Astrotalk – online Sabato 20 marzo 2021 ore 18.00
Appuntamento sabato 20 marzo ore 18.00 sui canali social (Facebook e Youtube) di Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio – con il terzo appuntamento digitale degli Astrotalk, conferenze-spettacolo che uniscono le ultime ricerche in campo astronomico e scientifico alle spettacolari immagini del Planetario digitale.
In questa terza data dell’edizione 2021, insieme al nostro planetarista Emanuele, ospiteremo Giovanna Tinetti, capo del gruppo di astrofisica all’University College di Londra e direttrice dell’UCL Center for Space Exo-chemistry Data di Harwell.
Che tempo fa oggi su GJ1214b? Molto nuvoloso, si prevede pioggia di ferro su WASP12b, in compenso fa bello su WASP43b. Dopo un lungo inverno, si prevede una breve estate torrida su HD80606b, con temperature fino a 2000 °C.
Sembra fantascienza, in realtà gli studi della composizione chimica e dello stato dell’atmosfera degli esopianeti permettono di comprendere molto sulla natura dei pianeti, come la circolazione atmosferica (clima, meteo) o anche come si è formato il pianeta, se nell’orbita dove lo si osserva o se si è formato altrove e ha migrato successivamente. Conoscere la composizione atmosferica è anche fondamentale per comprendere il ruolo della stella nell’evoluzione chimica.
Durante l’incontro parleremo di questi temi, mostreremo alcuni dei risultati più recenti sullo studio delle atmosfere dei pianeti extrasolari e parleremo della futura missione ARIEL dell’Agenzia Spaziale Europea.
Giovanna Tinetti è capo del gruppo di astrofisica all’University College di Londra e direttrice dell’UCL Center for Space Exo-chemistry Data di Harwell.
È Principal Investigator di Ariel, la prossima missione scientifica di classe media (M4) dell’Agenzia Spaziale Europea che sarà lanciata nel 2029. È anche co-fondatrice e co-direttrice di Blue Skies Space Ltd, che mira a creare nuove opportunità per satelliti spaziali scientifici.
Laureata in Fisica Teorica presso l’Università di Torino, Giovanna Tinetti ha continuato la sua carriera accademica come NASA Astrobiology Institute Fellow al Caltech / JPL e poi come European Space Agency Fellow esterno a Parigi, prima di trasferirsi all’UCL nel 2007 come STFC Aurora e poi Royal Society URF Fellow.
È autore/coautore di oltre 200 articoli di ricerca e ha tenuto oltre 260 conferenze, seminari e conferenze pubbliche a livello internazionale.
COME SEGUIRE L’EVENTO
L’appuntamento sarà gratuito e sarà in diretta sulle due pagine ufficiali del Museo:
FACEBOOK – https://www.facebook.com/planetarioditorino
YOUTUBE – https://www.youtube.com/user/PlanetarioDiTorino
Sarà possibile porre domande all’ospite dell’evento tramite la chat di uno dei due social.
Tre parole e il disegno di un triangolo simbolico al cui interno un grande occhio scruta e avverte minaccioso i passanti. Tre parole che danno anche il titolo all’ultimo libro (224 pagine, pubblicate da “Neos edizioni”) del torinese Riccardo Marchina, giornalista e scrittore, che già per “Neos” aveva scritto nel 2011 “L’agenzia dei segreti precari” e nel 2018 “Lo squalo delle rotaie”. E proprio quelle parole affiorano alla mente di Pietro, il protagonista del romanzo, allorché pensa o si trova davanti all’imbarazzante bellezza di Mascia che “aveva grandi cosce, appiccicate a un corpo magro” e sulla schiena “aveva tatuato un sole stilizzato, all’interno del quale c’era un triangolo” e ancora “al suo interno c’era un occhio. Era una sorta di ‘Zeus ti vede’”. Siamo a Torino all’interno del vecchio Borgo Campidoglio, quartiere operaio sorto a fine ‘800, caratteristica isola di case basse (oggi museo a cielo aperto d’arte urbana – il MAU – per le circa 200 opere pittoriche di street – art dipinte sui muri esterni), di botteghe che sono memoria fascinosa di antichi mestieri artigianali, enoteche e caratteristiche piole dai prodotti tipici e dai semplici ma robusti e sinceri vini locali: “periferia ovest della città, dove corso Regina Margherita si perdeva nel parco della Pellerina, prima di diventare una cosa unica con la tangenziale”. E proprio qui si snoda gran parte della storia di Pietro. Quattro figli avuti da due (ex) compagne diverse, quindi due famiglie da mantenere, l’uomo lavora in un’impresa di torrefazione di Torino, fino a quando una multinazionale olandese acquisisce l’azienda e la sua vita comincia a rotolare all’ingiù. Licenziato e addirittura sospettato dell’omicidio della responsabile del personale, con la quale aveva una relazione, Pietro è condannato a giornate scandite da frustranti colloqui di lavoro e convocazioni in commissariato. Sullo sfondo la Torino ch’era un tempo città dell’auto, del caffè, della cioccolata, della birra, della penna a sfera, dell’informatica… e ora é “città sempre più fluida, inafferrabile e infida”. A sostenerlo nei vorticosi tentativi di riprendere in mano la propria vita, c’è però Mascia, giovane e provocante cameriera di una scalcinata ma accogliente trattoria di Borgo Campidoglio. “Giallo” urbano, si diceva. Ma non solo. Con questo romanzo, infatti, Riccardo Marchina intende superare la quotidiana, intricata e avvincente realtà degli eventi, sfruttati a base solida da cui partire per proporci una “riflessione sul mondo del lavoro fatto di acquisizioni aziendali e società di outplacement, di globalizzazione spinta e difesa del made in Italy, di esuberi e bandiere sindacali affisse ai cancelli delle fabbrichette, di responsabili del personale imbevuti di tecniche e filosofie aziendali e start-up come rimedio estremo all’impossibilità di ricollocarsi”. In tal senso, le parole dello scrittore (che per “Neos” cura anche la serie antologica “Spirito d’estate”) ci portano dentro, e fino al fondo di una realtà contemporanea assurda, frenetica e imprendibile, dalla quale non resta che fuggire. “Verso un posto dove Zeus non possa più vederci”.