ilTorinese

Preioni (lega): “Le mascherine della Regione conformi al Dpcm”

“Le mascherine distribuite dalla Regione Piemonte sono sociali, lavabili ben dieci volte. Non sono certificate perché se avessimo dovuto aspettare l’ok da Roma avremmo rischiato di perdere mesi e mesi”.

A scriverlo in una nota, dopo la polemica sollevata dal sindaco di Ornavasso Cigala Fulgosi, è il Presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioni.

“Il sindaco del piccolo centro ossolano, che non perde occasione di sollevare inutili polveroni, non è nuovo a queste sparate – commenta Preioni – forse perché alla ricerca di un po’ di visibilità perduta. Vale chiarire a Cigala Fulgosi – sottolinea il Presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte – che sarebbe stato sufficiente che si fosse il letto il Dpcm dello scorso 26 aprile (“possono essere utilizzate mascherine lavabili, anche auto prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera”) per evitarsi questa brutta figura. Quanto alla certificazione: bussi alla porta del Governo, dove imperano le lungaggini burocratiche.

Nella lettera giunta ieri anche negli uffici torinesi, il sindaco di Ornavasso annuncia dunque di non voler procedere alla distribuzione delle mascherine della Regione. Gli consigliamo di aggiornarsi – conclude Preioni – e poi di rimboccarsi le maniche per il bene dei suoi concittadini. Noi stiamo lavorando per superare l’emergenza socio-sanitaria del Piemonte, Cigala Fulgosi che fa?”.

Perchè non vengono sostituiti gli alberi morti di corso Principe Oddone?

Nella Circoscrizione 7, nel tratto della Spina 3 tra piazza Statuto e piazza Baldissera, non sono stati più piantati gli alberi 

 

I residenti della Circoscrizione 7 ( Aurora-Vanchiglia-Sassi-Madonna del Pilone) hanno da tempo segnalato al Settore Verde Pubblico del Comune di Torino il mancato ripristino degli alberi, che dovevano essere piantati nel corso dei lavori che hanno interessato il tratto della Spina 3 di collegamento tra piazza Statuto a piazza Baldissera.

Questo progetto, infatti, in origine avrebbe previsto anche la costruzione di pali bianchi ( come quelli dell’illuminazione presenti nella Spina 1) e la piantumazione del verde pubblico. Durante i lavori di esecuzione del progetto, gli alberi, però, furono piantati ma ammucchiati, in attesa di una loro definitiva piantumazione. Il risultato fu che molti di essi furono piantati morti o  morirono subito dopo, soprattutto quelli presenti tra corso Principe Oddone e via Sassari.

I residenti della Circoscrizione 7 hanno, così, ripetutamente evidenziato la problematica,  scrivendo al Settore Verde Pubblico del Comune di Torino, e ne hanno avuto in risposta l’indicazione che la piantumazione degli alberi sarebbe stata effettuata dalla stessa ditta appaltatrice dei lavori, senza che alcun onere gravasse sul Comune di Torino.

Nulla, ad oggi, però è stato fatto ed i residenti si chiedono cosa possa succedere nel caso in cui la ditta sparisca, a lavori ultimati, o fallisca.

Il rifacimento di Corso Principe Oddone risale ad un progetto più ampio che ingloba la Spina che taglia Torino da Sud a Nord, sostituendosi ai preesistenti binari del treno. Con l’interramento della ferrovia, il viale della Spina Centrale ha potuto riconnettere due parti di Torino che sono rimaste a lungo separate, divenendo uno dei principali assi Nord-Sud cittadini. Il viale della Spina centrale si sviluppa per una estensione di 12 chilometri, secondo quanto definito dal Piano regolatore generale risalente al 1995, elaborato dagli architetti ed urbanisti Vittorio Gregotti ed Augusto Cagnardi.

Il progetto iniziale che ha coinvolto la prima parte della Spina, che comprende il tratto 1 da corso Rosselli a corso Peschiera, realizzato tra il 1995 ed il 2000, ha visto la piantumazione al centro di querce piramidali e lateralmente della Tila cordata; a margine filari di arbusti  fioriti e di bagolari. Non passa certo inosservato l’igloo di Mario Merz, uno degli undici ‘oggetti d’autore”. Mentre nella Spina 2 da corso Peschiera a Piazza Statuto sono presenti, oltre alla stazione di Porta Susa e le ex Officine Grandi Riparazioni, di più difficile realizzazione è risultata la realizzazione della Spina 3, anche se lo scorso anno prendevano il via i lavori di completamento del Parco Dora- Spina 3.

