Primo lungometraggio del regista Michael Bertuol che racconta la lotta di un aspirante attore disilluso. Al via la campagna di crowdfunding per finanziare la post-produzione del film
È online la campagna di crowdfunding per finanziare la post-produzione de Il Vaso, lungometraggio d’esordio del regista torinese Michael Bertuol. Un progetto di natura sperimentale e indipendente, nato nel 2019 con l’obiettivo di dimostrare che c’è spazio per un nuovo tipo di cinema, svincolato dalle grandi produzioni, realizzabile con un budget molto inferiore, ma non per questo meno valido.
Ne Il Vaso un aspirante attore di mezza età, ormai stanco e disilluso, ha un’ultima occasione di raccogliere e riunire i cocci della sua vita. L’uomo però dovrà prima fare i conti con il suo disincanto, i fantasmi del passato, un lavoro alienante e dei rapporti d’amicizia logori.
Il film, completamente autoprodotto, è stato girato interamente a Torino e provincia, con maestranze del territorio, e ha avuto, sin dai primi passi, il supporto logistico della Film Commission Torino Piemonte.
Il primo ciak de Il Vaso risale a ottobre 2019 e oggi, 14 mesi più tardi, durante una pandemia, dopo due lockdown, il duro lavoro svolto sta finalmente raggiungendo la fine del suo percorso produttivo.
Il progetto è stato messo a dura prova durante questi difficili mesi di emergenza sanitaria: per questo motivo il team ha attivato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma produzionidalbasso.com per finanziare la fase di post-produzione (sound design, colonna sonora originale, color correction, etc.), senza la quale il film non potrà vedere la luce.
Sulla pagina https://www.produzionidalbasso.com/project/il-vaso/ è possibile donare da 5€ in su e ricevere ricompense diverse in base all’importo della donazione: dalla locandina alla colonna sonora, fino al ringraziamento nei credits e nei titoli di coda del film. Sul sito si può vedere inoltre il trailer del film, la locandina, alcune immagini significative e scoprire tutti i dettagli del progetto.
Note di regia
“Questo mondo è un vaso pieno di crepe, e noi ne siamo i cocci”.
In questo scenario, una storia semplice, quotidiana, di un uomo comune, diventa un messaggio di vitale importanza. In questo momento in cui gli artisti di molti settori sono chiusi in casa o impossibilitati a lavorare, c’è chi pensa di mollare, c’è chi pensa di aver sbagliato tutto, c’è chi rimpiange, chi si dispera e chi piange immaginando un futuro ancora più nefasto.
Sulla scia di quest’incubo Il Vaso cerca di veicolare un messaggio di speranza, una via d’uscita, o forse solo uno spunto di riflessione che si spera possa arrivare a tanti.
Link al trailer
Il Vaso
Italia, 2020
Durata: 90′
con Massimiliano Moriotti, Filippo Locantore, Giorgia Cerruti, Alberto Barbi.
Regia: Michael Bertuol
Il ragazzo bocciato in ginnasio che rimediò un diploma professionale, ha sicuramente fatto molta strada.E’ stato direttore de “L’Unità”, leader, con scarso successo, del Pd, ministro, Sindaco di Roma per dieci anni, deputato e tanto altro. Nei rapporti istituzionali che ho avuto con lui si è sempre rivelato corretto, forse anche per la stima che aveva per Mario Soldati. Un politico di lungo corso ha inevitabilmente fatto cose buone e cose cattive e non basta il suo amore per il cinema a riscattarlo dagli errori. Il grande Giampaolo Pansa nel suo Bestiario lo definiva il “perdente giulivo “, già immaginando le sue aspirazioni quirinalizie Tra i tanti leader comunisti e poi del PD non è certamente stato dei peggiori. Pur avendo aderito al PCI giovanissimo, diceva di sé di non essere mai stato comunista, senza mai aver spiegato una frase abbastanza contraddittoria, non essendo l’Italia un partito unico come l’URSS. Certo, rispetto al ferreo D’Alema è stato meno dottrinario, ma è anche molto meno colto anche se ambedue non sono laureati… Quando moderai un dibattito tra Amato e D’Alema, mi resi conto del valore di quest’ultimo anche rispetto al dottor Sottile che avrei visto bene al Quirinale al posto di Mattarella e che ritengo l’unico statista sopravvissuto. La classe politica italiana di destra e di sinistra fa pena e c’è in questo Parlamento una sola candidata valida per cultura, equilibrio, terzietà, la Presidente del Senato Casellati che potrebbe anche guidare un Governo di salute nazionale che estrometta Conte. Si tratta di una donna umanamente ed intellettualmente straordinaria apprezzata, al di là delle valutazioni politiche di parte, come difensore ferreo delle prerogative parlamentari spesso calpestate dall’attuale governo senza che dal Colle siano giunti rilievi significativi.
Un tema legato all’ambiente figura anche sulla palazzina del
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Poi nella sua vita irrompe una ventata di aria fresca e giovane. Si chiana Joseph, ha 22 anni, è di colore e si arrabatta tra più lavori per sbarcare il lunario. E’commesso in una macelleria (adocchiato dalle donne per il suo sex appeal), fa anche l’allenatore sportivo, ma il suo grande sogno è diventare un deejay.
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