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Ravetti – Furia (Pd): “Il suolo è risorsa non rinnovabile. Il centrodestra rifletta”

“Prima di approvare norme che causerebbero danni al territori”

“Gli articoli del “Riparti Piemonte” dedicati agli interventi di natura urbanistica per agevolare cittadini e imprese e semplificare le procedure, non tengono in considerazione la prospettiva “zero” del consumo del suolo, un scopo che il Partito Democratico sempre perseguito anche attraverso l’approvazione di norme specifiche sul riutilizzo, sulla riconversione e sulla difesa del suolo, un bene importante che abbiamo il dovere di preservare per le generazioni future” affermano il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti e il Segretario regionale del Partito Democratico Paolo Furia.

“La maggioranza di centrodestra – proseguono gli esponenti dem – ha evidenziato, nella scrittura delle norme urbanistiche per il sostegno post-Covid, la propria natura programmatica che non tiene in nessuna considerazione il rispetto per l’ambiente e la sua tutela”.

“Il suolo è una risorsa non rinnovabile – concludono Domenico Ravetti e Paolo Furia – e riteniamo che sia fondamentale ridurre il fenomeno di un suo uso irreversibile e incentivare la tutela e la cura dei territori. Chiediamo alla maggioranza di centrodestra di riflettere per evitare l’approvazione di un testo che causerebbe molti danni al Piemonte”.

I tifosi granata ringraziano medici e infermieri

I tifosi del Torino hanno ringraziato con uno striscione davanti al Mauriziano i medici e gli infermieri impegnati nella lotta al Coronavirus.

L’iniziativa è degli ultras della Maratona, la curva di torinisti, che ha esposto un lungo striscione all’entrata del pronto soccorso.

“Le parole non servono a niente – è scritto a caratteri granata – se non ricorderemo che avete salvato la vita alla gente.

(Foto: il Torinese)

Caso Pasquaretta -Salone del Libro, sindaca verso l’archiviazione

Archiviazione della posizione della sindaca Appendino nel  procedimento in cui aveva ricevuto un avviso di garanzia per concorso in peculato. Questo sarebbe l’orientamento della procura di Torino sulla vicenda dell’ incarico di consulenza per la Fondazione del Salone del Libro  nel 2017 affidato al suo  portavoce di allora, Luca Pasquaretta (nella foto).

La sindaca, ascoltata dai magistrati, aveva sostenuto  che l’incarico gli era stato assegnato contro la propria volontà. Il  17 febbraio gli inquirenti hanno ascoltato una funzionaria del Comune, la quale ha detto di non avere avuto contatti con la sindaca in quell’occasione e che la Fondazione aveva richiesto la collaborazione di Pasquaretta come supporto organizzativo e non addetto stampa. Pasquaretta per l’incarico ebbe  un compenso di cinquemila euro che poi restituì, ed è tra gli indagati.

Coronavirus, aumentano i guariti in Piemonte. Altri 25 morti e 108 contagiati

Il bollettino della Regione delle ore 18 di martedì 19 maggio

12.676 PAZIENTI GUARITI E 3.737 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 12.676 (+378) rispetto a ieri): 1185 ( +53 ) in provincia di Alessandria, 519 (+24 ) in provincia di Asti, 562 (+ 35 ) in provincia di Biella, 1309 (+32 ) in provincia di Cuneo, 1117 (+79 ) in provincia di Novara, 6660 (+129) in provincia di Torino, 565 (+5 ) in provincia di Vercelli, 649 (+17) nel Verbano-Cusio-Ossola, 110 (+4 ) provenienti da altre regioni.

Altri 3737 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.679

Sono 25 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 4 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

In seguito al riallineamento in corso dei dati richiesto alle Asl, sono inoltre risultati ulteriori 22 decessi risalenti ai mesi di marzo e aprile che le stesse Asl non avevano ancora registrato sulla piattaforma informatica regionale.