Nel 2015, in seguito al decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014, cosiddetto “sblocca Italia” del governo Renzi, grazie alla pressione esercitata a Roma dell’allora sindaco di Torino Piero Fassino, l’allora ministro alle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio consentì lo sblocco di denaro per completare una parte dei lavori del passante che conduceva da piazza Statuto a piazza Baldissera. La zona interessata dallo sviluppo della cosiddetta Spina 3 si sviluppa intorno al corso urbano della Dora Riparia, nella zona Nord di Torino, tra via Verolengo ed i corsi Potenza, Umbria e corso Principe Oddone. Ampia un milione di metri quadrati, la Spina 3 rappresenta circa l’1, 4 del territorio comunale (ad esclusione della collina). È stata interessata dai cosiddetti “programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio” che, proprio come suggerisce il loro stesso nome, avrebbero dovuto favorire e promuovere occasioni di sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale, anche se, concretamente, non sempre è stato così.

Mara Martellotta

 

La Regione: “Bene le riaperture, ma valutando i contagi”

La Regione Piemonte condivide il documento delle Regioni  che chiedono di potere riaprire il commercio al dettaglio da lunedì 11 maggio

Si è però riservata la possibilità di valutare le scelte in base all’andamento del contagio in questa prima fase di ripartenza.

Durante la conferenza delle Regioni il Piemonte ha sottolineato che l’Italia presenta  aree con situazioni diverse. Di conseguenza le scelte dovranno essere adottate in base all’andamento futuro del contagio.

(foto: il Torinese)

Sport, al via il programma triennale della Regione

Il Consiglio regionale ha dato il via libera al programma triennale 2020-2022 sullo sport. L’Aula ha approvato a maggioranza la proposta di delibera che doterà il Piemonte di un piano articolato di interventi per l’impiantistica e la promozione delle attività sportive

“Per la prima volta si comprendono in un unico testo normativo l’impiantistica e la promozione sportiva – ha detto l’assessore Fabrizio Ricca -. Il programma si struttura in quattro assi – impiantistica e promozione sportiva, sport tradizionali, tutela e promozione delle attività delle società storiche del Piemonte, sport invernali olimpici e paralimpici – per ciascuno dei quali sono previste misure specifiche. Per il 2020 sono previsti interventi diversi da quelli precedentemente programmati in conseguenza dell’emergenza Covid 19, che saranno specificati nel piano annuale, strettamente connesso al disegno di legge “Riparti Piemonte” che prevede per lo sport 7,5 milioni di euro”.

Di questi 4 milioni saranno destinati a coprire le spese vive di funzionamento e di gestione ordinaria degli impianti e delle attività per i mesi di inattività, 1 milione andrà ai bandi tradizionali, che saranno modulati con il supporto di Coni, Cip e federazioni, 2,2 milioni per l’adeguamento degli impianti, comprese le palestre. Inoltre verrà destinato un euro per ogni atleta tesserato delle società sportive iscritte al registro del Coni.

“Si tratta di un provvedimento fondamentale per il mondo sportivo – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – perché darà un sostegno concreto a un settore duramente colpito dalla mancanza di liquidità causata dall’emergenza epidemiologica. Lo sport svolge da sempre un ruolo sociale fondamentale, in quanto rappresenta uno strumento di educazione e uno straordinario catalizzatore di valori universali positivi. Ringrazio tutti i gruppi consiliari per il senso di responsabilità dimostrato nell’aver approvato celermente questa delibera”.

La consigliera Sarah Disabato (M5s) è intervenuta con una serie di richieste contenute in un ordine del giorno presentato dal gruppo pentastellato: erogare contributi per l’emergenza Covid sotto forma di premialità per associazioni, federazioni, enti che gestiscono impianti pubblici in concessione; destinare una quota dei fondi europei assegnati alla Regione e non utilizzati a supporto del mondo sportivo; considerare le attività professionali sportive indipendenti tra le categorie da supportare; valutare la possibilità di voucher per le famiglie per l’accesso alle attività sportive di associazioni e società; attivarsi con il Ministero per chiedere il riconoscimento dei lavoratori  del settore sportivo.

