali, mirando piuttosto a sviluppare nel lettore una doverosa riflessione sull’identità regionale, che deve attingere alla propria memoria passata per affrontare con determinazione, fiducia e senso di appartenenza comunitario le sfide del presente e del futuro”.

In occasione delle celebrazioni del cinquantenario il Consiglio regionale del Piemonte, con il sostegno della Fondazione CRT, ha promosso la realizzazione di una mostra e di un catalogo fotografico, che l’agenzia Ansa ha curato a partire dai materiali iconografici provenienti dagli archivi storici istituzionali. Il percorso si snoda idealmente attraverso i primi 15 articoli dello Statuto regionale che contengono i suoi principi fondamentali.

“La storia della Fondazione CRT si è sempre intrecciata con quella della Regione Piemonte, accompagnando ogni giorno la vita dei cittadini in molti ambiti: cultura, welfare, ambiente, lavoro, ricerca, innovazione, formazione”, afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

“Il volume propone un racconto iconografico sobrio ma autorevole, come l’informazione dell’Ansa, un viaggio nella storia di un Piemonte dalle forti tradizioni, pioniere nella politica e nell’economia come nell’arte e nella cultura. Centocinquanta pagine di fotografie che immortalano la vita della Regione e, con questa, il risultato di cinquant’anni di produzione legislativa e attività di governo”, dichiara Luigi Contu, direttore Agenzia Ansa.

La prima Carta della Regione Piemonte, come quella delle altre 14 Regioni italiane a statuto ordinario, era stata promulgata nel 1971. La revisione e l’aggiornamento del testo sono stati portati a termine il 19 novembre 2004, mentre l’entrata in vigore della nuova carta risale al 22 marzo 2005. Nel 2020 quindi celebriamo non soltanto il cinquantenario della Regione ma anche i 15 anni del nostro nuovo Statuto.

Il racconto della storia del Piemonte dal 1970 al 2020 parte dalle immagini in bianco e nero delle prime legislature e attraverso i numerosi argomenti toccati dallo Statuto (autonomia e partecipazione, sussidiarietà, programmazione, sviluppo economico e sociale, territorio, patrimonio naturale e culturale, salute, casa, tutela dei consumatori, diritti sociali, informazione, pari opportunità, scuola e ricerca, relazioni con l’Europa) arriva alle immagini più recenti del Piemonte di oggi.

La mostra (e il ricco catalogo a colori che la accompagna) saranno presentati al pubblico con un’anteprima virtuale sui canali social di @crpiemonte (Twitter, Facebook, YouTube, sito Web) in occasione delle celebrazioni del cinquantenario lunedì 13 luglio 2020, mentre verranno messi a disposizione dei visitatori nella versione completa (arricchita anche da alcuni video) a novembre 2020, quando sarà celebrato solennemente l’anniversario della firma del primo Statuto della Regione Piemonte (10 novembre 1970) e quello dell’approvazione della sua più recente versione (19 novembre 2004).

Nel 50° compleanno della Regione il “grazie” del Piemonte ai medici e infermieri cubani

Regione Piemonte e Consiglio regionale hanno ringraziato ufficialmente i 38 medici ed infermieri della “Brigada Henry Revee” di Cuba per la dedizione e l’elevata professionalità profuse per 100 giorni nella cura dei malati piemontesi di Covid-19 che sono stati ricoverati presso la struttura ospedaliera temporanea allestita nelle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Nel corso di una cerimonia tenutasi proprio alle OGR di Fondazione Crt questa mattina, giorno in cui ricorreva anche il 50° compleanno della Regione, è stata conferita alla Brigada l’onorificenza per meriti civili istituita appositamente dal Consiglio regionale per tutti gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid, che in futuro potrà essere conferita anche a persone fisiche e giuridiche, istituzioni, enti e organismi italiani o esteri che si sono distinti in situazioni eccezionali o emergenze sociali.

