Come ogni anno è tornato il consueto appuntamento natalizio di Adisco Sezione Piemonte presso lo store di via Lagrange 5/d, aperto al pubblico.

Uno spazio dedicato interamente alla magia del Natale, nel quale si potrà vivere l’incanto delle feste e, attraverso un acquisto solidale, contribuire attivamente a nuovi progetti dell’associazione a favore dei bambini in cura presso Oncoematologia Pediatrica dellOspedale Infantile Regina Margherita di Torino.
ADISCO Sezione Piemonte, nata a Torino nel 1997, rappresenta una delle più importanti realtà del Terzo Settore piemontese e nazionale: le sue principali attività si concentrano sul supporto allo sviluppo della cultura della donazione del sangue cordonale, e nella ricerca sulle cellule staminali tramite erogazione di borse di studio e donazione di strumentazione sanitaria.
Inoltre, in ottica di interventi mirati verso il miglioramento e l’umanizzazione degli spazi di cura, ha contribuito alla loro rivisitazione architettonica, in particolare quelli dedicati ai piccoli pazienti dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.
Tante, negli ultimi anni, le iniziative a supporto dell’ospedale infantile di Torino: la creazione, nel 2013, del Day Hospital di Oncoematologia pediatrica; l’apertura, nel 2016, del reparto L’Isola di Margherita, pensato per bambini e ragazzi colpiti da malattie rare o inguaribili che necessitano di un sostegno concreto a tutto campo; l’inaugurazione, nel 2018, del nuovo Pronto Soccorso Pediatrico del Regina Margherita; l’ultimo grande intervento, nel 2019, che ha messo a disposizione dellospedale infantile una rinnovata degenza di Oncoematologia pediatrica.
TUTTA MIA LA CITTÀ /
passanti e ciclisti. Un aspetto altrettanto sgradevole è quello del decoro urbano “sfregiato”. Si incomincia a trascurare una buca, non si strappano le erbacce, si lasciano proliferare i graffiti sui muri “et voila’”, la decadenza di un quartiere è iniziata. Ci auguriamo che il Comune consideri la sua segnalazione e presti più attenzione a questi piccoli dettagli che tanto piccoli non sono.
Aggiunge Nespolo: “Bisogna fare il punto, partendo dalla nostra storia per guardare avanti. Occorre riproporre e ripresentare le nostre eccellenze artistiche di ogni epoca, raccontandole, valorizzandole e, soprattutto, mettendole in connessione col futuro, creando un ponte attraverso i secoli e le generazioni. Dalla consapevolezza delle nostre radici, della nostra storia, si può ripartire guardando avanti, immaginando quello che ci aspetta e cosa vogliamo”.
Cambia look la “Galleria Giappone” del MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino. E lo fa, mandando a riposo, per alcuni mesi e per ragioni di tutela e conservazione, i delicatissimi “kakemono” e gli “ukiyo-e” (stampe su carta periodicamente sostituite con altre opere delle collezioni) offrendo così ai visitatori la possibilità di ammirare esposizioni costantemente rinnovate.
Al primo gruppo appartengono un dittico di Kanō Chikanobu (1660-1728), che raffigura due samurai a cavallo, e un ramo di ciliegio fiorito di Kawamura Bunpō (1779-1821). Le due opere si ispirano all’antico detto “Tra i fiori, il ciliegio. Tra gli uomini il samurai” facente riferimento alla bellezza e alla caducità della vita terrena: così come il ciliegio fiorisce e sfiorisce in brevissimo tempo, la vita del guerriero può rivelarsi intensa ma fugace.
“Samurai, poeti e uomini d’ingegno”