ilTorinese

Sui social in diretta con i botti sullo sfondo: arrestato

Torino. Durante una diretta sui social network ripreso nella sua cantina con botti illegali, arrestato dai CC che gli sequestrano 3 bombe carta e 17 candelotti esplosivi

Torino, 29 Dicembre. Nell’ambito dei controlli del territorio disposti dal Comando Provinciale, i Carabinieri hanno arrestato una persona trovata in possesso di botti illegali e stupefacenti.
In particolare a Grugliasco, nell’hinterland torinese, i militari della Compagnia di Rivoli alle prime luci dell’alba hanno effettuato una perquisizione domiciliare a casa di un cittadino italiano di 37 anni, dopo che lo avevano riconosciuto in una “diretta” su un social network nella quale, insieme ad altre persone in via di identificazione, si trovava all’interno della cantina della propria abitazione ove erano visibili dei petardi di grosse dimensioni. Durante il controllo sono stati sequestrati 17 candelotti esplosivi e 3 bombe carta di produzione artigianale. Inoltre sempre all’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti circa 60 grammi di hashish, suddiviso in vari involucri.
L’odierno sequestro è il risultato dell’intensificazione dei controlli dei militari dell’Arma sulla vendita e il possesso di materiale pirotecnico illegale in vista della fine dell’anno. In questo settore i carabinieri invitano a seguire alcune semplici regole per evitare incidenti:
– è vietato vendere ed acquistare prodotti clandestini. Costituisce reato, che punisce sia il commerciante sia l’acquirente;
– acquistare soltanto fuochi consentiti e lasciare che ad accenderli sia un adulto;
– prima di accenderli leggere e seguire attentamente le istruzioni e ancor prima controllare che il prodotto sia in ottimo stato di conservazione;
– non tentare di riaccendere botti inesplosi in strada, evita di toccarli o di raccoglierli;
– non unire od accendere contemporaneamente più fuochi;
– nell’accendere quelli consentiti ricordarsi di: non tenere mai con le mani razzi, candele o petardi; allontanarsi immediatamente e non accendere razzi o petardi con la miccia corta, potrebbero esplodere in mano da un momento all’altro; non gettare e non indirizzare mai petardi o razzi verso le persone; non far esplodere mai petardi o razzi in bottiglie o dentro contenitori fragili, perché rompendosi possono produrre pericolose schegge.

Ritrovato lo storico concerto della Resistenza

E’ stato ritrovato nell’archivio del Circolo Arturo Toscanini, ora custodito da Arci Torino
SU SPOTIFY IL CONCERTO DELLA RESISTENZA ANDATO IN SCENA AL GOBETTI IL 14 OTTOBRE 1964
Tre grandi della musica, Giorgio Ferrari, Guido Ferraresi e Carlo Mosso, composero le opere musicali su testi poetici celebri

Una chicca venuta fuori da un archivio. Un pezzo di storia di Torino e della musica che ora sarà disponibile su Spotify. Il Comitato Arci Torino chiude simbolicamente un anno ricco di iniziative sociali e culturali pubblicando su Spotify il “Concerto per la Resistenza”, andato in scena al Teatro Gobetti di Torino il 14 ottobre 1964.
Il nastro del concerto, organizzato e commissionato dal Circolo Arturo Toscanini e dall’Arci di Torino e diretto da Mario Rossi, è stato scoperto a seguito del progetto di riordino e valorizzazione dell’archivio del Circolo Arturo Toscanini da parte dell’Istituto Fondazione Piemontese Antonio Gramsci, realizzato con il contributo della Regione Piemonte.

Il Circolo

Il Circolo Toscanini rappresenta una delle più grandi esperienze culturali della città di Torino nel dopoguerra. Fu fondatore dell’Arci stessa nel 1957 ed era composto da musicisti, amanti della musica, persone di cultura, ex partigiani, giornalisti, lavoratori e lavoratrici, tutti accomunati dalla matrice antifascista, alcuni protagonisti diretti della lotta di Liberazione e ispirati da sempre dai principi della Resistenza.

L’archivio del Circolo, divenuto di proprietà dell’Arci di Torino dopo la chiusura dell’associazione, è stato dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” dalla Sovrintendenza archivistica e bibliografica della regione Piemonte e Valle d’Aosta. La Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci ha riportato alla luce tanti dei tesori che questo fondo nascondeva, tra i quali questo nastro che oggi, rimasterizzato e distribuito digitalmente, è alla portata delle orecchie di tutti.

