Il settore dell’automotive ha caratterizzato lo sviluppo di Torino e del Piemonte intero nel corso del XX secolo e la pur necessaria ricerca di nuovi settori di sviluppo del territorio non può permettere a Torino e al Piemonte di prescindere dall’industria automobilistica.
La crisi economica derivante dalla pandemia da coronavirus è la più grande sfida che ci troviamo ad affrontare dal dopoguerra e come ogni altro settore della produzione industriale l’automotivesta attraversando un momento estremamente delicato.
Pininfarina engineering , a seguito della perdita di alcune commesse ha annunciato la chiusura ed il licenziamento di oltre 130 dipendenti notevolmente qualificati dietro ai quali, è bene ricordarlo, ci sono altrettante famiglie.
Le proposte avanzate dalla proprietà indiana, che peraltro si è rifiutata di chiedere il ricorso agli ammortizzatori sociali, sono insufficienti; a quanto si apprende è stata avanzata la proposta – verbale e non scritta- della riassunzione con nuovo contratto di soli 60 dipendenti ed un contributo di 6mila euro per accettare il licenziamento.
Come Movimento Progetto Piemonte auspichiamo che le Istituzioni del Territorio- Comune, Città Metropolitana e Regione-convochino le parti e le associazioni di categoria per trovare una soluzione diversa dalla chiusura di un’importante presidio dell’automotive piemontese e per difendere un settore industriale già notevolmente depotenziato negli ultimi anni.
Massimo Iaretti – consigliere comunale – Presidente MPP
Gigi Cabrino – consigliere comunale aderente a MPP

Il 20% delle persone alle quali è diagnosticato il Covid-19 presenta disturbi psichiatrici dopo la diagnosi: è il preoccupante risultato che emerge da un’indagine condotta dal Dipartimento di Psichiatria della Oxford University (Mississippi, USA). Le terrificanti conseguenze economiche della crisi epidemiologica rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione: penso a commercianti e imprenditori, ai lavoratori che hanno perso il lavoro, a ristoratori e baristi e, in generale, a tutti i nostri concittadini che hanno vissuto sulla propria pelle queste conseguenze. Che cosa intende fare, sul tema, la Regione Piemonte? Al momento, mi pare che si stia muovendo piuttosto in direzione contraria all’esigenza di potenziare la capacità di risposta della nostra Sanità, vedi i dubbi sul futuro dei Servizi Psichiatrici al Mauriziano di Torino. Il report dell’ateneo statunitense fa emergere dati in preoccupante continuità con quanto già appurato dall’Ospedale San Raffaele di Milano lo scorso agosto: il 56% delle persone guarite dal Covid-19 ha manifestato disturbi quali disturbo post traumatico da stress, depressione o sintomatologia ossessivo-compulsiva, proporzionalmente alla gravità dell’infiammazione durante la malattia. Il nostro personale medico e sanitario ha a sua volta bisogno di essere tutelato, dopo mesi di sforzo senza precedenti, dal punto di vista psicologico. Di fronte a tutto questo, come intende rispondere la Regione Piemonte? Non si è ancora vista alcuna risposta. Tornerò a sollecitare la Giunta in Consiglio Regionale e presenterò al più presto un’interpellanza sul tema.