Il totale è ora di 3.679 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 623 Alessandria, 219 Asti, 185 Biella, 349 Cuneo, 311 Novara, 1.630 Torino, 202 Vercelli, 124 Verbano-Cusio-Ossola, 36 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 29.727 (+108 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.807 in provincia di Alessandria, 1.753 in provincia di Asti, 1024 in provincia di Biella, 2.700 in provincia di Cuneo, 2617 in provincia di Novara, 15.121 in provincia di Torino, 1254 in provincia di Vercelli, 1100 nel Verbano-Cusio-Ossola, 255 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 96 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 96 ( -3 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1579 ( -10 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 7960.

I tamponi diagnostici finora processati sono 258.489, di cui 143.310 risultati negativi.

Ai domiciliari Alex, il diciottenne che sta preparando la maturità

Alex Pompa, il ragazzo diciottenne che si trova in carcere per l’omicidio del padre, da lui ucciso a coltellate nella notte del 30 aprile, nella casa di Collegno (nella foto), per difendere  la madre dalle aggressioni ripetute, ha ottenuto i domiciliari dal tribunale del riesame di Torino.

Li passerà a casa di uno dei compagni di classe che avevano proposto di ospitare il ragazzo.

Alex in questi giorni di carcere ha studiato in carcere per prepararsi all’esame di maturità. La difesa del giovane aveva  presentato un memoriale con centinaia pagine e di messaggi audio che dimostrerebbero i continui atteggiamenti aggressivi del genitore.

Vendeva senza autorizzazione kit per test anticorpi

Su un sito web venivano pubblicizzati e venduti “Kit test anticorpi” per il COVID19. Peccato però che i tutti i dispositivi in vendita fossero privi di ogni sorta di autorizzazione medica da parte delle autorità sanitarie Italiane. Un trentenne italiano rivendeva i prodotti attraverso un sito internet creato ad hoc. “…sono per uso personale… la mia è un’attività di studio sui prodotti…”.  Queste le sue parole.

La Guardia di Finanza di Torino, dopo una breve indagine, ha scoperto che l’uomo, residente nel torinese, acquistava da una società cinese i kit test anticorpi covid19, che sarebbero serviti, secondo quanto reclamizzato, a testare la presenza o meno di      anticorpi al virus.

Ingegnosa l’attività di marketing scoperta dai Finanzieri del Gruppo Torino. Una volta giunti in Italia, l’uomo piazzava i dispositivi medici su un sito web realizzato per l’occasione, dove, nel dettaglio ne descriveva l’utilità e promuoveva la loro vendita. Dal sito web, con una serie di passaggi, si accedeva ad un contatto telefonico riconducibile allo stesso soggetto il quale, dopo aver raccolto l’ordine, recapitava i prodotti direttamente al domicilio dell’acquirente.

Tutti i kit, come detto, erano commercializzati e reclamizzati al pubblico senza alcuna autorizzazione del Ministero della Salute nonché sprovvisti delle previste certificazioni CE, necessarie a garantirne l’attendibilità.

Un centinaio i test anticorpi COVID19 sequestrati mentre il trentenne, senza un’occupazione fissa, è stato sanzionato per aver immesso in commercio i dispositivi medico-diagnostico in vitro senza alcuna certificazione nonché per aver pubblicizzato gli stessi senza autorizzazione.

Rischia sanzioni sino a 130.000 euro.

Anche Ricolfi contro il governo che vuole “la società parassita di massa”

COMMENTARII  di Augusto Grandi / La società parassita di massa”, la definisce Luca Ricolfi, sociologo non certo schierato con il centrodestra ma, non per questo, meno critico nei confronti dei disastri provocati dal lìder minimo e dai dittatorelli.

D’altronde, tragicamente, le analisi più feroci e puntuali stanno arrivando da personaggi come Cacciari e Saraceno, compagni di sicura fede e critici intransigenti dei demenziali provvedimenti del ministro Azzolina…

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Anche Ricolfi contro il governo che vuole “la società parassita di massa”

Nero è scappato

Lui si chiama Nero è di taglia grande, ha tre anni, sta girovagando dal 2 maggio.

Non è mai scappato prima è andato dietro una cagnolina in calore, lei è rientrata dai padroni, Nero invece no. E’ scappato nella zona di San Raffaele di Cimena e pare che stia girando per tornare a casa ma, non riesce a trovarla. “Abbiamo  ricevuto delle indicazioni in paesi limitrofi ma, quando arriviamo è troppo tardi”. Dice il proprietario Lorenzo che chiede di essere chiamato al numero  335 67 67 987 se qualcuno dovesse vedere il cane.

