La pianificazione della città diventa integrata: i quartieri al centro del nuovo Piano Regolatore e del Piano del Traffico
Prosegue la campagna “Perché tutto è connesso”: dopo i primi incontri sulla viabilità, l’Amministrazione comunale avvia il confronto partecipativo anche sulla revisione del Piano Regolatore.
La pianificazione urbana di Rivoli entra in una fase cruciale. Dopo il ciclo di incontri avviato a febbraio dedicato alla mobilità, l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Alessandro Errigo rilancia la sfida della partecipazione estendendo il confronto con la cittadinanza anche ai temi del nuovo Piano Regolatore.
Il principio guida è racchiuso nel claim della campagna: “Perché tutto è connesso”. L’obiettivo è superare la logica degli interventi isolati per adottare una visione d’insieme dove la viabilità, lo sviluppo urbanistico, la tutela dell’ambiente e la qualità della vita nei quartieri dialogano costantemente tra loro.
«Il nostro obiettivo è una Rivoli più semplice da vivere e più moderna, e per arrivarci dobbiamo smettere di pensare per compartimenti stagni» – dichiara il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo. «Urbanistica e viabilità sono due facce della stessa medaglia: non si può immaginare come cambierà un quartiere senza pensare a come ci si sposterà al suo interno. Con questi incontri portiamo l’Amministrazione fuori dal Palazzo per ascoltare chi la città la vive ogni giorno. Non cerchiamo il consenso su decisioni già prese, ma una collaborazione reale per fare in modo che ogni scelta tecnica sia coerente con i bisogni concreti delle persone».
Mentre si avviano a conclusione gli appuntamenti dedicati specificamente al Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) – con gli ultimi due incontri previsti il 3 e 4 marzo a Tetti Neirotti e Bruere – il calendario si arricchisce di una nuova serie di tappe dedicate all’Urbanistica.
«Non stiamo semplicemente aggiornando dei documenti tecnici, stiamo scrivendo insieme l’idea di città che vogliamo abitare nei prossimi anni» – aggiungono l’Assessore alla Viabilità Marco Tilelli e l’Assessore all’Urbanistica Emanuele Bugnone. «Abbiamo scelto di unire i percorsi del PGTU e del Piano Regolatore perché è impossibile pensare a una nuova viabilità senza immaginare come si svilupperanno i servizi, le aree verdi e l’edilizia. Le segnalazioni raccolte finora sono il punto di partenza per una pianificazione che sia realmente funzionale».
Il percorso, realizzato in collaborazione con il Patto Territoriale Zona Ovest, punta a raccogliere segnalazioni su criticità storiche, ma anche proposte innovative per rendere Rivoli più accessibile, sicura e sostenibile, considerando anche il ruolo strategico della città come cerniera tra l’area metropolitana e le valli Susa e Sangone.
Di seguito il calendario dei prossimi appuntamenti (ore 21.00):
Ultimi incontri PGTU:
-
3 marzo: Quartiere Tetti Neirotti (Oratorio Chiesa Tetti Neirotti, Piazza Santa Maria 3A)
-
4 marzo: Quartiere Bruere (Comitato di Quartiere Bruere, Via Bruere 282)
Incontri Piano Regolatore:
-
3 marzo – Quartiere Tetti Neirotti
Comitato di Quartiere Tetti Neirotti, Oratorio Chiesa Tetti Neirotti, Piazza santa Maria 3a -
4 marzo – Quartiere Bruere
Comitato di Quartiere Bruere, Via Bruere 282 -
16 marzo – Quartiere Posta Vecchia
Comitato di Quartiere Posta Vecchia, Via Piave 25 -
17 marzo – Quartiere Borgo Nuovo e Centro Storico
Comitato di Quartiere Borgo Nuovo, C.so de Gasperi 20/A -
18 marzo – Quartieri Borgo Uriola e Bastioni
Comitato di Quartiere Borgo Uriola, Via T. Negro 12 -
27 marzo – Quartieri Piazza Repubblica e San Paolo
Comitato di Quartiere Piazza Repubblica e Dintorni, Via Camandona 9/A
30 marzo – Quartieri Maiasco e F.lli Cervi
Comitato di Quartiere Maiasco, Via Tevere 41/b


La corona non è l’unico esempio dentro fa mostra, attorno le sono esposti oggetti di arte decorativa napoletana già appartenenti alle collezioni del Museo Accorsi-Ometto: una coppia di doppieri (1775 – 1779) dovuti a Francesco Tomaselli, con inciso lo stemma di Simone Vincenzo Velluti Zati, duca di San Clemente, argento fuso, sbalzato e cesellato, “asimmetrici nella forma, documentano il persistere di soluzioni ornamentali rococò nelle case delle nobili famiglie napoletane, anche dopo l’avviarsi della felice stagione neoclassica.” Come assai prezioso – e davvero bellissimo: provi ognuno ad accendere la luce che lo retroillumina e si goda il raro cambiamento dell’oggetto – è il vassoio da parata in piquet tartarugato, che il papa (bolognese) Benedetto XIV Lambertini ordinò alle officine (campane) di Torre del Greco per farne dono al marchese (piemontese) Leopoldo Del Carretto di Gorzegno e di Moncrivello, che fu legato diplomatico in occasione del secondo concordato tra papato e Regno di Sardegna, un ampio carapace raddolcito e livellato con olio d’oliva e altri elementi, “un’opera che esprime l’altissimo livello qualitativo delle maestranze napoletane, educate fin dall’inizio del nuovo regno a comunicare la regalità e in grado di reggere il confronto con le migliori manifatture europee” nonché la rete che legava le lontane piccole e grandi corti come la scelta dei luoghi di lavoro, altrettanto lontani, ma ritenuti in quel momento tra i migliori. A raccontare il significato del Barocco da cui la sala prende nome, all’intorno nature morte e i ritratti e le immagini sacre, veri gioielli i tondi che illustrano tre “Scene della Passione di Cristo”, tra il 1760 e il ’70, in gesso e legno, dovuti a Giovanni Battista Bernero, saviglianese d’origine, assunto ben presto alla corte dei Savoia, attivo a Stupinigi come al Sacro Monte di Varallo, nel duomo di Casale Monferrato e di Carignano, a Torino nelle chiese di San Lorenzo e in San Francesco d’Assisi.