Presentato al World Tourism Event di Padova il protocollo di intesa per la promozione turistica congiunta dei due grandi attrattori UNESCO
Le Residenze Reali Sabaude del Piemonte e le Ville Medicee toscane, due tra i maggiori attrattori del patrimonio UNESCO d’Italia, sono protagoniste del protocollo di intesa tra le Dmo VisitPiemonte e Toscana Promozione Turismo, nella prospettiva di un piano di valorizzazione congiunta. L’accordo è stato presentato il 24 settembre, presso il Palazzo della Ragione di Padova, in occasione dell’edizione 2021 del WTE – World Tourism Event, dedicato al turismo verso città e siti patrimonio UNESCO.
Obiettivo del documento, generare collaborazioni che consentano di aumentare i flussi turistici verso due importanti realtà culturali unite da numerosi punti di contatto storici e artistici, per ampliare l’offerta e amplificare la comunicazione e la promozione.
L’Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte sottolinea come il comparto turistico abbia subito una battuta d’arresto a causa dell’emergenza sanitaria. Nel panorama europeo i nostri competitor si sono dimostrati molto agguerriti, ed è per questa ragione che nei mesi scorsi si sono triplicati gli sforzi, facendo sistema per recuperare il terreno perduto. Si è stipulato un accordo con la Regione Liguria per nuovi circuiti che attraversano proprio alcuni siti Unesco; è stato stretto un gemellaggio con la città di Siracusa per promuovere le eccellenze dei territori; e anche questo accordo di programma con la Regione Toscana è un passo importante per promuovere l’offerta turistica delle due regioni sui mercati nazionale ed internazionali. Fare sistema deve diventare un modello di comportamento.
Quello di Padova è per la Toscana è un appuntamento molto importante, commenta l’Assessore al Turismo e all’Economia della Regione Toscana. Mai come in questo momento è fondamentale che le Regioni diano un proprio contributo decisivo e propositivo alla costruzione di un nuovo profilo della destinazione Italia. Tra i nostri grandi progetti, la collaborazione tra Toscana Promozione Turistica e VisitPiemonte dedicato ad eccellenze che arricchiscono, da secoli, il patrimonio culturale italiano.
«Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa con VisitPiemonte – dichiara il Direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi – vogliamo creare un accordo di proficua collaborazione che ruota intorno ad obiettivi condivisi e strategie di co-marketing, come quello di promuovere a livello turistico le Ville Medicee e le Dimore storiche Sabaude, con l’intento di rafforzare ed aumentare la rete di competitività e integrare gli attuali prodotti turistici attraverso offerte territoriali che ne rafforzano l’identità e le peculiarità».
«Siamo molto contenti del protocollo di intesa che abbiamo siglato con Toscana Promozione Turistica e che contribuisce a realizzare due temi per noi fondamentali – sottolinea Luisa Piazza, Direttore Generale di VisitPiemonte-Regional Marketing and Promotion – Il primo, l’avvio di una collaborazione con un’altra primaria DMO nazionale con cui condividiamo analoghi interessi, nella convinzione che lavorare in rete sia un vero vantaggio per la valorizzazione dei territori. Il secondo, l’opportunità di lavorare congiuntamente sulla promozione dei rispettivi patrimoni culturali, artistici ed enogastronomici, cogliendone le analogie: è il caso delle Residenze Reali e Sabaude in Piemonte e delle Ville e Giardini Medicei in Toscana, attrattori turistici accomunati dal riconoscimento Unesco che possono rafforzarsi a vicenda».