 Quel concerto che entrò nella storia
In quel lontano 1964 il Circolo Toscanini invitava tre grandi della musica – Giorgio Ferrari, Guido Ferraresi e Carlo Mosso – a comporre opere musicali sulla Resistenza su testi poetici dei grandissimi della poesia: Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Corrado Govoni, Bini (nome da partigiano di Giovanni Serbandini), Alfonso Gatto, Tito Balestra. Questa registrazione è la prima esecuzione assoluta delle opere musicali di questi autori in quel lontano 14 ottobre 1964, esecuzione diretta da Mario Rossi.

 «Un regalo di un’Arci lontana che diventa un regalo dell’Arci di adesso, perché c’è un grande filo rosso che lega la nostra nascita alle avanguardie, alla musica emergente, all’antifascismo, alla cultura popolare. Un filo che attraversa tutta la nostra storia, dall’Associazione Toscanini, circolo da cui è nata l’Arci a Torino, all’esperienza del recentissimo festival Jazz Is Dead – dice Andrea Polacchi, presidente del Comitato Arci Torino – Siamo quindi felici di aver restituito alla città un pezzo dell’incredibile esperienza del Circolo Toscanini, il primo circolo musicale d’Italia e fondatore dell’Arci a Torino».

 «Con il riordino e la digitalizzazione delle carte del Circolo Arturo Toscanini, grazie alla collaborazione tra l’Istituto Gramsci di Torino e l’ARCI, restituiamo alla cittadinanza, agli studiosi e ai musicisti, una straordinaria esperienza di politica culturale al servizio delle classi meno abbienti. Oggi è ormai entrato a far parte del linguaggio comune il concetto di welfare associato alla cultura e sempre più si lavora a progetti che attraverso la cultura, favoriscano la partecipazione attiva dei cittadini, l’inclusione e l’abbattimento delle barriere sociali. Il Circolo Arturo Toscanini lo faceva già oltre sessant’anni fa» spiega Matteo D’Ambrosio, direttore della Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci.

 «E’ un connubio artistico straordinario di parole e musica ed è una “commissione” incredibile da parte dell’Arci di allora che volle unire le avanguardie musicali a quelle letterarie per rivolgersi ad un pubblico popolare, ai soci di un circolo, ai lavoratori e alle lavoratrici a cui quella musica non era destinata perché costosa e riservata alle classi più abbienti. E’ un concerto che rievoca la Resistenza non solo nei suoi contenuti ma nella sua essenza stessa perché vuole essere resistenza nei confronti di un modello culturale dominante e ingiusto» dichiara Massimiliano Borella, componente della presidenza dell’Arci di Torino.

 L’intero fondo sarà consultabile sull’HUB 9centRo, la piattaforma archivistica del Polo del’ 900, di cui l’Istituto Gramsci è ente partner. https://archivi.polodel900.it/

Playlist su spotify  https://open.spotify.com/album/48t7DPVDZ18b3VLQ5gsC1Y?

Spazio web del progetto https://www.arcitorino.it/p/304/archivio-del-circolo-musicale-arturo-toscanini-valorizzazione-e-riordino.html

Track list CD

CONCERTO PER LA RESISTENZA – TORINO 1964

DIRETTO DA MARIO ROSSI


Carlo Mosso
Epigrafi per i Caduti della Resistenza
(testi di Giovanni Serbandini detto “Bini”, Simonide, Giuseppe Ungaretti)

01) Ares selvaggio / Per papà Cervi (Simonide / Bini)

02) Antica epigrafe greca / Per una staffetta      (Sconosciuto / Bini)
03) Ares selvaggio / Per un caduto della rivoluzione   (Simonide / G. Ungaretti)

Guido Ferraresi
La Resistenza
(testi di Alfonso Gatto, Tito Balestra, Corrado Govoni)
04) 25 Aprile                                (A. Gatto)
05) Miscia                          (T. Balestra)
06) Morte del partigiano         (C. Govoni)

Giorgio Ferrari
07) Cantata “Ai Fratelli Cervi, alla loro Italia”
(testo di Salvatore Quasimodo)

Giorgio Federico Ghedini
Concerto funebre in memoria di Duccio Galimberti

08)    I

09)     II

10)     III

11)     IV

Colors. Alla ricerca del colore fra musica e arte

Dall’8 gennaio al 5 giugno 2021  Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, Fondazione Torino Musei, OFT – Orchestra Filarmonica di Torino e Abbonamento Musei propongono il progetto di collaborazione che avvicina il pubblico dell’arte a quello della musica e viceversa.

