CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30
26.846 PAZIENTI GUARITI E 467 IN VIA DI GUARIGIONE
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.846 (+12 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3369 (+7) Alessandria, 1606 (+0) Asti, 848 (+0) Biella, 2556 (+1) Cuneo, 2.400 (+0) Novara, 13.763 (+4) Torino, 1137 (+0) Vercelli, 986 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 181 (+0) provenienti da altre regioni.
Altri 467 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
I DECESSI RIMANGONO 4146
Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione.
Il totale rimane quindi di 4146 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 399 Cuneo, 373 Novara, 1834 Torino, 223 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Sono 32.923 (+ 42 rispetto a ieri, di cui 24 asintomatici. Dei 42 casi, 13 screening, 22 contatti di caso, 7 con indagine in corso. I casi importati sono 19 su 42), i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4177 Alessandria, 1919 Asti, 1076 Biella, 3114 Cuneo, 3012 Novara, 16.417 Torino, 1558 Vercelli, 1185 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 285 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 180 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 7 (come ieri ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 92 (- 6rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 1365
I tamponi diagnostici finora processati sono 591.905, di cui 330.273 risultati negativi.

In primis fu un giorno in cui lo Stato italiano sembrò essersi sgretolato insieme all’Esercito lasciato allo sbando.Segnò la rottura con la Germania nazista, non la morte della Patria,come è stato sostenuto in modo errato, ma certamente la sua eclissi. Non fu un “tutti a casa“ come nel film di Alberto Sordi perché una parte dell’Esercito cercò di resistere e una parte di militari cercò di riprendere le armi nella guerra di liberazione.