Riapre il Centro Studi Piemontesi

Il Centro riapre la  sede di Via Revel. I Soci potranno accedere in sede seguendo alcune regole, al fine di rispettare le misure e le raccomandazioni emesse dal governo e dalla Regione Piemonte e garantire la sicurezza di tutti.

–          Sarà necessario essere dotati di un dispositivo di protezione individuale: guanti e mascherina.

–          Meglio se su appuntamento telef. 011/537486; info@studipiemontesi.it.

Per la consultazione della Biblioteca:

–          La Biblioteca sarà consultabile solo su prenotazione: I libri devono essere prenotati con almeno 48 ore di anticipo e possono essere consultati dalle 10:00 alle 12:00 oppure dalle 15:00 alle 17:00. Escluso il venerdì.

–          I libri posti sugli scaffali della sala non saranno in libero accesso.

–          Le richieste devono essere inviate via e-mail a Giulia Pennaroli, che pianificherà l’agenda: info@studipiemontesi.itgiulia.pennaroli@studipimontei.it. Nell’email sarà necessario indicare le seguenti informazioni: cognome, nome, telef., mail, titolo dei libri o riviste da consultare

“Come già abbiamo avuto modo di scrivere, – spiega la responsabile Albina Malerba –  temiamo purtroppo non sia possibile prima dell’estate riprendere la normale programmazione delle manifestazioni e degli incontri in sede.  Per questo continuiamo a intensificare la presenza del Centro Studi Piemontesi con alcune conferenze on line che saranno trasmesse non solo sul sito www.studipiemontesi.it, dove già pubblichiamo giornalmente articoli, poesie, notizie, curiosità, ma anche su Instagram, FB e Twitter. Inoltre ricordiamo che dal sito cliccando su YouTube, si possono rivedere, o vedere, le conferenze registrate negli ultimi anni; e su e-book scaricare libri e opuscoli. Non è la stessa cosa e non ci dà la gioia e l’energia che ci scambiavamo in sede tutti i lunedì, e in tante altre occasioni di incontro e di confronto, di chiacchiere tra amici, ma venta fé parèj për adess. Chi volesse acquistare i nostri libri oltre che direttamente in sede, potrà ordinarli con una mail, una telefonata, e saranno inviati ai Soci senza spese di spedizione.  Seppur con queste difficoltà, continuiamo il nostro cammino e tutti insieme foma giré la roa  la Ca dë Studi Piemontèis!”

   Info: Tel. 011/537486 – info@studipiemontesi.it – www.studipiemontesi.it

Furto in chiesa, tre ragazzi denunciati dai Carabinieri

Dal Piemonte / Nei giorni scorsi, a seguito di una rapida attività di indagine, i militari della Stazione Carabinieri di Castelnuovo don Bosco (AT) hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria tre ragazzi italiani poiché resesi responsabili di furto presso la Chiesa dei Santi Castelnovesi di Castelnuovo don Bosco.

I responsabili, tutti maggiorenni con un’età compresa tra i 18 e i 28 anni, già conosciuti ai Carabinieri del luogo, approfittando dell’assenza dei fedeli e forzando le porte di accesso si sono introdotti nei locali della chiesa impossessandosi di un computer, due mixer audio ed alcuni microfoni utilizzati dagli ecclesiastici per celebrare la messa.
I rumori però, hanno attirato l’attenzione di alcuni religiosi che si trovavano all’interno della chiesa, costringendo i malfattori a darsi alla fuga riuscendo tuttavia a portare via la refurtiva. Le indagini, anche grazie all’aiuto di alcuni abitanti del luogo che avevano notato i presunti autori fuggire, hanno permesso di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e di individuare gli autori del reato. I ragazzi sono stati quindi denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Asti e dovranno rispondere del reato di furto aggravato.Il materiale asportato è stato interamente recuperato e prontamente restituito al parroco il quale potrà ritornare in breve tempo a celebrare messa.