Il primo intervento è stato del presidente del Consiglio, Stefano Allasia: “Gli operatori sanitari della Brigada Henry Reeve hanno dato prova di eccezionale dedizione e altissima professionalità nel garantire la quotidiana assistenza sanitaria e nel fronteggiare la grave crisi epidemiologica che ha colpito la nostra Regione. Hanno fatto delle Ogr un forte e solido punto di riferimento per la cura dei malati piemontesi di Covid-19. Sono orgoglioso di consegnare queste medaglie: una speciale onorificenza della Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, un segno di grata riconoscenza.
La cooperazione tra Piemonte e Cuba è un esperienza virtuosa che desideriamo si possa rinnovare in futuro sotto l’aspetto culturale ed economico, su questo non mancherà il nostro impegno. Con l’occasione desidero infine ringraziare l’assessore alla Sanità Icardi: in questi mesi di emergenza, che ci hanno segnato profondamente, è stato un eccellente direttore di orchestra che ha guidato il Piemonte fuori da una gravissima crisi che nessuno avrebbe potuto prevedere”.

Il vicepresidente della Regione, Fabio Carosso, ha sostenuto che “questa esperienza ha reso onore al personale sanitario di Cuba e del Piemonte, che lavorando insieme hanno offerto un grande contributo per fronteggiare la pandemia nei momenti più drammatici. L’onorificenza riconosce il grandissimo impegno profuso in questi mesi, di cui li ringraziamo di cuore”.

Ripercorrendo il periodo più intenso dell’emergenza, l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, “il contributo della Brigada è stato provvidenziale e strategico, perché ha permesso di rendere immediatamente operativo un nuovo ospedale nel cuore di Torino, in modo da consentire alle altre strutture sanitarie metropolitane di tirare il fiato. La generosità di questi ‘ragazzi’, partiti dall’altra parte dell’Oceano per venire a prestare la loro opera di medici e infermieri in Piemonte è non solo encomiabile, ma commovente per la carica di umanità e il significato di solidarietà che rappresenta”.

L’assessore alla Cooperazione internazionale, Maurizio Marrone, ha omaggiato la missione cubana di sigari “Garibaldi”, eroe dei due mondi e protagonista del Risorgimento italiano, ed ha rilevato che “l’emergenza sanitaria ha infranto i tabù dei tradizionali blocchi geopolitici, con importanti missioni di soccorso da parte di Paesi vittime di embarghi e sanzioni economiche come Cuba e la Russia” e che “come Piemonte faremo tesoro della solidarietà ricevuta nella pandemia per rivedere e ampliare il perimetro della nostra cooperazione internazionale, senza tabù ideologici”.

L’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, Josè Carlos Rodriguez Ruiz, si è detto “molto commosso per il riconoscimento verso l’impegno profuso per offrire salute al popolo piemontese” ed ha sottolineato che “la pandemia ci ha insegnato che il mondo è fragile e che in momenti difficili come questo c’è bisogno di fratellanza e cooperazione tra i popoli. Per questo abbiamo risposto molto velocemente alla richiesta di aiuto arrivata dal Lombardia e Piemonte. Alle OGR abbiamo costruito insieme un modello di unione per il bene degli esseri umani che è diventato conosciuto in tutto il mondo”.

Come segno di riconoscenza per il grande lavoro di squadra messo in campo sia a livello pubblico che privato, durante la cerimonia sono state consegnate delle targhe della Regione Piemonte a tutti gli enti e le organizzazioni che hanno contribuito all’allestimento dell’ospedale Covid delle Ogr e alla missione della Brigada Henry Reeve: Ambasciata della Repubblica di Cuba, Consolato generale della Repubblica di Cuba a Milano, Genio Infrastrutture dell’Aeronautica Militare, Fondazione Crt, Compagnia di San Paolo, OGR Officine Grandi Riparazioni, Gruppo Lavazza, Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, Asl Città di Torino, Protezione civile e Unità di crisi della Regione Piemonte, Edisu Piemonte, Ceipiemonte e Aicec (Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba).

Marsiaj nuovo presidente degli industriali torinesi

E’ Giorgio Marsiaj, presidente della Sabelt, nota azienda che produce cinture di sicurezza, calzature  e sedili per auto, il nuovo presidente dell’Unione Industriale di Torino.

E’ stato eletto dall’assemblea generale degli imprenditori riunitasi in streaming, al termine del mandato svolto da  Dario Gallina.

Al suo fianco i vicepresidenti Massimiliano Cipolletta, Antonio Calabrò, Anna Ferrino e Marco Lavazza. Si aggiungeranno il futuro presidente dell’Amma che sarà  nominato a settembre al posto di Marsiaj. Nel Comitato di Presidenza  anche Alberto Lazzaro, presidente dei Giovani Industriali e Giovanni Fracasso, presidente del Comitato Piccola Industria.