Ogni venerdì e ogni sabato precedente i concerti del martedì, i musei organizzano una visita guidata che si ispira alla tematica – COLORS – proposta dall’Orchestra Filarmonica, in un curioso e stimolante intreccio di linguaggi artistici e suggestioni provenienti da ambiti culturali differenti. Proprio il concetto di colore è il fil rouge che unisce i nove concerti della stagione 2021 della prestigiosa Orchestra Filarmonica di Torino e il ciclo di visite a essi ispirato proposto a rotazione dai tre musei cittadiniGAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica.

 

Così come per i concerti proposti dalla Filarmonica che, se nei giorni di programmazione le sale e i teatri non fossero aperti al pubblico a causa dalle norme anti Covid-19 saranno trasmessi in streaming, allo stesso modo i percorsi guidati saranno offerti in duplice forma: solo in digitale se il museo è chiuso oppure in digitale e presenza se il museo è aperto. In questo modo saranno disponibili tre appuntamenti per ogni concerto.

 

L’iniziativa è su progetto dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei e di Abbonamento Musei.
Le visite sono condotte da Theatrum Sabaudiae.

 

Visite guidate a pagamento:

Venerdì precedente ore 21.00 percorso in digitale. Costo 8€ intero; 7€ ridotto (abbonati OFT e possessori di Abbonamento Musei)

Sabato precedente ore 16.00 percorso in presenza. Costo 5€ tariffa unica (attivato solo se il museo è aperto) + biglietto di ingresso al museo secondo regolamento

Sabato precedente ore 18.30 percorso in digitale Costo 8€ intero; 7€ ridotto (abbonati OFT e possessori di Abbonamento Musei)

 

Info e prenotazioni: tel 011 5211788, oppure scrivendo a info@arteintorino.com
Acquisto on-linehttps://www.arteintorino.com/2-visite-guidate-torino/162-connessioni-d-arte.html
Le visite saranno attivate a raggiungimento di un numero minimo di partecipanti

Maggiori info su

www.oft.it

www.fondazionetorinomusei.it

www.abbonamentomusei.it

https://www.arteintorino.com/

 

PRIMO APPUNTAMENTO:

Venerdì 8 gennaio ore 21.00 (percorso in digitale)

Sabato 9 gennaio ore 18.30  (percorso in digitale)

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

RED. Energia, vitalità e passione nell’arte

Il primo appuntamento musicale dell’Orchestra Filarmonica di Torino s’intitola Red. Il colore rosso non passa inosservato ed esprime una pluralità di significati, che andremo a indagare attraverso un percorso tra le opere della rinnovata collezione del Novecento. Il rosso come passione, sperimentazione, violenza, sensualità sarà dunque esaminato nelle sue tonalità e gradazioni attraverso esempi importanti tra i quali la Ragazza Rossa di Amedeo Modigliani, Le basier di Francis Picabia, Apocalisse di Scipione o l’insolito omaggio di Pino Pascali alla cantante afroamericana Billie Holiday.

Sacra di Natale

TORINO VISTA DAL MARE /9  Camminare per conoscere. Un’immagine semplice ma efficace che descrive al meglio uno dei migliori modi per scoprire una nuova città. Abituarsi a nuovi paesaggi, differenti abitudini di quartiere, spesso è difficile, ma passeggiando tra le vie e le piazze più battute, per poi allontanarsi e perdersi in quelle meno trafficate permette di appropriarsene, cogliendo scenari, scorci e dettagli che spesso si perdono nella frenesia del quotidiano. Torino – io che vengo dal mare – provo a scoprirla così, raccontandola per impadronirmene allo stesso tempo.

Il 2020, lo abbiamo già detto e sentito dire tante volte, è stato un anno complesso, dove di consueto c’è stato ben poco. Da consuetudine però i tradizionali menù di Natale si sono presentati lo stesso nelle nostre case, bandendo tavolate un po’ più ristrette, ma allo stesso modo ricche e piacevoli. Eccezione per me dove il tradizionale menù delle feste si è trasformato in saporita novità, spaghetti con le vongole e frittura di paranza sono stati sostituiti da agnolotti al plin e bollito misto; struffoli e zeppole hanno lasciato il posto a fette di panettone, paste di melighe, cioccolata e gianduja di ogni specie.