La collega Francesca Frediani si è soffermata sull’attività motoria nelle scuole elementari, auspicando che alla ripresa possa essere affidata a dei professionisti, mentre Ivano Martinetti ha chiesto attenzione particolare per il mondo dei disabili.

Diego Sarno (Pd) ha riconosciuto gli elementi di novità del piano, che mette insieme impiantistica e attività, ma ha lamentato il non coinvolgimento delle grandi associazioni di promozione sportiva nella redazione del testo, auspicando che avvenga nel prossimo futuro.

Per Paolo Bongioanni (FdI) il piano è il primo atto per sostenere il sistema imprenditoriale piemontese colpito dalla chiusura per Covid 19. Ha condiviso l’attenzione per il mondo delle palestre, che come quello del turismo sta risentendo della brusca interruzione dei flussi finanziari, e si è detto contrario a contributi a pioggia uguali per tutti.

Carlo Riva Vercellotti (FI) ha chiesto tempi rapidi per l’istruttoria dei bandi, per poter arrivare quanto prima all’erogazione delle risorse. Inoltre ha auspicato che parte dei 3,3 milioni di euro destinati ai grandi eventi sportivi per il 2020, laddove non fossero realizzati possano essere destinati allo sport di base e minore.

La collega Alessandra Biletta ha chiesto attenzione per gli impianti natatori, che sono rimasti attivi anche se non utilizzati.

Federico Perugini (Lega) ha detto che il provvedimento, risultato di dialogo tra tutte le forze politiche del Consiglio, ha cercato di dare soluzioni non facili e che saranno innovative per il mondo dello sport.

Approvato all’unanimità l’odg collegato a prima firma Disabato, con lo stralcio del punto in cui si chiedevano contributi sotto forma di premialità per associazioni, federazioni, enti che gestiscono impianti pubblici in concessione, perché superato dalle misure previste dal Ddl “Riparti Piemonte”.

Contagion, il film del 2011 che previde la pandemia

Contagion, il film che nel 2011 ha raccontato di un virus letale che passa dai pipistrelli ai maiali macellati e infine agli esseri umani nei ristoranti della Cina, ha previsto la pandemia da Covid-19 con impressionante precisione.

Fanno parte del cast i migliori attori americani Jude Law, Matt Damon, Kate Winslet, Marion Cotillard e Gwynet Paltrow. Ed è propria la nota attrice Gwynet Paltrow, poche settimane fa su Instagram, a scrivere “Ho già vissuto questo film” postando ironicamente una propria foto personale con la mascherina. Guardando con attenzione il suo film del 2011 “Contagion” del regista Steven Soderbergh, nessuno può darle torto. L’attrice in Contagion interpreta la paziente zero, che muore 48 ore dopo aver contratto il virus, chiamato Mev-1, nella città di Hong Kong. Nel film sono presenti tante analogie con la pandemia da coronavirus…

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Contagion, il film del 2011 che ha previsto la pandemia

Uffici postali: 96 per cento aperti a Torino e in provincia

Dal 4 maggio prolungato l’orario di 7 Uffici Postali e  l’apertura tutti i giorni di altri 21

 

 Continua la progressiva riapertura degli Uffici Postali in provincia di Torino che ad oggi ha raggiunto il 96% della sua totalità. Dopo la temporanea rimodulazione resasi necessaria allo scoppiare della pandemia di COVID del mese di marzo, Poste Italiane ha provveduto ad aumentare gradualmente le aperture degli Uffici Postali già a partire dallo scorso 26 marzo in coincidenza con il pagamento delle pensione, fino ad arrivare al quasi completamento delle riaperture sia nella città di Torino che nella sua provincia.

 

In questi giorni infatti hanno ripreso l’orario prolungato fino alle 19.05 gli Uffici Postali di Chieri, Ciriè, Cuorgnè, Leinì, San Mauro Torinese, Settimo Torinese e Volpiano e altri 21 hanno ricominciato a funzionare dal lunedì al sabato.

 

La riapertura degli Uffici Postali della provincia di Torino è stata possibile anche grazie all’adozione di idonee misure di sicurezza come, ad esempio, l’installazione di pannelli schermanti in plexiglass negli uffici postali con il bancone ribassato e il posizionamento di strisce di sicurezza che garantiscano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, nonché di accurate procedure di sanificazione delle sedi realizzate a tutela della salute di dipendenti e cittadini.

