ilTorinese

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Guadalupe Nettel  “La figlia unica”  -La nuova frontiera-  euro 16,90

Questo magnifico romanzo della scrittrice messicana 47enne condensa in poco più di 200 pagine temi potenti come la vita, il dolore, la morte, le malformazioni genetiche, la maternità e anche il rifiuto di essa.

Tutto scorre sul filo delle scelte di 3 donne, a partire da quella della voce narrante, Laura, ragazza benestante di Città del Messico, che sta lavorando a una tesi di dottorato ed ha la mentalità aperta di chi ha studiato anche in Francia. La sua decisione di non voler diventare madre è

netta -tanto che decide di farsi legare le tube- e dice così addio per sempre alla possibilità di riprodursi, cosa che considera un «errore irreparabile».

Poi però si scopre capace di un grande amore imprevisto per il ragazzino della porta accanto. Si chiama Nicolás, ha 7 anni e violente crisi di rabbia contro la madre Doris, ex cantante country, bella e tormentata, fatta a pezzi dalla depressione e da un ex compagno violento..

E dopo il caso di Laura che la gravidanza l’ha rifiutata, quella di Doris è piuttosto subita…quasi senza scampo.

Poi c’è chi madre vuole diventarlo a tutti i costi, è Alina, amica di Laura dai tempi dell’università, epoca in cui anche lei si diceva contraria alla maternità vista come convenzione sociale.

Poi il  suo orologio biologico ha battuto il tempo ed è ricorsa alla fecondazione assistita pur di fare un figlio con il marito Aurelio. Ma i piani del suo destino saranno diversi: scopre che in pancia le sta crescendo una bimba con una grave malformazione al cervello, alla quale tutti i medici danno pochissime chance di sopravivenza.

Questa è una maternità cercata con convinzione, una gestazione portata avanti con dolorosa consapevolezza, preparandosi a dare la vita e la morte allo stesso tempo. Invece la piccola Inès sorprende tutti con il suo tenace attaccamento alla vita e per un po’ le cure di medici e fisioterapisti sembrano dare qualche luce di fievole speranza.

Laura vive di riflesso il dramma di Alina e accudisce anche il figlio di Doris, attraversa le loro vite e scopre i possibili 1000 volti dell’amore.

Un romanzo sulle fragilità umane, sull’impossibilità di scappare dal dolore e l’incertezza che attanaglia ogni madre, che non può sapere quanto vivranno i suoi figli, e non è neanche detto siano quelli che avrebbero desiderato..sani, belli, intelligenti e docili da crescere.

 

 

Ilja Leonard Pfeijffer  “Grand Hotel Europa”   -Nutrimenti-   euro 22,00

E’ un romanzo fluviale (oltre 600 pagine) scritto dall’autore olandese che dona molti suoi tratti caratteristici al protagonista, che come lui di chiama Ilja ed è uno scrittore che ha lasciato l’Olanda.

Il libro inizia a Venezia, al Grand Hotel Europa, dove Ilja si è rifugiato per metabolizzare il dolore della storia d’amore finita con  Clio e scriverne.

Dalle sue  pagine emerge una passione infuocata e travolgente per la giovane ed elegante storica dell’arte incontrata a Genova, che lo ha trascinato in giro per l’Europa alla ricerca di un quadro. Sarebbe la misteriosa Maddalena del Caravaggio, opera scomparsa dopo la morte del pittore.

La storia d’amore tra Ilja e Clio si ammanta di toni gialli, in un inseguimento che è romanzo nel  romanzo e trascina gli amanti a Venezia (deturpata dal turismo di massa volgare e ignorante), Palmaria per una fuga romantica e a Malta.

Ma il  romanzo va ben oltre.

Iljia quando non scrive vaga per  l’albergo e fa amicizia con gli ospiti fissi e con il personale, di cui racconta le storie; a partire dal facchino Abdul immigrato tra mille difficoltà che narra la sua Odissea.

Sullo sfondo c’è sempre il Grand Hotel Europa, dal passato glorioso e ora romanticamente decadente, deturpato dal nuovo  proprietario cinese che bada più agli introiti che alla conservazione del fascino storico della struttura.

Ed è anche una romanzo caleidoscopico pieno di digressioni sull’Europa di oggi per finire nel kitch opulento di Abu Dabhi dove gli sceicchi intendono costruire un museo collegato al Louvre, attratti non dal  valore culturale delle opere d’arte europee, ma solo  dal fatto che siano costosissime e quindi ambite come status simbol.