Coronavirus, una vittima e sei contagi. Stabili le terapie intensive

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

25.484 PAZIENTI GUARITI E  855 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 25.484 (+7 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3076 (+2) Alessandria, 1513 (+4) Asti, 827 (+1) Biella, 2358 (+0) Cuneo, 2298 (+0) Novara, 13.227 (+0) Torino, 1075 (+0) Vercelli, 947 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 163 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 855 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI TOTALI SONO 4112

Sono 1 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. di cui 0 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale complessivo è ora di 4112 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 677 Alessandria, 255 Asti, 208 Biella, 396 Cuneo, 368 Novara, 1815 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 39 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.504 (+ 6 rispetto a ieri, di cui 4 asintomatici. Dei 6 casi, 3 screening, 1 contatto di caso e 2 con indagine in corso) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 4081 Alessandria, 1880 Asti, 1053 Biella, 2894 Cuneo, 2805 Novara, 15.938 Torino, 1344 Vercelli, 1146 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 265 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 98 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 9 (come ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 180 (-10 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 864

I tamponi diagnostici finora processati sono 450.251, di cui 246.744 risultati negativi.

13 luglio 1970 – 13 luglio 2020

Nel tardo pomeriggio di lunedì 13 luglio 1970, alle ore 17, iniziò nell’aula ottocentesca del Palazzo delle Segreterie di piazza Castello a Torino (sede gentilmente offerta dalla Provincia), la seduta inaugurale della I Legislatura del primo Consiglio regionale della storia del Piemonte.

Alla presenza dei 50 consiglieri eletti il 7 giugno 1970, di numerose Autorità e con l’esposizione dei gonfaloni dei Comuni insigniti dalla medaglia d’oro, il Consigliere anziano Gianni Oberto Tarena, interpretando appieno la solennità e l’emozione del momento storico che tutti avvertivano, aprì la seduta con queste parole: “Da questo momento la Regione Piemonte, costituita in Ente autonomo, esercita propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione”. 

“Il mio discorso deve avere anche un contenuto politico – proseguì Oberto – che riaffermi la fede e i propositi che l’accompagnano in questo nuovo ente che trova la sua collocazione nella volontà politica e per noi adesso nell’adempimento di quel documento fondamentale che è al Costituzione nata dal travaglio ella riscossa e del riscatto che ha avuto e d ha nella lotta di liberazione il suo fermento, il suo lievito, il suo fondamento, il suo insegnamento”.
Proseguendo Oberto fece riferimento alle deleghe di compiti e funzioni alle Province e agli altri Enti territoriali, ai 1209 Comuni prima di tutto. Sottolineando le funzioni della Regione come “essenzialmente normative in senso legislativo e programmatorio prima che esecutivo”. Un cenno nel suo discorso andò anche al tasso di immigrazione che “che per il Piemonte è altissimo: il saldo migratorio nel decennio 1958-1968 si chiude con la impressionante cifra di 521.567 unità e siamo oggi a 4.400.000 abitanti”. Oberto parlò anche dell’imminente stesura dello Statuto della Regione: “i 120 giorni fissati per tale adempimento non sono molti ma la Regione Piemonte, nel solco della sua tradizione di laboriosità, penso vorrà rispettare i termini”.