 

Ad oggi, in provincia di Torino, sono aperti 26 Uffici Postali a doppio turno (fino alle 19.05) e 376 Uffici Postali a turno unico (fino alle 13.35).

 

In provincia di Torino sono disponibili anche 202 ATM Postamat che consentono ai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, accanto al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale.

 

Poste Italiane invita i cittadini ad entrare negli uffici postali esclusivamente per compiere operazioni essenziali e indifferibili e ove possibile, dotati di misure di protezione personale come guanti e mascherina mantenendo obbligatoriamente le distanze di sicurezza, all’esterno e all’interno dei locali.

 

Ulteriori informazioni sulle aperture e sulle disponibilità orarie degli Uffici Postali sono reperibili sul sito internet www.poste.it

 

 

Pmi, dal Piemonte 10 milioni a fondo perduto per l’innovazione

Tra gli strumenti che la Regione Piemonte sta mettendo in campo a favore del sistema produttivo per affrontare la crisi sanitaria del COVID-19, sono stati stanziati 10 milioni di euro per le imprese che acquisiscono servizi specialistici e qualificati per la ricerca e innovazione da parte delle Infrastrutture di Ricerca pubbliche e private (IR).

“Abbiamo attivato questo importante intervento – spiega l’Assessore alla Ricerca e Innovazione, Matteo Marnati – per aiutare le imprese a sostenere le spese per migliorare e testare i propri prodotti, principalmente in ambito sanitario per contrastare il contagio del virus ma anche in altri settori. Un altro passo avanti per far ripartire il Piemonte”.

La misura comprende due linee di sostegno:

  • 1 Milione di Euro alla linea di intervento “Emergenza Covid-19”, orientata al rimborso totale delle spese sostenute per la sperimentazione e dichiarazione di conformità di dispositivi medici e di protezione individuale (DPI);
  • 9 Milioni di Euro per l’acquisizione di servizi qualificati e specialistici di supporto alla ricerca, sviluppo e innovazione, finalizzati ad accrescere il grado di innovazione tecnologico delle PMI.

La prima linea prevede l’erogazione di un contributo, a fondo perduto, da 1.500 euro fino ad un massimo di 10.000 euro, a copertura del 100% dei costi sostenuti dalle PMI per la dichiarazione di conformità di dispositivi medici di protezione individuale (quali mascherine e camici da laboratorio) e per la produzione dei tamponi per i test di positività del Covid-19.

Per la seconda linea è previsto un finanziamento a fondo perduto, da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 200.000 Euro, a copertura massima del 70% delle spese ammissibili.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Finpiemonte, al seguente link: https://www.finpiemonte.it/news/2020/04/30/contributi-per-ricerca-e-dichiarazione-di-conformit%C3%A0-dpi-domande-dal-4-maggio

Al Poli didattica online anche nel 2021

Il Senato Accademico definisce le regole per la prosecuzione dell’attività didattica nell’emergenza: esami e discussioni di laurea esclusivamente online fino a luglio e teledidattica anche nell’A.A. 2020/2021

 Almeno fino al mese di luglio tutte le attività didattiche del Politecnico di Torino – esami e discussioni di laurea compresi – continueranno a svolgersi esclusivamente in modalità online, come sperimentato in questi primi mesi di sospensione delle attività in presenza. Il perdurare della situazione di incertezza dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19 e la necessità di programmare la sessione estiva degli esami di profitto (15/06/2020 – 25/07/2020) e di laurea (luglio 2020), dando agli studenti un congruo preavviso delle date dei singoli appelli, hanno condotto alla decisione adottata dal Senato Accademico di proseguire con le modalità impiegate finora; questo proprio per evitare spostamenti a un grande numero di studenti che, in caso contrario, dovrebbero essere presenti in Ateneo, peraltro in un periodo in cui permangono le restrizioni alla mobilità all’interno del territorio nazionale e, a maggior ragione, dall’estero.

Già il 28 febbraio 2020 l’Ateneo, per fronteggiare l’emergenza sanitaria, aveva previsto la possibilità di effettuare esami orali di profitto e di laurea attraverso strumenti di videocomunicazione, estendendo successivamente la sessione invernale degli esami di profitto fino al 15 maggio 2020 per consentire il recupero delle prove d’esame non ancora effettuate.