Ma non son qui a parlar di cibo, anche se argomento decisamente gradito; sappiamo perfettamente che il Natale, qualsiasi sia o non sia il proprio credo, è in realtà una festività religiosa, un rito, un tentativo che ogni anno prova ad unire lo spirituale con il terreno.  Con questo spirito sono stata felicemente sorpresa di diventare spettatrice e uditrice di uno speciale concerto di Natale, qualcosa che forse in tempi di non Covid sarebbe stato logisticamente più complicato assistere per chi come me non è pratico ancora di nuove zone.

Questo 23 dicembre appena trascorso, infatti, è stato trasmetto, in streaming, il concerto di Natale realizzato dalla Borgatta’s Factory’s, un collettivo artistico a conduzione familiare, a sostegno della Sacra di San Michele. Perché a sostegno? Perché in questo anno di lockdown, di blocchi al pubblico, anche questa millenaria Abbazia si è vista a rischio di chiusura.
Lo spettacolo-concerto “Natale in musica per la Sacra di San Michele”, patrocinato dalla Regione Piemonte e dalla città metropolitana di Torino, è pensato per raccontare la storia di quello che per i torinesi e per il Piemonte tutto è simbolo ed espressione della propria cultura e passato, rendendo virale allo stesso tempo la raccolta fondi a suo sostegno.
Scoprire, anche se da casa, la potenza di quelle mura arroccate è stata una forte esperienza.

Un edificio la cui datazione è incerta, risalente tra il 996 e il 1003, costruito sul monte Pirchiriano, nel comune di Sant’Ambrogio in Val di Susa, a circa 40 km da Torino. Un’atmosfera magica, impreziosita dal luminoso bianco della neve di dicembre, circonda l’aura di questo sito storico legato a leggende e religiosità e non solo come fonte di ispirazione per Umberto Eco e il suo “Nome della Rosa”

I 32 musicisti che hanno aderito al progetto insieme ai suoi ideatori e curatori Silvano Borgatta, compositore e pianista di eccellenza, con i due suoi figli Luca e Alberto, hanno reso possibile un suggestivo tour, un percorso di musiche e parole, un documentario sì, ma dai toni teatrali che ci porta alla scoperta di un lontano passato, della cultura di questi luoghi.
C’è la voce narrante, Alberto Borgatta, che con piacevolezza e professionalità ci conduce passo passo, ci sono le canzoni che raccontano altrettante storie e ci sono testimonianze importanti di sostegno al progetto; oltre che l’indispensabile contributo di Don Claudio Papa, Rettore dell’Abbazia e la partecipazione di istituzioni e sindaci di tutti i comuni della Val di Susa.
Un importante momento di unione e creatività che si unisce al messaggio disperanza che #laculturanonsiferma ma che anzi è pronta a ripartire e avanzare.

 

“L’importanza della Sacra di San Michele si deve anche al fatto che per mille anni è stata testimone e sentinella dei fatti della storia avvenuti in questa fetta di mondo. Della macro storia, dei papi, dei sovrani e degli eserciti, ma anche della microstoria. Quella che finisce poi per essere raccontata, non tanto su i banchi delle università quanto piuttosto in un’altra istituzione piemontese che è la piola, l’osteria” dalle parole della voce narrante. Potrete trovare ancora visibile lo streaming completo del concerto sui canali youtube di AB Fabbrica Creativa e Borgatta’s Factory.

Annachiara De Maio

Sci e riapertura impianti, ora parole chiare e definitive dal Governo

“Caro direttore, se è vero l’antico adagio che ‘un ordine del giorno non si nega mai a nessuno’, adesso però è arrivato anche il momento per scelte concrete e nette da parte del Governo.

Il grido di dolore di varie categorie riconducibili al mondo dello sci – dai gestori degli impianti al vasto e composito mondo dell’indotto, dai maestri di sci agli albergatori, dalla rete del commercio dei paesi alpini ai vari operatori – esige e pretende, giustamente, risposte chiare. Certo, il tutto deve avvenire in accordo con le autorità scientifiche e tenendo conto della curva epidemiologica che continua a flagellare la comunità nazionale. Ma è altrettanto indubbio che di fronte al potenziale crack finanziario ed economico di un un intero settore e di una corposa filiera, il Governo non può più limitarsi a dichiarazioni generiche e tranquillizzanti o ad approvare ordini del giorno.