Interviste. Racconti. Documenti. Alla sua prima, riuscita, esperienza letteraria Tiziana Bonomo racconta in 280 pagine (e oltre settanta immagini) edite da “Jaca Book” l’uomo e il grande professionista della cronaca giornalistica, Domenico Quirico. Lei, un lavoro, dietro le spalle, nel campo del marketing e nella comunicazione di grandi aziende internazionali nonché nel 2016 ideatrice e fondatrice di “ArtPhotò” con cui promuove e sperimenta progetti legati alla fotografia di documentazione e di impegno sociale; lui, astigiano di nascita, classe ’51, il grande giornalista che tutti conosciamo, caposervizio esteri e inviato di guerra per “La Stampa”, narratore acuto e attento della “Primavera araba”, di guerre, rivoluzioni, migrazioni, rapito in Libia (per due giorni) nell’agosto del 2011 ed il 9 aprile del 2013 in Siria dal libero esercito siriano che lo passa poi alla brigata Abu Ammar per cinque terribili lunghi mesi, fino all’8 settembre. Esperienze forti di giornalista-viaggiatore “in luoghi complicati della Storia” che Quirico ha raccontato in numerosi libri, guadagnandosi importanti Premi, dal “Montanelli” al “Terzani” al “Brancati” nel 2015 con “Il grande califfato”. A Domenico sono anche stati dedicati due documentari: il primo, “Ombre dal fondo”, diretto da Paolo Piacenza ha chiuso le “Giornate degli Autori” della “Mostra del Cinema” di Venezia nel 2016, il secondo nel 2018, dal titolo “Domenico Quirico.Viaggio senza ritorno” per la regia di Paolo Gonella che in lui ha visto la “capacità unica di restituire con la forza delle parole esperienze estremamente difficili da raccontare”. Esperienze che ritroviamo, raccolte in cinque capitoli (“La lettura”, “L’accoglienza”, “L’Europa”, “La vita”, “La fede”) nel libro della Bonomo.“Attraverso i documenti, le fotografie e soprattutto le parole vive raccolte dall’autrice –si legge in presentazione- il libro cerca di svelare la percezione originale di un narratore del nostro tempo restituendo la sua testimonianza vissuta in drammatica presa diretta sugli avvenimenti storici più rilevanti degli ultimi trent’anni. Il tentativo di rimanere con l’uomo Quirico in quella affascinante zona di imperfezione, erranza, incompiutezza che sembra innervare il nostro mondo”. Ma da dove nasce per una donna che oggi fa della fotografia la sua “finestra aperta sul mondo” per tentare di capire sé stessa e i risvolti più o meno laceranti e impietosi di questa “vita ferrosa”, l’idea di raccontare in un libro il grande giornalista? “Un giorno per caso – risponde Tiziana – ho letto ‘Esodo’ di Domenico Quirico… Mi sono commossa. La sua personale capacità di far capire i fatti, le sue sconvolgenti parole hanno scavato nella mia coscienza fino a farmi realizzare per la prima volta quanto avessi smesso di prendermene cura. Ho
LIBRIcapito che se volevo riprendere il mio viaggio nella conoscenza, finalmente potevo farlo sulle orme di un grande narratore contemporaneo. Pazientemente ho letto tutti i suoi libri, raccolto tutti i suoi articoli, le interviste televisive, gli incontri e le lezioni magistrali e pian piano ho iniziato a prendere posizione”. Il tutto per tre anni. Incontri. Domande e domande. Riflessioni. Interrogativi. La voglia di capire i grandi fatti della Storia e della Vita per meglio guardarsi dentro e scoprirsi nel cuore e nell’anima. Un libro quindi che é anche manuale prezioso di autodifesa esistenziale. Specchio vero di sé. Grazie all’altro. Intervistatrice (per caso) e intervistato. Insieme per sentieri conoscitivi insidiosi. Ma sempre avvincenti. “All’inizio della nostra conoscenza – scrive Tiziana – conversavo con Domenico Quirico per un interesse del tutto personale. Ben presto, però, la qualità delle nostre conversazioni ha fatto nascere in me l’ambizione di farlo conoscere a fondo attraverso un libro.Così ho pensato di trasformare alcuni pomeriggi passati con lui al caffè in altrettante brevi interviste. Ho continuato a raccogliere le sue risposte e, quando gli ho proposto il libro, ha risposto di sì”. E conclude: “Questa semplice conferma mi ha spinto a proporre le interviste in maniera diretta, con il fascino della sua parola e con le imperfezioni che la generano”. Il fascino dell’imperfezione, appunto.