 

Regina Porter   “I viaggiatori”    -Einaudi-    euro 20,00

E’ un romanzo complesso che intreccia numerose vite sullo sfondo dell’America degli ultimi 60 anni.

Per orientavi nella lettura il libro si apre con una lista dei personaggi, 35 viaggiatori divisi tra le famiglie Vincent, Christie, Camphor e Applewood, più un corollario di entità minori.

4 nuclei familiari e 3 diverse generazioni che si muovono tra la Georgia, New York, Memphis, Portsmouth, ma anche Francia, Germania e Vietnam.

I Vincent e i Camphor sono famiglie bianche di vigili del fuoco che rompono la tradizione di famiglia; invece i Christie e gli Applewood sono di colore.

Tutti i vari personaggi si trovano prima o poi davanti alla scelta se partire o restare sullo sfondo di un’America che veleggia tra segregazione razziale e prima presidenza Obama.

Impossibile riassumere un affresco di tale portata in cui compaiono stralci di vita dei personaggi a delineare tanti viaggi  e tanti viaggiatori che sono infinite avventure di vita.

 

 

Greg Iles  “Cemetery road”  – Harper Collins-   euro 22,00

Violenza, omicidi, corruzione, amori e passione, ricchezza e potere: sono  questi gli ingredienti strategici di questo crime thriller ambientato nella piccola cittadina del sud,  Bienville,  nel Mississippi.

Protagonista è il giornalista  Marshall  McEwan che ha lasciato il suo paese d’origine a 18 anni  giurando di non volerci tornare mai più,  e a Washington si è costruito una carriera di tutto rispetto come firma di punta.

Ma quando il padre si ammala e gli resta poco tempo da vivere, ecco che ritorna a Bienville, e tenta di salvare il  giornale di famiglia.

In  questo paese dove tutti si conoscono le cose sono molto cambiate negli anni e Marshall si trova davanti una città governata da ricchi e potenti, privi di scrupoli, che hanno fatto del Bienville Poker Club la loro roccaforte.

Rivede pure il suo amore giovanile Jet, ora moglie di un ricco imprenditore, e scopre che la passione non si è spenta.

Poi ci sono due morti sospette, quella che più tocca Marshall è il ritrovamento del cadavere di Buck  Ferris, che per lui era stato come un padre: l’aveva salvato da un tentativo di suicido e  poi l’aveva aiutato a crescere, diventare più  forte per trovare la sua strada.

Il  libro interseca la vicenda privata del protagonista – il suo passato doloroso e le vicende che più lo hanno segnato- con l’indagine a tappeto per trovare i colpevoli di omicidi e malaffare.

Marshall entra nel mirino del gruppo di potere che gestisce la città con minacce, ricatti, corruzione…Insomma tutto il marcio che è nascosto viene a galla poco a poco e la resa dei  conti  finale vale da sola tutto il romanzo.

E questo non è solo  un thriller ricco di continui  colpi di scena, ma anche uno spunto per riflettere sui lati oscuri della ricchezza, sui  dilemmi morali e sul potere di corruzione degli uomini.

 

“Le forme della speranza”

E’ la mostra dell’artista torinese Roberto Demarchi, che indaga il mistero della fede. Si inaugura il 4 marzo prossimo

Si inaugurerà il 4 marzo prossimo la personale dell’artista torinese Roberto Demarchi, dal titolo emblematico, soprattutto in un’epoca come quella che stiamo vivendo , “Le forme della speranza”.
La mostra propone opere del maestro che riflettono sull’origine del pensiero occidentale, accanto ad altre che interpretano, sempre in astrazione, il mistero della Fede in Gesù di Nazareth, cosiccome viene narrato nei Vangeli. Il visitatore viene condotto attraverso le forme visibili della speranza, approdando a un’attesa, proprio come cantava il poeta modernista statunitense Thomas Stearn Eliot: “Ho detto alla mia anima di stare ferma e di stare a aspettare senza sperare/ perché sperare sarebbe la cosa sbagliata/di stare ad aspettare senza amore /perché l’amore sarebbe la cosa sbagliata/ Ma resta ancora la fede…”.
Roberto Demarchi è un artista la cui tradizione si iscrive nella pittura astratta e il suo modo di esprimersi è veramente unico e singolare, non rapportabile a esperienze figurative precedenti. Nel suo pensiero figurativo astratto, infatti, emerge “una sintesi singolare della speculazione filosofica e di un istinto libero e scevro da qualunque intellettualismo”, come ha ben notato lo storico dell’arte Claudio Strinati. Per questa ragione Roberto Demarchi si può veramente definire un “pittore della scena”, in grado di visualizzare la complessità dell’opera classica attraverso un’astrazione visiva assolutamente originale.