In sintesi, se non c’è certezza sulla riapertura degli impianti – seppur selettivi e selezionati e con norme severe che bloccano all’origine qualsiasi assembramento – è doveroso, al contempo, indicare qual è concretamente il modello ‘politico’ a cui riferirsi per praticare e percorrere la strada dei cosiddetti ‘ristori’. Non si può più procedere nell’incertezza e brancolare nel buio. In discussione, infatti, c’è il futuro e la sopravvivenza di un comporto produttivo, che rappresenta un tassello importante per lo stesso PIL piemontese e nazionale.

In gioco non c’è la difesa di uno svago o la rivendicazione di una semplice vacanza ma il destino, appunto, di un comparto produttivo. Senza indicazioni politiche chiare e rapide, è la stessa economia montana, a cominciare dal territorio della intera Via Lattea, ad entrare definitivamente ed irreversibilmente in crisi”.

Giorgio Merlo Sindaco Pragelato, Assessore Comunicazione Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea.

Torino: Non trova i mezzi per tornare a casa, tenta di rubare una bicicletta

Arrestato dagli agenti del commissariato Madonna di Campagna

E’ circa l’una di notte in via Verolengo quando la pattuglia del commissariato Madonna di Campagna nota un soggetto armeggiare accanto ad una bicicletta. L’uomo, un cittadino italiano di 27 anni, sta tentando di rubare il veicolo a noleggio danneggiando il dispositivo di blocco con una pietra. Alla vista dei poliziotti, il ventisettenne lascia cadere il masso a terra. In fase di controllo questi riferisce di aver avuto intenzione di appropriarsi del mezzo in questione per poter fare rientro a casa in quanto, data la tarda ora e la lontananza, non era riuscito a trovare un mezzo pubblico adeguato.

Il reo, con numerosi precedenti di Polizia, è stato arrestato per tentato furto e sanzionato per essere stato trovato al di fuori del proprio Comune di residenza  senza giustificato motivo.

 

Aiuti impianti sci, Ruffino (Fi): “pensare a scenari futuri”

L’approvazione degli ordini del giorno, di maggioranza e opposizione, con l’impegno al governo di risarcire i gestori degli impianti sciistici relativamente ai costi fissi, rappresenta un importante passo avanti per quanto riguarda il sostegno al sistema montagna. Bene, però, farebbe il governo a cambiare strategia, evitando di inseguire le conseguenze economiche del Covid e anticipare, invece, le misure necessarie nei diversi scenari che dovessero presentarsi da qui a tre mesi.

     Il presidente Conte e il ministro Gualtieri dovrebbero saggiamente prevedere le risorse necessarie per risarcire il sistema montagna sulla base dei diversi livelli di diffusione della pandemia, fino a ipotizzare i costi da affrontare nel caso di un blocco totale della stagione sciistica. Perché si tratta di dare qualche certezza aggiuntiva non solo agli operatori della montagna ma anche agli appassionati dello sci e della montagna in generale. Con le politiche dei risarcimenti ex post si tampona l’emergenza per i danni già provocati ma non si accende una luce sugli sviluppi futuri prossimi. E questo è necessario fare oggi.

on. Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia

Welfare di comunità per aiutare le famiglie

Il Welfare di Comunità è il nome del protocollo siglato tra il CAAT, la Città di Grugliasco, i Grossisti di APGO el’Associazione Solidarietà Alimentare in sostegno delle famiglie in stato di necessità, in continuo aumento

“Welfare di Comunità” è il nome del protocollo di intesa che è stato siglato tra il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino),Comune di Grugliasco , Grossisti di APGO, Cisap e Associazione  Solidarietà Alimentare. Un protocollo che rappresenta un aiuto concreto e tangibile nei confronti di quasi 200 nuclei familiari che in questa pandemia si sono trovati a dover fronteggiare una condizione di momentanea necessità. Il  “Welfare di comunità”prevede, infatti, il recupero delle eccedenze alimentari ancora consumabili e la loro distribuzione a questi nuclei familiari, grazie all’impegno di oltre cento volontari.