Lo svolgimento della sessione di esami di profitto e di laurea da remoto è stato in questi mesi piuttosto regolare, dopo una prima fase di assestamento. Ad oggi si sono tenuti 4.400 esami orali e scritti su carta con videosorveglianza dei docenti o tramite PC con l’utilizzo della piattaforma di ateneo Exam integrata con strumenti di controllo da remoto. Le lezioni del secondo semestre sono state convertite fin da subito in modalità online, consentendo la sperimentazione di nuove forme di didattica e garantendo a tutti gli studenti di poter accedere alle attività, pur in una situazione di lockdown. I corsi erogati da remoto sono stati più di 800, con la partecipazione di quasi 30 mila studenti e il coinvolgimento di 2.000 docenti e collaboratori didattici – che costituiscono praticamente la totalità dei professori con corsi nel semestre.

“La decisione di proseguire con la modalità di svolgimento degli esami di profitto e di laurea della sessione estiva da remoto era inevitabile per garantire a tutti i nostri studenti la possibilità di sostenerli, garantendo le condizioni di sicurezza imposte dal necessario distanziamento sociale ed evitando spostamenti a livello nazionale ed internazionale”, commenta il Vice Rettore per la Didattica Sebastiano Foti.

Il Senato ha preso in considerazione anche le modalità da adottare per il prossimo Anno Accademico: “Nel mese di maggio riprenderanno le attività di orientamento per i corsi di Laurea e Laurea Magistrale per il 2020/2021”, prosegue Foti: “Ai ragazzi che dovranno prendere una decisione tanto determinante per il loro futuro come quella di scegliere il proprio percorso universitario in questo periodo di incertezza, dobbiamo dare indicazioni chiare sulle modalità della didattica per il prossimo anno”. Il MIUR non si è ancora espresso in modo ufficiale con indicazioni sulla didattica a partire da settembre 2020, ma il Ministro Manfredi in una nota, in riferimento alle attività nel post lockdown, suggerisce di “limitare lo spostamento dei pendolari a lunga percorrenza, continuando a favorire la loro partecipazione alle attività in telepresenza” e di “considerare la difficile presenza di studenti internazionali, garantendo loro la partecipazione alle attività in telepresenza”.

Tenuto conto di questi elementi, il Politecnico ha stabilito, sempre con deliberazione del Senato Accademico, di garantire, per tutto l’Anno Accademico 2020/2021, l’erogazione dell’intera offerta formativa di primo e secondo livello in modalità on line.

Le valutazioni e le conseguenti decisioni circa la possibilità di erogare didattica in presenza saranno oggetto di future deliberazioni, tenuto conto dell’evolversi dell’emergenza sanitaria in corso e di quelle che saranno le disposizioni che verranno emanate dal Governo.

Da Torino a Detroit i droni sanificano gli spazi chiusi

Lancio del progetto sperimentale transoceanico di ispezione e sanificazione indoor a Detroit in BVLOS (Beyond Visual Line of Sight), tramite droni speciali comandati in remoto da Torino

Ieri, alla presenza dell’Autorità Aeronautica Italiana (ENAC), della Sindaca di Torino, Chiara Appendino e del Vice Presidente MEDC (Michigan Economic Development Corporation), Ryan Michael è stato presentato un progetto che vede la Città di Torino in prima linea a livello internazionale nella sperimentazione di droni speciali chiamati Skycopter, realizzati dalla Skypersonic, azienda americana con sede a Detroit.

L’iniziativa ha come focus l’utilizzo di questi droni in modalità BVLOS indoor, ovvero per missioni di ispezione e sanificazione in spazi chiusi, sia pubblici sia privati, il cui controllo avverrà direttamente dall’ufficio centrale della stazione di Polizia Municipale di Torino con il supporto dal centro di controllo di Skypersonic a Detroit.

La Città di Torino, virtuosa per l’uso delle tecnologie avanzate in ambito di mobilità aerea urbana, ha creato una Drone Unit collocata negli spazi del Comando della Polizia Municipale che già opera, attraverso droni e sensori d’aria e programmi di monitoraggio del territorio, per supportare misure di prevenzione al contenimento della emergenza COVID-19.

In questo contesto, all’interno dell’iniziativa di solidarietà di innovazione ‘Torino City Love’ (https://www.torinocitylab.it/it/submit-to/challenge/torino-city-love), l’Amministrazione ha avviato un proficuo dialogo con Skypersonic che ha messo a disposizione competenze, tecnologia e servizi per i torinesi.

