Nei giorni scorsi all’interno del Parco del Meisino, la Polizia Municipale e i Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo dalle acque del fiume Po una donna e il suo cane.
I due stavano passeggiando sul prato adiacente il fiume, quando a un tratto il cane, un Setter Irlandese di pelo fulvo, è scivolato in acqua. La donna, nel tentativo di soccorrere l’amico a quattro zampe è stata anch’essa trasportata dalla corrente del Po.
Un’amica della donna, non appena avvertita la gravità della situazione, ha immediatamente allertato i soccorsi e in pochi minuti sono arrivati sul posto gli uomini della Polizia Municipale, i Vigili del fuoco e l’Ambulanza della Croce Verde.
Grazie alla tempestività con la quale l’elicottero dei Vigili del Fuoco ha sorvolato la zona, si è evitato il peggio e sia la donna che l’animale sono stati subito individuati. Entrambi sono stati poi soccorsi da terra. Uno alla volta, prima la donna e successivamente il quadrupede, sono stati riportati in salvo sulla riva del fiume, in prossimità di via Nietzsche.
La donna, una quarantaduenne di nazionalità italiana, è stata trasportata in codice giallo all’Ospedale San Giovanni Bosco per accertamenti medici mentre il cane, anch’esso in buone condizioni salute, è stato affidato all’amica della donna che aveva dato l’allarme.
FRECCIATE
Sempre più simili a una discarica a cielo aperto: sono gli interni del civico 122 di via Reiss Romoli (Torino nord), dove hanno sede diverse imprese e attività commerciali. Dipendenti e clienti si trovano quotidianamente a dover evitare, nel loro passaggio, rifiuti di ogni tipo. Pare che i titolari di alcune delle aziende, dopo varie segnalazioni senza esito all’Assessorato, abbiamo provveduto di tasca propria a installare impianti di sorveglianza come elemento di deterrenza. Senza esito anche le numerose segnalazioni effettuate dai cittadini tramite la app Junker. La scarsa illuminazione (diversi sono i lampioni non funzionanti) peggiora la situazione. Chiediamo alla Giunta l’installazione di fototrappole per identificare i responsabili degli abbandoni non autorizzati e per risolvere il problema. Domani la discussione in Consiglio Comunale della mia interpellanza sul tema: mi aspetto risposte relative ai progetti dell’Amministrazione sull’area. Chiederò, inoltre, un intervento straordinario di pulizia.
La sua scomparsa lasciò orfana della sua guida un’azienda presente su tutti i maggiori mercati internazionali, con oltre 35mila dipendenti, di cui oltre la metà all’estero, e un progetto culturale, sociale e politico di grandissima complessità, dove fabbrica e territorio – in particolare Ivrea e il canevese – erano “indissolubilmente integrati in un disegno comunitario armonico”.
ancor oggi attualissime e testimoniano la sua capacità visionaria. Adriano Olivetti fu capace di portare l’ azienda di famiglia a competere alla pari con i giganti del mercato mondiale della sua epoca, trasformando la città “dalle rosse torri” nella capitale dell’informatica, riconosciuta recentemente dall’Unesco nella sua lista del patrimonio mondiale come “Ivrea, città industriale del XX secolo”. Un sogno industriale, quello di Adriano Olivetti, che logicamente mirava al successo e al profitto ma proponeva anche un progetto sociale che implicava una relazione del tutto nuova e compartecipativa tra imprenditore e operai, oltre a un rapporto qualitativamente alto tra quella che era stata la “fabbrica in mattoni rossi” e la città, capoluogo del Canavese. Gran parte della storia intellettuale e sociale dell’esperienza olivettiana che trasformò Ivrea nella “Atene degli anni ‘50” è raccolta nei libri pubblicati dalle Edizioni di Comunità, la casa editrice fondata nel 1946 da Adriano Olivetti.