Il protocollo d’intesa, reso possibile grazie all’impegno e alla generosità  da parte dei grossisti del CAAT, è stato firmato alla presenza del Presidente del CAAT Marco Lazzarino, del Direttore generale Gianluca Cornelio Meglio, del presidente di APGO Federagromercati  Torino ( Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli ) Stefano Cavaglia’, del sindaco di GrugliascoRoberto Monta’, dell’assessore al Welfare del Comune di Grugliasco Elena Martino, del Presidente del Consorzio CISAPMarisa Bugnone, del Direttore generale del medesimo consorzio Marco Formato, e di Alberto Claudio Saluzzo, Presidente dell’Associazione di volontariato Solidarietà Alimentare.

Proprio Solidarietà Alimentare,  grazie alla generosità dei grossisti del Centro Agroalimentare e dei sostenitori, riceve ogni settimana tra le dieci e le venti tonnellate di frutta e verdura, che vengono distribuite sul territorio attraverso una rete capillare di parrocchie, comitati di quartiere eorganizzazioni di volontariato diffuse. Cento volontari e volontarie si alternano, poi, presso il Centro agroalimentare di Torino per prelevare gli alimenti in ottimo stato di conservazione e caricarli sui furgoni delle associazioni, in aiuto alle famiglie che, quest’anno, nell’area di Grugliasco, rispetto allo stesso periodo del 2019, sono aumentate del 100% nella richiesta di un pasto quotidiano.

Mara Martellotta 

Il Teatro Regio torna in scena con una parata di stelle

“Con emozione finalmente torniamo a parlarvi di quello che amiamo fare: Musica!”