All’intervento di apertura del presidente provvisorio fecero seguito quelli dei rappresentanti degli schieramenti politici presenti in Consiglio, partendo dai minori per arrivare a quelli più numerosi.
Il primo consigliere a cui il presidente diede la parola fu Mario Giovana (PSIUP-PCI) il quale, dopo aver sottolineato duramente che erano passati ben 22 anni prima di giungere della costituzione delle Regioni, disse: “Riteniamo spetti a questa assemblea farsi momento promotore e collettore delle spinte nuove che emergono dal travaglio di crescita della nostra società, stabilendo rapporti diretti e sostanziosi con quante istanze di democrazia e di autogoverno delle masse vengono maturando in seno al corpo sociale”.
Seguì l’intervento di Domenico Curci, consigliere del MSI, che subito precisò la sua posizione: “Quali rappresentanti dell’unico partito politico che nel parlamento nazionale ha portato coerentemente, sino alle estreme conseguenze, la sua opposizione all’istituzione delle Regioni, ma che come è nella sua morale e nelle sue tradizioni, rispetta istituti, metodi e principi che pur avversa quando essi sono parte integrante della legislazione e degli ordinamenti dello Stato, ci accingiamo a compiere, nella Regione che vede oggi la luce il nostro dovere al servizio della Nazione”.
La parola passò poi ad Aldo Gandolfi, consigliere del PRI, che iniziò il suo intervento dicendo: “…rappresento una corrente, un partito politico che da quasi un secolo conduce una battaglia regionalista. Attraverso una corretta realizzazione delle Regioni passa in concreto la possibilità di realizzare anche nel nostro Paese una moderna democrazia industriale”.
Terenzio Magliano, consigliere del PSU, disse: “… ci accomuna e rende possibile il discorso la convinzione di dover passare, sia pure nel confronto critico continuo, attraverso la sola e unica strada possibile, quella democratica nella quale tutte le riforme sono possibili e tutti gli apporti costruttivi hanno incidenza e lasciano traccia duratura”.
Il consigliere del PLI Cesare Rotta, esordì citando Einaudi: “Come liberali noi siamo assertori del decentramento delle istituzioni e della devoluzione del potere in modo da rendere possibile, al maggior numero di cittadini di conoscere e controllare l’operato della pubblica amministrazione e di occuparsi della cosa pubblica. L’ordinamento regionale non può essere una federazione di sovranità frazionate e divise, deve essere un sistema di autonomie decentrate. Luigi Einaudi ci ammoniva che l’unità del Paese non è data dalle circolari, dalle istruzioni, e dalle autorizzazioni romane; l’unità del Paese deve essere fatta dagli italiani i quali imparino a proprie spese, commettendo spropositi, a governarsi da sé”.
Nerio Nesi, consigliere regionale per il PSI – dopo aver sottolineato con forza la necessità di procedere speditamente alla stesura dello Statuto regionale – così analizzò la situazione del Piemonte di quegli anni: “Qui risiedono alcuni tra i più grandi, gruppi industriali e finanziari europei, ma qui è quasi completamente assente l’impresa pubblica, qui si è riscontrato il più grande fenomeno immigratorio che ricordi la storia del nostro paese, ma qui vi è stata la maggiore diminuzione di occupazione che si sia verificata in questi anni in Italia. Ciò è dovuto soprattutto alla disoccupazione giovanile, fenomeno che diventa sempre più preoccupante ed al massiccio abbandono delle campagne. In questa Regione si costruiscono manufatti perfetti, ma qui si assiste a forme, fra le più odiose, di speculazione e di sfruttamento”.
Conclusero il primo gruppo di interventi i consiglieri dei due partiti politici principali, il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana.
Dino Sanlorenzo, consigliere del PCI, dedicò buona parte del suo discorso alla questione meridionale: “… proprio nel giorno in cui si insediano, insieme al nostro, altri Consigli regionali di alcune Regioni meridionali che hanno tanti loro figli nel Piemonte di oggi, noi, comunisti, vogliamo ricordare a noi stessi e alle forze politiche piemontesi la lezione di Gramsci, la necessità di unire i lavoratori venuti da tutte le Regioni, realizzare intanto qui la saldatura fra nord e sud e al tempo stesso operare perché siano affrontati e risolti con metodi e contenuti nuovi i problemi di uno sviluppo distorto, caotico non programmato secondo gli interessi della collettività, diretto sinora dai gruppi privilegiati che questi problemi hanno mantenuto e aggravato in tutti questi anni”.
L’ultimo intervento fu quello di Adriano Bianchi, rappresentante della forza politica più numerosa in Consiglio regionale, che espresse gli obiettivi della Democrazia Cristiana in Piemonte: “L’azione della Regione – disse Bianchi – non può realizzarsi ed esaurirsi nel rapporto e nel confronto fra gli schieramenti politici, o nella loro iniziativa, ma comporta un collegamento con ogni sede in cui si riveli o possa essere suscitata una esigenza di autogoverno. … La risposta che si coglie nella visione di un’unica polis, di un’unica città-regione, senza periferie e senza mura esterne, nella quale le autonomie locali, anche le più esigue, trovino un quadro di riferimento, un modello, una funzione valida”.

Venne poi eletto l’Ufficio di Presidenza, che risulterà così composto: Paolo Vittorelli (PSI) presidente (eletto con 46 voti favorevoli e 4 schede bianche su 50), Gianni Oberto Tarena (DC) e Dino Sanlorenzo (PCI) vicepresidenti, Stanislao Menozzi (DC) e Cesare Rotta (PLI) Consiglieri Segretari.

