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Si tratta di una radio digitale ascoltabile anche attraverso la piattaforma Facebook, Instagram, Linkedin o WhatsApp e anche sul canale di Telecupole. Da sempre affascinante strumento di comunicazione, la radio è stata il primoe il più inclusivo entrato nelle case degli italiani, e ha da sempre ispirato designer e creativi di tutto il mondo, che hanno saputo creane anche modelli assolutamente originali.
TOadio, diretta dal giornalista Luca Rolandi, si pone comestrumento di comunicazione piuttosto articolato dallo stile fresco e dinamico, capace di affiancare a momenti di intrattenimento quelli di approfondimento e di scambio di opinioni, grazie al supporto di opinionisti che risultano personalità leader nel proprio ambito.
TOradio è l’esempio del DAB, il digitale terrestre della radio, ascoltabile da App scaricabili sullo smartphone, sia per Ios sia per Android, in streaming dal web, in DAB + (digitale dalle autoradio) e in digitale terrestre sulle TV. Ideatore del progetto di TOradio e suo general manager è l’imprenditore Maurizio Cimmino che, tra il 2001 e il 2007, ha reso Radio Manila la stazione radiofonica di riferimento per i centri commerciali; direttore artistico e esecutivo è Andrea Lazzero, che ha all’attivo più centotrenta pubblicazioni discografiche e due letterarie. Speaker e attento comunicatore, è anche un conoscitore profondo delle dinamiche dei media locali. Direttore responsabile di Toradio News è il giornalista Luca Rolandi, ex direttore de “La Voce e il Tempo”, che ha lavorato per La Stampa, il Secolo XIX, Il Sole 24 Ore ed è anche attualmente direttore della rivista del Polo del Novecento.
Toradio si avvale di una redazione costituita da giovani redattori provenienti dalla Scuola Holden, attenti al mondo dei social, e risulta un’emittente sensibile alle tematiche inerenti il mondo giovanile, ai temi della sostenibilità ambientale, della natura e delle problematiche non soltanto torinesi.
“È una “radio di giovani, che parla ai giovani” – ha osservato il direttore di Toradio News Luca Rolandi – pur senza trascurare l’attenzione verso le altre generazioni, aperta alle problematiche torinesi e metropolitane, per ricercare quelle sinergie che consentano la ripresa economica e culturale di Torino nel cammino post Covid, e che risultino in grado di renderla competitiva a livello italiano”.
Mara Martellotta
Le elezioni amministrative in autunno assumono ogni giorno di più il significato di spartiacque nel quadro politico nazionale, ma soprattutto nel centrodestra. E questo vale a Torino più che altrove.
Se il centrodestra vuole liberarsi di bardature partitocratiche e del richiamo a ideologie fallite, ha un solo candidato disponibile: Paolo Damilano. Viene dal mondo dell’impresa, conosce come pochi la realtà territoriale e, come nessuno ha finora fatto, si è mosso con largo anticipo, incontrando persone e categorie sociali e senza farsi etichettare o benedire da un partito. Damilano è un candidato civico, l’unico capace di allargare i consensi oltre i confini del centrodestra: è la via maestra per congedare la fallimentare giunta pentastellata ma anche l’unica certezza per impedire la vittoria di un’alleanza Pd-M5s.
Ogni altra candidatura rischia di portare divisioni e fratture nel centrodestra. Rischia soprattutto di riproporre un’immagine vecchia e polverosa di un’alleanza che non esiste più nei termini in cui era stata pensata un quarto di secolo fa. Capisco Antonio Tajani, che deve mostrare la bandiera di partito. Ma a Torino lo fa nel momento sbagliato e nei modi sbagliati. Per Cambiamo!, lo dico con serenità, non ci sono tavoli nazionali capaci di ribaltare la candidatura di Damilano, imposta dalla forza delle cose e dall’autorevolezza della persona. Se Forza Italia pensa di rimettere in discussione Damilano dovrà assumersi la responsabilità di rompere una coalizione e regalare la vittoria al centrosinistra.
Osvaldo Napoli, capogruppo di Cambiamo! al Comune di Torino
Sottoposti a fermo di pg per furto aggravato in concorso
Hanno infranto la vetrata di un bar di via Monfalcone, attorno alle 5 e mezza del mattino dello scorso mercoledì, utilizzando un tombino trovato nelle vicinanze. Hanno poi divelto il registratore di cassa dalla sede e rubato l’importo custodito, suddiviso in monete e banconote, per un importo complessivo di circa 200 €. I due, di nazionalità rumena, di 34 e 30 anni, si sono poi dati alla fuga, ma il tutto è stato ripreso da alcune telecamere di sorveglianza della zona. I poliziotti della Squadra Volante in servizio al mattino, appreso quanto accaduto nel corso delle ultime ore, hanno visionato attentamente le immagini relative al furto ed hanno posto in essere una capillare attività di ricerca; alle 7 e mezza, in corso Giulio Cesare, una pattuglia intercettava due soggetti del tutto simili, per fattezze fisiche ed abbigliamento, agli autori della spaccata di via Monfalcone. I due tentavano di eludere il controllo di polizia accelerando il passo, ma venivano fermati e sottoposti a controllo: nelle loro tasche, una quarantina di euro in monete da 50 cm e 1 €. Gli accertamenti effettuati a loro carico negli uffici della Questura hanno fatto emergere, per il 34enne, precedenti per ricettazione e furto, nonchè la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Orbassano a decorrere dallo scorso 14 Marzo. Per il 30enne, precedenti per stupefacenti, danneggiamento e furto. I due sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per furto pluriaggravato in concorso.
