Qui Juve: bianconeri sempre più lontano dal primo posto dopo la vittoria odierna dell’Inter contro il Genoa.Alla compagine guidata da Andrea Pirlo sembra mancare la capacità di gestire il risultato e di chiudere le partite. Inoltre, aspetto più importante, è la quantità industriale di palloni persi a centrocampo, una cosa che una squadra come la Juventus non può permettersi: a causa di errori di questa tipologia sono stati persi troppi punti che avrebbero fatto comodo a questo punto del campionato. Ma l’aspetto strano è che fin dall’inizio della stagione, i bianconeri muovono dei passi avanti nella direzione giusta, per poi tornare indietro e commettere nuovamente le solite sciocchezze davanti all’area di rigore, il ché denota che il problema principale è la testa dei giocatori che scendono in campo.Una Juve troppo Ronaldo dipendente che sta puntando, giustamente,tutto sulla Champions League che manca da 25 anni nella bacheca juventina.Ma se non dovesse vincerla sarebbe una stagione da buttare via e rifondare tutto, probabilmente a partire dalla dirigenza.
Qui Toro: in casa granata le notizie non sono certamente migliori.Il Cagliari ha vinto e si è portato a 2 punti dal Toro.Il covid ha fermato 8 giocatori e molto probabilmente martedì si giocherà contro la Lazio a Roma.Il recupero contro il Sassuolo è stato calendarizzato a mercoledì 17 marzo ore 15 all’olimpico Grande Torino.Intanto oggi sono ripresi gli allenamenti individuali al Filadelfia dopo che il secondo giro dei tamponi è risultato negativo.16 i giocatori a disposizione del tecnico Nicola che integrerà l’organico con almeno 4/5 giocatori della primavera.A questo punto bisogna fare di necessità virtù,Se i granata giocheranno il match contro la Lazio non partono battuti.L’organico è valido:da segnalare che debutterà il neo acquisto Sanabria, attaccante di grande valore.
Vincenzo Grassano
FRECCIATE
Sempre più simili a una discarica a cielo aperto: sono gli interni del civico 122 di via Reiss Romoli (Torino nord), dove hanno sede diverse imprese e attività commerciali. Dipendenti e clienti si trovano quotidianamente a dover evitare, nel loro passaggio, rifiuti di ogni tipo. Pare che i titolari di alcune delle aziende, dopo varie segnalazioni senza esito all’Assessorato, abbiamo provveduto di tasca propria a installare impianti di sorveglianza come elemento di deterrenza. Senza esito anche le numerose segnalazioni effettuate dai cittadini tramite la app Junker. La scarsa illuminazione (diversi sono i lampioni non funzionanti) peggiora la situazione. Chiediamo alla Giunta l’installazione di fototrappole per identificare i responsabili degli abbandoni non autorizzati e per risolvere il problema. Domani la discussione in Consiglio Comunale della mia interpellanza sul tema: mi aspetto risposte relative ai progetti dell’Amministrazione sull’area. Chiederò, inoltre, un intervento straordinario di pulizia.
La sua scomparsa lasciò orfana della sua guida un’azienda presente su tutti i maggiori mercati internazionali, con oltre 35mila dipendenti, di cui oltre la metà all’estero, e un progetto culturale, sociale e politico di grandissima complessità, dove fabbrica e territorio – in particolare Ivrea e il canevese – erano “indissolubilmente integrati in un disegno comunitario armonico”.
ancor oggi attualissime e testimoniano la sua capacità visionaria. Adriano Olivetti fu capace di portare l’ azienda di famiglia a competere alla pari con i giganti del mercato mondiale della sua epoca, trasformando la città “dalle rosse torri” nella capitale dell’informatica, riconosciuta recentemente dall’Unesco nella sua lista del patrimonio mondiale come “Ivrea, città industriale del XX secolo”. Un sogno industriale, quello di Adriano Olivetti, che logicamente mirava al successo e al profitto ma proponeva anche un progetto sociale che implicava una relazione del tutto nuova e compartecipativa tra imprenditore e operai, oltre a un rapporto qualitativamente alto tra quella che era stata la “fabbrica in mattoni rossi” e la città, capoluogo del Canavese. Gran parte della storia intellettuale e sociale dell’esperienza olivettiana che trasformò Ivrea nella “Atene degli anni ‘50” è raccolta nei libri pubblicati dalle Edizioni di Comunità, la casa editrice fondata nel 1946 da Adriano Olivetti.