Mara Martellotta

 

La mostra è visitabile nello spazio espositivo torinese dell’artista, in corso Rosselli 11, su prenotazione. Giovedì 4 marzo è previsto un brindisi inaugurale con le persone prenotate quel pomeriggio, nel rispetto delle norme anti Covid e del distanziamento.
Tel 3480928218 – Mail rb.demarchi@gmail.com

A2 di pallanuoto maschile, i risultati

A Torino, presso la piscina Stadio Monumentale, alle 18.30  di sabato 27 febbraio, nella quarta giornata di andata del Campionato per il girone Nord Est della serie A2 di pallanuoto maschile, la Reale Mutua Torino 81 Iren ha ospitato De Akker Team di Bologna. Risultato 10 a 11  (gol: 3 Colombo, Audiberti,  2 Vuksanovic, Loiacono, 3 Novara) – parziali: 1° tempo 1- 2, 2° tempo 2 – 5, 3° tempo 4 -1, 4° tempo 3 – 3).

I libri più letti e commentati. Febbraio 2021

Rassegna mensile 

Anche a febbraio torniamo a occuparci dei libri più letti e commentati dai membri del gruppo FB Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri.

Questo mese, tra i libri più discussi troviamo la saga circense Carnival Love, di Katherine Dunn (Elliott), il malinconico romanzo giapponese Il figlio della fortuna, di Yoko Tsushima (Giunti) e il recente giallo L’ombrello dell’imperatore, di Tommaso Scotti (Longanesi), del quale abbiamo parlato in un nostro articolo

L’argomento più discusso questo mese nei nostri post ha riguardato le nuove serie tv tratte da soggetti letterari, in arrivo a breve sulle nostre tv: a questo argomento abbiamo dedicato un approfondimento che potete leggere QUI 

 

Andar per libri… E non solo!

Nel nostro appuntamento mensile con le proposte degli editori, le fiere del settore, le interviste e i premi letterari, questo mese vi suggeriamo di scoprire una nuova collana di libri.

Ha da poco fatto il suo esordio nelle librerie la Collana I Tratti, nuovo e interessante progetto editoriale di Noi EdizioniI tratti è una collana libera nella forma e nel pensiero, nella quale sarà possibile  trovare saggistica, narrativa, poetica, manualistica, trattati e libri antichi. La scelta dei titoli, estremamente varia, rispecchia il desiderio dell’editore di dare voce ai tratti, unici appunto, che caratterizzano ognuno di noi.

 

Sul sito novitainlibreria.it potete leggere un’esclusiva intervista a Antonella Mauri, autrice di Guerra 1943, una delle novità di recente pubblicazione e di cui torneremo a parlare.

 

Per questo mese è tutto,  vi invitiamo a venirci a trovare sul nostro sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e della lettura! unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it 

La Rinascente fiorisce con Promoflor

L’associazione floricoltori per la promozione florovivaistica rifiorirà la sede storica della Rinascente di Torino

Dal 1 marzo al 30 aprile Promoflor fiorirà la Rinascente di Torino con le piante dei suoi soci collaboratori, saranno presenti Fiorlago camelie di Udini Gabriella Bracchio di Mergozzo (VB), Florservice “cactuslagomaggiore” di Marconi Renzo – Verbania (VB), Green Express Bonsai di Baccaro Stefano – San Maurizio Canavese (TO), Le Erbacce del Lago Maggiore di Consigliere Alessandro – Moncalieri (TO), Le Orchidee del Lago Maggiore di Callini Luigi – Belgirate (VB), Terracotta di Pregio srl – Trequanda (SI).