A siglarlo sono stati il Sindaco di Moncalvo Christian Orecchia ed il primo cittadino di Valenza Maurizio Oddone. Si tratta di un protocollo d’intesa, che ha seguito ad una serie di costruttivi incontri preliminari, finalizzato allo sviluppo ed alla promozione reciproca e sinergica delle due Città e dei due territori, i quali hanno un denominatore comune storico, appartenendo ad un’area territoriale che anticamente era parte del Marchesato del Monferrato del quale furono entrambe capitali itineranti.
Inoltre le due realtà hanno proprie peculiarità produttive i cui prodotti sono conosciuti ed esportati in tutto il mondo, la Città di Valenza inerenti iul settore dell’oreficeria e della gioielleria, la Città di Moncalvo l’appartenenza ad un territorio ad alta vocazione vitivinicola ed enogastronomica di pregio, in particolare quella tartufigena.
Pertanto i due contraenti si sono impegnati a intensificare i rapporti di collaborazione fra i rispettivi territori, a realizzare iniziative congiunte di promozione , attivare uno scambio reciproco di informazioni turistiche, realizzare scambi di eventi ed iniziative, favorire la collaborazione tra imprese turistiche ed operatori del settore delle città di Valenza e Moncalvo, favorire e sviluppare accordi e partnership tra le imprese delle due realtà moncalvese e valenzana, in particolare del settore orafo ed enogastronomico, per una crescita ed uno sviluppo economico reciproco.
Dichiara il Sindaco di Valenza, Maurizi Oddone: “Valenza guarda al Monferrato da un lato per la contiguità territoriale, dall’altro per le ragioni che l’hanno legata storicamente a questo territorio ai tempi del Marchesato, tanto che fu, come del resto Moncalvo, una delle capitali itineranti della corte degli Aleramici. Al tempo stesso entrambe le città sono legate, per la loro economia, a dei prodotti del suolo e della terra, come i metalli per Valenza e il tarfufo, il ‘diamante grigio’ per Moncalvo”.
Spiega il Sindaco di Moncalvo Christian Orecchia: “Sono felice di incontrare il collega di Valenza. Moncalvo crede nel territorio e nel fare rete. Valenza è un polo strategico per la regione e da questa collaborazione possono nascere importanti opportunità”.
Il Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura di Moncalvo, Andrea Giroldo sottolinea che “Ciò di cui ha più bisogno il Monferrato è il mettere in rete i grandi punti di forza del suo territorio per creare un’attrattività di respiro internazionale che sappia richiamare il turismo che spende davvero e crea economia. E’ esattamente questo il ragionamento del protocollo dei due diamanti: mettiamo insieme 2 storiche città monferrine, Moncalvo e Valenza per creare un lavoro di squadra strategico tra il comparto del tartufo e quello dell’oreficeria di lusso. In estrema sintesi possiamo dire che le due economie si alimentino e crescano a vicenda”.
Il progetto definitivo dei lavori di manutenzione straordinaria in 5 istituti scolastici torinesi è stato approvato dalla Giunta Comunale, su proposta dell’assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica Antonietta Di Martino.
Sono interessati dagli interventi di adeguamento alle norme di sicurezza antincendio e igiene nei luoghi di lavoro gli edifici scolastici:
Ugo Foscolo (secondaria di primo grado) via Piazzi 57
Alessandro Antonelli (secondaria di primo grado) via Lanfranco 2
Costantino Nigra (secondaria di primo grado) via Bianzè 7
Aristide Gabelli (scuola primaria e secondaria di primo grado) via Santhià 25
IC Alessandro Manzoni- Antonio Rayneri (secondaria di primo grado e primaria) e Massimo D’Azeglio (scuola dell’infanzia statale) via Giacosa 25/corso Marconi 28.
“Con questi lavori abbiamo fatto un ulteriore passo avanti per adeguare le scuole cittadine alle misure di sicurezza antincendio previste dalla legge – spiega Di Martino -. Si tratta di opere necessarie ad acquisire il certificato antincendio per la sicurezza delle cinque strutture”.
La spesa complessiva è pari a 750mila euro e sarà finanziata per 350mila euro con fondi del Ministero dell’Istruzione e per la restante quota di 400mila euro dalla Città con finanziamento a medio-lungo termine.