Ed è anche con grande soddisfazione che vi annunciamo gli straordinari compagni che si uniranno a noi: chi per la prima volta, chi dopo una lunga assenza.
«C’è un lusso meraviglioso che regala la musica: l’intensità nella delicatezza, quel saper suonare piano e intenso, a cui invitava Toscanini. È anche un modo di vivere. Sentire la semplice, abissale differenza che passa fra urlare “ti amo” o sussurrarlo».
In queste parole di Riccardo Muti c’è tutta la gioia che proviamo nell’annunciare che il Maestro dirigerà, per la prima volta nel nostro Teatro, l’Orchestra e il Coro del Regio, e che Gianandrea Noseda ritornerà sul podio per il Concerto di Natale. E ancora, Donato Renzetti chiuderà il 2020 con il Concerto di Fine Anno e Daniel Oren inaugurerà il 2021 con La bohème.
Il Teatro Regio può quindi, finalmente, mostrare i muscoli, dopo il fruttuoso “allenamento” con gli streaming di Regio ALive, che hanno dimostrato quanto alta sia l’attenzione per la nostra produzione – seppur on line – e quanto il nostro pubblico ci segua con passione tanto che, da due mesi a questa parte, non è passato giorno senza che qualcuno abbia regalato il proprio voucher o abbia fatto una donazione al Regio. Un gesto che assume ancor più valore dato il momento di grande difficoltà economica. A questo proposito vogliamo ringraziare di cuore tutti coloro che ci sostengono con le donazioni e quelli che ci supportano costantemente come le Istituzioni pubbliche, gli Amici del Regio e i nostri Soci, i quali hanno deciso, anche in questo “annus horribilis”, di non farci mancare l’appoggio. In particolare, per il Concerto di Natale e il Concerto di Fine Anno, possiamo contare sulla partnership di Intesa Sanpaolo, Socio Fondatore del Teatro, che continua il proprio impegno con il Regio nel segno di una lunga collaborazione che vede la Banca al fianco del Teatro nella realizzazione delle sue produzioni.
Giovedì 31 dicembre alle ore 15 sarà ospite del palcoscenico del Regio per il Concerto di Fine Anno in una diretta streaming visibile sempre sul sito del Regio, uno dei più importanti artisti della sua generazione, punto di riferimento indiscusso per molti giovani direttori nonché amico appassionato del nostro Teatro: il maestro Donato Renzetti che, con l’Orchestra del Regio, presenterà un programma ampio e variegato che abbraccia il periodo barocco con Charpentier  e Händel, quello settecentesco con Mozart, l’Ottocento con Rossini, von Suppé, Strauss jr., Bizet, Čaikovskij e Borodin arrivando alle atmosfere novecentesche con De Falla, Warlock e la riorchestrazione di Respighi della rossiniana La boutique Fantasque.
Gennaio sarà invece il mese che segnerà il ritorno dell’opera lirica al Regio e ripartiremo con La bohème di Puccini, la nostra opera simbolo che potremo finalmente vedere nel nuovo allestimento che unisce la regia, firmata da Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, a scene e costumi ripresi dai bozzetti e dai figurini originali di Adolf Hohenstein, disegnati per la prima assoluta torinese del 1896. Come ricorderete, questo allestimento – realizzato dal Teatro Regio –, avrebbe dovuto andare in scena a marzo ed è stato poi riprogrammato in questo mese di dicembre, ma il Covid-19 continua a imporre la chiusura del Teatro. Purtroppo a gennaio non avremo ancora la possibilità di aprire il Regio al pubblico e, quindi, abbiamo deciso di registrare l’opera insieme a Classica HD Canale 136 di Sky, che la manderà in onda sabato 23 gennaio alle ore 21; lunedì 1 febbraio, giorno del 125° anniversario della prima rappresentazione assoluta, sarà invece disponibile in streaming su www.teatroregio.torino.it alle ore 20 al costo di € 5. I biglietti per assistere alla Bohème on line sono in vendita a partire dal 21 dicembre, su www.teatroregio.torino.it; chi è in possesso di un voucher, può utilizzarlo per questo acquisto, scegliendolo come forma di pagamento e inserendo il codice.
Il maestro israeliano Daniel Oren dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio. La bohème, l’opera più amata di Giacomo Puccini, sarà interpretata da un cast di voci fresche, adattissime al ruolo, come Maria Teresa LevaIván Ayón RivasPaola AntonucciMassimo CavallettiAlessio CacciamaniTommaso Barea e Matteo Peirone. Questa nuova produzione viene realizzata con il sostegno di Italgas, Socio Fondatore del Teatro Regio oltre che storica Società torinese.
Febbraio porterà una grande e indubbiamente graditissima sorpresa: il maestro Riccardo Muti che, per la prima volta nel nostro teatro, dirigerà l’Orchestra e il Coro del Regio. Siamo onorati di ospitare un “mito della musica”. In scena Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Chiara Muti, una coproduzione del 2018 tra il Teatro San Carlo di Napoli e la Wiener Staatsoper. Il sestetto tutto italiano dei protagonisti è composto da Mariangela SiciliaPaola GardinaAlessandro LuongoGiovanni SalaFrancesca Di Sauro e Marco Filippo Romano. Per il Maestro, quest’opera è «un universo misterioso e colmo di ambivalenze, proiettato verso una fine disincantata e cinica»; dal suo canto, la regista interpreta il libretto di Da Ponte come «un testo metafisico sulla questione profonda dell’Io in rapporto all’altro». Le scene sono di Leila Fteita, i costumi di Alessandro Lai.
Speriamo che un avvenimento di così alto prestigio possa essere applaudito dal pubblico in sala; sarebbe questo un vero manifesto di rinascita, un nuovo inizio sotto il segno di una grande stella, l’indice di un ritorno alla normalità che ha sempre più il carattere della straordinarietà.
Dato il perdurare dell’incertezza sull’apertura del Teatro al pubblico, abbiamo lavorato su tre ipotesi: la prima, nel caso fosse possibile disporre della capienza totale della sala, prevede 5 recite a febbraio; la seconda, nel caso di una capienza limitata, alle stesse cinque recite si aggiungerebbe la trasmissione in streaming dell’opera; la terza ipotesi, nel caso ci fosse, purtroppo, ancora imposta la chiusura, alla diffusione in streaming di Così fan tutte si aggiungerebbe un Concerto straordinario diretto dal maestro Riccardo Muti con l’Orchestra del Regio e trasmesso in streaming.
Il 22 e il 23 dicembre avrete un’occasione unica per acquistare regali natalizi per i vostri cari. Con l’iniziativa pop-up, “Regala il Regio”, potrete acquistare bellissimi oggetti firmati Regio, oppure biglietti open per quando sarà possibile ritornare ad assistere agli spettacoli in sala. Gli acquisti potranno essere effettuati presso la Biglietteria del Teatro, in Piazza Castello 215, aperta dalle ore 12 alle ore 18.
È questo solitamente tempo di auguri e, mai come quest’anno, tutti sentiamo di averne bisogno. Vogliate quindi ricevere da parte del Commissario straordinario del Teatro Regio Rosanna Purchia, del Direttore artistico Sebastian F. Schwarz e di tutte le Lavoratrici e i Lavoratori del Teatro Regio i migliori auguri per un sereno 2021.
 