Hanno lavorato sodo per soddisfare le richieste del responsabile del negozio che voleva “THINK GREEN” un ottimo risultato che speriamo sia condiviso anche dai visitatori così elogia i produttori il Presidente Promoflor  Caterina Santoro, che continua “sono molto felice di aver avuto questa possibilità e ringrazio Rinascente e i mie soci, che credono fermamente nell’associazionismo e che hanno voluto scommettere su questa opportunità.

Tutto pronto per l’inizio, una giungla di piante allieterà i clienti di Rinascente che potranno sbizzarrirsi tra Camelie, Bonsai, Kokedama, Cactus, Succulente, Bromelie, Piante da appartamento, Orchidee. Thillantsie, Agrumi e fioriture varie. Durante i due mesi interverranno, in alcuni week end,Floricoltura Panetto Davide – Torino (TO) e Floricoltura Edelweiss di Livio Piumatto Villar San Costanzo (CN). 

L’apertura ufficiale sarà lunedì 1° Marzo, ma da oggi si potrà già ammirare lo spazio verde Promoflor.

In un periodo di crisi la passione e la collaborazione porta alla “rinascita” per l’Associazione fondata 22 anni fa  da alcuni produttori  per la promozione Florovivaistica, organizzatrice della famosa manifestazione  “Sinfonia Floreale” di Arona e Verbania svoltasi dal 1999 al 2006, ancora oggi organizza Mostre Mercato e nel mese di marzo lancerà il nuovo circuito #ITALIAFIORITA rivolto ai cittadini che amano la propria località, questo nuovo circuito daràmaggiore visibilità al nostro stupendo paese in tutta Europa.

Piccoli comuni e la fuga dei Sindaci. Dov’è l’Anci?

La situazione reale, e non virtuale, dei piccoli comuni sta per esplodere. Mi riferiscono, nello
specifico, ai comuni montani al di sotto dei 1.000 abitanti che nel nostro paese rappresentano la
stragrande maggioranza in quei territori. Sono molti i temi e i problemi che attraversano e
caratterizzano queste piccole comunità che poi sono l’architrave del governo di queste zone.

Territori che sono nient’altro che il perno centrale del turismo nel nostro paese e che, tra l’altro,
senza gli introiti di questo comparto produttivo, sono destinati ad entrare in una crisi irreversibile e
senza sblocchi.

Ora, è persin inutile elencare i punti salienti di questa ormai cronica difficoltà: dalla mancanza dei
servizi essenziali alle risorse sempre più insignificanti per poter gestire e governare seriamente il
territorio; dalla mancanza di attenzione del legislatore sul versante finanziario alla difficoltà su
quello del personale nei comuni alla sordità del legislatore nel continuare ad equiparare questi
territori a quelli della pianura o delle grandi città.

Ma, al di là delle sempre maggiori difficoltà, c’è un elemento che rischia di scoraggiare
definitivamente gli amministratori locali, soprattutto di quelli che ricoprono incarichi in questi
territori. E cioè, il tema della responsabilità civile e sopratutto penale dei sindaci e degli
amministratori locali di fronte ad accadimenti che avvengono nei singoli territori e dove il ruolo,
l’azione e la responsabilità dei medesimi amministratori è ignota e del tutto avulsa da ciò che
realmente capita. Le cronache locali che riportano questi accadimenti, questi incidenti e queste
disgrazie sono, purtroppo, quotidiane. Un tema che è stato recentemente sollevato dopo il caso
della condanna della sindaca di Torino Appendino per la partita della Juventus trasmessa nella
storica piazza San Carlo alcuni anni fa.

Ora, al di là della banale considerazione che, se non intervengono correttivi da parte del
legislatore questi comuni saranno destinati ad essere amministrati da un personale – sempre che
ci sia ancora qualcuno disposto a sacrificarsi – del tutto avulso dalle realtà locali, resta una
domanda centrale a cui è difficile dare una risposta credibile e convincente. E cioè, ma di fronte a
questi problemi che sono decisivi per la stessa sopravvivenza di migliaia di piccoli comuni italiani,
dov’è l’Associazione che dovrebbe tutelarli e rappresentarli? Certo, c’è un grande fermento
quando si tratta di compilare gli organigrammi, creare commissioni e stabilire i singoli
emolumenti. Ma quando si tratta di avviare e pianificare una grande iniziativa politica che sia in
grado di affrontare seriamente, e senza propaganda e trionfalismo, la “questione montagna” nelle
sue varie sfaccettature, cala il silenzio se non addirittura il sipario.

Verrebbe veramente da dire, “se non ora quando”?

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci

Aggredita e rapinata della borsa sotto casa

E’ accaduto  in corso Peschiera

Erano da poco passate le 20.30 e stava rientrando a casa dal supermercato quando, un uomo, che un attimo prima aveva incrociato all’angolo di corso Peschiera impegnato in una conversazione telefonica, la insegue e l’aggredisce sotto il portone di casa. Le porta via la borsa a tracolla, dopo averla strattonata più volte perché riesce a sfilargliela, e poi scappa. La donna lo insegue, entrambi scivolano per terra e ne nasce una colluttazione. Il rapinatore dopo averla colpita con un pugno alla spalla guadagna la fuga. Le urla disperate della vittima attirano l’attenzione di un uomo che sta portando a spasso il cane. Il reo, inseguito dalla donna, sta correndo proprio nella sua direzione, così prova a fermarlo, ma il ladro con una spinta forte lo fa cadere. Durante la fuga, il ladro svuota la borsa riuscendo a impossessarsi del portafogli ma un altro passante, notata la scena, interviene e lo insegue fermandolo in via Fattori. Il ladro, un 46enne italiano, prova a guadagnarsi la fuga dicendo di essere in possesso di un coltello.

Gli agenti della Squadra Volante poi intervenuti arrestano il quarantaseienne, con precedenti di polizia a carico.

Zingaretti: operazione logoramento

Diciamoci le cose come stanno: la questione delle donne, le polemiche sul fatto che Draghi abbia penalizzato il Pd nella nomina dei Sottosegretari hanno un fondamento di verità, ma vengono sollevate in maniera strumentale perché è iniziata la fase di  logoramento di Zingaretti.
All’operazione partecipano alcuni ex Ministri ed ex Sottosegretari, scornati dalla mancata riconferma, e un bel po’ di ex renziani che durante la crisi che ha portato alle dimissioni di Conte hanno continuato a giocare di sponda  con l’ex Segretario e che si schierarono con Zingaretti unicamente per ragioni di opportunità, ma sarebbe piu giusto dire per opportunismo. In Italia ” il trasformismo” è un vizio antico.
L’obbiettivo è per l’appunto quello di logorare l’attuale segretario per sostituirlo con Bonaccini e cambiare la linea politica del Pd.
Le polemiche sono per lo più strumentali perché i Ministri e i Sottosegretari uscenti non possono non sapere che la attuale delegazione dem al governo è figlia dei rapporti di forza emersi all’indomani delle ultime elezioni politiche, quando cioè il Pd ( per responsabilità di Renzi )raggiunse il sui minimo storico. Cosi come non possono non sapere che  la nascita del governo Draghi è figlia della decisione di Renzi di togliere la fiducia al governo Conte e dell’impossibilità di dar vita ad un Conte ter. Era infatti del tutto evidente che il peso specifico del  Pd avrebbe subito un forte ridimensionamento all’interno di una maggioranza piu ampia. Del resto il fatto che da giorni si discuta solo di questo e cioè dei Ministri e dei Sottosegretari che non sono stati riconfermati e che alcuni di loro dedichino il loro tempo a recriminare per la loro esclusione è il segno di come le vicende e i destini individuali facciano sempre piu spesso premio su tutto il resto e di come il pd assomigli sempre di piu ad un pollaio in cui i capi e i capetti delle varie correnti la fanno sempre piu spesso  da padrone.
Zingaretti aveva vinto le primarie promettendo una svolta radicale che però non c’è mai stata.  Nel suo orizzonte vi erano le elezioni anticipate che avrebbero potuto rappresentare in passaggio importante per realizzare il suo progetto, ma la crisi del governo giallo – verde e, successivamente, la formazione del Conte bis hanno cambiato le priorità della sua agenda. Era del tutto evidente che gli ex renziani che erano rimasti nel Pd avrebbero approfittato delle prime difficoltà per passare alla offensiva e metterlo in croce.
Ed è esattamente questa la fase che il Pd sta vivendo a cui Zingaretti deve reagire con quella determinazione che finora gli è mancata se non vuole che i suoi avversari lo logorino giorno dopo giorni e il Pd entri in una crisi dall’esito più che mai incerto.
Wilmer Ronzani

Libano: il “Nizza” alla guida di Italbatt

I dragoni del “Nizza Cavalleria” (1°) subentrano ai bersaglieri del 3° Reggimento.

 

AL MANSOURI (Libano) 23 febbraio 2021. Si è svolto nella base italiana di Al Mansouri, l’avvicendamento alla guida di Italbatt, la componente di manovra del contingente italiano in Libano nell’ambito della missione UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale.

 

Il Generale di Brigata Davide Scalabrin, Comandante del Sector West di Unifil, ha suggellato l’evento con il passaggio simbolico della bandiera delle Nazioni Unite tra il comandante cedente, Colonnello Carlo Di Pinto, Comandante del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada, ed il subentrante Colonnello Paolo Scimone, Comandante del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°).

 

Alla presenza della Bandiera di Guerra del 3° Reggimento bersaglieri, la più decorata di tutto l’Esercito Italiano, e dello Stendando del “Nizza Cavalleria” (1°), custodite nell’ufficio del Comandante di Italbatt, il Generale Scalabrin ha voluto ringraziare il Colonello Di Pinto “per l’efficienza e la determinazione con la quale l’Unità ha raggiunto tutti gli obbiettivi della propria missione, assolvendoli in un contesto delicato e complesso come quello libanese, reso ancor più difficile a causa della situazione sanitaria”.

 

La task force italiana subentrante è interamente composta da personale della Brigata alpina “Taurinense”. L’Unità, alimentata con uomini e donne del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°), rinforzato dal Battaglione Alpini “Saluzzo” e dal battaglione logistico “Taurinense”, opererà per un semestre nel rispetto della risoluzione ONU 1701, assicurando giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, garantendo il rispetto del cessate il fuoco mediante posti di controllo e di osservazione, attraverso pattugliamenti nell’area costiera a sud della città di Tiro e lungo la “blue line”.  Altrettanto importante sara’ – considerata la situazione sanitaria in atto – l’attività di supporto alla popolazione attraverso la Civil-Military Cooperation (CIMIC), con numerosi progetti da portare a termine nelle 22 municipalità che si trovano all’interno dell’Area di Operazione di Italbatt.

In 1600 online per il primo convegno Stelline sulle biblioteche

LE BIBLIOTECHE? STRUMENTO DI BENESSERE E GARANZIA DI UN WELFARE
CULTURALE. MA SERVE INVESTIRE DI PIÙ.

Conclusa la prima tappa del Convegno Stelline. Venerdì la tavola rotonda con un’analisi
parziale dei dati della ricerca sull’impatto delle biblioteche pubbliche nella vita dei
cittadini

Si è concluso  il primo appuntamento del Convegno Stelline, il
principale evento nazionale di formazione e incontro dedicato ai bibliotecari, giunto
quest’anno alla sua ventiseiesima edizione e per la prima volta in 4 tappe, invece che nella
tradizionale sede al Palazzo delle Stelline a Milano. La prima, a Torino, si è svolta
completamente online per ragioni sanitarie e con ottimi risultati anche in termini di
partecipazione: ai 28 eventi proposti in un giorno e mezzo di convegno, hanno partecipato
1.620 persone. 200, in media, le iscrizioni ad ognuna delle sessioni principali, 50 in media a
workshop ed eventi collaterali, con punte fino a più di 100. 115 gli iscritti alla sessione
principale del Convegno scuola.
“Sono appuntamenti utili a porre all’attenzione di tutti la necessità di un piano nazionale
condiviso sul ruolo fondamentale che le biblioteche di pubblica lettura possono interpretare
in questa fase di progettazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha asserito in
apertura l’Assessora alla cultura del Comune di Torino Francesca Paola Leon.
Una necessità sottolineata a più riprese da Rosa Maiello, Presidente Nazionale Associazione
Italiana Biblioteche, che ha anche evidenziato l’urgenza di una rivisitazione del “tessuto
legislativo, ad oggi molto sfrangiato, sul tema delle biblioteche, che non sono scrigni ma
organizzazioni. Vanno rafforzate le competenze professionali anche alla luce delle
trasformazioni digitali, investendo innanzitutto sul percorso di formazione dei bibliotecari”
Il convegno si era aperto nel pomeriggio di giovedì con il filosofo David Weinberger, uno dei
più autorevoli studiosi degli impatti di Internet sulla società, che aveva posto l’accento sul
ruolo sociale delle biblioteche nell’era dell’Intelligenza Artificiale. È seguito un
approfondimento sull’utilizzo delle piattaforme digitali e dei dati nello sviluppo di servizi
rivolti agli utenti delle biblioteche, a cui hanno preso parte MAURIZIO VIVARELLI (Università
di Torino), MARCO MELLIA (SmartData Politecnico di Torino), GINO RONCAGLIA (Università
Roma Tre), ROSSANA MORRIELLO (Servizio Programmazione Sviluppo e Qualità, Politecnico
di Torino), coordinati da STEFANO PARISE, Direttore Area Biblioteche del Comune di Milano.
La mattina di venerdì 26, coordinata da MASSIMO BELOTTI, presidente dell’Asssociazionei
Biblioteche oggi, è stata dedicata a tratteggiare gli scenari e le prospettive delle biblioteche
pubbliche, partendo dall’esperienza torinese (CECILIA COGNIGNI, Biblioteche civiche
torinesi), con una lettura di quanto abbia inciso e che cosa possa insegnare per il futuro la
lezione del Covid (LUCA DAL POZZOLO, Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte),
come modelli fondati su integrazione e sinergie possano contribuire a realizzare delle vere e
proprie piattaforme collaborative, non solo in senso tecnologico (ALESSANDRO BOLLO,
Direttore del Polo del ’900), e quale contributo sociale rappresenti la biblioteca come spazio
complesso, dove trovare non soltanto libri, periodici e giornali, ma anche quei supporti e
quelle attività che attorno alla produzione culturale gravitano, in forma analogica e/o
digitale (SERGIO PACE, Referente del Rettore per i Servizi bibliotecari, archivistici e museali,
Politecnico di Torino) e con gli interventi in video di ANNALISA CICERCHIA (Economista della
cultura ISTAT e co founder CCW) ed ENRICA PAGELLA (Direttrice Musei Reali-Torino).
LA BIBLIOTECA PER TE: RICERCA E TAVOLA ROTONDA
Nel pomeriggio di venerdì, la tavola rotonda La biblioteca per te: utenti, stakeholder,
decisori (e bibliotecari) a confronto, ha avuto al centro la ricerca “La biblioteca per te”, la
più vasta indagine realizzata in Italia – quasi 60.000 persone raggiunte da dicembre ad oggi –
sull’impatto e il valore delle biblioteche pubbliche orientata al benessere e alla qualità della
vita dei cittadini. Frutto di un lavoro di condivisione e confronto crossover tra mondo della
ricerca, biblioteche e territorio, l’indagine ha visto impegnati il Coordinamento della Rete
delle reti e la Commissione Nazionale Biblioteche Pubbliche dell’AIB, con la supervisione
scientifica di BIBLAB – Laboratorio di biblioteconomia sociale e ricerca applicata alle
biblioteche dell’Università La Sapienza di Roma.
L’obiettivo, approfondire l’uso dei servizi bibliotecari, il ruolo delle biblioteche, i benefici
ricercati dalle persone e l’impatto generato dalla loro frequentazione in termini di
benessere e qualità della vita, fornendo così al contempo, a tutti i portatori di interesse, un
quadro chiaro sul loro posizionamento e sulle opportunità che offrono ai territori.
Ne emerge – sono dati ancora parziali, l’indagine termina il 31 marzo – il profilo di un utente
medio tra i 35 e i 54 anni, donna, con un titolo di studio alto e quello della biblioteca come