Il neo presidente del primo Consiglio regionale del Piemonte, il senatore Paolo Vittorelli, tenne quindi il suo discorso di insediamento sottolineando i caratteri peculiari del nuovo ente.
“Noi non siamo un ente autonomo come gli altri. Non pretendiamo di essere un Parlamento. Ma, nello stesso tempo, noi dobbiamo essere consapevoli che il Consiglio regionale è qualcosa di diverso dal Consiglio delle altre Amministrazioni autonome – disse Vittorelli -. Non foss’altro che per la struttura della quale noi siamo dotati; struttura che presenta alcune analogie con quella degli organi di carattere nazionale. Non è per puro caso che il Consiglio regionale, diversamente dai Consigli provinciali e dai Consigli comunali, è dotato di organi assembleari e di organi di governo; e la distinzione delle loro funzioni è diretta conseguenza delle caratteristiche che la Regione assume nella Costituzione della Repubblica, caratteristiche secondo le quali la Regione è il primo ente autarchico al quale sia stata conferita potestà legislativa e al quale, nello stesso tempo, siano state attribuite funzioni di controllo sugli altri enti locali”.
“Nello stesso tempo – proseguì Vittorelli – come ente autonomo, siamo anche un ente dotato di una propria sfera, sia pur limitata, di sovranità, fissata negli articoli 117 e 121 della Costituzione della Repubblica. Sfera di sovranità che consente alla Regione, su materie esplicitamente enunciate, di emanare norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti nelle leggi dello Stato….. Si tratta di una innovazione importante nel nostro ordinamento amministrativo, in quanto la Regione assume, in questo modo, una responsabilità che, fino ad oggi, in tutta la storia delle nostre autonomie locali, nessun ente locale era riuscito a conseguire”. ” Vorrei, per concludere, Signori Consiglieri, ricordare che la nostra non è una Regione come le altre. Questo non soltanto perché è una Regione industrialmente sviluppata, ma anche perché ha avuto una funzione importante nella storia del nostro Paese. Non voglio ricordare per esteso la funzione che essa ebbe cent’anni fa: desidero soltanto ricordare a questo riguardo che da questo territorio partì una tradizione di correttezza amministrativa che, con la complessità dei problemi sorti dopo l’Unità d’Italia, andò a poco a poco disperdendosi. In questa Regione noi possiamo ricostituire le condizioni di questa correttezza amministrativa, anche perché i problemi che ci stanno davanti sono problemi di una gravità estrema”.

Alle 20.45 di un caldo lunedì sera, il 13 luglio 1970, il presidente Vittorelli pronunciò le solenni parole conclusive: “La seduta è tolta”. Da quella importante serata ebbe inizio la storia della Regione Piemonte che è arrivata oggi, a 50 anni da quel giorno, alla sua undicesima legislatura.

Dall’Ufficio stampa di Palazzo Lascaris

Razzismo, Ruffino (Fi): “Solidale con Beatrice Ion”

“L’aggressione e gli insulti razzisti contro l’atleta azzurra della nazionale italiana di basket in carrozzina Beatrice Ion e la sua famiglia sono intollerabili e abominevoli, frutto solo di ignoranza e odio.

C’è ancora tantissima strada da fare affinché episodi del genere non si ripetano. Quello del razzismo e della violenza contro le donne e i disabili sono ancora, purtroppo, temi attualissimi. Beatrice è stata insultata da un uomo non solo perché straniera, ma perché disabile e donna. Gli episodi di intolleranza e violenza, infatti, sono rivolti soprattutto verso le donne e i disabili ed è incredibile che ancora oggi ci si trovi a dover commentare simili fatti. Per questo sono sempre più necessarie misure di contrasto alla violenza, partendo dalla scuola dove si formano le generazioni future. La scuola può e deve svolgere un ruolo fondamentale nel contrasto al fenomeno del razzismo, nella promozione della cultura dell’accoglienza e nel contrasto alla violenza di genere. Purtroppo mancano ancora adeguate tutele verso le donne e i disabili, le categorie più esposte e fragili. A Beatrice va la mia solidarietà e l’incoraggiamento a proseguire nello sport. Il suo è un esempio positivo, di ragazza che non si è arresa di fronte alle difficoltà e che continua a combattere per i suoi sogni” Lo dichiara in una nota, Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia.