ilTorinese

Nursing Up: «Se il trasferimento è “nuovo”, chiarire il metodo»

Nella consueta nota domenicale di aggiornamento, l’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi ha annunciato l’attivazione di “tre nuovi reparti” tra le strutture torinesi. Una definizione che, alla prova dei fatti, lascia spazio a più di una perplessità.

I reparti in questione risultano infatti trasferiti e non di nuova istituzione. «Non è una questione di parole, ma di sostanza» evidenzia Nursing Up Piemonte. «Un nuovo reparto è un ampliamento reale dell’offerta sanitaria. Un trasferimento è una riorganizzazione interna. Confondere i due piani rischia di generare una narrazione che non corrisponde alla realtà operativa vissuta ogni giorno da professionisti e cittadini».

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il modo in cui la sanità piemontese viene comunicata. Sempre più spesso, infatti, le informazioni istituzionali sembrano prendere forma direttamente sui canali social, con toni e modalità che ricordano più la comunicazione “da annuncio” che quella istituzionale.

«Assistiamo a una comunicazione che nasce già per essere social, quando invece dovrebbe prima essere istituzionale» prosegue la nota. «Non è il canale il problema: i social sono uno strumento utile e necessario, e lo utilizziamo anche noi. Il punto è il processo».

Secondo Nursing Up, le informazioni che riguardano organizzazione, servizi e cambiamenti operativi dovrebbero seguire un percorso chiaro e condiviso: prima il confronto con il comparto sindacale e con i professionisti, come previsto dai protocolli, poi la comunicazione esterna.

«Oggi, al contrario, accade sempre più spesso che i lavoratori vengano a conoscenza delle novità attraverso i social o comunicazioni pubbliche, anziché nei luoghi deputati al confronto» sottolinea il sindacato. «Non è solo una questione formale, ma di rispetto dei ruoli e di efficacia organizzativa».

Nel caso specifico, la narrazione dei “nuovi reparti” appare come l’ennesimo esempio di una comunicazione che privilegia l’effetto annuncio rispetto alla precisione.

«Se spostare un reparto diventa inaugurare qualcosa di nuovo, allora forse siamo di fronte a un problema di definizioni» osserva Nursing Up. «E quando le definizioni si allontanano dalla realtà, il rischio è quello di perdere credibilità».

Il sindacato ribadisce la necessità di riportare la comunicazione sanitaria su un piano coerente, trasparente e condiviso, a partire dal coinvolgimento dei professionisti e dal rispetto dei tavoli di confronto. Perché una sanità che funziona non si costruisce con gli slogan, ma con processi chiari e informazioni corrette.

Traforo Frejus, rete di controlli polizia: 2 arresti e una denuncia

Controlli su 1474 cittadini e 270 veicoli, finiti con due arresti e una denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo il bilancio degli interventi nell’ultima settimana di febbraio da parte della polizia di Stato sulla piattaforma autostradale del Traforo del Frejus.

Uno dei provvedimenti ha visto gli agenti intervenire la notte del 24 febbraio su un autobus diretto a Barcellona. Un uomo a bordo, privo di documenti validi, è stato portato in questura per l’identificazione. Dagli accertamenti è emersa un’ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. Arrestato e condotto alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

Il giorno dopo, controllo su un’auto che viaggiava verso la Francia: tre occupanti, uno di origine spagnola, l’altro di origine marocchina e uno senza documenti. Dalle verifiche è emerso che il viaggio dalla Spagna all’Italia serviva a prelevarlo e riportarlo a Barcellona in cambio di denaro. Denunciato il passeur, sequestrati veicolo, denaro e cellulari.

L’ispezione di domenica primo marzo su un bus da Parigi: secondo arrestato, cittadino straniero con ordine di carcerazione per resistenza (pena residua otto mesi e dieci giorni), condotto poi al carcere torinese.

VI.G

Al teatro Astra ha debuttato “La tempesta” di Shakespeare 

Il regista Alfredo Arias, con il suo stile unico e inconfondibile, mette in scena “La tempesta” di William Shakespeare al Teatro Astra, in programma fino al 22 marzo prossimo per la traduzione di Agostino Lombardo, nella nuova co-produzione del Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con l’Estate Teatrale Veronese.
Per Arias si tratta di un ritorno alla direzione di quest’opera, tra le più complesse e ricche di simbolismi scritte dal grande autore inglese e che ha rappresentato nei primi decenni della sua carriera nell’ambito del Festival di Avignone del 1986.
Sull’isola-palcoscenico, il regista argentino allestisce uno spettacolo poetico e originale, capace di coinvolgere il pubblico, facendolo immergere in un linguaggio universalmente riconoscibile. Il protagonista è Graziano Piazza, che interpreta Prospero, mago, demiurgo, sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta che egli stesso ha scatenato. Piazza, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato da protagonista con i più grandi registi della scena nazionale e internazionale, nella “Tempesta” incarna la forza magica di questo testo immortale, reso unico dalla direzione di Arias, che dichiara: “Temiamo che un mostro appaia nelle nostre vite, senza sapere che forse, quel mostro, siamo noi”.
Mara Martellotta

La storia di Sandra e Nanni Ricordi

Alessandra Gasparinetti Ricordi, parlando di sé stessa con affettuosa ironia e naturalezza riporta al focolare domestico Nanni Ricordi, compagno di vita e grande personaggio. C’è un destino legato alle opere dei grandi, raccontato con lo stupore degli occhi azzurri di Sandra, figlia di un poeta ed ex ballerina dal fascino innegabile e dalla vivace intelligenza. Modella per grandi marche di biancheria e gocce decongestionanti per gli occhi, conquistò il pubblico con la sua grazia ed eleganza ma fu l’incontro con Nanni Ricordi a darle maggior visibilità, unione suggellata dal loro matrimonio di sangue sulla spiaggia delle Seychelles.

Nonostante le proprietà di Stresa, Milano e Miami Beach, il trasferimento nel 1989  nell’abitazione settecentesca di Sala Monferrato fu la scelta definitiva per trascorrere il periodo più importante della loro vita. L’interno, ristrutturato in modo conservativo, è ricco di oggetti artistici e lunghi tavoli antichi che ricordano incontri conviviali tra vecchie amicizie. Durante il nostro incontro per intervistarla Sandra,  insieme all’amica Eleonora, ci ha accolti con gentilezza rivivendo l’atmosfera dei pomeriggi passati nel giardino, con grandi merende vivacizzate dal pianoforte di Nanni, in compagnia dei vicini e del parroco.

Diversi artisti fecero visita a Nanni e Sandra tra cui Dario Fo e Franca Rame, ospitati durante l’alluvione del ’94, oltre a Enzo Jannacci, Paolo Conte e Gino Paoli. Nella casa di Sandra sono ancora frequenti le visite di Ivan Cattaneo.

Attirano prepotentemente l’attenzione due grandi dipinti polimaterici di impatto espressionista a conferma di come Ivan, geniale, ironico e dissacrante cantautore, sia versatile nel contemplare oltre alla musica diverse altre discipline artistiche, in particolare la pittura e l’arte multimediale.

In una delle sale troneggia il pianoforte a coda regalato a Nanni da Leonard Bernstein dopo essere stato invitato a New York per assistere ad un suo concerto. Sandra, con particolare affetto verso la nipote Antonella Pomi, sensibile pittrice, ci mostra con orgoglio diversi quadri che raffigurano animali eseguiti con buona tecnica.

La casa editrice fu fondata nel 1808 dal capostipite Giovanni Ricordi, proprietario del Casino Ricordi, importante negozio musicale di Milano. Giovanni acquistò l’intero archivio musicale del teatro alla Scala, il fondo di manoscritti che rappresentò la base di partenza dell’attività imprenditoriale come fornitore delle compagnie d’opera mondiali. L’azienda fu ereditata dal figlio Tito I e dal nipote Giulio, editore di Giuseppe Verdi. Il grande compositore di Busseto lasciò una dedica sul proprio ritratto, oggi conservato nella casa monferrina accanto al pianoforte.

L’attività di stampa delle opere liriche e sinfoniche dei grandi autori dell’800 italiano, Puccini, Bellini, Rossini, Verdi e Donizetti fu proseguita dal figlio di Giulio, Tito II Ricordi, con la pubblicazione delle opere di autori contemporanei del ‘900, Respighi, Busoni, Sciarrino, Nono, Varèse, Casella, Grisey e Dallapiccola. La famiglia Ricordi ha traghettato l’epopea della musica da un secolo all’altro come una sinfonia.

Tito II Ricordi fu l’organizzatore dei viaggi di Puccini a New York e Buenos Aires per assistere alle rappresentazioni delle sue opere. Come Brahms chiuse il ciclo della sinfonia classico romantica, Puccini  rappresentò la continuità e la conclusione della gloriosa storia del melodramma italiano con l’incompiuta Turandot, un anno dopo la suite opera 25 interamente dodecafonica di Arnold Schoenberg. L’azienda del nonno Tito II vide il proseguimento con la nuova industria fondata dal nipote Nanni, punto di riferimento della discografia italiana.

Il primo disco prodotto da Nanni Ricordi fu pubblicato nel 1958 con una interpretazione di Maria Callas, una registrazione dalla Medea di Luigi Cherubini. Nei primi anni ’60 Nanni ebbe l’intuizione di pubblicare i brani ironici e graffianti in dialetto milanese di Jannacci, composti in collaborazione con Fo. In questo modo si aprì la strada alla musica popolare pubblicando le musiche di Tenco, De Andrè, Dalla, Endrigo, Battisti, De Gregori, Conte, Gianco, Gaber, Bindi e Vanoni. Oltre alla vendita di partiture musicali, nei diciotto negozi iniziò la promozione e la distribuzione dei prodotti discografici della Ricordi.

Sandra ricorda con orgoglio l’incontro di Nanni con Barbra Streisand, Luchino Visconti e Bob Marley che lo accompagnò dall’aeroporto a Milano per un concerto. Sandra ricorda con nostalgia il cuore benefattore e tenero di Nanni, piacevoli situazioni ricche di umanità nei confronti di cantanti appartenenti alla loro etichetta discografica. Allo stesso modo, Sandra si è attivata verso gli abitanti del paese con generosità ed è molto amata e considerata da tutti. Ammirevole la dedizione per Nanni nel lungo decorso della malattia, affrontata con forza e dignità.
Nel 2017 è stato inaugurato il Museo Ricordi a Sala Monferrato, sede permanente fortemente voluta da Sandra, alla presenza di Ivan Cattaneo, Gino Paoli, Ricky Gianco e Paolo Conte. Per il Nanni Ricordi Day del 2022, nel decennale della morte, è stato intitolato il belvedere del paese al talento del grande editore discografico e padre dei cantautori. Nel 2025 il sindaco di Sala Mario Melotti ha assegnato il premio gentilezza a Sandra, punto di riferimento per l’intera comunità.
Giuliana Romano Bussola 
Armano Luigi Gozzano 

Affido e adozione, nasce CASA: più famiglie per i minori in difficoltà

Presentato in Regione Piemonte il progetto CASA dedicato ad affido e adozione
«Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre»

Si è conclusa con il messaggio «Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre» la presentazione del progetto CASA (Comunità, alleanze, solidarietà, accoglienza), dedicato ai temi dell’affido e dell’adozione. L’incontro si è svolto martedì 17 marzo nella sala Trasparenza della Regione Piemonte ed è stato coordinato da Roberto Gontero, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari, che ha inserito l’iniziativa tra gli appuntamenti della Settimana con la famiglia 2026.

Nel suo intervento, Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e volontariato, ringraziando le famiglie affidatarie che, ha evidenziato, «posseggono una vocazione alla genitorialità che va incentivata perché possono garantire un passaggio meno traumatico per il minore in difficoltà». Il consigliere regionale Silvio Magliano ha invitato a «guardare a ciò che nasce in via sussidiaria nel terzo settore per farlo diventare una policy, affinché queste bambine e questi bambini possano iniziare a sognare».

Per il Comune di Torino, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli ha richiamato la coincidenza con la Giornata mondiale del Servizio sociale, celebrata proprio il 17 marzo, evidenziando l’impegno degli operatori del settore che affrontano, come ha detto, «situazioni impegnative che richiedono grande sensibilità».

Il progetto CASA è stato illustrato nel dettaglio da Cristina Riccardi, vicepresidente di Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini), che ha presentato dati significativi: in Italia sono 330mila i minori in carico ai servizi sociali (39mila in Piemonte), di cui 20.592 inseriti in comunità (1.465 in Piemonte), con un aumento del 13% a livello nazionale e del 23% a livello regionale. I minori in affido familiare sono invece 15.075 (2.621 in Piemonte), con una crescita dell’1,8% a livello nazionale ma un calo di quasi l’8% in ambito regionale. In questo scenario, il progetto CASA si pone tre obiettivi principali: incrementare il numero di famiglie affidatarie, accompagnare le famiglie accoglienti attraverso percorsi formativi e sostenere i minori accolti in affido o adozione.

Gli aspetti tecnici sono stati approfonditi da Carmen Rita Mecca, presidente del Tribunale per i minorenni di Torino, che ha ribadito l’importanza del dialogo in un ambito tanto delicato. Ha ricordato infatti che «è chiaro a tutti gli operatori del diritto come l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine sia una extrema ratio» e ha sottolineato che «l’istituto dell’affidamento familiare necessita di esser conosciuto perché vi sono minori costretti a restare in comunità per l’assenza di famiglie affidatarie».

Nel corso dell’evento sono state presentate anche alcune testimonianze concrete. Matteo Fadda, della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha citato il progetto «Avrò cura di te», volto a sostenere le famiglie affidatarie di bambini con patologie gravi e che coinvolge numerosi studenti universitari di ambito socio-sanitario. Michele Grimaldi, di Famiglie per l’Accoglienza, ha invece evidenziato il valore dell’adozione come autentica apertura alla genitorialità.

A concludere i lavori è stato Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, che ha ringraziato tutti i partecipanti per i contributi offerti, esprimendo l’auspicio di «una speranza che ci spinga ad andare avanti per realizzare qualcosa di buono e di bello».

Bimbo di 11 mesi muore soffocato a Torino

Un bambino di appena 11 mesi è deceduto nella serata di ieri, all’ospedale Maria Vittoria di Torino. Si è trattato di un episodio di soffocamento, probabilmente causato da vomito o da un boccone che gli avrebbe ostruito le vie respiratorie.

Il piccolo, di origine nigeriana, viveva con la sua famiglia in via Capelli, nel quartiere Parella. Al momento dell’accaduto si trovava in casa insieme alla zia, mentre la madre era ricoverata nello stesso ospedale, dove è in procinto di dare alla luce un altro figlio.

Il bambino avrebbe avuto una crisi respiratoria improvvisa che si è rivelata fatale. I sanitari del 118 sono intervenuti tempestivamente, trasportandolo d’urgenza in ospedale, ma nonostante i tentativi dei medici, non è stato possibile salvarlo.

In attesa dei giardini di via Belli Zumaglia intitolati ad Ada Gobetti

Prende il via a Torino il ciclo di cinque appuntamenti gratuiti alla Biblioteca Civica “I ragazzi e le ragazze di Utoya”, nel quartiere Parella, dal titolo “Aspettando Ada”, in programma fino al 28 giugno prossimo. L’iniziativa anticipa l’intitolazione dei giardini di via Belli/Zumaglia ad Ada Prospero Marchesini Gobetti, e si inserisce in un percorso di partecipazione attiva che ha coinvolto la cittadinanza e le realtà locali nella trasformazione  dello spazio pubblico adiacente alla Biblioteca, coordinato dalla Fondazione Giacomo Bradolini e Itinerari Paralleli Impresa Sociale, all’interno del Piano Integrato Urbano della Città di Torino. Gli incontri mettono al centro temi come memoria, linguaggio e inclusività in dialogo con il pensiero e l’impegno civile di Ada Gobetti.

A partire dalla primavera del 2024, bambini, famiglie, giovani e anziani del quartiere Parella sono stati coinvolti nel progetto dei giardini di via Belli/Zumaglia, che culminerà nell’intitolazione degli stessi ad Ada Gobetti, partigiana, educatrice, pioniera della pedagogia democratica e prima donna ad aver ricoperto il ruolo di Vicesindaco a Torino. Il percorso fa parte del progetto “Torino Cambia-le Biblioteche”, coordinato dalle Circoscrizioni 3, 4 e 5, dalla Fondazione Giacomo Brodolini e Itinerari Paralleli Impresa Sociale, all’interno del Piano Integrato Urbano della Città di Torino. Partendo da un’idea semplice ma potente, quella di fare delle biblioteche luoghi per ripensare agli spazi pubblici, un’estensione della cultura verso la città, il giardino accanto alla Biblioteca Civica “Utoya”, di via Zumaglia, è diventato il terreno fertile per coltivare questa visione. Strumento essenziale di questo processo è stato il “Bögia”, un rimorchio trainato da una bicicletta che ha portato la cultura negli spazi pubblici, trasformandola in un laboratorio a cielo aperto per attività culturali, giochi, informazione e partecipazione. La selezione finale è avvenuta attraverso un sondaggio pubblico, che ha visto un’ampia partecipazione da parte degli abitanti della Circoscrizione 4, e l’intitolazione  dei giardini di via Belli/Zumaglia ad Ada Gobetti sarà il culmine di questo percorso che vuole guardare al futuro attraverso la memoria.

Giovedì 19 marzo, dalle 17.30 alle 19, la Biblioteca Civica ospiterà “Raccontare la città. Narrazioni urbane e inclusività a Torino”, con Alessandro Tempia Valenta, Stefania Noiosi ed Elisabetta Zurigo che, a partire dai risultati del workshop “Torino per tutta”, proporranno una riflessione su quanto parole, nome e linguaggio contribuiscano a generare memoria urbana. Sabato 28 marzo, dalle 11 alle 13, è in programma una passeggiata urbana alla scoperta della toponomastica femminile e politica, guidata dal prof. Luca Davico nell’ambito del progetto “Strada per strada” del Politecnico di Torino, per leggere la città attraverso la toponomastica e riportare alla luce storie femminili, spesso assenti nella narrazione urbana. La partenza avverrà dalla Biblioteca “Utoya”, con prenotazione gratuita a puntobibliotecario.utoya@comune.torino.it.

In avvicinamento al 25 aprile, giovedì 23 aprile, dalle 17.30 alle 19, il Centro Studi “Piero Gobetti” proporrà una lettura collettiva del “Diario partigiano” di Ada Gobetti, occasione di memoria condivisa e confronto sul significato contemporaneo dell’impegno antifascista.
Giovedì 28 maggio, dalle 17.30 alle 19, presso i giardini di via Belli/Zumaglia, al Centro Studi “Piero Gobetti”, verrà presentato il volume “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” (Il Mulino 2025) con la partecipazione dell’autrice Eliana Di Caro, che narrerà l’amicizia tra Ada Gobetti e Bianca Guidetti Serra. Il ciclo si concluderà giovedì 18 giugno, alle 17.30, con “Rendere visibile l’invisibile. Toponomastica e equilibrio di genere”, un incontro dedicato al ruolo della toponomastica come strumento culturale e politico per promuovere una narrazione urbana più inclusiva e contrastare l’invisibilità delle donne nello spazio pubblico. Nel cuore di Parella, quello di via Belli e via Zumaglia, è un “giardino di lettura”, uno spazio d’incontro intergenerazionale, un presidio culturale e informale, un esempio concreto di quanto sia possibile trasformare i luoghi attraverso la relazione, il coinvolgimento e l’immaginazione delle comunità. I futuri giardini “Ada Prospero Marchesini Gobetti” saranno un luogo fisico e un simbolo potente di una città che cambia dal basso, con i gesti, le voci e i desideri di chi la abita.

Info: biblibiblio.torinochec2@gmail.com

Biblioteca Civica – via Zumaglia 39, Torino

Gian Giacomo Della Porta

TAG Torino Art Galleries: scambio con Palma Art Contemporani

Torino Art Galleries e APC Art Palma Contemporani annunciano la seconda tappa del progetto di scambio tra le due associazioni, volto a promuovere il dialogo culturale tra le realtà artistiche di Torino e Palma di Maiorca. Verrà proposta al pubblico internazionale un’iniziativa inedita che non risulta avere precedenti nella scena dell’arte contemporanea. TAG intende promuovere, infatti, il ruolo delle gallerie come protagoniste attive della produzione culturale ed essere ponti fra territori, artisti e pubblici differenti. Dopo la prima fase, iniziata nel 2025 e conclusa nei primi mesi del 2026, in cui le gallerie di TAG hanno ospitato le gallerie di APC, il progetto ora procede a Palma di Maiorca, in concomitanza con gli eventi artistici realizzati sull’isola. Con questo progetto TAG rinnova il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea, creando ponti culturali, valorizzando la città di Torino e l’eccellenza italiana. Viene così rafforzato il dialogo internazionale tra realtà indipendenti del sistema dell’arte contemporanea, favorendo nuove opportunità e collaborazione tra professionisti del settore.
L’iniziativa sarà inaugurata sabato 21 marzo, in occasione dell’Art Palm Brunch, dalle 11 alle 15, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario culturale maiorchino. Le mostre saranno visitabili nei mesi successivi, anche durante la fiera Art Cologne Palma Mallorca, dal 9 al 12 aprile, e il festival PHOF Mallorca PhotoFest, dal 25 aprile al 30 agosto 2026. L’iniziativa è possibile grazie a al contributo della Camera di Commercio di Torino, che ha voluto sostenere il progetto dell’associazione per il suo anniversario e promuovere il panorama offerto dalle gallerie torinesi, valorizzandone il territorio e i suoi protagonisti. Per questa edizione dello scambio, ogni galleria torinese presenterà i propri artisti all’interno degli spazi di una galleria maiorchina, dando vita a un articolato intreccio di collaborazioni.

Mara Martellotta

Ospedale Pellerina:  ricorso straordinario contro il progetto

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì scorso, 13 marzo 2026, la Società Cooperativa per la tutela dei beni comuni Generazioni Future, l’associazione Rifiuti Zero Piemonte ed il Circolo L’Aquilone Torino Legambiente – membri del comitato informale “Assemblea Pellerina No Ospedale nel Parco”-  hanno depositato un ricorso straordinario con cui viene impugnato il provvedimento conclusivo della Conferenza di Servizi che ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica del Nuovo Ospedale di Torino Nord.

Il ricorso – presentato con l’assistenza dell’Avv. Veronica Dini del foro di Milano – riguarda l’atto amministrativo che ha dato il via libera al progetto preliminare della nuova struttura sanitaria prevista nell’area del Parco della Pellerina.

Secondo i promotori dell’iniziativa legale, il provvedimento presenta elementi di criticità che meritano un riesame nelle sedi competenti.

Le organizzazioni coinvolte sottolineano la necessità di tutelare il Parco della Pellerina, uno dei principali polmoni verdi della città, e chiedono che la scelta della sede dove realizzare il nuovo presidio sanitario venga rivalutata con maggiore attenzione agli impatti ambientali, urbanistici e sociali.

L’istruttoria sarà eseguita dal Ministero competente e il parere vincolante dovrà essere espresso dal Consiglio di Stato.

Il ricorso rappresenta un ulteriore passaggio nell’impegno portato avanti dal gruppo “Assemblea Pellerina No Ospedale nel Parco”, che riunisce diverse realtà associative e cittadine impegnate sul tema della localizzazione del nuovo ospedale e che, grazie ai suoi esperti, ha collaborato alla elaborazione del ricorso sottoscritto da Soc. Coop. Generazioni Future – Rifiuti Zero Piemonte – Circolo L’Aquilone Torino Legambiente

AssembleaPellerina, No ospedale nel Parco

In Comune la campionessa mondiale di scherma paralimpica Andreea Mogos

L’assessore allo Sport Domenico Carretta ha incontrato nel salone aulico dell’Assessorato la campionessa mondiale di fioretto paralimpico Andreea Mogos.

L’atleta delle Fiamme Oro ha vissuto un febbraio magico, con la doppia vittoria nel fioretto e nella sciabola alla Coppa del Mondo di scherma paralimpica di Pisa, risultato che l’ha confermata ai vertici della disciplina. Un successo che si inserisce in un percorso sportivo di altissimo livello, culminato nell’emozione di essere scelta come tedofora nella prima tappa torinese del percorso della fiamma paralimpica Milano-Cortina.

“Andreea è un grande esempio di determinazione, talento e dedizione che ci rende orgogliosi – ha commentato l’assessore – per questo motivo sono onorato di accoglierla in questa sala, che è la casa dello sport torinese”.

Torinese di adozione, Andreea si allena nelle sale dell’Accademia Scherma Augusta Taurinorum di Villa Glicini e vanta anche un palmares olimpico di grande rilievo: tre medaglie nel fioretto a squadre paralimpico, con il bronzo a Rio 2016, l’argento a Tokyo 2020 e un nuovo bronzo a Parigi 2024.

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