Per tutte le informazioni: www.teatroregio.torino.it.
(foto Vincenzo solano per il Torinese)

In ritardo causa neve altre 40 mila dosi di vaccino per ospedali e rsa

Dopo il successo del V-Day si proseguirà con la vaccinazione del personale delle aziende sanitarie e di ospiti e operatori delle Rsa

Come confermato dal Ministero della Salute,  in Piemonte verranno consegnate altre 40 mila dosi del vaccino anti Covid con cui si proseguirà la campagna di vaccinazione avviata in modo simbolico, in occasione del V-Day europeo. L’arrivo delle dosi potrebbe subire ritardi nel trasporto, a causa della neve.

41 scatole in tutto (ogni scatola contiene 975 dosi) che verranno distribuite agli hub territoriali per continuare con la somministrazione del vaccino al personale delle aziende sanitarie e agli operatori e ospiti delle RSA, che rappresentano i destinatari della Fase 1 della vaccinazione.

In tutto 195 mila persone in Piemonte, 2/3 delle quali hanno già manifestato la propria volontà di adesione.

«Riceveremo circa 40 mila dosi a settimana per completare la Fase 1 della campagna vaccinale – spiega l’assessore alla Sanità della Regione Luigi Genesio Icardi -. La macchina organizzativa è già pronta per riceverle ed è stata testata con ottimi risultati nella giornata di ieri».

Per il territorio di Alessandria sono in arrivo 5 scatole e 4875 dosi destinate agli ospedali di Alessandria, Casale, Novi Ligure e Tortona e alle RSA.

Per il territorio di Asti 3 scatole e 2925 dosi destinale al Cardinal Massaia di Asti, all’ospedale di Nizza e alle RSA.

Per il territorio di Biella 2 scatole e 1950 dosi destinate all’Ospedale degli infermi e alle RSA.

Per il territorio di Cuneo 6 scatole e 5850 dosi destinate al Santa Croce e Carle e agli ospedali di Mondovì, Savigliano, Verduno e alle RSA.

Per il territorio di Novara 3 scatole e 2925 dosi destinate al Maggiore della Carità, all’ospedale di Borgomanero, all’Asl e alle RSA.

Per il territorio di Torino 18 scatole e 17.550 dosi: in particolare 9 scatole e 8775 dosi per gli ospedali e le RSA di Torino città e altre 9 scatole e 8775 dosi in tutto destinate a Chivasso, Ciriè, Ivrea, Moncalieri, Orbassano, Pinerolo e Rivoli.

Per il territorio del Vco 2 scatole e 1950 dosi destinate agli ospedali di Domosossola e Verbania e alle RSA.

Per il territorio di Vercelli 2 scatole e 1950 dosi destinate al Sant’Andrea, all’ospedale di Borgosesia e alle RSA.

«Arriveranno direttamente negli hub territoriali – commenta Vincenzo Coccolo, commissario generale dell’Unità di crisi della Regione Piemonte – e il personale del sistema regionale di Protezione civile provvederà a consegnare le dosi necessarie ai presidi sanitari territoriali e alle RSA, come già accaduto ieri con puntualità e precisione in occasione del V-Day. In due ore le dosi sono state recapitate in tutti i punti vaccinali individuati a Torino e nelle province».

Sono state 910, in particolare, le dosi giunte in Piemonte per dare il via alla campagna di vaccinazione anti Covid. La somministrazione è stata completata in modo regolare e senza difficoltà in tutti i 10 punti individuati sul territorio per il primo V-Day europeo della storia. 710 dosi sono state inoculate al personale dei 7 ospedali più grandi della regione: 490 vaccini a Torino all’Amedeo di Savoia (220), Città della Salute (90), Mauriziano (90) e San Giovanni Bosco (90) e altri 260 vaccini negli ospedali di Alessandria (90), Cuneo (80) e Novara (90).

Le altre 160 dosi sono state invece somministrate a ospiti e operatori di tre Rsa pubbliche a Rodello, Asti  e Novara.

«Stiamo lavorando con il Ministero della Salute per risolvere a livello nazionale il problema del consenso informato per gli ospiti delle Rsa che non hanno un rappresentante legale, ma sono in una situazione di cosiddetta “incapacità naturale” – spiega il commissario dell’Area giuridico-amministrativa Antonio Rinaudo -. Il tema è complesso, ma estremamente importante e delicato se pensiamo che solo in Piemonte coinvolge 10 mila persone accolte nelle nostre residenze socio assistenziali, che se questa criticità non verrà risolta non potranno essere vaccinate».