L’intervento è inserito nel Programma triennale delle opere pubbliche 2021/2023 ed è inserito nel Bilancio 2021. (ma.co.)
Juventus terza,stasera ha guadagnato 3 punti davvero importanti per non perdere la qualificazione in Champions League.Partita perfetta degli uomini di Andrea Pirlo.Schierati con il 4-3-3 la Juve nella partita più importante degli ultimi tempi ha tirato fuori da sé il meglio sia dal punto di vista tecnico che tattico e soprattutto ha dimostrato tanto carattere e concentrazione.Molto bene Ronaldo, Cuadrado, Chiesa protagonisti assoluti della partita.Merita un commento a parte Dybala:rientrato dopo 2 mesi ha illuminato la serata con giocate di gran classe condite da un gol stupendo.È tornato il fuoriclasse di sempre.Obiettivo secondo posto.Scavalcare il Milan ad 1 solo punto ed issarsi subito dietro l’Inter capolista che stasera,battendo il Sassuolo ha ipotecato la vittoria dello scudetto.
Vincenzo Grassano
Sono due le strategie che bisogna porre in essere: “In primo luogo un forte appello al sistema bancario, che però al momento sembra essere fermo: la situazione di Embraco è collegata a quella di Acc di Mel in Veneto che ha una difficoltà ma solo in termini economico-finanziari, perché le commesse ci sono. Ad Acc manca la liquidità, per cui il commissario è costretto a chiedere una riduzione dei salari dei dipendenti e addirittura il rifiuto di alcune commesse”. Il progetto è quello che le due società si uniscano in Italcomp, che vedrebbe Riva di Chieri (To) sede della grande manifattura dei compressori. Secondo l’asasessore “Il piano in essere è importante e di grande rilancio del territorio. Si può creare un polo non solo italiano, ma anche europeo per la produzione dei compressori”.
I posti di lavoro in gioco sono circa 400 per la torinese Embraco e 300 per la bellunese Acc.
L’altra strategia è quella di intervenire sulla Commissione europea, che per il momento non ha concesso il via libera a un aiuto finanziario pubblico per la fusione, mentre le lettere di licenziamento sono arrivate. “Un comportamento – sottolinea l’assessore – che non è coerente rispetto a decisioni prese in situazioni simile successe in altri Paesi”. Ma intervenire in sede europea “richiede comunque tempi più lunghi, adesso la priorità è un aiuto rapido da parte del sistema bancario”.
“La procedura di licenziamento è in corso, i tempi sono stretti: bisogna riuscire ad avere un finanziamento. Speriamo che con un passaggio istituzionale anche al Mise, si ottenga il risultato. Finpiemonte potrà intervenire nel passaggio successivo, ma non su Acc direttamente che non è piemontese. Siamo anche in continuo contatto con la regione Veneto”, ha concluso Chiorino.
Il capogruppo della Lega Alberto Preioni ha assicurato che il partito piemontese sta dialogando direttamente con Maurizio Molinari (capogruppo alla camera e segretario subalpino del Carroccio) e con il ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.
Marco Grimaldi (Luv) ha chiesto di attivare un’audizione dei lavoratori e insistito nel domandare con Giorgetti un canale preferenziale su questo tema.
Daniele Valle (Pd) ha rimarcato la necessità di intervenire in fretta, “perché le lettere di licenziamento ci mettono pressione. Importante uscire oggi con una data fissata per l’incontro”.
Per Silvio Magliano (Moderati) “il tema dello sblocco dei licenziamenti rischia di diventare presto un problema che andrà oltre Embraco, per diverse aziende piemontesi”.
COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.00
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1.464 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 194 dopo test antigenico), pari al 6,1% dei 24.097 tamponi eseguiti, di cui 13.153 antigenici. Dei 1.464 nuovi casi, gli asintomatici sono 612 (41,8%).
I casi sono così ripartiti: 271 creening, 849 contatti di caso, 344 con indagine in corso; per ambito: 47 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 93 scolastico, 1.324 popolazione generale.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 324.506 così suddivisi su base provinciale: 26.279 Alessandria, 15.591Asti, 10.014 Biella, 46.073 Cuneo, 25.124 Novara, 173.717Torino, 12.218 Vercelli, 11.709 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.394 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.387 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 357 (– 13 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 3.889 (+7 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 27.276
I tamponi diagnostici finora processati sono 3.889.106 (+24.097 rispetto a ieri), di cui 1.388.406 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 10.560
Sono 79 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 2 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora di 10.560 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.487 Alessandria, 650 Asti, 399 Biella, 1.277 Cuneo, 870 Novara, 4.963 Torino, 479Vercelli, 345 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 90 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
282.424 GUARITI
I pazienti guariti sono complessivamente 282.424 (+2.651 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 23.186Alessandria, 13.735 Asti, 8.918 Biella, 39.154 Cuneo, 22.002 Novara, 150.813 Torino, 10.655 Vercelli, 10.593Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.259 extraregione e 2.109in fase di definizione.