un luogo prossimo, vicino, familiare che offre importanti possibilità e opportunità di
crescita culturale sia per se stessi sia per la propria famiglia.
Di fronte alla chiusura delle biblioteche per l’emergenza Covid-19, ciò che è mancato, infatti,
è la grande opportunità che esse offrono di leggere gratuitamente, di poter intercettare
nuovi stimoli ed essere guidati da professionisti nella scelta, di condividere una passione con
altre persone, quindi le relazioni sociali che la frequentazione dallo spazio della biblioteca
contribuisce a nutrire.
A questo fattore contribuisce fortemente la prossimità fisica della biblioteca : il 66% dei
partecipanti all’indagine dichiara di impiegare meno di 15 minuti di tempo per
raggiungere la propria biblioteca Questo dato, insieme all’importanza attribuita alla
biblioteca e al ruolo che le viene riconosciuto, alimenta più di una considerazione: quando le
biblioteche ci sono, infatti, vengono percepite come “prossime” sono apprezzate e ritenute
fondamentali dai cittadini. Da qui, la necessità di investire nelle zone più depresse , dove le
biblioteche non ci sono e non funzionano e l’importanza di un forte investimento nella
formazione dei bibliotecari, percepiti dalla maggior parte dei partecipanti alla ricerca come
interlocutori preparati a cui chiedere consigli e con i quali confrontarsi . “Questa ricerca è
solo la più recente fra le numerose iniziative con le quali le biblioteche, fin dal primo
lockdown, si sono mostrate vitali e proattive, nonostante la chiusura totale o parziale dei
propri spazi, con l’obiettivo di mantenere vivo e attivo il contatto con le proprie comunità di
riferimento”, ha commentato Chiara Faggiolani, professore associato di archivistica e
biblioteconomia presso il Dipartimento di Lettere e culture moderne dell’Università La
Sapienza, dove dirige il Laboratorio BIBLAB e curatrice del Report sui risultati parziali della
ricerca, realizzato per la tavola rotonda tenuta oggi a Torino, durante la prima tappa del
Convegno: La biblioteca per te: utenti, stakeholder, decisori (e bibliotecari) a confronto.
La somministrazione dei questionari terminerà il 31 marzo pv e l’analisi dei dati raccolti
verrà presentata a settembre a Milano, nel corso dell’ultima tappa del Convegno Stelline
2002
Alla tavola rotonda di commento ai risultati parziali della ricerca, coordinata da ENZO BORIO
del Comitato esecutivo nazionale AIB, hanno partecipato CHIARA FAGGIOLANI, Università
La Sapienza di Roma, CHIARA LANARI, responsabile segreteria Assessorato alla Cultura della
Regione Toscana, ROSA MAIELLO, Presidente Nazionale AIB, FRANCESCA NAVARRIA,
responsabile Settore Biblioteche della Regione Toscana, PAOLO RAMBELLI, Commissione
Cultura ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio spa), PAOLA PASSARELLI,
Direttore generale Biblioteche e Diritto d’autore, Mibact, ALDO PATRUNO, Direttore
Generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio
della Regione, VINCENZO SANTORO, Responsabile Cultura ANCI, MARINO SINIBALDI,
Presidente CEPELL, GIANNI STEFANINI, Coordinatore Rete delle Reti, VITTORIA POGGIO,
Assessore Cultura, Turismo, Commercio di Regione Piemonte.
Ne è emersa la necessità di un dialogo più serrato e proficuo tra Istituzioni e biblioteche per
mettere a punto un vero e proprio sistema di welfare culturale, che ha sempre visto
coinvolte le biblioteche, come presidi culturali sul territorio. Si tratta ora, hanno sottolineato
i partecipanti, di non dimenticare questo ruolo fondamentale delle biblioteche, che nel
Piano Nazionale di ripresa e resilienza rischiano di essere marginalizzate. “Nel piano
Nazionale si parla – hanno fatto notare Rosa Maiello e Gianni Stefanini – di istituire Case
dell’innovazione e della cultura digitale. Queste case esistono già da tempo, sono le
biblioteche”. Ma per svolgere appieno il proprio ruolo, è stato osservato a più voci, le
biblioteche hanno bisogno di essere dotate, tutte, di strumenti digitali, che venga garantita
la formazione ai bibliotecari, che venga stimolata l’innovazione dei processi oltre che dei
prodotti.
In parallelo al programma principale, venerdì 26 si svolto il Convegno Scuola, dedicato alle
attività e ai servizi delle Biblioteche scolastiche in Italia, con un focus sull’esperienza
torinese e la presentazione del nuovo Manifesto IFLA, con approfondimenti sulla situazione
delle Biblioteche scolastiche nel mondo come centro di promozione culturale. Collegati al
convegno anche alcuni workshop tematici che hanno offerto occasioni di formazione agli
insegnanti sull’organizzazione di attività didattiche in biblioteca, l’educazione, il sapere
libero nella biblioteca scolastica, alla biblioteca digitale.
I prossimi appuntamenti: Napoli (22-23 aprile), Firenze (giugno), e il tradizionale
appuntamento di Milano al Palazzo delle Stelline, a fine settembre, a chiudere il percorso.