L’azienda americana – fondata da un ingegnere italiano – produttrice di droni speciali utilizzati in operazioni rischiose o d’emergenza come le ispezioni nucleari o gli impieghi nella sicurezza pubblica, in questo periodo di emergenza COVID-19, vista l’impossibilità di inviare i propri esperti nelle varie Nazioni, ha ideato, sviluppato e realizzato una piattaforma di pilotaggio da remoto per direzionare il volo dei propri droni Skycopter da qualsiasi parte del mondo.

Il sistema è stato per la prima volta in assoluto adottato dalla Drone Unit del Comune di Torino per essere usato nelle attività di ispezione, monitoraggio e sanificazione di luoghi indoor. Questi droni sono unici perché volano anche all’interno di spazi confinati come le tubazioni degli impianti, le fognature, le ciminiere e le aree contaminate in genere.

Per funzionare in scenari così pericolosi, il team di ingegneri, di cui alcuni italiani, ha brevettato tecnologie uniche per la localizzazione dei droni in assenza di GPS e per la trasmissione di segnali video e di controllo anche a grandi distanze.

“Si tratta di progetto particolarmente significativo sia per l’unicità della sperimentazione transoceanica in ambito civile che conferma ancora una volta il ruolo di Torino quale città di frontiera per l’innovazione, sia perché Skypersonic Torino rappresenta un eccellente esempio di ‘giveback’ da parte di un imprenditore che si è formato a Torino e sviluppato in America, un significativo segnale di vicinanza alla Città in un momento così delicato segnato dall’inizio della fase 2 post COVID”, dichiara Marco Pironti, assessore all’Innovazione della Città di Torino .

“L’emergenza e la crisi nascondono sempre grandi opportunità di evoluzione tecnologica e, se le sappiamo cogliere, il risultato porterà un vantaggio per tutti, anche in futuro – spiega Giuseppe Santangelo, CEO della Skypersonic -. Quando abbiamo sviluppato la prima piattaforma mondiale civile transoceanica di pilotaggio droni volevamo dare un segno rilevante di avanzamento tecnologico. La collaborazione con l’Amministrazione di Torino e la Drone Unit comandata da Gianfranco Todesco conferma l’alta professionalità e l’avanguardia tecnologica della città in ambito internazionale”.

Skypersonic fornirà, a titolo gratuito, alla Città di Torino alcune unità operative Skycopter per effettuare ispezioni e sanificazioni automatiche. La fase di formazione all’uso dei sistemi Skypersonic è stata già avviata da alcune settimane e condotta tutta in remoto.

Gli agenti della Polizia Municipale di Torino, pur non avendo mai visto né toccato questo particolare drone, grazie all’uso di un simulatore già oggi sono in grado di pilotarlo perfettamente.

Più di 7200 pazienti guariti, in calo i ricoveri in terapia intensiva

Il bollettino della Regione Piemonte delle ore 17 di giovedì 7 maggio 

7.278 PAZIENTI GUARITI E 3.106 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 7.278 (+387 rispetto a ieri): 560 (+27) in provincia di Alessandria, 317 (+16 ) in provincia di Asti, 368 (+18) in provincia di Biella, 825 (+55) in provincia di Cuneo, 607 (+51) in provincia di Novara, 3.798 (+182) in provincia di Torino, 316 (+8) in provincia di Vercelli, 411 (+28) nel Verbano-Cusio-Ossola, 76 (+2) provenienti da altre regioni.

Altri 3.106 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.282

Sono 35 i decessi di persone positive al test del Coronavirus Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 7 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). Il totale è ora di 3.282 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 585 Alessandria, 197 Asti, 166 Biella, 270 Cuneo, 278 Novara, 1.469 Torino, 167 Vercelli, 117 Verbano-Cusio-Ossola, 33 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 28.135 (+196 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.654 in provincia di Alessandria, 1.655 in provincia di Asti, 1.002 in provincia di Biella, 2.603 in provincia di Cuneo, 2.434 in provincia di Novara, 14.204 in provincia di Torino, 1.160 in provincia di Vercelli, 1.069 nel Verbano-Cusio-Ossola, 250 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 104 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 144 (-6 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.153 (+6 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.172 (- 389 rispetto a ieri).

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 194.584, di cui 106.262 risultati negativi.