È aperto il bando per la sesta edizione del Premio Gianmaria Testa- Parole e Musica, promosso e organizzato dal Comitato Moncalieri Cultura con Produzioni Fuorivia e con il contributo della Regione Piemonte e della Città di Moncalieri, nell’ambito del Festival Moncalieri Legge.
Si tratta di un appuntamento che in pochi anni ha saputo diventare punto di riferimento per I giovani cantautori italiani e internazionali, un riconoscimento dedicato alla memoria e all’eredità artistica di Gianmaria Testa, poeta in musica che è stato in grado di raccontare con profondità e al tempo stesso leggerezza le fragilità del mondo contemporaneo.
Il Premio Gianmaria Testa è nato per valorizzare la scrittura musicale come espressione d’arte, per scoprire e promuovere nuove voci che sappiano coniugare parola e melodia, nel segno di un’autenticità che attraversa le generazioni.
Possono partecipare autori e compositori under 38 di qualsiasi nazionalità, presentando uno o due brani inediti o pubblicati da non più di sei mesi alla data di iscrizione. Le candidature dovranno essere inviate dal 10 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 all’indirizzo premiogianmariatesta@moncaliericultura.it.
Una giuria d’eccezione, composta da protagonisti del mondo musicale e culturale italiano, sarà chiamata a selezionare i cinque finalisti che si esibiranno dal vivo nella serata finale di lunedì 9 marzo 2026 alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri.
Nel corso della serata i finalisti presenteranno il proprio brano originale in concorso e interpreteranno una canzone di Gianmaria Testa, creando un ponte tra memoria e contemporaneità.
Il vincitore assoluto riceverà un premio di 1500 euro, una targa e un diploma, oltre alla possibilità di esibirsi in rassegne musicali piemontesi; un premio speciale di 800 euro sarà assegnato alla migliore esibizione live.
Durante la serata finale sarà presente anche la direzione artistica di Resetfestival, che selezionerà tra i finalisti un artista da invitare sul palco alla prossima edizione del Festival.
“Il Premio Gianmaria Testa è diventato negli anni un luogo d’incontro tra generazioni, uno spazio in cui la canzone d’autore torna ad essere racconto e ricerca – ha dichiarato Antonella Parigi, assessora alla Cultura della Città di Moncalieri – E’ una tappa significativa del percorso con cui Moncalieri costruisce la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, investendo su progetti che intrecciano arte, parole e comunità”.
“Ogni anno il Premio ci sorprende – racconta Paola Farinetti, produttrice e presidente della giuria – Le parole e la musica dei finalisti ci ricordano che la canzone d’autore non è un genere del passato, ma un linguaggio vivo, capace di narrare il presente con poesia e verità. Gianmaria credeva nella forza delle parole “levigate fino alla trasparenza” e credo che oggi più che mai servano artisti che abbiano il coraggio di farle risuonare in modo autentico. Questo Premio nasce per loro, per chi prova a raccontare il mondo con delicatezza e profondità”.
Mara Martellotta




La violenza contro le donne va condannata nella maniera più ferma e senza giustificazionismi di sorta. Le donne restano il sesso debole, secondo un’antica espressione che pensavamo superata in nome di una parità sia pure faticosamente raggiunta. Oggi tuttavia nel rapporto uomo-donna, esse non sono solo la parte debole. A volte sono la parte forte anche nel momento di un divorzio. Lo sostiene una paladina delle donne come l’avvocato Anna Maria Bernardini de Pace che della battaglia contro la violenza sulle donne è un presidio attivo e giuridicamente straordinario e insuperabile. Ieri mattina ho partecipato come socio all’assemblea dell’associazione “Marco Pannella“, un altro grande presidio di libertà in una società dove ogni forma di violenza e di odio, in primis quello antisemita, minacciano la libertà di pensare e di vivere. L’aggressione al giornale “La Stampa“ rivela un impazzimento collettivo molto preoccupante. Nel mio intervento di ieri ho affermato che la legge contro la violenza alle donne nel punto relativo al consenso “libero e attuale” dell’atto sessuale va chiarito e precisato giuridicamente. Così come è formulato adesso, è fonte di condanne aprioristiche ingiuste. Non si può andare a letto con il telefonino o con un contratto da aggiornare magari in itinere. Si tratta di un qualcosa di grottesco e persino ridicolo. Ricorda un’espressione odiosa di tempi lontani: le marchette, il gettone che le prostitute ricevevano ad attestare le loro prestazioni: il sesso contabilizzato che ne distrugge il valore vitale. E’ strano che se ne siano accorti solo i leghisti, anche se la presenza di una giurista come Giulia Bongiorno fa la differenza. L’onere della prova di innocenza è giuridicamente inconsistente perché il principio giuridico è esattamente all’opposto. L’onere della prova spetta alla parte che fa valere un diritto in giudizio e non viceversa. Immemori delle improvvise denunce, vecchie di anni, che hanno riempito le pagine dei giornali dedicate a registi, attori ed attrici, coloro che hanno perseguito una legge con un voto unanime non hanno considerato che l’unanimita’ su un tema così delicato sacrifica la complessità dei problemi, semplificando in modo draconiano la realtà. Ho detto con una battuta un po’ semplicistica , ma vera, che a dettar legge è l’on. Boldrini, eroina di un manicheismo spesso settario e sempre ideologico. A me piacerebbe leggere un testo proposto dall’avvocato Bernardini de Pace che ha accumulato un’esperienza unica nel corso di una lunga carriera in rapporto costante con le donne. Inoltre la violenza nei rapporti non credo sia limitata solo al rapporto eterosessuale, come dimostrano le cronache. La verità è che l’amore è anche passione e seduzione e gelosia, tre sentimenti che nessun leguleio potrà facilmente regolamentare con certezza assoluta. Il problema si può tentare di risolverlo con l’educazione, ma non con quella degli improvvisati cultori di discipline che non conoscono: sociologi, psicologi, tuttologi, apprendisti stregoni. L’Eros resta un aspetto vitale carico di misteri, di piaceri e di sofferenze che ciascun essere umano deve affrontare o rinunciare a vivere. Sotto le coperte non valgono leggi , dicevano i vecchi liberali, contro i moralisti bacchettoni. Ho un’età tale da poterne parlarne con il distacco che viene dalla pace dei sensi e dall’esperienza di vita. Certe Erinni non possono stravolgere la vita umana. Ripeto, tuteliamo le donne con leggi severe, ma esse debbono essere chiare e giuste. Direi umane. Io sono convinto che Marco Pannella avrebbe condiviso questo discorso, anche se non è mia intenzione “usarne“ il nome che resta legato ad un contesto storico diverso da un oggi in cui prevale la deriva irrazionalistica degli estremisti. Ma certo Marco Pannella è stato anche un maestro libertario di vita.